Tesla, Snickers, iD: i migliori annunci stampa della settimana

Il lunedì arriva sempre troppo presto, un caffè alla mattina non basta mai, il caldo continua a non mollare e per fortuna, neanche noi lo facciamo. Ecco la rubrica che raccoglie le più belle pubblicità da tutte le agenzie del mondo.

Government of South Australia: Give Up Smokes For Good Calendar

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L’avresti mai detto che il fumo è una delle principali cause di morte tra le comunità indigene dell’Australia, soprattutto perché per queste persone  si tratta di una consuetudine radicata e normale, (anche i bambini fumano!). Per sensibilizzare la gente Jamshop Adelaide in collaborazione con Drug and Alcohol Services South Australia (DASSA) ha realizzato questo calendario utilizzando modelli indigeni e raccontando le loro storie.

Client: Alcohol Services South Australia
Agency: Jamshop
Country: Australia

Snickers: Hunger Trap

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“You’re not you when you’re hungry” – non sei tu quando hai fame, il motto di Snickers reinterpretato da Impact BBDO a Dubai.

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Client: Snickers
Agency: Impact BBDO, Dubai
Country: United Arab Emirates

Arena Group: Moths

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“What you lose does not return.” – quello che perdi non ritorna. Così Arena Group, un centro benessere per i capelli,  mette in guardia chi non si prende cura della sua chioma: prevenire è meglio che curare.

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Advertising Agency: adfwork, Buenos Aires, Argentina
Creative Director / Art Director / Copywriter: Alfredo López
Illustrator: Carlos Villarroel
Additional credits: Ivana Mussini

Tesla: Crazy Today, Brilliant Tomorrow

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Tesla è l’azienda automobilistica che progetta macchine all’avanguardia, tra le quali anche veicoli con guida automatica, il suo motto è: pazzo oggi, geniale domani.

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Advertising School: Miami Ad School
Art Director: Dagmara Rozniak
Copywriter: Greg Ward

iD: Become one

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Nella pubblicità Become one di iD, un preservativo super fine,  l’uomo e la donna si fondono assieme fino a diventare una persona sola. Magie di photoshop!

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Advertising Agency: Fitzgerald & Company, Atlanta, USA
Chief Creative Officer: Noel Cottrell
Executive Creative Directors: Mitch Bennett, Wes Whitener
Art Director: Seth McWhorter
Copywriter: Meredith Young
Photographer: Fernando DeCillis

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Quale vi è piaciuta di più? La rubrica sui migliori annunci stampa, torna settimana prossima. Buon lunedì a tutti!

Euro2016: non solo calcio, gli spot più belli degli Europei di calcio

Il back-to-back dell’apparente onnipotente Germania campione del mondo, sulle orme della Spagna di quattro anni fa. La definitiva consacrazione della “piccola” stella francese Paul. Il continuo ed inevitabile confronto, stavolta a distanza, tra i due fenomeni del secondo millennio: Messi vs il neo campione europeo Cristiano Ronaldo.
Euro2016: non solo calcio, gli spot più belli degli Europei di calcio

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La tanto improbabile quanto sperata cavalcata di una nazionale individualmente non all’altezza dei rivali, ma con un cuore e degli attributi quadrupli.

Queste erano le premesse di Euro2016. Le aspettative sono state un po’ diverse.
Antonio Conte. Il Gayser Sound, l’Haka islandese. Il federalismo inglese, col Galles più avanti dell’Inghilterra. L’europeo delle piccole squadre e delle grandi speranze. Ed accanto a tutto ciò, finalmente una manifestazione sportiva che ha avuto un grande successo anche grazie ad una forte partecipazione degli sponsor e delle nazioni partecipanti con spot pubblicitari incalzanti e divertenti.
Guardiamo quali sono stati i più riusciti.

