Le formiche hanno i microfoni: social network e musica

Social_network_e_musica_1Che io mi ricordi, un tempo erano le garage band emergenti che davano la caccia alle major; Il copione più frequente era quello di registrare in qualche modo una buona dose di demo in formato musicassetta e con quelle sommergere le sedi delle case discografiche per tentare la fortuna o almeno un passaggio veloce in radio e un posticino nelle chart.

Dal modello “ragazza cantante del Coyote Ugly” in cerca di successo a NY, di tempo ne è passato.

Ora che attraverso i social network, e in particolare con MySpace, c’è la possibilità concreta di crearsi uno zoccolo duro di qualche migliaio di fan, ci si chiede se non siano piuttosto le etichette a dover tenere d’occhio le tendenze che si rivelano in rete. Le formiche hanno i microfoni insomma, e i loro impianti di amplificazione sono decisamente in forma.

Girovagando con un po’ d’attenzione nell’intricato mondo maispessiano non sarà difficile imbattersi in musicisti/artisti che hanno trasformato i tradizionali profili musicali in ottime soluzioni di marketing. Se per marketing intendiamo interessare i gusti delle persone, affermarsi su MySpace in teoria dovrebbe essere molto semplice, basta ampliare a ragnatela i propri contatti, socializzare (si parla pur sempre di un social network) e capire con chi si sta avendo a che fare.

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Mobnotes in anteprima al TechCrunch50 di San Francisco

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Mobnotes, nome che deriva dalla locuzione inglese “Mobile Notes” – appunti mobili – è una soluzione di social networking georeferenziato, che permette di essere sempre aggiornati sugli spostamenti dei propri amici e conoscere nuove persone nei luoghi abitualmente frequentati.

Mobnotes è stata selezionata tra più di 1000 progetti, provenienti da 49 nazioni diverse per partecipare al TechCrunch50 di San Francisco, una vetrina delle start-up più interessanti a livello mondiale, dal 8 al 10 settembre. La selezione, effettuata dalla prestigiosa giuria del portale Techcrunch.com e dai più influenti guru del mondo web (qui la lista del panel di esperti), è stata rigorosamente basata sulla qualità e il merito del progetto.

Mobnotes è l’unico progetto italiano ad aver ricevuto questo importante riconoscimento.

Mobnotes mostra informazioni relative alle zone frequentate dagli utenti. Ogni volta che un utente aggiunge una specie di “Post‐it” elettronico che viene “attaccato” sul web su una mappa condivisa, questo verrà archiviato come indirizzo GPS con la propria posizione, in qualunque parte del mondo. Uno speciale algoritmo sarà quindi in grado di visualizzare la posizione con una precisione fino al numero civico. Mobnotes si rivolge a un mercato molto vasto, il suo sistema di geocoding supporta infatti direttamente circa 30 Paesi, ma può essere usato ovunque sia supportato Google Maps.

Gli algoritmi di localizzazione di Mobnotes identificano e tracciano in maniera automatica i contenuti più vicini all’utente registrato, con un livello di precisione che arriva fino al numero civico. Un sistema avanzato di notifica via SMS ed e‐mail consente di conoscere in ogni momento attività ed eventi dei propri amici nella propria area. È dunque possibile organizzare un’appuntamento con gli amici in pochi secondi: se si vuole andare a bere una birra in un pub, per esempio, basta aggiungere in agenda l’evento indicando la data, l’ora e il luogo su Mobnotes. Il servizio si occuperà di informare tutti gli amici che si trovano in quella stessa zona.
Mobnotes non si focalizza sulle persone, ma sui contenuti. Gli utenti, dunque, non vengono tracciati direttamente, ma tramite i loro contenuti, lasciando agli utenti stessi la possibilità di inserire manualmente la loro posizione effettiva.

Mobnote può essere utilizzato in qualsiasi momento via web o dal telefono cellulare. Il servizio mobile è impostato in modo da essere utilizzato su qualsiasi dispositivo indipendentemente dal sistema operativo come servizio web, senza scaricare niente.

Che dire di più. Una vera figata!

È possibile una storiografia 2.0

Possibile_una_storiografia_2.0_5Non abbiamo mai parlato di storiografia qui a ninjamarketing. Non perché la questione non ci tange, forse solo perché non l’abbiamo mai vista sotto un punto di vista 2.0.

Ma negli ultimi tempi, diversi esperimenti hanno riguardato le possibilità nuove di una storiografia condivisa e sono stati portati avanti tentativi di sharing aneddotici intorno a cui costituire documentazione per sviluppare visioni storiche. E se le cose sono messe su questo piano, allora noi di ninja ci interessiamo anche di storiografia.

