Week in Social: SMS su Messenger e video commenti per Facebook

Ogni settimana le novità dal mondo social sono tante (troppe), lo sappiamo: perciò eccoci anche oggi per metterle insieme e parlarne un po’ con voi. Se dovessimo conferire un premio novità, ancora una volta questo spetterebbe a Facebook, che questa settimana ha riservato tante novità a Messenger. Ma andiamo in ordine:

Messenger Home

Novità freschissima, Messenger Home è una nuova scheda all’interno dell’app dedicata a rendere l’esperienza di comunicazione con amici e servizi sempre più completa. Come dice il nome si tratta di una sorta di homepage in cui l’utente può accedere in un solo tocco ai contatti preferiti, ai bot che si occupano dei servizi più usati (come Uber), scoprire chi fa il compleanno e molto altro.

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L’obiettivo finale sembra quello di rendere Messenger il vero nucleo di ogni smartphone, facendo entrare in secondo piano anche app di terze parti che possono essere sostituite dai recentemente annunciati bot.

SMS in Messenger

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Per proseguire sulla scia del Messenger fagocitatore, un’altra novità è l’inclusione degli SMS all’interno dell’app di messaggistica istantanea. Mentre molti scommettono contro gli SMS, Facebook sa che in molte parti del mondo questi vengono ancora usati massicciamente. Allora perché non approfittarne permettendo agli utenti di comunicare sia via Facebook che via SMS in un’unica app? E ancora una volta non sarà necessario uscire dalla piattaforma.

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La funzione è disponibile solo su Android. I motivi sono diversi:

  • solo Android permette di gestire gli SMS tramite app di terze parti;
  • i paesi del mondo in cui gli SMS sono ancora molto utilizzati sono quelli in cui gli smartphone sono meno diffusi, e le persone che vi hanno accesso comunque possiedono quelli di fascia più bassa che montano Android.

Emoji everywhere

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Ancora Messenger. In un mondo cui le emoji sono sempre più utilizzate – e in cui spesso si attende un aggiornamento di iOS per riceverne di nuove e aumentare le possibilità espressive nella messaggistica – Facebook non poteva restare indietro. È per questo che negli ultimi giorni c’è stato il rollout delle ultime emoji fornite dallo standard Unicode su tutte le piattaforme (desktop, iOS e Android).

Si gioca a calcio

Sarà la febbre degli Europei, sarà che il calcio inizia a piacere anche agli americani. Noi vi diamo un consiglio: aprite Messenger e inviate l’emoji del pallone da calcio a un amico. “Fatto? Bene.” (la voce è quella di Giovanni Muciaccia) Ora fate un tap sull’emoji inviata e vedete cosa succede. (SPOILER: qualche tempo fa era stata fatta la stessa cosa per il basket)

Video nei commenti

Questa novità interessa le interazioni su Facebook in senso stretto. In poche parole? Ora è possibile commentare i post con un video.

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Periscope

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Finalmente ci allontaniamo un po’ da Menlo Park, e andiamo in casa Twitter. Qua Periscope ha deciso di dare potere agli utenti per rendere le trasmissioni più piacevoli per tutti. Gli spettatori ora possono segnalare in tempo reale i commenti inopportuni o che costituiscono spam. L’obiettivo è quello di mantenere un dialogo che sia focalizzato sui contenuti della trasmissione senza essere disturbati da profili fake o troll, che dopo un certo numero di segnalazioni perderanno la possibilità di commentare.

Twitter

L’ultima novità di questa settimana riguarda Twitter, e in particolare coloro che sponsorizzano contenuti sulla piattaforma. Infatti ora è possibile inserire tra i parametri dei tweet sponsorizzati le emoji per targetizzare gli utenti che ne fanno uso. In questo modo se un utente pubblica un tweet con l’emoji di un’automobile, ad esempio, potrà vedersi comparire un contenuto sponsorizzato sull’ultimo modello prodotto dalla sua casa automobilistica preferita.

Per oggi è tutto: alla prossima settimana con tante altre novità, che siamo sicuri non smetteranno di arrivare!

Mister Lavaggio, l’autolavaggio a domicilio diventa un’app

Lavare la propria auto non è stato mai così semplice e rapido, trasformando quella che è un’esigenza un po’ noiosa in un servizio professionale e a domicilio.

Mister Lavaggio è proprio questo, una startup nata da pochi mesi dall’idea di Alessio Campanale, Fausto Pagliara, Salvatore Ambrosino, Giorgio Pagliara e Daniele Rizzo, che si pone come obiettivo quello di fornire un servizio, il lavaggio dell’auto, a domicilio e completamente ecologico, grazie all’utilizzo di detergenti completamente biodegradabili, a dimostrazione che un lavaggio auto professionale è possibile anche ad impatto ambientale zero.

