Social Networking, la storia in vignette

L’artista Adam Long ha realizzato queste divertenti vignette che raccontano l’evoluzione dei social media dal 1930 ad oggi, in occasione del 75° anniversario della fondazione dell’Advertising Research Foundation e dell’apertura della sede di San Francisco di PeopleBrowsr. Ecco a voi la presentazione!

PeopleBrowsr Presents A Brief Cartoon History of Social Networking 1930-2011

1930 – Notificator: pagando una piccola cifra, i londinesi possono lasciare messaggi agli amici su delle “bacheche automatizzate”

1969 – CompuServe diventa  il primo servizio commerciale online

17 gennaio 1978 – CBBS (Computer Bullettin board System) per informare i membri su eventi importanti

1989 – Tim Berners Lee inventa il World Wide Web

Nel 1989, il servizio di giochi online Quantum Link cambia il suo nome in America On Line e diventa presto il gigante degli accessi online.

Nel 1997 AOL introduce l’Instant Messaging

2003 – Lanciato Friendster. Lanciato MySpace. Lanciato LinkedIn

2003 – Tim O’ Reilly tiene il primo Foo Camp

2004 – Viene lanciato The Facebook per aiutare gli studenti del campus a socializzare. Nel 2005 il nome viene cambiato in Facebook… suonava più “figo”.

Gli amici di Facebook cominciano a mandarsi poke in tutto il paese… e poi in tutto il mondo.

2005  – Sul suo blog “The Buzz Machine” Jeff Jarvis si lamenta del servizio (di customer care della Dell n.d.t.) parlando di “Dell Hell”

2006 – Viene lanciato Twitter

2007 – Taggare foto. Condividerle con gli amici. Dal maggio 2007, più di 3 miliardi di immagini vengono caricate giornalmente dagli utenti. Da luglio 2010 il numero sale a 50 miliardi.

SXSW 2007 – Twitter tiene banco al festival. I tweet passano da 20.000 a 60.000 al giorno.

Agosto 2008 – Il video virale di Burger King. Un impiegato che fa il bagno nel lavello da la sveglia alle aziende sul tema del potere dei social media.

Giugno 2009 – Brüno viene stroncato in 3 giorni da tweet negativi. donotfold: Sono totalmente d’accordo. Il film Brüno fa schifo. aliciamk: Il film Brüno è morto per passaparola.

Giugno 2009 – Elezioni in Iran: il dipartimendo di Stato chiede a Twitter di ritardare la manutenzione programmata in modo che i cittadini “più tecnologici” possano continuare a protestare contro la rielezione del presidente Mohamad Ahmadinejad

6 luglio 2009 – “United breaks guitar”, canzone di Dave Carroll sul servizio clienti dell’American Airlines diventa viral. Ha avuto 150.000 visualizzazioni il primo giorno.

22 gennaio 2010 – L’astronauta della NASA T.J. Creamer manda il primo tweet dallo spazio

13 febbraio 2010 – Troppo grasso per volare.  Kevin West viene invitato a lasciare un volo della Southwest. Twitta l’accaduto in tempo reale, facendo diventare la notizia di rilevanza nazionale.

Giugno 2010 – Dopo che la vittoria del Giappone sulla Danimarca ai Mondiali, viene inviato il numero record di 3283 tweet.

21 luglio 2010 – Facebook raggiunge i 500 milioni di utenti

Dicembre 2010 – People Browsr lancia ReSearchly

People Browsr = tanti dati per “piccoli fratelli” ” Grande fratello, chi ti sta guardando?”

Marzo 2011 – Dopo 25 ore e 17 minuti su Twitter, Charlie Sheen raggiunge un milione di follower (un nuovo record). Seguirà il successo del prodotto o sarà un fallimento?

Marzo 2011 – 18 milioni di persone in una settimana guardano su YouTube il video della 13enne Rebecca Black… e concordano sul fatto che sia terribile. La canzone diventa una hit, confermando una volta per tutte il potere dei social media.



