BUON 2007!

BUON 2007!Volevamo trovare un pensiero non-convenzionale per gli auguri di fine/inizio anno.

L’abbiamo trovato 😉

Buon 2007 ! Continua a leggere

Non capiremo mai abbastanza quanto bene è capace di fare un sorriso

Operazione Clausbusters

L’Operazione ClausBusters: Alla ricerca di Babbo Natale, documentata passo passo su un blog creato ad hoc per la spedizione, prevedeva un simpatico e semplice concorso aperto a tutti i blogger.

Per partecipare al concorso bisognava semplicemente scrivere una letterina a Babbo Natale. Gli autori delle due letterine più simpatiche in concorso, Elisa e Aghenor, sono stati premiati con l’invito a prendere parte alla spedizione in Lapponia in compagnia di tre blogger di Blogo.it. Purtroppo, da quanto si vede dalle foto e da quanto si legge dai commenti, Elisa non ha potuto prendere parte alla spedizione – …povera!

Personalmente, non ho partecipato al concorso e ho aspettato finora a scrivere la mia ninja letterina a Babbo Natale per un semplicissimo motivo: ora che il giorno di Natale è passato, che tutte le letterine sono state lette e i tutti i regali consegnati, Babbo Natale avrà un minutino in più da spendere nel leggere la mia letterina – …o almeno lo spero!

“Caro Babbo Natale,

non ti scrivo questa letterina perché ho bisogno di un regalo in particolare, almeno non per me. Mi ritengo un ragazzo molto fortunato e non mi lamento assolutamente della mia vita. Il lavoro non mi manca – …anzi è pure troppo e, forse, più che a te dovrei scrivere a San Precario! -, l’amore non manca, la salute c’è e ho una bellissima famiglia che mi ama.

In realtà, ti scrivo pensando a tutte le facce cupe e imbronciate che vedo camminando per strada, a tutte le voci tristi e desolate che ascolto in giro per i vicoli e a tutte le anime affrante delle quali percepisco il dolore e lo sconforto sfiorandole con il corpo e con la mente.

E’ per questo, caro Babbo Natale, che l’unica richiesta che ti faccio per l’anno che verrà è di regalare un sorriso a chi ne ha veramente bisogno.

Regala un sorriso a chi soffre e sta male in un letto di ospedale come in una tendopoli della Croce Rossa.

Regala un sorriso a chi vive in condizioni di sopravvivenza estrema nei sobborghi metropolitani come nelle favela di Lagos, di Rio de Janeiro o di Delhi.

Regala un sorriso a chi non ha un tetto né una casa, a chi vive per strada, mangia rovistando nell’immondizia e la notte dorme nelle stazioni.

Regala un sorriso a chi lotta per vivere ed è vittima di guerre, soprusi e ingiustizie di cui non capirà mai il motivo, ma ne sarà sempre e solo succube.

Regala un sorriso a tutti quei bambini e a tutte quelle persone che non possono più correre, saltare, o semplicemente camminare, perché dilaniate da mine anti-uomo o da bombe e proiettili risultato dell’idiozia umana.

Regala un sorriso a chiunque non abbia mai conosciuto chi l’ha messo al mondo e a chi non ha mai avuto una famiglia o qualcuno che si prendesse cura della sua persona.

Regala un sorriso a tutti coloro che non avranno mai la possibilità di vedere un qualsiasi altro luogo nel mondo in cui vivono perché non hanno neanche la possibilità di concepire il fatto che al di là dell’orizzonte che vedono, ogni giorno c’è ancora terra e mare a volontà.

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Regala un sorriso a tutti coloro che torturano e deturpano le loro menti e i loro corpi ossessionati dalle idiozie della TV e della moda.

Regala un sorriso a tutti coloro che si prendono troppo sul serio e credono che quando si lavora si debba per forza essere seriosi e tenere il muso lungo.