#3 Carlsberg Euro2016

https://www.youtube.com/watch?v=yk9-cme90nQ

Probabilmente la miglior birra del mondo si presenta ad Euro2016 con uno spot decisamente d’altri tempi. La location è infatti una Parigi di duecento anni fa, dove solamente la fascia aristocratica della popolazione è pronta ad ospitare gli Europei, i biglietti sono già finiti.

La palla passa allora all’ex campione del Chelsea Marcel Desailly, il quale guida il popolo, in un vero e proprio clima da rivoluzione francese, alla conquista dei biglietti: tutte le bandiere nelle vie di Parigi, ghigliottine per stappare Carslberg e selfie fuori dallo stadio fanno da contorno alla grande rapina stile Robin Hood. Finalmente i biglietti sono disponibili per tutti!

#2 MARS, Believe

Secondo gradino del podio per Mars, uno degli sponsor ufficiali della nazionale inglese per questi europei. Lo spot proposto è provocante e incalzante, contemporaneo e divertente, una vera chicca.

Nella Manica infatti, precisamente in mare, una ciurma di inglesi a bordo di qualunque oggetto rimanga a galla si sta dirigendo verso le coste francesi, pronte ad essere invase: che sia una nave o materassino, che siano due braccioli o un piccolo gommone non fa differenza, l’Inghilterra sta arrivando.

Allo sbarco in terra nemica, Jamie Vardy, Harry Kane e Danny Welbeck guidano le amichevoli truppe al comune grido believe, ben visibile col classico font della Mars.

#1 NIKE, The Switch

Semplicemente non uno spot pubblicitario. Davvero, potete chiamarlo come preferite, ma non banalizzatelo come uno spot pubblicitario. The Switch è un capolavoro, è una storia, è quasi un sogno per tanti. Sei minuti in cui tutto si ferma, in cui si viene catapultati in un mondo parallelo dove Cristiano Ronaldo perde il suo “potere” nel pieno stile Space Jam, e l’alieno in questo caso è un fortunato ragazzino che stava assistendo alla partita del suo beniamino da bordo campo.

Qua mi fermo, perché The Switch si può solo vedere e malamente raccontare.

https://www.youtube.com/watch?v=scWpXEYZEGk

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Converse fa correre la Street Art!

di Silvia Scardapane

Libertà, eleganza e urban style: sono questi i tre perni principali della nuova capsule collection SkyFall di Converse, giunta alla seconda edizione dopo la già fortunata Chuck Taylor All Star I.

Il noto marchio di calzature statunitense, infatti, punta ancora una volta sulla Street Art, rinforzando la collaborazione già avviata qualche tempo fa con uno dei pionieri dell’arte di strada: Futura.

Noto sin dagli esordi come Futura 2000, Leonard Hilton McGurr ha debuttato illegalmente nella metropolitana di New York nei primi anni Ottanta. Avendo fatto propri gli scontri socio-culturali di qualche tempo prima e la necessità di individuare una propria identità, Futura 2000 ha cercato e trovato ispirazione nella fantascienza e nei film di Stanley Kubrick. Dai vagoni dei treni, supporti principali della sua attività, si è spostato sugli edifici del Queens e del Bronx, per poi rompere le “regole della strada” avviando collaborazioni con numerosi marchi e fondandone finanche uno proprio dedicato al mondo dell’abbigliamento. Da questo momento (1998), McGurr ha scelto di firmarsi semplicemente Futura, lasciando cadere i numeri che avevano da sempre accompagnato la sua tag come metafora dei limiti e dei confini da valicare.

street art

Per questa seconda collaborazione, Converse e lo street artista di Brooklyn hanno compiuto un passo in avanti dal punto di vista tecnologico oltre che artistico, con l’aggiunta di una tomaia rifrangente abbellita da un lavoro creato con una tecnica tipica dei graffiti, caratterizzata da un’illusione ottica che dà l’idea del cielo che cade. Skyfall, appunto. Le cult sneakers, disponibili nella duplice versione alta e bassa, sono dotate di shoebag speciali, lacci rifrangenti in due colori ed inter-suole verniciate.