Business angel, opportunità di investimento e startup si incontrano su Angel List

Business Angel, opportunità di investimento e startup si incontrano su Angel List

CHI SONO I BUSINESS ANGEL IN POCHE PAROLE

In poche parole si tratta di investitori privati che si sono affermati nel passato come imprenditori e che decidono ad un certo punto della loro vita di mettere a disposizione il loro capitale e le loro competenze a favore di imprenditori promettenti e con buone probabilità di successo. Tra le varie tipologie di investimenti, quella degli “angel” è per le sue caratteristiche la meno conosciuta, ma allo stesso tempo possiede alcune caratteristiche davvero interessanti.

Solitamente gli angel investono in imprese con potenziale medio-alto (dimostrabile anche da un numero seppur piccolo di clienti e da una squadra di startupper solida e competente), ma difficilmente entrano in gioco quando il business è già affermato o si tratta di un settore particolarmente in crescita. Questo perché spesso in questi casi i venture capital avranno già preso possesso di quelle società e non è più conveniente per un angel entrare nell’investimento. Il fatto di essere investitori privati (che quindi mettono in gioco tutta la loro reputazione come persone e come imprenditori) è il motivo per cui queste persone sono molto attente a scegliere la startup su cui investire. D’altra parte però un buon business angel ha la capacità di riconoscere molto velocemente non solo un progetto che può arrivare al successo grazie alla sua esperienza da imprenditore accumulata negli anni, ma soprattutto agisce come un vero e proprio mentor in quanto si stabilisce tra i soggetti coinvolti un rapporto molto stretto.

Solitamente si tratta di investimenti che vanno dai 10.000 € ai 300.000€ a seconda di quanto viene richiesto dagli imprenditori, dal valore stimato della startup o dal grado di coinvolgimento del business angel nello sviluppo dell’impresa. In alcuni casi i business angel fanno parte (come vedremo tra un po’) di network che permettono loro sia di avere a disposizione più capitali sia di individuare più facilmente le startup migliori su cui investire.

Per chi volesse approfondire il tema dei business angel vi passo un paio di suggerimenti di Marco Magnocavallo (di cui abbiamo anche parlato qualche giorno fa). Gli articoli spiegano più che altro come diventare un buon “business angel”, ma allo stesso tempo aiutano a comprendere il loro punto di vista e come entrare in contatto con loro.

CHI SONO I BUSINESS ANGEL IN ITALIA?

Logo Italian Angels for GrowthSebbene in Italia non siano ancora molto diffusi questo tipo di investimenti esiste da qualche anno IAG (Italian Angels for Growth, di cui qui potete vedere il portfolio di investimenti), ovvero un’associazione di business angel molto attiva che si presenta con le seguenti parole: la nostra è un’associazione senza scopo di lucro il cui compito è di promuovere l’imprenditorialità come motore di crescita economica e strumento di democrazia in Italia.

Oltre a loro esistono altre persone che in maniera indipendente operano come business angel. Per citare qualche nome: Paolo Barberis (fondatore @ Dada.net), Pietro Bezza (mentor @ SeedCamp), Andrea Di Camillo (consigliere delegato @ BanzaiGroup), Massimiliano Magrini (fondatore @ AnnaPurna Ventures), Marco Magnocavallo (che ringrazio per avermi dato alcune dritte per scrivere l’articolo) e Gianluca D’Agostino (CEO @ Neomobile). Quest’ultimo tra l’altro ha contribuito all’investimento su Soundtrackr, una startup che ha appena passato il mezzo milione di utenti registrati e di cui sentiremo molto parlare in futuro.

(Questa prima parte è stata scritta da Fulvio Rubini, editor della sezione startup)

ANGEL LIST: IL SOCIAL NETWORK CHE FA INCONTRARE STARTUPPER E BUSINESS ANGEL

Dopo un social sulla politica, uno suoi libri, un altro sulla chirurgia estetica non poteva mancare il social network per gli sturtupper: Angel List.
Dopo essere diventato un punto fermo negli Stati Uniti, il social network per i business man e gli investor si apre al resto del mondo.

