The Rundown

The Rundown di E!News, il primo show trasmesso su Snapchat

Snapchat, l’applicazione nata come strumento utile per l’invio di messaggi temporanei, capaci di autodistruggersi, si è velocemente evoluta introducendo numerose novità. Diventato uno dei mezzi di comunicazione più utilizzato con 150 milioni di visitatori al giorno, l’applicazione del fantasmino diventa oggi un canale per coinvolgere le nuove generazione sempre più legate al proprio dispositivo mobile e un po’ meno ai media tradizionali come la televisione.

Ed è proprio per attirare l’attenzione dei nativi digitali che E! News, la trasmissione di notizie e d’intrattenimento di NBCUniversal, ha da poco debuttato con una serie prodotta in esclusiva per Snapchat intitolata: The Rundown.

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L’idea di creare questo nuovo format d’intrattenimento nasce dalla collaborazione tra il network radiotelevisivo statunitense NBC e Snapchat, uniti insieme per studiare soluzioni innovative con l’obiettivo di sfruttare le tendenze del momento.

Protagonista dei mini show sarà il canale Snapchat di E! News, previsti 5 appuntamenti settimanali  in cui la giornalista Erin Lim racconterà, attraverso dei mini video della durata di quattro o cinque minuti,  il suo punto di vista sugli ultimi trend della cultura pop e sul mondo delle celebrità.

The Rundown
Nick Bell, VP Content di Snapchat, ha dichiarato:

 Insieme con NBCUniversal, siamo convinti che ciò rappresenti una grande opportunità creativa e commerciale per il mondo del mobile, e siamo entusiasti di introdurre questi nuovi  formati  che saranno il futuro per la nostra comunità.

L’iniziativa, unica nel suo genere, fa parte di un’ampia campagna di mobile marketing  “Be pop cultured” realizzata da NBC: un  team composto da 200 persone  ha trascorso gli ultimi 20 mesi, concentrando  la propria attenzione sui canali digitali, sviluppando una strategia che punta molto sul mobile, con la creazione di contenuti unici per le diverse piattaforme.

Bryce Kristensen vice presidente di E! News ha dichiarato:

Collegarsi con gli utenti in movimento, oggi è fondamentale per qualsiasi azienda, il nostro obiettivo è quello di comunicare con le persone attraverso contenuti originali, cosi come i video nel formato verticale che saranno uno strumento chiave per il futuro, in particolare nel settore mobile.

The Rundown che lo show abbia inizio

The Rundown è la prima serie che porta all’interno di Snapchat dei contenuti unici e divertenti: news, eventi, curiosità , gossip provenienti dal mondo delle star, accompagnati dai commenti della giornalista Erin Lim.

I mini show, pensati e  prodotti in perfetto stile Snapchat friendly, veloci, immediati e riproducibili, verranno mostrati nell’area Discover dell’applicazione,  sezione da poco ripensata e riorganizzata intorno ai contenuti editoriali in stile magazine.

Con questa novità si aprono nuovi scenari anche per il mondo dell’advertising, secondo l’accordo, NBCUniversal svilupperà e venderà dei pacchetti pubblicitari all’interno di questo nuovo format.

Visto il successo ottenuto con i primi episodi, sembrerebbe che The Rundown, sia solo il primo di una lunga serie di show pensati per Snapchat, il team del network NBC a quanto pare è già all’opera per la produzione di altri mini spettacoli.

I prossimi in programma? ‘Tonight Show’ e il celebre ‘Saturday Night Live’!

Deep Web e Dark Web: andando a fondo nella Rete sommersa

Dark Web e Deep Web: a fondo nel lato oscuro della rete

Con Deep Web si intende l’insieme dei siti non indicizzati dai motori di ricerca e per questo categorizzati come “sommersi”. Questa categoria include siti che stanno per essere inseriti nei database dei motori di ricerca, pagine a contenuti dinamico, software web e il vasto sottoinsieme del Dark Web.

I due termini non vanno infatti sovrapposti, perché il Web Oscuro rappresenta solo una parte dei siti “nascosti” ai normali utenti.

Accedere al Dark Web

Deep Web e Dark Web: andando a fondo nella Rete sommersa

Il Dark Web è normalmente inaccessibile agli internauti, proprio perché i siti che lo popolano non sfruttano Internet, ma reti differenti chiamate Darknet. A fare da ponte tra i due mondi provvedono dei software che, oltre a stabilire la connessione, garantiscono l’anonimato degli utenti.

Il più famoso tra tutti è TOR (The Onion Reader), che rimbalza i segnali degli utenti attraverso una rete di computer in tutto il mondo, messi a disposizione da volontari. Protetti da questo sistema, gli utenti possono esplorare il Lato Oscuro del Web. Ulteriori precauzioni coinvolgono il non utilizzo di estensioni/plugin e l’apertura di eventuali file scaricati offline.

La prudenza è all’ordine del giorno per i frequentatori dei bassifondi della rete, poiché un simile territorio deregolamentato è foriero di pratiche e traffici illeciti.

Crittografia per molti fini

Deep Web e Dark Web: andando a fondo nella Rete sommersa

Hacking, frodi, pedopornografia. Molti fini illegali possono essere perseguiti nel Dark Web, ma non si tratta di un uso esclusivo. Tutt’altro.

Un recente studio di Daniel Moore e Thomas Rid del King’s College London evidenzia innanzitutto 2.482 siti senza alcun contenuto visibile, seguiti da 1.021 spazi digitali dedicati ad attività non illegali, come la divulgazione di contenuti ideologici o politici, il report di falle di sicurezza, depositi di informazioni e altri servizi.

