Ricordate il progetto Design Bitches? L’anno scorso un nutrito gruppo di giovani creativi ha invaso le strade di Zona Tortona, con L’ho dato a tutti…il Cv! : un’iniziativa nata per sensibilizzare, in modo irriverente e ironico, sulla situazione dei giovani designer italiani, umiliati e disillusi da contratti inconsistenti e false aspettative.
Quest’anno sono tornati, più agguerriti che mai, con un nuovo concept: Il designer è come il maiale. Non si butta via niente!
I creatori di Design Bitches, in tenuta da salumieri hanno percorso le vie di Milano con un carro allegorico colmo di insaccati, su cui campeggia l’insegna Designer Bitchery, invitando i passanti a scattare una foto ed a condividerne la sfortunata sorte, indossando una sagoma di un maialino in cambio di una T-shirt a forma di salame con tanto di targhetta, che recita: “I nostri designers provengono da allevamenti a terra nei quali possono muoversi liberamente dando sfogo alle loro attitudini individuali. Sin dalla loro nascita vengono alimentati con una dieta arricchita di costosi workshop, false promesse e aspettative con un programma affezionato dai migliori allevatori del design. Una volta giunti a piena maturazione, superati i nostri rigidi controlli di qualità, vengono messi in fila e macellati per diventare gustosi insaccati. Il tutto per offrirvi un prodotto di qualità, genuino e innocente, pronto per ogni uso”.
Non possiamo non condividere l’invito rivolto a tutti i giovani designer dotati di creatività, talento, ma ahimè senza un contratto di lavoro degno di esser chiamato tale…vittime di stages sottopagati, o addirittura non retribuiti pur di farsi strada in qualche studio/agenzia: unitevi per fare sentire la vostra voce!
00KatsumiKatsumi2012-04-26 17:10:452012-04-26 17:10:45Design Bitches: la provocazione dei giovani designers al FuoriSalone
Le imprese devono scontrarsi con un ambiente sempre più instabile. Ne consegue che l’assetto organizzativo necessita di continue modifiche per adattarsi alle spinte esterne, per questo la tendenza a costruire strutture molto flessibili non può trascurare qualità delle risorse impiegate.
Un’ottima soluzione che risponde a queste esigenze è la divisione del lavoro in team.
Come si uniscono competizione e cooperazione in un team
Il gruppo di lavoro è un elemento essenziale per favorire il business, sia che si tratti di avviare una startup, che di lavorare in una grande azienda, perché costituisce un’importante forma di organizzazione dei compiti e dei ruoli e aiuta ad individuare obiettivi e metodo per raggiungerli. Lo conferma il fatto che al 3° posto tra le principali cause di fallimento di una startup si considera proprio questo aspetto.
L’essenza di ogni organizzazione è quella di unire le proprie forze per raggiungere un obiettivo comune, che però non sempre si traduce in un lavoro di squadra. Spesso ci si ritrova a lavorare si in un ambiente unico, ma ognuno percorre la propria strada da solo per diversi motivi. Lavorare in gruppo significa seguire invece un percorso insieme ad altre persone.
In un gruppo non prevalgono le capacità del singolo, poiché ognuna di esse devono trovate il modo di convergere in una nuova entità, appunto il team, che ha uno spirito tutto suo. Il potenziale del team non è dato dalla somma delle caratteristiche dei singoli componenti, ma è l’unione stessa per lavorare ad un intento comune, con una mentalità comune, verso un obiettivo comune, costruendo e favorendo una strategia comune che crea il valore aggiunto, che potremmo identificare come la forza del gruppo di lavoro.
Imparare a fare squadra
Lavorare in gruppo non è sempre facile. Siamo abituati a considerare l’uomo un essere “sociale”, ma non è detto che il meglio di ognuno di noi si esprima secondo le stesse dinamiche relazioni. Anche se può sembrare strano, nella realtà si riscontrano spesso forti caratteri individualisti, che costituiscono la virtù delle persone che ne sono dotate, le stesse che però faticano molto a lavorare sincronicamente con le altre o accettare di non dover competere con chiunque.
E’necessario per l’azienda, quindi, dotarsi di una strategia di selezione e di formazione adeguate che consentano di educare alle dinamiche di gruppo, senza ignorare le premesse che abbiamo appena fatto.
Da anni nei grandi gruppi -e non solo- sono state introdotte attività para-lavorative con lo scopo di favorire le relazioni tra i dipendenti. Attraverso l’aiuto di formatori professionisti si ritiene possibile aiutare i fenomeni di aggregazione che non nascono sempre spontaneamente, ma che sono indispensabli per un buon gruppo di lavoro, quindi occorre eventualmente stimolarli.