Dave McClure, Jeff Clavier, Aaron Patzer, Rob Hayes, Brad Feld, sono solo alcuni dei nomi che si possono trovare in Angel List, ed insieme rappresentano circa 80 milioni di dollari che saranno investiti in start-up nei primi sei mesi del 2011.

Quello che si può vedere, approdando sul sito, è una sempice e se vogliamo spartana schermata di registrazione. L’accesso per coloro che si dichiarano startupper è gratuito, mentre per coloro che vorranno iscriversi come Business Angel bisogna dimostrare di aver fatto due investimenti della somma complessiva di 50 mila dollari negli corso degli ultimi due anni.

Screenshot Angel List

Una volta effettuata la registrazione, l’utente avrà la posibilità di vedere i profili degli Business Angel e gli investimenti aperti. Cliccando su un profilo si ha accesso agli investimenti che il Business Angel si aspetta di fare nell’anno corrente, all’importo totale, ai mercati che benificieranno dei loro investimenti, e molte altre informazioni che sarebbe difficile reperire altrove.

Il social network dunque rappresenta una fonte smisurata di informazioni sia per le Startup che per gli investor che potranno consultare i profili dei Business Angel, capire in quale mercato si stanno muovendo, a quali progetti stanno dando il loro appoggio economico e la loro fiducia e avere la possibilità di entrare in contatto diretto con loro.

Myyour, azienda italiana di design che ha scelto Foursquare come strumento di marketing per lanciare il nuovo prodotto, il casco Crazi head, durante il prossimo Salone Internazionale del Mobile di Milano che si svolgerà a Milano dal 12 al 17 Aprile.

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Salone del mobile: un regalo firmato MyYour con il check-in su Foursquare

E’ con orgoglio patriottico che vi segnalo l’iniziativa di MyYour, azienda italiana di design che ha scelto Foursquare come strumento di marketing per lanciare il nuovo prodotto, il casco Crazi head, durante il prossimo Salone Internazionale del Mobile di Milano che si svolgerà a Milano dal 12 al 17 Aprile.

L’inizitiva sta avendo un discreto buzz in rete, poiché la questione allettante è che il gadget.

Myyour, a partire dalle 10 di mattina regalerà 10 gadget ai primi 10 che faranno check-in su Foursquare presso il padiglione 16 del Salone del Mobile di Milano.

Lo stesso accadrà allo stand del Fuorisalone: dalle 18 in poi verranno regalati 10 gadget ai primi 10 che faranno check-in presso la Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4.

Bene, adesso non vi resta che aggiungere le venus alle vostre To-Do list.

Cosa ? Non vi ho ancora detto quale sarà il gadget ? Un pò di suspence non guasta mai 😉 – Il gadget in regalo è proprio il prodotto di lancio, il portacasco CrazyHead, un vero oggetto di design.

Questa è l’ennesimo segnale: qualcosa si sta muovendo anche in Italia. le piccole azienda, finalmente, prendono coscenza delle potenzialità offerte dalla geolocalizzaione.

Vi confiderò un segreto. Volete sapere due buoni motivi per cui una piccola azienda dovrebbe implementare anche una strategia di geolocal-marketing?

–       budget media inesistente

–       buzz in rete + social  crossing communication

Google e il piano da 100 milioni di dollari per vedere la TV su YouTube [TRENDS]

Google e il piano da cento milioni di dollari per vedere la tv su YouTubeE’ notizia recente il piano di Google per creare 20 canali speciali su YouTube, con lo scopo di migliorarne la qualità dei contenuti e trasformare il portale di video online più frequentato al mondo in una vera e propria piattaforma TV interattiva.

