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Smart, McDonald’s e Jeep: i migliori annunci stampa della settimana

Altro giro altra corsa. Il lunedì ormai hai un appuntamento fisso con le migliori campagne stampa da tutto il mondo. Si parte!

Bergedorfer: Brewed with love

Abbiamo scelto questa serie di annunci stampa perché ci hanno fatto sorridere al primo sguardo. A volte la chiave del successo è davvero così semplice.

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Agenzia: Jung von Matt/Alster, Amburgo, Germania
Executive Creative Directors: Thimoteus Wagner, Jens Pfau, Tobias Grimm
Creative Director: Alexander Norvilas, Tobias Burger
Junior Project Manager: Tasja Oldach
Art Director: Alexander Norvilas
Copywriter: Tobias Burger, David Wegener
Managing Director: Peter Stroeh
Account Director: Tobias Freundlieb
Junior Art Director: Maximilian Froeschner
Photographer: Ralph Hargarten

McDonald’s: Loving the night

Messaggio chiaro e fotografia impeccabile. Gli amanti di McDonald’s che vivono in Thailandia ameranno poterci andare 24h.

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Agenzia: TBWA\DANThailand, Bangkok, Tailandia
Executive Creative Director: Veradis Vinyaratn
Creative Director: Chanatthapol Tiensri
Art Director: Kunanun Manusutthipong, Ponapat Bhakkalin
Copywriter: Ronnapop Chaiyanant
Agency Producer: Werawat Rangruktham
Business Director: Chatthip Bhamarasuta
Associate Client Service Director: Pratana Chotpanyavisut
Account Director: Kanitta Summachaiyanun
Account Executive: Thosaporn Kaewnurachadasorn
Photographer: Virunan Chiddaycha / Le Photographe
Photographer: Panpong Wongsirasawad / Le Photographe
Retoucher: Visionary Bangkok

Jeep: When the shortest distance between two points is not always a straight line

Per chi ha voglia di avventurarsi ed esplorare. Anche per i percorsi più impervi una Jeep è il mezzo perfetto.

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Agenzia: Candy Shop, Brasile
Creative Director: Bruno Regalo
Art director: Bruno Regalo
Copywriter: Zé Luís Schmitz
Illustrator: Fellipe Rinschede

Azul Brazilian Airlines: Visit…

E per quelli che già ora stanno sognando paesaggi mozzafiato, Azul Airlines, grazie a questa campagna ideata da Y&R, offre un piccolo assaggio di mete di una bellezza “fuori dal mondo”.

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Agenzia: Y&R, São Paulo, Brasile
Chief Creative Officer: Rui Branquinho
Head Of Art: Felipe Pavani
Creative Directors: Rui Branquinho, Jorge Iervolino
Art Director: Felipe Pavani
Copywriter: Ricardo Dolla
Illustrator: Marcelo Braga
Art Buyers: Monica Beretta, Stephanie Wang
Print Production: Ronaldo Cavalcante
Client Services: Luiz Villano, Diego Passos, Ana Andrade
Planning: Tatiana Tsukamoto, Filipe Leonardos
Media: Gustavo Gaion, Glaucia Montanha, Patricia Russo, Naiara Azevedo
Image bank: Getty Images

Smart: Only a Smart can take the place of a Smart.

Che le amiate o che le odiate, è innegabile che una Smart, con le sue dimensioni ridotte, è la regina dei parcheggi.

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Agenzia: CLMBBDO, Parigi, Francia
Executive creative director: Matthieu Elkaïm
Art director: Anthony Liétart
Copywriter: Sébastien Duhaud
CEO: Olivier Rippe
Managing director: Séverine Autret
Account director: Hicham Ghazaoui
Account executive: Charlotte Montrichard
Head of art buying: Marie Bottin
CGI: Jeremy Delhuvenne
Photographer: Alex Murphy
Head of planning: Loic Mercier

Anche questa settimana ci dobbiamo salutare. Ma vi aspettiamo, puntuali, tra 7 giorni!

LEGGI ANCHE: Hyundai, Samsonite, Ironage: gli annunci stampa della settimana

Digital Portfolio Night: il racconto di una serata tutta dedicata ai talenti del digital

23 giugno 2016, al Create! Dojo, la nostra base per tutto il clan Ninja, la giornata scorre febbrile: c’è un evento da lì a qualche ora, che per noi ha importanza capitale, la Digital Portfolio Night.

È la prima volta che apriamo la nostra casa per un evento rivolto al pubblico, ma soprattutto avvertiamo la grande responsabilità di accogliere e valutare i talenti del digital del Sud Italia.

Valutare il profilo di un giovane che si affaccia alle professioni legate al digitale è un’attività che richiede non solo grande impegno per l’evento in sé o per il premio fissato per i due portfolio migliori (due borse di studio per il Social Media Bootcamp a cura di Ninja Academy che avrà luogo sempre al Create Dojo il prossimo settembre), ma anche e soprattutto per dare un messaggio a tutti i lavoratori del settore: quella di avere una casa.

La Digital Portfolio Night per noi ha avuto principalmente questo significato: i ragazzi della Campania e più in generale del Sud Italia possono e devono avere un punto di riferimento sul mondo dell’innovazione. Uno spazio nel quale trovare persone che si interessano della loro crescita, dei progetti a cui hanno partecipato, della voglia che hanno di emergere e se possibile trovare loro un’opportunità affinché possano affermarsi.

Ore 18.00: l’arrivo dei digital-talent e gli speech dei nostri ospiti

Digital Portfolio Night

Non nascondiamo che nei minuti che hanno preceduto l’orario d’ingresso dei partecipanti, nutrivamo qualche timore sul numero di presenze effettive, alimentate anche da uno sciopero sulle linee ferroviarie indetto qualche giorno prima che temevamo portasse qualche indeciso ad abbandonare l’idea di venirci a trovare.

