Employer branding - guida aggiornata al 2022

Employer branding: guida aggiornata al 2022

L’employer branding, con il tempo sta acquisendo sempre maggiore importanza per le aziende perché rappresenta una parte fondamentale del processo di assunzione e fidelizzazione. Sono infatti sempre di più le aziende che ormai colgono il valore, le potenzialità e i benefici nell’implementare una buona strategia di employer branding.

Prova dell’importanza di applicare una buona strategia di employer branding è nel fatto che se questa non è stata ideata, nonostante ciò, il tuo Employer Brand esiste comunque e viene sperimentato ogni giorno da coloro che sono all’interno e all’esterno della tua azienda. 

Senza una strategia ben strutturata è quindi possibile che il tuo marchio venga percepito in modo diverso rispetto a come desideri e questo aspetto non è da sottovalutare in un contesto come quello attuale in cui la reputazione di un’impresa è un fattore più che mai importante.

Ma cosa intendiamo quando parliamo di employer branding? E perché è importante?

L’employer branding si traduce nei valori, gli approcci e la personalità della tua organizzazione rappresentando quindi tutto ciò che l’azienda ha da offrire ai suoi collaboratori ed è da ritenere estremamente importante per le aziende perché apporta molteplici benefici, primo fra tutti la possibilità di attirare i talenti migliori e di trattenere quelli già parte dell’azienda.

Ma vediamo insieme i diversi aspetti per cui è importante avere una strategia di employer branding.

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Perché è importante avere una strategia di employer branding

Secondo una ricerca di Randstad infatti, l’86% delle persone non farebbe domanda per lavorare o continuare a lavorare per un’azienda che ha una cattiva reputazione, mentre  secondo un recente studio di LinkedIn ha dimostrato che oltre il 75% delle persone in cerca di lavoro fa ricerche sulla reputazione di un’azienda prima di procedere alla candidatura.

Se questo dato non bastasse a comprendere l’importanza di strutturare una buona strategia di employer branding è bene sapere che attraverso questa è possibile per le imprese ottenere anche diversi benefici. 

Tra i fattori più evidenti dei vantaggi acquisibili grazie ad una strategia di employer branding troviamo i seguenti motivi:

  • serve a costruire una buona reputazione
  • è utile per attirare i talenti migliori grazie ad una maggiore attrattività del datore di lavoro 
  • è essenziale per la crescita aziendale
  • crea una maggiore motivazione tra i dipendenti esistenti che si vedono legati ai valori del marchio
  • offre una forza lavoro sostenitrice e promotrice in maniera attiva del marchio
  • attira nuovi potenziali clienti grazie alla promozione attiva dei dipendenti
  • riduce del 28% il tasso di ricambio dei dipendenti
  • riduce i costi legati all’assunzione di nuovi talenti 
  • velocizza il tempo di assunzione
  • permette di ottenere il 50% in più di candidati qualificati
  • offre una visione comune della direzione da seguire chiara e unificata
  • permette una riduzione del 50% dei costi di assunzione

infografica employer branding

Fonte immagine: Linkedin

Come si sviluppa una strategia efficace di employer branding

Seppure è bene sottolineare come sviluppare una strategia di Employer Branding assuma un’importanza ed un valore maggiore nel caso delle grandi aziende che necessitano di procedere ad un alto numero di assunzioni, è comunque sempre consigliabile adoperarla per accertarsi che la propria impresa abbia una buona reputazione.

Come detto in precedenza infatti, sia che la si adotti oppure no, la tua azienda svilupperà comunque sia una reputazione. Meglio dunque che sia costruita nel migliore dei modi ed in modo consapevole.

Come si sviluppa una strategia efficace di employer branding quindi?

Pianificare, sviluppare e implementare una strategia di employer branding  non è un compito facile. Per farlo è quindi bene puntare ad alcuni obiettivi, attraverso cui offrire una proiezione della propria impresa esattamente come si desidera che sia.

Gli elementi principali da tenere in considerazione, ovvero gli obiettivi da raggiungere sono definiti da tre passaggi:

  • creare una distinzione positiva della propria offerta rispetto a quella dei competitor 
  • offrire buone motivazioni per cui si dovrebbe voler lavorare nella propria organizzazione
  • mostrare i modi in cui il marchio si sta sviluppando e rafforzando nel tempo

Prima di sviluppare la strategia in base agli obiettivi definiti è bene però partire seguendo alcuni step precisi, utili a darci una visione della situazione da cui si sta partendo.

Ecco allora punto per punto 10 step da seguire per sapere cosa fare per sviluppare una strategia di employer branding.

guida aggiornata all'employer branding, come attrarre i talenti

Definisci gli obiettivi

Il primo punto non poteva che essere la definizione degli obiettivi, ovvero cosa si vuole ottenere attraverso la strategia che si mette in atto, perché sarà proprio in base alla definizione di questi che si potrà andare a costruire una strategia che includa i passaggi  necessari per ottenere quanto desiderato.

Tra i possibili obiettivi che con una strategia di employer branding è possibile ottenere troviamo:

  • attirare maggiori candidati e più in linea con la ricerca
  • migliorare il coinvolgimento online
  • aumentare il livello di consapevolezza del brand
  • trasmettere fiducia ai candidati 
  • ampliare la visibilità degli annunci di lavoro inseriti sul sito
  • attrarre candidati dai canali social 
  • aumentare la percentuale di candidati che accettano la posizione offerta
  • ridurre i costi relativi alle spese dei dipendenti che lasciano la posizione
  • ridurre i costi e i tempi necessari a provvedere alle nuove assunzioni

Verifica la percezione del marchio

Per verificare la percezione che le persone hanno del tuo marchio è necessario un controllo approfondito che può essere fatto in diversi modi e attraverso diversi canali.

Tra i posti da esaminare ci sono:

  • i siti di recensioni in cui le persone lasciano i loro giudizi sull’azienda e sulle sue politiche
  • i social media attraverso cui tenere traccia delle menzioni ricevute dalle persone che parlano dell’azienda
  • i feedback dei dipendenti ottenibili attraverso sondaggi o riunioni aperte per identificare i problemi da risolvere per riuscire ad attrarre e trattenere nuovi talenti
  • alert di Google che è possibile impostare con il nome del marchio per essere avvisati con una mail ogni qualvolta il nome del marchio viene fatto sul web 

Definisci il tuo candidato ideale

Conoscere chi è il candidato ideale è uno step fondamentale per sapere con chi si sta comunicando e per farlo è bene sapere alcune informazioni rilevanti quali:

  • la personalità che hanno
  • le cause che hanno a cuore
  • le motivazioni che spingono le loro scelte
  • le loro fonti di informazioni
  • i ruoli desiderati
  • da chi sono influenzate le loro decisioni
  • attraverso quali canali cercano lavoro (social media, siti di annunci di lavoro…)
  • cosa li spinge a cambiare lavoro
  • come cercano lavoro (attivamente o passivamente)

Questi dati sono una fonte di informazioni molto utile da impiegare nella costruzione di una strategia di employer branding sviluppata per attirare in questo modo candidati più profilati, ottenendo così talenti in linea con la ricerca fatta e una diminuzione del tempo dedicato alle assunzioni.

Stabilisci gli elementi distintivi della tua azienda

Gli elementi che contraddistinguono la tua azienda sono un elemento fondamentale da individuare e da mostrare per la creazione di una storia relativa al tuo marchio che raccolga i valori aziendali,  le responsabilità sociali e la cultura della stessa.

Un’analisi della concorrenza è in questo senso essenziale per avere un quadro degli elementi da cui è possibile differenziarsi rispetto ai competitor e attraverso cui costruire una propria ed unica strategia.

Scegli i canali attraverso cui promuovere il tuo Employer Branding

I canali scelti per raggiungere e comunicare con i potenziali candidati sono un altro elemento importante da valutare nella costruzione di una strategia e per fare una scelta adeguata è necessario conoscere quali sono i canali a cui questi si collegano così da ottimizzare la propria strategia che potrebbe prevedere ad esempio una comunicazione attraverso:

  • sito Web
  • campagne adv sui media
  • social media
  • i dipendenti attuali dell’azienda
  • inbound recruiting

Crea la tua proposta di valore

La proposta di valore si traduce nella promessa che l’azienda fa ai dipendenti attuali e a quelli futuri e rappresenta il valore aggiunto che si va a costruire nonché la possibile motivazione che si offre ai talenti e per cui dovrebbero voler lavorare nella tua azienda rispetto a quella della concorrenza.

Affinché la proposta di valore sia motivante per i candidati dovrà quindi includere i maggiori interessi manifestati degli stessi e tra questi elementi troviamo:

  • opportunità di crescita
  • Indennità ferie
  • cultura aziendale
  • Benefici sanitari
  • flessibilità degli orari di lavoro
  • flessibilità delle modalità di lavoro (smart working, ibrido)
  • Bonus
  • ambiente confortevole
  • inclusività
  • momenti di team building
  • beneficenza e responsabilità d’impresa

Per costruire una proposta di valore valida inoltre bisognerà partire dal porsi le giuste domande:

  • perché i tuoi collaboratori hanno scelto te?
  • perché decidono di restare nella tua azienda?
  • quali sono gli elementi da loro più apprezzati?

Partendo dal porsi queste domande e includendo le motivazioni principali che spingono un candidato a scegliere un’azienda rispetto ad un’altra, definire un’offerta di valore risulterà molto più semplice.

Investi nella formazione del tuo team

Sostituire i dipendenti costa molto alle aziende, nello specifico secondo uno studio di Employee Benefits News sulla fidelizzazione dei dipendenti, il costo medio della perdita di un dipendente corrisponde al 33% del loro stipendio annuale.

