La privacy? Non esiste! [DIRITTI DIGITALI]


Ma pensiamo all’uso indiscriminato dei social network, alle nostre vetrine online, pensiamo, per fare un esempio, al gigante blu della rete, e, forse, più che una provocazione sembrerà una realtà.

Privacy e social network: due mondi in rotta di collisione?

La risposta non è nè facile nè univoca, ma di certo occorre porre l’attenzione su due elementi soprattutto: le policy di utilizzo del servizio, gli amati-odiati TOS che tutti dovremmo imparare a conoscere, e quello che in legalese chiameremmo il ‘foro competente’.
Partendo da quest’ultimo, non tutti gli utenti si soffermano sulla circostanza che, in caso di contenzioso, la legge applicabile a Facebook, per esempio, è quella del paese dove la società ha la sede legale, nello specifico quella dello stato della California, e che, pertanto, in caso essa decida di non collaborare spontaneamente con le autorità di un altro paese, qualsiasi richiesta dovrà essere veicolata attraverso il procedimento della rogatoria internazionale – la richiesta, da parte dell’Autorità Giudiziaria italiana, di svolgimento di atti probatori presso Stati esteri.

L’importanza dei Termini di Servizio

Da qui il collegamento al secondo elemento che abbiamo prima indicato: i termini di servizio (Terms Of Service).
Alzi la mano chi gli ha letti/li legge al momento della registrazione del proprio account, dell’attivazione di uno specifico servizio, dell’installazione di una app sul proprio smartphone.

Certo, se Sparta piange, non può dirsi che Atene sorrida: le medesime riserve possono muoversi agli utenti di tutti i network sociali, siano riuniti in cerchie piuttosto che chiamati ‘amici, o privilegino categorie specialistiche di utenze come il professionista o il musicista.
Sorprende, ad esempio, scoprire che secondo un sondaggio realizzato lo scorso anno da Zone Alarm, nota società produttrice di software di sicurezza, il social netowrk che meno di ogni altro assicurerebbe la tutela dei dati è risultato essere LinkedIn, dichiaratamente orientato ad un’utenza professionale, ritenuta, in linea di principio e, sembrerebbe, a torto, più attenta al rispetto della normativa in materia.
Il social, infatti, sarebbe incappato in un errore tecnico durante la modifica delle proprie policy e si è trovato a dover intervenire radicalmente al fine di evitare l’’impiego delle identità degli utenti come veri e propri “testimonial” pubblicitari di prodotti e brand, risultando, in ogni caso, quantomeno poco affidabile.
Così com’era strautturato, infatti, il software di LinkedIn si è evidenziato agevolmente attaccabile dagli hacker, abilitati a dirottare i profili LinkedIn mediante acquisizione dei nuovi utenti attraverso l’utilizzo dei cookies, creati tramite il sito e poi memorizzati in locale sul computer dell’utente
Ma questo, chiaramente, è solo un esempio tra i tanti possibili.

La localizzazione geografica dei social network

Ragionevole ricondurre la situazione, in parte, anche alla circostanza che la maggioranza dei social network sono americani: negli Usa, infatti, la cultura della privacy è differente da quella europea – e, per molti aspetti, inferiore – e sicuramente è minore l’attenzione alle garanzie vigenti nel contesto extra-USA; giustificato, quindi, a nostro avviso, privilegiare la maggiore o minore affidabilità nella tutela dei dati ad una preliminare scelta personale dell’utente in ordine all’utilizzo specifico del social di riferimento (al di là, quindi, della vocazione esplicita dello stesso).

Facebook sei tu!

Inevitabile, quindi, che il discorso si imperni sulla responsabilizzazione del soggetto, dell’utente, che deve essere conscio delle opportunità , ma anche dei limiti dello strumento (Facebook e gli altri social network sono potentissimi mezzi di comunicazione, se usati correttamente, ma anche armi che possono rivelarsi pericolose e, in alcuni casi, ritorcersi contro l’utente stesso).
La tecnologia, infatti, può essere sempre considerata tendenzialmente neutra; ma tale neutralità è, appunto, solo tendenziale perchè, per esempio, in alcuni casi la gestione della privacy è affettuata in modo poco trasparente, e necessita – com’è accaduto – di interventi esterni di ‘indirizzo’: in questa direzione va intesa la presa di posizione della Commissione europea in difesa dei minori, ma anche contro l’eccessiva profilazione online; e sempre in tale ottica, vanno esaminate  alcune recenti vicende che hanno visto coinvolta la stessa Facebook, come nell’ iniziativa Europe vs. Facebook dell’austriaco Max Schrem.