Il totale dei siti dediti ad attività illecite ammonta a 1.547, tra le quali spicca il traffico di droga, protagonista del Darknet Market.

Silk Road e i suoi eredi

Deep Web e Dark Web: andando a fondo nella Rete sommersa

La confusione tra i termini Deep Web e Dark Web si è particolarmente radicata nel biennio 2013-2014, quando l’FBI ha indagato e posto fine alle attività del più famoso eCommerce di beni di contrabbando: Silk Road.

Il sito trattava beni quali droghe, pornografia e prodotti contraffatti, e sfruttava il sistema dei Bitcoin, un sistema di pagamento attraverso l’omonima moneta digitale che consente lo scambio di somme di denaro virtuale senza che una qualunque autorità possa intervenire con azioni di politica monetaria.

Questo pioniere del cryptomarket è stato seguito da vari siti, tra cui spiccano Silk Road 2.0, Evolution e Agora.

Nel novembre 2014, l’Operazione Onymous portata avanti dall’FBI ha portato alla chiusura di 27 siti illegali operanti nel network TOR. Uno dei pochi a salvarsi fu proprio l’ultimo citato.

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Nel 2015 il mercato è andato sempre più frammentandosi, anche a causa delle exit scam di due grossi player come Evolution e Black Bank, che hanno continuato a ricevere pagamenti pur non effettuando le spedizioni di merce.

Nel luglio dello stesso anno, un’importante operazione è stata portata a termine dalle Forze dell’Ordine italiane, in congiunzione con l’Europol, risultando nella chiusura del sito darknet Babylon, nel sequestro di 14.000 portafogli di bitcoin e nella confisca di un milione di euro.

Alphabay e Dream Market sono i nuovi leader del darknet market, ma l’avvicendarsi dei protagonisti non ha visto variare il numero degli utenti, che si attesta intorno ai 60 mila.

Questo dato – non così alto come molti potrebbero aspettarsi – può portare ad una riflessione finale, che scaturisce equiparando le logiche della normale compravendita online e offline a quelle legate alla malavita.

In questo ambiente, infatti, intervengono logiche legate alla violenza, strumento abituale dei grossi cartelli e più difficilmente applicabile online. Un frequentatore del Dark Web con intenti fuorilegge, tuttavia, non dovrebbe mai sentirsi al sicuro, in quanto sono noti casi di ricatto ed estorsione basati sulla decriptazione dei movimenti della vittima.

Snapchat glasses

Week in Social. Tutte le novità social della settimana da sapere prima del weekend

Ci siamo, il periodo dell’anno più ricco di novità social è arrivato. Ebbene si, tra fermenti, nuove opportunità, incontri, decisioni, testing, monitoring e compleanni da festeggiare è arrivato anche questo venerdì. Prima di lasciare ufficio, smartphone e pc, fermatevi perché nessun weekend può iniziare senza argomenti di cui parlare. È venerdì, è Week in Social. Tante le novità di questa settimana nel mondo social. Dalle voci sempre più insistenti della vendita di Twitter alla svolta job di Facebook fino ai social glasses di Snapchat. Ma andiamo con ordine.

Twitter e i suoi minuti contati

Sembra ormai scritto il destino del micro blogging per eccellenza. Dopo una vita di successi e cinguettii, Twitter smette di correre da solo e al fascino degli zeri è difficile resistere. Le voci e le indiscrezioni sulla presunta vendita di Twitter si rincorrono ormai da mesi, ma ora tutto sembra più concreto e reale. Ma chi sono i potenziali acquirenti? Vediamoli insieme.

LEGGI ANCHE: Twitter in vendita: chi, come, quando e perché 

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Saleforce, azienda tutta americana che si occupa di cloud computing e di customer relationship management sarebbe l’opzione più plausibile. Saleforce, infatti, aveva cercato di acquistare LinkedIn nei mesi scorsi, avviando una guerra di offerte al rialzo con Microsoft dalla quale era uscita sconfitta.

In lizza per portarsi a casa l’operazione quotata sul mercato ben 13 miliardi di dollari, ci sono naturalmente Microsoft e Google. A corteggiare il re dei cinguettii arriva però anche il topolino griffato Disney. Secondo indiscrezioni, Walt Disney sta lavorando con un advisor finanziario per una possibile offerta. Staremo a vedere.

Week in Social

Ma come se fosse l’ultimo desiderio prima della fine o della nuova rinascita, Twitter ci lascia in eredità ancora belle sorprese da solista. È ormai notizia certa il crollo del limite dei 140 caratteri: anticipata a maggio, la “rivoluzione” dei cinguettii diventa realtà anche per gli utenti italiani.

Ma non è finita qui. Twitter ha finalmente messo a disposizione di tutti i suoi utenti la sua funzione per creare i Momenti (Moments), dopo un lungo periodo di roll out su un numero ristretto di iscritti. La nuova funzione è utile per raccogliere e monitorare i tweet relativi ad un determinato argomento. Voi l’avete già provata?

Week in social

Facebook e la sfida social con LinkedIn

Se pensavate che Facebook sarebbe rimasto a guardare mentre LinkedIn indisturbato si accaparrava l’intero bacino di utenti job orientend vi sbagliavate di grosso. Nasce Facebook at Work, la piattaforma dedicata al business guidata da Mark Zuckerberg. Già dal prossimo mese di ottobre la sfida con LinkedIn può considerarsi aperta. Il roll out del nuovo servizio è infatti già in corso dal 2014.

