United Blogs of Benetton, un superblog per riunire esperti e appassionati di lifestyle [CASE STUDY]

Un blog aggregativo, una piattaforma che permetta di migliorare ancora il rapporto con la community di fan del brand: a questo ha probabilmente pensato il team Benetton di Digital Strategy guidato da Gabriele Lunati. Continua a leggere

Blitz anti-nucleare di Greenpeace alla finale di Coppa Italia [GUERRILLA]

Ieri sera, al trentesimo minuto di Inter – Palermo, 10 attivisti Greenpeace hanno rubato la scena alla finale di Coppa Italia. Due di loro – cerchiati in rosso nella foto e sospesi dall’anello di copertura dello stadio con delle funi – hanno accompagnato la discesa di uno striscione giallo di 200mq sopra la tribuna Tevere dell’Olimpico: “Da Milano a Palermo, fermiamo il nucleare”.

Un’operazione certamente visibile e spettacolare, che va di pari passo con la protesta dei ipazzisietevoi.org, sette ragazzi che da 17 giorni hanno deciso di vivere reclusi in un rifugio anti-radiazioni e comunicano solo attraverso il loro sito internet.

Qui la gallery fotografica completa de La Repubblica.

UPDATE di Silvia Carbone (ore 14.00)

Ecco il video che mostra l’entrata spettacolare degli attivisti di Greenpeace all’Olimpico.

Apprendiamo dai commenti all’articolo che i sette attivisti di Greenpeace che hanno esposto lo striscione allo stadio sono stati denunciati:

Sette attivisti di Greenpeace, tra cui 4 cittadini svizzeri, un tedesco e 2 italiani di età compresa tra i 23 ed i 44 anni, sono stati denunciati e colpiti da Daspo di tre anni, per il blitz messo a segno dagli ambientalisti durante la finale di Coppa Italia, domenica allo stadio Olimpico.

I sette erano stati bloccati a conclusione del match Inter-Palermo. Per uno dei due italiani, che non è residente a Roma, il questore ha adottato anche il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nella Capitale per la durata di 3 anni.

[Fonte: Corriere.it]

10 campagne ambient d'impatto

Che la pubblicità fosse invadente, sono secoli che se ne parla. Con questo articoli vi proponiamo una selezione delle migliori pubblicità invasive, fisicamente invasive!

…Un po’ sproporzionato

Per promuovere la furba soluzione di possedere un’auto piccola in una grande città, un’agenzia Americana ha adottato un approccio letterale alla pubblicità: la Smart Fortwo con le serrature enormi. Sull’auto piccola c’è la serratura buona  😉

Ops! E’ colato tutto giù per il grattacielo

Ma non si tratta certo di una campagna di vernici per ambienti, parliamo di Nationwide (Banca Americana) e il messaggio è davvero geniale: “si può essere pronti per qualsiasi cosa la vita abbia in serbo”

Toccare la cultura con piede

Per trovare un modo per generare entrate per vendite di beneficenza, nel South Carolina, un’ agenzia locale ha ottenuto il diritto di inserire annunci su scale in un edificio della città… Il tutto gratuitamente! Costi irrisori dal profitto enorme.

Attacco frontale ai monumenti

Una campagna per l’inquinamento da plastica, per riflettere senza innestare senso di colpa ne ‘ tantomeno banalizzarne il contenuto. E’ stata un’ agenzia pubblicitaria di Vancouver ad apporre manufatti in plastica sulle sculture più importanti in giro per la città.

Le tue dita ne fanno di passi

Una ormai famosa idea di Phil Jones, direttore creativo della campagna “Get Stretchy”. La sua idea era quella di creare qualcosa di divertente e piacevole da mostrare agli amici senza perdere mai d’occhio il “prodotto Yoga-fitness”. Un volantino niente male considerando che il costo è nettamente inferiore rispetto a quello tradizionale.

Ripensare i manichini

Spariscono i manichini e la loro funzione d’uso si arricchisce di tecnologia low cost. Display composti di “mattoni” laser, creati dalla società Californiana “Prisma”. Ogni blocco è di 25 pollici di diametro, possono essere personalizzati facilmente e sono molto più convincenti degli espositori in cartone tradizionale o dei manichini in plastica.

Potenza fuori dagli sche(r)mi

Idea vincente per sfruttare lo spazio aperto in Ford Field, casa dei Detroit Lions. Anche se i mattoni non sono tutti veri, non è certo quello che fa’ la differenza. Sospeso a 10 piedi dal pavimento i passanti non possono fare a meno di alzare lo sguardo.

