Mentre alcuni grandi distributori sono ancora seduti in un angolino a valutare se i social media abbiano un qualche ruolo nella loro attività, uno dei più grandi retailer globali ha acquisito una celebre società specializzata nell’innescare il buzz sui social media.
Tesco ha acquistato, o forse è meglio dire investito, 60 milioni di dollari in BzzAgent: una community di volontari che recensiscono prodotti di largo consumo. BzzAgent incoraggia a descrivere i prodotti attraverso Facebook, Twitter e YouTube. L’azienda ha 800.000 volontari e collabora con marchi quali Unilever, L’Oreal, Procrer&Gamble, Nestlè…
Con l’acquisto di BzzAgent, Tesco chiaramente vuole collegare meglio i social media alle leve operative di marketing. L’accesso ad alcuni dati sui consumatori è fondamentale per conoscere non solo le preferenze che spingono gli acquirenti all’acquisto, ma anche per valutare il filo conduttore tra i prodotti più venduti, allo scopo di analizzare le “scelte valoriali” alla base del consumo attuale.
Ma le alleanze strategiche di Tesco non sono nuove alle cronache. Qualche anno fa la geniale trovata di collaborare strategicamente con dunnhumbyle è valsa non pochi vantaggi in termini di fidelizzazione e conoscenza dei cosiddetti “clienti essenziali”.
Tesco chiaramente riconosce l’importanza dei social media nell’influenzare il comportamento dell’acquirente e nessuna impresa commerciale al mondo è andata così oltre a tal punto da introiettare nella proprietà istituzionale le logiche del buzz.
00KiyoshiKiyoshi2011-05-30 16:00:562011-05-30 16:00:56Tesco compra la social firm BzzAgent
Moratti vs. Pisapia: terminati i ballottaggi, una sintesi dei casi più interessanti di queste ultime settimane, dalle colpe di Pisapia alle scuse a Barack Obama.
'>
Le ultime elezioni amministrative sono state caratterizzate da una campagna elettorale a dir poco incandescente. Polemiche a non finire, accuse fra i candidati e i partiti che li supportavano. Grande protagonista è stato anche il “duello” più fra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia.
Abbiamo atteso la fine dei ballottaggi per commentare tutto ciò che in queste settimane è accaduto in merito alle dinamiche social, dato che come s’è potuto constatare molti sono stati i casi in cui Twitter, Facebook, YouTube e ovviamente gli utenti che li utilizzano sono diventati protagonisti.
#morattiquotes: ridere delle accuse (tanto è tutta Colpa di Pisapia)
Giovedì 12 maggio, a 3 giorni dal primo turno delle votazioni, si svolge negli studi di Sky un faccia a faccia fra il sindaco uscente di Milano Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, candidato della coalizione di centrosinistra. A chiusura del dibattito, la Moratti accusa Pisapia d’aver contribuito a un furto d’auto, mezzo poi utilizzato per un pestaggio di matrice politica. Pisapia ribatte subito con la diffusione a mezzo stampa della copia della sentenza d’appello che ne attesta la totale estraneità ai fatti. Ma la Rete non perde l’occasione di segnalare il proprio disappunto per il colpo basso della candidata di centrodestra. Il dissenso non viene però espresso attraverso insulti o commenti negativi, ma con l’ironia. Contrassegnando i propri tweet con l’hashtag #morattiquotes, nascono così le fantomatiche accuse a Pisapia sotto forma di dichiarazioni della Moratti, a metà dei famigerati Chuck Norris Facts e le battute pubblicate da spinoza.it: tweet come “L’arbitro Moreno era Pisapia travestito“, “Pisapia è il vero padre di Luke Skywalker“, “Pisapia ha fatto chiudere il Festivalbar” cominciano a fioccare facendo diventare rapidamente trending topic #morattiquotes.
L’esercizio stilistico continua su Facebook: una pagina come E’ tutta colpa di Pisapia, che conta oggi oltre 66 mila iscritti, vede riempire la bacheca generale di post altrettanto pungenti.
Altro spazio dedicato ai Pisapia Fact diventa inconsapevolmente la pagina di Facebook di Red Ronnie. Perché? Per un’affermazione fatta dal noto giornalista musicale in merito a una possibile vittoria del candidato di centrosinistra: “Cancellato LiveMi di sabato 21 maggio”, attribuendo erroneamente a Pisapia la possibile cancellazione del festival. Detto fatto, i fan di Red Ronnie passano da circa 7000 a 18000 oggi, e il wall del giornalista s’è riempito di altre accuse farlocche al malcapitato Pisapia.