Questo aspetto può però essere controllato offrendo le giuste opportunità di crescita al team attraverso piani di formazione. I dipendenti che si vedono crescere durante la loro permanenza in un’azienda sono infatti più portati a rimanerci. Corrisponde infatti al 20% in più la possibilità che i dipendenti rimangano nelle loro aziende tra un anno se ottengono da queste una formazione.

Ottieni feedback dai dipendenti creando advocacy internamente

Avere un feedback da parte dei dipendenti è fondamentale per migliorarsi e per far sì che i dipendenti sentendosi ascoltati rimangano in azienda. Secondo TINYpulse infatti, i dipendenti che non si sentono a proprio agio nel poter fornire un feedback hanno il 16% di probabilità in meno di rimanere nelle loro aziende.

Per dar voce ai dipendenti e avere da loro un feedback è possibile fare riunioni regolari o focus group con persone selezionate. Così si avrà modo di conoscere gli aspetti importanti per i dipendenti e regolare la propria strategia per andare incontro a questi.

I tuoi dipendenti inoltre non solo devono potersi esprimere senza timore ma devono essere i primi a credere nella strategia aziendale, affinché questa possa essere reputata credibile dai tuoi possibili candidati.

La promozione attiva dell’azienda fatta dagli stessi dipendenti ha infatti un valore maggiore rispetto a quella autoreferenziale dell’azienda e risulta sempre uno strumento molto potente da utilizzare per la promozione del marchio e per attirare nuovi talenti. Secondo una statistica di Linkedin infatti,  i candidati si fidano dei dipendenti tre volte di più rispetto ai datori di lavoro. Appare dunque chiaro come i dipendenti dell’azienda abbiano un ruolo cruciale in ogni strategia e come sia importante imparare a sfruttarne le potenzialità nel migliore dei modi.

Prevedi il formato video nella tua strategia

Per comunicare trasmettendo le emozioni e l’esperienza di lavorare in un determinato post, i video rappresentano il mezzo migliore, perché a differenza dei testi che un candidato può leggere sui siti, questi riescono meglio delle parole scritte a coinvolgere lo spettatore e a trasmettere il messaggio che l’azienda vuole che venga comunicato, dando anche un volto all’azienda, che specialmente nei casi delle aziende più grandi difficilmente si riesce a dare.

Perciò il suggerimento è quello di integrare sempre i video all’interno della propria strategia di employer branding.

Valuta il successo della tua strategia

Valutare la propria strategia esaminando il successo delle iniziative di employer branding in atto rispetto ai KPI predefiniti, è un passo magari scontato ma a cui bisogna riservare la giusta importanza, infatti è l’unico modo per valutarne i benefici e per decidere se implementarne alcuni aspetti al fine di migliorarne le performance.

Per fare una corretta valutazione è bene prendere in esame tre fattori:

  • Consapevolezza, ovvero capire quante persone conoscono il tuo marchio e quale opinione hanno in merito a questo
  • Attrazione, visibile dall’attrazione che il tuo marchio esercita sui candidati, il cui metro di misura corrisponde al numero dei candidati che si è riusciti ad attrarre e dalle qualifiche di questi
  • Esperienza, cioè l’esperienza che i dipendenti hanno del marchio, va monitorata per essere migliorata, poiché con l’aumento della consapevolezza del marchio, a crescere ci saranno anche le aspettative a cui l’azienda andrà incontro

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guida 2022 all'employer branding

5 esempi di employer branding di successo

Un esempio per lo sviluppo di una strategia di employer branding al fine di vedere i passaggi seguiti e i benefici ottenuti sono le tante e diverse imprese che in tutto il mondo continuano a  massimizzare in modo costante il loro potenziale al fine di attrarre, riuscire a reclutare e trattenere i talenti migliori disponibili, ma anche i dipendenti già assunti.

Per farlo usano i loro messaggi, che vedremo nel dettaglio, per trarre ispirazione dal loro operato. Ecco 5 esempi di employer branding di successo.

Vodafone

Vodafone ha compreso la propria mancanza relativamente ad alcune aree, perciò per meglio comprendere le possibilità di miglioramento, ha deciso di indagare sul sentiment che le persone avevano sviluppato nei confronti dell’azienda.

Per farlo ha utilizzato un approfondito sondaggio svolto su ben 40.000 persone ed attraverso questo strumento ha avuto modo di ottenere utili dati da utilizzare per una proposta di valore nuova e più efficace allo scopo di attrarre talenti nuovi ed esistenti.

L’Oreal

L’Oreal ha sfruttato la grande visibilità ottenuta da tutto il mondo grazie ai 300.000 follower su LinkedIn per mostrare le storie e le capacità dei membri del suo team.

Attraverso questa tattica l’Oreal ha potuto far vedere ai potenziali candidati le opportunità lavorative disponibili nell’azienda e ha utilizzato le stesse voci dei suoi dipendenti per farlo, che come ormai assodato hanno un valore percepito maggiore rispetto a quella aziendale, perché riescono a creare maggiore fiducia nel marchio.

Google

Google rappresenta un ottimo esempio di employer branding e la prova sono i circa 3 milioni di curriculum che ogni anno Google riceve dai candidati. Questo ottimo feedback ricevuto dai candidati è il frutto di diversi aspetti che caratterizzano la strategia di Google, tra cui:

  • l’ottimo approccio ai dipendenti
  • la bravura nel costruire una proposta di valore forte
  • i diversi vantaggi come lo spazio di lavoro in stile campus

Un modo per mostrare tutti questi aspetti ai candidati potrebbe essere quello di organizzare un open day pubblicizzandolo sui diversi canali presidiati, nel quale studenti e potenziali candidati possono avere l’occasione di vedere come potrebbe essere la loro vita lavorativa all’interno dell’azienda  visitandola e parlando con i dipendenti.

Hubspot

Elementi che contraddistinguono Hubspot e su cui basa la sua strategia di employer branding sono:

  • una cultura aziendale divertente
  • flessibilità degli orari di lavoro
  • rimborso delle tasse scolastiche

Unitamente a questo, Hubspot si differenzia dalle altre aziende per il suo modo di approcciarsi ai propri follower sui canali social, in quanto tende a incoraggiare chi li segue a lasciare commenti utili da usare come punto di partenza per ispirare i futuri contenuti.

Heineken

La strategia di employer branding attuata da Heineken riserva molta importanza all’aspetto visivo, infatti nel 2019 Heineken ha creato la campagna “Going Places“, incentrata sull’acquisizione di nuovi talenti, che ha incentrato sulla celebrazione delle storie e dello sviluppo di 33 dei suoi dipendenti in tutto il mondo.

La sua strategia si basa sull’uso delle storie dei dipendenti per:

  • creare un orgoglio da parte dei dipendenti nel lavorare per l’azienda
  • aumentare la consapevolezza e il coinvolgimento tra i potenziali candidati
  • migliorare la qualità dei talenti attratti

Prima di ciò però, Heineken ha condotto ricerche in tutto il mondo in 15 dei suoi mercati con l’obiettivo di capire su cosa  il marchio avrebbe dovuto concentrarsi.

Per prendere esempio dalla strategia usata da Heineken si può quindi mettere in conto di dar vita a storie e valori aziendali attraverso un video che con immagini e parole coinvolga e racconti l’azienda.

Perchè l’employer branding non è una moda

Secondo un sondaggio realizzato da Statista tra le società di ricerca esecutiva pubblicato nel 2022, l’employer branding si trova, con una percentuale del 23%, al terzo posto tra le priorità per il 2021, superato solo dall’automazione e digital transformation e dall’acquisizione di candidati, ai primi due posti nei risultati.

Questi dati, unitamente a molti altri, dimostrano chiaramente come l’employer branding stia acquisendo da parte delle aziende sempre più importanza e rilevanza, tanto da essere ormai ai vertici delle classifiche inerenti alle priorità di cui le imprese devono tenere conto nell’ottica di una strategia di crescita del business e non è una tendenza momentanea.

Una motivazione ulteriore che spiega bene perché un’impresa dovrebbe prestare la giusta attenzione alla percezione che si ha della propria azienda e a sviluppare una strategia di employer branding utile a gestirla consapevolmente è data inoltre dal notevole risparmio a cui l’azienda va incontro rispetto ai costi e ai tempi di ricerca e di selezione del personale.

Motivazione che rende molto chiaro il perché l’employer branding non è una moda, bensì è una necessità per le aziende.

Conclusioni

L’importanza dell’employer branding non può in nessun caso essere sottovalutata dalle aziende in quanto è fondamentale per aumentare la consapevolezza della tua organizzazione e attirare i migliori talenti, oltre che a mantenere quelli esistenti.

Essendo la reputazione, come abbiamo visto dai dati raccolti a seguito di diverse ricerche, l’elemento alla base preso in considerazione dai candidati alla ricerca di lavoro nel momento della scelta di inviare o meno la propria candidatura ad un’azienda, questa è quindi alla base del successo o meno di un’impresa.

Per questo motivo darle il giusto valore ed impegnarsi nella costruzione di una strategia di employer branding adeguata risulta essere oggi più che mai essenziale per qualsiasi azienda che punti ad una crescita costante grazie ad una forza lavoro di qualità, unita e attiva nella sponsorizzazione della propria azienda.

reanud visage cofounder eventbrite - intervista al b2b rocks

“La rivoluzione climatica sarà grande quanto la rivoluzione di Internet”, intervista al co-founder di Eventbrite

Dal 9 all’11 giugno il prestigioso hotel Domaine de Biar di Montpellier ha ospitato i massimi esponenti internazionali del software B2B per il B2B Rocks, la conferenza globale incentrata sulla crescita del SaaS internazionale.

b2b rocks - evento montpellier

Un evento prestigioso di respiro internazionale con speaker, tavole rotonde e keynote sui temi della tecnologia e del Saas. Il team e la redazione di Ninja non potevano mancare ad un appuntamento del genere: abbiamo seugito passo passo le due giornate dell’evento, mentre venerdì 10 giugno alle 9.30, il CEO e Founder di Ninja Marketing e Ninja Academy, Mirko Pallera ha avuto un ruolo da protagonista moderando una tavola rotonda dal titolo “How to hire & build marketing teams at different growth stages?