Regala un sorriso a tutti quelli che un lavoro non lo hanno e per mantenere una famiglia sono costretti a rubare, a spacciare e a vivere al limite della legalità.

Regala un sorriso a tutti coloro che cadono nel vizio, qualsiasi vizio, e a tutti coloro che ne soffrono, ne sopportano e ne percepiscono le conseguenze più direttamente.

Regala un sorriso a tutti coloro che non riescono ad ascoltare la propria anima, a coloro che non riescono ad intendere le ragioni del proprio cuore e a coloro che non riescono a portare avanti la loro missione.

Regala un sorriso a chi ha smesso di sognare, a chi ha smesso di credere in sé stesso, a chi ha smesso di credere nella bellezza e nella gioia della vita, a chi ha smesso di amare il prossimo, a chi smesso di ascoltare gli altri, a chi ha smesso di voler capire gli altri e a chi ha smesso di aprire il suo cuore all’amore degli altri.

Regala un sorriso a chi ha tanta voglia di piangere e a chi non ha più lacrime da versare, a chi è appena nato e a chi sta per nascere, a chi esiste e non vuole vivere e a chi se n’è andato scontento di lasciare il suo mondo.

E per finire, caro Babbo Natale, regalati un sorriso, ché fino al Natale prossimo non ti cagherà più nessuno!”

Dedicato a Febe e al suo splendido sorriso.

Conversation-Based Marketing: Come si evolve il marketing online

Conversation-Based Marketing: come si evolve il Marketing online

Nel 2007, le media company online vedranno una crescita costante, ma la questione importante su cui riflettere è quanto a lungo i marketer dovranno preoccuparsi del web advertising tradizionale in un’era in cui diviene sempre più necessaria una conversazione diretta tra chi vende e chi compra.

Qui l’intera storia:

I media online hanno un futuro roseo: tutte le previsioni per il 2007 indicano una crescita netta degli introiti pubblicitari online e di nuove forme di produzione di media elettronici. Chi pubblicizza un brand sta cominciando ad investire nei canali online come mai prima d’ora, e nel frattempo le media company tradizionali si trovano ad affrontare una sfida determinante, quella della disintermediazione.

Le aziende che al momento comunicano online nei loro siti con pagina web “brochure” e form da compilare si trovano di fronte alla necessità di comunicare in maniera differente.

Ci sono aziende che hanno compreso il ruolo della disintermediazione per il business, aziende che hanno imparato a creare il loro contenuto coinvolgente e grazie a tecnologie Web 2.0 hanno incoraggiato gli utenti a scrivere contenuti riguardo alle loro attività.

Il sito Advertising Age ( necessita registrazione ), in un articolo molto interessante pone alla nostra attenzione alcune informazioni importanti.

L’articolo di AdAge riprende una ricerca McKinsey & Co. secondo cui un visitatore di un sito aziendale genera un profitto medio per quell’azienda di $40, comparato ai $5 per audience raggiunti grazie ai media tradizionali. Arrivare ad un target attraverso degli intermediari come i media tradizionali costa di più.

Nonostante il contenuto generato dalle media company continui a coinvolgere le audience, sorgono domande determinanti riguardo al ritorno degli investimenti. Se come afferma il The Cluetrain Manifesto, i mercati sono conversazioni, le media company si troveranno in difficoltà sia in termini di capacità di conversazione che in termini di capacità di portare dei risultati agli inserzionisti.

Lo User-generated content, il contenuto generato dagli utenti, spesso ha aiutato le media company a creare dei luoghi di conversazione per vendere i loro prodotti, ma acquistare proprietà media user-generated non è sinonimo di essere in grado di creare conversazioni.

Per gli inserzionisti spendere in user-generated content significa investire meno nei media tradizionali.

Stiamo testimoniando la fine dei media ? Bene, in senso astratto si.