Per esempio, il team building comprende attività di qualsiasi tipo sulla scorta di queste considerazioni e organizza giochi di simulazione, rompicapi di logica o qualsiasi altro esercizio che costringe i partecipanti a cercare soluzioni efficaci nel minor tempo possibile, quindi lavorando insieme in maniera metodica.
Non è un caso che questi incontri vengano fatti molto spesso all’interno di palestre o, meglio ancora, in campi sportivi, perchè si ritiene che il gioco di squadra sia uno dei mezzi più efficaci per raggiungere questo scopo. Tra gli sport più scelti ci sono le arti marziali e il Rugby, in coerenza con una similitudine sulla vita aziendale e la competizione nel mondo del lavoro.
Le discipline sportive possono sembrare distanti dal mondo del lavoro. Eppure proprio il principio di disciplina, insieme alla motivazione, al desiderio di avanzamento, al sostegno tra compagni di squadra o all’importanza di un leader, diventa metafora significativa per qualsiasi tipo di team che si voglia formare, perciò non solo nello sport.
Come formare un buon team?
Vi aspettavate di leggere una serie di regole sulla composizione del team ideale?
È impossibile scriverle, perchè ogni idea, ogni azienda, ogni attività ma soprattutto ogni obiettivo, ha bisogno di competenze diverse per realizzarsi completamente.
Non esistendo idee uguali alle altre, persone che pensano a quelle idee allo stesso modo, né background, tendenze ed esperienze uguali, ogni organizzazione che intende raggiungere efficacemente gli obiettivi, si impegna a ricercare persone con skill molto diversi tra loro, capaci di diversificare e completare il gruppo, capaci quindi sia di competere che di cooperare con gli altri membri.
Sicuramente molti di noi conoscono l’esistenza di percorsi di formazione, motivazione e coaching che hanno lo scopo di dare indicazioni sulla ricerca e la valutazione di queste caratteristiche. L’idea di base che intendiamo trasmettere però è legata al buon senso: quando si parla di persone è facile capire che delle regole oggettive ci si può fidare in maniera relativa e, se state riflettendo sul vostro team o intendete formarne uno, meglio tener conto delle soggettività anziché ostinarsi a seguire parametri che non avreste mai pensato di poter prendere in considerazione.
Ci limitiamo allora a segnalarvi con questo schema dei principi da considerare, pochi semplici passaggi che vi aiuteranno a non lasciare nulla al caso:
Adesso tocca a voi riformulare i principi teorici con l’esperienza!
Se vi interessa approfondire gli argomenti sulla gestione del team di lavoro, vi consiglio di leggere Leadership e Corporate Governance, di cui ci parlerà prossimamente Luigi.
00KajiKaji2012-04-26 16:31:572012-04-26 16:31:57Team: come creare una squadra vincente
Ecco cosa succede quando la più grande e veloce rete 4G d’America incontra la tecnologia dei nuovi smartphone T-Mobile: è la descrizione d’accompagnamento all’ultimo spot della compagnia telefonica, che sceglie di giocare con due dei suoi elementi comunicativi più distintivi e riconosciuti: il colore rosa del marchio e la testimonial femminile Carly Foulkes.
Cosa accede dunque? Che la dolce protagonista (ovvero la rappresentazione simbolica ed umanizzata del brand) immersa prima in un universo rosa e pacato, si trasforma improvvisamente nel suo alter ego, decisamente più sexy, roboante e…veloce, ovviamente.
Dunque un piccolo cambio d’immagine che, abbandonate le classiche vesti della precedente campagna, si figurativizza in una corsa su strada in sella ad una fiammante Ducati, in un’aderentissima tuta in pelle fucsia. L’analogia è chiara e forte, il messaggio elementare: non si scherza più (“No More Nice Girl“), ora si pensa ad alte prestazioni e alta velocità.
T-Mobile ha accompagnato il video ad una campagna comparativa interessante sul proprio sito, dove con il T-Mobile TestDrive invita gli utenti a testare la superiorità della sua rete rispetto a quelle della concorrenza.
00Laura CardoneLaura Cardone2012-04-26 16:30:252012-04-26 16:30:25Alter Ego, la campagna ad alta velocità di T-Mobile [VIRAL VIDEO]
La iRobot, azienda ideatrice del famosissimo robot aspirapolvere, è tornata, e stavolta vi sfida a dare il meglio di voi col suo contest Dance Robolution.
