Internet trasformerà il marketing e l’adv influenzando gli acquisti dei consumatori ?

Le categorie commerciali che beneficiano maggiormente della presenza su Internet sono quelle legate alle operazioni finanziario-bancarie, prodotti tecnologici ( cellulari, lettori mp3 ) e pacchetti viaggi e vacanze.

Per la scelta di una automobile, invece, o di prodotti di moda o gioielleria, rimane preponderante l’influenza del marchio e della reputazione o l’esperienza visiva e reale del guardare le vetrine e provare-indossare. In Asia resta preponderante l’influenza del marchio di un prodotto sebbene per il punto di partenza per effettuare una ricerca di informazioni su si esso ( ad es. per una vacanza ) rimanga internet.

L’esperienza precedente ed il passaparola rimangono le leve di cui si avvalgono i consumatori statunitensi in particolar modo per i prodotti per la perdita di peso ( il che mi sembra anche ragionevole ) ed i cellulari.

Che tipo di pubblicità funziona meglio e per cosa ?

Stefano Galli di AcNielsen afferma che la pubblicità cosiddetta convenzionale ( su tv, radio, stampa ) sarebbe in grado di creare consapevolezza del marchio definendone il posizionamento, mentre l’advertising online, sviluppando strategie multimediali, sarà in grado di coinvolgere attivamente i consumatori. Lo spostamento del budget da TV e giornali al web lascia quindi presagire un futuro in cui per alcuni mercati si trasformeranno le vendite nei negozi.

Qualche perplessità.

Quando si legge e si riflette sui risultati di una ricerca, come per ogni esperienza della vita, entrano in gioco sia gli elementi razionali, che ci permettono di discernere le logiche e le relazioni oggettive, che quelli emotivi. La mia personale sensazione al termine della lettura di questo interessante punto di vista è stata simile a quella di una persona a cui gli viene preannunciato che tra qualche anno potrà nutrirsi di un piatto di pasta al pomodoro con una equivalente capsula di iperconcentrato degli stessi principi nutritivi.

Va bene la reputazione di una marca, va bene anche l’esperienza precedente ed il passaparola, va benissimo anche la multimedialità del web, ma che fine hanno fatto i contesti di fruizione di un prodotto e le comunità ( non solo i continenti ) di consumo ? Che fine ha fatto il Marketing Mediterraneo ?

Leggo sul rapporto Nielsen: senza dubbio i consumatori saranno bersagliati su tutti i fronti.

Vado ad indossare un giubbotto antiproiettili e prego che qualcuno qualche dubbio, sul mitragliamento che ci aspetta, ce lo abbia ancora !

COOL HUNTING – I Cool Hunter, coloro che respirano lo spirito del nostro tempo

COOL HUNTING - I Cool Hunter, coloro che respirano lo spirito del nostro tempo

CoolFigo, di tendenza: in inglese significa freddo ma, se ci pensate bene il nesso c’è: una cosa figa è una novità, un qualcosa di fresco perché appena pensato e creato – e poi nei paesi anglosassoni si usa cool per dire figo ormai da secoli !

HuntingCaccia, da cui Hunter=Cacciatore: nel senso di ricercare, scovare, intercettare.

Cool HunterCacciatore di tendenze

Semplice, no ? Bene, ora dimenticatelo!

La questione è molto più semplice e meno ludica di quello che sembra. Un mattino di primavera del 1997, quel gran simpaticone di Malcom Gladwell, dopo una notte passata a rimuginare sull’economia in mutamento dei grandi brand e la neonata pratica di saccheggio dalla strada, si sveglia e inventa la parola cool hunter. Lui, che sa perfettamente di cosa sta parlando, da studioso ed esperto dei mutamenti sociali qual è, probabilmente era ignaro dell’eco che tutto ciò avrebbe generato.

E da allora giù con articoli e dibattiti sulle testate americane più famose – Times, New Yorker, Sunday, Vogue, etc. – per parlare di questa nuova professione e del fatto che ci fossero personaggi particolarmente intuitivi e trendy che passeggiando per le strade di tutto il mondo riuscivano a percepire, con largo anticipo, quali sarebbero stati i futuri prodotti di successo. Fino a Naomi Klein ( 2001 ) che, attraverso il suo pluricitato libro No Logo, ha fatto conoscere anche a noi italiani questo termine – con conseguenti dibattiti di carattere etico, che ora non sto qui a riportare.

