P&G e Iñárritu, per commuovere le mamme del mondo [VIDEO]

La fiamma olimpionica si avvicina sempre più verso Londra, dove tra circa 100 giorni si svolgerà la trentesima edizione dei giochi mondiali. Ed è proprio alle mamme “olimpioniche” di tutto il mondo che Procter & Gamble, partner di Londra 2012, ha dedicato il suo ultimo spot, rivolgendosi alle campionesse di affetto e tenacia che hanno accompagnato ogni futuro atleta fino al successo, allenamento dopo allenamento, tra fatiche ed alzatacce.

L’ideazione e realizzazione della campagna è stata affidata all’apprezzatissimo regista Alejandro González Iñárritu, che ha creato un vero e proprio mini film varcando i confini di ben quattro continenti e coinvolgendo attori e atleti autoctoni tra Londra, Rio de Janeiro, Los Angeles e Pechino.

Ad accompagnare le mamme in quello che è “il lavoro più duro del mondo“, come recita lo spot, ci sono ovviamente i prodotti della multinazionale americana, questo è implicito. D’altronde di marketing stiamo parlando. Lo spot tuttavia è molto empatico, e sfrutta abilmente l’occasione di un avvenimento di rilevanza mondiale la cui comunicazione ruota solitamente attorno ad un pubblico in maggioranza maschile.

P&G ha preso insomma la palla al balzo per rivolgersi alle consumatrici, creando un’operazione di engagement che si estende anche sui social: su Facebook è stata infatti creata una pagina dedicata, intitolata “Thank you, Mom“, tramite la cui app ognuno può inviare una dedica personalizzata.

Come parte della campagna, infine, l’azienda si è impegnata ad istituire un fondo di 5 milioni di dollari per supportare programmi per lo sport giovanile per diversi paesi e associazioni, tra cui KidSport™, ente organizzativo canadese al quale P&G donerà 1 dollaro ogni qualvolta il video verrà condiviso su Facebook.

Che ne pensate di questa iniziativa?

Ivonne Citarella: vi racconto le potenzialità di Second Life… per mettersi in gioco!

Dato uno mondo virtuale  può esso  fungere da laboratorio sperimentale per lo sviluppo di abilità e competenze e anche come viatico nella conoscenza della sfera emozionale? La risposta è: .

Può lo stesso spazio virtuale essere stato considerato e descritto dalla stampa per anni come un contenitore sterile e privo di innovazione? Ancora una volta la risposta è .

Il metaverso ricco di sorprese e di ispirazione creativa ma anche fortemente criticato al quale faccio riferimento è il mondo di Second Life, la piattaforma creata nei laboratori della  Linden Lab nel lontano 2003,  da molti considerata finita dopo il 2007, anno del suo boom; ma le cose non stanno esattamente così.

Dopo il mio casuale ingresso inworld avvenuto nel 2009 e dopo circa un anno dedicato all’osservazione delle dinamiche al suo interno, ho voluto empiricamente testare alcune ipotesi che avevo teorizzato e  servendomi di un questionario semi strutturato ho compiuto una indagine sociologica. I dati raccolti, una volta elaborati sono stati sorprendenti. Se ad inizio indagine avevo ipotizzato che le professionalità traghettassero dalla Real Life alla SL (come ad esempio le grandi aziende che in passato si sono insediate al suo interno) era soprattutto vero il contrario! Nel mondo di Second Life la ludicità diventa il tramite che permette a chiunque di acquisire competenze e di avviare un’emancipazione personale che può essere  traghettata verso la Real Life. Parliamo di passioni ignote o sopite che possono essere scoperte o approfondite e diventare anche una fonte di reddito reale. Non solo, al suo interno Second Life ha una sua vitalità dove il tempo libero può strutturasi sia come  tempo dedicato al gioco sia come tempo dedicato  alla formazione.  E su tutto si compie il grande miracolo della socializzazione. Il metaverso diventa la piazza dove ci si incontra con gli amici, dove le differenze territoriali (nord vs sud) o di razza si azzerano e dove chiunque, anche la persona disabile può sentirsi al pari di altri. In Second Life ci si può  divertire ad essere un Adone o una Venere ma l’avatar non rappresenta solo l’estensione esteticamente bella ma anche quella parte di se stessi che si mette in “gioco” perché svincolata  dalle convenzioni della Real Life, spingendola verso percorsi di crescita personale incluse le linee d’ombra immancabilmente presenti in ognuno di noi.