Per nostra fortuna la novità dell’apertura di Chez-Ninja al pubblico ha fatto sì che le registrazioni al desk siano state numerose, così come l’adesione da parte di coloro i quali volevano che il proprio portfolio fosse valutato dal CEO di Ninja Marketing, Mirko Pallera e dalla coordinatrice didattica di Ninja Academy, Adele Savarese.

Digital Portfolio Night - Sala Conferenze

E così i nostri uffici sono diventati un brulicare festoso di giovani talenti e professionisti ansiosi di prendere parte alla serata ed assistere agli speech dei tre ospiti che ci hanno fatto l’onore di arricchire la Digital Portfolio Night:

– Rosaria Toriello, Content Marketing Manager di Viralbeat
– Daniele Trombetta, Marketing & Sales di Banca Sella
Stefano Azzalin, Responsabile di SELLALAB

Speech uno: Rosaria Toriello di Viralbeat

Digital Portfolio Night - Rosaria Toriello

La prima sorpresa ha coinvolto proprio Rosaria, la quale, vuoi per testare l’attrezzatura messa a disposizione per la diretta, vuoi per l’entusiasmo dei presenti nella nostra sala conferenze, ha tenuto un vero e proprio speech prima dello speech a partire dalle 17.30.

Questo per dare ancora più risalto alla sua presentazione che ha fatto da apertura alla serata:

Ora live la Digital Portfolio Night! Cominceremo con l'intervento di Rosaria Toriello di Viralbeat: Digital trend 2016: Mobile, Visual Storytelling e Video Marketing. Durante la diretta pubblicheremo nei commenti una domanda legata allo speech: chi risponderà più velocemente avrà la possibilità di mostrare il proprio portfolio allo staff Ninja! #PortfolioNinja

Gepostet von Ninja Marketing am Donnerstag, 23. Juni 2016

Dopo la prova di endurance di Rosaria Toriello, abbiamo osservato qualche minuto di pausa per dare la possibilità ai presenti di rivolgere delle domande in relazione al contenuto del suo speech e dare anche modo a coloro che erano stati sentiti dai responsabili di Ninja Academy e Viralbeat di aggiornarsi ed essere pronti agli interventi che si sarebbero susseguiti.

Speech 2: Banca Sella e SELLALAB

Digital Portfolio Night - Stefano Azzalin

A quel punto sono stati Daniele Trombetta e Stefano Azzalin, i nostri ospiti di Banca Sella e SELLALAB, a prendere la parola parlando ai presenti dell’importanza di innovare in settori strategici come quello bancario e di cosa significhi essere startup oggi, di quale sia stato l’impatto delle nuove aziende nell’era pre-internet e di come si possa riuscire ad impattare sullo stato sociale in questa fase delicata di storia contemporanea.

Torniamo live dalla Digital Portfolio Night con Daniele Trombetta di Gruppo Banca Sella e Stefano Azzalin di SELLALAB. Durante la diretta pubblicheremo nei commenti delle domande legate ai loro speech: chi risponderà più velocemente avrà la possibilità di mostrare il proprio portfolio allo staff Ninja! #PortfolioNinja

Gepostet von Ninja Marketing am Donnerstag, 23. Juni 2016

In principio fu il Portfolio: le selezioni e gli speech di Adele e Mirko

Digital Portfolio Night - Selezioni

I talenti si diceva, tanti, tantissimi, tutti entusiasti, giovani (beati loro) e con voglia di fare, con portfolio curati ed esperienze maturate che hanno reso la scelta dell’assegnazione delle due borse di studio laboriosa e combattutissima.

Ciò che ci ha colpito però è stata l’estrema serenità di ognuno di loro nel presentarsi a noi, la curiosità con la quale si sono aggirati nei nostri uffici ed hanno avvicinato i nostri ospiti per chiedere loro consiglio, approfondimenti ed informazioni sui loro settori di competenza.

Il tempo è scorso via velocissimo, ci siamo ritrovati alle 19.30 con gli ultimi interventi in diretta su Facebook Live: quello di Adele Savarese, che ha illustrato a tutti i presenti quello che era l’oggetto del desiderio a breve termine dei partecipanti, ovvero la borsa di studio per partecipare al prossimo Social Media Bootcamp, e quello di chiusura del nostro CEO Mirko Pallera, il quale ha ripercorso quello che è stato lo scopo della Digital Portfolio Night e ripresentato il suo speech tenuto al TEDx di Alessandria qualche giorno fa.

Possono i brand cambiare il mondo? In diretta l'intervento di Mirko Pallera di Ninja Academy che chiude la Digital Portfolio Night. Pubblicheremo nei commenti l'ultima domanda legata al mini-contest: chi risponderà più velocemente avrà la possibilità di mostrare il proprio portfolio allo staff Ninja! #PortfolioNinja #SMBootCampRingraziamo Multicasting per la regia delle dirette! ?

Gepostet von Ninja Marketing am Donnerstag, 23. Juni 2016

Si è quindi conclusa la parte più “pubblica” della Digital Portfolio Night, quella alla quale tutti hanno potuto partecipare attraverso la nostra Fan Page su Facebook ed il profilo Twitter, ma il bello doveva ancora venire: c’erano le due borse di studio da assegnare!