Il punto è che grandi multinazionali come Disney, CocaCola, Nike, effettivamente hanno iniziato a pagare fior di quattrini per visionare i report delle agenzie di cool hunting, innalzando in questo modo ancor più l’immagine e l’aura di mito che aleggiava attorno alla figura dei cool hunter.

Sensitivi semiotici, rabdomanti, profeti di stile e neologismi a non finire: il tutto per riuscire a dare un nome a coloro che sembravano in grado di predire il futuro !

Ma la realtà è un’altra !

L’immagine del cool hunter che va in giro per il mondo con la macchina fotografica e il taccuino per prendere appunti resta solo un’idea romantica. Sono sottigliezze complicate da spiegare, ma il punto é che forse sarebbe più corretto parlare della pratica del cool hunting, piuttosto che dell’individuo-cool hunter.

Fare cool hunting non significa altro che saper respirare lo spirito del nostro tempo.

Significa analizzare il presente per capire dove sta andando e come si sta muovendo la società, cosa le piace e cosa cercherà in un prossimo futuro: è in un certo senso anticipazione che non vuol essere però predizione, d’altronde non potrebbe esserlo.

I cool hunter non sono profeti né sensitivi, bensì persone in grado di parlare il linguaggio del nostro tempo, di vedere e cogliere segni che apparentemente sembrano nascosti. Sanno muoversi tra i vari dispositivi culturali di cui la società dispone, sanno interpretarne i ritmi. Il loro compito è essenzialmente catturare il messaggio latente e decodificarlo, dare risalto a qualcosa che già esiste ma che non è ancora un bisogno, un desiderio determinato.

Questa pratica, a metà strada tra l’antropologia e l’analisi di marketing, è ormai utilizzata da moltissime aziende che hanno bisogno di cogliere in anticipo le tendenze del mercato. E’ quel che fanno tanto gli uffici marketing di un’impresa, quanto le agenzie di cool hunting o gli istituti di ricerca – e credetemi, sono tanti !

E’ il cambiamento degli scenari socio-culturali che lo ha voluto e, il sistema non ha fatto altro che adeguarsi. Così come è accaduto con il guerrilla marketing, il viral marketing e lo stickering: cambiato il consumatore e il suo linguaggio, è cambiato anche l’approccio dei brand e il loro linguaggio. Non esistono più target, ma singole personalità, o nei casi più fortunati tribù, da decodificare e capire, per poi farsi capire.

Il vero significato del fare cool hunting non è andare alla ricerca della figata del momento ma, entrare nella società, calarsi all’interno e dall’interno capire qual è il linguaggio più adatto per comunicare con essa. Al di là di ciò che è o non è cool!

Non possiamo più pensare di intenderla in questo modo. Quel meccanismo di presunto spionaggio non è più al passo coi tempi. Il vero cool hunting, se abbiamo accettato di chiamarlo così, muta col mutare dei tempi e oggi, quando tutto si muove ormai alla velocità della luce, dobbiamo spazzar via il cool hunter-guru e decretarne la morte, anzi, considerare l’idea che probabilmente siamo già tutti potenziali cool hunter!

La Rete, grazie alla gente che ha voglia di dire, scoprire e passare informazione e conoscenza il prima possibile e ovunque nel mondo e grazie, anche, alle sue caratteristiche di condivisione e collaborazione del sapere, ha reso accessibile a tutti le medesime informazioni. In qualsiasi momento vogliamo, tutti noi, abbiamo accesso agli stessi mezzi e alle stesse modalità di comunicazione e, il più delle volte, il nostro modo di agire somiglia molto al fare cool hunting!

Ora, se volete chiamarli cool hunter, fatelo pure – anche per il piacere di coloro che vi diranno: Cul-…che? Ah ah ah! – ma tenete bene a mente quanto detto fin ora cercando di dare il giusto peso e il giusto significato al tutto.

Da Kokoro, con l’umile intento di far chiarezza.

Approfondimenti

Per leggere di più sull’argomento, per sapere chi pratica ufficialmente cool hunting, quali sono le agenzie e gli istituti di ricerca più conosciuti e chi sono i big clients che se ne servono, date uno sguardo ai links qui sotto.

Articoli

Agenzie di Cool Hunting e Istituti di Ricerca

Cool Hunting in Rete

STREET TV – Dagli anni '70 all'esperienza di FiuggiTV: Riappropriamoci dell'etere !