Mister Lavaggio app autolavaggio a domicilio

I fondatori ci hanno raccontato meglio la loro idea, tradotta in una app e basata sulla professionalità dei lavaggisti.

Autolavaggio a domicilio, da dove nasce l’idea?

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L’idea è nata da un’esigenza personale, quella di dover lavare l’auto e non avere mai tempo per farlo.

Pensiamo che oggi il tempo delle persone sia una risorsa importante e debba essere speso nel migliore dei modi: famiglia, affetti, hobby. La tecnologia viene incontro a questa necessità, modificando lo stile di vita e facilitando ogni attività.

Per questo motivo abbiamo pensato ad un sistema di lavaggio auto a domicilio, prenotabile direttamente tramite applicazione mobile, che permette di avere la stessa qualità di un lavaggio fatto a mano, ma con la comodità di averlo dove e quando si vuole, senza dover spostare l’auto.

Le rivoluzioni, come nei casi di Uber e CoContest, incontrano sempre qualche critica da parte della concorrenza. Com’è il vostro rapporto col sistema tradizionale?

Non ci sentiamo competitor dei sistemi tradizionali. Il mondo cambia e cambiano le abitudini delle persone, che sono sempre più connesse e utilizzano lo smartphone per usufruire di ogni tipo di servizio.

Ci sentiamo il futuro in questo settore. Chiunque abbia un autolavaggio tradizionale può aderire al nostro sistema, offrendo così un servizio aggiuntivo ai propri clienti.

Perché Mister Lavaggio può essere una valida alternativa al classico lavaggio auto?

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Semplice, con Mister Lavaggio oltre ad avere l’auto pulita in modo eccellente, hai la comodità di usufruire del servizio ovunque ti trovi e risparmiare tempo da dedicare ad altre attività. Inoltre, il lavaggio non prevede l’utilizzo di acqua e viene effettuato con un prodotto ecologico che non danneggia l’ambiente.

Chi si occupa materialmente di lavaggio auto è il contatto diretto con il pubblico: quali sono e quanto sono importanti le soft skill richieste?

Il lavaggista Mister Lavaggio deve essere una persona affidabile, educata e soprattutto sorridente. Ovviamente deve impegnarsi a seguire il nostro metodo alla lettera perché la qualità del lavaggio deve essere sempre impeccabile.

Per noi è fondamentale il feedback dei nostri clienti, per questo abbiamo inserito nell’app anche la possibilità di lasciare una recensione sul lavaggista che ha effettuato il lavaggio.

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Prevedete di estendere il servizio di lavaggio ad altri segmenti ancora trascurati?

Certo, abbiamo già iniziato ad estendere il lavaggio a furgoni, camper, autobus e moto.

L’app al momento non lo prevede ufficialmente, ma le nuove categorie di veicoli saranno aggiunte nei prossimi aggiornamenti. E tra queste sarà inserita anche quella delle imbarcazioni.

Ninja social oroscopo dal 17 al 23 Giugno

Cari comandanti delle digital experiences, bentornati al ninja social oroscopo della settimana dal 17 al 23 di giugno.

In questa settimana che si fa bollente per temperature ed amori come un tablet dimenticato sotto il sole, Venere pianeta dell’amore entra nel dolce segno del Cancro. Cosi se con Venere nei Gemelli chattavamo con piogge di emoticons, con Venere nel Cancro le dichiarazioni d’amore saranno accorati messaggi vocali!

Lo Scorpione rifiorisce questa settimana in un eccesso di sex appeal da siti vietati ai minori di 18 anni e si chiede se col wearable bluetooth si puó anche dare palpatine al fondoschiena altrui senza ricevere schiaffi in cambio. Anche nel Cancro il cuoricino batterà forte come una segretaria sulla tastiera tanto che vorrebbe sottoporre il suo caso di innamoramento istantaneo a medici esperti attraverso la app figure1! Gli unici che restano un po indifferenti a Venere e che cercano in lei risposte concrete anzichè slanci sentimentali sono i Pesci. Questi infatti per colpa di saturno si trovano a compilare tabelle di pro e contro che a paragone il dibattito tra ios9 e ios10 è nulla!

I segni di fuoco si sa che in questo periodo schiacciano il pedale della wii pronti a gareggiare virtualmente nel circuito di monza. Adotteranno tutti la regola dei 50 di facebook: il Leone pigro e nervosetto mette il fondo cassa di 50 euro purchè non gli si chieda di far fatica. Il Sagittario non ha paura a lavorare 50 ore… Probabilmente in 3 giorni! Va cosi anche se per fortuna torna ad essere piu simpatico. Infine l’Ariete per trovare i primi 50 amici fa stalking e nemmeno si preoccupa di dire grazie a chi decide di dargli retta!