Per lasciare ancora un po’ di tensione nei partecipanti ma soprattutto per il piacere provato nel ri-vederlo nei nostri uffici, sul palco della nostra sala conferenze è intervenuto Roberto De Luca, un nostro vecchio amico di Ninja Marketing e fresco assessore al Comune di Salerno con delega al bilancio e lo sviluppo, il quale ci ha ringraziato per l’impegno profuso in una città come quella campana che ha tantissimo margine di miglioramento sui temi dell’innovazione e che avrà in Ninja Marketing un punto di riferimento per le istituzioni.

Siamo quindi giunti alla proclamazione dei due portfolio scelti per beneficiare della borsa di studio per il Social Media Bootcamp.

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la scelta è caduta su due talenti dei quali sentiremo sicuramente parlare nel futuro:

Francesco Pannullo e Mirko Domenico, ai quali sono state assegnate rispettivamente la copertura parziale (50%) e totale del corso di formazione intensiva a cura di Ninja Academy.

Giacchè ci siamo parlati sin troppo addosso sino a questo momento, è bene che siano Francesco e Mirko a descrivere ciò che hanno provato nel partecipare a questa prima edizione.

Ecco quindi quello che ci hanno detto una volta terminata la serata:

Francesco, vincitore della borsa di studio a copertura parziale:

Digital Portfolio Night - Francesco

In realtà non ho ancora ben realizzato cosa sia successo ieri sera, ma proverò a raccontare un po’
Vengo da una situazione alquanto strana, appena lo scorso anno mi sono trovato a riprogettare da zero la mia vita, lavorativa e non, vedendo crollare tutte quelle che fino ad allora erano state le mie certezze.
Ma, delle volte dalle difficoltà si può imparare, e di sicuro è stato l’ennesimo segno del destino che continua a confermare che con l’umiltà, lo studio, la perseveranza e la voglia di superare i propri limiti si può arrivare alla felicità e diventare ciò che si vuole.
È appena un anno che ho intrapreso questa nuova avventura nel Social Media Management di concerto con un percorso Universitario in Comunicazione Pubblica e di Impresa all’Università degli Studi di Salerno e ho il cuore pieno d’orgoglio per essere stato definito un “talento del digitale” da professionisti del calibro di Adele e Mirko, persone che ho sempre guardato con ammirazione.
So che la strada è ancora lunga e perciò intanto continuo a lavorare per cercare di migliorare sempre di più le mie competenze e le mie Social skills, e lo farò anche grazie alla borsa di studio vinta durante la Portfolio Night, che sicuramente allargherà i miei orizzonti e i miei punti di vista.
Ringrazio infine tutti i miei cari, e vi lascio con una riflessione: se non siete felici di quello che fate per vivere non abbiate paura di provare a cambiarlo, il coraggio e la perseveranza vengono sempre premiati.

Mirko, vincitore della borsa di studio a copertura totale:

Digital Portfolio Night - Mirko

La Digital Portfolio Night è stata un’occasione fantastica per mostrare le mie competenze ad esperti del settore.
Aver vinto il primo premio è stato inaspettato e incredibile.
Dal bootcamp mi aspetto di vivere un’esperienza entusiasmante e dinamica. Lavorare intensamente per 4 giorni con professionisti del settore è un’occasione imperdibile e motivante.
Ringrazio tutto lo staff di Ninja Marketing per avermi dato quest’opportunita.

La parte ufficiale di quella che speriamo sia soltanto la prima edizione della Digital Portfolio Night si è conclusa verso ora di cena, quando in buon ordine particpanti speaker tutto lo staff si sono riuniti nella sala ristoro per mangiare assieme e rilassarci ulteriormente scambiandosi opinioni su progetti per il futuro e stato dell’arte dell’innovazione nel nostro paese.

Stanchi ma orgogliosi di aver aperto le porte a tutti coloro che sono venuti nella nostra casa, concludiamo questo racconto di ciò che è successo nel corso della serata del 23 giugno.

Con Mirko, Francesco e speriamo anche molti altri ci ritroveremo sicuramente a Settembre per il Social Media Bootcamp, e tu, verrai a trovarci al Create! Dojo? 😉

Gli strumenti di LinkedIn per le risorse umane: segui il prossimo Ninja Talk

Il mercato del lavoro è stato completamente rivoluzionato negli ultimi anni, anche grazie all’innovazione che, lasciando minore spazio agli intermediari, ha offerto un contatto sempre più diretto tra domanda e offerta. Il punto di partenza di questa rivoluzione? Naturalmente i social network e LinkedIn in particolare per il mondo del lavoro.

Da una parte oggi i candidati hanno l’occasione di compiere scelte più consapevoli, accettando una certa offerta di lavoro, con l’opportunità di studiare direttamente, attraverso informazioni di prima mano, le aziende che li cercano; dall’altro lato, anche le aziende hanno a disposizione un network globale di talenti a cui attingere, ma non devono sottovalutare il ruolo della comunicazione del brand nei loro processi di ricerca e selezione.

Il risultato di questi cambiamenti è una vera e propria trasformazione del mondo delle risorse umane, per questo vi invitiamo a non perdere l’appuntamento con il prossimo Ninja Talk del 28 giugno dedicato a “Come offrire il lavoro perfetto: Linkedin Talent Solutions”.

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Per scoprire in che modo è cambiato l’orizzonte delle Talent Acquisition, quali sono gli strumenti offerti da LinkedIn per le risorse umane e come calcolare il ROI di LinkedIn, abbiamo rivolto alcune domande a Francesco CostanzoCustomer Success Manager LinkedIn – docente del free webinar.

Trasformare la vita delle persone offrendo il lavoro perfetto: Linkedin Talent Solutions

Quali risultati hanno ottenuto le aziende italiane che utilizzano LinkedIn Talent Solutions?