Alfabetizzazione e consapevolezza

Al di là dell’intervento autoritativo, spesso necessario – e molte volte sollecitato dalla diffusione delle notizie di stampa o da autonome iniziative di cittadinanza attiva – è importante – rectius: fondamentale – una lettura consapevole dei termini che regolano il servizio utilizzato.

Oltre qualsiasi decalogo – 10 cose da fare, da dire, da non dire, da postare, etc.. – infatti, l’unica e primaria forma di tutela, a nostro avviso, resta la consapevolezza dell’utente, che si struttura anche attraverso la comprensione di quanto si legge.

E’ chiaro che la predisposizione di idonei TOS, chiari e ‘human readable’, è premessa fondamentale dell’impianto che qui si descrive, ma la formazione dell’utente è altrettanto imprescindibile, ancor più se professionista.

Facebook e i ‘nostri’ contenuti

Tornando alla lettura dei TOS, e solo per fare un esempio, quanti di noi sanno che Facebook è licenziataria di tutti i nostri contenuti?
L’art. 2, comma 1 dei Termini di Servizio, infatti, prevede testualmente che

“l’utente fornisce a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sotto-licenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, che consente l’utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook (Licenza IP). La Licenza IP termina nel momento in cui l’utente elimina i Contenuti IP presenti sul suo account, a meno che tali contenuti non siano stati condivisi con terzi e che questi non li abbiano eliminati”.

Una licenza non esclusiva (vero), revocabile (altrettanto vero), ma su tutti i contenuti postati, anche se solo ‘in connessione’ con Facebook – frase ambigua che si riferisce, per esempio, all’uso del bottone ‘like’ su qualsiasi sito esterno a Facebook – quindi, anche sulle foto della vacanza o (peggio) dei bambini.
Solo la chiusura dell’account impedisce (?) a Facebook di utilizzare tali contenuti: peccato che nessuno abbia esatta contezza di quanto tempo impieghino i server della società ad eliminare i dati relativi al profilo cancellato, e che, in caso di condivisione, i nostri post divengano semplicemente… eterni!

Se la privacy non esiste…

Dal momento che chi scrive appartiene alla scuola per cui ‘la privacy esiste’, al di là della libertà di chichessia di rinunciarvi scientemente, è indubbio che una sfera di intangibilità debba essere sempre e comunque tutelata, e che questa tutela venga assicurata anche laddove non sia ancora arrivata la coscienza/consapevolezza sociale.
In tale ipotesi, è compito dalle norme porre dei limiti, possibilmente concertati, alla pervasività degli strumenti che utilizziamo tutti i giorni..
Questo consente all’eventuale rinuncia di essere consapevole, e mai prodotta dalla mancata conoscenza del fenomeno, del mezzo, delle conseguenze ad esso collegate.
Una grande operazione di alfabetizzazione, quindi, all’uso consapevole della rete e dei social network, sostenuta a livello normativo, che conduca l’utente, in maniera quasi impercettibile, a conoscere meglio questo nuovo pervasivo mondo.
Ed a farlo davvero suo.

Come si riconosce un Boss perfetto?

Dopo aver scoperto le qualità che rendono speciale un impiegato, non potevamo non proporvi un analisi delle caratteristiche che rendono un boss “straordinario”.

In questo articolo, Geoffrey James ci descrive i risultati di una serie di interviste rivolte ai CEO di aziende di successo.

Le risposte mostrano che i migliori “Boss”, quelli con la B maiuscola, vedono le cose in modo diverso. Risulta infatti che rispetto alla media dei dirigenti che si trovano in circolazione, i loro punti di vista siano profontamente diversi.

Aziende: ecosistema vs campo di battaglia

Solitamente i superiori pensano ad un impresa come ad una battaglia: i concorrenti sono acerrimi nemici e i clienti sono un territorio nemico da conquistare.
I boss di successo, al contrario, pensano alla loro azienda come ad un sistema, una simbiosi nei quali si lavora in team per rispodere velocemente alle sfide esterne.

…comunità vs macchina

I dipendenti possono essere visti come freddi e distanti ingranaggi di una macchina. Il risultato si raggiunge solo attraverso rigide regole e un forte controllo.

Non sempre questa struttura è vincente, un buon capo deve considerare la sua azienda come un’insieme di tante individualità, fatte di speranze e sogni, con i quali si deve confrontare per lavorare al meglio.