C’è poi chi è andato oltre: un gruppo di giovani videomaker, Il terzo segreto di Satira, come nel caso del processo al Presidente del Consiglio Berlusconi per il caso definito Rubygate, decide di scherzare sulle accuse mosse al candidato di centrosinistra raccogliendole in un corto dal titolo “Il favoloso mondo di Pisapie”, parafrando il titolo del noto film di Jean-Pierre Jeunet “Il favoloso mondo di Ameliè”.
Quando il social network ti si rivolta contro: il caso #sucate
E’ chiaro che la presenza nei social network può essere decisiva anche in politica, in quanto strumento di marketing. Per questo, oltre al canonico sito web e/o blog vengono attivati dai vari staff elettorali profili Facebook e Twitter, proprio per agevolare la comunicazione diretta con il corpo elettorale. Nel caso della candidata Moratti, le domande e osservazioni potevano essere inviate anche su Twitter attraverso l’hashtag #mirispondi, dal nome del sito www.mirispondi.it dove venivano raccolte testimonianze e intenzioni di voto dei sostenitori del centrodestra.
Il 23 maggio, Orghl, utente italiano, pone allo staff della Moratti una domanda “trabocchetto”:
L’argomento delle moschee e dell’integrazione degli stranieri a Milano è uno dei punti forti del programma di Letizia Moratti: è necessario rassicurare l’elettorale con un decisionismo che ravvivi l’immagine della candidata, la quale dopo il primo turno deve recuperare terreno: la fretta è però cattiva consigliera.
Quella che doveva essere una delle tante risposte date a un milanese intimorito dall’immigrazione diventa un boomerang spaventoso: la Rete reagisce in maniera istantanea alla gaffe ancor più velocemente che nel caso delle #morattiquotes: #sucate diventa in poche ore trending topic di Twitter, grazie a una miriade di tweet che inneggiano alla messa in sicurezza del ridente quartiere milanese.
Sucate e Giandomenico Puppa, a cui era stata intitolata da Orghl la via dove sarebbe dovuta sorgere la moschea, divengono pagina di Facebook: anch’esse raccolgono discreto successo, rispettivamente con circa 20000 e 750 iscritti.
L’ironia sembra ormai essere il valore aggiunto di questa campagna elettorale.
Come ti “gonfio” la pagina
Dopo il caso #sucate, è evidente che la Rete rischia di rivelarsi uno dei punti deboli della strategia morattiana: se attraverso i media convenzionali il grado di controllo di eventuali errori e/o problemi può essere limitato, altrettanto non può essere fatto sui Social Network, dove la diffusione di un contenuto acquisisce vigore in maniera esponenziale mano a mano che il tempo passa (e il meccanismo della condivisione coinvolge più utenti). In particolare, sono i numeri a fare paura: se ad esempio nelle pagine di Facebook che abbiamo citato prima si contano decine di migliaia di fan, altrettanto non si può dire in quella personale della candidata, che prima del 25 maggio contava circa 3500 fans.
Oggi però la stessa pagina conta 41 mila fans. Una crescita incredibile.
Un dato non ripetuto su Twitter, dove i follower del profilo ufficiale (sì, quello del caso #sucate) sono molti meno, circa 750. Per Pisapia, invece, sono più di 6000, mentre su Facebook il candidato di centro sinistra conta addirittura 105.000 fan.
A qualcuno è venuto il sospetto che la crescita dei fan sulla pagina della Moratti fosse dovuta ad un “trucchetto”. Tutto nasce con un post del noto blogger byoblu, che teorizza anche con un video su YouTube un tentativo di hacking per aumentare il numero di fan.
Le accuse mosse da byoblu scatenano un putiferio di polemiche, ma ormai il dado è tratto (e il dubbio nell’elettorato insinuato: sarà vera oppure no la tesi dell’ “accrescimento indotto”?): una costante – quella delle polemiche – che come abbiamo visto nella dialettica non solo nel dibattito per la vittoria nella competizione elettorale per il comune di Milano, ma anche a livello nazionale, è una costante ormai indiscutibile.