La comunità italiana è più che mai vitale pronta a mettersi in gioco ogni giorno, concedendo momenti di condivisione che vanno dalla formazione delle più svariate materie impartite da  docenti esperti a  momenti di svago incorniciati in  ambientazioni lussuose, romantiche o semplici come un  falò su una spettacolare spiaggia bianca.

Le cifre in termini finanziari di Second Life non appartengono a questo articolo perché diverso è il messaggio che si intende trasmettere, che è quello di valorizzare le potenzialità di questa piattaforma virtuale nella quale si sviluppano ingenti operosità creative a disposizione di tutti e che ci si auspica possano essere colte dalle scuole e dalle università per l’attuazione di programmi di formazione multidisciplinari come ad esempio l’architettura, l’arte, la fisica, la storia, l’archeologia, la psicologia, la fotografia e altro ancora. Occorrerebbe riflettere che se la ludicità ha stimolato la nascita di nuove professionalità in soggetti la cui età media è di 38 anni, quanto beneficio ne trarrebbero i ragazzi coinvolti in un percorso cognitivo di questa natura?

E tra voi, quanti sono pronti a mettersi in gioco?

Second Life è tutta da scoprire e di volta in volta vi proporrò le attività che in esso si svolgono mostrandovi le abilità, le competenze e le professionalità incontrate durante la mia indagine.

Nel prossimo articolo si parlerà di Solaris e del suo owner Punk Janus aka Gianni Panconesi.

 

Ivonne Citarella aka Baby Pooley

H&M Fashion Against Aids, un bacio per una buona causa

Anche quest’anno H&M si impegna nella campagna Fashion Against AIDS (FAA), ormai giunta alla sua quinta edizione, realizzata per raccogliere fondi e promuovere consapevolezza riguardo l’AIDS tra i giovani.

La campagna prevede innanzitutto una collezione dedicata, caratterizzata da influenze etniche e da il mix di culture, che sarà resa disponibile online e solo in 300 negozi H&M Divided a partire dal 26 aprile. Il 25% del prezzo di ogni capo venduto, appartenente alla collezione FAA, sarà devoluto ad associazioni che ogni giorno lottano per la prevenzione di questa malattia, come Designers Against AIDS (DAA), MTV Staying Alive Foundation, United Nations Population Fund (UNFPA) e YouthAIDS.

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In attesa del lancio della collezione, il colosso della moda low-cost  presenta il progetto Make out for a good cause, con cui invita i ragazzi a baciarsi, scattare una foto e caricarla sul sito dedicato al progetto – anche attraverso un’applicazione creata ad hoc – e per ogni foto pubblicata H&M donerà 1 dollaro per la prevenzione dell’AIDS.
Sul sito, reso pubblico il 5 aprile, è possibile postare più di una foto, commentare e votare le immagini dei baci preferiti.

E voi cosa aspettate?Kiss for a cause!

Il social marketing nelle aziende: dalle campagne alle competenze

Una recente ricerca condotta da Booz&co. e Buddy Media ha analizzato l’impatto che i social media hanno prodotto sul marketing delle aziende e sulle azioni che le aziende stanno mettendo in atto per rimodulare i loro processi comunicativi con i consumatori.

Sono state coinvolte 117 aziende leader di vari settori le quali hanno risposto a una serie di domande riguardo alle tattiche che stanno perseguendo con l’uso dei social media e al modo in cui stanno sviluppando le competenze necessarie per un rinnovato brand management.

I principali dati della survey

Dai risultati della survey emerge che la maggioranza delle aziende coinvolte non sta perseguendo una politica di presenza a 360 gradi sui social media, piuttosto si sta focalizzando sui big 3: Facebook (94%), Twitter (77%) e YouTube (42%).