Sono sempre di più le aziende italiane che utilizzano LinkedIn per trovare e attrarre i talenti migliori, ridurre i tempi e i costi di assunzione, e migliorare la qualità dei candidati. Utilizzando LinkedIn per la ricerca e selezione del personale, le imprese hanno anche la possibilità di cambiare il loro modo di interagire con il talento, il loro posizionamento sul mercato e le proprie iniziative di employer branding. Una buona Company Page è un ottimo punto di partenza: Ferrari, Luxottica e Ferrero sono tre esempi di eccellenza in questo senso.

A livello globale, sono più di 42.000 le aziende che utilizzano LinkedIn per trovare il talento di cui hanno bisogno.

Perché, nonostante i social network, per molte aziende è ancora difficile il match tra domanda e offerta di lavoro? In cosa è diversa, da questo punto di vista, l’Italia dal resto del mondo?

Come in tutti i mercati, l’interazione tra talento e opportunità risulta difficoltosa quando la conoscenza reciproca è imperfetta. Da questo punto di vista, l’Italia affronta le stesse difficoltà di tutti gli altri Paesi.

Trasformare la vita delle persone offrendo il lavoro perfetto: Linkedin Talent Solutions

LinkedIn si propone di ridurre questa difficoltà, aiutando i professionisti a trovare più facilmente delle interessanti opportunità lavorative e nel contempo rendendo più semplice per le aziende mettersi in contatto con candidati di qualità. E proprio per questo che oltre 9 milioni di italiani sono attualmente iscritti a LinkedIn, e che aziende italiane di ogni dimensione oggi utilizzano LinkedIn per le proprie esigenze di recruiting.

Come proporsi al candidato ideale già impegnato in un’altra posizione lavorativa?

La possibilità per le aziende di identificare tutti i potenziali candidati di loro interesse, e non solo quelli attivamente impegnati a cercare nuove opportunità lavorative, ha rivoluzionato il mondo della ricerca e selezione del personale. Questi cosiddetti “candidati passivi” devono essere approcciati in modo diverso rispetto a chi sta cercando lavoro attivamente. Infatti, è molto probabile che siano già contenti nel loro ruolo attuale, e questo li renderà più selettivi nel prendere in considerazione nuove opportunità.

Per questo, i recruiter dovrebbero impiegarsi a costruire una relazione con loro, e a comprendere quali siano le reali motivazioni e interessi di questi candidati, invece di contattarli direttamente con un’offerta di lavoro.

Trasformare la vita delle persone offrendo il lavoro perfetto: Linkedin Talent Solutions

In cosa si traduce per un brand applicare strategie di marketing alle HR?

Uno dei punti di forza di LinkedIn come piattaforma per il recruiting è la disponibilità di dati che consentono una comprensione approfondita e dettagliata del mercato del lavoro e dei candidati. Questo consente ai nostri clienti di ingaggiare un target specifico e di condividere i valori del proprio brand con le persone giuste tramite i contenuti giusti.

Per abilitare questo approccio, è necessaria una migliore comprensione delle strategie marketing (“employer branding”) che consentono di partire da un target abbastanza ampio (“pool” di talenti) e di attraversare le diverse fasi del “marketing funnel” sino ad arrivare al singolo candidato che ha le caratteristiche giuste per quella specifica posizione che stanno cercando di coprire.

Ricapitolando:

Ninja Talk – Free Webinar

“Come offrire il lavoro perfetto: Linkedin Talent Solutions”

martedì 28 giugno 2016 dalle ore 13 alle 14

ISCRIVITI ORA AL NINJA TALK

e diventa un #LinkedInNinja!

I posti per la diretta sono limitati ma se non riesci a collegarti potrai recuperare la sessione in modalità On Demand nell’arco di un paio di giorni dalla diretta direttamente nella tua Area Utente.

Come un vero pittore: Prisma trasforma la tua foto in un quadro

Artisti si nasce, ma quest’app vi farà (quasi) cambiare idea!

Prisma trasforma le vostre foto in opere d’arte offrendovi anche la scelta tra diversi stili artistici: Prisma offre infatti circa 20 filtri all’interno dell’app, che ricordano opere d’arte famose come L’urlo di Edvard Munch, Go for Baroque di Roy Lichtenstein, lo stile di Wassily Kandinsky ma anche filtri che ricalcano lo stile dei fumetti DC.

Come funziona

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L’app è davvero facilissima da usare: scatta una foto o selezionala dalla tua libreria, scegli un ‘filtro artistico’ da applicare e poi attendi che l’applicazione metta in moto il suo algoritmo magico restituendoti l’immagine stilizzata in una manciata di secondi, insieme con la possibilità di condividerla sui social network.

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Quindi, se hai sempre voluto trasformare il tuo gatto in un personaggio dei fumetti o il tuo selfie in un manga, il panorama dalla tua finestra in un dipinto liberty o la tua camera in quella di Van Gogh, devi assolutamente provare Prisma! Attenzione però: l’app al momento è esclusivamente per iOS: se hai Android dovrai attendere il prossimo mese oppure provare una delle tante app di Google Play Store che cercano di imitarla.

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1,6 milioni di download

Prisma è stato lanciato solo la scorsa settimana, ma ha già raccolto circa 1,6 milioni di download a quanto ha dichiarato a TechCrunch il CEO e co-fondatore Alexey Moiseenkov, attualmente a Mosca.

La chiave del boom di questa app è chiaramente la facilità della sua user experience – quasi un’app per bambini! – e l’immediata possibilità di condividere le proprie opere sui social network.

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L’app è balzata all’attenzione proprio nella settimana in cui Facebook  ha rivelato che Instagram aveva più che raddoppiato i suoi utenti mensili attivi negli ultimi due anni, raggiungendo la soglia dei 500 milioni di utenti attivi al mese.