 

Un invito a tuffarti

Masterminds, una agenzia pubblicitaria del New Jersey ha inserito un annuncio sul nastro porta-bagagli. Le immagini della piscina del resort ruotano intorno alla pista, simulando una vera e propria nuotata . I costi di produzione e di installazione ammontano solo a poche migliaia di dollari, ma l’effetto è davvero suggestivo.

 

Richiamo allo spreco

E’ stato Denver Water ad abbracciare una causa etica per la realizzazione di questa campagna pubblicitaria. L’iniziativa vuole coinvolgere un target di circa 1,3 milioni di persone in Colorado, servite da servizi finanziati con fondi privati. I barili rappresentano l’acqua sprecata dai servizi igienici e l’auto “grezza” rappresenta la parte realmente funzionale della vettura. Il tutto vuole comunicare quanto l’utilizzo dei prodotti possa ridursi al minimo evitando gli sprechi.

Wine Tourism Marketing! Ninja Marketing intervista Donatella Cinelli Colombini

Domenica 29 Maggio 2011 ritorna “Cantine Aperte”, la giornata che in pochi anni dalla sua nascita ha portato al successo l’Enoturismo in Italia.


Un business con un giro d’affari in Italia di 2,5 miliardi di euro che spinge a viaggiare ogni anno milioni di turisti (il vino è la 3° attrattiva per i turisti stranieri) per scoprire nei territori rurali di campagna le aziende vitivinicole d’eccellenza, facendo il pieno di cultura enologica all’aria aperta nei vigneti e degustando “con moderazione“, tra botti di legno di rovere e tini d’acciaio.

E in occasione dell’inizio di un interessante corso di enoturismo, rivolto ad operatori, guide e produttori, abbiamo avuto il piacere di stringere la mano ed intervistare una docente fuori dal comune: Donatella Cinelli Colombini.

  • Fondatrice nel 1993 del “Movimento del Turismo del Vino” (di cui è stata presidente per 9 anni) e sempre nel 1993 ideatrice di “Cantine Aperte”.
  • Ha insegnato fino all’anno scorso a organizzare, promuovere e gestire le cantine sotto il profilo turistico nei Master post laurea di 5 università (Venezia, Firenze, Bologna, Trieste e Malta).
  • Dopo un’esperienza di 14 anni nella fattoria di famiglia a Montalcino, nel 1998 ha creato la sua azienda ristrutturando 2 proprietà di famiglia: la Fattoria del Colle a Trequanda risalente al 1592 (dove si producono il Chianti Superiore DOCG, l’Orcia DOC, due tipi di IGT Toscana Rosso e il Vinsanto del Chianti DOC) e il Casato Prime Donne a Montalcino (dove si producono il Rosso di Montalcino DOC e il Brunello di Montalcino DOCG).
  • Nel 2003 ha vinto l’Oscar di miglior produttore italiano assegnato dalla guida AIS Bibenda, e ha pubblicato il “Manuale del Turismo del Vino” seguito, nel 2007 dal libro “Il Marketing del Turismo del Vino”.
  • Dal 2001 al 2011 è stata Assessore del turismo del Comune di Siena (incarico conclusosi un paio di settimane fa) inventando una nuova tipologia di turismo sportivo: il “trekking urbano”, un nuovo modo di fare turismo fuori dagli itinerari più conosciuti e insieme di tonificare il fisico. Esportato da Siena in altri 34 capoluoghi italiani.

Donatella Cinelli Colombini è oggi inoltre vice presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino e vice presidente dell’Enoteca Italiana.

Salve Donatella, è un vero piacere conoscerti!
Salve ragazzi, è un vero piacere anche per me.

Secondo le ultime ricerche quali sono le motivazioni che nel nostro Paese spingono i turisti italiani a visitare una cantina? E da quali nazioni provengono per di più i turisti stranieri?
I turisti del vino italiani secondo le ultime ricerche sono stimolati a viaggiare per conoscere le aziende vitivinicole sparse lungo il territorio nazionale soprattutto per voler vivere una “nuova esperienza turistica”, sono attirati anche dalla notorietà dei luoghi e dalla qualità dei prodotti. E desiderano fare qualcosa di tendenza, senza dimenticare d’assaporare l’enogastronomia tipica. In questo modo riescono a soddisfare dei bisogni importanti come il divertimento unito all’apprendimento, rendendosi protagonisti appunto di un’esperienza innovativa caratterizzata anche dalle tante possibilità di socializzazione che ne possono scaturire e dal bisogno di esaudire nel migliore dei modi quel senso di scoperta e di curiosità che alberga dentro ognuno di Noi.
I turisti del vino stranieri provengono per di più dalla Germania (il 33%), Austria (12%) e Nord America (11%), a seguire Svizzera, Gran Bretagna, Francia e Giappone. I tedeschi sono conosciuti per essere molto attenti ai prezzi. Invece gli americani, in particolare modo quelli sopra i 30 anni, sono i turisti più apprezzati dagli operatori perché orientati sui vini di alta qualità più costosi semplificando il processo di acquisto concentrandosi su marche e denominazioni (i Californiani hanno la maggiore cultura enologica). Mentre i russi usano il prezzo come indice di qualità.