Hai un problema? #dilloaobama
Sullo sfondo delle elezioni amministrative, ecco un importante appuntamento internazionale, il G8: in quest’occasione, come se non fosse bastato il caos scatenato dai casi riportati prima, si verifica un episodio che contribuisce a surriscaldare ulteriormente l’ambiente. Il Presidente del Consiglio Berlusconi attacca i magistrati italiani dialogando con il Presidente americano Barack Obama, andando a sottolineare la necessità di una riforma della giustizia. Politicamente, un atto di forte impatto mediatico che sottolinea la volontà che muove le scelte riformatrici del Presidente italiano. Anche in questo caso, la Rete si mobilita mantenendo lo status quo sviluppato nel mese di campagna elettorale. Il video fa il giro del mondo, e quando si intuisce il contenuto del discorso di Berlusconi, i suoi oppositori sfruttano, come nel caso delle accuse della Moratti a Pisapia, l’arma dell’ironia.
Su Twitter, #dilloaobama diventa immediatamente trending topic, al pari di #morattiquotes e #sucate. Il contenuto? Semplice: un lungo elenco di richieste di favori che gli utenti italiani di Twitter rivolgono al Presidente americano.
E se su Facebook le pagine nascono sul trend sviluppato da Twitter (2 pagine su tutte dal nome “Dillo a Obama”: 3000 fan circa per la prima e 10000 per la seconda) la protesta più “seria” arriva proprio su uno spazio del social network di Mark Zuckerberg: la pagina ufficiale di Obama, infatti, viene presa d’assalto da utenti italiani che, utilizzando un claim già diffuso tempo addietro, riempiono il wall pubblico del primo cittadino americano di “I’m sorry Mr President, I’m Italian and Prime Minister, Mr. Berlusconi, doesn’t speak in my name“. Una reazione per certi versi imprevedibile ma con chiare connotazioni politiche, che denota un grande carico di significato in ottica di un realizzarsi di quella democrazia diretta invocata da più parti.
Una sfida social
Appare evidente che stiamo vivendo in un’epoca di cambiamento in cui gli scivoloni dei politici non possono più passare in sordina e che anzi vengono amplificati dai post, commenti e cinguettii degli utenti-cittadini. Così come accade spesso nelle aziende, in questa campagna elettorale, abbiamo visto come un utilizzo che potremmo definire ‘ingenuo’ dei social media possa rappresentare un punto di debolezza all’interno delle strategie di marketing politico dei candidati. Nelle prossime ore vedremo se la Moratti ne pagherà le conseguenze.
00Francesco GavatortaFrancesco Gavatorta2011-05-30 15:28:542011-05-30 15:28:54Da morattiquotes, passando per sucate a dilloaobama: l'ironia della Rete si abbatte sulla politica
Ti interessano i blog, i social network, i video, il web, la pubblicità, la tv, la radio, il tutto dedicato al fashion? Il 10 e l’11 giugno allora devi essere a Milano, allo Spazio A – ex Ansaldo in Via Tortona, 54 per FashionCamp. È giunta alla seconda edizione la due giorni milanese dedicata alla moda. Chi ci sarà? Professionisti del settore, fashion blogger, giornalisti, scrittori, manager e poi TU. Sì proprio tu che ami la moda e vuoi dire la tua… save the date!
FashionCamp è il primo barcamp tutto italiano per il settore fashion. Ma che cos’è un barcamp? Presto detto: una rete di (non) conferenze ad accesso libero in cui i contenuti sono proposti dagli stessi partecipanti. Chiunque può proporre un tema e parlarne diventando relatore, non solo gli ‘addetti ai lavori’. Lo scopo è favorire la diffusione del libero pensiero. Noi di Ninja Marketing abbiamo già intervistato l’art director di FashionCamp, Arianna Chieli (l’intervista potete leggerla qui). Madrina della manifestazione è nientepopodimenoche Carla Gozzi,stylist e conduttrice di Ma come ti vesti? su Discovery Real Time. FashionCamp è un evento patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Milano e la location in cui si svolge è il luogo deputato alle iniziative riguardanti il fashion tenute durante la Settimana della moda.
L’evento dà spazio agli esperti del settore ma soprattutto alle nuove figure professionali impostesi sulla scena in tempi recenti. Il rapporto tra moda e tecnologia è il tema principale del camp, molto interessante il dibattito Digital Influence. From couture to conversation coordinata da Jarvis Macchi (qui trovate la recensione di Ninja Marketing del suo libro Lusso 2.0) in cui si parlerà del ruolo dei media digitali nel nuovo scenario della moda accessibile, dei grandi marchi che comunicano col consumatore finale che è sempre più competente, informato ed esigente.