“Ho voluto creare una Chuck II che incarni il mio rapporto con l’arte e la vita. Dal camouflage alla gomma anti-intemperie, la collezione è pensata sia per lo stile che per la funzionalità, per uscire di casa e portare arte e creatività nelle strade” Futura.

street art

Le Chuck Taylor All Star furono realizzate dall’azienda nel 1917, per provare ad entrare nella produzione di scarpe da basket. Le sorti delle calzature sono poi completamente mutate e Converse ha saputo adattarne lo stile ricercando sempre nuovi colori, versioni e materiali. Scegliere di realizzare una nuova edizione delle Chuck Taylor ispirata al mondo della Street Art vuol dire riconoscere in essa, più che in altre forme artistiche, il modo più efficace per dimostrarsi al passo coi tempi e piacere alle generazioni di creativi metropolitani, curiosi e appassionati di arte di strada.

street art

Da ormai diversi anni Converse (acquistata nel 2003 dal gruppo Nike) sposa l’arte urbana per una nuova applicazione delle strategie di marketing, non solo realizzando collezioni ad hoc, ma anche portando la Street Art nelle gallerie e soprattutto nelle strade, con la realizzazione di grandi opere. Il marchio rinforza così la propria immagine rendendola ancora più riconoscibile, creando vere sinergie con artisti, territori e giovani acquirenti, celebrando la creatività libera ed espressiva: anche questo è ciò che chiamiamo streetness!

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App di messaggistica: la nuova comunicazione tra utenti e brand

La comunicazione tra i brand e le persone si fa sempre più mobile: il 66% degli utenti interagisce con le aziende attraverso le applicazioni di messaggistica istantanea.

Questo quanto è emerso dal Mobile Messaging Report 2016 condotto dal MEF-Mobile Ecosystem Forum su un campione di 6.000 persone provenienti da nove diversi paesi.

Lo studio condotto ha analizzato quelle che sono le tendenze e gli atteggiamenti dei consumatori, offrendo degli approfondimenti e degli insight utili alle aziende per capire come cogliere e sfruttare al meglio le ricche opportunità che il mondo del mobile è in grado di offrire.

Sms e applicazioni mobile protagonisti assoluti

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Applicazioni mobile ed sms dominano la scena delle interazioni tra utenti e aziende, il 35 % degli intervistati ha dichiarato di aver comunicato con i brand nel corso dell’ultimo anno attraverso le app di instant messaging, mentre il 24 % afferma di averlo fatto via sms, le percentuali variano comunque da paese in paese.

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Tra le applicazioni più utilizzate conferma la sua posizione leader WhatsApp, seguita da Facebook Messenger; sembrano invece ancora leggermente più lontane Snapchat, Periscope e Telegram.
Nonostante sia palese, analizzando i dati, che il predominio all’interno del panorama delle app dedicate alla comunicazione istantanea sia del gigante tecnologico Facebook , il rapporto mostra comunque che la messaggistica mobile non è ancora un mercato saturo, ma bensì sembrerebbe esserci ancora spazio per qualche nuova applicazione capace di afferrare piccole nicchie di mercato.

Rimma Perelmute, Ceo  di MEF a tal proposito dichiara:

La messaggistica su qualsiasi canale la si voglia fare rappresenta una chiara opportunità di crescita, non è da trascurare il fatto che c’è ancora un’importante fetta di mercato, ossia il  il 24 % dei fedelissimi agli sms e il 35%  degli utenti attivi sulle app di messaggistica, che non sono ancora stati coinvolti dalle aziende via mobile.

Anche i brand comunicano via chat

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Anche le aziende sembrano sempre più orientate verso una comunicazione di tipo mobile: nello specifico i servizi finanziari sembrano essere i più attivi nella comunicazione via smartphone. Il 33 % del campione preso in esame ha sostenuto di essere stato contattato nel corso dell’anno da almeno un istituto bancario.

Anche i retailer intraprendono la strada della comunicazione istantanea per inviare promozioni e sconti alla propria clientela, mentre molti store online utilizzano gli sms per notificare l’invio della merce.