La strategia di marketing nella politica dell’accoglienza enoturistica in che modo può adattarsi quindi alle differenti esigenze ed aspettative dei Wine Lovers?
I visitatori che giungono nelle aziende vitivinicole non sono tutti uguali sia per cultura che per budget.
Ci sono innanzitutto i cosiddetti “enoturisti per caso” che desiderano trovare servizi d’intrattenimento e ristorazione di cucina tipica, oltre a comprare vini economici e sfusi cercano di fare anche uno shopping d’oggettistica. La durata della loro visita deve essere breve e in gruppo con spiegazioni semplici, rimangono molto affascinati dagli elementi tradizionali all’interno della cantina e dalla bellezza dei panorami vitati.

Poi ci sono i veri e propri “turisti del vino” che comprano altresì vini di pregio, desiderano effettuare la visita con esperti , incontrare il titolare e l’enologo, sono attirati principalmente dalla fama e dal prestigio della cantina e dimostrano di avere anche una certa cultura enologica richiedendo l’assaggio. La durata della loro visita deve essere media e possibilmente individuale.
E inoltre esistono gli “opinion leader” e “amanti del lusso” che sono sensibili alla viticoltura e all’enologia innovativa, comprano solo vini costosi e rari, desiderano vedere e capire un’enologia diversa, gradiscono molto incontrare l’enologo e richiedono d’assaggiare vini in anteprima. La durata della loro visita deve essere però lunga e individuale.

Le Strade del Vino sono dei percorsi riconosciuti dalle regioni italiane che permettono, seguendo un’apposita segnaletica stradale, di esplorare il mondo vitivinicolo di una determinata zona con le sue cantine aperte al pubblico, non tralasciando i luoghi di sosta di interesse. Quante sono in Italia? E quali sono le Strade del Vino più trafficate?
Esistono più di 150 Strade del Vino ma purtroppo bisogna subito dire che se ne contano meno di 20 come davvero funzionanti, tra cui: Franciacorta, Strada Astesana, Vino Nobile di Montepulciano, Soave, Barolo, Costa degli Etruschi, Chianti Colli Fiorentini, Dal Roero alle Langhe, Oltrepò Pavese, Colli di Maremma, Vini Bresciani del Garda, Moscato e Barbaresco.

Son effettivamente fin troppe le Strade del Vino italiane che risultano spesso essere solo dei semplici atti amministrativi, non avendo alcuna traccia di cartelli stradali ed in certi casi con la quasi totale assenza di cantine lungo il proprio percorso. Una situazione infelice e dannosa per l’immagine delle zone vitivinicole di qualità meno conosciute.
Mentre se diamo un’occhiata all’efficienza delle Strade del Vino estere, i nostri diretti competitors, ci accorgeremo subito della differenza nel numero dei percorsi enoturistici offerti a vantaggio della qualità: 14 Strade in Francia con 7,5 milioni di enoturisti, 21 Strade in Spagna, 13 Strade in Portogallo, 11 Strade in Grecia, 15 Strade in Sud Africa , 9 Strade in Nuova Zelanda, 8 Strade in Cile. Mentre in America (soprattutto negli stati della California, Texas, Michigan, Pennsylvania e Nord Carolina) i percorsi enoturistici attirano ben 27 milioni di visitatori con 162 miliardi di dollari come giro d’affari e 49.000 addetti ai lavori.
E’ necessario quindi investire in un’adeguata politica di marketing territoriale che sappia cogliere l’enormi potenzialità che tutt’oggi il mercato enoturistico nazionale offre, sapendo gestire in primis adeguati uffici informazioni.