Street TV - Nasce Fiuggi TV, emittente televisiva indipendente

Oggi nell’era dell’immagine della BITgeneration, si sta diffondendo negli ultimi anni un nuovo ma tanto simile fenomeno, quello delle Street TV, piccole, piccolissime emittenti televisive che stanno nascendo ovunque. E ancora una volta a distanza di trent’anni Fiuggi non rimane a guardare e l’etere ciociario torna ad essere al servizio dei cittadini.

Nell’estate 2006 nasce sotto mia iniziativa e di altri tre ragazzi FiuggiTV.

FiuggiTV come tutte le altre telestreet, è una televisione fai da te dotata di limitata capacità di trasmissione ( il cui raggio di azione varia dai 500 metri ai 3 km, in maniera tale da non invadere quelle già esistenti ) e, quindi, visibile solo in piccole aree: è per questo che vengono anche dette TV di strada o TV di quartiere.

Sostanzialmente, si trasmette sfruttando coni d’ombra ( porzioni di etere topograficamente non raggiungibili dal segnale TV dell’emittente proprietaria, buchi che si creano in spazi molto ridotti a causa della portata ottica del segnale televisivo che quando incontra ostacoli s’oscura ) in quanto al giorno d’oggi non esistono frequenze libere e si và quindi ad occupare parti di quelle esistenti cercando di non oscurarle.

E’ chiaro, dunque, che si trasmette in una situazione di semi-illegalità per la legge italiana, in quanto la riforma del sistema radiotelevisivo del ’90 ( legge Mammì 1990, n. 223 ) ha già provveduto all’ assegnazione delle frequenze e al giorno d’oggi, con il passaggio al digitale terrestre, si è aperto un grande dibattito che verte sull’analisi del monopolio Rai-Mediaset, la critica del messaggio televisivo, la commercializzazione della TV ed il concetto di costo-contatto dei telespettatori.

Per questo motivo negli ultimi anni a molte TV locali pirata è toccata una cattiva sorte perché su di loro ha gravato la falce legislativa facendo tabula rasa su tutte quelle esperienze televisive ritenute scomode.

E’ questo il caso di Orfeo TV di Bologna ( la capostipite di tutte le street TV ). La stessa sorte è toccata a Disco Volante TV di Senigallia gestita da una redazione in parte formata da portatori di handicap ed anche a Telefabbrica, organo di informazione degli operai Fiat di Termini Imprese, in Sicilia.

Nonostante tutto, oggi siamo in più di 200 emittenti su tutto il territorio nazionale, tutte unite attorno ad un movimento che si è raccolto sul sito Telestreet.it e siamo decisi nel fare controinformazione rischiando a tutte le ore di essere oscurate.

Piccole ma, numerose, TV libere di informare, basta sintonizzarsi !

Ed ora per voi, il kit del piccolo attivista mediatico di facile e pratica istallazione d’uso. Seguite attentamente le istruzioni:

1. Mettete da parte circa 1000 euro;

2. Trovate una frequenza libera, facendo zapping tra i canali esistenti e cercatene uno che non trasmetta nulla intorno alla vostra città-paese;

3. Armatevi di un trasmettitore che va assemblato unendo un modulatore ( dal quale viene emesso il flusso televisivo ), un amplificatore ( che invia il segnale all’antenna ) ed un alimentatore;

4. Montate un’antenna a pannello che deve essere posta in un punto ( più alto è, meglio è ! ) visibile a tutta la zona da coprire;

5. Procuratevi un PC per lavorare ed uno per trasmettere;

6. Recuperate un monitor per la preview;

7. Fornitevi di una telecamera.

E tante, tante, tante idee… buon lavoro !!!

Articolo originale di API

VIRAL SITE – Fiat500.com: 500 Wants You per la campagna online più innovativa di Fiat

Una piattaforma multimediale ed interattiva è stata realizzata e sviluppata dalle agenzie di Leo Burnett e Arc per realizzare un progetto che si annovera tra i più innovativi.

Un laboratorio online dove contribuire, in modo creativo ed originale, alla costruzione non solo del concept delle linee e accessori della nuova 500 ma, anche di un vero e proprio 500 lifestyle che si concretizza nelle diverse sezioni del sito della Fiat500.