Secondo il sito americano Cnet, Facebook at Work sarebbe simile alle piattaforme Yammer e Slack, usati dai dipendenti delle aziende per bypassare le mail e i vecchi sistemi di lavoro, con un occhio particolare alle app per i dispositivi mobili. Non ci resta che attendere!

Week in social

LinkedIn e la formazione professionale sui social

Si sarà forse fatto intimidire dalla rincorsa di Facebook sul settore job? Fatto sta che LinkedIn non rimane a guardare. Dopo la recente acquisizione da parte di Microsoft per 26,2 miliardi di dollari, LinkedIn rilancia e entra a gamba tesa nel settore della formazione online lanciando “Learning”, una piattaforma che offre novemila corsi in molteplici settori professionali. I corsi provengono dal portale di apprendimento Lynda.com, comprato l’anno scorso da LinkedIn per 1,5 miliardi di dollari.

Snapchat e i social glasses

Sono finalmente arrivati. Dopo lunghe attese e voci di corridoio i social glassess firmati Snapchat sono pronti a stupirci. Secondo quanto riportato da TechCrunch, i particolari occhiali social si chiameranno Spectacles e saranno in vendita a partire dal prossimo autunno ad un costo di 130 dollari. Gli occhiali arriveranno in un’unica misura, ma saranno disponibili in tre colori – nero, verde acqua e corallo.

Week in social

Per avviare la registrazione sarà necessario premere un pulsante sul lato sinistro delle lenti. L’acquisizione del breve video (durata massima 10 secondi) avverrà tramite un’interfaccia simile a quella dell’app. Il video pronto per la condivisione, verrà sincronizzato automaticamente in modalità wireless allo smartphone.

Per questa settimana è tutto. Week in Social torna il prossimo venerdì con tante altre novità social. E tu hai qualche news da segnalarci? Scrivici sulla nostra Fanpage di Facebook.

I social si evolvono: 5 nuovi trend

Nuovi tool, nuove feature e nuovi aggiornamenti: il mondo dei social network non sta mai fermo. Questo è il motivo per cui grandi novità hanno arricchito le piattaforme, diventando veri e propri trend.  

Noi Ninja ne abbiamo selezionati 5 per voi. 

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Video Live

Su Facebook, Periscope, Snapchat e Instagram i video live dilagano nei feed: il motivo che spinge i brand a investire in questo mezzo è la capacità di raccontarsi con onestà.  I video in tempo reale umanizzano il brand e il suo messaggio eliminando filtri, riuscendo a creare contatto con gli utenti e una conversazione diretta con i fan.

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Slideshow Adv

Slideshow Adv è un recente tool di Facebook che permette di creare inserzioni simili a video ottimizzati per mobile. La sua forza? Organizzare foto e video come in una presentazione, aggiungere testi e temi musicali.

Slideshow sta diventando sempre più popolare tra i brand, non solo perchè è semplice e intuitivo da usare, ma perché permette di unire linguaggi diversi in un unico luogo.

Questi contenuti Adv riescono ad attirare il pubblico in modo attraente e non banale.

Diversificare i social network


I social network sono tanti e ognuno ha un proprio linguaggio. Scegliere di fossilizzarsi solo su Facebook e Twitter, però, potrebbe non essere una scelta saggia. Altri canali possono essere più funzionali al brand. Ad esempio, Snapchat e Instagram sono sempre più rilevanti per il branded storytelling, per non parlare di Medium e Tumblr, piattaforme blogging che danno la possibilità alle aziende di raccontarsi in modo più semplice e vicino agli utenti. Slack, poi, può essere un tool necessario, non solo per il lavoro di un team.

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Instagram Stories

Prendendo spunto da buone idee, possono nascere feature di successo. Instagram lo sa bene: infatti, traendo ispirazione da Snapchat, ha aggiunto una nuova funzionalità: storie visibili in alto nel feed per 24 ore.
I brand non si sono di certo lasciati sfuggire l’opportunità: ogni occasione è buona per mostrare una nuova storia.

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Chat


I numeri di Facebook Messenger parlano chiaro: i suoi utenti sono circa 900 milioni.

Le persone vogliono essere connesse e vogliono aver la possibilità di comunicare tra loro in modo semplice, diretto e divertente.
Le chat puntano a ridurre la distanza tra le persone, creando una comunicazione continua.
Le aziende e i marketer non possono sottovalutare i numeri e il potenziale delle piattaforme di instant messaging.
Whatsapp, Wechat, Telegram, Slack sono alleati indispensabili grazie alla loro capacità di personalizzare l’interazione con l’utente, rendendola sempre più aderente al tono di voce aziendale.  

Il vantaggio? Comunicazione diretta con i fan, eliminando totalmente le distanze.

Bot e sticker rendono sempre più dinamica e interessante la fruizione di questi mezzi.

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Questi sono cinque trend che non dovrebbero passare inosservati ai marketer per non disperdere i contenuti di valore nel dinamico e sempre più affollato mondo dei social network.
Conoscere i luoghi in cui il flusso delle persone si dirige, analizzare gli strumenti e i dati, parlare la stessa lingua dei fan può fare la differenza nella distribuzione del messaggio, trasformandolo in un contenuto al momento giusto, nel posto giusto.