La pubblicità ci sarà sempre, come ci saranno sempre aziende che desiderano arrivare al loro target attraverso una pubblicità basata sui media tradizionali. Tuttavia, dal momento che azioni di marketing dirette online o multicanale come quelle di Google raggiungono ROI maggiori, i media tradizionali avranno sempre meno entrate pubblicitarie.

Ecco qui alcune idee su come le media company potranno sopravvivere a questi cambiamenti:

  • Migliorare la loro capacità di conversare.

    Conversation-Based Marketing: come si evolve il Marketing online

    Un elemento importante per il successo futuro delle media company sarà la loro capacità di integrare i contenuti generati dagli utenti con le linee editoriali adottate. Da questa capacità di integrazione dipenderà la capacità di attrarre gli investitori.

    Il marketing si sta muovendo da un modello economico di “comando e controllo” ad uno in network ed i media devono saper modificare il loro assetto passando da medium per le pubblicità a raccoglitori di conversazioni e punti di vista. A parole sembra semplice, ma creare un modello di marketing conversazionale che vada al di là di un semplice banner pubblicitario sulle pagine di MySpace è complesso.

  • Sapersi muovere oltre le radici di partenza.

    Conversation-Based Marketing: come si evolve il Marketing online

    Agli inizi, le pubblicità alla radio erano state pensate come una cabina telefonica in uno studio che coloro che desideravano trasmettere un messaggio, avrebbero affittato per un tempo limitato. Ora questa cabina telefonica è divenuta online ed interattiva, con il piacere dei pubblicitario, ma a detrimento dei publisher tradizionali che hanno perso il loro ruolo di intermediatori.

    Le media company tradizionali devono saper creare ora dei contenuti che i marketer possono contestualizzare ed in contesti definiti direttamente dalle audiencestesse. Inoltre dovranno sapere fornire delle competenze e delle tecnologie in grado di permette ai marketer di estendere la loro capacità di conversazione ad un più alto livello di coinvolgimento.

  • Ripensare le modalità di aggregazione dei contenuti.

    Conversation-Based Marketing: come si evolve il Marketing online

    Per aggregare i contenuti in maniera efficiente e produttiva non basta più raccoglierli in maniera tradizionale. Le nuove tecnologie di ricerca e i servizi di social bookmarking, feeds e web mining hanno creato nuovi modelli di aggregazione di contenuti che sono più vicini ai bisogni di ciascun individuo e consumatore.

    Il valore di un’azione di marketing dipende sempre di più dalla capacità di raggiungere il consumatore nel suo flusso di ricerca e produzione delle informazioni in contesti fruibili e capaci di creare conversazione e coinvolgimento.

    Con un inventario infinito di contenuti ed un inventario finito di pubblicitari, le media company tradizionali devono saper affrontare la sfida dei mercati online creando contesti in grado di produrre una conversazione produttiva in termini di ritorno dell’investimento.

    Se non lo faranno saranno destinati alla sconfitta.

    Articolo pubblicato su MasterNewMedia Italia e tratto da un articolo originale di John Blossom intitolato “The Death of Media: Are Direct Online Marketing Channels Superseding Publishers?” in data 14 dicembre 2006.

    Approfondisci John Blossom e la sua azienda di consulenza Shore Communications Inc. su Shore.com.

  • - Pierre Lévy, Il Virtuale, 1997. Navighiamo ogni giorno di più in un mare di informazioni, news, video, audio, pubblicità e spam. Siamo subissati da una marea di contenuti online il più delle volte fake, inutili e privi di qualsiasi importanza, sia a livello conoscitivo che formativo. Oggi come oggi, la figure professionali che più di tutte è importante sviluppare e far crescere sono quelle del selezionatore e del produttore di news, video, audio, podcast e fonti d’informazione in generale.'>

    ::Mash-ups in Italy:: – Lele Dainesi e il consumo tecnologico dei podcast online

    Lele Dainesi

    Lele Dainesi, aka daino, dalle pagine del suo blog Mash-ups in Italy – Come cambiano i consumi tecnologici offre, a mio parere, un gran servizio di podcasting alla blogosfera italiana e non.