In questa occasione, abbiamo potuto conversare con Renaud Visage, co-founder di Eventbrite, la piattaforma globale per la gestione di esperienze dal vivo che consente a chiunque di creare, condividere, trovare e partecipare a eventi e presente con un panel dal titolo “Climate Tech: what is it and how will it transform the B2B space?

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La Climate Tech è un trend o è destinata a diventare un’economia reale, con numeri significativi?

«Ogni grande invenzione è destinata a diventare una grande industria. Ogni settore deve cambiare per ridurre le proprie emissioni di C02. E questo richiede tecnologie diverse, nuove tecnologie, hardware e software, ma anche cambiamenti normativi.

Sono fermamente convinto che la rivoluzione climatica sarà grande tanto quanto la rivoluzione di Internet. Perché tutto deve cambiare e questo richiede soluzioni tecnologiche diverse, gli strumenti di cui le persone hanno bisogno per realizzare il cambiamento. È una corsa contro il tempo e dobbiamo muoverci in fretta. Ecco perché penso che sia una grande opportunità».

Le persone scelgono brand con finalità ben chiare e con un reale interesse per il clima. Accade lo stesso anche nel B2B?

«Sì, certo. Mia moglie lavora per un’azienda molto grande e sempre più clienti chiedono dichiarazioni, vogliono sapere esattamente cosa sta facendo la sua azienda su tutti i fronti – ambientale, ma anche sociale. Fare business nel mondo B2B oggi è molto diverso rispetto a prima.

C’è molta pressione a livello normativo da parte degli investitori e dei finanziatori pubblici. Ogni società deve dichiarare cosa sta facendo per ridurre le proprie emissioni di C02. E questo sarà un requisito indispensabile per le collaborazioni. È necessario dimostrare che si sta prendendo sul serio il cambiamento climatico e non solo quello, ma anche la diversità, l’inclusione, il trattamento equo delle persone e altri temi importanti.

Questa prassi diventerà parte integrante di tutti i rapporti B2B. È già così per moltissime realtà. Bisogna compilare lunghi questionari che descrivono al Buyer cosa fa esattamente l’azienda in tutti questi ambiti. Penso che sia solo l’inizio, ma diverrà la norma per tutte le aziende».

reanud visage cofounder eventbrite - intervista al b2b rocks - 02

Quindi le imprese che forniscono beni e servizi dovranno essere sempre più attente alle tematiche ambientali

«Assolutamente sì. Non si tratta solo del clima, è un raggio d’azione più ampio, ci sono nuovi standard. Per esempio ora si devono compilare questionari sulla sicurezza per assicurarsi di gestire i dati nel modo corretto. Bisogna compilare anche altri tipi di questionari per assicurarsi di gestire correttamente il cambiamento climatico, i propri dipendenti, e così via».

Gli eventi live sono finalmente tornati. Cos’è cambiato rispetto a prima dell’emergenza sanitaria?

«Sono molto felice che gli eventi siano tornati. Tutti noi vogliamo incontrarci, divertirci e stare in compagnia degli altri, nella vita reale. Perché abbiamo messo in pausa questo aspetto e credo che tutti ne abbiamo sentito la mancanza. La nuova era non credo sia molto diversa rispetto a prima della pandemia, vedo le stesse tendenze di prima. Le persone hanno meno paura del contatto con gli altri.

C’è stato un periodo tra la metà del 2021 e l’inizio del 2022 in cui le persone avevano ancora paura di trovarsi in luoghi affollati. Ma con la fine dell’emergenza, siamo tornati alla normalità, penso che si preferiscano ambienti all’aperto perché sono “meno spaventosi”, dove si può “prendere fiato” e avere più spazio.

Forse questo sarà un criterio di selezione, saranno i partecipanti a decidere le location, ma credo che gli eventi siano un bisogno fondamentale degli esseri umani e che tutti noi cerchiamo la connessione fisica con le persone.

Forse parteciperemo a meno eventi rispetto a prima: una volta andavo a eventi più o meno ogni settimana. Ora non credo che lo farò, andrò agli eventi che si adattano maggiormente alle mie esigenze, credo. È il rinnovamento degli eventi dal vivo».

Quindi abbiamo davvero bisogno di un contatto fisico con le persone?

«È una connessione completamente diversa. Online si ha un contatto istantaneo, direi, che richiede poco tempo, ma non ci si può vedere dal vivo e condividere con l’altra persona uno spazio fisico. È vero che si possono avere molti più incontri online, ma credo che questo uccida la costruzione del tuo network di conoscenze e anche l’engagement con gli altri. Non ci si impegna nello stesso modo».

E che dire dell’attenzione per il cambiamento climatico? Gli eventi virtuali sono più rispettosi dell’ambiente?

«Penso che le persone andranno a un numero minore di eventi e sceglieranno eventi più affini ai propri interessi. Si faranno meno viaggi. Ho preso il treno da Parigi per venire qui, un mezzo di trasporto che comporta poche emissioni di C02. Se ci fosse lo stesso evento, ad esempio in Turchia o negli Stati Uniti, probabilmente non ci andrei. Probabilmente così lontano andrò solo una volta all’anno. Bisogna essere consapevoli della propria Carbon Footprint.

Che ci piaccia o no, sappiamo quanto stiamo contribuendo al problema e, una volta che si è preso coscienza del proprio impatto, credo sia più facile prendere questo tipo di decisioni: se andare a una gara, a quali eventi dal vivo, quante volte prendere un aereo, quanto andare lontano. Queste sono cose di cui le persone dovrebbero essere consapevoli. Delle conseguenze che comportano le proprie scelte».

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È possibile che gli eventi nel metaverso rimpiazzino gli eventi in presenza in futuro?

«Forse. Penso che la vicinanza fisica e la “casualità” di questi eventi fisici siano insostituibili, perché non ci si “immerge nell’evento” allo stesso modo. Nessuno prova su Google la stessa sensazione che si prova camminando e vedendo prati con uccellini, alberi, come qui al Domaine de Biar. Ogni posto è speciale e unico, ma non è riproducibile. Si vivono esperienze diverse, proprio come quando si gioca e quando ci si incontra nel metaverso, con amici che non si possono vedere perché non sono davvero nei paraggi.

Fa parte del proprio modo di divertirsi, credo».

Diversi tipi di connessione…

Sì, credo che la varietà sia il pepe della vita. Si possono fare esperienze interessanti in modi diversi, virtuali o reali».

C’è qualcosa che vuoi dire ai lettori italiani di Ninja Marketing?

«Sono entusiasta del fatto che il cambiamento climatico stia iniziando a emergere e a divenire importante tra le persone. Credo che noi, come azienda, abbiamo un ruolo da svolgere, dobbiamo stabilire nuovi standard e avere aspettative più grandi per le nostre organizzazioni.

Le nuove generazioni sono consapevoli del rischio che il cambiamento climatico comporta per la loro vita. Lavoreranno per aziende che condividono questi valori. Ecco perché vorrei che tutti prendessero sul serio questo aspetto e lo rendessero parte del proprio modo di lavorare come azienda, soprattutto se si tratta di una nuova startup, in modo da poter rimanere competitivi sul fronte dell’acquisizione di talenti.

Perché credo che i dipendenti opteranno sempre più per aziende che non si limitino a fare greenwashing, ma che credono veramente nella sostenibilità e trasformano la loro attività nel rispetto dell’ambiente»

evento salesforce 2022

Salesforce Live 2022: cosa abbiamo visto all’evento della piattaforma di CRM numero uno al mondo

Salesforce ha umanizzato il MiCo Centro Congressi di Milano, tornando dal vivo con il suo evento annuale che ha riunito il vasto ecosistema di agenzie e aziende che ruotano intorno alla piattaforma di CRM numero uno al mondo, seguendo una linea data driven, così da mettere realmente al centro delle strategie gli esatti stakeholder.

51 sessioni verticali per un totale di oltre 30 clienti on stage: Salesforce Live Milano si è ripreso la scena della locomotiva del Paese, dove parlare di CRM è anche riduttivo, visto che Salesforce è un set di strumenti digitali attraverso il quale è possibile personalizzare e scalare l’intera company tenendo traccia dell’evoluzione in termini di sales, brand awareness e reputation lungo il funnel da un’unica vista.

Sales, comunicazione e dati per eccellere

Il gotha della comunicazione al salesforce milano

Salesforce Live 2022, Milano

L’evento ha richiamato leader di settore, innovatori, aziende e partner per parlare degli ultimi trend in fatto di business tecnology, digitale e innovazione, ma soprattutto è stata l’occasione per concretizzare quella comunicazione Human To Human e face to face che fa da ponte alle relazioni di valore.

Il keynote di apertura di questa edizione si è contraddistinto per la presenza di nomi prestigiosi che si sono alternati sulla scena per uno scambio di idee e opinioni ad alto valore. A fare gli onori di casa Mauro Solimene, Country Leader di Salesforce Italia, che ha presentato accolto sul palco alcuni clienti di successo che hanno indossato le vesti di “Trailblazer”, innovatori che aprono nuove vie per il business.

Ne ha dato dimostrazione Iren Luce e Gas che, grazie a una demo dedicata al proprio percorso di trasformazione digitale, ha mostrato come ha instaurato una nuova relazione tra azienda e clienti.

Miroglio ha poi portato sul palco un vero e proprio negozio del futuro rendendo in modo efficace come l’omnicanalità e il nuovo ruolo dello store assistant siano un binomio essenziale per personalizzare l’esperienza di shopping dei clienti di oggi.