Il Turismo sul web racchiude una nuova frontiera di guadagno e rappresenta una nuova forma d’intrattenimento ampiamente consolidata: produttori, cantine e consorzi come possono approfittarne?
Sicuramente incominciare e/o continuare a curare la propria presenza online. Per il proprio sito consiglio di affidarsi quanto prima alle agenzie web specializzate in attività di SEO (NdR: Search Engine Optimization) per essere indicizzati al meglio sui motori di ricerca, risultando più facilmente visibili ai tutti i wine lovers del web 2.0.
I turisti sono degli “amanti infedeli” sempre attratti dal nuovo ed è molto importante oggi saper utilizzare i social media come Facebook, Twitter , Youtube, Flickr e Skype.
Ormai l’enoturista programma il viaggio su Expedia e poi posta i feedback sulla community di TripAdvisor.
L’enoturismo deve sapere essere uno sport di squadra, che può e deve generare networks virtuosi. Il passaparola sul web sta accelerando costantemente la percezione dei consumatori sui prodotti e servizi offerti dagli operatori. Noi per esempio in famiglia, stiamo lavorando moltissimo dai contatti che riceviamo quotidianamente tramite le decine e decine di migliaia di visite mensili al nostro blog.

Cara Donatella, la nostra intervista è giunta al termine: ti ringraziamo a nome di tutti lettori di Ninja Marketing. Prima di salutarci vogliamo chiederti infine se potresti rivolgere un breve appello ai giovani che si avvicinano al mondo del vino. Cosa gli consiglieresti?
La cultura del vino parte in cantina e da una corretta educazione alimentare. Possiamo adottare giorno per giorno il seguente slogan: “Bevi poco per bere bene”. Approfittando per ricordarvi dell’esistenza del progetto “Vino e Giovani” del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in collaborazione con le regioni, affidato per l’esecuzione all’Enoteca Italiana. In cui già sono stati coinvolti 20.000 ragazzi under 30 di 15 università italiane, tra convegni e momenti di intrattenimento arricchiti da istruttive degustazioni sia libere che guidate.

La nostra intervista è finita! 🙂

E se voi Ninja desiderate incrementare la propria mobile experience in merito a 1.000 selezionate cantine italiane divise per regioni con tutti i dettagli per conoscerne al meglio: il profilo; la storia; tramite GPS la localizzazione geografica (mappa della cantina); i vitigni coltivati; l’enologo della cantina; la zona vitata; le etichette commercializzate; l’accoglienza riservata in termini di orari; lingue parlate; possibilità di visita dei vigneti; degustazione; opportunità di acquisto; ristorazione ed accessibilità.. Segnaliamo la seguente applicazione ufficiale del Movimento del Turismo del Vino su App Store (chiamata MTVINO), nella versione 1.1 da 2.0 MB per iPhone, iPad e iPod touch (pubblicato il 16 maggio 2011). Disponibile a 3.99 euro.

Qui di seguito l’icona con link incluso all’app:

Costi di Sviluppo Applicazioni iPhone e iPad [CASE STUDY]

Scaricate almeno una nuova App a settimana, utilizzate le vostre Apps preferite più di una volta durante la giornata, ogni tanto cercate nell’ Appstore le ultime novità per provare le Apps più innovative… E alla fine ve lo chiedete, e se producessi un’ App per la mia azienda?

Tra questa domanda e la successiva tuttavia non passerà molto tempo e vi chiederete: quanto costa produrre una App ?

A questa domanda ci sono diverse risposte. Innanzitutto bisogna premettere che la mobile App è un software percepito dagli utenti come un prodotto da tasca, di marketing e design. Secondo una ricerca di mercato pubblicata nel 2010 da America On Line, il legame che si sviluppa tra utenti e applicazioni comprende più fattori, che non si basano unicamente sulla “pulizia” del codice e su cosa l’app fa, ma su altre componenti relative alle aree di marketing e design.

Per sviluppare un’ App di qualità, che dia valore al nostro brand non è quindi semplice trovare l’agenzia giusta con cui dialogare, la maggior parte degli sviluppatori di apps sono infatti software house, e sono pochi i team e le agenzie specializzate in marketing design, ingegneria del software e User Interface design in grado di creare progetti per App di successo.
E’ quindi il caso di valutare l’esperienza dei team di sviluppo e di partire da un progetto inizialmente semplice, su cui ragionare in seguito in termini di complessità e nuove funzionalità.

Una volta scelti i developers iniziamo a distinguere che tipologia di App vogliamo sviluppare. Attualmente nel settore mobile le tipologie sono due: Apps che si integrano nella comunicazione di impresa o Apps intese come veri e propri prodotti che possono portare direttamente delle revenue.