Un settore chiave in forte crescita da un punto di vista dell’ utilizzo della tecnologia mobile è il settore sanitario: il 15 % degli intervistati ha ricevuto un sms da un operatore sanitario, mentre il 12 % è stato contattato via chat.

Conoscere le preferenze dei consumatori e il loro modo di approcciarsi e di utilizzare lo smartphone, può essere la mossa giusta per costruire un rapporto di comunicazione efficace con il proprio pubblico.

Oggi le persone prediligono una comunicazione veloce che avviene in tempo reale, cosa resa senza dubbio possibile dai servizi di messaggistica. Sarà questa la chiave del successo della comunicazione mobile?

Facebook Messenger lancia le Conversazioni Segrete

Con un post su Newsroom, Facebook ha annunciato pochi minuti fa che sta testando una nuova feature per Messenger denominata Secret Conversations.

Si tratta di una modifica volta a proteggere la privacy nelle conversazioni tra utenti, sulla scia di quel che è accaduto non più tardi di due mesi fa con Whatsapp.

Come e quando attivare le conversazioni segrete

A differenza di Whatsapp la criptazione end-to-end non si attiverà in automatico, sarà l’utente a scegliere quando e quali conversazioni secretare.

In particolare viene spiegato che uno scambio di messaggi potrà essere nascosto su un solo dispositivo, questo vuol dire che se si è attivato Secret Conversations da smartphone e si vuole continuare la stessa conversazione su Tablet, non la troveremo tra quelle attive sul secondo device.

Proprio per questo motivo Secret Conversations non viene attivata in automatico su tutte le conversazioni: ciò farebbe sì che quando si utilizza Messenger per attività di customer care saremmo obbligati a farne uso solo dal device dal quale abbiamo iniziato lo scambio di informazioni.

Secret Conversations

 

 

Inoltre verrà fornita la possibilità di decidere per quanto tempo un messaggio potrà essere visibile all’interno di una conversazione protetta prima che si auto-distrugga.

Il motivo per cui Messenger ha deciso di virare sulla protezione della privacy sulle chat di Messenger è da ricercarsi nel fatto che l’app viene sempre più utilizzata per attività commerciali nelle quali vi è scambio di dati sensibili come il codice fiscale o i dati della carta di credito per esempio.

SEO: le regole d’oro perché sia efficace

Molti di noi hanno sentito questa espressione varie volte. Alzi la mano chi non conosce il significato di SEO! Ma siamo davvero sicuri di sapere cosa sia e come funziona?

SEO significa farsi trovare nel labirinto delle ricerche, essere in grado di dare la risposta giusta. Al momento giusto. Nel modo giusto. In una parola: vendere.

Bisogna concepirla come uno strumento di vendita, basata su logiche di domanda-offerta. Di conseguenza il faro è puntato sul cliente e i motori di ricerca prediligeranno quei siti capaci di fornire al cliente, che cerca di soddisfare il suo bisogno, la risposta più semplice, rapida ed utile.

Equilibrio è la parola d’ordine: tra contenuto coerente e facilità di utilizzo. In altre parole, serve trovare la via di mezzo tra gli aspetti tecnico-informatici, rilevati dai motori di ricerca, ed il coefficiente umano, cioè del reale utilizzatore.

Tre miti da sfatare

Illuminati da questa rivelazione, sfatiamo 3 miti:

  1. Se un sito è ottimizzato per i motori di ricerca, lo sarà anche per gli utilizzatori: falso. Come abbiamo detto, serve ricordare che le macchine e gli umani ragionano in modo diverso. Cosa evitare: testi lunghi e fitti, poco fruibili per chi cerca informazioni, in particolare su device mobili.
  2. Un buon design è basato su un largo utilizzo di link: falso. Spesso è più intuivo un menù a tendina o riferimenti grafici.
  3. La sitemap XLM è il mantra per un perfetta indicizzazione: falso. Il suo ruolo è di completare un contenuto adeguato e autonomo.