Roboze, azienda pugliese che sviluppa, produce e vende soluzioni innovative di stampa 3D, ha portato un esempio virtuoso di come la scalabilità del cloud consente ad aziende di tutte le dimensioni di diventare grandi e competitive a livello globale.

Non sono mancati temi da sempre cari a Salesforce Italia: formazione e competenze digitali.

L’esempio di Generation Italy, fondazione no-profit di McKinsey & Company, ha così permesso di ricordare i tanti progetti in essere delle Digital Talent Factory, un luogo virtuale dove informarsi, ispirarsi e scoprire tutte le realtà, da quelle universitarie a quelle delle aziende partner, che offrono percorsi di formazione ideati appositamente per contribuire a colmare il gap di competenze digitali e alla creazione di nuovi posti di lavoro all’interno dell’ecosistema Salesforce.

Secondo la ricerca IDC Salesforce Economy infatti, entro il 2026 l’ecosistema Salesforce in Italia avrà un impatto stimato in 33,9 miliardi di dollari di nuovi ricavi e 21.360 nuovi posti di lavoro diretti e 93.300 posti di lavoro indiretti. Un volano importante a vantaggio di tutto il sistema economico italiano.

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Mauro Solimene, Country Leader di Salesforce Italia: “Oltre lo stop il progresso”

Salesforce punta sull’Italia: ora spingere sulla digitalizzazione

Mauro Solimene, (Salesforce), ha spostato il focus sulla comprensione dei bisogni di ciascuna persona.

 

Il successo di questa edizione di Salesforce Live Milano è sorprendente – ha commentato Mauro Solimene, Country Leader di Salesforce Italia. – La fame di digitalizzazione delle aziende italiane si riflette bene nelle presenze qui in sala oggi. Sebbene questo evento sia fisicamente mancato per due anni, in questi due anni è come se ne avessimo vissuti dieci per progressi raggiunti e passi in avanti compiuti insieme ai nostri clienti e al nostro prezioso ecosistema per dare una svolta ai processi di accelerazione digitale del nostro Paese”.

L’evento è stato la vetrina inoltre per palesare due importanti novità: il nuovo accordo di partnership per l’Italia siglato tra Salesforce e TIM, con la propria cloud company Noovle, che mira a supportare i processi di trasformazione digitale di aziende e pubbliche amministrazioni per renderle più efficienti e competitive, e i dati italiani della quinta edizione del report “State of the Connected Customer, l’indagine che mira a comprendere il livello di engagement dei consumatori nel nuovo mondo digital first, dalla quale è emerso che: per l’89% dei consumatori italiani l’esperienza è importante tanto quanto il prodotto, infatti fiducia dei consumatori è misurata  dalla qualità delle interazioni con il brand di riferimento. 

Inoltre, non è mancata la presenza dell’ecosistema dei partner, tra i quali: Accenture, Deloitte Digital, PWC, Reply Arlanis, Lutech, KPMG, Capgemini, Balance, Brainpull, Jakala e Lobra, che hanno partecipato attivamente attraverso l’incremento di relazioni e scambi di vedute rapportandosi anche con i media.

Mettere al centro il cliente

Domingo Iudice: Salesforce è insito nel nostro modo di lavorare

Domingo Iudice – Brainpull

Domingo Iudice, CEO di Brainpull, agenzia partner, ha sottolineato come sia stimolante la presenza fisica, dove la competizione è vista come un elemento di evoluzione umana e professionale. “Attraverso Salesforce è possibile massimizzare tutta l’area inerente la brand awareness, concretizzando e cristallizzando contatti, che da lead diventano contattabilii in modo più efficace. Si lavora con grandi aziende, specialmente nel settore eCommerce e si è avuto un incremento del fatturato sfruttando tutte le potenzialità del Direct Marketing”.

Matteo Banfi, Senior Manager presso PwC, ha sottolineato che i feedback della clientela come user experience di Salesforce è eccellente in tutte le industry in particolare modo nel fashion e luxury retail. “Anche lato metaverso viene ampliata la strategia e ci sono già brand come Hogan con la quale è stato già organizzato un evento”.

Marta Piedrafita Baudin Regional VP Enterprise Sales EMEA South – Slack / Salesforce, ha posto l’accento sull’integrazione e su una visione molto ampia del project management attrverso Salesforce, andando a semplificare tutti i processi di gestione. “La clientela è internazionale, e la tecnologia Slack si abbina perfettamente a tutti i settori,  armonizzando, la comunicazione nell’HR, amministrazioni, marketing, IT, e engineering”.

Andrea Percio, Partner Deloitte Digital, ha dichiarato che la partnership Salesforce ha sempre dato e stando eccellenti risultati. “Deloitte ha un presenza massiccià in tutti i settori con un ruolo di primaria importanza nell’automotive, con un’incisività nel retail lato eCommerce, nei processi abbiamo una visione strategica integrata al Marketing condividendo gli studi e la la parte di Customer Experience. Oggi si sta andando verso un’esperienza, e i consulenti sono chiamati a dare soluzioni che hanno a cuore la risoluzione di problematiche come tempistiche e innovare i processi”.

Domingo Iudice: Salesforce è insito nel nostro modo di lavorare

Roberto Borghi – Jakala

Roberto Borghi, Principal di JAKALA, ha posto l’accento sull’evento lato relazione, dunque comunicazione come momento tecnologico e scambio di vedute con i competitor. “Sia per quanto riguarda il B2B e il B2C, il mercato sta valorizzando il dato, che è il vero valore aggiunto per il cross selling e tutta la parte di sales, andando a targettizzare il giusto pubblico. Il dato grezzo deve essere pulito strutturato ed organizzato, ed oggi le competenze devono essere sia lato business che innovative, per avere il perfect match nello start e nella fidelizzazione della clientela”.

L’evento dunque, è stata l’occasione per riportare al centro della strategie di Marketing e Comunicazione il fattore umano, rispetto a relazioni di valore come leva di business.

intervista a kevin roberts al wobi 2021

Intervista a Kevin Roberts: per abbracciare il cambiamento devi perdere il controllo

Quella che stai per leggere è una di quelle interviste che rimangono nel cassetto per un po’ di tempo, in attesa di trovare il momento giusto per essere pubblicate, o di avere il giusto spazio nella frenetica programmazione redazionale. Eppure le parole che Kevin Roberts, storico CEO di Saatchi & Saatchi e ora leader dell’agenzia di consulenza Red Rose Consulting, sono di quelle che andrebbero lette e rilette, quasi come un classico della letteratura, perché dentro è possibile scoprirci sempre qualcosa di nuovo.

Kevin Roberts è colui che ha inventato l’idea di lovemarks, ossia di quei marchi a cui siamo legati da una relazione affettiva, da un rapporto che coinvolge tutti i nostri sensi, e che sono capaci di instaurare un senso di lealtà, in grado di attrarci al di là di ogni forma di razionalità, economica o pratica. Parliamo quindi di puro marketing.

Quando lo abbiamo incontrato, durante l’edizione 2021 del WOBI, le gambe un po’ tremavano, ma come tutti i Grandi ci ha messo subito a nostro agio, con una battuta e i suoi modi gentili. Contestualizzare con questo grado di dettaglio ci serve a sottolineare che questo è uno di quei casi in cui forma e sostanza sono un tutt’uno e in quest’ottica andrebbero lette le parole che seguono, le indicazioni, i concetti e i pensieri che questo guru del marketing ci ha regalato.

intervista a kevin roberts - wobi

Cambiamento e creatività per coinvolgere le persone

Come possiamo creare una cultura delle idee e come possiamo identificare una grande idea tra centinaia di idee non significative?

«Viviamo nell’era delle idee, ma negli ultimi due anni è stato piuttosto difficile per noi andare avanti. Non possiamo tornare a una nuova normalità, come in tanti avevano annunciato dopo la prima fase della pandemia. Siamo tutti cambiati, abbiamo tutti nuove storie e l’unico modo per andare avanti è il cambiamento.

Ci sono tre tipi di cambiamento:

  • incrementale, cioè un miglioramento continuo come il kaizen giapponese;
  • trasformazionale;
  • dirompente.

Dobbiamo sapere quale di questi tipi di cambiamento adottare. La cosa più importante per tutti noi, in ogni caso, è la creatività.

Ma che cos’è la creatività esattamente?  È la capacità di guardare qualcosa, la stessa cosa che guardano tutti, ma pensare qualcosa di diverso.

Pensare qualcosa di diverso inizia con una regola: come aziende dobbiamo imparare a fallire velocemente, imparare velocemente e risolvere velocemente, quindi dobbiamo avere il coraggio di fallire e imparare bene.

Solo in questo modo le idee possono fiorire. Si tratta, in fondo, di tornare un po’ bambini, a quando eravamo molto creativi perché ognuno vedeva le cose a modo proprio, in modo diverso. Solo dopo, a scuola, nelle università, nelle aziende, siamo stati addestrati. Quando avevi cinque anni eri molto creativo perché vedevi le cose e le vedevi in modo diverso, ma poi sei stato addestrato a vedere le cose nello stesso modo di tutti gli altri.

Oggi, abbiamo bisogno di creare una cultura in cui vada bene anche fallire. Solo fallendo, si impara e si diventa capaci di aggiustare il tiro, si capisce quando si ha una buona idea, una grande idea o una pessima idea.

Alla fine si tratta di ascoltare l’istinto, ascoltate il cuore. Sì, possiamo avere tonnellate di dati; sì, possiamo fare i test; ma non è questa la fonte magica. Il segreto è avere fiducia nel proprio istinto per sentire il mercato, per sentire il cliente, per sentire il consumatore.

Quindi bisogna essere là fuori e si deve ascoltare. Non parlare, ma ascoltare e guardare bene. Non si può fare tutto sullo schermo, non si può fare tutto a distanza. Bisogna vivere lo stesso mondo dei nostri consumatori e dei nostri clienti».