L’ App realizzata da Pizzahut di fronte ad un investimento di alcune decine di migliaia di dollari per la sua realizzazione nel 2009 ha portato entrate per un totale di 1.000.000 di dollari a soli tre mesi dal lancio nel 2009, con 100.000 downloads unicamente dallo store americano.

Color, un App dedicata alla fotografia e ai social media, ha ricevuto recentemente investimenti di 41 milioni di dollari da venture capitals come Sequoia e Brain Capital pianificando nel progetto di sviluppo un rientro di investimento nella rivendita dei dati di utilizzo ad aziende partner nel medio periodo.

In questa direzione si sono mossi i grandi editori, anche televisivi, come Sky, la cui App offre agli utenti un mese gratuito di utilizzo mentre per i successivi richiede la sottoscrizione di un abbonamento a pagamento.

In questi case studies, la domanda va posta quindi in modo differente, più che quanto costa una App c’è da chiedersi: quanto costa un’industria?

Tornando ai costi effettivi di sviluppo senza farci spaventare da queste cifre, la linea guida da seguire per lavorare con iPhone / iPad / Android generalmente è questa: creare qualcosa di semplice su mobile è facile, renderla professionale e funzionale in tutte le sue particolarità richiede invece molto più tempo.
Per realizzare alcune App infatti i tempi sono brevi, e in poche settimane è possibile trovare il proprio progetto direttamente su Appstore. Per le più complesse invece i tempi si allungano e sono richiesti diversi mesi di lavoro, che possono arrivare, come nel caso di Mastercard Priceless Picks a 12 mesi di sviluppo.

In un’analisi di costo, ci sono diversi fattori da prendere in considerazione. La valutazione di ore/lavoro , che per uno sviluppatore iPhone si mantiene mediamente sui 150$ l’ora, ma che su piattaforme per professionisti come Guru.com parte dai 50$, che va poi naturalmente moltiplicata per il numero di programmatori / progettisti software.
A questi costi va aggiunto il lavoro di grafica e comunicazione, caratteristica fondamentale nelle App di successo, a maggior ragione se parliamo di schermi HD, in grado di dare massimo risalto alle immagini.
In questo caso una valutazione media si assesta sempre intorno ai 50$ l’ora, ma che naturalmente aumenta in caso di professionisti dell’ User Interface Design.

Alcuni esempi di App di successo e i loro budget.

Tirando le somme, il mercato dei developer tra il 2010 e il 2011 si è assestato su budget intorno ai 5000$ per lavorare ad App con semplici funzioni di base per salire a cifre intorno alle decine di migliaia di dollari per App più complesse con obiettivi di vendita e di download pianificati nel tempo . La creazione di siti in grado di sviluppare App in pieno stile DIY (Do it yourself) ha permesso di rendere ancora più accessibile questo mercato per chi vuole essere presente su App store in breve tempo senza curare un progetto di sviluppo.

La direzione da prendere per un’azienda che si voglia inserire nel mercato mobile è quindi personalizzata a seconda dei casi.
Ad oggi su Appstore (fonte: Apple) le App scaricabili sono più di 500.000, la concorrenza è tanta e far scaricare la propria App da un sostanzioso numero di utenti è il primo obiettivo di qualsiasi brand.
Una giusta valutazione per le aziende che si affacciano adesso a questo settore può essere aspettare e valutare il mercato, ma muoversi con decisione verso applicazioni che possano creare attorno a loro interesse e valore, con un occhio all’interattività e ad una comunicazione visiva creativa coerente con il proprio marchio o progetto.
Non a caso Apps Blockbuster come Angry Birds non devono il loro successo a motori grafici tridimensionali ma a uno studio approfondito di mercato e ad un efficace progetto creativo e di prodotto.

Il capo è troppo autoritario? Sfidalo! [VIDEO]

Cosa accadrebbe se il capo vi sorprendesse a non lavorare rovinando il vostro “meritato” momento di ozio? …e se ad andarci di mezzo fosse l’irrinunciabile pausa  “rosa”? La sfida, allora, sarebbe inevitabile!

Per chi segretamente ( o forse neanche troppo!) desidera ribellarsi al proprio tirannico capo, ecco un nuovissimo tube game che permetterà loro di farlo. Infatti il divertente video realizzato dall’agenzia  G-Com per La Gazzetta dello Sport permette agli utenti di scegliere in quale attività il dipendente potrà sfidare il principale completando il titolo del video.