    Lele Dainesi studia le esperienze che i consumatori vivono utilizzando le nuove tecnologie e in particolare le nascenti abitudini di consumo “tecnologico”, identificando i differenti livelli di soddisfazione che i consumatori traggono dall’interazione con le nuove tecnologie.

    Si occupa di comunicazione sui media digitali in qualità di consulente e formatore, affianca i direttori marketing e comunicazione nel capire come i consumatori usano i prodotti e servizi high-tech e nel raggiungere i propri audience in maniera più completa.

    E per non smentirsi mai, ecco a voi il podcast di presentazione di Lele.

    Grande produttore e realizzatore di podcast, Lele Dainesi ha anche realizzato una simpatica intervista con i fondatori di NinjaMarketing.it, Alex Hokuto No Ken e Kiko Hattori Hanzo, in occasione della cena dei blogger tenutasi a Milano, dopo il Top Of The Blogs.

    Oggetto dell’intervista è il Marketing Virale, le sue possibili forme di diffusione e il crescente interesse da parte di aziende e agenzie di settore per questa tecnica di Marketing Non-Convenzionale.

    Ecco a voi il podcast dell’intervista ai Ninja, pubblicato da Lele in occasione dei Webby Awards.

    Buon ascolto!

    Podcast Mash-ups in Italy: Alex Giordano + Mirko Pallera & Lele Dainesi

    City of Gods: La prima free & free press della cospirazione precaria

    City of Gods - La prima Free & Free Press della cospirazione precaria

    Riporto dall’Intelligence Precaria:

    1. Cosa avete in mano o sul vostro schermo

    I media non sono più un prodotto che vende informazioni al pubblico: sono lo spazio dell’inserzionista attraverso il quale l’editore vende i propri lettori, voi. E’ un servizio che tra l’altro pagate pure 90 centesimi, 1 euro, 1 euro e 10.

    Più soldi hanno i lettori, più gli editori si arricchiscono dalla vendita degli spazi pubblicitari.

    All’interno di questo meccanismo ci sono i giornalisti, precari, free lance, senza contratto, a cottimo, a pezzo, a parola, a riga, a comete millenarie e casi del destino. Precari e precarie sottoposti al ricatto dei precarizzatori, della manchette, della pagina di pubblicità all’ultimo momento, del “non spingere troppo su questi che sono i nostri inserzionisti”, della creazione di quel complesso meccanismo di informazione e disinformazione che vi fa credere che se la vostra vita è una merda, non potete farci un granché.

    Per questo, City of Gods è free & free: gratis, ma soprattutto libero, nelle parole, nell’irriverenza, nelle critiche, nello stile precario.

    Per questo, in occasione dello sciopero dei giornalisti, che incredibilmente, ma non certo casualmente, visto il contesto, da due anni aspettano che gli editori si siedano al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro precari e precari dell’informazione e non, hanno deciso di uscire con City of Gods: la stagione della cospirazione precaria è iniziata.

    E ancora una volta i precari hanno preso la parola attivandosi, cospirando e creando relazioni e complicità che permettono di stampare e distribuire 50 mila copie di City of Gods e scriverne il contenuto che per una volta, non ti precarizza, ma ti informa.

    2. Al principio

    “Al principio” fu la parola, poi venne il racconto ed infine l’informazione.

    A questo punto la storia presenta una sorpresa, o quasi: il diritto all’informazione si trasforma immediatamente nella disinformazione compensatrice delle vostre sfighe quotidiane, affinché esse siano “inevitabili”, “oggettive”, “certe”, “inattaccabili”.

    Insieme, informazione + disinformazione, diventano propaganda, che trova nei media di massa il naturale alleato e nel brand la sua punta di diamante. Nella costruzione del brand, intimamente connesso alle informazioni che leggete ogni giorno sui giornali o sentite in radio e televisione, è celato un meccanismo più complesso di quello che potrebbe sembrare.