Quanto è importante la creatività nel business?

«È la singola caratteristica che definisce un business. La creatività ha un potere irragionevole.

Non c’è niente di più importante della magia di arrivare prima al futuro ed eseguirlo con eccellenza. È l’unica cosa che differenzierà l’idea.

Guardiamo, ad esempio, il valore delle idee di Elon Musk. La sua compagnia vale più di Toyota e General Motors messe insieme e questo è il potere di un’idea».

LEGGI ANCHE: Talent Acquisition vs Recruitment: non sottovalutare il cambio di paradigma nel mercato del lavoro

Il ruolo dei leader di oggi secondo Kevin Roberts

intervista a kevin roberts - wobi - fabio casciabanca - kevin roberts

Come si fa a passare dallo storytelling allo storysharing?

«Rolf Jensen ha detto che i leader del 21° secolo sarebbero stati degli “story tellers”, ma si sbagliava. Sono degli “story sharers”. Oggi infatti vogliamo essere coinvolti, nel personaggio e nella storia. Ci buttano così tanta roba addosso che stiamo affogando nelle informazioni e più ne sai di qualcosa, meno interessante questa cosa diventerà.

Pensa al matrimonio, pensa a qualsiasi relazione, tutti noi abbiamo bisogno di mistero, abbiamo bisogno di sensualità, abbiamo bisogno di intimità. Tutti oggi abbiamo una voce, sia su Twitter, che su Instagram, o su qualsiasi altro social. Ma tutti vogliamo essere coinvolti nella storia. Io ho sei figli e nove nipoti, quando parlo con loro mi rendo conto che non posso più semplicemente raccontare loro una storia. Vogliono essere nella storia, vogliono agire, vogliono essere parte di essa.

Dal punto di vista del business questo significa che dobbiamo rinunciare al controllo del marchio e dare quel controllo al consumatore».

Come può il marketing creare un movimento che la gente vuole condividere?

«Sì, penso che questo sia il ruolo del Marketing Manager. Non è più quello di creare un marchio, ma di creare un movimento. Ognuno di noi vuole essere parte di qualcosa di più grande di se stesso. Per questo se scegli Nike contro adidas o adidas contro Nike, non stai scegliendo semplicemente delle sneakers invece di altre sneakers. Stai scegliendo ciò che ti rappresenta, stai scegliendo se vuoi essere come Nike o vuoi essere come un fantastico giocatore del Manchester City o vuoi essere parte di qualcosa di più grande di te.

Per questo dico che il ruolo del Brand Manager è cambiato: non gestisce più il marchio, ne cede il controllo e ispira tutti a vedere cosa c’è dietro il marchio. Si tratta di avere uno scopo.

Quindi devi pensare molto più in grande se sei nel marketing. Questo è il momento migliore nella storia dell’umanità per essere un marketer, perché non si tratta più di gestione del marchio, ma di creare un movimento. Qualcosa di molto eccitante, quindi».

Kevin Roberts e il futuro del business

Quanto è complicato essere creativi in un momento fortemente influenzato dal politacally correct?

«Io sono politicamente scorretto e orgoglioso di questo, perché penso che la politica sia assolutamente terribile. Parlo ovviamente di quella politica che resta solo un’idea, che non si può mettere in pratica.

La politica che il mondo sta seguendo oggi è una politica di estremismo e una politica di tensione. Per questo dico di essere politicamente scorretto. Perché abbiamo bisogno che i creativi abbiano piena fiducia che il loro ruolo è quello di ispirare pace, amore e armonia.

Il ruolo del business non dovrebbe essere quello di creare valore per gli azionisti, né di creare un cliente, ma dovrebbe essere quello di creare un mondo migliore per tutti. Il futuro dovrebbe essere quello del capitalismo inclusivo. Nessun altro -ismo funziona, infatti: oggi abbiamo bisogno di includere, non di continuare ad escludere e il problema con l’attuale “correttezza politica” è che è molto esclusiva e molto giudicante rispetto alla minoranza. Quindi non sono assolutamente a favore di questa idea come persona creativa, perché questo limita la creatività».

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Le campagne pubblicitarie che hanno ruggito più forte ai Cannes Lions 2022

L’edizione dei Cannes Lions 2022 torna dal vivo dopo due anni di assenza. La pandemia e i disagi sociali hanno di certo cambiato la società, portando in superficie argomenti profondi legati all’essere umano. Ai Cannes Lions 2022 le tematiche trattate si sono espresse con una comunicazione piena di valori; dall’ambiente, all’equità di genere, al supporto alle minoranze.

I brand si fanno portavoce, in modo sempre più importante, delle trasformazioni e delle evoluzioni che la società di oggi necessita e che richiede. Sono i protagonisti dell’inclusività, della consapevolezza ambientale, del cambiamento culturale del mondo intero.

E tutto questo lo si è visto nei lavori presentati e nei Grand Prix assegnati durante i cinque giorni del festival dedicati alle eccellenze del mondo pubblicitario.

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Grand Prix Film

CHANNEL 4 | Super. Human

Agency 4creative London

Il film è il seguito del racconto fatto nei precedenti spot promo per le Paralimpiadi di Tokio 2020. La narrazione di un mondo così diverso da quello che la maggior parte di noi conosce ma in fondo così simile: sacrificio, costanza, sfide da superare, sono gli elementi comuni che rendono il paralimpico uguale all’olimpico. Difficoltà negli allenamenti come nella vita di tutti i giorni: scontri, incongruenze, dubbi interiori.

E infine la provocazione: “Per essere un paralimpico ci deve essere qualcosa di sbagliato in te”. Anche se per essere super non c’è niente di più vincente che essere semplicemente umano. Super. Human.

 

Gran Prix Film

APPLE | Escape From The Office

Agency: Apple, Sunnyvale / Smuggler, Central LA

Un secondo Grand Prix Film premiato ai Cannes Lions 2022 va alla creatività di Apple. Il coraggio di abbandonare un lavoro e un ufficio per inseguire i propri sogni imprenditoriali e di sicuro per una propria indipendenza economica. Una rivoluzione che la maggior parte dei professionisti sta in qualche modo vivendo. Facile farlo fantasticando durante la pausa pranzo e facile è la possibilità di organizzare al meglio un gruppo di lavoro, idee e progetti grazie ai sapienti tool e device di Apple.

 

Gran Prix Outdoor

ADIDAS | Liquid Billboard

Agency: Havas Middle East Dubai

Il 32% delle donne nel mondo prova disagio a nuotare in pubblico. In Medio Oriente, dove la connotazione religiosa è particolarmente discriminante verso le donne, il disagio di mostrare gran parte del corpo è molto più profondo. Così Adidas presenta una nuova collezione di costumi inclusivi, pensati per far sentire a proprio agio ogni donna e per permettere loro di vivere le attività in acqua con più libertà.

Un cartellone liquido, trasparente e acrilico che invita a fare un tuffo “oltre la superficie”, con l’intento di combattere i confini limitanti imposti dalle società e dando diritto a tutte le donne di sentirsi a proprio agio, sempre e ovunque.

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Grand Prix Design

PENGUIN BOOKS | Portuguese (Re)Constitution

Agency: FCB Portugal

Trasformare il testo simbolo di una cultura oppressiva in un libro di espressione artistica e di libertà del popolo portoghese. Per il 50esimo anno dalla liberazione fascista, un nuovo testo dunque, in cui parole e illustrazioni, attraverso la tecnica della poesia oscura, veicolano un messaggio di libertà di espressione contro la censura tipica del periodo.

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Grand Prix Digital Craft

UNESCO | Backup Ukraine

Agency: Virtue Worldwide, New York

La tecnologia in aiuto della conservazione della cultura di un popolo. Con il progetto Backup Ukraine, ogni cittadino ucraino può trasformare il proprio smartphone in un archivio fotografico. Attraverso il GPS ogni scatto potrà catturare qualsiasi luogo o monumento e salvarli nel cloud per ricordarli per sempre. Per ricostruire la propria cultura, per essere custodi del patrimonio.

Perché nessuna guerra può distruggere la memoria e l’identità di un popolo.

Grand Prix Film Craft

PENNY | The Wish

Agency: Service Plan Munich

Penny, un piccolo supermercato tedesco presenta la sua campagna ai Cannes Lions 2022. Semplice ma di grande effetto, nel film si esplora il disagio emotivo vissuto in ogni parte del mondo negli ultimi due anni. Durante la pandemia, infatti, lo stop a qualsiasi attività e relazione ha impedito soprattutto ai giovani di vivere esperienze, momenti importanti e semplice quotidianità. Il desiderio più grande di un genitore è di poter ridare ai propri figli quel pezzo di vita rubata.

 

Grand Prix Industry Craft & Grand Prix for Media

MARS-SHEBA | Hope Reef

Agency: AMV BBDO London

La barriera corallina e insieme a tutta la fauna che popola gli oceani hanno subito grandi danni e perdite disastrose. Sheba, il pet food arriva in soccorso insieme a ONU e WWF portando in alto la bandiera della sostenibilità ambientale. Una soluzione per ricreare l’habitat adatto alla ricostruzione e allo sviluppo dei coralli in Indonesia grazie a dei supporti. In due anni i coralli hanno avuto una ricrescita esponenziale attorno ai supporti, lanciando inoltre un grande messaggio: Speranza. La nuova barriera corallina rappresenta anche il primo billboard visibile da Google Earth e con un messaggio positivo, chiaro e corale.

 

Grand Prix in Glass: The Lion for Change

WECAPITAL | Data Tienda

Agency: DDB Mexico

L’83% delle donne messicane non ha uno storico creditizio, il che impedisce loro la possibilità di ricevere prestiti e di avviare di una impresa. La società di investimento WeCapital attenta all’inclusione delle donne in ambito finanziario ha creato Data Tienda, un centro informativo per la verifica dei loro pagamenti rintracciabili grazie ai prestiti in negozi di quartiere. Così da avere uno storico finanziario e concedere credito alle donne, in tutti i sensi.

