Imprese e Internet: com'è cambiato il modo di fare business?

Internet ha senza dubbio stravolto il modo di fare business, sia per la nascita di un intero settore dedicato all’implementazione delle tecnologie ICT, che per le opportunità offerte dai nuovi bisogni generati dalla rete.

Nel 2011 l’Istat ha publicato uno studio sulle ” Tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese“, nel quale troviamo molte informazioni utili per capire questo fenomeno.

Quante sono le imprese connesse in Italia?

I dati dimostrano che il 94,3% delle aziende italiane dispone di una connessione ad internet, con concentrazioni maggiori nel Nord Italia (>95%) e minori scendendo verso Sud e Isole.

Da notare la relazione esistente tra connessione e dimensione aziendale. Quasi tutte le aziende con più di 100 addetti accedono alla rete, la percentuale invece diminuisce parecchio se ci riferiamo alle imprese con meno di 50 impiegati (93,8%). Nel grafico mancano i numeri per le aziende con meno di 10 addetti, quindi è molto probabile che la percentuale effettiva sia ancora più bassa.

Lavoratori computerizzati

I dati osservati per le aziende non sono replicati se analizziamo le dotazioni dei singoli lavoratori. Infatti solo il 43,9 % degli addetti è assistito da un computer per il suo lavoro e la cifra cambia in negativo se si considerano quelli connessi a internet.

I settori con più lavoratori on line, tralasciando quelli strettamente legati all’ITC, sono:

telecomunicazioni 98,6%;
servizi turistici 89,3%;
editoria 86,9%.

All’ultimo posto troviamo invece il settore della ristorazione, con una presenza online di solo 8,5% su totale.

Clienti e Siti Web

Il 62,3 % delle aziende ha un sito internet ma, purtroppo, la maggior parte lo utilizza solo come vetrina, mostrando soprattutto il listino prezzi (33,4%). Sono ancora molto basse le percentuali di chi crede nei vantaggi dell’e-commerce.

Non solo numeri…

Le aziende sono più o meno “informatizzate” a seconda dell’attività svolta, non è quindi facilissimo fare un confronto. C’è un aspetto però con il quale tutti devono fare i conti: i clienti.

Dopo aver analizzato un caso italiano di successo, abbiamo scelto di approfondire proprio questo aspetto chiedendo a Raffaele, cofounder di BKR s.r.l, e Diego, di Falanga – Pasticceria siciliana, di raccontarci come utilizzano internet per rapportarsi alla clientela.

La BKR s.r.l. è una società fondata nell’ottobre 2011 dall’unione di professionisti provenienti dal mondo del noleggio e dell’intermediazione.
Sfruttando la tendenza sempre maggiore di ricorrere al noleggio a lungo termine per le automobili, la BKR si propone come soluzione per la gestione del parco auto aziendale, offrendo una vasta gamma di servizi complementari a prezzi molto competitivi.

A quali clienti vi rivolgete principalmente?

“In questo momento la maggior parte dell’attività ruota intorno a importanti contratti di collaborazione che abbiamo stipulato con alcune grandi società di noleggio, come Leasys, e con la Pubblica Amministrazione. Siamo fortemente interessati anche a conquistare il mercato dei privati.”

Come pensate di utilizzare il web?

“Stiamo iniziando ora a lavorare su questo aspetto quindi il nostro obiettivo è la visibilità. Puntiamo molto su sito, newsletter e sui vari social network come twitter e Facebook. Uno degli obiettivi è di aumentare l’interazione con i clienti per studiarne interessi ed abitudini, così da poter proporre in futuro strategie mirate.”

Ve ne occupate personalmente?

“La nostra azienda vuole essere sinonimo di professionalità, per questo abbiamo deciso di non improvvisare nulla ricorrendo al “fai da te” e di affidare il compito ad una società che si occupa di progettazione di siti web. Crediamo molto nel nostro prodotto e preferiamo investire affinchè sia rappresentato al meglio.”

Avete già qualche risultato?Lo rifareste?