Come testimonial del promo del concorso è stato scelto il ballerino Marquese Scott, diventato una star del web grazie ai suoi incredibili passi di dubstep e ai video che stanno spopolando in rete (come Pumped Up Kicks o Audio-Technica analizzato da Domenico Loperfido aka Maiki). Il messaggio è semplice: sai fare meglio di Scott? Provalo! Filma la tua performance di robot-dance e caricala sul canale Youtube di iRobot. I migliori ballerini possono vincere un Roomba e molto altro.
L’idea non è certo nuova, ma sta riscuotendo un discreto successo grazie soprattutto alla popolarità del protagonista. L’iniziativa della iRobot sarà quindi un successo, o la bravura di Marquese Scott scoraggerà tutti i partecipanti? Ai posteri l’ardua sentenza, io intanto rispolvero i miei vecchi movimenti da robo-dance.
00Kyubi no KitsuneKyubi no Kitsune2012-04-26 15:00:432012-04-26 15:00:43iRobot e Marquese Scott inventano la DanceRebolution [VIDEO]
Si è conclusa da pochi giorni la “Design Week” di Milano. Quest’anno ad intrattenere gli appassionati, sia turisti che milanesi, c’è stata una piacevolissima sorpresa che ha invaso le vie principali del Fuori salone.
Lancia e Urban, da sempre forti sostenitrici dell’arte e del talento, si sono unite per dar vita ad un progetto molto originale. La casa automobilistica italiana e il Magazine online hanno infatti deciso di coinvolgere il guerrilla gardener più famoso del web, Steve Wheen (the Pothole Gardener), per dare un’aria ancor più primaverile a Milano.
Sul grigio dell’asfalto delle strade milanesi (in particolare in via Tortona e via Ventura) sono spuntati piccoli giardini arricchiti da modellini di auto, ovviamente Lancia. Tale operazione ha avuto un successo incredibile, non solo tra i milanesi e i turisti della design week; i video delle performance del Pothole Gardener, infatti, hanno già fatto il giro del web.
Il performer australiano è riuscito a trasformare le buche stradali che “danno fastidio a tutti” da “qualcosa che non è molto bello in qualcosa che lo è un po’ di più”, facendole diventare dei veri e propri giardini in miniatura, regalando “piccoli momenti di felicità” ai passanti. Il successo dell’operazione non è passato inosservato neanche oltreoceano. Steve è stato contattato infatti dal quotidiano numero uno di New York City, il New York Times, per una collaborazione che vedrà l’artista ancora una volta impegnato con le sue installazioni a bassissimo impatto ambientale.
Il direttore di Urban Alberto Corretti, entusiasta della riuscita del lavoro del performer australiano, ha dichiarato:
“A Urban crediamo fermante che la natura sia nel futuro delle città. In attesa che questo accada abbiamo pensato che sarebbe stato grande anticipare la tendenza in piccolo, riuscendo a portare il guerrilla gardener Steve Wheen a Milano per una performance durante il Salone del Mobile. Siamo contenti di esserci riusciti e che Lancia abbia condiviso con noi, attraverso questo progetto, anche una visione del mondo”.
L’azione di guerrilla gardening è servita a Lancia per promuovere le vetture a basse emissioni della nuova gamma EcoChic, attente all’ambiente e all’ecologia. Tutte le immagini della Lancia experience sono su Flickr.
00KismahKismah2012-04-26 13:09:162012-04-26 13:09:16Lancia e Urban, guerrilla gardening al Fuorisalone di Milano
“Toccata” è uno schermo interattivo progettato da Angelo Semeraro, esperto di computer che lavora in Fabrica, il centro di ricerca Benetton Italia. L’applicazione è stata progettata per simulare un “tessuto digitale” che si muove seguendo i movimenti dei passanti fuori la vetrina di Benetton.
Quando il cliente cammina il tessuto reagisce al movimento, dando così la percezione di modificare l’ambiente fisico.
Ad accompagnare questa “danza di tessuti” sono dei sinuosi e delicati suoni d’arpa, supporto fondamentale per un miglior feedback al movimento dei passanti.
Di seguito, un video che mostra il test di “Toccata” ai movimenti di un balletto classico.
00Martina CoppolaMartina Coppola2012-04-26 11:59:062012-04-26 11:59:06Benetton, la vetrina interattiva danza al ritmo dei passanti
Realizzano entrambi mobile devices e utilizzano strategie totalmente opposte, ma ugualmente valide; stiamo parlando di Apple e Samsung che, secondo gli ultimi rilevamenti di IDC, detengono da soli il 50% di tutto il mercato degli smartphone.