Su questi nuovi canali, per cui sono stati investiti 100 milioni di dollari, Google ha intenzione di Continua a leggere

iPhone App pour Femme: Le applicazioni per diventare mamma o per non…

Dimenticate la laconica, lapidaria, lettera scarlatta da vergare puntualmente (o meno) sull’agendina personale; bucate i “palloncini tutti rossi” citati dalla ragazza di una nota pubblicità degli anni ’90; indirizzate altrove la creatività volta a trovare un nome in codice per annotarlo sul calendario della cucina (ebbene si, c’è ancora qualcuna che lo fa!), risparmiate colossali sforzi di memoria per risalire alla data precisa dello scorso mese che, (dannazione!) stavolta proprio non riuscite a ricordare e…

…scaricate un’app “da borsetta”!

La scelta tra le app riservate all’altra metà del cielo per tenere il conto del proprio “ciclo lunare” è sorprendentemente (o forse sarebbe più sorprendente se non lo fosse) vasta e variegata, così come vasti e variegati sono gli usi che se ne possono fare; ma questo ve lo racconteremo nel prossimo post…sarà una sorpresa (o magari una dritta) per i maschietti che avranno la “sensibilità” di sbirciare questo post così marcatamente “rosa, e una curiosità per le lettrici che, per natura, saranno attirate dall’argomento che le riguarda da vicino.

 

 

Il principio alla base di queste utility in rosa è un calendario dedicato ai vari momenti dell’ovulazione in cui annotare date e commenti circa sintomi e stati d’animo associati alle fasi  che si avvicendano e si alternano ogni mese.
La schermata principale memorizza (sicuramente meglio di voi) la data esatta dell’ultimo ciclo annotato e riassume quanti giorni sono passati e quanti ancora mancano al giorno in cui è previsto l’arrivo del prossimo. L’utilità in termini di diario/agenda promemoria è indubbia quanto ovvia, e per di più si riesce ad avere un proprio “profilo ormonale” dettagliato e puntuale, si ha la possibilità di tenere sotto controllo i periodi fertili, e magari capire se ci sia qualcosa di anomalo da far presente al proprio medico.
Partendo da Calcola Ciclo , passando per iPeriod e Period Plus, fino ad arrivare a Lily, Lady’s Days, Fertility me, troviamo un’ampia gamma di possibilità di download free e a pagamento. Le caratteristiche riscontrate sono tutte più o meno simili, anche se alcune app si differenziano  offrendo la possiblità di interagire con altre utenti.

Pink Pad è tra queste e promuove i contatti tra donne che vogliono condividere esperienze, consigli dubbi e curiosità intessendo una vera e propria rete sociale fondata sulle “questioni femminili”.

Altre differenze che si riscontrano ad una prima rapida osservazione sono in primis l’assetto grafico, altamente raffinato e “tecnologico più “soft”:

si va da un semplice calendario con i giorni più o meno fertili indicati da differenti colori, ad elaborate statistiche e proiezioni generate via via che si inseriscono i dati e si costruisce la propria “storia” mensile, e il prezzo di download, che varia dal totalmente gratis, ad un minimo di 0,79 euro per Lady’s days, fino ad un massimo di 9,99 dollari per Woman calendar.
Proprio un’app gratuita si è resa protagonista di un fatto curioso, riportato anche da Mashable circa un anno fa, che ha visto protagonista una donna inglese con difficoltà nel concepire un bimbo con suo marito, tali da aver preso in seria considerazione di rinunciarvi ed optare per l’adozione. Lena Bryce, ha però ricevuto in dono un iPhone per il suo trentesimo compleanno ed incuriosita dalla potenzialità del dispositivo ha digitato “app to get pregnant” ed ha scaricato le prime 5 selezionate dal motore di ricerca.

Affidandosi a Free Menstrual Calendar, Lena è sorprendentemente riuscita a rimanere incinta dopo solo 2 mesi dall’acquisto del suo iPhone, partorendo (manco a dirlo) esattamente nella data prevista dal software, un bel bambino che potremo definire il primo “figlio dell’iPhone”.