“Probabilmente si, ma è ancora troppo presto per dirlo perchè iniziamo ora a raccogliere i primi frutti. Purtroppo il periodo storico attuale e la crisi econonimica non aiuta, la situazione dei nostri prospect è decisamente preoccupante, soprattutto per alcuni tipi di target. Nonostante questo stiamo avendo riscontri positivi soprattutto per quanto riguarda il consolidamento del mercato conquistato in passato.”

Falanga, società a conduzione familiare, opera dal 1948 proponendo dolci preparati solo con le miglori materie prime secondo le tradizioni della cultura siciliane. Ci troviamo in uno dei settori che non dipende in modo particolare da Internet. Nonostante ciò è in corso una profonda trasformazione, andiamo a scoprirla.

Quali canali di comunicazione usate?

“Fino a circa 2 mesi fa, utilizzavamo solo mezzi di comunicazione off-line, l’interesse per i new media era poca, poiché si pensava che gli utenti del web fossero fuori target. Ora c’è un inversione di rotta con una full immersion:nuovo sito web, Facebook, twitter, Google + , Canale Youtube, forsquare, blog, pintarest. Li proviamo tutti e sarà il mercato a decidere quali saranno i più usati… ”

Wow, a cosa è dovuto questo cambiamento?

“Non sono mai stato d’accordo con le vecchie politiche, studio marketing e conosco il valore di strategie legate ad Internet, ma con gli impegni universitari era impossibile dedicarmici a tempo pieno. Un mese fa, proprio per un esame universitario, ci hanno chiesto di creare una strategia di comunicazione interamente basata sul web su un soggetto a nostra scelta. D’accordo con il mio team, ho pensato di approfittarne per unire le due cose.”

Complimenti, grandi menti e costi bassi…

” Beh si, per adesso si può dire che il costo è quasi zero… e in quanto a menti, il team è fantastico e grazie a loro stanno venendo fuori ottime idee. Ad esempio, abbiamo appena lanciato un concorso on-line, gli utenti possono caricare sul sito web una foto a tema la foto più votata riceverà la fornitura di dolci per un anno intero. “

Quali risultati state ottenendo?

“Il miglior successo lo abbiamo ottenuto su facebook con più di 1500 “like” nella nostra pagina in un solo mese. Certo è presto per parlare di risultati economici ma è un passo che andava fatto.
Speriamo che i miglioi risultati arrivino dall’e-commerce, abbiamo deciso di lanciarlo per la prima volta spinti dai risultati delle altre aziende del settore: le vendite online coprono il 30% del loro fatturato, direi che è un bel pezzo di torta !”

E tu come utilizzi il web?

Le statistiche sono importanti, ma per comprendere meglio i numeri ci vogliono gli esempi concreti, ve ne stiamo mostrando solo alcuni dai quali prendere spunto e rilanciare la propria impresa, ma sono ben accette le vostre esperienze personali. Quindi non esitate a dirci la vostra!

iPhone 4S e Galaxy S3 a confronto: chi la spunterà?


Partendo dal presupposto che è pressoché impossibile assegnare un vincitore della sempiterna sfida fra il gioiellino di Apple ed il nuovo arrivato in casa Samsung, il Galaxy S3, è fondamentale evidenziarne le differenze e le caratteristiche principali per poter dare il proprio giudizio e la propria preferenza.

Entriamo a bomba nella questione.

Dimensioni e peso

Iniziamo dalle caratteristiche fisiche.

Il Galaxy è più grande ma con meno spessore, come già accadeva per l’S2: misura 136,6×70,6 mm con i suoi 8,6 mm di profondità. L’iPhone 4S è di 115,2×58,6 mm per 9,3 mm di spessore. Anche il peso del Galaxy S3 è minore rispetto all’iPhone: 133 g contro i 140 g del melafonino.

Display

Il display è a dir poco eccezionale per entrambe le parti. Il retina display dell’iPhone, di 3,5 pollici con risoluzione di 640×960 px ed i suoi 326 ppi (pixel-per-inch), una densità di pixel superiore alla percezione dei singoli pixel da parte dell’occhio umano, ottiene ottimi risultati e apprezzamenti. In più, ricordiamo la tecnologia LED-IPS, che permette un maggiore angolo di visione, ed il Gorilla Glass, incredibilmente resistente ad urti e graffi.