Cosa ne pensi dei cinque trend social che i marketer dovrebbero assolutamente conoscere? Ci sono altri trend che vuoi segnalarci? Scrivi un commento sulla nostra pagina Facebook!

tool indispensabili semplificare lavoro

Lavoro e tempo libero: i tool indispensabili per semplificarti la vita

Il sogno di Amazon è quello di permettere ai suoi dipendenti di lavorare 30 ore la settimana, con orari flessibili per avere la possibilità di più tempo libero a disposizione da dedicare a hobby e famiglia, con conseguente aumento di produttività e di felicità. Come potrebbe diventare possibile? Per esempio attraverso l’utilizzo di tool indispensabili, strumenti in grado di creare team di lavoro e grazie a tool in grado di valorizzare le informazioni condivise anche a distanza, o attraverso la possibilità di programmare contenuti e post con largo anticipo e all’interno di un calendario personalizzato.

Gli strumenti a disposizione sono davvero tantissimi, ma alcuni, davvero indispensabili, potrebbero aiutarti a vivere, nel tuo piccolo, il sogno Amazon.

Brainstorming da remoto? I tool indispensabili per la condivisione

Lavoro e tempo libero: i tool indispensabili per semplificarti la vita

Per essere un vero team non è più necessario condividere lo stesso ufficio, basta condividere il proprio spazio virtuale.

Per fare ciò il web mette a disposizione app gratuite o parzialmente a pagamento in grado di condividere progetti, informazioni o permettere il reclutamento di un nuovo membro del team.

Iniziando dai tool in grado di stabilire e condividere i progetti di lavoro possiamo parlare di Podio e Trello.

Il primo strumento, Podio, dà la possibilità al team che lo vuole utilizzare di aprire una sezione per ogni progetto in essere, controllandone avanzamento e condividendone i contenuti, dando allo stesso una data di fine ed una priorità di esecuzione.

I vantaggi sono la possibilità di personalizzare le funzionalità del tool in base al progetto che stai portando avanti, dando, ad esempio, più rilevanza alla data di fine che al budget dedicato; o ancora, funzionando come una chat in tempo reale, l’opportunità di tracciare le diverse conversazioni, interventi o modifiche ad opera di un membro del team ed integrare tutta la corrispondenza con gli altri strumenti di condivisione file e con il proprio calendario.

Con Trello, invece, ogni progetto ha la sua bacheca nella quale vengono raccolte le diverse schede inerenti l’andamento e l’aggiornamento del progetto stesso, mentre il titolare della bacheca può visualizzare tutte le schede e i progetti e ricevere in tempo reale gli aggiornamenti grazie alla sincronizzazione con mail e alert.

Insomma real time e su invito sono le sue caratteristiche base.

Se poi volessi sapere anche quanto tempo spendi su ogni progetto e compito a cui ti dedichi esiste Timining, il tool adatto a misurare e gestire il tuo tempo durante la giornata.

Se invece ti interessa condividere le idee tra il tuo team, anche da remoto, allora Mural e Slack fanno per te.

I due tool si assomigliano, entrambi infatti danno la possibilità ai gruppi di lavoro di condividere in tempo reale idee, informazioni ed aggiornamenti come una chat di gruppo.

In particolare, Slack, grazie al sistema degli hashtag ti permettere di dividere tra loro gli argomenti, e di conseguenza le chat, per argomento, in modo da archiviare intere discussioni e diminuire al minimo gli scambi di mail.

Infine, se ti accorgi che ti manca un membro all’interno del team, puoi sempre rivolgerti ad Upwork, un portale per freelance in cui non ti resterà che scegliere il professionista più adatto alle tue esigenze, sfogliando curriculum ed esperienze degli iscritti, con la possibilità di intervistarli direttamente grazie ad una chat integrata.

Dal piano editoriale alla pubblicazione, i tool indispensabili per la pianificazione dei contenuti

Lavoro e tempo libero: i tool indispensabili per semplificarti la vita

Zapier, Buffer, Hoosuite, Dlvr e Storify: questi i tool indispensabili che vi permetteranno di programmare e pubblicare sugli owned media aziendali come dei veri Content e Social Media Manager.

Nello specifico, Zapier, funziona con i cosiddetti Zap, ossia collegamenti. Uno Zap è un singolo collegamento, mentre un Trigger è l’elemento condiviso sia sul sito che sul social o su sistemi di mailing promozionali.

Hootsuite e Buffer si somigliano, anche se il primo permette, oltre che la programmazione e la pubblicazione di un medesimo contenuto su diversi social media, la possibilità di gestire i contenuti in team formati da membri con diversi compiti, rendendo la gestione dei flussi di lavoro più semplici, organizzati per obiettivi e analizzati tramite analytics disponibili.

Infine, Hoosuite, ti suggerisce anche, grazie alla profilazione dettagliata della tua azienda, nuovi trend e contenuti da pubblicare.

Buffer, invece, ti permette di programmare e pubblicare i tuoi post sui diversi canali social a disposizione ed attivati dalla tua azienda (Facebook, Twitter, Linkedin, G+, Pinterest ed Instagram), mentre solo se si opta per la versione a pagamento si possono collegare più account e creare i gruppi di lavoro.

Anche qui i contenuti suggeriti e i dati di engagement in tempo reale possono essere considerati tra i suoi punti di forza più rilevanti.