Anche le app appositamente “concepite per concepire” sono piuttosto diffuse: oltre a segnalare i periodi di fertilità, indicando i più favorevoli a portare a termine la “missione”, seguono passo passo la gravidanza, ricordando le scadenze e gli appuntamenti per i vari esami clinici da eseguire nell’arco dei 9 mesi.

Maybe Baby
Un vero e proprio calcolatore che prende in considerazione vari parametri come età, indice di massa corporea, lunghezza del periodo in cui si è tentato di avere un bambino senza successo,  per ottenere un indicatore sintetico di fertilità per capire quali siano le possibilità di riuscita, quali le condizoni più favorevoli al concepimento e quale sia il momento più propizio per impegnarsi in tal senso


Dagli stessi creatori di Pink Pad è nata Baby Bump, che oltre a tenere traccia di ogni visita medica, ecografia e fase della crescita del bambino, favorisce le relazioni sociali tra gli utenti, in una sorta di “social network” per futuri genitori che possono così scambiarsi opinioni ed esperienze durante l’attesa della cicogna.

 


iPregnancy,
dispensa consigli utili a mamma e papà, tiene in memoria le ecografie in 3d del nascituro, sviluppa proiezioni e animazioni che riproducono l’interno dell’utero materno illustrando fasi di crescita ed evoluzione del feto nel corso della gravidanza.

 

Non sappiamo se il prezzo di download per queste app così variabile tra una e l’altra sia effettivamente un indicatore di affidabilità o qualità. Per testarle tutte avremmo avuto bisogno di un piccolo Ninja in arrivo, uno in cantiere e tante Ninja (o tanti mesi) quante sono le altre app in circolazione!
Al momento ne siamo sprovvisti, quindi se vorrete utilizzarne qualcuna tra quelle suggerite qui di seguito per poi dirci voi cosa ne pensate, saremo ben lieti di conoscere le vostre opinioni in merito a quali siano le più complete e affidabili per evitare attese “inattese” o, viceversa, favorirle!

 

Samsung 3D TV, la pubblicità piatta nel centro commerciale

Leader nel settore dei televisori, Samsung è stata la prima azienda a lanciare una linea di televisori 3D. L’azienda ha un debole per le illusioni ottiche ed ha commissionato all’agenzia Impact BBDO di Beirut una serie di ambient per il mercato libanese, volti a pubblicizzare i televisori 3D. Dei cartelloni pubblicitari a grandezza naturale sono stati installati nei centri commerciali con tanto di scritta Tutto vi sembrerà piatto dopo aver provato l’esperienza dei televisori Samsung 3D.

Ma come funziona il 3D? Nelle TV normali le immagini sono bidimensionali, senza la profondità di quello che vediamo intorno a noi nel mondo reale. Gli occhi normalmente vedono due immagini leggermente sfalsate che vengono poi rielaborate dal nostro cervello dandoci il senso di tridimensionalità. Lo schermo della TV è uno solo e nei video 3D i fotogrammi sono due, uno per l’occhio destro e uno per quello sinistro, ma vengono mostrati uno di seguito all’altro velocissimamente. Gli occhiali 3D servono a distinguere i due fotogrammi, in pratica quando sullo schermo viene visualizzato il fotogramma per l’occhio sinistro, gli occhiali oscurano l’occhio destro e viceversa. Il tutto avviene così velocemente che il cervello elabora i due fotogrammi come se fossero visualizzati nello stesso momento.

Con la Chocopool di Rice Krispies puoi camminare sulle acque [VIRAL VIDEO]

Kellogg’s ha diffuso da pochi giorni su Youtube il video della sua nuova campagna marketing, e già è diventato un viral. Il motivo? Il video ci insegna a camminare sulle acque…di cioccolata! E’ sufficiente un mix di amido di mais, acqua e pigmenti per creare una miscela sulla quale è possibile camminare. Ma non tutte le tecniche “di passaggio” sono adatte per riuscire a non affondare!
E qui arriva la parte furba dell’iniziativa di Kellogg’s: alla fine del video appare il link alla pagina Facebook del prodotto…

Con la Chocopool di Rice Krispies puoi camminare sulle acque

Come vedete, l’invito è a cliccare sul bottone “Mi Piace” per scoprire in che modo sia possibile attraversare la piscina di cioccolata senza affondare! E in questo modo la pagina si arricchisce di tanti Like!