L’Acquario ha voglia di ridere questa settimana e si sganascia con gli autori presenti al satyricon dalla comicità intelligente. La Bilancia si chiude in un silenzio elettorale tombale del tipo che si esprimerá a gesti pur di non dire nulla di sconveniente mentre i Gemelli faranno come i candidati che non rispettano le regole e che fino all’ultimo vogliono dire la loro. Anzi per i Gemelli in questa settimana la campagna elettorale sarà anche senza freni alla lingua e ai post!

Il Capricorno questa settimana sarà un businessman senza scrupoli ammirato da come i Beckham abbiano saputo costruire un piccolo impero famigliare e diventare piu cari della regina Elisabetta. Il Toro non ha voglia di perdere tempo a guadagnare ma preferisce di gran lunga spendere come rimedio ai nervosismi sparsi come i temporali estivi e si abbandona allo shopping sfrenato on line. Infine la Vergine resta solo frastornata ma decisamene piu docile e si abbandona al sudore del corpo per zittire i pensieri troppo forti… Serena Williams nella campagna Gatorade a confronto è asciutta e deodorata!

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Apple iOS 10 vs iOS 9: quali sono le differenze?

La tanto attesa versione 10 del sistema operativo iOS  per iPhone, iPad ed iPod Touch sta per arrivare. Apple ha presentato in occasione della conferenza annuale degli sviluppatori tutte le novità e gli aggiornamenti previsti per il nuovo release.

Quali saranno le differenze sostianziali rispetto all’attuale iOS 9?

Con iOS 10 foto e Mappe si rifanno il look

iOS 10

Con il nuovo aggiornamento l’applicazione Mappe di Apple rappresenterà una valida alternativa a Google Maps.

L’applicazione Mappe oltre a presentarsi con un’interfaccia nuova, decisamente più intuitiva diventerà più intelligente: sincornizzandosi automaticamente con il calendario riuscirà a capire le abitudini delle persone fornendo indicazioni utili per raggiungere i luoghi  verso cui è più probabile che l’utente vorrà andare.

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Una delle novità più interessanti è che l’app  si apre agli sviluppatori, offrendo loro la possibilità di inserire nella mappa stessa i propri servizi, ciò vorrà dire che ristoranti, attività commerciali e così via saranno prenotabili direttamente all’interno dell’applicazione mobile.

Non di meno le innovazioni apportate all’applicazione foto, che diventerà molto simile a quella di Google. Due i cambiamenti notevoli: Memories, uno spazio all’interno del quale il sistema raccoglie in modo autonomo i contenuti fotografici in base alla data e al luogo in cui sono stati scattati,  e il riconoscimento automatico che grazie ad una raffinata intelligenza artificiale sarà capace di identificare  persone,  oggetti e luoghi, consentendo agli utenti di mettere ordine nella propria galleria  immagini in modo smart.

 

Orologio

iOS 10

L’applicazione dedicata all’orario cambierà veste presentandosi con un nuovo sfondo scuro e diventerà una fidata amica del riposo. All’interno dell’app sarà presente una nuova funzionalità chiamata sonno che in base alle abitudini e allo stile di vita degli utenti suggerirà quando andare a dormire per riposare in modo regolare.

Siri diventa più intelligente

Un tono più “umano” e la possibilità di scegliere una voce maschile, queste solo alcune delle innovazioni riguardanti la nota assistente vocale Apple.

La notizia  più interessante è che l’azienda di Cupertino ha deciso di aprire le porte agli sviluppatori, ciò significa che gli utenti saranno in grado attraverso i comandi vocali di effettuare chiamate VoIp, inviare messaggi attraverso applicazioni sviluppate da terzi come WhatsApp, cercare foto e addirittura effettuare pagamenti.

QuickType

Anche la tastiera diventa smart con QuickType il nuovo sistema di suggerimenti Apple, che sarà fortemente legato e integrato con Siri.

Il nuovo sistema non offrirà solo i classici suggerimenti di scrittura disponibili già nelle versioni precedenti, ma vi aiuterà nel sostenere le vostre conversazioni dispensando consigli sulle eventuali e possibili risposte, ad esempio se qualcuno vi chiederà in chat dove vi troviate, il sistema vi suggerirà di inviargli la vostra posizione.

Non finisce qui, QuickType supporta il multilingua, potrete quindi scrivere liberamente i vostri messaggi senza dover passare da una lingua ad un’altra.

Non vedete l’ora di testare tutte le novità?

Dovrete pazientare da casa Apple dicono che l’aggiornamento sarà ufficialmente rilasciato per il prossimo autunno.