Non da meno è il Galaxy: 4,8 pollici di schermo,  risoluzione di 720×1280 px (maggiore rispetto all’iPhone 4S) con 306 ppi di densità, nonché display super AMOLED HD, con una vivacità di colori ed un contrasto senza eguali.

Entrambi gli schermi riportano 16,7 milioni di colori.

Processore e memoria

Per quanto concerne il processore dei due smartphone, Galaxy S3 monta il nuovo Exynos quad-core da 1.4GHz, con un processore grafico (GPU) il 65% più veloce rispetto al Mali 400 del Galaxy S2. L’iPhone 4S è supportato invece dal chip A5 dual-core.

Entrambi sono disponibili in tre versioni a seconda della memoria interna: 16GB, 32GB e 64GB. La memoria interna dell’iPhone 4S non è espandibile, ma questa scelta fa parte della politica commerciale di Apple, complice anche la nuova e recente tendenza all’utilizzo di memorie di tipo cloud (vedi iCloud). Il Galaxy S3 presenta invece uno slot SD per espandere la memoria interna fino ad ulteriori 64 GB.

Sistema operativo

Da una parte l’iOS 5.0 con le sue innumerevoli funzionalità che ormai tutti conosciamo molto bene, dall’altra il nuovo Android Ice Cream Sandwich 4.0. Vediamo perciò le novità introdotte dal nuovo sistema Android:

  • una nuovissima interfaccia grafica, molto più simile al desktop dei nostri pc;
  • la funzionalità Direct call, che permette di chiamare in automatico una persona semplicemente avvicinando il telefono all’orecchio, senza premere alcun bottone;
  • S-Voice, un sistema evoluto di riconoscimento vocale che, grazie ai nostri comandi vocali, ci consente di effettuare chiamate, mandare messaggi, aggiungere eventi al calendario, etc.; a differenza di Siri di iPhone 4S, S-Voice sarà disponibile fin da subito anche in lingua italiana;
  • degna di nota è anche la tecnologia di riconoscimento facciale integrata nel nuovo arrivato in casa Samsung: identifica i visi nelle foto ed, in caso di condivisione su social network come Facebook o Twitter, manda un link alle pagine dei nostri amici in modo da facilitare la visione immediata della fotografia, anche via e-mail o per commentarla rapidamente;
  • il Pop-up play multitasking, che consente di continuare a guardare video mentre si riceve o si invia un sms o una e- mail, si naviga sul web, riducendo il video ad una finestrella più piccola che si può spostare a piacimento in qualsiasi punto dello schermo;
  • la nuova funzione Smart Stay, che grazie alla fotocamera frontale del Galaxy S3, riconosce il nostro viso ed accende in automatico lo schermo; al contrario, una volta staccato il viso dallo smartphone, automaticamente il display va in stand-by (caratteristica molto utile durante la lettura di un lungo testo o di una mail);

Fotocamera

La fotocamera principale di entrambi i telefoni ha una risoluzione di 8 megapixel. La vera differenza sta nella fotocamera secondaria che in iPhone 4S ha qualità VGA mentre nel Galaxy risulta di 1,9 megapixel. Entrambi i modelli sono in grado di registrare video in HD (1080p a 30 fps).

Nonostante questa piccola diversità sulla fotocamera anteriore, quella principale dell’iPhone sembra essere ancora la migliore in commercio, dotata di un’ottica a 5 lenti per garantire immagini più nitide ed un filtro ad infrarossi che permette di riprodurre colori uniformi ed accurati.

A proposito di fotocamera…

Su Flickr, network di condivisione di fotografia, la fotocamera più apprezzata dagli utenti della community risulta essere…l’iPhone, equiparato solamente da una Canon EOS 5D Mark II (una fotocamera reflex vera e propria)!

E non solo: al sondaggio relativo al cameraphone più apprezzato, gli utenti hanno nuovamente dato la maggior parte delle loro preferenze all’iPhone.

Questo dato sicuramente ci fa almeno riflettere sul fatto che l’iPhone non ha al momento rivali in quanto a fotocamera installata su uno smartphone ed alla qualità di fotografie scattate e filmati registrati, superando di gran lunga il Galaxy S2. Ma come sarà accolto il Galaxy S3?