Il sito web ha ricevuto anche il prestigioso premio della VII edizione dell’ Interactive Key Award per essersi distinto per originalità, creatività e uso innovativo della tecnologia nella categoria trasporto ed energia.

Per costruire in 500 giorni la nuova Fiat 500, c’è bisogno di te, saliamo a bordo di Fiat500 e scopriamo tutte le sezioni.

Fiat_500_1

La prima sezione del sito Speak 500 è il primo corso internazionale di “500”, per imparare a pronunciare correttamente 500 in tutte le lingue del mondo.
Cliccando sulle varie nazioni si ascolta la parola 500 in tutte le lingue, è possibile anche registrare una propria versione della parola 500, sarebbe molto divertente inserire anche qualche versione del dialetto italiano…a buon intenditor…

Fiat_500_speak

La seconda sezione Jingle Box, è un player musicale grazie a cui gli utenti possono improvvisarsi musicisti, componendo la propria colonna sonora per la homepage. E’ possibile interagire con una vera e propria consolle da DJ dove selezionare e mixare numerose basi musicali, effetti sonori e oltre 70 claim vocali ( in italiano e inglese ). I jingle così creati si potranno ascoltare immediatamente, decidere di inserirli nell’archivio del sito e perfino scaricarli sul proprio computer come file MP3 ( quindi sarà anche possibile trasferire le proprie creazioni sul proprio cellulare o lettore MP3 ).

Fiat_500_JingleBox

La sezione Facce da 500 è tra le più simpatiche: invia una tua foto e troverai sicuramente qualcosa di te che ha a che fare con Fiat 500.

Facce_da_500

Con 500 ciak you si è potuto partecipare ad un concorso che scade oggi, 15 novembre, con un video ispirato a 500: 90 secondi per liberare la creatività raccontando con ironia, ottimismo e spensieratezza una nuova 500. Le iniziative sono sempre tante: niente paura se ve ne siete persa qualcuna, tenetevi aggiornati consultando la sezione.

Le altre iniziative che troverete sono:

Home Page Redesign – Ridisegna l’homepage di 500 Wants You: crea o scegli la soluzione di design che senti più tua;

500logia – Libera i tuoi ricordi, pensieri ed emozioni nella prima enciclopedia online dedicata a 500, a quello che era e a quello che sarà.

Dulcis in fundo, il vero punto forte del sito: il Concept Lab. Il primo virtual showroom dove si può giocare, sperimentare e accessoriare la Concept Car Fiat vedendo in tempo reale come si presenterebbe con la personalizzazione scelta.

Vi piace quella che ho scelto per me ?

ConceptLab_500

I numeri della campagna 500 Wants You

Dal comunicato stampa emesso da Fiat il 14 ottobre 2006 apprendiamo che sono state:

Viste 10.000.000 di pagine;

Raccolte, tramite il Concept Lab, oltre 130.000 configurazioni, punti di accessori e personalizzazioni del nuovo modello;

Inviate 17 proposte di homepage;

Uploadate 370 ‘Facce da 500’, un gioco che invitava le persone a interpretare con un’espressione del volto un particolare a scelta della 500.

I complimenti più sentiti a Fiat e alle agenzie Leo Burnett e Arc per la realizzazione di questa splendida ed innovativa campagna.

La mascotte vincitrice del concorso Fiat 500

SOCIAL MARKETING – Nous-Tous.com: Non facciamoci infettare dal sentito dire !

Social Marketing - Nous-Tous.com Campagna Virale contro la disinformazione sull’ AIDS

In Francia l’Istituto Nazionale per la Prevenzione e l’Educazione della Salute – INPES – ha dato il via ad una campagna di prevenzione all’AIDS e alle malattie sessualmente trasmissibili ( IST ).

Il programma dell’ INPES si iscrive perfettamente negli orientamenti definiti dal ministero della sanità e si prefigge di:

1. Mantenere un alto livello d’informazione e di prevenzione dell’Hiv e delle Ist nella popolazione generale e particolarmente nei giovani;

2. Promuovere i comportamenti preventivi nelle popolazioni e nelle zone prioritarie;

3. Sostenere le persone sieropositive nel mantenimento della loro vita sociale, emozionale e sessuale.

INPES, infatti, sta portando avanti più campagne sociali contemporaneamente, rivolte ai giovani, agli omosessuali, agli stranieri, alle prostitute, e a chi ha già contratto il virus. Nel sito potete trovare le azioni specifiche assegnate a vari dispositivi di comunicazione; alcune già diffuse ( legate a siti web, fanzine, affissioni e riviste specifiche ) altre, invece, pronte a partire dall’ 1 Dicembre 2006.