La dimensione della rete di Instagram ha dato una spinta enorme ad app come Prisma che offre una nuova serie di filtri per gli affamati utenti del noto social network: provate a fare una ricerca con l’hashtag #Prisma per capire la portata di questa applicazione.

Il codice che è stato creato da Moiseenkov e la sua startup per Prisma è ospitato da Servers.com, che ha dovuto raddoppiare la capacità del suo server per rispondere all’enorme numero di utenti.

La popolarità dell’app ha spinto Mail.Ru, una delle principali società di Internet in Russia e controllata dal miliardario Alisher Usmanov, ad acquisire una quota del 10 per cento in Prisma, poco più di una settimana da quando è stata lanciato su App Store.

Intanto il CEO Moiseenkov  ha dichiarato che verranno aggiunti nuovi filtri, almeno altri due filtri al giorno per giungere in circa un mese a 40 stili.

L’obiettivo, presumibilmente, è quello di cercare di evitare che l’app perda di appeal quasi  con la stessa rapidità con cui ha acquistato l’attenzione della gente, ma non solo: presumibilmente più filtri porterebbero l’utente ad usare più frequentemente l’app e a restarvi per più tempo dentro a navigare.

Un algoritmo “magico”

L’elaborazione della foto avviene nella nuvola sul server a cui si appoggia Prisma, piuttosto che sul tuo dispositivo mobile. Moiseenkov afferma che questo server non sta memorizzando le foto originali e non conosce i dettagli di chi invia le foto: il server conserva solo ill risultato per qualche tempo.

Riguardo la tecnologia di Prisma, Moiseenkov dice che il suo team sta usando algoritmi di apprendimento con rete neurale per elaborare le foto: le reti neurali sono necessarie perché i filtri artistici di Prisma non sono in realtà filtri, dice Moiseenkov, ma le immagini finali sono ricreate come su una tela bianca, da zero.

 

Dopo una lunga elaborazione, Prisma ha raggiunto il risultato attuale che permette di ottenere velocemente l’immagine finale, nonostante questa sia in realtà davvero realizzata come farebbe un pittore, cioè copiando dall’originale.

Provate l’app e vi accorgerete subito con quanta facilità in quanto poco tempo potrete trasformare i vostri scatti in vere opere d’arte!

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I murales di Google: la street art racconta i data center

di Silvia Scardapane

Ci sono alcuni luoghi che non abbiamo mai visitato fisicamente, ma il nostro computer sì: parliamo dei famosi data center di Google, dove ogni giorno vengono inviate, con un semplice click, miliardi di foto, ricerche ed infinite altre richieste. Questa settimana Streetness racconterà di come questi grandi edifici industriali hanno incontrato il mondo della Street Art.

Si intitola The Data Center Mural Project la nuova iniziativa promossa da Google in diverse parti del mondo: quattro grandi centri simbolo della tecnologia high-tech saranno trasformati in altrettante opere d’arte da quattro street artisti.

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Il primo intervento è stato eseguito ad Oklahoma, un centro di grande importanza perché serve ampie porzioni dell’Occidente e alcune regioni degli Stati Uniti. Sulla sua parete l’artista Jenny Odell ha creato un collage con diverse immagini prelevate da Google Maps, omaggiando numerose infrastrutture disseminate nel globo. Jenny Odell è specializzata in arte digitale per cui i suoi lavori sono sempre frutto dell’innesto tra una profonda ricerca delle immagini e la scrittura, nel tentativo di evidenziare la natura materiale della nostra esistenza “in rete”.

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A chilometri di distanza sono i pennelli e i rulli di Oli-B a colorare il data center con sede in Belgio, un centro che serve gli utenti di Google in Europa Occidentale ed altre località del mondo. Lo street artista belga ha dipinto le pareti dell’edificio con una sua interpretazione personale ed astratta di “cloud” e quindi dell’intero paradigma di risorse informatiche. Non potevano perciò mancare alcuni riferimenti specifici alla comunità di Google e ai suoi dipendenti, pienamente coinvolti nel progetto, avvolti nelle fluide forme e nei colori enfatici che caratterizzano la produzione dell’artista.

Al momento altri due interventi sono previsti a Dublino e Council Bluffs e saranno rispettivamente realizzati da Fuchsia Macaree e Gary Kelley. Gli artisti, gli strumenti, i dipendenti sono anche protagonisti di un sito web interamente dedicato al progetto con foto e video.

È pur vero che il connubio Street Art – Google era già noto ai più, soprattutto da quando nel mese di giugno 2014 è stato presentato il database di Street Art più grande del mondo: Google Street Art Project, arteria principale del più ampio Google Art Project. Offrendo una vastissima visuale ad appassionati e curiosi, la raccolta di immagini permette di viaggiare tra le opere e le collezioni di tutto il mondo, accorciando le distanze tra un muro e l’altro. Del resto anche The Data Central Mural Project ha l’obiettivo di avvicinare il pubblico alle grandi strutture inaccessibili.

“Che si tratti di condivisione di foto, la ricerca sul web o tradurre le lingue, miliardi di richieste vengono inviate a “The Cloud” ogni giorno. Ma pochi sanno che tutte queste informazioni scorrono in luoghi fisici, chiamati data center. Poiché questi edifici in genere non sono molto belli da guardare, la gente di solito non lo fa, e raramente impara a conoscere le strutture incredibili e le persone che lavorano tanto per rendere parte della vita moderna possibile. Per cominciare a cambiare la situazione, abbiamo creato The Data Central Mural Project: una collaborazione con gli artisti per portare un po’ della magia dei nostri data center dall’interno verso l’esterno.” Joe Kava, VP di Google Data Center.