 

Gran Prix Sustainable Development Goals

P&G | The Missing Chapter

Agency:  Leo Burnett Mumbai

In India, la mancanza di educazione sanitaria nelle scuole ancora oggi è la causa responsabile della discriminazione sociale e culturale delle ragazze. P&G intende combattere questi tabù, spingendo il governo a cambiare un sistema scolare antiquato e discriminatorio. Il capitolo mancante è proprio quello relativo al ciclo mestruale, alla conoscenza e consapevolezza del proprio corpo. P&G attraverso la voce di Whisper, il brand di assorbenti, riporta nei libri il capitolo fondamentale dell’identità femminile e della sua fisiologica evoluzione.

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LEGGI ANCHE: Cannes Lions 2021: i vincitori e le campagne più coinvolgenti

 

Grand Prix Social & Influencer Radio & Audio Brand Experience & Activation

VICE MEDIA | The Unfiltered History Tour

Agency: Dentsu Creative Bengaluru

Un giro virtuale nel British Museum, tra reperti sottratti alle diverse identità culturali e raccontati da esperti nativi. Storie reali, senza filtri in un tour in AR tra cultura e società.

 

Grand Prix Creative Effectiveness

MICHELOB ULTRA | Contract For Change

Agency: FCB Chicago

Un’iniziativa, un cambiamento consapevole che fa bene agli agricoltori e al pianeta. Passare ad un’agricoltura biologica, sebbene sia una scelta sostenibile, è un processo lungo e costoso. Così il marchio di birra di proprietà AB InBev per facilitare il passaggio al biologico e incoraggiare gli agricoltori a intraprendere questa strada green, si propone loro come acquirente a lungo termine per la produzione della sua Pure Gold.

Nelle previsioni produttive di AB Inbev, l’aumento dell’offerta di colture biologiche consentirà a Pure Gold di crescere del 25% entro il 2023.

 

Grand Prix Creative Strategy

DECATHLON | The Breakaway: The First Ecycling Team For Prisoners

Agency: BBDO Belgium

Lo sport virtuale per aiutare i detenuti a reintegrarsi in società. Questa è l’idea di Decathlon Belgio, presentata ai Cannes Lions 2022, che rende lo sport accessibile a tutti e come chiave per ogni tipo di libertà. Grazie alla piattaforma di ciclismo virtuale Zwift, la prima squadra di e-cycling formata da detenuti, potrà gareggiare con altrettante squadre del mondo esterno. Per paragonarsi, per avere obiettivi positivi, per migliorarsi.

 

Gran Prix Creative Commerce

WINGSTOP | ThighStop

Agency: Leo Burnett Chicago

La carenza di ali di pollo nel 2021, ha spinto uno dei famosi fast food americani specializzati in ali di pollo a proporre un’alternativa. Quella della vendita delle cosce di pollo. WingStop con un simpatico rebranding si è trasformato in ThighStop, con tanto etichette e buste appositamente rivisitate, ottenendo una nuova tipologia di acquirente e aumentando le vendite del 10%.

Quando si dice che una debolezza si può trasformare in vantaggio!

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Grand Prix Titanium

KIYAN PRINCE FOUNDATION, EA SPORTS, QPR E MATCH ATTAX | Long Live The Prince

Agency: Engine London

Il giovane calciatore Kiyan Prince, ucciso 15 anni fa mentre tentava di difendere un suo amico, viene proiettato virtualmente nella sua vita da 30enne. Giocatore nel videogame Fifa è anche il volto del brand sportivo JD, ma non solo per la gloria. La Fondazione che porta il suo nome ha raccolto fondi per consentire ai giovani del Regno Unito di allontanarsi dalla criminalità e avere la possibilità di raggiungere i propri obiettivi attraverso la formazione e l’insegnamento di valori positivi.

Anche l’Italia si è guadagnata i suoi premi ai Cannes Lion 2022

PUBLICIS ITALY

-Silver Lion Digital Craft Silver + Bronze Lion Social & Influencer

HEINEKEN | The Virtual Heineken Silver

-Gold Lion Film Bronze Lion Film

HEINEKEN | The Night Is Young

-Silver Lion Outdoor

HEINEKEN | The Genderless Billboard

-Bronze Outdoor

HEINEKEN | The Unwasted Beer

-Bronze Lion

HEINEKEN | A Lockdown Love Story

-Silver Lion Social & Influencer

NETFLIX |The Sound of Stories

VMLY&R ITALY

Silver Lion Industry Craft    Silver Lion Print

ROLLING STONES | Rockin’ Mamas

OGILVY MILAN

Silver Lion Media Entertainment Lions for Music Outdoor

PRIME VIDEO | Staraoke

DDB MILANO

Bronze Lion Media

IKEA | The Suitcase

HAVAS GROUP

Silver Lion Outdoor

AFFINITY – ULTIMA | Neverending Chase

open days metaverso ninja academy

Open Days Ninja nel Metaverso: esplora in anteprima le novità formative 2023

Ninja lancia i Ninja Academy Metaverse Days, il primo Open Day nel Metaverso: un evento unico nel suo genere, per esplorare in anteprima tutte le novità in ambito formazione, aggiornamento e certificazione delle competenze per il 2023.

Si partirà con l’evento inaugurale del 29 giugno dalle 12 alle 15, con il Ninja Team e con ospiti tra i migliori esperti di Digital, Formazione e Lavoro. Dal 29 giugno al 1° luglio dalle 17:30 alle 18:30 saranno poi organizzate tre sessioni di orientamento nel Metaverso con il Team di Ninja per approfondire i percorsi, le opportunità formative e gli sbocchi professionali.

<< Vuoi essere il primo a partecipare a un Open Day nel Metaverso? Iscriviti subito >>

Il Metaverso non è solo un trend

Il Metaverso sta influenzando diversi settori, dal mondo dell’arte a quello della moda, senza interruzioni.

Molto vicino all’idea di cyberspazio, il Metaverso ricrea mondi virtuali in 3D per connettere le persone: basta entrare in questi “luoghi” usando avatar o rappresentazioni digitali di se stessi.

Un trend, senza dubbio, destinato a diffondersi sempre di più. In molti si domandano se il Metaverso, dopo aver saturato il mondo del gaming e dell’intrattenimento, invaderà le nostre quotidianità. Vivremo davvero in realtà virtuali in cui le persone potranno interagire tra loro e con oggetti digitali in maniera abitudinaria e del tutto spontanea? Ai posteri l’ardua sentenza. Di certo questi spazi, montati a regola d’arte, sono molto affascinanti e sono in grado di suscitare l’interesse di chiunque.

LEGGI ANCHE: Lavorare nel Metaverso è possibile? Lo abbiamo chiesto al mondo degli HR italiani

Per questa ragione Ninja Academy presenta un evento inconsueto, una vera e propria experience per coinvolgere il proprio pubblico e mostrare la nuova offerta formativa in una veste innovativa e futuristica.

Perché seguire i Ninja Academy Metaverse Days

Lo scopo degli Open Days è quello di far conoscere meglio il mondo Ninja, l’evoluzione che sta perseguendo per andare incontro alla trasformazione digitale e alle rinnovate esigenze del mercato. L’orientamento in campo Digital è sempre al centro. La nuova offerta formativa intende rispondere ai bisogni più urgenti che vengono riconosciuti nei professionisti digitali o aspiranti tali. Parliamo di formazione, esperienza sul campo, certificazione delle competenze e costante aggiornamento.

ninja metaverse day

I Ninja Academy Metaverse Days sono rivolti a studenti universitari, neolaureati, freelance, consulenti, manager e a chi lavora in ambito HR.

Per l’occasione saranno presentati i nuovi Corsi e Master dell’Academy in collaborazione con vari enti e istituti formativi e universitari, tra cui CEPAS e Unipegaso.

Nuove certificazioni in arrivo, ma anche tanti appuntamenti imperdibili per orientarsi e cogliere tutte le opportunità di formazione in ambito digitale.

Il Metaverso di Ninja si arricchisce con un parterre d’eccezione a cui prenderanno parte: Andrea Quintiliani, docente di Strategia d’Impresa Unipegaso, Esther Intile, Head of Employer Branding People and Organization Enel GroupLuca Clementi, Community Manager The Sandbox, Martina Capozza, Launch Consultant Shopify, Rossella Laface, Sales & Innovation Manager CEPAS, Barbara Reverberi, Mentor/Coach e Founder Freelance Network Italia e Maurizio Fiengo, Orientatore e Consulente Personal Branding.

E, dal Ninja Team:
Mirko Pallera, CEO e Founder 
Adele Savarese, General Manager
Federica Bulega, Corporate Training Manager
Marco Adinolfi, Customer Success
Marian Pascariu, Responsabile Prodotto
Emiliano Ruozzo, Learning Consultant

Ecco il programma:

29 giugno dalle 12.00 alle 15.00
ore 12:oo
– saluti e introduzione di Mirko Pallera

ore 12:10
– Esperienza sul campo: la nuova Factory eCommerce con Shopify
Il Laboratorio Pratico Ninja che comprende il Master eCommerce e un project work reale con top brand della Industry

ore 12:40
Formazione riconosciuta: il nuovo Master Ninja Academy / Unipegaso
Un Master di I Livello in Digital Marketing, Social Media Communication & eCommerce Management per un totale di 1.500 ore formative (60 CFU)

ore 13:10
– Aggiornamento: All Access Digital e nuovi corsi
Il Pass per accedere per 365 giorni a oltre 300 ore di contenuti di Alta Formazione e Informazione PRO e i nuovi Corsi HR Marketing, Digital Project Manager, Cryptoverse Marketing

ore 14.00
– Placement: il servizio Ninja Talents
– La formula Placement per trasformare l’esperienza formativa in concreta opportunità di occupazione nel settore digitale

ore 14.20
– Certificazione delle competenze: le qualifiche CEPAS
Il primo Schema di Certificazione delle professioni digitali per ottenere le qualifiche di Specialist e Manager in ambito Digital, Social ed eCommerce

29 – 30 giugno e 1° luglio ore 17.30 – 18.30
Orientamento nel Metaverso con il Ninja Team su:

– eCommerce Factory
– Servizio Placement
– Master Ninja Academy/ Unipegaso
– Nuovi Corsi
– All Access Digital
– Qualifiche CEPAS
– Ninja For Business e corsi B2B

Non perdere quest’occasione, i posti sono solo limitati: iscriviti subito!