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Istruzioni per l’uso

Se ancora non siete maghi della SEO, ecco nel dettaglio qualche buona pratica da cui prendere spunto:

  1. L’architettura delle informazioni deve essere una priorità, alla quale agganciare coerentemente la struttura della navigazione del sito. In altre parole: se il contenuto è organizzato in modo chiaro e facile da scorrere allora anche la struttura del sito stesso lo sarà, ma non è sempre vero il contrario.
  2. Non sottovalutiamo l’importanza delle immagine grandi: queste ci aiutano anche e soprattutto quando cambia qualcosa nell’algoritmo dei motori di ricerca.
  3. La disposizione degli elementi e il modo in cui si etichettano influisce positivamente o negativamente sulle performance, perché per il motore di ricerca e per la mente umana ciò che viene messo in risalto è il vero contenuto. Un’azione pratica: collocare il cuore del sito nella parte alta della pagina.
  4. Proprio come nei temi che abbiamo imparato a scrivere a scuola, il titolo e l’intestazione devono essere ben distinti dal resto del contenuto. Per questo i formati HTML H1 e H2. Per supportare il nostro utente nella sua ricerca, dobbiamo creare link utili e appropriatamente collocati. Inoltre, gli URL devono essere quanto più brevi e coerenti possibile: un testo comprensibile piuttosto che un insieme di simboli.
  5. Le immagini parlano: il nome del file deve essere chiaro, sensato e legato al contenuto. In tal modo il nostro sito apparirà anche nelle ricerche per immagineSEO le regole d'oro perché sia efficace 3
  6. Usiamo le parole chiave con equilibrio: nei punti salienti (come ad esempio i testi nella parte alta della pagina) senza abusarne. Ricordiamoci che il nostro scopo è mostrare ciò che cerca l’utente, quindi la parola chiave deve attirarlo e poi condurlo, non sopraffarlo e confonderlo.
  7. Gli utenti spesso arrivano sul nostro sito dopo una ricerca che non necessariamente li porta alla home page. Quindi le accortezze di chiarezza e coerenza devono essere applicate ad ogni pagina.
  8. L’utilizzo di contestual link migliora l’esperienza del nostro user, perché arricchisce le informazioni in modo coerente. Ecco alcuni esempi in cui sono presenti link di questo tipo in varie categorie: abbigliamento femminiledifesa dell’ambientelibri.
  9. Non dimentichiamoci che il mobile è un trend in crescita. Un consiglio: creiamo lo spazio per il dito per scorrere la pagina.

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Cosa ci portiamo a casa da questo tuffo nella SEO?

Queste cinque caratteristiche non possono mancare: facile da leggere, da navigare, da trovare, layout e design appropriati e chiari, rapido da scaricare.

Ricordiamoci che affinché i motori di ricerca trovino meglio il nostro sito, questo deve essere prima di tutto user friendly.

Pronti ad applicare questi suggerimenti al vostro sito?

Se la stampa lenticolare si mette al servizio del design

Molto spesso ci si chiede in alcune categorie merceologiche come riuscire a fare davvero innovazione.

A volte è l’idea, il concept che può dare nuova freschezza ad un prodotto consolidato. Una nuova interpretazione che ne rinnovi il potenziale.

C’è sempre una corsa alla modernità, alla ricerca di nuovi materiali, di trasformazioni che creino quelle condizioni per cui un oggetto possa spiccare in una determinata fascia di prodotti rispetto ai suoi competitor.

Si può però essere innovativi senza usare approcci rivoluzionari, ma integrando l’esistente e le nuove tecnologie che se usate con sapienza ed un pizzico di creatività possono scatenare il giusto effetto.

L’utilizzo della stampa lenticolare in questo senso, sta sempre più facendosi spazio anche in contesti pubblicitari diversi da quelli tradizionali per i quali è stata sviluppata.