Negli ultimi anni, dinanzi alla necessità di combinare i servizi offerti dalle strutture che svolgono funzioni di data center con il tema ecologico, sono stati proposti numerosi progetti per reinventarne l’architettura e il rapporto con il territorio in cui sono collocate. Quello compiuto da Google è, in questa direzione, un primo passo. La scelta della Street Art diviene così la soluzione attraverso cui i luoghi di lavoro non solo diventano più accessibili agli utenti e integrati nel territorio (non mancano nelle opere espliciti riferimenti alla cultura e al paesaggio dove le strutture sono collocate), ma anche più gradevoli per i dipendenti; quest’ultimo punto è centrale per un progetto a scala globale che ha visto, tra l’altro, una simile applicazione anche da parte di altre numerose imprese di grandi, medie e piccole dimensioni, in Italia e nel resto del mondo.

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Per questi motivi The Data Center Mural Project diviene uno dei case-study più interessanti tra la rosa dei progetti analizzati: la Street Art così, come l’oculata scelta degli artisti selezionati per ognuno degli edifici, esprime al meglio le esigenze di comunicazione di una grande azienda che ha il desiderio di connettere l’ambito artistico e culturale alla responsabilità sociale d’impresa.

Il futuro della Street Art è anche nelle e con le aziende? Tra le svariate soluzioni immaginabili per un fenomeno in continua evoluzione, sembrerebbe uno scenario tutto da considerare. Streetness crede fortemente che la Street Art possa dialogare con le aziende, in qualità di inediti luoghi aperti all’arte, oltretutto riducendo l’impatto ambientale e paesaggistico degli insediamenti e stimolando la creatività di chi vi lavora o di chi vive le aree circostanti.

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Il successo delle applicazioni mobile inizia dal nome

Avete già deciso il nome da dare alla vostra applicazione? Siete certi di aver fatto la scelta giusta? Ricordate la prima impressione è quella che conta. Cosa c’è di tanto importante nel naming?

Nell’universo delle applicazione, dove gli utenti Apple e Android hanno a disposizione più  di tre milioni di applicazioni tra cui scegliere  la risposta è semplice: tutto.

Individuare il nome giusto può determinare e influire  sul successo di un’applicazione. Vediamo quali sono gli errori più comuni da evitare quando si procede nella scelta del nome.

LEGGI ANCHE: Come promuovere la tua app con un video

Nome difficile da memorizzare

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Considerando la quantità vertiginosa di applicazioni presenti sul mercato distinguersi diventa faticoso, ma la scelta del nome giusto può dare una mano a farsi largo tra i concorrenti.

Uno degli errori più comuni è quello di optare per un nome difficile da ricordare, la prima regola fondamentale da seguire è quella di orientarsi su un nome che si presti a rimanere impresso nella mente degli utenti. Individuare il nome perfetto  non è semplice ma non per questo impossibile!

Per riuscire ad emergere nella folla che anima il mondo delle applicazioni mobile è necessario trovare un nome chiaro e intuitivo.

Generalmente le applicazioni che hanno riscosso maggior successo sono state quelle in cui gli ideatori sono riusciti a combinare nel nome funzionalità e stile, pensate ad esempio ad Evernote o a Flipboard.

Essere prolissi

Sinteticità e semplicità sono le armi vincenti. Generalmente i nomi migliori sono quelli composti da due o tre  sillabe, in quanto più facili da ricordare, ma la cosa più importante da evitare sono i nomi che superano gli undici caratteri in quanto sui sistemi operativi mobile possono essere bruscamente troncati con dei puntini di sospensione.

Effettuare il conteggio dei caratteri e verificare che il nome appaia perfettamente agli utenti  farà si che la vostra applicazione si presenterà in modo serio e professionale al suo debutto.

Se con il nome individuato nel rispetto del numero dei caratteri consigliati non riuscite a comunicare tutto ciò che vorreste, aggiungete un breve slogan così come ha fatto la nota applicazione mobile Evernote prima con remember everything per poi ampliare il suo messaggio con Your life’s work

Avete in mente una frase o un paio di parole che descrivono perfettamente il vostro prodotto?

Combinatele insieme per dar vita al nome della vostra app.

Molte delle applicazioni di successo esistenti devono il loro naming al giusto abbinamento di due differenti parole, per citarne qualcuna pensiamo a Snapchat, Facebook, Instagram.

Non conoscere il proprio pubblico

Sinteticità e semplicità sono le armi vincenti. Generalmente i nomi migliori sono quelli composti da due o tre sillabe, in quanto più facili da ricordare

Conoscere il proprio target è di fondamentale importanza per qualsiasi imprenditore, ciò non fa eccezione per gli sviluppatori di applicazioni mobile.

Di certo prima di dar vita al vostro prodotto mobile vi sarete messi nei panni dei vostri potenziali clienti, ponendovi un ipotetico problema che gli stessi avrebbero dovuto affrontare e quindi risolvere attraverso la vostra applicazione.

Fate lo stesso e identico ragionamento per la scelta del nome, immedesimatevi, capite quali sono le esigenze e i desideri dei vostri consumatori. Date vita ad un nome descrittivo facilmente riconoscibile che aiuti le persone ad associarlo immediatamente alla vostra applicazione.

Prima di procedere con la scelta del naming analizzate quali sono i termini di ricerca più frequenti, utilizzate strumenti come Sensortower   per vedere ciò che il pubblico sta cercando e quali sono le parole chiave più utilizzate dai vostri competitor. Capire ciò che la gente vuole vi aiuterà senza dubbio nella vendita del vostro prodotto.