Lo shopping online supera gli acquisti in negozio

Lo shopping online supera gli acquisti in negozio

Sono i Millennials e i loro smartphone a guidare la crescita dello shopping online e dell’eCommerce. Circa il 63%, infatti, utilizza dispositivi mobili per comprare online. E in effetti la crescita del commercio elettronico è sostenuta anche da un miglioramento tecnologico, grazie a schermi di dimensioni più grandi, versioni mobile-friendly dei siti web, app user-friendly e linee dati più veloci.

Il 51% degli acquisti avviene online, ecco perché

Lo shopping online supera gli acquisti in negozio

Da tempo il trend era chiaro: il giorno del sorpasso sarebbe arrivato e secondo un recente report di UPS, lo shopping online negli Stati Uniti ha ormai superato quello in negozio. Lo studio, condotto da ComScore e dal gruppo di consulenza eCommerce e-Tailing, mostra che in media il 51% degli acquisti, esclusi quelli per i generi alimentari, sono stati effettuati online negli ultimi tre mesi.

Due fattori principali guidano questa tendenza: i Millennials, che, in media, ora effettuano il 54% dei loro acquisti tramite eCommerce; gli smartphone, utilizzati per fare spese online dal 44% degli utenti, con una crescita di circa 3 punti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Una crescita molto rapida e consistente, soprattutto per i dati sugli acquisti da mobile, che si può spiegare grazie ad una migliorata soddisfazione degli utenti rispetto allo shopping da smartphone – 8% di clienti più soddisfatti-, al 73% degli utenti da cellulari, alle dimensioni dello schermo più grandi, a miglioramenti in generale dei siti mobile e alle applicazioni user-friendly.

Al contrario, l’acquisto tramite tablet è calato di circa 2 punti percentuali, a fronte di un 44% di acquisti da smartphone, mentre lo shopping online da desktop resta ancora un punto fermo degli acquisti online, utilizzato dal 95% degli utenti.

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Shopping online, mobile commerce e vendite multicanale, a che punto siamo?

Lo shopping online supera gli acquisti in negozio

Sono ancora una volta i Millennials, definiti nella ricerca come utenti di età compresa tra i 18 e i 34 anni, che hanno alimentato il divampare dell’mCommerce (mobile commerce), con il loro 63% di incidenza nell’utilizzo di smartphone per compiere acquisti su web.

Secondo il report, nonostante sia forte la spinta verso la vendita multicanale, con una commistione di online e in-store, la stragrande maggioranza dei consumatori preferisce ancora distinguere i due tipi di acquisti, ricercando e comprando direttamente online nel 42% dei casi, oppure guardando le vetrine offline e acquistando direttamente in negozio nel 20% dei casi, tralasciando la possibilità di mescolare i due approcci all’acquisto.

Ancora presto, insomma, per parlare di una fluidità reale tra i due sistemi di ricerca e di acquisto che secondo i trend, però, ci porteranno presto a ricercare online e acquistare in negozio, o viceversa a provare e toccare con mano in negozio per poi comprare online, magari attraverso dispositivi appositi direttamente in-store.

“No show, no business” il tema di IF! Italians Festival 2016

No show, no business sarà il tema della terza edizione di  IF! Italians Festival. L’obiettivo? Far incontrare e aggiornare il mondo delle aziende e dei professionisti della pubblicità in Italia, ma anche intrattenere un pubblico allargato di studenti, curiosi e appassionati della creatività multidisciplinare.

Numerose le novità di quest’anno: dai nuovi format “IF! Learning Lunch”, incontri e conversazioni informali alla presenza di ospiti d’eccezione e esperti di comunicazione, “IF! Short List Party”, il party che nella serata inaugurale celebrerà la migliore creatività italiana con l’esposizione delle short list degli ADCI Awards 2016, e “IF! From Profit to Non Profit” che darà ampio spazio al tema del sociale all’interno del Festival. Alla rinnovata partnership con la Berlin School of Creative Leadership, vera eccellenza mondiale nel campo della formazione.

Mentre torneranno al Teatro Franco Parenti alcuni dei format collaudati come la “Director’s Battle”, “Nella Gabbia dei Leoni” e “10 domande scomode a…” che nell’edizione passata ha visto la partecipazione del fotografo Oliviero Toscani. Ed è confermato il Seven Day Brief, la competition promossa da ADCI in collaborazione con Google e riservata ai giovani creativi tra i 18 e i 28 anni, che si propone di stimolare e valorizzare la creatività dei giovani e premiare la migliore campagna pubblicitaria realizzata per YouTube.