Scegli il tuo stile di vita!

Ebbene, queste sono alcune delle principali caratteristiche dei due modelli.

Come ho già anticipato all’inizio, è impossibile decretare un vincitore, poiché non si tratta solamente di scegliere l’uno o l’altro modello in base alla funzionalità.

Ma qui si tratta quasi di scegliere un vero e proprio stile di vita.

Da una parte c’è chi sceglie il Galaxy S3 per le sue funzionalità, il grande display che permette una visualizzazione ottimale soprattutto per giochi e filmati, l’ampia possibilità di personalizzare icone, launcher, wallpaper, etc.

Dall’altra, però, c’è l’iconico iPhone 4S per i fedelissimi della casa di Cupertino, dal design inconfondibile (come per tutti i prodotti Apple). E’ una scelta legata più spesso al brand che al prodotto in sé.

Vediamo come si evolveranno il mercato e le preferenze dei consumatori appena il Galaxy S3 sarà sugli scaffali!

 

Fiat Palio, critiche agli spot sessisti in Argentina [VIDEO]

È stato pubblicato solo ieri su YouTube, ma lo spot “Boob Job” di Fiat in Argentina, ideato dall’agenzia Leo Burnett, sta già raccogliendo molte critiche, sul web e non solo. Un video giudicato da molti sessista per l’immagine che restituisce della donna e del rapporto di coppia.

Il titolo parla da sè: il concept è basato completamente sulla conversazione tra i due protagonisti, in cui lei rivela un pò sommessa l’intenzione di sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica al seno. Confessione che dà modo al ragazzo di lanciarsi in una fantasia semi comica in cui si getta nel decolleté di lei, mentre camuffa l’entusiasta reazione con un “Se è che quello che vuoi davvero…”.

Difficile però celare le reazioni di chi si trova a guardare uno spot che, in aggiunta alla scelta di giocare, ancora una volta, sul corpo della donna, difficilmente rende evidente una plausibile connessione con il prodotto reclamizzato, la Fiat Palio.

Della campagna dal nome “Presente Perfecto” fanno parte altri due spot, pubblicati poco meno di un mese fa, ovvero “Oficina” e “Pantuflas“.

Anche in questi casi la donna non sembra godere di gran considerazione. Se nel primo video protagonista è un giovane professionista al primo giorno di lavoro in un ufficio popolato di belle e aitanti ragazze, nel secondo viene proposta un’idea di perfezione, dal punto di vista femminile, dipendente dalla possibilità di avere una famiglia perfetta. E l’auto perfetta. Insomma, la massima aspirazione della donna è essere un uomo.

Fiat Palio, in tutto ciò, viene reclamizzata come l’auto dei sogni, per i momenti migliori della propria vita. Sempre che si riesca ad accorgersi della sua presenza: senza dubbio gli spot raccolgono in rete decine di commenti ammiccanti e ironici, ma è lecito avanzare più di un dubbio sulla loro efficacia in termini di branding e promozione del prodotto.

Anzi, è plausibile pensare che la campagna porterà qualche grana e problemi di immagine all’azienda, col rischio anche di mettere in discussione la stessa brand equity promossa in modo altisonante attraverso altri spot Fiat, ad esempio nel nostro Paese (rimando a tal proposito al post di Massimo Sommella sullo spot di Fiat Panda, “Fiat Panda e UniCredit, gli spot “salva-Italia””).

Voi cosa ne pensate?

Stronger, inno alla vita del Seattle Children’s Hospital [VIRAL VIDEO]

“Quello che non uccide ti rende più forte …” è il coro incalzante che parte dai piccoli pazienti del reparto oncologico del Seattle Children’s Hospital, sulle note di “Stronger” di Kelly Clarkson. Il video è semplicemente emozionante, arriva al cuore trasmettendo una carica di energia e donando una sorriso a chi lotta contro il terribile male.

L’idea viene da Chris Rumble, un giocatore di hokey di 22 anni allegro e dinamico, che lo scorso aprile ha scoperto di essere malato di leucemia.