L’analisi sulle vendite totali di smartphone aggiornate al Q4 2011 (ultimo quarto del 2011) danno infatti Apple al primo posto con un 23,5% e Samsung appena un passo indietro con il 22,8% delle vendite, entrambi in netta crescita rispetto agli anni precedenti. Nell’immagine seguente sono riassunte, in estrema sintesi, le strategie di Apple e Samsung. Si tenga conto che le rilevazioni sono valide per gli smartphone; nelle vendite dei classici cellulari, invece, la leader incontrastata rimane ancora Nokia.
Lo stesso obbiettivo da due punti di vista
Se due strategie molto diverse tra loro portano praticamente allo stesso risultato, esiste ancora un competitor con più vantaggio rispetto all’altro? E addirittura, si può ancora parlare di competizione tra i due brand?
Apple produce un solo modello di smartphone, sostituendolo una volta all’anno, in virtù dell’esclusività del brand; Samsung invece fonda la propria strategia su più linee di prodotti, per conferire a più target di scegliere il modello ideale per prestazioni e per prezzo;
Il sistema operativo è l’anima di un device. In linea con la strategia dell’esclusività, per avere iOS bisogna necessariamente comprare un iPhone. Samsung, invece, adotta sui propri modelli Android, Windows Phone e Bada. Anche qui si rafforzano le identità dei due brand: esclusività contro multifunzionalità;
Apple, inoltre, valorizza la propria brand identity attraverso una rete di rivendita dedicata (gli Apple Store), mentre Samsung in questo senso mantiene una linea più classica, preferendo puntare sull’impeccabilità costruttiva e sull’ottimizzazione dei prezzi.
Alla luce di tutto ciò possiamo dedurre che, in realtà, Apple e Samsung hanno dei target totalmente differenti; l’unico punto di contatto tra le due case è tra l’iPhone e il Galaxy S II, mentre per i tablet non c’è storia: l’iPad regna incontrastato su tutti i concorrenti.
Apple e Samsung: competizione o collaborazione?
Le due case mobile hanno una relazione molto travagliata: dalla guerra dei brevetti fino alla collaborazione per la fornitura di microchip e schermi touch, non è sempre chiaro il rapporto tra Apple e Samsung. Cosa accadrà nell’immediato futuro? Il 3 Maggio a Londra verrà presentato il Galaxy S III, e quest’estate Apple presenterà un nuovo prodotto direttamente da Cupertino; bisognerà verificare, attraverso le caratteristiche dei device, le mosse strategiche e i dati di vendita, se il Galaxy S III costituirà una minaccia reale nel lungo termine per Apple, e se converrà condividere informazioni e risorse per migliorare i propri device o continuare a farsi guerra “formale” su tutti i fronti!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2012/04/247041.jpg400620Francesco PiccoloFrancesco Piccolo2012-04-26 11:38:532012-04-26 11:38:53Apple e Samsung hanno il 50% del mercato degli Smartphone
Una delle ultime novità in casa Facebook è il lancio ufficiale del nuovo programma “Preferred Marketing Developer”, che nasce dalla combinazione tra PDC (Preferred Developer Consultant) e il programma Marketing API (MAP). Il nuovo sistema è nato per aiutare tutti gli sviluppatori del social network a realizzare prodotti di maggior impatto per il social marketing, favorendo l’incontro tra aziende interessate ad un determinato prodotto per il marketing su Facebook e gli sviluppatori o le agenzie che sono in grado di fornire questi servizi.
Finora Facebook ha messo a disposizione degli sviluppatori una serie di programmi differenti per permettere loro di creare applicazioni, plug-in e annunci per le campagne pubblicitarie. D’ora in poi basterà utilizzare il nuovo programma Preferred Marketing Developer, che riassume al suo interno numerose interessanti funzionalità in grado di sostituire in modo molto efficiente i programmi precedenti. Vediamo nello specifico le maggiori novità portate dal nuovo programma sviluppatori, sottolineate da Marketing Land e TechCrunch. Innanzitutto con PMD sarà più facile per gli sviluppatori specializzarsi in un ambito ristretto e per le aziende trovarli con pochi click. Basterà scegliere tra le seguenti categorie:
Pages (pagine)
Ads (annunci pubblicitari)
Apps (applicazioni)
Insights (statistiche)
Inoltre, è presente in Preferred Marketing Developer uno strumento speciale, PMD Directory, che consente agli utenti di effettuare ricerche per titolo, area geografica, tipo di business e clienti serviti (in particolare, piccole e medie imprese o grandi aziende):
Infine, ed è questa la novità più accattivante, le agenzie o le aziende che avranno fatto domanda e in seguito ottenuto la qualifica relativamente ad una determinata area di sviluppo della piattaforma offerta da Facebook, si guadagneranno un badge, una sorta di “certificato di qualità” ufficiale fornito direttamente dal social network, che caratterizzerà l’azienda come particolarmente esperta in una data area di sviluppo, e, di conseguenza, costituirà un ottimo biglietto da visita per presentarsi ai propri clienti con qualifiche certificate in ambito social.