    Nel brand si determina la strutturazione di un potente retro-informatore che agisce anticipando l’informazione, creando quel bacino comporta-mentale all’interno del quale l’informazione stessa, e il suo contrario, si collocano.

    E’ un processo comunicazionale superiore alla propaganda. La rende, alternativamente, compatibile o inutile. In ciò tutta la difficoltà del presente, ma anche il terreno su cui agire.

    3. L’intelligence precaria

    Il sito dell’Intelligence Precaria è attivo in intima e sinergica collaborazione con i giornalisti e le giornaliste precari e precarie. L’intelligence è patrimonio comune dei precari e non solo del giornalismo. In esso confluiranno le mille sfaccettature dell’oppressione dei precarizzatori e dei contropiede precari.

    4. Ma che cosa rappresenta questo sito ?

    Immaginate un sito che non è un semplicemente tale, ma piuttosto un luogo che fa circolare informazione, non per informare, bensì per formare quel bacino di notizie da cui si estrarrà il bazar della creazione di conflitto e che contiene anche i prodotti di queste creazioni e gli strumenti che le hanno consentite.

    Un sito crudele e spietato, scorretto verso le imprese, le istituzioni sociali, le merci ad alto contenuto ideologico e tutti i loro gli adepti: fazioso ma mai frazioso.

    Un sito che ha la classe del purosangue, la ricchezza del meticcio, che non esercita fashionismo e brigantaggio culturale, che vive da sé, con quello che fa e per quello che dà. Pone questioni di stile, perché lo stile è importante, e chiede relazioni e complicità.

    City of Gods, la voce della cospirazione precaria.

    Gospel e Rhythm’n’Blues nel Soul e Funk. Era noto anche con alcuni soprannomi, fra i quali Soul Brother Number One, Mr. Dynamite, The Hardest-Working Man in Show Business, Minister of The New New Super Heavy Funk, Mr. Please Please Please, Universal James, The King of R&B, e il più noto di tutti, the Godfather of Soul, Il Padrino del Soul.'>

    James Brown, The Godfather of Soul: Thank You for Funkin’ Up Our Lives

    Omaggio a James Brown

    James Joseph Brown nacque in una baracca nella campagna del South Carolina e crebbe ad Augusta, in Georgia, in condizioni di marcato disagio. Sopravvisse lavorando sin da bambino, come raccoglitore di cotone, come lustrascarpe e con le mance dei soldati neri di stanza in città.

    Fu infatti incaricato, non ancora decenne, di procurare clienti per il bordello a cui il padre lo diede in “affidamento” dopo che entrambe furono abbandonati dalla moglie e madre. Cominciò ad esibirsi in qualche piccolo locale della zona ma, allo stesso tempo, commetteva piccoli reati.

    A 16 anni fu arrestato per rapina a mano armata e fu chiuso in riformatorio, dove conobbe Bobby Byrd ( per molto tempo seconda voce del Padrino del Soul, sia sul palco che in studio ), la cui famiglia aiutò quella di Brown ad ottenerne il rilascio sulla parola dopo solo tre anni di detenzione, a condizione che non tornasse ad Augusta o nella contea di Richmond.

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    Slow Food: Ci sono mille motivi per sentirsi slow

    Slow Food - Mille motivi per sentirsi slow

    Ieri sera ero al Falso Pepe, una bellissima enoteca nel centro storico di Massafra, cittadina situata nella zona nord-ovest dell’arco jonico tarantino.

    Mentre degustavo una buonissima e sceltissima grappa di moscato, la mia vista è stata attratta da una serie di cartoline e brochure disposte sul bancone del locale: si trattava di Slow Food, l’associazione internazionale non profit nata in Italia nel 1986.