Anche con il tool Dlvr.it siamo nel campo della pubblicazione dei contenuti in massa a partire dal proprio sito o blog che, collegato con gli altri social network come Facebook e Twitter, darà la possibilità alla app di riconoscere gli aggiornamenti e condividerli, il tutto monitorato da statistiche e andamenti.
Ultimo e leggermente diverso è Storify: qui, infatti, la funzione è sempre quella di condividere o ricondividere contenuti di altri, ma per creare una propria storia aziendale narrativa, integrata da note e commenti. Per Storify si intende la storia vera e propria creata attraverso post e contenuti trovati sul web tramite hashtag o parole chiave.

Una volta che la storia è conclusa è la volta di condividerla.

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Risparmia tempo con tool indispensabili per accorciare URL e comandi da tastiera

Lavoro e tempo libero: i tool indispensabili per semplificarti la vita

Ottimizzare il tempo per chi digita e per chi legge, ecco perchè si chiamano scorciatoie ed abbreviazioni.

Nel primo caso parliamo di combinazioni di tasti utili per chi scrive e nel secondo di URL corti e chiari per chi legge.

Sia Mac che Windows hanno elaborato tool intelligenti in grado di riconoscere i movimenti frequenti e combinazioni di tasti per facilitare il lavoro di chi i contenuti deve produrli prima di condividerli.

Nel campo Mac le tastiere sono state progettate per permettere all’utente di prendere delle scorciatoie di funzioni applicando combinazioni di tasti o utilizzando dei tasti speciali.

Windows, invece, ha creato KeyRocket Work, un sistema intelligente in grado di registrare quali comandi svolgi e selezioni più frequentemente e trasformarli in tasti di scelta rapida; nessun problema se non te li ricordi subito, il tool ti ricorderà la combinazione finché non l’avrai imparata.

Per quanto riguarda la personalizzazione degli URL abbiamo Bitly, che permette all’utente, una volta creato un account dedicato, di creare URL brevi e personalizzati con il vantaggio di poterli tracciare creando anche delle statistiche ad hoc.

Facilitare e velocizzare il lavoro? I tool indispensabili ci sono, non ci resta che imparare ad usarli per avere a disposizione tutto il tempo libero che ci spetta.

Alcuni esempi di call to action coi fiocchi

Pensa a tutte quelle volte che hai cliccato sul pulsante e hai deciso che sì, valeva la pena iscriversi alla newsletter, scaricare l’applicazione, acquistare un prodotto. Sono sicura che si trattava di una newsletter interessantissima, di un’applicazione utilissima e del prodotto che proprio sognavi. Ma sono anche convinta che il messaggio che hai letto e la call-to-action scritta proprio sopra quel pulsante dovevano essere altrettanto accattivanti.

La call to action (CTA) è la ciliegina sulla torta che ti spinge a dire sì e premere il pulsante. In parole semplici una CTA è un invito a compiere un’azione: con poche parole cattura la tua attenzione e ti spinge a “fare click”.

Le CTA sono quasi sempre frasi brevi e d’effetto, che innescano nella persona che le legge un senso di urgenza: “acquista subito”, “iscriviti adesso”, “compra ora”. Funzionano bene quando sono precedute da un messaggio diretto ed efficace che risponde proprio al bisogno di chi legge, tanto da renderlo impellente.

Trovare la frase giusta per accompagnare il lettore è fondamentale per riuscire a portarlo proprio dove vuoi tu. Non ci credi? Ecco qualche esempio di accostamento messaggio/call to action davvero ben riuscito:

Evernote

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“Ricorda ogni cosa” ecco lo slogan che Evernote usa per attirare l’attenzione e invogliare a utilizzare il suo programma. Se la vita quotidiana è complicata, tu semplificala così.

La CTA è semplice, immediata: registrati gratuitamente. Il lettore è invogliato all’azione dal messaggio chiaro e dalla parola gratuitamente, che mette subito le mani avanti: “Ehi, guarda che non costa niente”.

Netflix

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“Guarda quello che vuoi ovunque. Disdici quando vuoi.” In una sola riga, Netflix ha risposto a due dei più grandi dubbi di chi vuole abbonarsi a una pay-tv. La ciliegina sulla torta? Prova gratis per un mese, se poi non ti piace, puoi sempre decidere di andartene.

Voyage Prive

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Lo specialista di offerte di viaggi di lusso Voyage Prive sa bene come invogliare le persone che atterrano sul suo sito a iscriversi alla newsletter. L’immagine che colpisce subito rimanda a luoghi esotici da sogno, poi la super offerta (fino al 70% di sconto), infine l’iscrizione gratuita: solo se lasci la tua mail potrai avere accesso ai nostri sconti.

Airbnb

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“Ovunque vai, vivici” proprio come una persona del luogo. È questo il motto di Airbnb, il sito che mette in contatto la domanda e l’offerta di alloggi in tutto il mondo. L’idea è promuovere un modo di muoversi meno turistico e più da autentico viaggiatore, un modo più economico e libero, senza vincoli.

Love The Sign

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Come molti siti che vendono oggetti di design e arredamento per la casa, Love The Sign lancia offerte golose per pochi giorni per insinuare in chi legge la fretta di compiere l’acquisto il prima possibile, perché poi non c’è più tempo.

Ricapitolando, gli accostamenti vincenti: messaggio+CTA devono:

  • Rispondere a un bisogno del lettore e rendere quel bisogno impellente: quando lo leggo devo pensare “ho proprio bisogno di …”,
  • Colpire l’attenzione anche con immagini d’impatto: l’aspetto visivo conta moltissimo in questi casi, ricorda Voyage Prive,
  • Trasmettere un carattere d’urgenza: guarda che l’offerta è valida solo fino a domani poi paghi il prezzo pieno,
  • Sottolineare il beneficio per chi legge: l’idea è iscriviti subito, perché se lo fai avrai in omaggio o avrai diritto a…

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Adesso tocca a te: pensa a quale bisogno risponde il tuo prodotto o servizio e scrivi la tua call to action.