Management: no controllo ma servizio!

I boss credono che a loro spetti principalmente dettare regole e controllare che vengano eseguite perfettamente, le iniziative personali vengono liquidate con un “aspetta ce vediamo cosa dice il capo”.

Questo è naturalmente un grande limite, le realtà vincenti vedono manager che lavorano con e per i dipendenti. SI lmitano a impostare la direzione generale, fornendo un supporto al personale per reperire le risorse necessarie per svolgere il loro lavoro. Il processo decisionale si decentra e i manager intervengono in caso di emergenza.

Dipendenti: pari non figli!

I boss straordinari considerano ogni lavoratore come un elemento essenziale all’interno dell’impresa. Trattano i dipendenti come loro pari e non commettono l’errore comune di concepirli come esseri immaturi, che producono solo se controllati come farebbe un genitore.

Motivazione: vision comune e non imposizione

La paura è comunemente usata usata per motivare le persone, questo però scoraggia i dipendenti dal prendere decisioni rischiose. Un buon capo sa che deve saper coinvolgere i dipendenti negli obiettivi aziendali.

Se la vision dell’impresa è condivisa dal personale, questo godrà dei successi aziendali e lavoreranno di più per raggingerli.

Cambiamenti: crescita o disastro?

I cambiamenti non sono necessariamente qualcosa di complicato e minaccioso. Possono celare grandi opportunità, ma solo grazie a un pizzico di coraggio e una grande apertura verso le nuove idee si riesce a riconoscerle e coglierle. I grandi boss lo sanno, sanno che non si tratta di soluzioni estreme ma di step necessari per crescere.

Tecnologia: potere vs automazione

La tecnologia rappresenta un mezzo importante per rafforzare il potere attraverso il controllo. A questo scopo vengono implementati sistemi informatici freddi e mal visti dai dipendenti.

Utilizzarla in questo modo è riduttivo, la tecnologia deve svolgere i lavori ripetibili, per permettere all’essere umano di concentrare le risorse e liberare la sua creatività.

Divertimento vs fatica

I dirigenti, ma anche molti lavoratori, concepiscono il lavoro come un male inevitabile, i capi diventano oppressori e i dipendenti delle vittime.
Inutile dire che è una visione al quanto riduttiva, il lavoro deve essere divertimento!
E’ quindi importante assegnare ad ognuno il compito che lo rende più soddisfatto e felice, in questo modo aumenta la produttività e anche il capo è contento! 😉

Jobs, il CEO più amato in Silicon Valley!

Per concludere vi mostriamo una simpatica classifica dei boss più amati in della SV.

Partecipa al Ninja Candy e vinci un ingresso omaggio al corso in “Viral Strategy & Archetypal Branding”!

Pssss.. si bisbiglia che anche questa volta il Ninja Candy sia tornato per offrirvi una grandiosa opportunità: partecipare gratuitamente al tour de force in Viral Strategy & Archetypal Branding di venerdì 22 e sabato 23 giugno a Milano! E allora che aspettate? Calendario alla mano e segnatevi queste due imperdibili date!

Si tratta infatti del primo corso mai realizzato sulle nozioni e tecniche presenti nel libroCreate! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore) di Mirko Pallera [co-fondatore di Ninja Marketing] che per l’occasione sarà spalleggiato da Gianluca Lisi [Archetypal Branding Strategist] e Gianni Miraglia [Storyteller].

Se volete scoprire qual è il segreto per trasformare una semplice idea in un successo straordinario e come progettare una campagna di marketing virale imparando a conoscere gli archetipi ..non ci sono dubbi: questo è il corso che fa per voi!

Come fare per aggiudicarvi il tanto ambito dolcetto?

1. Assumendo una posizione zen e concentrandovi a più non posso, estrapolate dalle viscere della terra la maggior quantità possibile di creatività (non vale scavare, siate ecologici)!

2. Sulla scia del libro “Create! Progettare brand contagiosi (e rendere il mondo migliore)date vita alla vostra idea contagiosa per eccellenza: cosa siete disposti a fare per aggiudicarvi 16 ore formative completamente free firmate Ninja Academy? Siate originali e imprevedibili, viralizzate il vostro contenuto e trasformatelo in un vero e proprio tormentone! 

3. Documentate la vostra scelta creativa: video, foto, qualsiasi modalità è ben accetta! Unica condizione: fare riferimento al “Corso Ninja Academy in Viral Strategy & Archetypal Branding: Milano, 22-23 giugno“!