La stampa lenticolare nel design ed in architettura

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Nell’esempio qui sopra illustrato vediamo come gli effetti di stampa di H3D siano stati utilizzati su un oggetto come una lampada da terra per creare una nuova definizione del concetto di luce per ambienti interni.

Gli effetti di transizione fanno sì che in relazione alla posizione sia della lampada che delle persone all’interno dello spazio che la ospita percepiscano una illuminazione personalizzata.

Un piccolo oggetto, e nello specifico un singolo elemento di quell’oggetto, riescono a rivoluzionare un intero ambiente.

La tecnologia lenticolare nei wearable: i casi Swatch e Diesel

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Nel primo caso in esame ripeschiamo una collezione di Swatch del 2014. Si tratta della prima volta in cui la stampa lenticolare ha fatto bella mostra di sé nei quadranti della casa produttrice svizzera.

In questo caso se vogliamo ci troviamo di fronte ad una maggior centralità, visto che gli effetti sono ben visibili. Ma oltre all’aspetto scenico dell’utilizzo di una stampa lenticolare, è il connubio tra brand e nuova tecnologia che mette in essere l’esaltazione del prodotto.

Swatch aveva bisogno di qualcosa che ridefinisse il concetto di Pop, di innovazione, da sempre marchio di fabbrica delle sue creazioni, ed ha concepito la partnership con H3D come un mezzo per reinventare la sua modernità.

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In questo secondo esempio invece, la nuova collezione Diesel-DL0160, in uscita lo scorso giugno, vediamo come gli effetti della stampa lenticolare giochino un ruolo diverso.

In questo caso la montatura degli occhiali da sole Diesel serve a riprodurre un contesto, quello delle Hawaii affinché tutta la collezione sia riconducibile a quell’elemento rappresentato.

La spinta tecnologica non verte più sulle proprietà delle lenti ma sull’unicità e la capacità di racconto che la stampa lenticolare conferisce alla montatura, la quale diventa vero e proprio filo conduttore di tutta la collezione.

Week in social

Week in Social: dal multilingual composer di Facebook al Wimbledon live streaming di Twitter

Che lo trascorriate in città, in lidi affollati o nelle splendide acque caraibiche, il weekend non può iniziare senza il tradizionale appuntamento con le novità social della settimana appena trascorsa. È venerdì, è Week in Social. Volete argomenti interessanti di cui parlare sotto l’ombrellone? Andiamo con ordine.

Facebook e il social fundraising

Facebook è sempre più vicino alle esigenze di tutti noi, nonostante sia sempre più orientato ad una visione di paid media, le novità sono sempre più vicine alla quotidianità degli utenti. Dopo il nuovo aggiornamento dell’algoritmo del News Feed, per determinare il ranking delle pagine e dare maggiore visibilità ai post di amici e familiari, apre a tutti la possibilità del fundraising.

Week in Social

Di costa stiamo parlando? Il social network per eccellenza sta introducendo la possibilità per chiunque di lanciare una raccolta fondi a favore di organizzazioni non a scopo di lucro. La possibilità che da oggi non solo le no profit certificate possano mettere in piedi campagne di beneficenza nasce dal lavoro del team Social Good di Facebook, lo stesso che ha creato la funzione Safety Check con cui le persone possono far sapere ai propri contatti di Facebook che stanno bene in caso di attentati o catastrofi naturali.

Ma non finisce qui. Facebook conta ad oggi 1,65 miliardi di utenti, 84,2% è la percentuale di utenti fuori dagli Stati Uniti e Canada e sono più di 30 milioni le aziende di tutto il mondo che hanno una Fan Page. Dove vogliamo arrivare? Presto detto. Mark Zuckerberg sa che il suo social network è sempre più multiculturale ma soprattutto multilingue ed è per questo che sta mettendo a punto uno strumento per migliorare la traduzione in tempo reale di tutti i post della piattaforma e renderla disponibile per un numero sempre più alto di utenti.