È ormai acquisito che oggi anche, e soprattutto, i brand di alta gamma non possano prescindere da una relazione one-to-one coi clienti. A questo convivio interverranno: Burchi Eugenia – Account manager & social media analyst BlogMeter, Burchiellaro Davide – Vicedirettore Marie Claire(Hachette Rusconi), Granjon Jacques-Antoine – Fondatore vente-privee.com, Iabichino Paolo – Direttore creativo in Ogilvy, Pallera Mirko – Direttore Ninja Marketing, Tedesco Simona – Direttore LeiWeb.it, Marandola Giorgio – Digital Marketing Manager IDEOLO, Nardelli Bruno – Amministratore Delegato Nardelli Luxury, Ornati Michela – Consulente Marketing, ideatrice del libro Oltre il CRM. La customer experience nell’era digitale e molti altri nomi di spicco.
Unconference: dove si parla, workshop: dove si fa! I workshop durano 4 ore ciascuno e sono gestiti da artigiani e professionisti della comunicazione.
Digital editing, lezioni di burlesque, trucchi per realizzare gioielli e vestiti creati con materiali di riciclo, una lezione con Mirko Pallera sul social media marketing organizzata da Ninja Academy e Viralbeat (venerdì dalle 14:00 alle 18:00). Ninja Marketing è inoltre media partner dell’evento. Ma non solo: presentazioni, temporary shop, eventi collaterali e contest. Coin ha lanciato il concorso Play with FashionCamp in cui invita i partecipanti a scoprire le tendenze S/S 2011. Quicksilver allestirà il suo Atelier Créatif per personalizzare abiti e magliette del brand in denim, e ancora il photo challenge Summer is… in cui si potrà scegliere l’outfit preferito per la stagione estiva e poi farsi fotografare per vincere un buono acquisto del valore di 250 € da spendere sull’e-store di Quicksilver. Stylist e fotografi professionisti saranno presenti su un vero e proprio set per chi vorrà farsi fotografare con i gioielli MAYLILY, le foto saranno pubblicate su Spray magazine (il primo fashion free press) e la più votata riceverà un buono da 200 € per fare shopping su maylily.com.
Che dire di un programma così fitto? Simply amazing, grab your (it) bag and be there! Ma non è tutto.. Stay Tuned! 😎
00Irene D'AgatiIrene D'Agati2011-05-30 15:00:112011-05-30 15:00:11FashionCamp 2011: l'evento gratuito per i fashion lovers [EVENTO]
Dopo le tab iframe, che portano il web direttamente nelle fanpage (vedi il post “Verso un mondo facebookcentrico: le nuove tab iframe“), e l’Operation Developer Blog, indirettamente collegata allo sviluppo di un innovativo sistema di “Social Commerce” (vedi anche “Facebook Developer: le ultime novità dal blog degli sviluppatori“), una nuova sfida attende il Social Network più famoso al mondo: dare la possibilità ai propri utenti di fruire direttamente da Facebook i loro contenuti multimediali preferiti.
In particolare, sembra che il punto di partenza sarà la musica, ed in questo senso qualche indizio a supporto c’è. Anzitutto le parole di Zuckerberg al recente eG8 francese, che pur non confermando nulla lasciano presagire una dinamica molto chiara:
“Listening to music is something that people do with their friends. Music, TV, news, books — those types of things I think people just naturally do with their friends. I hope we can play a part in enabling those new companies to get built, and companies that are out there producing this great content to become more social.” / “Ascoltare musica è qualcosa che le persone fanno con i propri amici. Musica, TV, news, libri – queste sono le cose che le persone fanno naturalmente con i propri amici. Spero potremo giocare un ruolo importante nel permettere a nuove società di nascere, e a società che già operano nella produzione di questo grande contenuto di diventare più social”.
Se a queste parole associamo il rumor lanciato da Forbes circa un’imminente collaborazione tra Facebook e Spotify, il celebre software di musica digitale in streaming svedese, l’integrazione del contenuto musicale sul Social Network vestito di blu sembra solo questione di tempo. Da un lato, Facebook lancerebbe un servizio di “ascolto sociale” nel quale i “like” personali e della propria rete di amici saranno la base per le nostre playlist personalizzabili (i rumor parlano di Facebook Music quale nome più accreditato, anche se è possibile che Spotify voglia dare visibilità al suo marchio), e dall’altro Spotify entrerebbe con gran vigore sul mercato musicale statunitense, potendo contare sulla “discreta” base di utenti fornitagli dal colosso di Palo Alto.