Bella mossa, non credete?!

Media Digitali e Pirateria: il Manifesto per smettere di fare il ‘pirata’ [DIRITTI DIGITALI]

Media Digitali e Pirateria, il Manifesto per 'smettere' di fare il pirataQualche settimana fa su NM vi abbiamo parlato di un sito molto interessante. Nei giorni successivi, lo stesso sito mi è stato poi segnalato da numerosi amici, a conoscenza della mia passione per la Rete e per la cinematografia.

Provate ad andarci anche voi su questo link: all’indirizzo indicato troverete Non Fatemi Rubare. “Manifesto sulla fruizione dei Media Digitali”.
Un progetto, tradotto in ben 11 lingue, ma anche un manifesto con a base una premessa/promessa: il firmatario, sottoscrivendo il manifesto dichiara in prima persona: “non scaricherò mai illegalmente un film se ci sarà un’alternativa legale che segua le linee guida di questa pagina“.
Ad oggi, mentre inizio a scrivere questo post – 6 aprile 2011 – il Manifesto è stato firmato da 16.184 persone.

Ma chi lo ha ideato?

L’idea nasce da un gruppo di una ventina di giovani, oltre a nove traduttori ufficiali nelle diverse lingue (tra cui il nostro ninja Luigi Ferrara aka Jinkun), riunitisi lo scorso 3 febbraio alla Conferenza Lift 2011 – una convention annuale che dal 2006 raccoglie una serie di eventi realizzati allo scopo di esplorare le implicazioni sociali delle nuove tecnologie.

Innovazione, sviluppo, rete: parole chiave per intendere la tecnologia.

Ho deciso, quindi, di dare un’occhiata al Manifesto, costituito da 5 punti, e di provare a riportare, sotto ogni punto, qualche riflessione tecnico-giuridica, alla luce anche delle mie (personali e, pertanto, confutabilissime) opinioni sulla realizzabilità dell’idea all’interno del mercato dell’audiovisivo.

Pronti?

1. Il prezzo
In generale voglio che il modello dei prezzi sia semplice e trasparente.
Non mi dispiace una piccola differenza di prezzo tra un film e l’altro in base all’età del film stesso.
•Noleggiarlo non dovrebbe costare più di 1/3 del prezzo del cinema.
•Acquistarlo non dovrebbe costare più che guardarlo al cinema.
•I prezzi degli abbonamenti mensili non dovrebbero superare quello di 3 spettacoli al cinema.
•Le serie TV dovrebbero costare 1/3 del prezzo dei film.
•Si paga per i contenuti, non per l’ampiezza della banda.

Il primo punto tocca le diverse problematiche relative al prezzo di distribuzione del prodotto audiovisivo, nei suoi diversi canali. Evidenzierei due elementi: la premessa – voglio che il modello dei prezzi sia semplice e trasparente – deve essere la REGOLA.  Semplicità e trasparenza devono guidare tutte le operazioni commerciali e di marketing, in particolare quando sono  rivolte alla generalità dei consumatori.

Trovo fondamentale, poi, l’ultima voce – si paga per i contenuti, non per l’ampiezza di banda. Ci aiuta a ricordare che il web è uno spazio. Pagare per una connessione ha senso solo se quello spazio, se il rame o la fibra ottica vengono attraversati da contenuti, chiunque li abbia creati.