La metodologia di interazione con i protagonisti del video non può non richiamare alla memoria il Subservient Chicken di Burger King del 2004, ormai pietra miliare nel viral marketing .

Anche in questo caso un tube game con cui interagire più e più volte e che, anche se probabilmente non servirà a rifarsi del dispotismo del proprio capo, sicuramente aiuterà a riderci su.

Qui il link per l’applicazione

iPhone TV: le apps per lo streaming TV dal tuo device! [UPDATE]

Un vostro amico ieri vi ha invitato a casa sua per farvi vedere il suo ultimo acquisto: schermo 46 pollici, full HD, impianto dolby surround! La ragazza ormai non sa più come trascinarlo fuori di casa e tutto questo per via del nuovo televisore, da quando è entrato nella sua vita non può più fare a meno delle decine di canali che il suo nuovo abbonamento gli ha fatto conoscere.

Voi invece non vi entusiasmate poi così tanto all’idea di un sabato trascorso sul divano ma amate comunque la televisione e non potete fare a meno dei vostri programmi preferiti. Per voi che per lavoro o per passione avete probabilmente una vita dinamica e in movimento, la soluzione migliore è nelle vostre tasche o nelle vostre borse! Con le apps che vi suggeriamo noi, potrete fare lo streaming dei vostri canali preferiti direttamente sul vostro smartphone o tablet.

Edge Tv Pro, SuperGuida Tv e Pocket Tv: le apps per registrare i programmi Tv

Edge Tv Pro – gratuita al momento -,  Pocket Tv – 0,79  € e Super Guida Tv – 0,79 € — sono apps con integrazione VCast, il servizio online che permette di registrare i programmi tv in onda sui canali in chiaro. Con queste app avrete un videoregistratore sul vostro device, che come quelli reali vi permette di programmare la registrazione. In pratica il funzionamento delle apps è questo: e’ richiesto un account gratuito al servizio Faucet VCast; la registrazione puo’ avvenire lanciando il browser direttamente dall’interno dell’applicazione oppure visitando il sito VCast.
L’integrazione con il meccanismo di dowload manager di Vcast consente di fare il download video dal sito così da poter avere sul proprio device i programmi preferiti scelti grazie anche ai palinsesti disponibili dalle apps stesse. I video scaricati sono poi disponibili anche in modalità offline e si possono persino esportare dal proprio iPhone, iPod o iPad ad un altro dispositivo, inclusi pc e Apple tv.

Pocket Tv permette anche l’upload della propria registrazione su Dropbox, che creerà automaticamente una cartella per esportare i programmi registrati e vederli in seguito anche dal vostro pc. I formati dei video saranno infatti Mp3 Mp4, DivX e H264, per una facile visualizzazione con i player più comuni.

L’app Super Guida Tv esiste sia per iPhone e Ipod Touch sia per iPad: per quest’ultima versione, è stat rilasciata dal 27 maggio la release 1.5, con aggiornamenti importanti che riguardano la grafica ed il layout, rispondendo così alle richieste degli utenti sull’Apple Store. Intanto adesso SuperGuida Tv ha l’orientamento landscape, cioè orizzontale, con un’interfaccia grafica nuova. Per rendere più immediata la navigazione, ora è disponibile l’evidenziazione automatica dei programmi in onda. Per quanto riguarda la registrazione, è possibile scaricare le registrazioni sul dispositivo mobile o in streaming mediante Apple Tv con supporto AirPlay. Inoltre si può variare la qualità di registrazione vCast ed i minuti di pre e post registrazione.

Nonostante queste apps abbiano molti canali a disposizione non troverete però Mediaset e La7 che non hanno concesso i diritti di registrazione. Per questo vi segnaliamo di seguito le apps ufficiali del gruppo Mediaset.

VideoMediaset e SportMediaset: le apps del gruppo Mediaset

VideoMediaset è l’applicazione che ti permette di vedere tutti i contenuti video dei programmi di Mediaset, dall’intrattenimento all’informazione visibile anche in diretta streaming. Infatti l’ultimo aggiornamento permette lo streaming dei reality, i telegiornali e le video chat di Video Mediaset. E’ stata aggiunta una nuova sezione “il mio programma preferito”, che da la possibilità di salvare quest’ultimo direttamente sul menu dell’applicazione.