L’attesa per la grande novità non si prospetta neanche lunghissima, circa due settimane e potremmo già ritrovarci un’icona Spotify alla sinistra del menu di entrata che, una volta cliccata installerà il software all’interno del computer, consentendo l’immediato accesso all’offerta musicale; il tutto senza dover mai abbandonare la pagina del social network anzi, con la possibilità di condividere l’ascolto della propria musica con gli amici. Ovviamente a poter accedere al servizio, almeno inizialmente, sarebbero solo ed esclusivamente quegli utenti tutt’ora raggiunti dal servizio musicale europeo.
Indiscrezioni forti e quasi certe, anche se ancora non confermate dalle parti interessate che anzi sminuscono, forse per dare tempo a Spotify di siglare quegli accordi con le major statunitensi che ancora mancano, e che sarebbero essenziali per poter entrare sul mercato americano, ad oggi ancora inaccessibile.
00Francesco TurturielloFrancesco Turturiello2011-05-30 14:23:182011-05-30 14:23:18Facebook e Spotify: la musica diventa sempre più social
Proseguiamo il nostro viaggio fra i tool per creare applicazioni mobile senza programmare, mettiamo a confronto due tool, uno gratuito l’altro a pagamento. Quali sorprese ci riservano AppsBuilder e SwebApps?
Il primo tool offre la possibilità di creare la propria applicazione in un minuto, completamente senza costi, sia per iPhone che per Android. Non male fino a qui. Ci è data anche la possibilità di provare a costruire qualcosa senza doversi nemmeno registrare, procedura che ci viene richiesta solo quando decidiamo di salvare ciò che abbiamo fatto. Altro punto a favore. L’interfaccia è semplice, in pochi clic otteniamo diversi effetti, la grafica del nostro lavoro sarà completamente personalizzabile con molte opzioni a portata di clic e upload.
Siamo davanti a un buon tool, che offre anche opzioni interessanti come quella di impostare le opzioni per l’ e-commerce, inserire codici per circuiti pubblicitari (adsense). Una volta finito di creare, accederemo alla schermata che permette di scegliere se scaricare sul proprio pc l’applicazione appena creata in versione Android o Apple (per cui sarà necessario essere registrati all’app store).
Purtroppo però cade nel limite di ogni tool di questo tipo: vengono proposte poche funzionalità limitate. Ancora una volta se l’obiettivo è ottenere un applicazione professionale, è necessario rivolgersi ad altri mezzi.
Da evitare, non ci sono altre definizioni. Siamo davanti al classico sito che promette molto per poi svuotare il portafoglio di chi si è affidato al servizio offerto. La procedura per creare l’applicazione è analoga al tool descritto sopra, verrà richiesta un’iscrizione, per poi passare alla schermata dove è possibile costruire la propria app. Troviamo le stesse possibilità di Apps Builder, con poche differenze sulla opzioni grafiche.
Quello che è impressionante è invece il prezzo. Swebapps non è infatti gratuito, ma richiede la bellezza di 399 $ come opzione minima, date uno sguardo al listino e inorridite.
Chiudiamo l’articolo continuando a suggerirvi di usare con cautela questi tool ma sopratutto di fare attenzione a come spendete i vostri soldi. Se è un’app professionale che cercate, una product app per esempio, questi sistemi non sono adatti anche se low-cost: non consentono di ottenere quel grado di professionalità e completezza che solo un’applicazione realmente sviluppata può raggiungere.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2011/05/2_Tool_a_confronto_per_creare_la_tua_App_senza-_programmare.png499600FukibariFukibari2011-05-30 13:30:442011-05-30 13:30:442 Tool a confronto per creare la tua App senza Programmare!
Se vi siete chiesti come mai ancora non avevamo pubblicato il viral video “Benvenuti a Lampedusa” sappiate che è perché avevamo in serbo per voi una chicca.
In occasione del loro ultimo successo viral Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi ci hanno concesso in esclusiva una loro video intervista .
Dopo Inception Berlusconi e Il processo Ruby-Berlusconi un altro video che racconta in chiave ironica le vicende politiche del nostro paese.
Il talento dei due ragazzi lucani continua a far notizia ed attirare l’attenzione soprattutto la nostra che avevamo già parlato di loro in “IL PROCESSO RUBY BERLUSCONI” è nato un viral! Non possiamo che augurarvi buona visione!
In basso un piccolo sunto dell’intervista .
Per cominciare ci spieghereste brevemente chi siete e di cosa vi occupate ?