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    VIRAL SITE – Auguri e Buone Feste da Monster.it

    Quando arrivano le feste molti di noi sono soliti organizzarsi con qualche viaggio, per coloro i quali decidessero di rimanere in Italia un utile suggerimento lo possono trovare cliccando sui monumenti caratteristici di dieci città italiane fra un nuraghe sardo, la Torre di Pisa ed il Colosseo.

    Attenzione però: per godere appieno della sorpresa che si nasconde cliccando sui capoluoghi italiani occorre accendere le casse o indossare l’auricolare perché vi aspetta una esortazione decisamente originale, nei dialetti caratteristici della nostra bella e varia Italia.

    L’esclamazione è sempre la stessa, ve la dico con il mio dialetto:

    Monster_Romano

    Insomma il legame tra gli auguri per le festività ed il core business dei servizi offerti da Monster.it, ovvero di trovare lavoro ed agevolare la domanda e l’offerta di lavoro, rimane sempre forte questa volta però con un pizzico di ironia.

    Naturalmente non ho resistito ad ascoltare la stessa frase decantata nella allegra varietà della nostra lingua..

    Gli Auguri di Monster.it sono stati realizzati dall’agenzia di marketing digitale E3 un viral marketing dai risultati interessanti già nei primi 7 giorni:

    • Le pagine viste sono state generate 50.000.

    • Le mail inviate dagli utenti per diffondere l’iniziativa sono state 8000. L’effetto virale infatti, generato da coloro che inseriscono la mail di amici nel form per l’inoltro, permette ai mittenti di stuzzicare la curiosità dei destinatari che ricevono un subject del tipo “Ciao, sai dove ti manderei a Natale?”

    • Il 20% di accessi sono stati generati dal meccanismo virale.

    • La frase più ascoltata è quella legata all’icona del Colosseo, che è ascoltata il doppio rispetto ai fanalini di coda, ossia le frasi legate alle Torri di Bologna e alla gondola veneziana.

    Questa creatività dall’effetto virale ha saputo legare gli elementi:

    Italo-mediterranei della ricerca di lavoro;

    Caratteristici della lingua delle comunità locali italiane;

    Simbolici del periodo festivo e delle vacanze natalizie che sono, tutto sommato, in antitesi con l’andare a lavorare;

    Costitutivi del core business di Monster, sito di riferimento nella selezione del personale tramite internet.

    E voi, dove andate di bello per le feste? Avete già qualche idea? Io avrei diversi posti dove mandarvi…

    Buon Solstizio a tutti!

    Buon solstizio a tutti!

    In Persia, già 3.600 anni, fa veniva festeggiata la nascita dì Mitra (Mithra), figlio del Sole e Sole egli stesso. In Egitto si ricordava la nascita di Osiride e di suo figlio Oro. In Babilonia si festeggiava il dio Tammuz, unico figlio della dea Istar rappresentata con il bimbo in braccio e con una aureola di dodici stelle attorno alla testa.

    In effetti, l’icona della madre con il figlio neonato risale alla notte dei tempi ed ha sempre simboleggiato la Madre Terra che produce i suoi frutti. In Messico si festeggiava la nascita del dio Quetzalcoatl e nello Yucatan quella del dio Bacab. Anche il dio azteco Huitzilopochtli vede la luce il 25 dicembre, mentre gli scandinavi festeggiavano lo stesso giorno la nascita del dio Freyr In Grecia nasce invece Bacco ed in Siria Adone. L’elenco potrebbe essere ancora lungo e tutte le divinità risultano legate alla simbologia del Sole.

    Viene da domandarsi perché tutte queste “nascite sacre” avvengano il 25 e non il 21 dicembre, giorno del solstizio.

    Solstitium, significa “Sole fermo” e nei giorni dal 22 al 24 dicembre sembra che il Sole, nel suo moto apparente, si fermi. Il 24, il Sole sembra riprendere il cammino, ogni giorno un po’ più verso l’alto fino al Solstizio di Estate.