4. Postate il vostro contenuto (o un link ad esso) direttamente sulla bacheca Facebook di Ninja Academy;

5. Siate convincenti (anche e soprattutto con i vostri amici – veri o presunti, di Facebook) o, in alternativa, assillateli fino allo sfinimento! I tre contenuti che riceveranno più “Mi Piace” saliranno sul podio e verranno giudicati dalla Ninja Juria di Kwalità che, trattandosi di un corso succulento, sarà cattivissima, sappiatelo! State rabbrividendo, vero? 😎

6. Scrivete una mail a info[@]ninjacademy.it linkando la vostra idea e lasciando un recapito telefonico tramite cui vi contatteremo in caso di vincita.

Avete tempo fino a domenica 17 giugno per elargire un contenuto ad alto tasso creativo.

Se invece questa inusuale pioggerellina di maggio vi rende pigri, senza forza di volontà e in modalità pigiamone all day long, no problem: assicuratevi comodamente il vostro posto al corso iscrivendovi QUI.

E’ possibile iscriversi anche ad una sola giornata. Ninja Academy consiglia l’acquisto congiunto per una maggiore visione d’insieme ed una preparazione più completa sull’argomento.

Fino al 3 giugno sarà possibile usufruire dello sconto in modalità early booking450 € (+ IVA) per una giornata (anziché 500) o 800 € (+ IVA) per entrambe (anziché 900). E non dimenticate le iscrizioni di gruppo: più siete, meno spendete! Date un’occhiata agli sconti e al programma della due giorni direttamente sulla landing page dedicata.

Emozionateci, sorprendeteci, scombussolateci.

Be Ninja!

Facebook Advertising, tutte le novità e l'arrivo di Pay to Promote

Con quasi un miliardo di iscritti,  Facebook sta diventando un terreno sempre più fertile in cui trovare fan e utenti con profili e caratteristiche adeguate a qualsiasi brand e iniziativa. Ma mentre l’apertura e la gestione di una solida presenza sul social network – creazione di una fanpage e sviluppo di programmi di content marketing – sembra ormai un must per qualsiasi azienda, desta ben più perplessità la necessità (o meno) di fare pubblicità, tanto da spingere Advertising Age a intitolare un proprio post “Brands on Facebook: Advertising Is Optional“. In suo sostegno sembra venire una recente ricerca di Kantar Media Compete, che mostra lo storico recente dell’efficacia della pubblicità sul social network.

Inoltre, eMarketer sottolinea una maggiore sensibilità del sesso femminile a cliccare sulla pubblicità Facebook, mentre da un lato più economico-finanziario Il Sole 24 Ore riporta che nel 2011 la piattaforma ha registrato ricavi per 3,7 miliardi di Dollari, dei quali l’80% derivanti dalla pubblicità. Considerando proprio che il modello di business del social si basa sulle rendite dell’adv, l’argomento sembra molto interessante. Analizziamo allora qualche caso aziendale e introduciamo un‘interessante novità da parte di Zuckerberg & Co.

Facebook Adv: General Motors dice addio…

E’ notizia recente la decisione di GM di ritirare tutto il comparto pubblicitario da Facebook, nonostante gli investimenti iniziali di milioni di Euro. La ragione ufficiale? L’aver riscontrato la mancanza di un significativo incremento della clientela rispetto agli investimenti già effettuati. Nessun dubbio, invece, sull’efficacia della pagina corporate. Un brutto colpo, considerando che l’azienda è uno dei maggiori investitori globali in pubblicità on e offline.

… mentre Ferrero è soddisfatta!

Di tutt’altra opinione Ferrero, che ha comparato i dati tedeschi di Dicembre sull‘efficacia della pubblicità via Facebook con quella fatta attraverso la trasmissione di spot sul proprio brand Nutella. I risultati? Sorprendenti… a favore del primo canale!

Conclusioni

Efficace o no, l’adv è un servizio fondamentale per la sopravvivenza economica di Facebook: senza di essa, in effetti, il social network non avrebbe la possibilità di sostenere e sviluppare il proprio business.

Nonostante le controversie, Facebook sa bene di essere un ‘oggetto del desiderio’ non solo per marketer e pubblicitari, ma anche per i singoli utenti. Ecco dunque la sperimentazione del nuovo servizio “pay to promote“, che permetterebbe agli utenti di pagare per rendere più visibili agli amici i propri contenuti nel flusso di aggiornamenti.