In più l’uso dei social media a livello aziendale è nelle agende del 40% dei CEO intervistati, rappresenta una priorità di marketing per il 60% delle aziende intervistate, il 64% delle quali ha un team dedicato allo scopo e il 96% delle aziende sta sviluppando strategie di marketing ad hoc per il canale social.

Dalle campagne pubblicitarie alle competenze chiave

Il titolo della ricerca “From Campaigns to Capabilities” evidenzia come le aziende leader abbiano capito che i social media non sono più un semplice fenomeno transitorio quanto piuttosto una realtà destinata a perdurare e a proliferare. Proprio per questo è in corso un passaggio dalle campagne, intese come esperimenti, tattiche e operazioni one-time, alle competenze richieste per sviluppare team specializzati e organizzati che si integrino con il resto delle funzioni aziendali.

Le 3 competenze chiave per una strategia social

Booz&co. e Buddy Media hanno individuato 3 competenze chiave per integrare l’uso dei social media nelle aziende:

1. Community Management.
Molti marketer di vecchio stampo sanno come si gestisce un brand, mentre non sono in grado di gestire una community che cambia in tempo-reale. E’ necessario saper ascoltare la propria fan-base, saperle rispondere, saper curare i contenuti pubblicati assicurandosi il loro allineamento allo spirito del brand, saper innovare e saper percepire il sentiment di quello che avviene online.

Credits: Booz & Company

2. Content Development.
Come in una festa a casa nostra dobbiamo essere bravi a far sentire gli ospiti a proprio agio e a non farli annoiare, allo stesso modo sulle brand page è fondamentale proporre contenuti coinvolgenti e originali. Non c’è niente di peggio di una fan-base che non interagisce con il brand.

3. Real-time Analytics.
I marketer hanno sempre più bisogno di dati in tempo reale per capire se i loro sforzi sui social media stanno dando i loro frutti. Gli analytics sono usati per capire se e come le persone stanno interagendo, quali sono le piattaforme che generano maggiore engagement, quanto traffico stanno generando e cosa chiedono i fan.
Secondo la ricerca solo il 50% degli intervistati fa uso di KPI relativi ai social media e di dashboard per il controllo dei dati.

Sebbene ad oggi i due terzi delle aziende intervistate investano solo il 5% del budget dedicato al marketing digitale in canali social, le stesse aziende si aspettano una crescita molto accelerata di questa quota nei prossimi tre anni e la spesa principale sarà rappresentata dall’assunzione di nuovo personale dedicato.

Venky Balakrishnan, vice-presidente di Diageo, azienda che gestisce alcuni dei più celebri brand di alcolici al mondo, ha dichiarato che i nuovi marketer dovranno essere “soldati universali: macchine da apprendimento che si muovono velocemente e che sanno adattarsi rapidamente alle nuove situazioni, quasi come i Navy Seals”.

Il caso Burberry come esempio di eccellenza

Abbiamo già parlato molte volte di Burberry in relazione ai social media poiché da quando nel 2006 Angela Ahrendts ne è diventata CEO, ha perseguito una strategia di marketing digitale molto aggressiva, concentrando le attività social su Facebook (dove il brand conta oltre 12 milioni di fan), Twitter e YouTube, a supporto di un sito web ufficiale completamente rinnovato.

Angela Ahrendts ha affermato in un’intervista che “oggi è necessario creare un’azienda social” e che “si deve essere totalmente in connessione con chiunque tocchi il tuo brand”.

La spesa sui canali social e in altre attività digitali (sito web e blog) rappresenta il 60% del budget di marketing di Burberry e gli ottimi risultati in termini di vendite, conseguiti in un momento di forte crisi, sono secondo i vertici da imputare in larga parte a questa nuova strategia.

Tipp-Ex, il backstage sul set della nuova campagna Hunter and Bear!

Cari Ninja, qualche giorno fa vi abbiamo parlato della nuova divertente campagna Tipp-Ex, targata Buzzman. In un’esperienza coinvolgente ed interattiva su Youtube, puoi riscrivere la storia e trovare fino a 46 diversi finali della Storia!