Un esperimento degno di nota è quello del quotidiano tedesco “Der Spiegel” con uno spazio web sul proprio sito, in cui tutti gli utenti possono lasciare una testimonianza e scrivere aneddoti che riguardano le loro microstorie durante i granitici anni ’80. Tali storie, come tutti i migliori e peggiori scrittori d’assalto sanno, sono gocce nel mare della Storia con la “S” maiuscola (sì, esageriamo col populismo).

Nella stessa direzione si è mosso il Museo virtuale della memoria collettiva che chiedeva al pubblico di mandare testimonianze scritte, orali, acustiche, fotografiche per organizzarle in aree tematiche.

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Puliamo il mondo senza aspettare un SuperHero

Tipico video virale “casual” per la nuova iniziativa di Legambiente, “Puliamo il Mondo”, che si terrà nei giorni 26, 27 e 28 settembre.

In questi giorni i volontari di tutta Italia ripuliranno strade, parchi, spiagge, fiumi e fondali marini, senza spettare che lo faccia un Supereroe “cazzuto” al posto nostro.

“Fai qualcosa” è il titolo della campagna progettata e sviluppata dalla Forchets.

Michael Moore offre il suo ultimo film "Slacker Uprising" ai nordamericani

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La pubblicità è stata massiccia e la trovata sta diventando ormai mainstream, però è giusto parlarne anche per capire il valore dell’operazione. Stiamo parlando di Michael Moore e della sua iniziativa di fare un regalo ai suoi fan con un nuovo film scaricabile soltanto da internet a questo indirizzo.

Il film, intitolato Slacker Uprising, (La rivolta dei fannulloni) documenta il viaggio in 62 città di Michael Moore, in cerca di giovani supporter di John Kerry, durante le elezioni per la presidenza degli Stati Uniti nel 2004.
Michael Moore ha dichiarato alla stampa che in questo modo intende festeggiare i suoi 20 anni da regista di documentari, ma ha anche riconosciuto che per lui si tratta di un contributo alla campagna elettorale delle imminenti elezioni tra Barack Obama e John McCain.

Per questo motivo, il film è scaricabile soltanto dal pubblico nordamericano e se vogliamo, noi poveri europei scaricarci il film, apparirà questo messaggio:

“Unfortunately, the lawyers tell us we are only allowed to offer the film to people residing in the United States or Canada. The computers think you are someplace else right now, and that’s why you are seeing this page. If you really are in the U.S. or Canada and our computers are confused, you may try accessing the website from a different network, at a friends house, etc. We’re very sorry for the inconvenience, and really want as many people to see the film as possible”.

Ma dai, la scusa degli avvocati è una stronzata. Serve come propaganda e allora, qual è il problema. Noi dall’altro lato dell’Atlantico non ti mangiavamo mica.

Questo è il trailer del film:

Thriller a puntate per Xperia X1 di Sony Ericsson

Se la Procter & Gamble ha pensato alla Soap Advertising, Sony Ericsson per il suo Xperia X1 ha prodotto un vero e proprio thriller a puntate da vedere sul web.

Dopo un incidente di cui non si comprende né il motivo né la dinamica, un bel fustaccio si ritrova senza memoria e acquista, per intercessione di una schizzata receptionist di un albergo di terz’ordine, il nome di Johnny X.

Col tempo riacquista pian piano brandelli della sua vita passata, aggiornando il suo handset Sony Ericcson.

La serie è lunga nove puntate attraverso le quali gli spettatori-utenti viaggiano nella mente di questo individuo solo con il suo Venerdì tecnologico a confortarlo ed aiutarlo nel ritrovare la sua vita.

Una discreta trovata per quanto riguarda la sceneggiatura, ottima regia e grande montaggio.

I Ninja chiedono aiuto per la ristampa di "Marketing non-convenzionale"

Marketing_non_convenzionale_1Ragazzi,
Il Sole 24 ORE, editore del nostro libro “Marketing Non-Convenzionale: Viral, Guerrilla, Tribal e i 10 principi fondamentali del marketing postmoderno” – che immagino tutti voi avrete letto, vero??? – ci ha chiesto di segnalargli delle correzioni, modifiche, errori della prima edizione.

Come molti di voi sanno la prima edizione è andata letteralemente a ruba, esaurita in pochi mesi, il che per un saggio è un evento.