Il futuro del social, soprattutto dopo la quotazione, sembra sempre più orientato verso servizi diversificati e a pagamento. E se la loro efficacia verrà confermata, Facebook non potrà che essere un alleato fondamentale per aziende e brand.

Assufficio incontra il marketing 3.0 per rilanciare il settore [EVENTO]

Il passaggio del marketing dalla fase 1.0, quella in cui il prodotto era il cardine, a quella 2.0, in cui il cliente diventa centrale, fino ad approdare ad una nuova fase – che Kotler chiama 3.0 – in cui i valori sono il cardine di ogni strategia di marketing.

Questo e il ruolo dell’ufficio come elemento determinante nella creazione di benessere e nello stimolo creativo saranno al centro di un evento importante per l’associazione che riunisce i produttori di ambienti per l’ufficio di FederLegno Arredo.

 

Il 30 maggio l’Assemblea Assufficio 2012 si svolgerà a Rodengo Saiano, nei pressi di Brescia, nell’affascinante sede della Donati spa in Via Paderno, 19.

Una giornata tutta dedicata al fil rouge che lega il marketing non-convenzionale al ruolo che ha l’ufficio sui cosiddetti “clienti interni”.

Dopo la prima parte riservata ai soci Assufficio – Associazione dei produttori di arredo per ufficio di FederlegnoArredo – dalle 10:45 inizierà un evento pubblico davvero interessante, rivolto ai professionisti dell’ufficio, agli imprenditori locali, manager ed esperti di comunicazione.

La mattinata vedrà un primo intervento del nostro co-fondatore Mirko Pallera, digital strategist, nonchè autore del recentissimo “Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore)”,  che parlerà di alcune case study di successo e dei vari fattori che hanno guidato e modificato il marketing nelle fasi del 1.0, 2.0 e 3.0.

” Non esistono più target da colpire, ma persone con cui risuonare!” Mirko Pallera

Dopo di lui prenderanno la parola alcuni imprenditori che presenteranno l’applicazione concreta di questa nuova forma di marketing volta a “rendere il mondo migliore”.

Se, come sostiene Pallera, uno degli obiettivi del marketing 3.0 è quello di rendere il mondo un posto migliore in cui vivere, l’ufficio dove trascorriamo buona parte della nostra vita ha un peso determinante nella creazione del Benessere.

Per questo motivo Assufficio è impegnata, spesso in sinergia con partner qualificati, in azioni e progetti tesi a promuovere la cultura della qualità in ufficio e a colmare le carenze per ciò che riguarda la progettazione dell’ufficio, spazio in cui si produce valore immateriale.

Il luogo in cui si lavora, infatti, ha un effetto diretto sulla produzione intellettuale, sulla sua capacità creativa e di concentrazione, con benefici effetti, non solo sul tasso di turn over e sull’assenteismo, ma soprattutto sulla qualità generale della vita e dell’ambiente.

Enrico Cietta, direttore scientifico di “Ufficio Fabbrica Creativa, progetto con lo scopo di analizzare i vari modelli organizzativi della produzione intellettuale, ci presenterà una riflessione sul beneficio della valorizzazione delle risorse umane stimolate da spazi creativi, rappresentando una vera e propria forma di marketing!

Giorgio Dal Fabbro, che presenterà la seconda edizione del “Corso Office Design” per comprendere e gestire al meglio, dalla progettuazione alla definizione finale alla valutazione dei costi, le problematiche relative al progetto di spazi d’ufficio.

Alberto De Zan, presidente Assufficio, concluderà l’incontro parlando dei Valori dell’Impresa presentando il Codice Deontologico, le “norme dell’agire professionale.

Per concludere in bellezza ci sarà un buffet in cui fare del sano networking e scambiarsi opinioni sugli argomenti affrontati con gli imprenditori presenti.

L’incontro è gratuito e aperto a tutti ma, per motivi organizzativi, è richiesta l’iscrizione entro il 25 maggio o al numero 02 80 60 43 04 o all’email eleonora.perlini@federlegnoarredo.it

Microsoft: So.cl apre a tutti!

Vi ricordate So.cl, il social network di Microsoft di cui vi avevamo parlato a Novembre? Bene: dopo la prima fase sperimentale, la piattaforma elimina i privilegi di accesso e apre a tutti! Tramite l’account Facebook o Windows Live, è possibile provare questo nuovo progetto 2.0.

Nei prossimi giorni lo esploreremo anche noi proponendovi le nostre impressioni! Intanto, se lo avete già provato, come vi sembra? 