“No show, no business” il tema della terza edizione di IF! Italians Festival

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Tra i primi ospiti che hanno confermato la loro presenza: il pluripremiato creativo brasiliano Jamie Mandelbaum, Chief Creative Officer di Young&Rubicam Europe; il compositore pubblicitario e cinematografico Philip Abussi; il direttore artistico e produttore olimpico Marco Balich e la costumista Silvia Aynomino, che saranno di ritorno dalle Olimpiadi di Rio; lo stand-up comedian di Comedy Central Saverio Raimondo che sarà protagonista di uno speech sull’umorismo in coppia con Sergio Spaccavento, autore radiotelevisivo e direttore creativo esecutivo di Conversion; il sound designer, produttore musicale e dj Painè Cuadrelli, figura di riferimento nella scena della musica elettronica italiana; e la belga Katrien Bottez, Executive Creative Director dell’agenzia indipendente Famous, che quest’anno presiederà la giuria dell’edizione 2016 degli ADCI Awards.

Per partecipare alla terza edizione di IF! Italians Festival, dal 16 giugno al 16 luglio sono in vendita, esclusivamente sul sito ufficiale,  le diverse tipologie di tickets.

Potrai seguire il Festival anche su diversi Social: Facebook,Twitter,Instagram e YouTube.

Satyricom: la rassegna nazionale di satira web

Lo scorso 11 e 12 giugno si è tenuta a Pescara la prima edizione del Satyricom, la prima grande rassegna nazione di satira web. Oltre 48 ore di spettacoli, incontri, scontri, workshop, mostri, mostre, presentazioni, performance, défaillance e reading dal vivo.

Al Satyricom si è riunito per due giorni il meglio della satira web italiana: vignettisti, autori, collettivi, attori, artisti, stand up comedian e anche altra gente che lavorava sul serio.

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Ultimamente sono sempre di più le pagine a sfondo satirico che prendono piede sui social network e che, proprio grazie a questi ultimi, diventano dei veri e propri canali di intrattenimento e di risate garantite.

Siamo sempre stati abituati a leggere di satira, grazie alle vignette, o a vedere degli spettacoli in televisione nei quali la satira regnava sovrana. Adesso, invece, uno dei canali preferenziali per l’intrattenimento satirico ci viene soprattutto offerto dai social network: Facebook, Twitter e Instagram, garantiscono un canale che permette a tutti gli utenti di collegarsi e di usufruire di una satira che, proprio grazie ai social network, è senza dubbio più immediata, efficace e di impatto. Ciò che i social network hanno fatto è senza dubbio modificare, e soprattutto implementare, il panorama satirico nazionale, offrendo ai naviganti pagine molto differenti tra loro per contenuti, ma unite da un unico filo conduttore: la risata a denti stretti tipica delle battute satiriche meglio riuscite.

L’avvento dei social network nel panorama satirico non ne ha comunque alterato gli schemi di base. La svolta decisiva nel web è arrivata con “Spinoza”, grande scuola per chi vuole far parte del mondo della satira, perché grazie alle battute brevi, dirette e coincise ha saputo trovare la chiave per portare alla massima espressione l’umorismo nero, tagliente e amaro.

Tutto questo può essere considerato un limite o una crescita?
Il limite può essere quello di preferire la satira di “battuta” a quella composta da monologhi veri e propri. Limite dovuto anche – e soprattutto – dai canali dove questa satira si espande: i social network, per l’appunto. I 140 caratteri di Twitter impongono una battuta veloce e coincisa, così come le grafiche su Instagram che non possono contenere troppi caratteri, pena la saturazione dell’utente e la conseguente dispersione della notizia. Su Facebook anche vanno per la maggiore le pagine con le grafiche chiare e coincise, raffiguranti battute chiare e nette.

La crescita può essere senza dubbio rappresentata dal fatto che tutti hanno la possibilità di fare satira, il che, si sa, potrebbe rivelarsi un grosso problema, ma anche la più grande opportunità per permettere a tutti di sentirsi, anche solo per una battuta, protagonisti indiscussi del web.

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Il Satyricom ha dato uno spazio a tutte queste realtà: alcune emergenti, altre già considerate dei capi saldi della satira web.

Due giorni interessanti, pieni di incontri e workshop stimolanti, in cui è avanzato tempo anche per fare quello che ci si aspetta veramente da una rassegna di satira web: ridere. A denti stretti, ma di gusto.

Comunicazione politica: il silenzio elettorale è social?

In guerra, in amore ed in campagna elettorale tutto è concesso.
Detto ciò, superate le elezioni dello scorso 5 giugno, ed in vista dei ballottaggi del 19, la domanda sorge spontanea: ma sui social, tutto è concesso sempre e comunque?

Chi segue la politica o chi semplicemente segue alcuni personaggi politici sui social avrà notato la differenza: ma il 4 giugno non si sarebbe dovuto rispettare il silenzio elettorale?