    Una data, quella del Solstizio di inverno, non solo astronomica ma anche esoterica.

    Un mito racconta infatti che nel momento in cui il Sole raggiunge il suo minimo di influssi sulla Terra un Raggio Verde parta dal più profondo dell’Universo ed attraversi per un istante la Terra stessa.

    E’ il Raggio del Puro Spirito, del maggior contatto del Materiale con le Forze Superiori.

    Nell’antica Roma per salutare il Solstizio di Inverno venivano celebrati i Saturnali, in onore di Saturno, protettore dell’agricoltura, i festeggiamenti duravano dal 17 al 24 dicembre e, in tale periodo si chiudevano le scuole ed i tribunali, ci si scambiava visite e doni, sparivano le classi sociali. Per tutto l’anno era proibito, nella città, il gioco d’azzardo; ma, poiché era strettamente legato a Saturno, durante i Saturnali esso veniva tollerato. Era quindi quasi d’obbligo, in tale periodo, giocare anche a soldi ( queste sono le lontane radici della attuale usanza della tombola ).

    Il giorno 24 si concludeva con un grande banchetto illuminato da lumini e candele, con brindisi e scambio di auguri. Il giorno 25 era dedicato al Sole Invicto: il Sole, cioè, che sembra sul punto di essere inghiottito dalle tenebre ma invece risorge e torna a brillare, a scaldare, a riportare la Vita sulla Terra.

    Con l’espandersi dell’Impero verso Oriente, soldati e mercanti vennero a conoscenza del culto del dio Mitra, che pian piano venne introdotto a Roma. Esso fece talmente presa sulla popolazione, che nel 274 d.C. l’Imperatore Aureliano lo ufficializzò. E poiché anche Mitra simboleggiava il Sole, la sua festa fu sovrapposta a quella del Sole Invicto, il 25 dicembre, come già avveniva in Persia.

    Mitra ha sorprendenti analogie con la figura del Cristo.

    Nasce in una grotta e gli viene affidato dal Padre Sole il compito di contrastare Ahriman ( Arimane ), spirito maligno che vuole distruggere il mondo. Mitra, quando la sua missione salvifica è compiuta, partecipa con i suoi adepti ad un banchetto; dopo aver consumato il pasto come atto sacrificale, il dio sale al cielo su un Carro di Luce, per riunirsi al Padre Sole.

    Il Natale cristiano si è insomma inserito su miti già esistenti, come spesso è accaduto per le “nuove religioni”.

    Il Solstizio resta comunque una delle più importanti occasioni di festa per il genere umano, anche se è curioso notare come in prossimità delle feste natalizie si sia aperta una polemica tra coloro che sostengono, in difesa della società multietnica, la necessità di assumere un basso profilo nel rispetto degli immigrati non cristiani che vivono in Italia e coloro che invece rivendicano il diritto alle proprie tradizioni.

    Le festività solstiziali fanno parte della nostra tradizione ancor prima del cristianesimo e per questo andrebbero difese a prescindere dalla fede religiosa, ma il Natale che vorrebbero farci festeggiare ha ben poco di italiano.

    Dal 2003 al 2005 l’import dalla Cina di giocattoli e di addobbi natalizi è aumentato del 19,3%. Nel 2005, sono arrivati in Italia giocattoli, gadget e decorazioni natalizie per un valore complessivo di 669,3 milioni di euro, pari al 58,7% del totale delle importazioni italiane ( 1.133,9 milioni di euro ) di queste tipologie di prodotti.

    Il ministro Fioroni può poi far cantare quel che vuole agli scolari italiani, ma questo sarà sempre meno un “santo Natale” e sempre più un Natale consumista e assai poco italiano.

    MA come abbiamo detto in apertura, usiamo questa pausa natalizia come momento di riflessione.

    Nel video allegato potrete ricevere un autentico Augurio di BenEssere che arriva dalla nostra recente esperienza cubana.