Sono il fratello maggiore di tutti e ho un sacco di amici qui al Seattle Children. Non era solo bello vedere i bambini felici, ma è stato anche bello vedere la gioia dei genitori mentre guardavano i loro figli ballare, cantare e divertirsi. I bambini potranno avere questo ricordo per sempre e condividerlo con i loro amici e familiari.

Il video di Chris, realizzato in collaborazione con i videomakers John Blalock e Mike Attie, fa parte di un progetto ben più ampio, il Children’s Not Now Creative Arts, un programma di interventi in ambito psico-sociale e creativo per sostenere i bambini malati di cancro.

Il programma li aiuterà a riappropriarsi della loro vita e della loro indipendenza. In particolare, attraverso la musica, i video e la fotografia, potranno raccontare le loro storie, comunicare a tutti che non si è soli nella battaglia per la vita, che si può e si deve combattere perché dall’unione e dalla condivisione delle esperienze arrivi la forza e la determinazione giusta per continuare e sperare!

“Ho amato, pianto e sorriso insieme. Spettacolare”: uno dei commenti più belli a questo video che sta facendo il giro del mondo lanciando a gran voce un messaggio di forza e speranza.

Project Glass: i trend Mobile del futuro sono già qui!

Project Glass Route Planner

Neanche un mese e quasi 15 milioni di view su YouTube dopo essere finito in almeno 150 mila cerchie con più di 200 mila +1 in giro per il web.
E’ la realtà che aumenta a colpo d’occhio, palpebre sparse per il mondo e abra cadabra digitali a renderci la vita più facile e immediata.
Una tecnologia concepita per “esserci quando ne hai bisogno” come recita lo statement con cui Project Glass si presenta sulla sua page.

E se queste sono le forme di una possibile vita di domani, che ci piaccia o meno l’idea di chiedere ai nostri occhiali di comprarci il biglietto per il cinema (o di fare un upgrade del botteghino del nostro multisala), dovremmo ispezionare bene la lente delle meraviglie e chiederci: perchè Google pensa che questo sia un mercato da esplorare?

E’ una sfida nemmeno tanto celata allo stato dell’arte (o meglio dell’ augment-arte!) di un connubio fortemente interconnesso e fitto di potenzialità: mobile devices e apps.
Oggi, con uno smartphone e le giuste applicazioni, possiamo sovrapporre alla routine giornaliera una lunga serie di azioni: chattare, informarci, navigare, prenotare, acquistare, trovare indicazioni, giocare, lavorare… perfino produrre musica elettronica on the go e stimolare i sogni nella giusta direzione.

I brand e le organizzazioni hanno la possibilità di interagire con le persone in modo immediato e fortemente contestualizzato, partecipando ai momenti di vita per trasmettere messaggi significativi, opportuni, graditi.

Ovvero nuove potenzialità di permission marketing per strategie decisamente “win-win”.
Così pure gli editori di social network possono alimentare le possibilità di condivisione e interazione accorciando la distanza fisica e temporale tra i profili degli utenti e le loro esperienze di vita offline.

Ci affacciamo su questa miniera di possibilità perchè l’inarrestabile onda mobile ci ha progessivamente allontanato dalla dimensione desktop della vita digitale sradicandola dalle scrivanie e adeguandola a tutti i momenti della nostra giornata.
Non è più necessario sedersi al PC e fare login.

Portabilità o usabilità?

Eppure tra l’esperienza mobile di oggi e la magia evocata da Project Glass ci sono ancora diverse diottrie da mettere a fuoco: quante applicazioni sono davvero usabili in situazioni di mobilità reale?

Quante volte, in ritardo o nel traffico, siamo riusciti ad impostare correttamente il navigatore social senza rischiare la patente o il paraurti? Ci capita più spesso di pigiare l’odioso banner ad un passo dal record dei record o di conquistare un buono sconto in prossimità di un check-in?
Per ora possiamo mettere le quattro frecce, accostare e rilassare il pollice.

Le applicazioni pensate per la vita in mobilità sono di fatto portabili mentre siamo in movimento, ma non sono realmente in grado di aggiungere utilità o contenuti senza distoglierci del tutto o in parte da ciò che stiamo facendo.