Non essere originali

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Un errore che spesso viene commesso è quello di battezzare le applicazioni con un nomi molto simili a quello di altre già popolari, è vero che è importante seguire le tendenze,  ma in questo caso è ancora più importante lanciare una nuova.

L’utilizzo delle metafore e dei nomi evocativi può essere una giusta strada da intraprende per dar vita ai nomi più originali e creativi, pensate a Tinder o  Periscope.

Non consultare un professionista specializzato in marchi e brevetti

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Prima di decidere il nome definitivo della vostra applicazione è bene considerare anche eventuali problemi legati al marchio. Ogni marketplace ha delle regole e dei processi specifici per l’utilizzo dei nomi.
E’ necessario chiedere il parere di un esperto per verificare e accertarsi che il nome in questione non vada a violare o infrangere la normativa sui marchi, evitando così di trovarsi nella situazione di dover cambiare nome o di ritrovarsi la propria applicazione rimossa dagli store.

In definitiva i nomi migliori sono quelli facili da cercare, da pronunciare e soprattutto quelli che restano cosi impressi nella mente delle persone al punto tale da generare il passaparola.

Gadget, magneti e cartoline: i nuovi formati creativi di stampa

Nella preparazione di un evento o nella realizzazione di una campagna offline, esistono di norma, alcune fonti di spesa alle quali non sono destinate grosse fette del budget.

Magneti, gadget da distribuire nelle gift bag o cartoline sono spesso ritenuti oggetti sui quali non occorre destinare creatività o investimenti particolari.

Si tratta di una fonte di stress non necessario per chi ha in carico questo tipo di attività che viene costantemente frustrata dal “non si può fare, ce ne servono 50.000 e non abbiamo budget per mettere in pratica la tua idea”.

Eppure ci sono nuove soluzioni creative che garantiscono alti standard qualitativi senza utilizzare più risorse del necessario.

La stampa lenticolare è una di queste soluzioni tecnologie che può fare da elemento catalizzatore valorizzando i tuoi progetti di comunicazione.

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La stampa lenticolare è una di queste soluzioni tecnologie che può fare da elemento catalizzatore valorizzando i tuoi progetti di comunicazione.

Coca-Cola e i magneti di Natale

Sempre attenta alle novità per comunicare in modo efficace ed innovativo Coca-Cola lo scorso Natale ha scelto gli effetti di dinamismo e 3Dimensionalità ottenibili grazie alla stampa lenticolare H3D® System.

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L’occasione è stata un’importante campagna natalizia di comunicazione in Russia che Coca-Cola ha voluto rendere unica tramite un magnete lenticolare sagomato a forma di ampolla. L’effetto è una combinazione tra elementi 3D che mostrano i camion brandizzati Coca-Cola che virtualmente escono dal magnete, abbinati all’effetto Moving che rappresenta la caduta della neve all’interno dell’ampolla.

Piccole o grandi istallazioni: massimizza la creatività

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Sempre nella scia dell’esaltazione dell’elemento interattivo, puoi osservare come un righello, o un segnalibro, oggetti che di norma fondano la propria essenza su contenuti fissi come un’immagine o un blocco di testo, possano trovare attraverso la stampa lenticolare un veicolo per superare la bidimensionalità e la staticità di proposizione in favore di un’azione dinamica che possa essere usata come call-to-action di un messaggio pubblicitario.

In questo caso l’elemento di sorpresa di chi non si aspetta un effetto del genere su un elemento così piccolo fa da meccanismo d’innesco per attirare l’attenzione.

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Come è naturale che sia si può utilizzare la capacità d’animazione di una stampa lenticolare anche su istallazioni più grandi, visibili anche a grande distanza.

In questo caso però non è più l’azione di movimento che sprigiona l’interattività con l’oggetto di stampa, così come visto per i casi precedenti, ma è il punto d’osservazione che modifica il percepito.

Cambia quindi il rapporto tra soggetto ed oggetto, con quest’ultimo che può prendere il centro della scena indipendentemente dalla volontà dell’utente di interagire con esso.

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Come sarebbe il tuo giardino dipinto da Degas?

Grazie alla tecnologia moderna, dare ad ogni fotografia un tocco artistico non è certo cosa difficile o rara (non a caso, chi non usa filtri sulle proprie foto allega alle proprie didascalie un eloquente #nofilter). Ma poter trasformare il nostro giardino, il nostro gatto, un nostro ritratto in un’opera animata impressionista non è certo cosa da tutti giorni: a renderlo possibile ci ha pensato il New York Botanical Garden attraverso il suo sito Impressify.

Per promuovere la sua mostra, infatti, l’ente ha collaborato con l’agenzia Midwell per realizzare questo strumento che in pochi secondi è in grado di modificare qualsiasi immagine in un quadro in pieno stile Degas, lasciando all’utente la libertà di giocare e scegliere l’output preferito.

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Fonte: www.nybg.org

Agli utenti che utilizzano Impressify (accessibile fino a settembre, mese in cui l’esibizione terminerà) sarà possibile scaricare e condividere l’immagine sui propri canali social con l’hashtag #GardensOnCanvas.

Potete caricare la vostra immagine sia da pc, che da smartphone o tablet. Pronti a creare? 🙂

Come spiegare al tuo capo perchè investire in SEO

La domanda è molto semplice: come faccio a spiegare al mio manager che non sono una sorta di stregone del SEO che magicamente fa salire di rilevanza il sito della mia azienda? Ma soprattutto, come lo convinco che, come SEO specialist, il mio lavoro porta costante valore e non posso essere sostituito da un plugin o da iniziative sporadiche?