    In più, per assecondare le richieste dei più viziosi vi linkiamo alcune letture natalizie “leggere” da consumare prima, durante e dopo i cenoni di queste feste.

    Buon Solstizio!

    Buon Natale!

    Babbo Cubano

    Letture Leggere Sotto L’Albero

  • La Nuova Ecologia
  • Il Sole 24 Ore
  • Rapporto Unicef 2007
  • Rapporto Fao
  • Mappa FAO Povertà nel Mondo
  • Net.Art: Quando l’arte diventa Pop grazie a condivisione e collaborazione in Rete

    Net Art - L’Arte diventa Pop grazie alla collaborazione e condivisione in rete

    La nascita di questa corrente artistica è legata ad una leggenda telematica, si narra che Vuk Cosic, pionere della Net.Coulture europea abbia ricevuto da un mittente anonimo un messaggio, indecifrabile a causa dell’incompatibilità del software. L’unico frammento che pareva avere un senso era:

    […] J8~g # | ;Net.Art{ -^s1 […]

    Dopo alcuni mesi, Cosic riesce a far decifrare il messaggio da un suo amico, Igor Markovic: il testo era una specie di manifesto in cui l’autore rivolgeva un’accusa alle istituzioni artistiche tradizionali.

    Il termine Net.Art, involontariamente coniato, era ormai comunemente accettato e usato !

    Per capire cos’è la Net.Art è necessario innanzitutto chiarire alcuni fraintendimenti che possono nascere dalla difficoltà di distinguere diversi generi artistici presenti in Rete:

    Art On The Net – La trasposizione in rete di opere d’arte;

    Web Art – L’utilizzo della rete come strumento di illustrazione e distribuzione delle opere;

    Digital Art – Tre parametri essenziali: il contenuto dell’opera, la tecnica e il mezzo;

    Pixel Art – Il pixel è alla base della tecnica del divisionismo;

    New Screen Art – La nuova arte dello schermo;

    Net.Art – L’arte del fare network, una forma di arte intangibile nella quale l’opera viene sostituita dall’evento comunicativo dove viene richiesto l’intervento di chi lo fruisce che può manipolarlo in maniera infinita per produrre senso.

    La Net.Art esiste e può essere fruita solo online.

    E’ qui che l’artista diventa spettatore della sua opera che può essere definita collettiva: viene progettato un sistema che può essere espanso in maniera infinita e casuale da chiunque ne entri in contatto.

    Il fruitore diventa a sua volta coautore dell’opera attraverso una serie di atti che diventano creativi come il copy-paste, download e upload in un processo riproducibile all’infinito.

    Una delle caratteristiche della Net.Art è la sua infinita riproducibilità, dove la copia è perfettamente identica all’originale. Si va, dunque, a perdere il signicato di autenticità.

    L’Opera.Net si distingue, inoltre, per la sua intrinseca interattività che si manifesta in diversi modi: tra uomo e macchina ma, anche, come collaborazione e comunicazione fra gli artisti.

    Gli 0100101110101101.ORG, in un’intervista realizzata da Tilman Baumgaertel, grande teorico di questo argomento, dichiarano di non considerarsi “artisti ma, solo spettatori”. Certamente si stanno sviluppando nuove figure sia di autore che di spettatore, dove i ruoli divengono spesso intercambiabili.

    Sembra essere decisamente giunti alla popolarizzazione dell’arte !

    La Net.Art è ormai una forma d’arte riconosciuta a livello internazionale ma, ciò nonostante, non ricopre ancora un primissimo posto nella stampa specializzata. Questo probabilmente perché la Net.Art, come tutte le avanguardie artistiche, cerca di evitare e bypassare – anche se difficilmente – ogni forma di istituzionalizzazione.

    E ora…per un po’ di Net.Art, consiglio di dare un occhiata alla Mappa di Jodi che indica una serie di media lab, network e gruppi che per arte o attivismo frequentano la Rete.