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Silenzio elettorale, appunto, questo sconosciuto.

Ebbene sì, qualcuno lo ha rispettato ed altri no. Chi? Beh, prendiamo due città italiane, una al Nord ed una al Sud, entrambe con un candidato donna e un candidato uomo. E premettiamo che siamo assolutamente neutrali.

Roma, per iniziare: Giachetti vs Raggi. Per una questione di par condicio, ci limitiamo solo a postare un contenuto del giorno 4 giugno, giorno, teoricamente, dedicato al silenzio elettorale.

Raggi su Facebook, postato alle ore 14:45 del 04 Giugno 2016

Ci vuole #coRAGGIo

Ci vuole coRAGGIo per rispettare il referendum sull'acqua pubblica.Ci vuole coRAGGIo a bonificare le strutture comunali dall'amianto e a renderle energeticamente efficienti.Ci vuole coRAGGIo per attuare la raccolta differenziata in tutta la città. Ci vuole coRAGGIo per creare un trasporto pubblico efficiente. Ci vuole coRAGGIo per contrastare l'abusivismo e valorizzare l'economia locale. Ci vuole coRAGGIo per dare una casa chi ne ha veramente diritto. Ci vuole coRAGGIo per proteggere le ricchezze storiche delle periferie. Ci vuole coRAGGIo per consentire ai nostri figli di frequentare le scuole in edifici sicuri. Ci vuole del coRAGGIo per creare un'amministrazione trasparente.Ci vuole coRAGGIo per ottenere l'accesso ai fondi europei e far tornare a splendere Roma.Ci vuole coRAGGIo per liberare dal patto di stabilità gli investimenti per le politiche sociali. Ci vuole coRAGGIo per intervenire con forza e dare sicurezza ai romani. Ci vuole coRAGGIo per cambiare Roma.

Gepostet von Virginia Raggi am Samstag, 4. Juni 2016

Giachetti, 4 Giugno nessun post. Ecco quello del 5 Giugno:

Io ho votato, fatelo anche voi! Si vota solo oggi, fino alle 23.

Gepostet von Roberto Giachetti am Sonntag, 5. Juni 2016

Da Roma, passiamo a Torino:

Appendino vs Fassino.

Un post di Fassino del 4 Giugno 2016 delle ore 14:13

Sorrisi, discorsi, confronti, mani, sguardi, km percorsi, caffè e panini al volo, partite a carte, esigenze, racconti, ricordi e tanta vita. Di Torino. Di noi. Sempre #peramoreditorino

Gepostet von Piero Fassino am Samstag, 4. Juni 2016

Post di  Appendino del 4 Giugno 2016 delle 11:02

"Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato…

Gepostet von Chiara Appendino am Samstag, 4. Juni 2016

 

Notate la differenza? In entrambe le città troviamo due atteggiamenti opposti: la volontà di continuare ad affermarsi e dall’altra il silenzio, il non voler danneggiare questo momento con altre parole e post.

Quindi, cari lettori ninja, vi starete chiedendo: chi ha torto o ragione?

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Facciamo prima un passo indietro: cos’è il silenzio elettorale?

L’obbligo, da parte di un candidato, di non compiere atti di propaganda il giorno prima del voto ovvero, in questo caso, interrompere l’attività di comunicazione elettorale allo scadere della mezzanotte dello scorso 3 giugno. Quindi: stop comizi e stop alla propaganda entro i 200 metri dai seggi.

Ma, quanto dista Facebook dal vostro seggio?

Facciamo un passo avanti, riconoscendo il valore del silenzio elettorale che permette all’elettore di poter riflettere e valutare la migliore scelta possibile. Per questo motivo, riconosciuta l’importanza del momento è stata approvata la legge che disciplina la campagna elettorale.

Risale al 1956, per essere più precisi, è la numero 212 del 4 aprile e all’articolo 9 si legge:

“1) Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali
murali o altri e manifesti di propaganda.
2)  Nei giorni destinati alla votazione altresì è vietata ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali.
3)  È consentita la nuova affissione di giornali quotidiani o periodici nelle bacheche previste all’art. 1 della presente legge.
4) Chiunque contravviene alle norme di cui al presente articolo è punito con la reclusione fino ad un anno e con la multa da lire 100.000 a lire 1.000.000.”

Nel 1985 vi è stata poi un’integrazione in merito alla comunicazione radiotelevisiva, ma siamo ancora lontani per poter arrivare ad un punto completo e risoluto.