Citando il portavoce di Facebook che ha spiegato questa importante modifica sul blog ufficiale, “La prima nuova classe di sviluppatori del nuovo sistema PMD include società di 20 stati differenti, che prima non erano rappresentati nel PDC o nel MAP Program. Con queste modifiche, ci sono ora 232 società con sede in 35 paesi specializzate nello sviluppo della piattaforma Facebook”.
00KamoniKamoni2012-04-26 09:34:362012-04-26 09:34:36Facebook lancia Preferred Marketing Developer, il nuovo programma per sviluppatori
Comincia oggi il PIAF 2012, l’innovativo festival sull’advertising arrivato alla sua dodicesima edizione. Quest’anno il presidente della giuria sarà Gideon Amichay, che abbiamo intervistato per voi qualche settimana fa.
Il programma di questa due giorni (25 e 26 aprile), che prevede workshop e conferenze, include tra i relatori: Jean-Marie Dru (Chairman of TBWA), Ted Florea (Droga5), Hans-Christian Schwingen (Deutsche Telekom), Pavel Hacker (direttore di EuroRSCG Social), Sebastian Billing (Global Communication Director di Absolut Vodka) e ovviamente Gideon Amichay.
Il direttore di Ninja Marketing, Mirko Pallera, è inviato ufficiale a Praga e attraverso il suo profilo twitter e la Be Ninja Tv proverà a trasmettere a tutti i lettori le emozioni e le esperienze di un festival come questo.
E’ ora arrivato il momento di dare un’occhiata alle SHORTLIST pubblicate dal PIAF in cui spicca la campagna italiana di Heineken “The Sunrise” (Publicis Italy).
The Sunrise – Heineken – Cat. Storytelling/Best Beer Ad/Creative branding
Vodafone ha mixato la passione dei cechi per i funghi al valore sacro della famiglia in una campagna digital multipiattaforma sviluppata dall’agenzia Mather Advertures, s.r.o.
Drugs set your Timeline – Israel Anti-Drug Authority – Cat. Creative use of traditional advertising formats
L’incredibile campagna social media di Mccann Digital Israel
Advertising Agency: Mccann Digital Israel
Il villaggio dei puffi– Sony Pictures – Cat. Media engagement/Creating the media
Molti avranno sentito parlare di questa campagna promozionale “sopra le righe” che ha ottenuto la più grande copertura mediatica dell’anno. Jùzcar, un paesino vicino Màlaga, è stato completamente ridipinto di blu per promuovere l’uscita della pellicola in 3d “I puffi”.
Tweet Positive – Tweet Positive – Cat. Creative use of technologies
E’ stato un anno difficile e probabilmente il prossimo lo sarà ancor di più. Le cattive notizie riempiono i media. Serve a tutti un po’ di positività. Un’installazione nel cuore di Budapest per diffondere pensieri positivi ai passanti attraverso i messaggi che vengono inviati su twitter con l’hashtag #tweetpositive.
LEGO Builders of Sound – LEGO – Cat. Brilliant execution
Come portare LEGO in musica?20,000 mattoncini lego disposti ad arte per far si che girando la manovella essi suonino il tema Star Wars su un organo. L’eccezionale campagna di Serviceplan GmbH & Co. KG per promuovere Star Wars in 3D.
Come potete vedere il PIAF è un festival dell’advertising a 360°. Le campagne in lizza vanno dall’advertising tradizionale a progetti digital estremi fino ad arrivare a vere e proprie installazioni. Non ci resta che aspettare la cerimonia di premiazione per scoprire quali saranno le campagne e le agenzie più premiate.
Altre campagne a noi note come Angry Birds Live e The Axe Effect sono presenti tra i finalisti. Per vedere le shortlist complete cliccate qui.