SportMediaset è l’app per seguire le news su tutti gli sport, ma in particolare su quelli più amati dagli italiani: calcio, Motogp e Formula1. Si può infatti navigare nelle sezioni riguardanti il calciomercato, leggere le notizie in evidenza sulle squadre big, condividendole su Facebook e Twitter. Altre sezioni interessnati per gli amanti dello sport saranno le video e foto gallery, per rivedere i momenti più caldi delle partite, le interviste e le gare. Gli aggiornamenti sono in tempo reale, ma vi avvisiamo che non potrete vedere le dirette delle partite o delle gare, sebbene l’app abbia comunque avuto molti download da quando è stata rilasciata.

Di app per lo streaming Tv ce ne sono molte disponibili, sia di canali specifici che multicanali. Contiamo di aggiornarvi presto su quelle disponibili anche per gli altri sistemi, come Android.

Intanto ecco le apps di cui vi abbiamo parlato:

edgeTVProSuperGuidaTV XSpocketTvVideoMediaset per iPhoneSPORTMEDIASET

Panetteria Maiello, la web comedy Vodafone diventa interattiva


Poche settimane fa, vi abbiamo proposto la campagna Vodafone realizzata attraverso una esilarante web comedy condotta da Luca e Paolo, le due Iene per eccellenza.

A distanza di pochi giorni, seguendo  le puntate sulla pagina you tube della Vodafone, abbiamo scoperto un nuovo ingrediente della fortunata serie: linterattività!

Ovviamente tutti vi chiederete: e in che modo?

Sono stati utilizzati più livelli: analogico e digitale, audio e video in modo da generare un’esperienza che ha come risultato uno svolgimento imprevisto della narrazione, anche grazie all’impiego di un sistema di riconoscimento vocale che sarà la chiave di volta per la selezione dei vari finali.

Il video è disponibile su un sito dedicato e su un’apposita tab nella pagina Vodafone di Facebook, nonché sul canale Vodafone di Youtube.

Provare per credere, buona interazione con Luca e Paolo!

Tastiera touch: ecco a voi Keyless Lifebook!

Una tastiera completamente touch: è questo il concept presentato al Fujitsu design award 2011 dalla designer americana Laura Lahti.

Ergonomica e personalizzabile, Keyless lifebook promette anche di farvi divertire organizzando a vostro piacimento i tasti ed il touchpad della tastiera. Basta far scorrere le dita ed aggiustarsi la situazione come si vuole.
Qualche esempio:

Ed ancora:

Diventerà realtà secondo voi? A me piace!

Start Cup Italia 2011, le opportunità regionali per reperire fondi.

Le Start Cup 2011, sono, tra le altre, opportunità per startupper o aspiranti tali messe a disposizione a livello territoriale da incubatori, università ed Enti Locali che hanno intuito il vantaggio di corroborare la crescita di aziende tecnologicamente avanzate, come strumento di sviluppo territoriale sostenibile.

Quasi tutte le Start Cup sono in collaborazione con Working Capital Premio Nazionale per l’Innovazione, dando la possibilità ai migliori partecipanti selezionati di prendere parte alla finale del 20 novembre a Torino del Working Capital, che come sappiamo mette in palio circa 2,5 mln€ totali destinati all’investimento in realtà imprenditoriali d’eccellenza o progetti d’impresa innovativi.

I premi in palio sono diversi e di diverso importo da concorso a concorso, ogni Start Cup ha stretto collaborazioni particolari con altri istituti di investimento che prevedono l’assegnazione anche di premi straordinari, come quello messo in palio dall’UK Trade & Investment britannica (UKTI) in Italia e il Consolato Britannico di Napoli per la Start Cup Puglia.

La costante organizzativa delle Start Cup 2011 è l’articolazione dei concorsi in due fasi principali con scadenze differite nel tempo, la prima fase che rappresenta una vera e propria Call for Ideas e la seconda fase che prevede la presentazione dei documenti per la vera e propria Business Plan Competition.
In alcuni casi particolari, come per la Start Cup pugliese e quella lombarda, sono previste anche sessioni di formazione che aiutano gli startupper a perfezionare i loro progetti di impresa al fine di aiutarli a generare un Business Plan completo.

Start Cup Puglia

In Puglia la Start Cup si inserisce in un contesto particolare in cui la regione da anni ha puntato buona parte delle sue forze e parte delle risorse finanziarie per spingere l’innovazione, la crescita e la nascita di imprese di nuova costituzione a partire dai bandi di Principi Attivi.