In particolare, la campagna rivolta agli omosessuali, mette in luce le situazioni durante le quali possono essere commessi errori in materia di prevenzione, spesso dovuti a passa parola sbagliati o disinformazione, così da far riflettere ciascuno su cosa, in realtà, influenza un determinato comportamento.

Tre sono i rumours – le voci di corridoio – ai quali INPES ha dato risalto:

1. Protect yourself from bollocks – Rumour: I can get away with anal sex without a condor ( Nel sesso anale si può anche fare a meno del preservativo );

2. Protect yourself from word of mouth – Rumour: Barebacking when HIV+ is not risky ( Non è un rischio non proteggersi quando si è già sieropositivi );

3. Don’t let yourself be infected by hearsay – Rumour: A blowjob without condom is not risky ( La fellatio senza preservativo non è un rischio ).

La campagna partirà a Dicembre coinvolgendo vari media: quotidiani, riviste specializzate, posters, webzine, oltre naturalmente ad un simpatico sito che, attraverso immagini molto esplicative è in grado di aiutare anche le menti più ostinate.

Sono pronti, inoltre, manifesti per la lotta contro la discriminazione delle persone sieropositive, rivolte questa volta al grande pubblico, con un claim davvero interessante:

Perché siete voi ad aver paura se sono io ad essere sieropositivo ?

Insomma, quelli dell’INPES si son dati un gran da fare, bisogna ammetterlo, e se andrete sul sito potrete vedere molte altre immagini, link, video, slogan, davvero interessanti. Un dieci e lode anche alla BETC EuroRSCG, l’agenzia pubblicitaria che ha curato questo progetto, per averci fatto pensare ad un caso in cui il passaparola può essere…davvero virale !

Social Marketing - Nous-Tous.com Campagna Virale contro la disinformazione sull’ AIDS

Social Marketing - Nous-Tous.com Campagna Virale contro la disinformazione sull’ AIDS

Social Marketing - Nous-Tous.com Campagna Virale contro la disinformazione sull’ AIDS

CUBA: Il marketing della cicala vs. il marketing della formica

Cuba - Il Marketing della Cicala e quello della Formica

La nostra presenza ha riscosso grande successo tra i giovani. Eravamo gli unici a parlare di Marketing, una disciplina troppo legata al selvaggio sviluppo capitalistico che, come si sa, qui non è visto di buon occhio. Il problema maggiore con cui devono scontrarsi i giovani studiosi è che a fronte di una conoscenza teorica del marketing molto forte è difficile per loro riuscire a costruire modelli pratici che possano avere senso in un contesto economico-politico come quello cubano.

Sembrerebbe però che l’approccio del Marketing Mediterraneo possa aiutare i cubani a costruire un quadro operativo su cui impiantare delle concrete azioni di marketing. Un approccio latino utile a costruire un marketing che pur basandosi su solide basi scientifiche possa essere coerente con l’identità culturale dell’Isola ! Magda Rivero, ordinaria di Marketing alla Facoltà di Comunicazione dell’Università de La Habana ha accolto con grande entusiasmo le nostre visioni, tanto da invitarci a tenere delle lezioni durante il suo corso. Abbiamo incontrato i ragazzi del primo e del quarto anno, tutti molto intelligenti ed avidi di informazioni e, soprattutto, di collaborare in qualche modo alle nostre ricerche. In questi giorni con il decano della facoltà, Julio Garcìa Luis, ci organizzeremo per siglare un protocollo d’intesa. Ve ne daremo notizia.

Per quanto riguarda invece tutte le vostre mail che mi arrivano chiedendomi di Cuba, i cubani, la situazione politica, etc…, credo di volere astenermi da ogni retorica considerazione. Finirei per dire le solite banali cose di chi guarda per pochi giorni e con superficialità ad un sistema complessissimo. E questo accadrebbe a prescindere dalla posizione che decidessi di prendere su questa discussione.