Qualche mese fa sono stata invitata a seguire lo shooting sul set, nei dintorni di Parigi. Ecco a voi il video del backstage, con un input prezioso da parte dell’Orso! Siete curiosi di vedere la faccia di chi c’è sotto? 🙂

Buona visione!

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Visita al quartier generale di Tumblr: tra arte e tavoli da ping pong

Entrare nel quartier generale di Tumblr è come entrare in un blog Tumblr,  pareti decorate con opere d’arte di ogni genere proprio come se ci si trovasse all’interno di una loro bacheca!

Stiamo parlando della nuova sede dell’azienda di microblogging, che nel corso degli ultimi anni è passata da 2 a più di 90 dipendenti, una crescita parallela all’aumento degli utenti – da 10 a 50 milioni – cioè circa il900%  di blogger in più nel giro di pochi anni.

Quella che sembrava prima una sede vuota e spaziosa sembra diventare sempre più piccola agli occhi dei dipendenti, che possono usufruire di ben due piani, uno dedicato al lavoro, con sale ampie e silenziose, e un altro destinato al relax e alla condivisione degli spazi, con tanto di – importantissimo – tavolo da ping pong.

Ogni sala ha un nome ispirato alla cultura newyorkese e pare che lo staff ci tenga molto a decorare gli spazi con gli artworks provenienti dalla community.

Ecco qualche foto della sede Tumblr, ancora a quanto pare work in progress!

Trovato qui.

Smart Argentina lancia il suo primo Twitter Commercial

Smart Twitter Commercial

Per lanciare il suo nuovo account di Twitter pubblicizzando il proprio prodotto @smartArgSmart Argentina – ha pensato a un’idea davvero originale, semplice ma geniale, che potremmo considerare come primo vero esempio di “Twitter commercial”, ossia un utilizzo creativo con finalità commerciali dei 140 caratteri ASCII a disposizione su Twitter.

In particolare, la casa automobilistica ha pensato bene di coinvolgere i propri utenti con un gioco davvero divertente: scorrendo la pagina di @smartArg su Twitter, infatti, è possibile assistere ad un’animazione in cui l’auto attraversa una tranquilla cittadina fatta di stradine, grattacieli, alberi e casette , finchè non trova un parcheggio alquanto stretto, ma certamente accessibile alla  city car più compatta che ci sia (un parcheggio tipicamente “alla smart”!).

L’animazione è attivabile con due semplici pulsanti: J per far proseguire l’auto nel suo percorso cittadino, e K per farla tornare indietro. Le istruzioni sono ben visibili nel top della pagina e di certo invogliano a provare il giochino, tanto simpatico quanto rapido e piacevole. Il messaggio finale? “Smart entra nei parcheggi da ogni lato, perché sta ovunque, anche in 140 caratteri!

Risultato? Quasi 2200 follower guadagnati in poco più di due settimane, e una notevole diffusione virale (più di 110000 visualizzazioni solo su YouTube) del Twitter commercial utilizzato per il lancio dell’account, grazie anche a un video di presentazione del progetto realizzato da Smart per spiegare com’è nata l’idea e come è stata tradotta nella pratica.

Un modo geniale e interattivo per lanciare un nuovo account social attraverso un’attività contestualizzata all’immagine del prodotto, che sta generando un incredibile coinvolgimento degli utenti e un passaparola non indifferente.

Smart reinventa il Ping Pong con un evento interattivo

Vi ricordate il famoso Pong-game degli anni 80? Quello in cui la pallina rimbalzava da una barra all’altra dello schermo? Non vi ricordate nemmeno quei “mitici” jingles di sottofondo che stordivano? Beh, ci pensiamo noi a farvi tornare la memoria o precisamente ci pensa Smart a ricordarvelo con qualche piccola modifica.

Quella che vedete nell’immagine e che poi vedrete meglio nel video è un’azione di marketing con un duplice fine: da un lato, quello di far testare ai clienti la reattività della Smart ecologica (in quanto molte persone sono scettiche circa le prestazioni di questa nuova generazione di automobili) e dall’altro quello di creare un vero e proprio spettacolo. La gente si diverte, crea buzz e la campagna si diffonde con un effetto virale.