Ma dal 1985 al 2016, quanto tempo è passato e quante cose sono cambiate?

creatività

 

Troppe domande per un’unica risposta: il silenzio elettorale sui social non esiste. Ebbene sì, è il caso di parlare di vuoto legislativo: nessuno fino ad ora ha pensato di valutare adeguatamente il peso che i social hanno nella vita di tutti i giorni.

Come si potrebbe impedire a tutti i cittadini di non postare le proprie opinioni su Facebook o su Twitter? In un’era in cui il voto è più social che segreto ed in attesa che questo aspetto venga disciplinato, torniamo alla domanda primordiale: chi ha torto o ragione?

Tutti o nessuno. Nessuno vieta ad un candidato dunque di fare propaganda su Facebook, ma né tantomeno nessuno suggerisce di scatenarsi in post e commenti selvaggi.

Il pensiero originale ed elegante di preservare i cittadini dalla caccia al voto, almeno il giorno prima, però non sarebbe poi così male.

Perchè la famiglia Beckham vale più della regina d’Inghilterra

La carriera di uno dei “lui” più noti nel mondo del calcio e, adesso, del marketing, comincia come tante altre: tanti provini andati male, una passione sfrenata per lo sport che porta a lasciare la scuola a sedici anni e, finalmente, il primo contratto con una grande squadra, il Manchester United. Una storia vista e rivista, che inizialmente non avrebbe fatto certo pensare a qualcosa di speciale nelle gambe e nella testa (e magari anche negli addominali) di un ragazzino chiamato David Robert Joseph Beckham.

La storia della “lei” che ha rivoluzionato la musica dei secondi anni novanta, nasce invece nella contea di Essex: passione per il ballo, provini da modella, scarsi risultati. Poi l’amicizia con Emma Bunton, il comune sentimento per il canto e la follia di provare ad avere successo in un campo a dir poco ostico. Come non detto, dopo pochi anni dalla nascita, le “Spice Girls” raggiungono le vette delle classifiche pop inglesi e mondiali, e Victoria Caroline Adams ne è indubbiamente la star.

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Dopo un matrimonio da oltre 500.000 sterline e quattro figli (Brooklyn, Romeo, Cruz e Harper), ad oggi la famiglia Beckham ha un valore stimato di quasi un miliardo di sterline. Esattamente, quasi un miliardo di sterline, ovvero quasi il doppio di quello della regina Elisabetta (via Mirror). E cresce di circa 30/40 milioni all’anno. Cerchiamo di capire quali sono stati i pilastri del successo.

Paradossalmente, il patrimonio ed il valore della famiglia Beckham è andato aumentando esponenzialmente da quando il bel David ha concluso la sua attività di calciatore. Come è possibile? Molto semplicemente, il maggior tempo libero ha permesso a David di dedicarsi quasi esclusivamente alla attività di sponsor e di endorser.
H&M, capello fluente, addominali a non finire, sex appeal, presente? Ecco, stiamo parlando di quel genere di pubblicità. Tra i brand di cui è attualmente testimonial: Haig Club, Biotherm e Pepsi.

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LEGGI ANCHE: Le 10 pubblicità più virali di David Beckham

In aggiunta, una linea di profumi “David Beckham” esclusivamente per uomini con diverse fragranze disponibili: un modo carino e gentile per dirci “non sarai mai come me, ma almeno puoi provarci“.

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Dall’altro lato, Victoria non è assolutamente da meno: dopo aver concluso la carriera musicale, il successo inaspettato nel mondo della moda. Il brand VICTORIA BECKHAM cresce infatti di anno in anno, toccando quasi 50 milioni di vendite nel 2015, anno in cui Victoria è stata anche nominata la miglior imprenditrice nel Regno Unito, e ad oggi è costantemente presente – e tra le più attese – alle più importanti Fashion Week del mondo.  Ha anche inaugurato la sua prima boutique nella prestigiosa Dover Street a Londra.

Victoria Beckham at her new store in Dover Street, London.

Sicuramente è stato rilevante l’aiuto dell’ormai amico Simon Fuller, una delle prime figure cui a suo tempo le Spice Girls si rivolsero. Da quel momento le loro strade non si sono mai separate: Simon ha infatti accompagnato Victoria in tutto il percorso di creazione e sviluppo del marchio nel mondo del fashion, e ad oggi si preoccupa di gestire giornalmente l’immagine e le pr dell’intera famiglia.

Un successo così rapido e strabiliante che perfino Microsoft ha deciso di pubblicizzare, attraverso un documentario su Skype:

E d’altronde, con due genitori così, non si può far altro che seguirne le orme. E sono più che sulla retta via i due figli Brooklyn e Romeo. Il primo a 17 anni supera i 7 milioni di followers su Instagram ed ha già fatto il suo esordio su una copertina, nello specifico quella de L’Uomo Vogue: dalla Cina all’Italia un grande successo, posando e rilasciando interviste come fosse la cosa più naturale del mondo. Il fratellino invece si “limita” a fare da testimonial per Burberry, contribuendo ad un +15% delle vendite nel semestre successivo la messa in onda dello spot tv.