Piuttosto, ho piacere di riportarvi un’emozione che ho vissuto ieri sera e che mi ha aperto gli occhi su uno degli aspetti più belli della “cubanità”. Ma per farlo devo tornare indietro di qualche anno quando alle scuole elementari per la prima volta ascoltai la favola della cicala e della formica:

Durante l’estate la cicala era felice e passava il suo tempo a cantare e suonare spensieratamente mentre le formica, al contrario, lavorava alacremente per prepararsi all’inverno.

Finita l’estate, venne il freddo che, con la scarsezza di cibo, mise in serio pericolo la vita della povera cicala, la quale per salvarsi bussò alla porta del formicaio.

Dall’interno le formica rispose: ”ricordi quando suonavi e cantavi in estate mentre io pensavo al lavoro ? Invece, avresti dovuto pensare al futuro e spendere un pò del tuo tempo a prepararti per l’inverno !”. FINE.

Sono stato sintetico, ma la favola era pressappoco questa. Ricordo con vivida memoria che, impaurito, chiesi alla mia maestra che fine avesse fatto poi la cicala. Mi rispose che, poverina, morì di freddo ?!?!

MAMMAMIA ! Pensate che trauma per me bambino/cicala ascoltare questa frase. Un trauma così grande che quando ieri sera una mia amica, una professoressa cubana, iniziò a raccontare ad un bambino habia una vez cigarra y hormiga… iniziai a raggelare dalla paura. Ve lo giuro !

Bè, fortunatamente ho scoperto che la favola qui è la stessa, ma il finale è diverso. La morale è rivolta sempre alla cicala ma con mezzi diversi: quando bussa alla porta del formicaio la risposta che ha è del tipo: ”ricordi quando suonavi e cantavi in estate mentre io pensava al lavoro ? Bè, lo facevo per avere la possibilità di poter dividere qualcosa anche con te. Entra pure !”

VIRAL VIDEO – Up To 69: Continua la campagna Stop Violence Against Women di Amnesty International

È online il secondo video virale della campagna Stop Violence Against Women realizzata dall’agenzia Cake Group per Amnesty International.

Noi del Clan di NinjaMarketing.it abbiamo l’onore e la fortuna di presentarvi in anteprima mondiale il nuovo video virale intitolato Up To 69.

Amnesty International, con la campagna Stop Violence Against Women si è prefissa l’obiettivo di mostrare al mondo che la violenza domestica non è solo un problema privato, ma una violazione dei diritti umani delle donne.

Alla Cake Media è stata commissionata una campagna stampa e virale che inducesse le persone a fermarsi, pensare e rilevare che la violenza domestica è un problema che cresce intorno a noi. La campagna dimostra che il problema della violenza domestica non ha confini geografici e che è diventato un problema globale a cui bisogna por fine.

Alla Cake sono stati affidati il concept, la creatività, il copywriting e il seeding della campagna virale, mentre i clip sono stati prodotti dall’agenzia Stink Tv , già premiata con vari award per le sue creazioni.

La campagna è composta da due video clip, diretti da Martin Krejci, il primo dei quali è stato intitolato One Man Fight.

Jez Jowett, noto Direttore del reparto Digital Media della Cake, commenta:

One Man Fight ha lo scopo di indurre lo spettatore a credere che sta guardando il remake di una scena di un film, Ranging Bull o Fight Club, per esempio. Ma il passaggio da una scena in un’ambiente molto underground alla vita domestica riporta potentemente alla realtà, dove le donne sono picchiate quotidianamente senza distinzione di razza, lingua e paese di provenienza”.

La seconda video clip intitolata Up To 69 è già visibile online.

Al riguardo Jowett aggiunge:

“Indurrà lo spettatore a realizzare che la violenza domestica non è un problema privato e non può, non deve, essere ignorato.”

La campagna è lanciata a livello internazionale. Le clip saranno visibili on line per due mesi, mentre la campagna su stampa procederà simultaneamente durante questo mese.

Amnesty International è l’ultima organizzazione a entrare a far parte della ricca famiglia dei clienti della Cake, che già annovera grandi imprese del calibro di Nintendo, Reebok, PG Tips, Motorola, Carling e Bacardi.

Credits – “Stop Violence Against Women” Print Campaign

Photographer – David Oldham at Lisa Gorman Agency

Models – Darren Wardle at Reality Check, Sarah Reeves at Ugly

Make up artist – Phyllis Cohen

Art Direction – Simon Moore Cake

VIRAL SITE – ShaveEverywhere.com: Philips presenta l’uomo accappatoio

Viral Site - ShaveEverywhere.com by Philips

La chicca di questo sito, realizzato con una efficace e gradevole animazione in flash, è l’apparizione di ortaggi e frutta per sostituire le parole e gli argomenti di rasatura più osè.