Il valore ludico di questa campagna è in perfetta sintonia con i valori che da sempre Smart promuove: ironia, sicurezza e prestazioni.

Credits:

Agenzia: Proximity BBDO, Berlin
Creative directors: Ton Hollander and Jens Ringena
Art director: Daniel Schweinzer
Copywriter: Lukas Liske
Chief creative officers: David Mously, Jan Harbeck and Wolfgang Schneider
Producers: Julia Diehl and Silke Rochow
Managing director: Dirk Spakowski
Client service director: Sebastian Schlosser
Account supervisor: Jan Hendrik Oelckers
Account manager: Gülcan Demir, working with Smart marketing CEO Annette Winkler, sales and marketing manager Martin Hülder, senior international marketing manager Nicole Israng, Christoph Reichle and Ö Cay.

Facebook aggiunge il pulsante ascolta

Facebook ne ha fatta un’altra. Nemmeno il tempo di abituarsi all’ultima innovazione dedicata alle università (Groups for Schools), che subito il social network ha lanciato il pulsante ‘ascolta’, rivolto principalmente ad artisti e musicisti. Situato nelle fan page tra il ‘mi piace’ ed i messaggi, l’app interagisce con la vostra timeline e permette di ascoltare la loro musica direttamente da Facebook (per ora a noi non funziona, ma è sicuramente un problema temporaneo/soggettivo). Ecco, per esempio, lo spazio di Justin Bieber.

Bello, no? Acquisto di Instagram, servizi alle scuole e alle band sono solo le ultimissime mosse di Facebook: a tal proposito, un bell’articolo di Antonio Lupetti fa pensare: stiamo assistendo alla polarizzazione di internet verso due enormi pilastri, Facebook e Google. Ma la cosa ci piace?

Carlo Ratti: Il futuro prossimo delle Smart Cities [EVENTO]

Domani, mercoledì 18 Aprile, dalle ore 19:30 lasciate perdere il solito aperitivo, c’è qualcosa di molto meglio in serbo per voi.

La serata targata Meet the Media Guru offirà spunti a tutti i visionari che credono fermamente nel mondo “smart” capitanati da Carlo Ratti!

Carlo Ratti

Architetto, ingegnere, nonchè fondatore e dirigente di Senseable City Lab del MIT, Carlo Ratti si presenta come un punto di riferimento nell’ambito delle Smart City con i suoi brevetti e i suoi testi accademici.

Ratti è definito uno dei designer più influenti, tanto che viene indicato tra le 25 persone che cambieranno il mondo del design da Blueprint Magazine.

Con il suo operato vuole esplorare e riprogettare le città sviluppando le grandi potenzialità delle nuove tecnologie per progettare edifici intelligenti e stili vita migliori. (Biografia tratta da qui)

Le tematiche

Le tematiche che verranno affrontate nella sala della Mediateca S. Teresa – via Della Moscova, 38 – a Milano saranno quelle dedicate al mondo Smart: Smart City, Smart Home, Smart Citizien.

Le città diventano sostenibili ed ecocompatibili grazie alle nuove tecnologie, capaci di migliorare la vivibilità di tutti i cittadini, tanto da diventare sensibili. Ma forse per capire meglio questo concetto vale la pena sentire direttamente Carlo Ratti in questo suo intervento al TED.

Streaming Social Map: Partecipa!

che questo evento è imperdibile si capisce subito, ma se proprio non riuscite ad essere a Milano domani per le 19:30 e vedere il form di registrazione necessario per iscriversi all’evento vi fa solo rabbia… Non disperate!

Meet The Media Guru per l’occasione di domani lancia “Streaming Social Map”, un’iniziativa per coinvolgere tutti coloro non potranno essere presenti ma che vorranno sentirsi partecipanti attivi.

si tratterà di uno streaming davvero speciale, perchè oltre a potervi gustare la diretta dell’evento sul sito MMG direttamente da casa vostra, sarete anche in sala attraverso una “mappa” virtuale che proietterà e racconterà “chi è connesso e da dove”.

E, come al solito non dimenticatevi di commentare la serata e soprattutto di fare domande a Carlo Ratti attraversol’hashtag #MMGRATTI!