10 applicazioni della Realtà Virtuale a cui non avevi mai pensato

Sì lo so, anche io ho pensato la stessa cosa che hai pensato tu: il vero settore che è stato pesantemente rivoluzionato dalla realtà virtuale è quello del gaming. In parte ciò è certamente vero, ma se riflettiamo un momento, possiamo trovare molte applicazioni alternative di questa tecnologia.

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Oggi voglio fare una breve carrellata e dimostrarti come la realtà virtuale possieda un enorme potenziale per cambiare le nostre abitudini in moltissimi campi della nostra vita, dalla medicina al business, dall’architettura alla produzione industriale. Psicologi e i medici per esempio la utilizzano per migliorare gli effetti delle terapie contro i disturbi post traumatici da stress, contro l’ansia e altre patologie. Alcuni medici utilizzano già la realtà virtuale per fare formazione agli studenti nella chirurgia, nelle terapie contro il dolore e come aiuto per i pazienti paraplegici.

Nel mondo del business moltissime industrie stanno avendo benefici dalla realtà virtuale: i produttori di auto la utilizzano per ottenere veicoli più sicuri, gli architetti per progettare edifici più stabili, perfino le agenzie di viaggio iniziano a servirsene per aiutare i clienti a pianificare le vacanze.

#1 Aiutare i pazienti paraplegici

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Uno studio della Duke University ha scoperto che la realtà virtuale porta grandi benefici a questo tipo di pazienti.
I pazienti che indossano dispositivi VR con un programma che li fa muovere in uno stadio virtuale e giocare a calcio, hanno riscontrato infatti un aumento delle funzioni cerebrali associate al movimento delle gambe: degli 8 pazienti su cui hanno fatto il test 4 sono passati da una condizione di paraplegia completa ad una parziale.

#2 Combattere il DPTS

Ogni anno milioni di pazienti soffrono di disturbi post traumatici da stress. I medici per combatterli, utilizzando di solito la “terapia dell’esposizione” che consiste nel far rivivere l’avvenimento nella propria immaginazione e a raccontarlo al terapeuta.

La realtà virtuale potenzia questa terapia fornendo al paziente un mondo immaginario in cui è possibile ricreare il proprio trauma. Il paziente poi è invitato a raccontare al terapeuta l’esperienza vissuta.

#3 Fare formazione agli studenti di medicina

La realtà virtuale offre agli studenti di medicina un ambiente sicuro e controllato in cui poter far pratica di chirurgia e protocolli di cura, possono fare errori senza un impatto diretto sui pazienti e possono esercitarsi ad affrontare imprevisti improvvisi.
Far pratica su un paziente simulato permette quindi agli studenti di migliorare le proprie competenze in un ambiente protetto, e di essere pronti quando dovranno metterle in pratica nel mondo reale.

#4 Trattamento del dolore

I medici hanno imparato a servirsi della realtà virtuale per aiutare le persone a gestire il dolore, grazie alla “terapia della distrazione”.

Infatti uno studio USA del 2011 su pazienti che avevano avuto ustioni militari, ha dimostrato che “SnowWorld”, un videogioco in cui si dovevano tirare palle di neve a dei pinguini, aveva effetti positivi sul dolore perfino più della tradizionale terapia con la morfina.

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#5 Curare attacchi di panico

Soltanto negli USA più di 40 milioni di persone soffrono di attacchi di panico. Il gioco “Deep”, una versione digitale della respirazione forzata via diaframma, sembra aiutare i pazienti a gestire gli attacchi tramite l’uso di una cintura che monitora il respiro.

Il gioco trasporta l’utente in un ambiente naturale e lo guida con esercizi di respirazione. I primi risultati si vedono già dopo 5 minuti.

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#6 Aiutare la socialità di soggetti autistici

Alcuni professori dell’Università del Texas hanno creato un programma che utilizza la realtà aumentata per aiutare bambini e adolescenti affetti da autismo a calarsi in situazioni di forte socialità come per esempio colloqui scolastici o conversazioni improvvise. I risultati hanno dimostrato che questa tecnica aiuta a migliorare la propria consapevolezza sociale e il rapporto con gli altri.

Grazie al monitoraggio delle onde cerebrali, i professori hanno notato un aumento consistente delle attività nell’area della relazione sociale.

#7 Supportare il business

Ormai è ora di dire addio alle videochat, è arrivato il momento delle riunioni con realtà virtuale. Nel business questa tecnica, inizia ad essere utilizzata per molte attività: riduzione dei costi, diminuzione dei viaggi di business, colloqui in remoto, tour virtuali degli insediamenti produttivi, etc.
Spesso invece di spostarsi per una conferenza o per un colloquio ad un candidato, in USA le aziende iniziano ad utilizzare stanze virtuali di videoconferenza.

Dispositivi VR stanno prendendo piede in settori dove è forte la necessità di prove su prodotti pericolosi o di test pre-lancio. I tester possono fare tutte le prove in ambienti sicuri, senza mettere a rischio la salute dei colleghi.

#8 Fare modellazione 3D

Designer e architetti possono avere grandi benefici dalla realtà aumentata: l’utente può visualizzare lo spazio in tre dimensioni e le immagini su schermo producono un consistente risparmio rispetto ai disegni a mano libera.