I 10 fonts preferiti dai Web Designers internazionali

Nel mondo del Web Design sono i dettagli che fanno la differenza.

34 designers internazionali provenienti da 14 paesi di 5 continenti. 73 i diversi fonts citati, 46 gratuiti e 27 a pagamento. Ecco i numeri di una ricerca stilata da Hongkiat.com che indaga attraverso Polldaddy, Forrst, Facebook e Twitter quali fonts servono davvero a chi si occupa quotidianamente di web design.

Ecco una top ten dei fonts più citati, sia Free che Premium.

Free fonts

  1. Myriad Pro
  2. League Gothic
  3. Cabin
  4. Corbel
  5. Museo Slab
  6. Bebas Neue
  7. Ubuntu
  8. Lobster
  9. Franchise
  10. PT Serif

Premium fonts

  1. Helvetica
  2. Gotham
  3. DIN
  4. Futura
  5. Neo Sans
  6. Adobe Caslon
  7. Skolar
  8. Kautiva
  9. Caecilia
  10. Fedra Sans

E voi, quali utilizzate più spesso?

Gizmon mette le lenti a iPhone e iPad

Con iPhone e iPad è possibile far belle foto, ma fino a un certo punto. Il successo di Instagram, dopotutto, sta anche nella possibilità di applicare i filtri virtuali dall’aria tanto vintage alle foto scattate. E tutti sono diventati fotografi.

I device di Apple, però, sono sprovvisti di zoom ottico e messa a fuoco (ovvio, non sono mica fotocamere!). Questa mancanza è stata risolta da Gizmon, brand giapponese produttore di lenti.

Gizmon ha creato un set di tre lenti (polarizzatore circolare, fisheye e filtro 3-image mirage) assemblabili a una clip che si aggancia al vostro device Apple. La clip non rovina l’iPad o l’iPhone perché si aggancia per slittamento.

Le lenti sono acquistabili su Four Corner Store e il loro prezzo varia da $25 a $35.

Volete ancora usare i filtri di Instagram?

La creatività invade i distributori automatici

Ormai è impossibile non incontrarne anzi, si vorrebbe averne una sempre a disposizione per qualsiasi evenienza! Stiamo parlando dei distributori automatici. Dalle classiche “macchinette” legate a prodotti alimentari, bibite e caffè, passando per distributori di penne, cibi cotti, abbigliamento, cancelleria e chi più ne ha più ne metta. Sono addirittura nati dei negozi basati interamente sulla filosofia della vending machine. Queste macchine hanno il vantaggio tra gli altri, di essere punti vendita sempre aperti!

Ma è possibile sfruttare questa soluzione d’acquisto in modo creativo attraverso operazioni di marketing non convenzionale?

E’ quanto hanno capito due aziende (una cinese e l’altra argentina) che hanno realizzato campagne che utilizzano il  “vending machine concept” per esaltare i punti di forza dei propri prodotti. Ecco a voi le due stravaganti iniziative di ambient marketing, siamo sicuri che sareste pronti anche voi ad inserire la magica moneta in questi distributori!

Corelle: distribuzione automatica di piatti

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=4QfWxSiVsDI&feature=player_embedded’]

RGBR: distributore automatico birra

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=T67EncQPwNk&feature=player_embedded’]

Facebook: controlla la ricchezza di Mark in tempo reale! [INFOGRAFICA]

Non c’è che dire: Mark Zuckerberg – classe 1984 – ha sicuramente un futuro roseo, almeno dal punto di vista economico 🙂

A questo proposito, sono in molti a cercare di capire a quanto potrebbe ammontare la ricchezza del giovane imprenditore, soprattutto dopo la quotazione in borsa della sua azienda. Visual.ly ha cercato di rispondere in modo scherzoso al dilemma, proponendo un’infografica che aggiorna in real time la ricchezza di Mark in funzione della quotazione delle azioni in Borsa.

Naturalmente questo è uno screenshot: per controllare quanto è ricco Mark in tempo reale, andate a vedere direttamente l’infografica di Visual.ly 🙂

Che dire? Un’idea contagiosissima! Se anche voi desiderate diventare dei creator e sviluppare idee contagiose, perché non vi iscrivete all’innovativo corso in “Viral Strategy & Archetypal Branding“? L’evento è organizzato il 22-23 Giugno da Ninja Academy e conta docenti davvero eccezionali: Mirko Pallera, Gianluca Lisi e Gianni Miraglia. Interessati? Contattateci subito! 🙂