Bella domanda, guerriero. Bella domanda. Rispondere non è semplice, soprattutto perchè probabilmente il tuo interlocutore è una persona abituata a concedere budget se l’obiettivo è chiaro, con una deadline e se vede un piano in cui ad ogni azione corrisponde una conseguenza precisa e tangibile. Ma ecco quattro punti da inserire nella conversazione per convincerlo!

#1 Il SEO non riguarda solo il sito aziendale, ma tutta l’organizzazione

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Fare ottimizzazione non significa solo strutturare il sito nel modo che più piace a Google. I tempi in cui l’attività di SEO corrispondeva a cercare un modo per eludere Google e con qualche trucchetto sono ormai passati. Oggi, SEO significa soprattutto cominciare a pensare in modo che ogni azione, comunicativa e non, che la nostra azienda mette in campo, prima o poi, avrà in qualche modo a che fare e avrà qualche impatto sul nostro posizionamento sui motori di ricerca o, addirittura, ne trarrà beneficio. Senza questa premessa, se i contenuti, i prodotti e la comunicazione non sono allineati, un buon lavoro tecnico a livello SEO non può garantire un posizionamento perfetto

Un esempio? Parliamo di business development. Fare SEO significa, oltre a sapere come funzionano gli algoritmi, capire a fondo le esigenze del consumatore. Con un approccio strutturato quindi, il responsabile SEO può essere di grande aiuto per generare insight, guidare lo sviluppo futuro di un business e, in un circolo virtuoso, essere in grado di posizionarlo al meglio in futuro, proprio perchè il business si sarà adattato alle vere esigenze dell’utente.

#2 Il SEO non sostituisce un buon prodotto

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Già lo vedo il tuo capo che ti chiede spiegazioni sul perchè il sito non è ben posizionato quando il prodotto lascia a desiderare.

Potremmo parlare giorni dei segreti dell’algoritmo di Google e dei trucchi che gli addetti al mestiere utilizzano per scalare posizioni nel ranking. La verità, però, è che i motori di ricerca hanno l’obiettivo di dare il miglior risultato possibile a chi effettua ricerche per aumentare la frequenza di utilizzo e, in ultima analisi il numero di ricerche. Come tutti i business vogliono clienti soddisfatti. Nel lungo periodo tenderanno quindi a lasciare ai margini quelle pagine che parlano di prodotti che non interessano agli utenti.

L’altro lato della medaglia è che, ancora una volta, puoi aiutare e contribuire alla comprensione delle esigenze degli utenti e a definire quali caratteristiche proprio non piacciono dei prodotti della tua azienda

#3 I plugin non sono tutto!

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I plugin (ad esempio Yoast per WordPress) sono comodissimi. Inutile negarlo. Ma possono essere sufficienti per gestire una piccola pagina personale, un blog o qualcosa di simile. Assolutamente non indicati per siti aziendali con l’obiettivo (come dovrebbe ormai essere pratica comune) di dare importanza all’ottimizzazione.

Fare SEO non significa spuntare qualche box e ripetere le parole chiave fino a quando il semaforo sulla dashboard diventa verde. Un’attività di ottimizzazione seria prevede anzitutto la progettazione dell’archietettura del sito, lavorare sul link building, etc.

Se a questo aggiungiamo il discorso al punto 1, diventa chiaro come l’attività di SEO abbia bisogno di un costante impegno da parte di uno specialista. Insomma, il tuo stipendio è più che giustificato!

#4 Una buona attività di SEO è misurabile

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Spesso si sente dire che i risultati dell’ottimizzazione non sono quantificabili. Certo, molto più semplice capire gli effetti di una campagna di Pay per click, ma nel lungo periodo i risultati sono più che misurabili e, come sostiene Timothy Carter di AudienceBloom, si può dimostrare matematicamente che il SEO è il miglior investimento di marketing nel lungo periodo.

A livello tattico poi, come per tutti gli strumenti di digital marketing, anche per il SEO la cosa importante è stabilire alcuni KPI ad inizio attività e tenerli monitorati costantemente.

Quel che poi è fondamentale è ragionare sui numeri in fase di definizione della strategia di ottimizzazione. Non affidarsi al caso, ma basare le decisioni sulle evidenze apprese dalle attività precedenti è la base perchè ogni attività porti più valore di quella precedente.

E, ancora una volta, in tutto questo un plugin non potrà mai sostituirvi!

significato dei simboli

Il significato dei simboli più famosi e antichi

Il simbolo della Pace, quello di Yin e Yang, il Giglio: sono tutti simboli universalmente diffusi e conosciuti, ma non di tutti conosciamo il vero significato e contesto di origine. Parrot Print Canvas ha realizzato un’interessante infografica che svela i retroscena della nascita di questi famosissimi segni grafici.

L’infografica ci ricorda ad esempio che il Caduceo, spesso erroneamente sostituito al Bastone di Asclepio in qualità di simbolo della Medicina, è il simbolo di pace e prosperità associato ad Hermes, dio greco del commercio.

L’Ichthys, il pesce simbolo di Cristo, prima di diventare un simbolo cristiano era utilizzato da greci, romani e altre culture pagane. Queste ultime vedevano nel simbolo la “Grande Madre” che portava fertilità e forza alle donne.

L’Occhio della Provvidenza che da molti viene associato alla Massoneria (che ne fece utilizzo dal 1797, facendo leva sul richiamo al potere esercitato da questo simbolo) è in realtà segno di spiritualità ed elevazione interiore in molto religioni, da quella cristiana alla buddista.

Fonte: http://www.parrotprintcanvas.com

Conoscevate già l’origine di tutti questi simboli?