Non è un caso che a contendersi il primato dei consumi giornalieri su dispositivi mobili siano le app dei social network e le game app, con 24 minuti a testa su un totale di 77! (fonte: Flurry Analitycs, “Daily Smartphone App Consumption, Minutes per Category, WW”).

Daily Smartphone App Consumption

Siri piuttosto che le Google Voice Actions hanno già mosso i primi passi concreti verso la cooometa comparsa all’orizzonte ed è chiaro che il significato di usabilità assume oggi una prerogativa molto più profonda e affascinante, per il mondo mobile.

Gli smartphone e i tablet hanno portato nelle tasche e nelle borsette gli hub digitali di giovani, professionisti, nerd, turisti, imprenditori, dj, blogger, atleti, giornalisti, lettori ed è lì che si concentrano oggi le loro attenzioni.
E’ in quelle piccole galassie, dove molti vincoli spaziali e di relazione si rompono per fondersi in dimensioni completamente nuove, che un brand o un’organizzazione deve farsi spazio e diventare disponibile.

“Senza interruzioni” sembra essere la sfida lanciata da Google per domani: abilitare servizi e produrre benefici in mobilità, in qualsiasi momento, senza disturbare gli utenti.

Adagiarsi ai loro momenti come livelli di realtà aumentata.
Renderli consapevoli e pronti a esperienze di acquisto, intrattenimento, condivisione in quei nuovi spazi di realtà e digitalità che sono oggi liberi e accattivanti, lungi dall’essere saturi di contenuti, esperienze ridondanti, spam.

Come fare?

Essere efficaci e competitivi in questo grande market che diventa sempre più un’incessante esperienza collettiva richiede energia, risorse, esperimenti.

E uno sguardo attento ai grandi player che riescono per primi ad esplorare nuove idee producendo prototipi e strategie.

Se proviamo a leggere tra le righe, possiamo trovare nel lacio di Project Glass un paio di indicazioni preziose per ideare le applicazioni e i device del futuro:

mobile usability: sincronizzare l’esperienza digitale con le esigenze pratiche di mobilità (rispondere ad un messaggio con le mani sul panino);

user interface: ideare automatismi attivabili e orientabili da spazio e tempo (cercare un percorso alternativo senza cambiare applicazione).

Vogliamo aggiungere un pò di tencologia?
Ci sono almeno un paio di trend hi-tech da non perdere di vista che impatteranno in maniera evidente (e stupefacente!) su tutte le forme di mobile experience:

realtà aumentata: tecnologie che consentono di ottenere le informazioni più rilevanti in tempo reale… the future of shopping?

biotecnologie: i dati e le informazioni provengono da ovunque, anche dal nostro corpo! Nike FuelBand vi dice qualcosa?

E mentre lasciamo correre l’immaginazione per scommettere su come saranno le nostre giornate di domani, i marketers sono pronti a interpretare le opportunità di questo mondo sempre più iperconnesso?
Usabilità significa letteralmente “l’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti” (definizione dell’ISO su Wikipedia).

Se le presesse sono quelle anticipate da Google, stiamo pur certi che alla soddisfazione aggiungeremo una bella dose di stupore!

Il Customer Service al tempo dei Social Media [INFOGRAFICA]

 

Che un’azienda con un buon servizio clienti possedesse un valore aggiunto, ormai è parere condiviso tra tutti.

Ma come è cambiato il servizio clienti legato esclusivamente ai Social Network?

Quanti di voi si sono rivolti al servizio clienti attraverso i social? E quanti possono dire di aver ottenuto l’ attenzione sperata?

Di sicuro c’è che ancora numerose sono le bad practice in fatto di Social Customer Services e per questo abbiamo deciso di fornivi delucidazioni circa lo stato attuale dei fatti attraverso un’infografica realizzata grazie ai risultati del Social Media Customer Service Report 2012 prodotto da TNS.