La simulazione di un mondo reale non consente soltanto ai designer di creare più facilmente spazi e edifici ma anche di fare test di tenuta prima dell’effettiva costruzione. Per esempio possono capire in quanto tempo una persona è in grado di lasciare un edificio in caso di emergenza.

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#9 Fare i test sulle auto

La realtà virtuale fornisce agli ingegneri la possibilità di testare la sicurezza dei veicoli prima che vengano prodotti addirittura grandi case automobilistiche come Ford, Volvo e Hyundai utilizzano già cuffie VR per i test drive con i clienti. In questo modo non hanno nemmeno problemi di traffico o di incidenti.

#10 Pianificare le vacanze

Presto anche tu sarai in grado di provare la tua vacanza prima di acquistarla. I clienti di alcune agenzie possono guardare le destinazioni, gli hotel o le città in cui vogliono andare.

In un grande magazzino nel Regno Unito i clienti più fedeli sono stati invitati a provare un viaggio in elicottero su New York o una gita in barca intorno alla Statua della Libertà.

Allora, ti ho convinto? Credi ci possano essere altre applicazioni inusuali di questa tecnologia ad altissimo potenziale?

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Come creare hashtag efficaci per il vostro business

“Mettici un hashtag”: frase a cui siamo abituati da un po’. Sempre più utenti non riescono a fare a meno dell’utilizzo del cancelletto sui propri account social, talvolta non avendo del tutto chiaro il ruolo ed il corretto utilizzo degli stessi.

Dall’altra parte perfino per le aziende questa scienza degli hashtag rimane un mistero, quindi la domanda è questa: ” A cosa servono veramente gli hashtag e come poterli sfruttare al meglio per il vostro business?”

Il ruolo pricipale di un hashtag, come dice la parola stessa hash (cancelletto) + tag (etichetta), è quello di etichettare, categorizzare il contenuto postato sui social network in modo che sia facilmente raggiungibile dagli utenti.

Introdotto da Twitter nel 2009, rappresenta uno dei grandi punti di forza di questo social, in quanto permette di dividere le discussioni della community per argomenti di interesse, oltre ad evidenziare i topic trend, ovvero le discussioni di tendenza. Sulla scia di Twitter gli hashtag sono poi stati adottati anche da Instagram, da Pinterest ed infine da Facebook a partire dal 2013.

È chiaro come queste etichette siano uno strumento irrinunciabile per le vostre strategie social, di seguito alcuni consigli per utilizzarli in maniera efficace, sfruttando al meglio le loro grandi potenzialità.

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1. La regola KISS (keep it short and simple)

Innanzitutto un hashtag deve essere corto e semplice in modo tale da poter essere ricordato facilmente e poter agevolare la ricerca da parte degli utenti. Nel caso in cui vengano inserite più parole è bene distinguerle da una lettera maiuscola che faciliti la lettura, oppure, nel caso in cui esso risulti troppo esteso, preferire l’utilizzo di una sigla.

2. Branded o unbranded?

Un hashtag deve contenere il nome del proprio brand?

A tal proposito il dibattito è ancora aperto, anche se le big hanno senza dubbio qualcosa da insegnarci. Grandi brand come Coca-Cola o Kit Kat utilizzano unbranded hashtag, non contenenti il nome del brand, quanto piuttosto determinate parole che riassumono il concetto della loro brand image o brand identity. Gli hashtag come #thirstoasis di Cocacola o #haveAbreak di Kit Kat ne sono un chiaro esempio.

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3.Includere gli hashtag nelle campagne di comunicazione online

Quando si crea una campagna di comunicazione online è corretto creare un hashtag pensato ad hoc. La difficoltà sta nell’ideare un hashtag che rappresenti in maniera concisa e diretta il messaggio che la campagna stessa vuole trasmettere ai consumatori. Il ruolo degli hashtag nelle campagne online è quello di permettere di ampliare la visibilità e la condivisione, infatti, grazie agli hashtag, la brand community viene rafforzata ed i clienti facilmente raggiunti anche tramite diversi social network.

4. Pochi ma buoni

Per quanto concerne il numero ideale da impiegare, è bene evitare l’utilizzo di una carrellata interminabile di hashtag, il rischio, infatti, è quello che vengano classificati come spam, oltre al fatto che il contenuto stesso venga appesantito, creando confusione nella lettura. In entrambi i casi andrebbe ad affievolirsi il ruolo fondamentale degli hashtag di veicolare il contenuto in maniera facile e diretta ai vostri customer. Per questo motivo preferite l’utilizzo di pochi hashtag pensati in modo efficace, da ripresentare in diversi contenuti e diverse piattaforme social.

In conclusione è necessario sottolineare il fatto che gli hashtag hanno un diverso potere di indicizzazione ed efficacia a seconda del social utilizzato. A riguardo potete trovare informazioni utili in questo articolo.

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Apple in riunione con gli hacker per migliorare la sua sicurezza

È notizia di qualche giorno fa che il 19nne italiano Luca Todesco ha messo in difficoltà Apple realizzando un video in cui mostra il primo jailbreak di un iPhone 7. Non è sicuramente il primo hacker che ha battuto i sistemi iOS e Mac OS X: Nicholas Allegra e Patrick Wardle sono solo alcuni degli hacker che hanno mostrato le falle nella sicurezza di Apple.

E se in effetti non sempre si può vincere un nemico, a quel punto meglio farselo amico: ecco perché in gran segreto si è tenuta a Cupertino una riunione con gli hacker più in gamba del momento e i migliori esperti di sicurezza informatica mondiale.