L’utente, come il manifesto sottolinea, paga per avere questi contenuti, perchè il web li veicoli, e non per la connessione in sè, quale che sia la banda (garantita?). Oltretutto, è facile collegare questa considerazione alle recenti vicende che hanno visto numerosi IPS inserire meccanismi di gestione del traffico (traffic shaping),  e di cui abbiamo parlato anche in queste pagine in merito alla neutralità della Rete.

2. Lingue
•Potrò avere l’audio in tutte le lingue in cui il contenuto viene rilasciato.
•Dopo aver acquistato un film, tutte le lingue saranno utilizzabili.
•I fan potranno legalmente creare e diffondere sottotitoli per qualsiasi contenuto.

Punto interessante, anche se sembrerebbe confliggere con la normativa italiana sul diritto d’autore: la trascrizione di un dialogo cinematografico in un testo costituirebe un autonomo diritto di sfruttamento economico dell’opera, rientrante tra i diritti patrimoniali previsti dalla legge sul diritto d’autore, che sono in capo all’autore dell’opera (nel caso di un film, il soggettista, il regista, l’autore delle musiche e l’autore della sceneggiatura). Sarebbe, comunque, a mio avviso importante rivedere la questione della sottotitolazione, anche sulla base della necessità di garantire una maggiore e generalizzata accessibilità alle opere audiovisive.

3. Vantaggi
•Il contenuto per il quale ho pagato sarà subito disponibile.
•Il contenuto sarà privo di pubblicità o avvertimenti sulla violazione del diritto d’autore.
•Posso ricercare film e serie TV per anno, regista, lingua, nazione, genere, ID su iMDB, ecc

Le richieste di cui al punto 3 mi sembra che possano essere negoziate da parte dei produttori/distributori. La possibilità di ricercare, invece,  dipende dalla corretta e dettagliata indicizzazione dei database e degli archivi, che, soprattutto per materiale risalente molto indietro nel tempo, non risulta essere stata effettuata.

4. Date di uscita e di disponibilità
•La data di uscita è globale. Non ci saranno limiti riguardanti il paese in cui vivo.
•Potrò scaricare praticamente ogni film esistente.

Il vero punto nevralgico è proprio questo: le finestre di distribuzione, ossia gli intervalli temporali che, per accordi tra produttori e distributori, devono necessariamente essere posti tra l’uscita in sala del film e la sua distribuzione attraverso altri canali.
Di certo, come anche rilevato da AGCOM nella deliberazione 668/2010 – quella che abbiamo imparato a conoscere in tema di diritto d’autore in rete – sarebbe opportuna una revisione delle finestre, anche perchè l’uscita globale in simultanea può essere un efficacissimo strumento di riduzione della ‘pirateria audiovisiva‘.

5. Diritti
•Potrò guardare il film con qualsiasi dispositivo e senza distinzioni diformato.
•I film non saranno legati al provider del servizio, e dovranno essere privi del Digital Right Management in caso di acquisto.
•Potrò facilmente capire quali sono i miei diritti sia che io acquisti i film, li noleggi o li guardi in streaming con l’abbonamento.

E’ sicuramente il punto più strettamente giuridico: il riferimento diretto è all’utilizzo dei DRMdigital rights management – ossia le informazioni digitali che permettono ai detentori dei diritti di regolamentare e limitare l’utilizzo dei file, ma anche alle limitazioni imposte dall’utilizzo di formati incompatibili l’uno con l’altro, o di piattaforme che operano solo ed esclusivamente con formati proprietari, vere e proprie  ‘camere stagne’ che limitano l’esercizio dei diritti dei fruitori.

Sull’ultimo punto, vale il discorso fatto per la premessa al punto 1: le regole devono essere chiare perchè il consumo sia chiaro e responsabile. Ma parliamo di condizioni necessarie e inderogabili a monte di qualsiasi attività. Condizioni che dovranno essere concertate, e partire da concetti come quelli del Manifesto per poi essere tradotte nelle sedi competenti.