Quello che vi chiediamo, assidui lettori di ninjamarketing.it, è darci una mano nella correzione dei refusi della prima edizione. Un saggio diceva: “non c’è mai un libro senza sei errori”. Noi vorremmo fare un libro almeno con cinque errori. E per farlo abbiamo bisogno dell’intelligenza collettiva dei nostri lettori.

Un po’ come ha fatto Sara qualche tempo fa, che ringraziamo ancora e che premiamo postando la sua lettera dove segnalava l’errore:

“Mirko,
per prima cosa grazie ancora del tuo commento sul mio blog; sia tu sia Alex siete stati molto gentili a commentare anche un micro blog come il mio e questo mi ha molto colpito e fatto innamorare ancora di più della blogosfera.

Per quanto riguarda gli errori che ho incontrato nel vostro libro, c’erano alcuni refusi che purtroppo non mi sono segnata… dovrei rileggermi il libro per trovarli e per quanto mi sia piaciuto… se ti dico che sto leggendo quello di GP Fabris mi perdoni?

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Skoda Superb: per una semplice eleganza

Skoda_Superb_per_una_semplice_eleganza_1

Skoda si affida all’Agenzia Cayenne per la sua nuova ammiraglia: Skoda Superb.

La campagna parte da un’idea comunicativa molto semplice, declinata con un insight visivo chiaro e magari didascalico, ma che può colpire soprattutto su una rivista.

Non occorre darsi delle arie per essere veramente eleganti. Con la Skoda Superb, ad un prezzo non eccessivo, si può avere un’auto di evidente eleganza e gusto.

Cosa ve ne sembra? A me personalmente piace perché la semplicità è giocata e non troppo alambiccata.

A voi la parola.

La sensibilità virale per combattere l'iPhone

La sensibilità virale nel mondo della telefonia è sempre stata elevata. Anche noi di ninja abbiamo postato interessanti video che avevano come soggetto (a volte nascosto) i “cellu”, come si dice tra i truzzi di Agrate Brianza.

Ma con l’arrivo sul mercato dell’iPhone le prospettive del virale e del non-convenzionale in genere sembrano essere le nuove direttive dell’advertising e del marketing di molte aziende di telefonia.

In pratica, di fronte ad un prodotto complicato da combattere da un punto di vista semplicemente “hardware”, il software pubblicitario può dare un plus importante.

In questo senso, la Samsung ha costruito un vero e proprio “castello virale” dove dimorano molti suoi prodotti. Noi abbiamo già dato molta visibilità ad alcuni video straordinari negli articoli “Samsung e la Gestalt”, “Samsung e la manomissione dell’esistente” e “L’illusione Samsung in tour”.

Questo video per il Samsung Omnia (i900) Unboxing è un altro tassello di questa strategia a lungo termine che sottolinea nuove caratteristiche di questo telefonino e ne evidenzia i plus da ricordare per un mercato molto competitivo.

Nel Blu dipinto del Web: riflessioni di Till Neuburg sul talento "nascosto" italiano

Nel_Blu_dipinto_del_Web_riflessioni_di_Till_Neuburg_sul_talento_italiano_nascosto_1Mi chiedo spesso come mai la maggioranza rumorosa degli opinion maker italiani (ufficiostamponi, gazzettari, pierrine) siano sempre più alla rincorsa del déjà-vu, delle ultime e penultime, della patina trendy e dusty che si è depositata sulle loro deformanti contact lenses.

Basta che un St.Niklaus Davi qualsiasi gli dica cosa, dove e come scimmiottare ciò che i suoi amiconi non fanno più da almeno 23 ore, ecco che rinasce per l’ennesima volta l’ultima happy hour per i nostri presunti happy few.

Invece sarebbe così bello, utile e forte, guardarsi un po’ in giro – sotto, dietro e dentro noi. Invece, se posso parafrasare i Fratelli Coen, “Questo è un paese per vecchi” dove i nuovi talenti rimangono nullatenenti aut opulenti finché non vengono scoperti a Lugano o a Seattle, in un loft di Berlino o su YouTube.

Un solo esempio: sei anni fa nelle nostre sale uscì un film di un “nuovo” regista (in realtà era già il suo sesto feature) che avrebbe dovuto far capire anche agli stitici del cinema buonista che ci trovavamo di fronte a un autore di statura e potenza internazionali. Con “L’imbalsamatore” Matteo Garrone aveva dimostrato in modo perentorio che il nostro nuovo cinemino paradisiaco delle liti tra fidanzati, suocere e vicini di condominio era già lo stanco modernariato di una società a responsabilità limitata – ciabattosa, cianotica, ciellina.

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