La funzionalità si chiama multilingual composer ed è pensata per chi ha amici e contatti in tutto il mondo: permetterà di scrivere un messaggio nella propria lingua e poi selezionare con il classico menù a tendina gli idiomi nei quali si vuole che il post venga pubblicato.

Twitter e il social live streaming per Wimbledon

È notizia di qualche giorno, il lancio, per Twitter, di due nuove features per il customer service. Più attenzione per le richieste degli utenti? Sembra proprio di si. Da qualche giorno è possibile notare nelle bio di brand e aziende una fascia oraria in cui è consigliabile interagire con la pagina. Ma non solo, da oggi, grazie alla sezione “in primo piano” sarà possibile identificare i tweet principali e più importanti di quel brand per non perdere le notizie più importanti.

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Partita anche la scommessa sui live streaming. Twitter punta sullo sport e ha iniziato a sperimentare la trasmissione in diretta dell’evento di Wimbledon. Quale miglior occasione se non un evento di portata internazionale? Dopo averci provato con Periscope, Twitter non si arrende. Attraverso il canale gli utenti del social network potranno visualizzare interviste, replay delle partite e molto altro ma non le partite vere e proprie.

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Snapchat e il malumore degli adolescenti

Non più solo chat, non più solo filtri divertenti, non più solo un luogo di rifugio per adolescenti . Snapchat sta cambiando volto. Sta improvvisamente crescendo, infatti, il numero di adulti che vi si iscrive. Dopo l’ingresso della First Lady Michelle Obama, l’applicazione sta riscuotendo molto successo tra utenti con più di 35 anni. Anche i millennial tra i 24-25 anni sono aumentati, passando dal 5% del 2013 al 38% di aprile di quest’anno (dati comScore).

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Uno dei motivi di questo cambio di rotta potrebbe essere proprio l’evoluzione della piattaforma, che ha scelto di puntare anche sui contenuti editoriali. Sulla stessa linea di pensiero la futura (ma non troppo) introduzione della funzione Memories per salvare le storie ed eventualmente ricondividerle con un ulteriore editing. Staremo a vedere.

Per questa settimana è tutto, a venerdì con il prossimo Week in social.

ProntoPro.it, la startup da 3 milioni di euro, si mette a nudo

ProntoPro.it, la startup nata dall’idea di Silvia Wang e Marco Ogliengo con l’obiettivo di mettere in relazione clienti e professionisti, non smette di far parlare di sé anche grazie al round di 3 milioni di euro che l’ha vista protagonista lo scorso giugno, con Immobiliare.it tra i maggiori investitori.

La startup oggi conta 50 mila utenti iscritti tra professionisti e clienti e più di 30 milioni di euro di lavori creati, che rendono la piattaforma il primo portale di settore in Italia per numero di utenti.

Abbiamo voluto approfondire alcuni aspetti di ProntoPro coinvolgendo Silvia e Marco, i due founder dell’azienda per conoscere origini e stato della loro impresa, con uno sguardo ai progetti futuri.

ProntoPro.it è la piattaforma per trovare il professionista che cerchi. Ci spiegate come funziona?

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Marco: È molto semplice: basta recarsi su ProntoPro.it, selezionare la figura di cui si ha bisogno (es. un idraulico, una wedding planner, un personal trainer) e compilare una scheda dettagliando il lavoro che si intende commissionare. Nel giro di poche ore l’utente riceverà vari preventivi personalizzati, via mail o telefono. Potrà scegliere autonomamente e senza impegno quello più adatto alle proprie esigenze, sfruttando un servizio che resta sempre gratuito.

Silvia: Se ripenso alla difficoltà vissuta per trovare il fotografo giusto per il nostro matrimonio, ricordo che il processo di ricerca del professionista è stato molto faticoso: molte chiamate a vuoto e sempre l’incertezza riguardo alla bravura e alla professionalità della persona con cui stavo parlando. Con ProntoPro.it abbiamo risolto questo problema: ora in poche ore si possono ricevere preventivi di diversi fotografi e leggere le loro recensioni per essere certi delle loro capacità.