“Siamo gli autori di alcuni video che hanno spopolato sul web […] Giuseppe Stasi è sceneggiatore, ideatore e co-regista – mentre – Giancarlo Fontano è montatore, visual design e co-regista dei prodotti che ogni tanto mandiamo in rete e che riscuotono tanto successo […] Siamo due ragazzi di Matera e abbiamo studiato a Roma tutto ciò che riguarda la cinematografia, lo spettacolo, l’audiovisivo e la comunicazione visiva in generale”.
Alcuni vostri video sono diventati in breve tempo dei successi Viral. Secondo voi, quali sono le ragioni?
“Crediamo che il successo di questi video sia legato al fatto che gli italiani sono un pubblico molto attento ai fatti di cronaca e di politica nazionale che vengono seguiti con molta partecipazione aspettandosi anche fenomeni di satira e parodia.
C’è una grande ricerca e domanda di questi video satirici liberi da censura […] soprattutto dopo i massicci interventi per limitare la satira in TV che hanno creato fenomeni – virali- come i nostri che danno più spazio alla libertà e alla ricercatezza stilistica.
La tematica è senza dubbio importante per la viralità dei nostri video e credo che siamo riusciti a combinare il tema – dei nostri video- con uno stile ricercato ed elaborato che crediamo piaccia e si avvicini al linguaggio ed i gusti del popolo di internet”.
Inception Berlusconi, Il caso Ruby-Berlusconi, Benvenuti a Lampedusa hanno spopolato: cosa vi ha ispirato e in base a cosa scegliete i temi da trattare?
Giancarlo e Giuseppe ridono alla nostra domanda un po’ provocatoria ” Cosa ci ha ispirato? è una domanda difficile […] è tutta fantasia, sono invenzioni nostre […]. A dir la verità […] basta andare su un sito di informazione ANSA, aprire un giornale e si trovano gli spunti per la realizzazione di questi video che sono ne più ne meno che la rappresentazione della realtà […] la nostra fantasia è spesso superata dalla realtà […]”
Qual’è il prossimo lavoro a cui vi state dedicando?
“Sicuramente faremo altri lavori, non subito ma la notte dormiamo tranquilli sapendo che il giorno dopo aprendo corriere.it o repubblica.it troviamo la sceneggiatura già bella pronta. In questo momento ci stiamo occupando di altro, ma realizzando video virali ci siamo messi in mostra anche perché noi non facciamo video politici e gli unici -realizzati- sono i tre che abbiamo citato -Inception Berlusconi, Il processo Ruby-Berlusconi e Benvenuti a Lampedusa -.
Abbiamo fatto tantissimi altri video che non si occupano di politica […]Capita spesso che la gente ci fermi per strada per chiederci se abbiamo girato qualcosa su nuovi fatti di cronaca ma girare richiede molte forze ed impegno e non possiamo occuparci di tutto”
Che consiglio dareste a chi vuole intraprendere la vostra stessa strada?
[…] Non abbiamo l’età per dare consigli […]per chi fosse davvero interessato a fare il filmmaker o a lavorare in questo settore deve tralasciare l’approssimazione e non dare mai nulla per scontato, che si tratti di un inquadratura, di un taglio di montaggio, di una frase detta bene, perché il nostro lavoro è anche puntare sul perfezionamento tecnico, delle storie, delle idee, certo bisogna anche buttarsi ma prestando attenzione a dei dettagli che alla fine rendono particolare quel video su cui si è deciso di puntare, qualsiasi sia il tema […]
Ringraziamo Giuseppe e Giancarlo per la gentilezza, disponibilità e simpatia che ci hanno dimostrato. Aspettando il prossimo lavoro vi auguriamo un grosso in bocca al lupo per la vostra carriera!
00Giovanna MininiGiovanna Minini2011-05-30 13:00:132011-05-30 13:00:13Gli autori dei successi virali Benvenuti a Lampedusa e Inception Berlusconi si confessano [INTERVISTA]
Omaggio a Marshall McLuhan in occasione del centenario dalla sua nascita. Pronti a partecipare?
'>
L’interconnessione globale, divenuta condizione “di fatto” per milioni di netizen, è una consapevolezza che arriva da lontano.
Ma quanto questa “coscienza dell’essere connessi” coinvolge direttamente la nostra dimensione fisica e i nostri corpi? Quanto, in sintesi, riusciamo a “percepirlo”?