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Una storia dunque di una famiglia che, passo dopo passo, ha conquistato tutto il mondo: dall’Inghilterra all’Europa, dall’Europa all’America. Sicuramente gli addominali e David hanno fatto gran parte del lavoro, ma la costante attenzione verso attività sociali (beneficienza in primis), verso una presenza continua e piacevole sui social e soprattutto verso attività di marketing mirate, ha portato ad un magnifico successo di calibro mondiale.

LEGGI ANCHE: Fare personal branding con i social network

18 anni di eCommerce in Italia quali prospettive

18 anni di eCommerce in Italia: quali prospettive?

Il 3 giugno 1998 sul sito IBS.it veniva venduto un libro di Camilleri.

Oggi è una consuetudine acquistare un libro via internet: riusciamo a trovare anche i volumi quasi introvabili ed arrivano entro un giorno dall’ordine o all’istante se acquistiamo l’e-book.

In 18 anni il numero di italiani che acquista online è aumentato costantemente in quanto la disponibilità di prodotti e servizi è cresciuta e la sicurezza ha tenuto bene il passo dell’innovazione tecnologica; inoltre, le possibilità di comparare i prezzi e di acquistare senza doversi recare in negozio sono vantaggiose per gli acquirenti.

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L’eCommerce in Italia oggi

18 anni di eCommerce in Italia quali prospettive

Secondo il report annuale 2016 di Casaleggio Associati, nel 2015 l’eCommerce in Italia è cresciuto del 19% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un fatturato di quasi 29 miliardi di Euro.

Il tasso di crescita è quasi raddoppiato rispetto all’anno precedente, anche grazie agli operatori stranieri sbarcati in Italia e ai marketplace come Amazon: l’ingresso nel nostro paese di negozi con base già ampia in altri mercati comporta meno costi rispetto alla creazione di un nuovo store.

Così, mentre Poste Italiane ha abbandonato i suoi progetti di eCommerce, Netflix ha investito nel nostro paese, e non solo, dando un ulteriore slancio al settore dell’editoria.

Altro settore in crescita è quello del food delivery, infatti molte startup seguono il trend e si stanno formando per risolvere le problematiche delle consegne dei generi alimentari per il canale Horeca. Per quanto riguarda la GDO, la scommessa sarà tenere il passo con la novità di Amazon Prime Now.

Le prospettive future dell’eCommerce in Italia

Fare stime sul futuro dell’eCommerce non è semplice ma se ne può prevedere il trend per i prossimi anni: il consolidarsi delle abitudini di consumo e la crescente alfabetizzazione digitale aumenteranno il mercato potenziale fino al punto in cui coprirà la quasi totalità della popolazione.

Gli italiani che hanno attualmente accesso a internet (utenti unici attivi nel mese) sono 28,7 milioni, con l’estendersi della banda larga e delle reti mobili aumenteranno ancora.

Inoltre il mercato attuale presenta molti settori con ampi margini di crescita e segmenti ancora da colonizzare.

In Italia ben sedicimila aziende oggi fanno commercio elettronico e Confesercenti stima che arriveranno a cinquantamila nel 2025; molte PMI vedono l’eCommerce come una necessità, non solo come un’opportunità: bisogna investire per non essere tagliati fuori da un mercato che si evolve.

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Per molte realtà aziendali il primo passo è l’approdo sui vari marketplace, dove si può proporre la propria merce e godere di una piattaforma già funzionante ed avviata, ma la concorrenza in questi casi è molta e la possibilità di creare un brand è limitata.

La sfida per le PMI

In un mercato di piccole e medie imprese come quello italiano, la sfida sarà quella di restare competitivi nell’eCommerce con le stesse strategie dell’offline: puntare a prodotti di qualità e nicchie di mercato per non soffrire la concorrenza delle multinazionali.

Avere una propria piattaforma dove poter attuare strategie di branding e fidelizzazione della clientela sarà fondamentale: permetterà di assaltare i mercati esteri, con siti in lingua, attività di promozione e customer care all’altezza degli standard d’oltre confine.

Lo sbarco in digitale delle attività artigianali e tradizionali dovrà essere supportato dalle istituzioni mediante la promozione del Made in Italy.

Inoltre nelle nuove nuove professioni digitali va consolidata la tendenza delle startup nostrane a puntare all’innovazione nonostante la difficoltà nel reperire finanziamenti nel nostro paese: tramite il web ed il crowdfunding si deve puntare alla creazione di una nostra Silicon Valley.