Le 10 aziende con i migliori benefit per i dipendenti

Le startup sono riuscite a trasformare il modo in cui pensiamo al lavoro. Sale per il divertimento durante le pause, cibo gratis e orari flessibili sono solo alcuni dei benefit portati dalla nuova cultura del lavoro e del fare impresa.

Una parte di questi benefit, sia chiaro, sono d’obbligo per le startup che vogliono competere nel mercato attuale ma hanno anche il compito di accaparrarsi i migliori talenti, incoraggiandoli a rimanere in azienda il più a lungo possibile.

Ma ora che aziende come Facebook, Google e HubSpot sono cresciute, passando oltre la loro natura di startup, hanno iniziato ad escogitare benefit sempre più innovativi, offrendo enormi vantaggi ai propri lavoratori.

Vediamo insieme le 10 aziende con i migliori benefit per i dipendenti.

1. I crediti di viaggio di Airbnb: tra i migliori benefit per i dipendenti

Cosa potrebbe mai offrire un’azienda che si occupa di mettere in contatto persone in cerca di un alloggio? Un credito di viaggio annuale di 2.000 dollari da utilizzare su Airbnb.

I dipendenti sembrano davvero soddisfatti, alcune delle recensioni apparse su Glassdoor lo dimostano. Gli impiegati lodano l’azienda perchè (oltre ai crediti di viaggio) va incontro alle normali problematiche di una famiglia. Basti citare le dieci settimane di congedo parentale, gli orari di lavoro flessibili e i benefit per l’infanzia.

2. Il mese sabbatico di Hubspot

Le 10 aziende con i migliori benefit per i dipendenti

Accanto ai “normali” benefit offerti dall’azienda, come le sale per il pisolino pomeridiano, le birre alla spina durante le pause di lavoro (si, avete capito bene), Hubspot ha pensato di creare un benefit che offre ai propri lavoratori un mese di permesso retribuito una volta raggiunti i cinque anni di impiego nella società.

L’obiettivo è: fare in modo che il proprio dipendente possa lavorare sui progetti personali, viaggiare o più semplicemente rilassarsi e tornare a lavoro rinvigorito.

3. Il congedo di paternità di Facebook

Facebook è stata una delle prime aziende tecnologiche che ha contribuito alla crescita di questa nuova cultura del lavoro e lo ha fatto attraverso numerosi benefit. Parliamo di pasti gratis, rimborsi per i pendolari, palestre nelle sedi di lavoro e molto altro.

Negli anni l’azienda è cresciuta così come sono cresciuti i benefit per i propri dipendenti. Dopo essersi preso il congedo di paternità prolungato, Zuckerberg ha deciso di fare lo stesso per tutti i suoi dipendenti, estendendo la maternità e il congedo di paternità a quattro mesi dopo la nascita dei figli.

Oltre al congedo esteso, Facebook dona 4.000 dollari da utilizzare per l’acquisto di ciò che può servire ai figli neonati dei propri dipendenti.

Si vocifera che Maxima sia la nuova eroina di Menlo Park.

4. Il congedo parentale di Netflix

Le 10 aziende con i migliori benefit per i dipendenti

Se Facebook ha fatto notizia per la sua generosità in fatto di paternità e maternità, Netflix non è da meno. Pare infatti che l’azienda californiana offra ai nuovi genitori un intero anno di congedo. Nel corso dell’anno i dipendenti possono scegliere se lavorare con un orario flessibile, part-time, o di non lavorare affatto ricevendo comunque stipendio e benefit.

5. I crediti benessere di LinkedIn

Anche LinkedIn coccola i propri dipendenti. Oltre ai normali benefit come cibo gratis, assistenza sanitaria gratuita, palestre nella sede di lavoro etc., ha recemente aggiunto un credito di 2.000 dollari da spendere in massaggi o lezioni di fitness dimostrando il proprio interesse al benessere di ogni singolo dipendente.

LEGGI ANCHE: Le migliori 10 aziende al mondo in cui lavorare

6. Spotify: i sussidi per la fertilità

Spotify ha fatto notizia per essere stata una delle prime aziende tech ad offrire dei sussidi per la fertilità. Si tratta di un benefit destinato ad incentivare le dipendenti a non escluderesi la possibilità di crearsi una famiglia pensando allo stesso tempo alla propria carriera.

Una risposta al problema è venuta anche da Facebook e Google che nel 2014 hanno pensato di creare dei benefit che aiutino le proprie dipendenti nel congelamento degli ovuli.

7. Il volontariato a pagamento di Salesforce

Salesforce non è la prima azienda ad incoraggiare i propri dipendenti a fare del volontariato, ma è una delle poche che paga i propri dipendenti per farlo. Ogni anno, infatti, i dipendenti di Salesforce hanno diritto a sette giorni di volontariato pagato.

La società incentiva anche la beneficenza, concedendo 10.000 dollari per ciascuno dei cento migliori volontari dell’anno, i quali possono donare la somma ad una organizzazione non-profit di loro scelta.

8. PwC salda i costi degli studi

Le 10 aziende con i migliori benefit per i dipendenti

Le aziende americane si stanno rendendo conto che i lavoratori entry-level hanno dei grossi problemi a saldare i debiti con le loro università, per questo motivo PwC ha pensato ad un programma per aiutarli a saldare i prestiti per gli studi.