UPDATE! "Meet the Media Guru" ospita Jane McGonigal. Ci giochiamo la prima fila? [EVENTO]

Il prossimo Meet the Media Guru ospita Jane McGonigal. Ci giochiamo la prima fila?Ormai abbiamo imparato cos’è ma è sempre meglio rinfrescarsi la memoria…
“Meet the Media Guru” è il ciclo di incontri con i protagonisti internazionali della cultura digitale e dell’innovazione pensato per i professionisti e per il largo pubblico.

Protagonista del terzo incontro al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, è Jane McGonigal (sbirciate un pò qui!), game designer amante della rete e una delle figure chiavi dell’Institute for the Future, noto think tank di Palo Alto.

La McGonigal ha applicato meccaniche di gioco a problematiche importanti e attraverso un costante lavoro di ricerca è giunta alla conclusione che i giochi e il potenziale offerto dalla connettività del web contribuiscano alla creazione di felicità, motivazione, significato e sviluppo di valori sociali ed economici nella comunità.

Il nuovo approccio analitico proposto dalla game designer statunitense permette di unire gioco e crowd-sourcing e individuare nuove vie strategiche di comunicazione e marketing, ma non solo…il titolo del suo recentissimo libro, che in USA ha scalato le classifiche, è esplicito: “Reality Is Broken: Why Games Make Us Better and How They Can Change the World”.

Classe ’77, Jane McGonigal è stata inserita nel 2006 nella classifica dei giovani innovatori redatta dalla rivista Technology Review, voce ufficiale del Massachusetts Institute of Technology.
Un riconoscimento arrivato per il contributo agli Alternate Reality Game (Arg), giochi che usano il mondo reale come piattaforma, andando oltre lo schermo del computer, magari usando il telefono o ricorrendo ad azioni nel mondo reale, come incontri in città, prove fisiche da superare o rompicapi da risolvere, e che sottolinea l’importanza del suo lavoro e del suo impegno volto a modificare i comportamenti individuali attraverso esperienze ludiche.

L’ingresso è libero sino ad esaurimento posti.
Per iscriversi (da fine Aprile):
www.meetthemediaguru.org

E anche noi facciamo un giochino: se la tua domanda ci entusiasma ti mandiamo direttamente in prima fila!!

Nei commenti che seguono fai la tua domanda al Guru, proponi un quesito a cui ti piacerebbe far rispondere Jane. Potresti essere uno dei privilegiati e fortunatissimi vincitori di un posto in prima fila e diventare protagonista dell’evento.

Aspettiamo le vostre domande!

L’appuntamento è per martedì 3 maggio • 19.00 – 21.00

Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci
Via S. Vittore, 21, Milano.

UPDATE 3 MAGGIO!

I posti in sala sono raddoppiati, ma vi consigliamo di ritirare il pass per l’ingresso entro le 18.30!

La lecture di Jane McGonigal sarà trasmessa in diretta su: http://www.meetthemediaguru.org/index.php/mmg-tv
Twitter e Twitpic: #McGonigal

Voglia di un balconcino nuovo? Leo Burnett unisce pop-up ed ambient per Immobilien Scout 24

Ecco l’ultima campagna ambient della Immobilien Scout 24, la piattaforma dell’immobiliare online più grande della Germania: obiettivo principale di quest’azione ambient è far conoscere alle persone le straordinarie potenzialità del sito di ricerca.
Per farlo, la Leo Burnett tedesca ha deciso di trasformare una piattaforma elevatrice in un gradevole balconcino con tanto di fiori e ombrellone.

Il “pop up balcony” è stato poi installato durante la notte sotto le finestre di ignari sconosciuti, che al loro risveglio si sono ritrovati un balconcino tutto nuovo. Sul braccio della piattaforma elevatrice la scritta “Schönere Wohnung gefällig?” (“Voglia di un appartamento migliore?).  

Chissà come l’avranno presa i proprietari degli appartamenti…senza dubbio il risultato è di grande impatto e superiore rispetto a quello che avrebbe ottenuto una campagna convenzionale.
Trovato qui.