A cento anni dalla nascita di McLuhan, “L’Uomo Elettronico” è una dedica al pensiero di questo grande massmediologo e del suo erede intellettuale Derrick de Kerckhove, e indaga questo territorio. Una performance globale nata per sperimentare la creazione di “una mente e un corpo connettivo” e di un vero e proprio “senso aggiunto” esternalizzato sui nostri device tecnologici.
In cosa consiste questa dedica/opera di arte digitale? La performance avverrà a Roma domani 31 Maggio, durante la celebrazione del centenario della nascita di Marshall McLuhan, e coinvolgerà tutti, in ogni luogo del pianeta.
Come fare per partecipare? E’ semplice e veloce:
– Stampalo, contiene gli adesivi che permettono alle persone di unirsi all’Uomo Elettronico!
– Ritaglia gli adesivi e incollali da qualche parte nella tua città, nel tuo ufficio, nel tuo bar preferito, nella tua scuola, dovunque tu voglia!
– Fai una foto all’adesivo e inviala a info@artisopensource.net
Se vuoi puoi includere il tuo nome, il link al tuo sito web e una breve biografia: esporremo queste immagini e informazioni durante il grande evento a Roma per le celebrazioni del centenario della nascita di McLuhan, e sul sito dell’Uomo Elettronico.
Se vuoi puoi usare il tuo smartphone per leggere il QRCode sullo sticker: ti porterà direttamente all’Uomo Elettronico e anche tu potrai unirti al suo corpo ubiquo (oppure, se non sai come leggere un QRCode, puoi andare direttamente a questo indirizzo: http://electronicman.artisopensource.net/index.php?i=1).
Tra pochi giorni sarà disponibile anche l’app per iPhone: in pratica, a chi ha scaricato la app vibra il cellulare ogni volta che qualcuno si connette al corpo dell’EM donandogli un’emozione (quindi c’è un vero senso esternalizzato sul device tecnologico che ti pemette di “sentire” la connessione).
Intanto, in diverse parti del mondo, c’è già chi ha iniziato lo stickeraggio urbano!
Saatchi & Saatchi si è aggiudicata il maggior numero di premi alla 26esima edizione dell’Art Directors Club Italiano.
Un Oro per il progetto interattivo ideato per la Conferenza Episcopale Italiana (www.chiediloaloro.it); il premio Best Use of Media per il progetto integrato ideato per la Settimana della Cultura del MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali); e ancora 4 Argenti e 7 Bronzi tutti nella categoria Cyber/Digital, a conferma del talento di Saatchi & Saatchi.
Giuseppe Caiazza, AD di Saatchi & Saatchi, ha dichiarato:
“Sono molto fiero che ancora una volta Saatchi & Saatchi si confermi all’avanguardia della creatività italiana con una serie di idee innovative e sempre più mirate a perseguire l’eccellenza e l’uso intelligente dei new media. Sono sicuro che il fatto di essere sul gradino più alto del podio dell’ADCI sarà motivo di orgoglio per le nostre persone e per i nostri clienti, che ci hanno sempre confermato la loro fiducia negli anni e che ci stanno accompagnando in questa nuova fase di crescita”.
00AikoAiko2011-05-30 12:00:002011-05-30 12:00:00Saatchi & Saatchi, la più premiata all’Art Directors Club Italiano 2011
La tenerezza che fa registrare 12 milioni di visualizzazioni in pochi giorni
'>
Un video che per visualizzazioni farebbe invidia a qualsiasi pubblicitario alle prese con la realizzazione di un video virale; stiamo parlando di un viral video che negli ultimi giorni ha spopolato in rete “Cat mom hugs baby kitten“.
Con 12000000 visualizzazioni in meno di una settimana per 1:01 minuti di riprese non potevamo non segnalarvelo. La dimostrazione che riusciamo sempre ad apprezzare la tenerezza di un caloroso abbraccio materno, anche se è quello di un gatto.
00Giovanna MininiGiovanna Minini2011-05-30 11:00:302011-05-30 11:00:30L'abbraccio di mamma gatto [VIRAL VIDEO]
Manca ormai pochissimo al Social Business Forum (senza dubbio uno degli eventi più importanti in Europa per chi si occupa di come i social media possano integrarsi nei processi di un’azienda), di cui abbiamo già accennato qualcosina la scorsa settimana.
Siamo certi che molti di voi scalpitano sulla linea di partenza, ma noi Ninja vogliamo fornire a chi è ancora indeciso un motivo in più per partecipare a quest’evento internazionale.
A questo scopo oggi vi parlerò di alcuni casi di successo che verranno ampiamente presentati durante l’evento e che potrete toccare con mano conoscendo i protagonisti di ognuno di essi.