I dipendenti di PwC possono usufruire del programma per un massimo di sei anni con l’intento di aiutare i nuovi dipendenti a pagare i loro prestiti più velocemente.

9. Accenture e il cambiamento di sesso

Accenture si vanta di aver creato un ambiente di lavoro inclusivo che abbraccia tutte le diversità; hanno fatto in modo che la cosa risultasse ben chiara. Accenture è, infatti, la prima società di consulenza ad offrire la copertura per un intervento chirurgico destinato al cambiamento di sesso.

10. L’ampia copertura di Zillow

Zillow, a detta della recensione apparsa su Glassdoor, offre “un pacchetto di benefit assolutamente fenomenale.” I dipendenti godono di vantaggi illimitati; cibo gratis, copertura sanitaria completa, spese per i pendolari e rimborsi di qualsiasi genere.

I video su facebook

Il potere persuasivo dei video: Facebook ci spiega perché puntare sul video content

Sempre più video nel newsfeed, l’implementazione di Autoplay, i video a 360 gradi, Facebook live, Instagram stories, il lancio di Ad Breaks. Per chi non lo avesse capito Facebook sta puntando tutto e di più sui video. Dati alla mano, la scelta è più che giustificata. Perché il mobile video cresce a dismisura? Perché i nostri occhi sono letteralmente catturati dai contenuti video postati sul social network di Menlo Park? Facebook rende noti i risultati di un’ultima ricerca: Il potere persuasivo dei video E noi oggi vogliamo proprio parlarvi di questo.

Da quanto riportato nel report, attraverso un‘analisi biometrica di come le persone negli Emirati Arabi e nel Regno Unito visualizzano e consumano i contenuti nei loro feed di Facebook (app mobile) si è scoperto che gli utenti preferiscono guardare, ben cinque volte di più, i video rispetto a contenuti statici su Facebook e Instagram.

video content su Facebook

I video, quindi, siano essi live o in differita rappresentano ora i contenuti più apprezzati, visualizzati, commentati e condivisi sulla piattaforma di Mark Zuckerberg.

Ma quali sono i principali fattori legati alla smisurata e incontrollata crescita di visualizzazioni di video su Facebook? E cosa spingerebbe il social network per eccellenza a puntare sempre di più su questo tipo di contenuti? La ricerca ne riporta ben cinque: l’utilizzo di dispositivi mobile, la soglia di attenzione degli utenti, il fenomeno del binge-watching, i contenuti legati al brand e sicuramente le novità in ambito video! Ma andiamo con ordine e approfondiamole una per una.

Mobile video revolution

L’approccio di Facebook negli ultimi anni, mesi, è sicuramente “Mobile first”. E come potrebbe essere altrimenti, dato che attualmente nel mondo ci sono circa 412 milioni di utenti attivi sui social media (il 49% della popolazione) e di questi ben 340 milioni (il 40% della popolazione) sono attivi sui social network da mobile. (Report Digital in 2017 – We Are Social, Hootsuite).

Secondo i risultati della ricerca la maggior parte degli utenti di Facebook dichiara di prestare molto più attenzione ai video da dispositivi mobile invece che da desktop. Se, dunque, da mobile la conversazione che si sviluppa attorno ad un contenuto video è importante quanto il contenuto stesso, non sarà difficile da intuire il futuro del mobile advertising: i video!

Video su Facebook

Non c’è da stupirsi se Facebook tenda sempre più ad ottimizzare i contenuti video per la versione mobile: dai video a 360 gradi, ai video verticali. Nonostante molti esperti di digital e marketing disapprovino questo formato in quanto riduce di molto la qualità complessiva del video, Facebook tende a ottimizzarli proprio perché più idonei agli schermi dei nostri smartphone.

Catturare l’attenzione dell’utente con il video content

Sempre secondo quanto riportato dalla ricerca, la maggior parte degli utenti di Facebook (circa il 77% degli intervistati) preferisce guardare video brevi invece che più lunghi. Ecco perché i video che spesso vediamo sul social network più amato sono tutti sotto i dieci minuti di durata complessiva. Sarebbe questo il limite massimo oltre il quale il video, soprattutto se di advertising, potrebbe non essere ricevuto, visualizzato e condiviso con lo stesso interesse.

Ancora in discussione i reali e definitivi tempi di attenzione degli utenti sui social ma una cosa è certa, è il mobile a dominare tempi, dimensioni, e modalità di fruizione. A vincere dunque è la brevità.

Video su Facebook

Il fenomeno del binge watching

Non ne avete mai sentito parlare? Il binge watching è un fenomeno molto diffuso tra gli amanti seriali delle serie tv. Avete capito bene. Il binge watching consiste nel guardare diverse puntate della serie tv preferita. Una puntata dietro l’altra senza sosta. Alzi la mano chi non è mai stato contagiato da questo fenomeno più comune di quanti si pensi. Bene cosa c’entra con il nostro discorso sui video e Facebook? Presto detto.

Dalla ricerca presa in esame è emerso che il fenomeno del binge watching relativo ai video è in continua ascesa e circa il 65% del millennials attivi su Facebook ammette di guardare più video, uno dietro l’altro senza interruzioni. Youtube non si è lasciato scappare questa ghiotta occasione, ecco comparire il ben noto autoplay tra un video e l’altro.