I premi della Start Cup Puglia 2011 sono 3 e rispettivamente assegnano:
15.000€ alla Business Idea risultata prima classificata
10.000€ alla Business Idea seconda classificata
5.000€ per la terza classificata.
La scadenza per eseguire l’upload delle Business Idea sul sito web del concorso è fissata al 20 giugno, mentre entro il 20 luglio sarà necessario presentare il Business Plan, legato alla Business Idea, per sancire la partecipazione al concorso.
Prima del 20 luglio, inoltre, a cura degli organizzatori dell’iniziativa, si svolgeranno alcune giornate di formazione volte al perfezionamento della Business Idea, utili come compendio per la stesura del Business Plan.
Anche in questo caso le migliori idee finaliste potranno prendere parte alla finale del Working Capital PNI il 20 novembre a Torino.

Start Cup Milano Lombardia

Logo Startcup Milano LombardiaIn una terra che ospita uno dei sistemi economici più floridi dello stivale, una Start Cup non può che essere un’ulteriore spinta di crescita, assicurando inoltre ai vincitori un ecosistema florido e ricco di opportunità in cui incastonarsi.
I premi del concorso non sono ancora stati comunicati, ma lo saranno a breve sul sito web dell’iniziativa, mentre nel regolamento appaiono chiare le 4 categorie principali all’interno delle quali gareggeranno i progetti d’impresa:
ICT & Tecnologie industriali
Clean Technologies & Agroalimentare
Scienze della vita (biotech, dispositivi biomedicali, farmaceutica)
Social Innovation
La prima scadenza per la Call fof Ideas è fissata al 30 giugno, mentre i Business Plan vanno presentati entro il 7 settembre. La finale è prevista per il 28 settembre e i progetti finalisti potranno prendere parte alla finale del Working Capital PNI.

Start Cup Calabria

La Start Cup calabrese è forse l’evento regionale a più alto contenuto formativo per gli startupper con moltissimi appuntamenti per i partecipanti volti a perfezionare la propria Business Idea.

La SCC si articola in due tappe fondamentali, precedute da due fasi preliminari di supporto,
la ICT-Social Tech Weekend vera e propria Call for Ideas in cui saranno presentate le idee di business e potranno formarsi dei team di sviluppo e la Business Plan Tech Weekend, dedicata ai settori Clean Tech, ICT, Nanotech e Bio Med, dedicata alla stesura di una prima versione del Business Plan.

Le fasi preliminari si svolgeranno rispettivamente dal 9 al 11 giugno e dal 16 al 18 giugno, mentre le tappe fondamentali sono la Techweek, settimana di mentorship dedicata al perfezionamento del progetto d’impresa con 6 giornate formative in cui si inseriscono giornate di lavoro sul prodotto, che si svolgerà dal 27 Giugno al 2 Luglio e la TechGarage Calabria che avrà luogo il 14 Settembre, vera e propria giornata conclusiva che decreterà i vincitori.
Le tre idee selezionate accederanno direttamente al Premio Nazionale dell’Innovazione (PNI) che si terrà a Torino nell’ambito di Working Capital.

Start Cup Molise

L’Università degli Studi del Molise ha organizzato la quarta edizione della Start Cup al fine di creare di relazioni stabili tra ricerca ed impresa.
La Call for Ideas molisana scade il 16 giugno mentre il termine ultimo per la presentazione dei Business Plan è il 15 settembre.

Anche questa Start Cup è piena di eventi formativi, ben 3 tranche, con giornate di orientamento e supporto alla stesura del Business Plan, dal 20 al 30 giugno, dal 15 al 30 luglio e dal 1 al 9 settembre 2011.
I premi per le 3 migliori Start Up saranno di,
5.000€ alla Business Idea risultata prima classificata
3.000€ alla Business Idea seconda classificata
2.000€ per la terza classificata.
Inoltre sono previsti due premi extra nei settori Ambiente ed Energia messi a disposizione dal gruppo Pholagos, società molisana attiva nel campo energetico, ciascuno di 2.500€
Anche per questa Start Cup le idee finaliste parteciperanno al gran finale del Premio Nazionale per l’Innovazione.

Dunque agli startupper non rimane che cogliere queste opportunità territoriali, presentando le proprie business ideas, magari “affilandole” per renderle più competitive attraverso gli ormai frequentissimi HOWTO di Ninja Marketing, considerando che il prendere parte a questo tipo di eventi offre, oltre l’opportunità di poter ricevere un primo round di finanziamenti in denaro, anche la possibilità di accedere ad intensissimi periodi di formazione e perfezionamento delle proprie capacità manageriali, senza dimenticare le opportunità di dialogo con i leader dei settori innovativi italiani.