La professione digitale più bella del mondo è…

Il marketing digitale è in continua evoluzione e per iniziare a lavorare in questo ambito ci sono diversi metodi.

Per cominciare è fondamentale iniziare ad acquisire competenze verticali nel digital. La prima mossa utile è formarsi, seguire corsi online o workshop per gettare le fondamenta. In questo modo si possono ottenere solide basi su cui costruire il proprio bagaglio di competenze.

marketing digitale

Seguire corsi di formazione in ambito digital non solo vi darà l’opportunità di imparare dai professionisti ascoltando l’esperienza diretta di chi questo campo lo conosce bene, ma vi aprirà al confronto con specialisti che fanno questo mestiere tutti i giorni.

Fare carriera nel marketing digitale

Intraprendere una carriera nel marketing digitale può essere un’ottima scelta per chi è interessato alla tecnologia e vuole lavorare in un settore creativo. Con l’importanza crescente del web, le aziende sono sempre più alla ricerca di persone qualificate che possano aiutarle a raggiungere il loro pubblico di riferimento online.

Il marketing digitale copre un’ampia gamma di attività, dalla creazione e gestione dei contenuti dei siti web allo sviluppo di campagne pubblicitarie online, abbracciando dunque diverse professioni: dal Social Media all’eCommerce Manager, dal Copywriter al Digital Strategist.

Chi ha spiccate doti di scrittura e comunicazione può scegliere di specializzarsi in Copywriting, mentre chi ha un’attitudine all’analisi può concentrarsi sulle strategie di marketing basate sui dati. Con la giusta formazione ed esperienza, è possibile costruire una carriera di successo in questo settore entusiasmante e in continua trasformazione.

Concluso il ciclo di live “Così ho capito che il Digital era la mia vocazione”: ecco chi ha vinto

Si è appena concluso il ciclo di dirette “Così ho capito che il Digital era la mia vocazione”. Il percorso di Ninja per scoprire i mestieri più belli del mondo digital attraverso le voci dei protagonisti. Un modo per convincere le persone che il loro è il lavoro più bello del mondo.

Orientarsi e intraprendere una carriera nel marketing digitale con Ninja

Le Live che ogni martedì hanno riempito il palinsesto Ninja fino all’inizio dell’estate sono terminate, ma l’obiettivo dell’Academy continua a essere quello di fornire una bussola nel mondo del digitale.

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Per questa ragione, come annunciato nelle varie dirette, Ninja Academy ha deciso di premiare la professione digitale più amata con un regalo alla community che ha partecipato e seguito di più: il premio va alla diretta “Chi è il Social Media Manager e perché è il lavoro più bello del mondo”.

Il regalo di Ninja Academy: per te il Glossario del Social Media Power

Per avere sempre a portata di mano le nozioni base del Social Media Manager, è possibile scaricare il Glossario del Social Media Power (contenuto nel corso Social Media Power di Ninja Academy, ma oggi eccezionalmente in omaggio): un piccolo prontuario con le definizioni aggiornate e i concetti imprescindibili per chi si occupa di social network.

Un Social Media Manager deve avere una solida conoscenza del funzionamento di ogni piattaforma e di come connettersi efficacemente con il pubblico di riferimento. Inoltre, deve essere in grado di creare contenuti interessanti che contribuiscano a costruire un seguito e a portare traffico al sito web del brand.

Parti dalle basi, compila il form e scarica subito il Glossario!

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Come Google si sta impegnando per rendere il marketing più inclusivo

Scritto da Lorraine Twohill, CMO Google

Come figlio di genitori sordi, Tony Lee, un designer del mio team, dice di aver sempre avuto un piede nel mondo degli udenti e uno nel mondo dei non udenti.

Quando la pandemia li ha separati, Tony e i suoi genitori hanno utilizzato l’app Live Transcribe di Google e Google Meet per comunicare da lontano e condividere momenti importanti, come la nascita del figlio di Tony, il primo nipote dalla famiglia.

Questa esperienza, che Tony ha condiviso nel nostro spot “A CODA Story“, ha toccato persone in tutto il mondo. E questo ci dice che quando allarghiamo la portata della nostra creatività, capiamo davvero quanto possa essere potente il marketing inclusivo.

Ogni anno vengono pubblicati circa due milioni di annunci pubblicitari, ma molte persone segnalano un problema di rappresentazione, individuale o della propria comunità. Tutti meritano di provare un senso di appartenenza. In quanto esperti di marketing, è nostro compito assicurarci che le storie che raccontiamo siano davvero inclusive. Ciò significa anche rendere il nostro marketing accessibile in modo che le persone con disabilità, il 15% della popolazione mondiale, possano rapportarsi a pieno con contenuti, prodotti ed esperienze.

Vogliamo fornire ai professionisti del marketing, agli inserzionisti e ai creativi gli strumenti di cui hanno bisogno per realizzare campagne in cui le persone con disabilità si riconoscano perché accuratamente rappresentate.

marketing più inclusivo - donna che impara la lingua dei segni

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Il manuale di strumenti inclusivi di Google

Ecco perché oggi integriamo il nostro manuale di strumenti di marketing inclusivo All In con nuovi spunti per un marketing accessibile. Questa guida approfondita è stata creata in collaborazione con team esperti nell’inclusione di persone con disabilità, come Disability:IN e LaVant Consulting, ed è stata approvata da organizzazioni di settore rilevanti come l’American Association of Ad Agencies e Ad Council.

E quale posto migliore per presentare questi insight se non a Cannes Lions, il Festival internazionale della creatività, dove quest’anno rappresentare chi è sottorappresentato nel lavoro creativo è un tema portante. In qualità di primo partner ufficiale per l’accessibilità di Cannes Lions, stiamo lavorando con l’organizzazione per assicurarci che il Festival stesso sia fruibile appieno dalle persone con disabilità, per esempio coinvolgendo interpreti di lingua dei segni americana (ASL) e usando Live Transcribe per i sottotitoli in tempo reale.

Ci assicureremo inoltre che la Google Beach, la nostra base a Cannes, sia accessibile in sedia a rotelle e fornisca sottotitoli CART, Live Transcribe sui telefoni Google Pixel per sottotitoli in tempo reale e interpreti di ASL in modo che tutta la programmazione di Google soddisfi le migliori pratiche per l’accessibilità.

Quando abbiamo lanciato All In l’anno scorso, il nostro obiettivo era incoraggiare il settore ad attingere al nostro senso di responsabilità collettivo per realizzare progetti in cui tutte le persone si sentissero incluse. Nel frattempo, abbiamo ampliato le nostre collaborazioni per presentare un’ampia gamma di esperienze, inclusa la pubblicazione della prima ricerca approfondita del settore sull’inclusione delle persone che si identificano come plus-size in collaborazione con la National Association to Advance Fat Acceptance.

Con il supporto costante dei nostri partner, stiamo assistendo a miglioramenti significativi. Ad esempio, il nostro audit annuale sulla creatività marketing di Google ha rilevato che le nostre migliori campagne negli Stati Uniti nel 2021 hanno fornito ruoli più importanti per le donne e hanno superato i nostri obiettivi per aver rappresentato meglio i membri delle comunità asiatiche, nere e latine.

Google Audit - Key Insight - Asian

Abbiamo anche fatto progressi nel modo in cui rappresentiamo le persone con disabilità nei nostri annunci pubblicitari, ma abbiamo ancora molta strada da fare. Nel 2021 le persone con disabilità erano rappresentate nel 5,6% dei nostri annunci, un aumento di 5 volte rispetto all’anno precedente.

La sida di rendere il marketing più inclusivo

Abbiamo anche ridotto drasticamente gli stereotipi sulla disabilità nel nostro lavoro evitando di rappresentare le persone con disabilità come dipendenti da qualcun altro o come amiche solo di altre persone con disabilità, e abbiamo evitato le rappresentazioni retoriche nel 96% di quegli annunci. Ma sappiamo che non basta produrre creatività che presentino autenticamente le persone con disabilità e le loro identità intersezionali, dobbiamo assicurarci che tutte queste persone possano effettivamente fruire di quella creatività. Ecco perché ci concentriamo anche sull’applicazione delle ultime best practice di marketing accessibile, ora condivise su All In.

Google Audit - Key Insight - Black

A breve, estenderemo All In a tutto il mondo, pubblicheremo insight sul pubblico di più paesi entro la fine dell’anno. Abbiamo anche in programma di collaborare con marchi in diversi settori per investire in iniziative di marketing inclusivo a livello globale e condividere le nostre conoscenze collettive con l’intero settore creativo.

Più di 20 anni fa, Google ha iniziato a perseguire l’ambizioso obiettivo di organizzare le informazioni del mondo e renderle universalmente accessibili e utili. Potremo portare a termine la nostra missione solo quando tutte le persone potranno sentirsi rappresentate in ciò che facciamo.