Attenzione!
Quelli che che seguono sono solo una piccola parte rispetto a ciò che potrete scoprire l’8 giugno 2011 presso l’Hotel Marriott di Milano. Pronti?
GiffGaff
Per chi non la conoscesse si tratta della compagnia di telefonia mobile più innovativa del mondo. Solo 15 dipendenti portano avanti un business in continua crescita in un settore iper competitivo come quello della telefonia mobile! Come? Grazie ai suoi clienti e all’utilizzo dei social media!
La società ha ricevuto negli ultimi anni due prestigiosi premi che vengono solitamente dati alle imprese più innovative del mondo: il Forrester Groundswell Award e il Community Award al Social CRM Customer Excellence Awards.
Il nome GiffGaff esprime in pieno la mission dell’azienda perché è la traduzione dal gaelico dell’espressione “‘mutual living“. I principi su cui si basa questa bellissima azienda sono espressi nel GiffGaff Manifesto, di cui estraggo una frase a mio parere molto significativa:
We’re giffgaff, a David amongst Goliaths in Mobile-land. We may be sort-of-small but we’re big on that caring, sharing thing. We believe in community; in people; In the person but specifically, that the power should rest with them.
Quando?
Alle ore 11.30 nella sezione dedicata al Customer Engagement!
Dell
Dell, produttore americano di personal computer, che tramite le community online è riuscito a generare idee per nuovi prodotti, abbattere i costi di customer service e vendere pc via Twitter per più di 7 milioni di dollari. I ninja avevano già parlato di quest’azienda come un caso di successo dell’utilizzo dei social media. Vediamo qualche dato sui risultati ottenuti da quest’azienda:
1 milione di follower sul canale Twitter @DellOUtlet, uno spazio in cui rimanere aggiornati sulle offerte dell’azienda e la vendita di computer di seconda mano; 3 milioni di fatturato grazie all’utilizzo dei social media in poco più di 2 anni; 350 idee effettivamente realizzate grazie alla collaborazione degli utenti della community IdeaStorm, creata ad hoc per ascoltare le esigenze e le idee dei clienti. 40 le persone impegnate a rispondere tutti i giorni ai dubbi e alle curiosità dei clienti. Queste persone collaborano in stretto contatto con l’ufficio stampa e PR dell’azienda e sono diventate particolarmente attive dopo una lunga fase di ascolto e apprendimento.
Non ci sono trucchi dietro al successo della loro strategia, se non una piena integrazione con i processi aziendali e un reale investimento sui social media.
Quando?
Bill Johnston, Director of Global Community Dell terrà un keynote speech dal titolo “Paving the way to Social Business” alle ore 10, ma potrete approfondire quest caso nel Padiglione dedicato all’esposizione di tutti i casi di successo presenti al Social Business Forum.
Un web-reality e una gara contro il tempo. Un social network e un esperimento di creatività collettiva. Un team di esperti impegnati in una missione impossibile: inventare la App per iPad più utile di sempre, che faccia risparmiare tempo e denaro. Per trovare l”idea giusta hanno a disposizione solo sei incontri e hanno bisogno del tuo aiuto.
Si tratta di un esempio molto interessante di come gli strumenti 2.0 possano essere utilizzati per aumentare la partecipazione ed il coinvolgimento delle persone.
Quando
Carlo Panella, Banking Commercial Director presso WeBank, banca del gruppo Bipiemme, racconterà alle ore 12 l’esperienza del progetto Wepad.
UniCredit Banca
L’esperienze di Unicredit Banca si differenzia dagli altri casi illustrati fin ora per gli obiettivi che persegue. Negli ultimi anni Unicredit, sicuramente tra gli istituti bancari leader in Europa, ha lanciato più di 50 community interne per connettere un gruppo di 16000 colleghi, mettere a fattor comune le competenze, facilitare la collaborazione attraverso paesi e culture differenti.
Quando
Anche in questo caso potrete toccare con mano e conoscere meglio tutti i progetti portati avanti da Unicredit Banca nel padiglione dedicato ai casi di successo.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2011/05/I_casi_di_successo_nell_Enterprise_20_presenti_al_Social_Business_Forum.jpg300400SputnikSputnik2011-05-30 10:30:062011-05-30 10:30:06I casi di successo nell'Enterprise 2.0 presenti al Social Business Forum
Our Spring Sale Has Started
You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/
Our Spring Sale Has Started
You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/