E Facebook? Non è di certo rimasto a guardare, applicando infatti la stessa funzione ai propri video, ma per il prossimo futuro promette una selezione sempre più automatica e personalizzata di serie di video senza interruzioni per singoli utenti. Staremo a vedere.

Contenuti interessanti per favorire la visione

Niente di nuovo per questo punto in particolare ma di fondamentale importanza. I contenuti video devono essere belli, interessanti, pertinenti, virali. I ricercatori incaricati da Zuckerberg hanno infatti dimostrato che i video pubblicati su Facebook e Instagram innescano di circa 2 volte di più i livelli di entusiasmo degli utenti rispetto alla visione dello stesso contenuto pubblicato su altre piattaforme (youtube, blog, siti web).

video content su Facebook

Puntare sulla novità

La ricerca infine dimostra che gli utenti di Facebook sono fortemente attratti da video nuovi, originali e dal diverso formato. Già da diverso tempo le gif popolano e spopolano su Facebook mentre su Instagram a dominare sono i micro video effetto boomerang. Cosa vogliamo dire con questo? Se è vero che un contenuto video ha il doppio di possibilità di catturare l’attenzione dell’utente rispetto ad un contenuto statico (immagine e testo), è vero anche che sono sempre più apprezzati video originali, che lanciano nuove tendenze.

I video a 360 gradi su Facebook per esempio aumentano di circa quattro volte il livello di attenzione dell’utente rispetto ad un video tradizionale.

Che ve ne pare dei risultati di questa importante ricerca di Facebook sul potere del video content? Anche voi siete dei sostenitori di questo tipo di ceontenuti? Scrivetelo qui nei commenti o nella nostra fanpage Facebook o sul nostro gruppo LinkedIn.

Cosa rende un logo indimenticabile?

Il Nike swoosh, la mela morsicata di Apple, i due cerchi di Mastercard: cosa rende questi loghi indimenticabili agli occhi dei consumatori e perché sono così efficaci?

La risposta a queste domande non è affatto scontata. Anzitutto, c’è da dire che il riconoscimento del marchio, di per sé, non basta a rievocarne l’identità. Per costruire un’identità di marca coerente e strutturata, c’è bisogno di mettere insieme tutti i valori che caratterizzano il tuo brand e allinearli ad un concept visivo capace di rispecchiarli al meglio.

Sei curioso di sapere cosa distingue un buon logo da uno straordinario? Vediamo insieme i 9 step made in Adobe che devi tenere a mente se vuoi realizzare un logo efficace.

1. Crea una strategia visiva per la tua marca

La pianificazione, si sa, è alla base di qualsiasi processo creativo. L’approccio moderno al design del logo prevede la creazione di un vero e proprio brand system, composto da un marchio primario, uno secondario, font e combinazione di colori da allineare alla tua identità di marca.

2. Assicurati che il logo sia adatto a più contesti

I grandi loghi sono indimenticabili, ma anche funzionali. Assicurati che il tuo logo si presti ad essere adattato a più contesti, dalle piattaforme digitali agli oggetti fisici. Un logo responsive, facilmente modificabile e identificabile nella sua varietà di forme, dimensioni e applicazioni è un logo vincente.

Coca-Cola_logo

 

 

3.  Parola d’ordine: semplificazione

A colori o in bianco e nero? Astratto o letterale? I loghi migliori possono essere ridotti a uno o due colori e ridimensionati facilmente. Se ciò non accade, è probabile che il tuo logo sia troppo complesso e questo non aiuta ad essere memorizzato dagli utenti. Elimina il superfluo e concentrati sugli elementi che racchiudono la tua identità di marca.

4. Guarda i trend, ma punta ad un logo senza tempo

Buttare un occhio ai trend del momento è importante per aiutarti nella fase creativa, ma ricorda che ciò che è di tendenza oggi potrebbe non esserlo domani.

Punta ad un concept del logo capace di resistere allo scorrere del tempo e che riesca ad esprimere la sua essenza anche fra dieci anni.

L'evoluzione del logo MasterCard

L’evoluzione del logo MasterCard

5. Sii unico

Un logo indimenticabile è un logo unico. Assicurati che l’identità visiva che hai in mente per il tuo brand non sia già stata utilizzata da altre realtà: questo aiuterà a renderlo inconfondibile agli occhi dei consumatori.

6. Poniti le domande giuste

In fase di progettazione è importante che tu ti ponga le giuste domande. Organizzare un brief creativo può essere un ottimo punto di partenza per chiarire alcuni aspetti, come ad esempio:

  • L’identità della società che vuoi comunicare. L’azienda ha una personalità seria o giocosa? Dinamica ed energica o sicura e stabile?
  • Il target aziendale di riferimento e le preferenze visive del pubblico. Chi sono i clienti e cosa prediligono?
  • Le diverse applicazioni del logo. Il logo dovrà essere stampato su un cartellone pubblicitario o su una camicia?

7. Sviluppa le bozze

Una volta definiti tutti gli elementi progettuali, sviluppa le tue idee creative all’interno di una “mood board”.

Una mood board è una sorta di collage che racchiude il concept e le immagini relative ad un progetto grafico. Inizia inserendo in questo strumento tutte le idee che ti vengono in mente e dai libero sfogo alla tua creatività.

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8. Riordina le idee

A questo punto, seleziona i progetti migliori tra quelli inserite nella mood board e arricchiscili con nuovi elementi. Non avere fretta in questa fase di raffinazione: prenditi tutto il tempo necessario per sviluppare al meglio la tua creatività e concentrati su ciò che ti rende ispirato.

9. Testa il tuo logo

Quando avrai sviluppato il tuo logo, testalo con il tuo target di riferimento, chiedendo una reazione spontanea. Tra gli strumenti che puoi utilizzare, un questionario online è sicuramente il più veloce e funzionale.

Fai una distinzione tra feedback utili ed inutili. Ad esempio, un feedback utile farà riferimento al modo in cui il logo comunica i tuoi valori aziendali e a come la tua marca viene percepita.

Sulla base delle reazioni della tua audience, valuta quali sono le eventuali modifiche da apportare al tuo logo.

William Golding diceva che le idee più grandi sono quelle più semplici. Ricorda che un logo memorabile non ha bisogno di essere complesso. Con gli strumenti giusti e una buona ispirazione creativa creare un logo straordinario sarà più facile che mai.

TIM dati social Sanremo 2017

TIM a Sanremo 2017: la strategia e i risultati della sponsorship

L’Advertising tradizionale può creare valore o il pubblico è destinato a continuare a svolgere il ruolo di destinatario passivo della pubblicità? La risposta a questa domanda non è difficile, se come esempio analizziamo la recente campagna di TIM per il Festival di Sanremo 2017.

Una comunicazione innovativa basata sui social ma anche sui dati, sull’engagement e soprattutto sul grande spettacolo, che ha portato in Italia uno stile pubblicitario nuovo, ispirato alle grandi campagne per il Superbowl americano.

Sanremo 2017 su Twitter e su Facebook

Secondo i dati, diffusi anche da Blogmeter, nella settimana della kermesse della canzone italiana, sono state registrate 2,9 milioni di conversazioni digital sul Festival:

  • Twitter è stato il canale preferito dagli utenti per seguire e commentare il Festival, con il 97% delle conversazioni totali e con un aumento del 4% rispetto al 2016
  • Sugli altri canali social, si è espresso il 3% degli spettatori, con il 24% di conversazioni presenti su Facebook

Gli hashtag più utilizzati online sono stati #Sanremo2017, #TIM4Unicef, #LaPrimaStella, #occidentaliskarma, #LeMilleBolleBlu, #NelMezzoDiUnApplauso, #MinaSanremo, #TeamDivano, #TeamBravi, #sanremo, #IlDiarioDegliErrori, #Gabbani, #Mika, #mariadefilippi, #VietatoMorire, #IlCieloNonMiBasta, #SanremoCeres, #arenaGiletti, #DopoFestival, #ChesiaBenedetta, #TuttaColpaMia.

Un totale di 2 milioni e mezzo di tweet per circa 12 miliardi di impression con 177,8 mila utenti che hanno utilizzato l’hashtag ufficiale #Sanremo2017 nelle loro conversazioni.

Sanremo 2017 come il Superbowl, tra spot dedicati e grandi personaggi

TIM social Sanremo 2017 video

La strategia di marketing di TIM ha previsto per ogni serata del Festival un diverso video, contestualizzato con il crescendo dello spettacolo puntata dopo puntata, fino a quella finale.

Una novità per la TV italiana, che ha creato l’illusione tipicamente da showbiz di uno spettacolo nello spettacolo: i video di TIM con Sven Otten e la voce di Mina hanno spopolato in televisione come online, grazie alla contagiosa carica creativa.

Per i quattro spot e per la diretta sono state registrate 4,6 milioni di views e 124mila interazioni, mentre il ritorno di Mina a Sanremo, che ha reinterpretato All Night di Parov Stelar – il brano che diventato ormai un vero tormentone -, è stato raccontato con 376 articoli, per una reach media di audience online di 1,9 milioni di utenti, a cui vanno aggiunti gli oltre 10mila commenti online.

Lo spot diventa virale: l’operazione Balla Con TIM

Lo spot ispirato al ballo, che vede come protagonista lo spettacolare ballerino tedesco Just Some Motion, alias Sven Otten, diventato celebre su Youtube per il suo modo di ballare al ritmo di elettro e neo swing, ha contagiato davvero tutti, scatenando la creatività degli utenti digital, che si sono cimentati nella propria versione di coreografia, con video parodie, flash mob in varie città italiane, vignette e altri contenuti social.

Il contenuto di valore strettamente promozionale o user generated, sempre all’insegna del divertimento, è stato al centro dell’intera campagna, per la quale è stato ideato anche un concorso, Balla Con TIM che ha reso il pubblico protagonista dello spot, ballando come JSM, per un totale di 194mila views sui video generati dagli utenti.

TIM sponsor unico del Festival di Sanremo: puntare sul brand vuol dire saper differenziare

sanremo tim

La scelta di essere sponsor unico del Festival poteva essere un rischio per TIM: diventare troppo invasivi o ridondanti è davvero semplice quando si opera a livello multi-channel, ideando una strategia on e offline.

Eppure il brand è stato in grado di declinare messaggio e marchio in tanti modi diversi da non risultare mai ripetitivo e da fornire sempre un motivo in più a utenti a spettatori per seguire tutta l’operazione, sia sui social che in TV.

La campagna totale ha coinvolto anche education e robotica, con ALIAS (il robot munito di ruote e telecamere che è stato l’occhio degli utenti a Sanremo) e il TIM Data Show (con gli influencer della rete che hanno commentato in live streaming i dati forniti dalla TIM Data Room), per un approccio completamente nuovo.

Più che sponsor e corredo dello spettacolo, alla fine TIM è risultato un elemento importante almeno quanto lo stesso show, con il mini-musical creato ad hoc con le scenografie di Cinecittà World, ma anche con il marchio inserito nello stesso hashtag ufficiale di Sanremo 2017 (prima volta su Twitter in Italia), al centro delle conversazioni sui social.

Google lancia Uptime, l’app per guardare i video con gli amici

L’app Uptime rafforza ancora di più il significato di due parole che conosci benissimo: condivisione e real time. Quante volte hai pensato di far vedere quel video ai tuoi amici e farvi due risate? E se invece a vederlo per la prima volta foste tutti insieme contemporaneamente? Questa è la rivoluzione di Uptime, al momento disponibile gratuitamente solo per iOS USA e creata dal team Area 120 di Google.

Un design molto giovane e colorato che facilita l’utilizzo e che potrebbe rivelarsi la chiave del suo successo poiché servizi del genere hanno già fatto in passato la loro comparsa sul mercato, ma non hanno avuto molta fortuna: YouTubeSocial, WeMesh, LiveLead, AirTime.

Come funziona

Google lancia Uptime, l'app per guardare i video con gli amici
In linea con i trend del momento, non poteva non ricordare le interfacce di live streaming a cui sei abituato. Dunque, la propria immagine del profilo insieme a quella degli altri spettatori si muove sullo schermo seguendo una sorta di perimetro ed è possibile commentare o esprimere la propria opinione attraverso quelle emoji che sono ormai entrate nel nostro vocabolario: smile, occhi a cuoricino, wow o la più temuta angry face. Chi sta guardando il video naturalmente può vedere reactions e commenti degli altri spettatori, in tempo reale o in un secondo momento.

Si possono cercare video su YouTube e condividerli con Uptime, una notifica avvertirà i tuoi amici che per iniziare ad usare l’app devono ricevere un invito, un meccanismo già noto a Google ma il team dell’app ha inizialmente diffuso un simpatico codice per accedere anche senza invito: PIZZA.

Non è possibile inviare messaggi privati, tutto ciò che vuoi dire avviene alla luce del sole, anche perché riguardo a messaggistica YouTube ci sta già lavorando, in Canada da qualche tempo è già attiva questa possibilità.

Molti dei contenuti che si trovano già nell’app sono stati selezionati dai suoi creatori e includono un range piuttosto vasto: dai video sui gattini (immancabili!) a clip da programmi TV o altri contenuti divertenti che ovviamente si prestano allo scopo di Uptime.

Una nota “dolente” è che in orizzontale si perdono le funzioni di commento e reactions, ma in fondo è ancora presto per parlare di errori.

50 anni dopo il pitch di Don Draper, Heinz approva e pianifica la campagna

Quelli fra di voi che hanno seguito la serie Mad Men sicuramente ricorderanno l’episodio della sesta stagione “To Have and to Hold” in cui uno sfacciato Don Draper propone al cliente – in quel caso il Ketchup Heinz – una serie di annunci stampa in cui non è visibile il prodotto ma solo cibo succulento e lo slogan “Passami l’Heinz”.

Ebbene, Heinz ha appena annunciato che l’idea creativa di Don verrà realizzata e pianificata quest’anno a New York.

Nicole Kulwicki, Head of brand Heinz, ha riferito ad AdFreak che è finalmente arrivato il momento di approvare l’idea presentata (anche se solo in una fiction) decine di anni fa.

“Anche se Don Draper ha creato la campagna ‘Pass the Heinz’ quasi 50 anni fa, questa comunicazione è davvero attuale” […] “Mr Draper aveva capito l’unica cosa che i fan di Heinz sanno: mai accontentarsi dei cibi che ami senza il sapore di Heinz”. “Se guardi questi bellissimi scatti di fritture o di un hamburger c’è decisamente qualcosa che manca. E la frase ‘Passami l’Heinz’ è tutto ciò che devi dire. Non occorre mostrare il prodotto”

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La Kulwicki ci tiene a specificare che l’operazione non è destinata solo agli amanti della serie cult (vincitrice di numerosi Golden Globe).

“La campagna è davvero molto potente, anche se non comprendi la sua connessione con Mad Men” ha detto.

Non ci resta che aspettare l’arrivo degli annunci in strada e condividere con voi i credits (ovviamente scritti con la macchina da scrivere).

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eCommerce Update, aggiorna le tue skill in un lampo!

Il 2016 è stato l’anno dell’eCommerce ed il 2017 cambierà definitivamente il modo in cui lo percepiamo. Tutti i big player si sono lanciati alla conquista dell’eCommerce sfoderando strumenti, nuove funzionalità, tecnologie e modelli di distribuzione prima solo ipotizzati ed oggi alla portata di tutti.

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eCommerce Update! [2 ORE On Demand]

L’eCommerce Update di Ninja Academy è un percorso intensivo che aggiorna le competenze aziendali necessarie a chi ha già avviato una piattaforma di eCommerce e sente l’esigenza di riprendere il passo sulle novità di mercato per il 2017: una carrellata su ciò che è accaduto, sta accadendo ed accadrà per rimanere al passo coi tempi.

Seguendo questo percorso, riuscirai a:

  • Consolidare o modificare la direzione delle strategie e dei modelli di business attuali
  • Orientarti tra i dati del mercato italiano e globale dell’eCommerce
  • Riconoscere i trend che rappresentano un’opportunità concreta per il tuo eCommerce
  • Comprendere le nuove funzionalità di Facebook, Google, etc per gli eCommerce Manager

Quali sono gli argomenti dell’eCommerce Update e chi è il docente?

L’eCommerce Update con Pietro Bonomo [eCommerce Consultant viraloctopus.com] è un corso di aggiornamento professionale che consta di 2 ore di didattica online On Demand: puoi seguire le lezioni ovunque ti trovi, accedendo dal web alla tua aula virtuale.

  • La didattica è completamente online, così come i materiali di studio
  • Ninja Academy ti offre la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità On Demand accedendo alla piattaforma e-learning
  • Al termine del corso, previo superamento di un test di valutazione, potrai scaricare il Certificato di partecipazione

PROGRAMMA: Le nuove opportunità per gli eCommerce Manager

  • Introduzione all’eCommerce Update
  • Dati e numeri del mercato eCommerce in Italia e nel mondo
  • Modelli di business emergenti
  • eCommerce nel 2020: Internet of Things, Video Personalizzati, VR
  • Esperienza utente e Web Design: gli ultimi trend
  • Le migliori piattaforme per sviluppare eCommerce e chatbot
  • Le novità dell’eCommerce Marketing: Google SEO, AdWords, Facebook, Email
  • Conclusioni dell’eCommerce Update

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PREZZO 99€ IVA INCLUSA

Il team Ninja Academy è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare!

Knowledge for change.
Be Ninja!

Scilla Startup Ninja Marketing

ScillaStartup, partecipa alla 3a edizione di SpinUpAward

Il 25 marzo Scilla si trasforma nel centro dell’innovazione made in Italy, con la 3a edizione di SpinUpAward, la competition dedicata alle startup e alle idee imprenditoriali in ambito Turismo e Agri-Food.

Oltre ad essere location d’eccellenza del Ninja Camp – la tre giorni dedicata a formazione, networking e divertimento per tutti i Ninja della comunicazione – il meraviglioso castello di Scilla sarà protagonista di Scilla Startup.

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SpinUpAward, la competition dedicata all’innovazione del made in Italy

Giunto alla sua terza edizione, lo SpinUpAward è la competizione dedicata all’innovazione del made in Italy, promossa dai Giovani Imprenditori di Confindustria del Sud e sviluppata con Angelo Marra e Antonio Prigiobbo, in collaborazione con associazioni e imprese che promuovono l’innovazione dei territori.

L’evento mira a facilitare e dare un’opportunità a startup e PMI, facendole entrare in contatto con investitori e potenziali partner per accelerare la loro crescita.

Per averne un assaggio, guarda il video dell’evento che si è tenuto lo scorso anno a Capri.

Durante la competition i partecipanti potranno avere l’occasione di presentarsi ai partner dell’iniziativa, a investitori professionali e alla platea di imprenditori che saranno presenti a Scilla il 25 Marzo all’interno del programma di eventi Scilla365 e in concomitanza con #NinjaCampScilla.

Durante lo SpinUpAward 2017, sarà premiata la migliore startup per ognuna delle due categorie:

  • AgroFoodTech: Strumenti e Prodotti per Alimentazione, Coltivazione, etc.
  • Tourism: Servizi, Prodotti, Accoglienza, Viaggi, etc.

La competition è aperta a persone, startup e imprese già avviate in forma societaria, che possono presentare i propri progetti innovativi.

Le startup premiate avranno accesso a alla formazione On Demand e Online di Ninja Academy. Tra gli altri premi messi in palio ci saranno periodi di coworking in SELLALAB, pacchetti di servizi Banca Sella, una consulenza legale per apertura sede negli Stati Uniti con Orrick, accessi ed exibition a Heroes, una membership TAG Flex, due slot di consulenza gratuita finalizzata all’accelerazione da parte del team di R1.

Prenota il tuo posto al Ninja Camp!

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Il 24, 25 e 26 marzo Scilla, in Calabria, diventerà il centro dell’innovazione: oltre alla competition a colpi di pitch tra le startup dello SpinUp Award, potrai partecipare alla tre giorni del raduno nazionale dei Ninja della comunicazione, powered by Enel.

Cosa aspetti a prenotare il tuo weekend all’insegna del networking in questa splendida meta turistica? Prenota subito un posto!

Come introdurre l’intelligenza artificiale nel Marketing

L’intelligenza artificiale sta conquistando uno spazio importante nelle nostre operazioni quotidiani e nel business. Pubblicità e marketing non sono da meno, anche se a rilento. Il processo di rinnovamento dell’attuale tecnologia degli annunci pubblicitari richiede tempo e i martech stanno cominciando solamente ora ad includere l’AI nelle loro strategie.

Le aziende che vogliono entrare in questo mondo e desiderano capire i processi di cui è composto, le numerose operazioni, i canali, le persone e le procedure che li compongono, dovranno rinunciare all’idea di poter aver il pieno controllo e dovranno porre la propria fiducia nella tecnologia.

L’intelligenza artificiale può automatizzare in maniera olistitica le operazioni di Digital Marketing, ed è sicuramente interessante capire come interi processi di pensiero umano possono essere convertiti in algoritmi.

Vi spiego i sette step da seguire per incominciare a introdurre la componente tecnologica all’interno delle vostre strategie.

1. Osserva attentamente e individua tutte le fasi del processo

Durante il giorno, compiamo in maniera automatica e a un livello di subconscio parte delle operazioni che svolgiamo. Trasformare queste operazioni in una serie algoritmi, significa isolare la logica e ragionare con una capacità tale che noi umani non potremmo mai raggiungere, mentre la tecnologia sì.

Osservare con occhio vigile e scrupoloso i Marketer e gli Account Manager mentre sono al lavoro sul campo, osservando come e perché prendono decisioni ed eseguono le fasi di un determinato processo, diventa una componente fondamentale.

marketing e intelligenza artificiale

2. Perché i marketer prendono determinate decisioni?

L’AI non deve solamente capire quali operazioni deve eseguire, ma deve anche capire il perché di ogni decisione che è stata presa, sia che basata sull’esperienza, la logica o il semplice istinto.

Questo richiede da parte di Marketer e Account Manager lo sforzo di descrivere il loro processo di decision-making. Quest’operazione può essere particolarmente complicata, considerando che la metà delle volte non sanno il perché han preso una direzione rispetto ad un’altra.

3. L’intelligenza artificiale può comprendere la creatività?

Indubbiamente i dati sotto forma di parole e numeri sono il regno dell’AI, ma quando si tratta di chiedere alla tecnologia di processare e prendere decisioni più creative, come si fa?

Per noi umani è abbastanza intuitivo capire perché certe immagini o copy hanno più senso come prima interazione con un utente. Una macchina invece avrà bisogno di essere programmata per fare questo tipo di operazione, in modo da poter decidere i contenuti più adatti, senza aver bisogno dell’intervento umano.

marketing e intelligenza artificiale

4. Programma l’AI per fare quello che noi umani non possiamo fare

Una macchina può elaborare milioni di dati in un minuto e ogni minuto è composto da combinazioni variabili che influenzeranno un numero esponenziale di risultati in qualsiasi processo.

In una campagna di marketing questo si traduce nella possibilità di scegliere quale contenuto è meglio usare su un canale specifico considerando la sua audience e il livello di familiarità con il prodotto. La tecnologia deve essere in grado di prevedere le performance di un singolo contenuto in relazione a tutti gli altri.

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5. Conduci i singoli blocchi come un’orchestra

Nel business uno dei maggiori problemi che si riscontra nei processi composti da molti passaggi  è che spesso queste parti fanno parte di operazioni gestite da team diversi. Nel caso di una campagna di Digital Advertising avremo una persona responsabile per Facebook, una per Instagram, una per Twitter, una per la Display e così via. Ognuna di queste persone riceve insight diversi l’una dall’altra, e ognuno li usa per calibrare i propri singoli sforzi.

Raramente gli insight provenienti da un canale vengono poi usati per fare delle valutazioni di un canale diverso, non vengono relazionati tra di loro i risultati. Nonostante le buone intenzioni, per il cervello umano è difficile tenere il passo con la moltitudine di stimoli e riuscire poi ad applicarli su tutti i canali come se stesse dirigendo un’orchestra. Al contrario, per un macchina, se programmata correttamente, analizzare questi dati e tradurli in una visione complessiva è molto più semplice: il quadro d’insieme comprenderà anche le interazione tra le varie funzioni.

6. Controlla e correggi

Per evitare che l’intelligenza artificiale prenda decisioni completamente fuori sincrono rispetto a quello che una persona farebbe in una determinata situazione, è importante introdurre delle fasi di controllo.

Se ti trovassi a pianificare del budget da investire, non verificheresti personalmente che la cifra dettata dalla macchina sia effettivamente corretta? Non ti fideresti ciecamente, vero?

7. Pensa in grande

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L’intelligenza artificiale non deve essere utilizzata per fare le stesse che potrebbe fare una persona, con lo stesso ritmo e la stessa portata. Le macchine ben programmate capiscono tutto quello che fa parte di un processo, ma lo sanno fare meglio e su una scala impossibile da raggiungere per l’essere umano. Sfrutta bene questa possibilità.

Come gestire il tuo primo Instagram takeover?

Sapete cos’è un Instagram takeover? Si tratta di una pratica abbastanza diffusa all’estero, meno qui in Italia, che vede i brand affidare il proprio account Instagram a un artista, un fotografo, una personalità quotata e apprezzata, che per un periodo breve produca i contenuti per conto dell’azienda. Un processo che è stato messo a regime ad esempio – spostandosi su un altro social – per l’account Twitter della Svezia.

Torniamo però a bomba su Instagram: quando un brand decide di collaborare con un influencer, di sicuro non è per caso. Ovvio che la scelta ricada su un profilo idoneo a veicolare i valori della marca, e che attraverso la propria personalità potrà dare un valore aggiunto alla comunicazione social.

Ma, come dice Spider-Man: “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. E questo vale anche per i post. Se sei stato scelto come ospite per il tuo primo Instagram takeover e l’account che devi gestire ha migliaia di fan, avrai gli occhi puntati su ogni singolo movimento che farai. Questo riguarda sia il pubblico, che vorrà conversare con te e si aspetta di vedere contenuti di qualità, sia l’azienda, che seguirà da vicino ogni tua mossa e risultato.

Ma la prima regola è mantenere la calma, giusto?

Ecco quindi quattro consigli da seguire per far sì che il tuo primo Instagram takeover sia un successo dall’inizio alla fine.

Stabilisci gli obiettivi in anticipo

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Prima che la collaborazione abbia inizio, è buona norma che entrambe le parti rispondano a una serie di domande per essere consapevoli e preparati sulle aspettative che riguardano il progetto. Eccone alcune:

Obiettivi – Il brand che cosa si aspetta di ottenere con questa collaborazione? Vuole stimolare l’interazione del pubblico con l’azienda? Vuole avere più seguito? Vuole mettere in evidenza un nuovo prodotto?

Kpi – Come sarà misurato il risultato ottenuto dal takeover? Si potrebbero valutare il numero dei mi piace per ogni post condiviso dell’influencer oppure il numero dei nuovi follower che sono stati attratti dalla sua gestione della pagina Instagram aziendale. Entrambe le metriche sono accettabili, l’importante è definirle a principio per non generare false aspettative.

Date – Vanno definite le date in cui l’influencer sarà ospite dell’Instagram aziendale. Potrebbe essere un paio di giorni, una settimana o anche di più.

Contenuti – L’influencer è stato scelto anche per il suo elevato grado di affinità con l’estetica aziendale. In ogni caso, se non è del tutto sicuro di quello che può postare, è una buona idea rivolgersi direttamente all’azienda e domandargli se vuole un contenuto specifico.

Piano editoriale – C’è un minimo o un massimo numero di post che l’influencer deve postare ogni giorno? Concordare in principio un modello di pubblicazione ideale, può essere d’aiuto per evitare incomprensioni.

Hashtag – Incoraggiare l’utilizzo di hashtag creati specificamente per l’occasione è un buon modo per poter monitorare la partecipazione e il successo complessivo dell’operazione. Se l’influencer non vuole includere alcuni hashtag nei post, per esempio perché appartengono a un suo concorrente o non rispettano la sua personalità, è sempre meglio parlarne prima all’azienda.

Login – L’azienda deve decidere se lasciare le credenziali d’accesso della sua pagina Instagram all’influencer di modo che lui possa gestire tutta l’operazione in autonomia dall’inizio alla fine oppure può decidere di provvedere a postare internamente i contenuti creati dall’influencer.

Cambia il tuo modo di postare

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C’è un modo classico di postare che comprende essenzialmente le fotografie. Ma puoi animare il takeover utilizzando le numerose possibilità che ti offre la piattaforma di Instagram.

Instagram Carousel – Con il recente aggiornamento Instagram permette di condividere fino a dieci fotografie in un singolo post, dando la possibilità ai fan di vedere di più sfogliando il piccolo album.

Live video – I video danno la possibilità di catturare l’energia del momento in modo autentico e ti permettono di raccontare meglio il tuo punto di vista.

Boomerang – Rendi vitale la situazione che stai vivendo con mini-video di alcuni secondi che possono essere guardati in loop.

Instagram Stories – Questa funzione ti permette di separare alcuni momenti dagli altri contenuti. Utilizzala se, per esempio, vuoi documentare la partecipazione a un evento o mostrare una tua proposta sul “come fare a”.

Interagisci con il pubblico dell’azienda

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Un consiglio su come interagire con i fan sin dall’inizio del tuo Instagram takeover? Inizia spiegando chi sei, da dove vieni e che cosa ti ha portato qui. Termina il tuo intervento con una call to action che incoraggi a condividere più informazioni personali da parte del pubblico e cerca di rispondere il più possibile ai loro commenti.

Promuovi il takeover sui tuoi social

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Questa attività è di sicuro sulla lista delle cose da fare, ma, in realtà, dovrebbe essere uno dei primissimi compiti da svolgere una volta che i dettagli sulla collaborazione sono stati stabiliti.

Promuovi questa collaborazione sui tuoi social e attraverso newsletter dedicate, se hai una mailing list. Non dimenticarti di mettere il tag alla pagina Instagram dell’azienda e di includere l’hashtag che è stato pensato appositamente per l’occasione. Incoraggia i tuoi follower a seguirti utilizzando l’hashtag per postare contenuti a tema e a visitare l’account Instagram dell’azienda che ospita questa iniziativa.

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Come influencer hai già avuto modo di prendere parte a un’iniziativa di questo tipo? Oppure, se hai un’azienda, come hai gestito questo momento? Raccontacelo sulla nostra pagina Facebook e nel nostro gruppo LinkedIn.