Apple ha previsto di informarli sul lancio imminente del suo programma bug bounty in cui saranno ricompensati con fino a $ 200.000 per fornire le informazioni sulle vulnerabilità dei computer portatili e dei device mobile dell’azienda. Il programma dovrebbe avere avvio tra un mese come promesso alla conferenza sulla sicurezza di Las Vegas che si è tenuta ad agosto. A differenza di molte altre iniziative bug bounty, Apple ha scelto di limitare il numero di coloro che possono partecipare invitandoli personalmente.

Forbes ha pubblicato una possibile lista degli invitati al programma: Francisco Alonso, Stefan Esser, Braden Thomas, Pedro Vilaça e Jonathan Zdziarski. Altri nomi possibili sono: l’ex ingegnere di Apple Alex Ionescu, Steven De Franco (meglio conosciuto nella comunità jailbreak come iH8sn0w), e un membro del team Pangu jailbreak, Hao Xu.

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Finora nessuna azienda tecnologica ha mai offerto la cifra che è tra le taglie del programma di Apple, neanche tra cui Facebook  o Google. Apple, d’altro lato, ha dimostrato di avere molti problemi di sicurezza che devono essere affrontati.

Proprio il mese scorso, negli Emirati Arabi, una notizia ha costretto Apple ad un intervento importante sulla sicurezza: NSO Group, un gruppo di mercenari che si occupa di hackerare i sistemi operativi dei dispositivi di giornalisti e possibili dissidenti, avrebbe tentato di installare dei malware su iPhone di un attivista per la libertà di espressione negli Emirati, Ahmed Mansoor .

Il malware colpiva tre lati vulnerabili del sistema del suo device Apple, ma Mansoor, non è caduto per il trucco. Quei tre difetti sono stati patchati entro 10 giorni dalla rivelazione, mostrando quanto sia efficace Apple nel proteggere i suoi clienti.

Twitter vicino alla vendita: Google e Salesforce tra i possibili acquirenti

Twitter in vendita: chi, come, quando e perché

Non si fermano le speculazioni su Twitter in vendita iniziate negli ultimi mesi, incluse quelle relative all’interesse di Google e Salesforce per la piattaforma.

Dopo un precedente crollo dei titoli e viste le difficoltà del social media di attirare nuovi utenti e ottenere ricavi dall’advertising, la notizia di una possibile vendita ha fatto rialzare il valore del titolo attorno ai 23 dollari negli ultimi giorni.

Sebbene ancora non siano chiare le modalità di vendita, secondo molti le trattative dureranno solo qualche mese ed entro fine 2016 sapremo le sorti del social network.

Twitter in vendita: chi sono i big in corsa

Twitter in vendita: chi, come, quando e perché

Dopo le prime indiscrezioni sull’interesse di Google e Salesforce e senza dimenticare che già qualche anno fa Facebook era interessata ad acquistare il social per 500 milioni di dollari, si aggiungono alla lista dei potenziali acquirenti altri colossi del web e delle telecomunicazioni quali Microsoft e Verizon, oltre ai nomi meno prevedibili come quello di Disney.

Un investimento di questo tipo avrebbe infatti senso per il colosso dell’entertainment – per altro già proprietario di Walt Disney Studios, Marvel, Lucasfilm, Pixar, dell’emittente televisiva Abc e del servizio streaming Hulu – in quanto permetterebbe di estendere notevolmente la platea di utenti raggiunti per spettacolo, sport e notizie.

Perché la proposta di Google sembra la più credibile

Uno degli acquirenti più probabili è Google, che non solo non avrebbe grossi problemi in termini di investimento, ma anche perché già in passato aveva provato ad acquistare Twitter.

La causa di tanto interesse è prevalentemente legata al fatto che nonostante il grande successo come motore di ricerca e nel mondo degli smartphone, Google non è riuscita ancora a farsi spazio tra i social network e ha anzi fallito ogni tentativo di competere con Facebook in questo settore.

Nuvole e cinguettii: il cloud computing di Salesforce

Twitter in vendita: chi, come, quando e perché

Per quanto invece riguarda uno dei nomi più quotati, Salesforce, molti rimangono scettici sui motivi per cui un’azienda americana di cloud computing – in primo luogo fornitrice di servizi per imprese – possa essere interessata a Twitter e quindi a integrare nella propria piattaforma un’azienda che più che ai clienti business è rivolta verso il consumer.

Nonostante ciò, le ragioni dell’interessamento possono ricercarsi sia in un tentativo di estendere il proprio business model e la base dati, sia in un ampliamento dei servizi di customer service recentemente introdotti.

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Microsoft e Verizon, imprese e media nel futuro di Twitter?

Dal canto suo, anche Microsoft sembrerebbe avere gli stessi motivi per l’acquisto, ribadendo la propria attenzione verso l’enterprise dopo l’acquisto di Linkedin, sottratta proprio dalle mani di Salesforce con un’operazione da 26,2 miliardi di dollari.

Non ultima, si inserisce nel pool dei potenziali acquirenti Verizon, azienda che già in passato ha spesso dichiarato di voler ampliarsi nel settore media e trovare spazio nel mercato dell’advertising online, inserendosi dopo Facebook e Google.

Per capire quale sarà il destino di Twitter in vendita, insomma, non resta che aspettare le prossime indiscrezioni sui colloqui privati tra amministratori delegati e le novità di prodotto introdotte dalle compagnie.