Google Audit - Key Insight - Latinos

Il nostro impegno per porre fine agli stereotipi dannosi, ritrarre comunità sottorappresentate e affrontare la disuguaglianza nella pubblicità non è solo una nostra responsabilità, ma è anche la nostra motivazione e principio guida. È incoraggiante sapere di aver intrapreso questo viaggio di marketing inclusivo insieme a così tante persone e non vediamo l’ora di condividere idee e insegnamenti questa settimana a Cannes e in futuro.

tiktok e PMI

Scopri come Hollywood sta sfruttando TikTok per arrivare alla Gen Z

TikTok ha un innegabile posto d’onore nell’attuale panorama dei social media, con un forte ascendente in particolare sui nativi digitali, coloro che sulla carta d’identità registrano un anno di nascita tra il 1997 e il 2012.

Se i Millenial amano consumare contenuti, la Generazione Z predilige creare contenuti, e  in questo TikTok, appare come la piattaforma giusta per eccellenza: video di 15-60 secondi, visualizzati senza soluzione di continuità, che attirano il pubblico con la propensione al binge-watching.

L’industria cinematografica americana sta diventando una presenza forte sul social: non c’è voluto molto ai colossi del cinema per comprendere quanto il mezzo possa raggiungere direttamente i giovanissimi, in particolar modo sfruttando l’umorismo e l’irriverenza.

tiktok e hollywood

Lionsgate (e non solo) insegna come fare

Lionsgate Entertainment, (entertainment company statunitense che ha distribuito l’ultimo film di Pedro Pascal, “The unbearable weight of massive of talent”), ha pubblicato un video su TikTok, diventato velocemente virale, in cui il protagonista della pellicola, in una live streaming, ripete “sono il papà dei papà”.

@lionsgate pedro is definitely the daddiest daddy. #massivetalent #pedropascal ♬ original sound – Lionsgate

Ebbene, la sezione commenti è ricca di utenti che esprimono meraviglia circa il fatto che una clip del genere sia stata pubblicata sull’account ufficiale della compagnia.

“[…] è una piattaforma con un proprio linguaggio che richiede autenticità” spiega Marisa Liston, Presidente Marketing Cinematografico mondiale di Lionsgate, “poiché il nostro team social utilizza TikTok nel modo in cui lo usano i fan, sta coinvolgendo i follower e costruendo i nostri brand da una prospettiva incentrata sui fan”.

La strategia di far ricorso ad una vena comica non è certo una novità per la compagnia che vanta 4 milioni di follower e 90 milioni di Mi Piace: uno dei loro video più virali è “Pinocchio: a true story”, con il trailer dell’attore Pauly Shore, voce del burattino italiano, che utilizza un tono spiccatamente femminile, tanto da renderlo, in un attimo, icona LGBTQ.

Il video, che ha totalizzato oltre 6 milioni di visualizzazioni, ha registrato molteplici commenti relativi all’efficacia della pubblicità del film realizzata in modo alquanto alternativo.

La strategia dell’umorismo su TikTok non riguarda però solo i titoli in uscita: è infatti sfruttata anche per evocare un effetto nostalgia dei vecchi film, e per generare conversazioni su di essi.

Uno dei video più virali è stato pubblicato sull’account della Universal Pictures: una clip musicale con la canzone sottotitolata “We’re cheerleader” del film “Bring it on” uscito nel 2000, ha avuto grande successo proprio per aver sottotitolato per la prima volta il testo della canzone, nonostante non fosse una novità del botteghino.

“[…]  la Universal può parlare da un luogo di autorità come nessun altro può, sfruttando i film che le persone conoscono e amano” ha speigato Alex Sanger, Vicepresidente esecutivo di Universal marketing digital, “[…] possiamo diventare un po’ più irriverenti e lo-fi” ha continuato Sanger, “è semplicemente un ottimo posto per noi per avere quelle conversazioni continue e creative con i fan”.

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Perché essere irriverenti su TikTok aiuta

È chiaro che TikTok appare lo strumento perfetto per comunicare senza prendersi troppo sul serio, utilizzando un linguaggio meno formale anche sui canali definiti formali. Ed è altrettanto ovvio che il target di riferimento sia la Generazione Z.

“[…] è un modo genuino per connettersi con il pubblico e divertirlo” ha sottolineato Nikao Yang, Responsabile dei media, intrattenimento e giochi di TikTok, “[…] si tratta di come sfrutti TikTok per amplificare il tuo messaggio per entrare in contatto con il pubblico, convertirlo in fan che poi verranno a guardare e trasmettere in streaming i tuoi film”.

Non è un’alternativa agli altri social, ma uno strumento che permette una comunicazione meno istituzionale, non per questo meno efficace, prodotta da un account ufficiale. Ha un tono emotivo ed empatico che colpisce la mente del consumatore giovane.

social media tiktok

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La pubblicità che non disturba

Altro importante aspetto che sta spingendo le imprese dell’industria cinematografica a spostare il focus del proprio marketing su TikTok, è l’efficacia dei contenuti pubblicitari. La Generazione Z sembra essere ben disposta ad accettare i messaggi pubblicitari su TikTok, perché, a differenza degli altri social, i contenuti pubblicitari sembrano essere parte del video, e non sono immediatamente riconoscibili.

La community può offrire un coinvolgimento senza pari agli inserzionisti, “[…] l’industria si sta orientando verso di noi perché sanno che abbiamo questa ambita fascia di consumatori di cui il settore ha bisogno, per far crescere la comunità dell’intrattenimento e per far crescere l’industria”, ha commentato ancora il Responsabile del social.

Universal, ad esempio, ha sfruttato la potenzialità del social con una riuscita campagna per pubblicizzare il film “Fast and Furious 9”, con un video esilarante in cui ha partecipato il creatore Daniel Mac insieme alla star Helen Mirren, che ha raggiunto più di 46 milioni di visualizzazioni.

Perché la pubblicità su TikTok funziona?

Semplice, lo chiarisce in poche parole uno dei principali tiktoker, Juju Green (alias @straw_hat_goofy), soprannominato “il ragazzo del cinema”, che in poco tempo, soltanto da gennaio 2020, è riuscito a raggiungere 3 milioni di follower mostrando le sue opinioni in fatto di cinema. “Se ti affermi su TikTok come una persona reale che ha solo molti pensieri sui film, poi le persone vogliono sentire i tuoi pensieri su un particolare film in uscita […] sembra meno pubblicità” ha affermato Green, che vanta collaborazioni preziose come Sony, Google e Hulu.

I nativi digitali partecipano alla creazione del contenuto, lo co-creano, lo condividono, e realizzano, involontariamente, una propagazione gratuita, veloce e di lunga durata, in un modo che che l’industria non potrebbe fare da sola.

Si rinnova così quell’abusato concetto di “prosumer” (produttore-consumatore), coniato da Alvin Toffler  negli anni ’80, quando il consumatore si è affacciato sul mercato in modo attivo e ha iniziato a far sentire la propria voce.

E per il momento, secondo le parole del vicepresidente di TikTok, le entrate cinematografiche sembrano ripagare la strategia dei produttori.

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Talent Acquisition vs Recruitment: non sottovalutare il cambio di paradigma nel mercato del lavoro

Oggi quando si parla di assunzioni e mercato del lavoro, ci troviamo davanti a un cambiamento significativo. Le aziende si trovano davanti a una grande sfida: attrarre talenti capaci di potenziare il valore economico e umano del brand.

Quello che una volta era un compito strettamente legato al dipartimento Risorse Umane è ora una funzione centrale per qualsiasi tipo di organizzazione che crede nello sviluppo del business attraverso le persone.

Perché parliamo di Talent Acquisition

Le aziende sono dinanzi a un’enorme carenza di talenti. Fenomeni conosciuti a livello globale come “Le Grandi Dimissioni” stanno investendo il mondo del lavoro con una forza inaspettata.

In un recente sondaggio condotto da Manpower Group, nel 2021 oltre due terzi delle aziende di vari settori hanno riscontrato la mancanza del giusto talento per specifici ruoli e condizioni sempre più complesse per la loro assunzione.

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Mentre il mondo cerca di riprendersi dagli impatti a lungo termine della pandemia, il mercato del lavoro affronta una carenza di talenti di dimensioni storiche.

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Secondo la ricerca, questo è il tasso di difficoltà di assunzione più alto mai conosciuto da oltre 15 anni.

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Perché è importante per noi

Se il recruiting è semplicemente quel processo di ricerca e selezione dei candidati ideali per i colloqui di un’organizzazione, la Talent Acquisition va decisamente oltre. È un cambiamento paradigmatico in quanto la ricerca di nuovi collaboratori non è semplicemente legata alle direttive strategiche del management.

Si tratta di un assetto organizzativo olistico, in totale sintonia con la mission e la vision aziendali che coincide con la cultura e i tratti caratteristici del brand. Ciò consente di attirare l’attenzione di persone che desiderano lavorare in un determinato contesto perché in sintonia con quello che il brand rappresenta per loro.

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Cosa c’è da sapere

Attirare il personale migliore per la propria azienda grazie alla Talent Acquisition non è qualcosa che si attiva con un semplice interruttore.

Sebbene il recruiting resti un’attività importante per colmare i posti vacanti nell’immediato, l’acquisizione di talenti è una strategia a lungo termine che rende le assunzioni più efficienti e più produttive.

Un nuovo ingresso che rispetta le caratteristiche della Talent Acquisition è da considerare come un driver di successo e prosperità per l’organizzazione perché la persona si sente esattamente lì dove desidera trovarsi a livello lavorativo.

Ninja Upshot

L’evoluzione della Talent Acquisition porta le aziende a ripensare i propri schemi di placement: esigenze di dipendenti specifici richiedono soluzioni di acquisizione di talenti differenti e particolari.

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Ciò significa che anche i responsabili del reparto Risorse Umane dovranno comportarsi meno come rappresentanti commerciali (che sono lì per promuovere la propria azienda) e più come strategist aziendali.