Clicca sull'immagine per ingrandire

“I social media stanno drammaticamente alterando il panorama del servizio al cliente. Una nuova generazione di consumatori più potenti ed esigenti che mai, che facilmente riescono ad avere accesso alle informazioni in tempo reale. Questa tendenza cresce in relazione al proliferare dei social media,grazie ad ogni tipo di device e senza distinzione d’età per i clienti” (Lawrence Fenley, Sitel Managing Director per Regno Unito e Irlanda). “Per costruire la fiducia e la fedeltà alla marca in questo ambiente in rapida evoluzione, le aziende devono sviluppare azioni di social media customer service reattive, propositive e coinvolgenti al fine di riuscire a fronteggiare le esigenze dei clienti.”

Ciò che emerge è abbastanza destabilizzante: circa il 60% delle aziende non si preoccupa nemmeno di rispondere ai clienti che chiedono informazioni sulla propria pagina. Il 53% degli utenti preferirebbe video tutorial a supporto delle richieste di informazioni; un 68% preferisce il contatto telefonico e solamente un sorpendente 11% dichiara di aver ricevuto l’attenzione dovuta sulle pagine dei social e in tempi brevi.

Voi siete d’accordo? Quale esperienza potete raccontarci?

 

Gnammo: il social eating è servito

Siete stanchi della solita minestra vero?  L’applicazione del Foodspotting vi ha fatto venire l’acquolina in bocca e non vedete l’ora di mettere qualcosa sotto i denti? Oppure siete Chef dall’animo very social e scalpitate dalla voglia di condividere, confrontarvi con altri amanti della buona cuicina?

Ci pensa Gnammo, il nuovo social eating network!

La registrazione occuperà pochissimo del vostro tempo (vi è comunque la possibilità di accedere tramite account Facebook o Twitter), la conferma un po’ di più. Quando vi sarà data, l’importante è delineare il vostro profilo arricchendolo con gli album rispettivamente di:

  • personalità
  • specialità
  • location

Decidete inoltre se vi sentite più cuochi e perciò organizzatori, o se invece vi sollazza essere assaggiatori e perciò Gnammer! 😉

Gnammo è una piattaforma che si prefigge l’obiettivo di moltiplicare le esperienze tramite l’uso dei diversi social network, utilizzati in un mix di comunicazione ad hoc. Perciò  per fare la differenza, oltre al mix sapientemente utilizzato, offre vari servizi:

Nel canale della ristorazione questo social non si pone in competizione con i ristoranti classici ma bensì cerca collaborazioni. Ne fa da esempio lo Gnammo Tour partito da Milano, in cui si vede come Gnammo collabori con i ristoratori delle varie zone d’Italia. Ne potete avere un assaggino sul Canale Youtube TheGnammoTV. In questo caso è stato ideato un contest per premiare il Cuoco Gnammo.

Su Twitter @TheGnammo viene data importanza ai vari profili coinvolgendo e stimolando gli utenti nel miglioramento del proprio profilo:

Parallelamente, sulla pagina Facebook Gnammo vengono segnalati i profili (con album aperti) più interessanti, e vengono condivisi i contenuti che vengono pubblicati sui vari social in particolare sul Blog.

Interessante l’iniziativa del post del Mercoledì, in base a cui ogni settimana viene dedicato ad un colore:

Non passa inosservata la presenza dei pulsanti di condivisione, in ordine, per Facebook, Pinterest, Twitter e Google+.

Possiamo dire che Gnammo si sia ben posizionato sui social e che, oltre a rispecchiare un giusto mix di italianità (nato da due Start-up Cookous e Cook Hunter) e promotore della buona cucina, sia un ottimo esempio di multicanalità.

In fondo chi non cena in compagnia è il meno social che ci sia! 🙂

Dreams of flying: le fotografie oniriche di Jan Von Holleben

Torri di libri multicolore, piccole ballerine equilibriste, goffi bambini nello spazio. I sogni dell’infanzia diventano realtà nelle foto-composizioni oniriche di Jan Von Holleben, fotografo tedesco che, ispirandosi ai libri per bambini e ai moderni supereroi, ha creato il progetto “Dreams of flying”.

“Sogni di volo”, dunque, in cui bambini ma anche adulti si ritrovano protagonisti di avventure ricostruite con gli oggetti di tutti giorni, che negli scatti dell’artista sembrano prendere vita per danzare sulla scena.

E se vi state chiedendo come nasce ognuna di queste immagini sognanti, ecco il video con il Making of del progetto: