Hai violato il diritto d’autore? ci pensa AGCOM!

Hai violato il diritto d'autore? Ci pensa AGCOM!Come ricorderete, nello scorso mese di dicembre, vi avevo annunciato che sul sito dell’AGCOM – l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – era stata pubblicata una delibera – la n. 668/2010 – con allegati dei ‘lineamenti di provvedimento‘ sottoposti a consultazione pubblica.
In estrema sintesi (le disquisizioni giuridica rischiano inevitabilmente di annoiare i non addetti ai lavori) il provvedimento prevede che l’Autorità assuma specifici compiti per la tutela del diritto d’autore in Rete, introducendo nell’ordinamento italiano un principio che molti di voi già conosceranno, quello del notice and take down, di derivazione anglosassone (previsto, per esempio, nelle policy di Big G), e sottraendolo, così, all’autoregolamentazione volontaria di alcuni fornitori di servizi.

L’Autorità, quindi, potrà verificare le segnalazioni ricevute da parte di chiunque ritenga leso il proprio diritto d’autore (che sia autore o semplice titolare di diritti economici sull’opera), e ordinarne la rimozione, monitorando l’effettivo rispetto del provvedimento e disponendo, in caso contrario, l’applicazione di sanzioni.

Un esempio: immaginiamo che io uploadi sul mio sito un video commerciale, o lo spezzone di un film o di un programma televisivo. senza averne il diritto, ossia senza esserne l’autore o avere il diritto di sfruttamento economico dell’opera, o senza il consenso dei legittimi titolari.

Ebbene, l’AGCOM, su segnalazione dell’autore – o del titolare dei diritti – potrà intervenire, ordinandomi la rimozione del file, e, in caso di mia inerzia, comminarmi pesanti sanzioni.

Questo meccanismo di ‘rimozione selettiva’ opererebbe qualora sia invididuato il gestore del sito o il fornitore del servizio di media audiovisivi, il sito non ospiti solo materiale protetto da copyright, quando, comunque, i siti siano fisicamente localizzati in territorio italiano.
Per i siti che ospitino prevalentemente materiale in violazione del diritto d’autore, e per i siti esteri, la questione si fa più complessa: nella maggior parte dei casi, l’Autorità non potrà avere la possibilità di operare una rimozione selettiva, cioè di eliminare il singolo file uplodato in violazione, ma dovrà, per forza di cose, chiedere agli ISP una… collaborazione.

Come?
Per esempio tramite la creazione di black list per gli ISP, rendendo, di fatto, il sito non raggiungibile agli internauti italiani; in ‘casi estremi e previo contraddittorio’, l’Autorità potrà chiedere l’inibizione dell’indirizzo internet del sito o dell’indirizzo IP.

Il problema, anzi, i problemi, sono di tutta evidenza.

Per prima cosa, i tempi eccessivamente ristretti della procedura, che deve essere completata entro 5 giorni dalla segnalazione all’Autorità: parliamo di questioni estremamente delicate, che, quando approdano nelle aule dei tribunali, impiegano anni per arrivare a sentenza. Sarà davvero possibile che un’autorità amministrativa possa prendere decisioni di tale tipo nel giro di qualche giorno?

La celerità della procedura, poi, comporterebbe, con grande probabilità, che i gestori dei siti decidano di ‘andare incontro’ all’AGCOM, rimuovendo i contenuti sospetti senza arrivare all’emanazione del provvedimento finale (l’Autorità parla, a riguardo, di compliance..)

Infine, la mancata previsione dell’intervento dell’autorità giudiziaria nel procedimento, autorità che, come sappiamo, anche costituzionalmente è l’unico organo deputato a limitare la libertà di espressione – perchè è anche di questo, purtroppo che si tratta.

Ora, i profili da analizzare sarebbero davvero tanti, e non sarebbe possibile farlo senza entrare nel dettaglio delle norme previste dai lineamenti di provvedimento AGCOM.
Sicuramente ritorneremo sull’argomento, anche per seguire l’evoluzione della vicenda.

Per ora, vi rimando alla prima iniziativa collettiva avviata in merito: sitononraggiungibile, posta in essere da un gruppo di associazioni – Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet e Assoprovider - che chiedono la moratoria del provvedimento, e l’apertura di un vero – vero, stavolta – tavolo di consultazione parlamentare, per definire modalità di tutela del dirittto d’autore che siano concordate tra tutte le parti.

Sitononraggiungibile: perchè è quello che oggi potrebbe accadere se venisse applicato il testo AGCOM così come previsto.
Il video, che trovate caricato anche nella nostra pagina, vale da solo più di tutte le possibili spiegazioni giuridiche.

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Commenta

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=533811238 Alessandro Varone

    Legge con una miriade di punti oscuri, che come spesso accade verrà utilizzata per commettere una serie di abusi legalizzati…

    Il diritto d’autore si protegge abbassando – drasticamente – i prezzi dei prodotti culturali, non con i provvedimenti alla “1984″. Quando lo capiranno i governanti? Credo mai…

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  • Morena

    Ciao Alessandro, si, un provvedimento con diversi punti da chiarire. Personalmente, credo che una moratoria in questo momento sia importante: il diritto d’autore è questione seria, che non può sfuggire alla logica della concertazione, ma neanche ai principi del nostro ordinamento giuridico. Iniziative come questa aiutano la fondamentale coscienza critica, soprattutto in questo momento storico: un’azione trasparente e condivisa, ma anche efficace e propositiva (riduzione dei prezzi? si, certo, ma anche riduzione delle ‘finestre’, adozione delle licenze collettive, interoperabilità delle piattaforme – porterebbe notevoli benefici. A tutti.
    Grazie per il contributo.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=533811238 Alessandro Varone

    Io penso che – nel caso specifico italiano – i prezzi siano il grande problema. Se potessi vedere un film a 3 euro invece che a 8, o comprare un disco a 5-10 euro invece che a 20, non ci penserei neanche un secondo a decidere se acquistarlo o “procurarmelo” in altri modi. Purtroppo così non è e questo da ogni giorno linfa alla violazione del copyright.

    Spesso mi si controbatte “questo lo dici tu perchè sei un appassionato, ma tanti preferirebbero comunque il gratis a spendere anche 1 o 2 euro”. Vero, ma queste persone, nel momento in cui dovessero trovare un sistema infallibile al 100% contro le violazioni (ipotesi che mi vede fortemente scettico) in ogni caso non acquisterebbero i prodotti originali, preferendo non avere affatto il prodotto. Quindi dove sarebbe il vantaggio per l’industria culturale?

    Grazie a te per l’interessantissimo articolo!

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