A volte i bip che coprono le parole tabù durante la descrizione del protagonista dell’animazione sono così tanti e così ben accompagnati dalle relative immagini ortofrutticole che capita veramente spesso di perdere il filo del discorso.

Ma, tuttavia, non credo che il discorso articolato e complesso dell’uomo accappatoio e queste apparizioni vegetali abbiamo come scopo quello di supportare la descrizione del prodotto.

Le sezioni del sito sono davvero varie e divertenti e svolgono ognuna un compito diverso:

• Il Test Drive, ti aiuta a prendere la mano per imparare a rasare bene;

• I Testimonials, sono una serie di messaggi lasciati in segreteria dalle donne conquistate dall’uomo accappatoio;

• L’Optical Inch per fare un bell’esame oculistico.

In aggiunta ci sono una sezione che presenta un video musicale, info su dove acquistare e altre sezioni divertenti che lascio a voi il compito di scoprire.

Ragazzi, mi raccomando vi voglio affascinanti e ben rasati, con Philips Bodygroom naturalmente.

Viral Site - ShaveEverywhere.com by Philips

Viral Site - ShaveEverywhere.com by Philips

Viral Site - ShaveEverywhere.com by Philips

VIRAL VIDEO – I video virali sono il futuro dell'advertising online ?

Libero si sta concentrando su nuove e più innovative soluzioni di marketing e pubblicità.

Il successo della sezione dei Video di Libero ha fatto scattare un alert sulle potenzialità ed i canali di diffusione di questi video pensati per essere comunicazioni commerciali ma, con l’obiettivo di diffondersi in modo del tutto spontaneo – come un virus – tra coloro che li avessero accolti positivamente perché divertiti o particolarmente interessati.

Il test effettuato da Libero su sei clienti-aziende interessate a presentarsi con queste forme di comunicazione ha generato grande interesse ed entusiasmo degli stessi per i risultati ottenuti.

Secondo Antonio Converti:

Il filmato costituisce un meccanismo di comunicazione più potente anche delle altre forme di comunicazione online come il banner, la quantità di informazioni che un video veicola è superiore a qualunque altro formato e questo fa sì che gli utenti siano più ingordi.

Appuntamento all’8-9 Novembre 2006 allo IabForum di Milano per scoprire maggior dettagli sui risultati del test di Libero certificato Nielsen//NetRatings.

GUERRILLA – Discovery Channel e il cornetto rosso di Vivo Per Miracolo

Guerrilla - Discovery Channel e il corno rosso di Vivo Per Miracolo

Una nuova versione della macchina di Santa Rosa, una manifestazione di solidarietà orchestrata da Vanna Marchi e figlia o semplicemente una rivisitazione postmoderna della processione Patronale di San Nicola ?

Rammaricata per gli amanti delle sagre e delle feste patronali, un po’ meno per i fans della famiglia Marchi, ma non si tratta di questo !

L’ingombrante e imponente cornetto rosso è insieme il concept e la mega installazione che il team creativo dell’agenzia Proximity Italia ha orchestrato e pianificato a supporto della nuova serie in onda su Discovery Channel: Vivo Per Miracolo.

In onda ogni mercoledì alle ore 21:00, il nuovo serial ci narrerà in puro stile Discovery, storie d’impatto di un’ora ciascuno che offrono agli spettatori la possibilità di vivere forti emozioni attraverso il racconto in prima persona dei sopravvissuti e poveri malcapitati che rivivono le loro esperienze incredibili di sopravvivenza in situazioni estreme.

Da qui la scelta del visual, ricaduta sull’immagine di quello che, per molti italiani, è considerato un antidoto contro la sfortuna, il cornetto rosso e che, dal punto di vista della comunicazione, rappresenta un modo divertente per sdrammatizzare l’impatto emotivo di situazioni ad alta tensione, come quelle trattate nelle puntate di Vivo Per Miracolo.

Dopo Lost, e dopo quest’ultima produzione firmata Discovery Channel tocca davvero armarsi di cornetti rossi.

Occhio al malocchio !

Guerrilla - Discovery Channel e il corno rosso di Vivo Per Miracolo