Qual è il vostro punto di forza rispetto ai competitor? Quali i vantaggi per chi cerca lavoro e recruiter?

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Silvia: Ci distinguiamo per il valore che portiamo ai consumatori e ai professionisti e alle aziende.

Per i consumatori abbiamo lavorato per assicurarci di fornire tutti gli elementi necessari affinché possano scegliere bene il professionista. Quando ricevono i preventivi, possono verificare le loro competenze attraverso i profili, le recensioni ricevute, gli attestati ottenuti, le foto e molto altro.

Ai professionisti, invece, diamo un profilo gratuito visibile sui motori di ricerca – servizio che molti offrono a pagamento. Inoltre, permettiamo loro di vedere tutte le richieste di lavoro nella propria zona e scegliere liberamente a quali rispondere, senza costi fissi o abbonamenti. Infine, ProntoPro.it limita la concorrenza permettendo solo a massimo cinque professionisti/aziende di rispondere a ciascuna richiesta di servizio.

Marco: Chi sono i competitor? Le vere alternative che oggi vengono usate da un numero rilevante di persone sono tre: l’elenco telefonico, dove chi  paga di più sta più in alto; la ricerca su internet ed infine il passaparola. I primi due non hanno alcuna indicazione sull’affidabilità del professionista e sono molto più sconvenienti perché richiedono uno sforzo attivo nel fare tante telefonate, un po’ a caso. L’ultimo, il passaparola, è invece un ottimo canale, ma lento e inefficiente.

Il sistema di rating rende la piattaforma decisamente social. Quanto contano le recensioni in termini di visibilità?

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Marco: Le recensioni sono l’elemento di scelta principale per i clienti. Anche a fronte di un preventivo con un prezzo più alto, viene scelto sempre quello più costoso se ha ricevuto un numero maggiore di recensioni positive. Infatti il principale ostacolo nel fare incontrare persone online è la fiducia. Gli utenti nutrono molti dubbi sulle reali competenze del professionista, sulla sua onestà e sulla qualità dei servizi offerti. Le recensioni servono per superare questa barriera.

Silvia: Per i professionisti e le aziende, le recensioni sono sicuramente il modo più immediato ed efficace per mostrare la propria professionalità e le proprie competenze. Per ProntoPro.it, sono fondamentali per rendere il mondo dei servizi sempre più meritocratico e trasparente.

Cosa cambierà con l’aumento di capitale e la partnership con un colosso come Immobiliare.it?

Marco: Grazie all’investimento di Immobiliare.it abbiamo intenzione di incrementare il numero di persone che fanno parte del nostro team. Al momento siamo una trentina, e abbiamo in piano di arrivare a circa 50 entro fine anno. Stiamo investendo fortemente in tecnologia cercando ingegneri e sviluppatori.

Silvia: Se fino ad oggi abbiamo concentrato le nostre energie soprattutto sul miglioramento del portale, con questo nuovo round di investimenti vorremmo finanziare le attività volte a far conoscere ProntoPro al maggior numero di utenti. È nostra intenzione aumentare le iniziative nei settori della comunicazione e del marketing.

LEGGI ANCHE: Nasce growITup, 10 milioni di euro per mettere in contatto eccellenze italiane e startup

Al momento ProntoPro.it seleziona solo professionisti  italiani, prevedete di affacciarvi su altri mercati nel prossimo futuro?

Marco: Assolutamente sì! È uno dei prossimi step. Sia io che Silvia prima di fondare ProntoPro, abbiamo gestito e fatto crescere start-up nel sud-est asiatico. Abbiamo una forte esperienza di internazionalizzazione e non vogliamo che vada sprecata.

Silvia: Certo! ProntoPro risponde ad un reale bisogno del mercato. Si tratta di una lacuna che non è presente solo in Italia e questo rende il nostro modello esportabile all’estero. Abbiamo le capacità interne e l’ambizione giusta per farlo – e ora anche i capitali.

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