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Twitter punta a Augmented e Virtual Reality

Realtà Virtuale e Aumentata, i grandi attori della nostra epoca stanno già da tempo investendo in questo settore e come Facebook e Google, anche Twitter ha pensato bene di non restare a guardare e rendersi, egli stesso, fautore di quella che tutti vedono come la prossima arma di vittoria.

Prima con l’acquisizione di Magic Pony, company incentrata sullo studio dei sistemi machine learning, e poi con l’assunzione di Alessandro Sabatelli che sarà a capo della divisione Augmented Reality, all’interno del più complesso Twitter Cortex, ovvero il team di ingegneri informatici e ricercatori impegnati soprattutto nelle capacità di apprendimento delle macchine (IA), Twitter irrompe pesantemente sulla scena attuale proiettandosi immediatamente verso il futuro delle innovazioni tecnologiche.

 

L’assunzione di Alessandro Sabatelli risulta decisiva per il prossimo futuro di Twitter, il suo fine è proprio quello di “abilitare l’azienda alla prossima rivoluzione informatica spaziale”. Dal canto suo, il neoassunto gode di una vasta esperienza in termini di UI: dieci anni in Apple dove ha lavorato al design UI per le maggiori app della company, inclusa un’app YouTube per iPad, Siri per iOS e Mission Control per OS X. Precedentemente si è occupato di screen saver e dei visualizer di iTunes.

Dopo aver lasciato Apple, Sabatelli ha fondato una sua company: IXOMOXI, specializzata nello sviluppo di software Virtual Reality per l’industria dell’entertainment.

Se è vero che Realtà Aumentata e Virtuale saranno il prossimo terreno su cui si sfideranno i Big di oggi, solo alcuni si sono già sbilanciati e hanno lasciato intendere i loro propositi: Facebook e l’acquisizione da 2 miliardi di Oculus lascia poco spazio all’immaginazione e ci dà qualche certezza sulla direzione intrapresa; Google, oltre ai Google Glass, è comparsa con il set cardboard associato alla smartphone, modesto ma senz’altro divertente; Apple non si è pronunciata molto in tema VR ma ha compiuto i suoi passi attraverso varie assunzioni e acquisizioni nel settore.

Infine, oggi, anche Twitter si unisce, nonostante qualche segnale di crisi generale, compie questo passo anche per riaccendere il fervore dei suoi affezionati e se finora non si era mai pronunciata in merito, con queste ultime novità lancia un messaggio chiaro.

Insomma staremo a vedere, a parlare di Realtà Aumentata e Virtuale si fa presto ma, per il momento, contano ancora i fatti tangibili.

LinkedIn lancia Programmatic Buying, targetizzazione estrema negli annunci display

La commistione tra social network e piattaforme e-commerce è ormai palese. Una quantità sempre maggiore di inserzionisti acquistano spazi su Facebook, Twitter, Google e LinkedIn.

Sappiamo inoltre che per raggiungere in modo efficace il pubblico realmente interessato ai prodotti proposti, è necessario conoscere gli usi e le abitudini dei propri clienti-utenti, studiando e analizzando con accortezza i dati che ci forniscono.

Le inserzioni su LinkedIn costano, e non poco, ed è molto più complesso creare annunci sponsorizzati su questo social piuttosto che su Facebook. Da oggi, però, LinkedIn lancia Programmatic Buying, un modo più flessibile per gli inserzionisti nel creare annunci ad hoc, aumentando gli obiettivi di marketing, targettizzando efficacemente il pubblico, e aumentando sensibilmente la visibilità delle inserzioni all’interno del layout grafico del social.

LinkedIn lancia Programmatic Buying, targetizzazione estrema negli annunci display

Come funziona

Russell Glass, Head of Products di LinkedIn Marketing Solutions, ha annunciato il lancio del Programmatic Buying attraverso un post sul Marketing Solution Blog di LinkedIn, in cui spiega funzionalità e potenzialità del nuovo modo di creare annunci pubblicitari sulla piattaforma, acquistata recentemente da Microsoft per 26 miliardi di dollari.

LEGGI ANCHE: Microsoft compra LinkedIn per 26,2 miliardi di dollari

Con Programmatic Buying hai la possibilità di acquistare gli annunci display sia attraverso una Open Auction, o tramite le Private Auctions di LinkedIn. Entrambi offrono la flessibilità e il controllo per targettizzare efficacemente l’audience che volete raggiungere: le Open Auction sono consigliate per chi ha a disposizione web developer, lavorando così a livello di codice, mentre le Private sono il metodo più veloce per gli inserzionisti al fine di godere delle nuove potenzialità degli annunci display.

LEGGI ANCHE: LinkedIn: come aumentare la lead generation [HOW TO]

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Ad oggi più di 4 mila marchi con profilo premium sono stati abilitati ad interagire con Programmatic Buying, potendo integrare le piattaforme demand-side (DSP) e agency trading desk (ATD) in modo semplice e intuitivo, per programmare e targettizzare al meglio questi nuovo annunci display impattanti e performanti.

Digital for Italy: raccontiamo la mentorship di Luca Pedrani per l’associazione Arché

Le piccole e medie imprese sono, da sempre, tra le più importanti fonti di occupazione nell’economia italiana. Per tutelare la crescita e la digitalizzazione delle loro competenze abbiamo fondato a fine 2015 Digital for Italy, un progetto di innovazione sociale.

Esso consiste in mentorship pro bono dedicate alle PMI italiane che credono fortemente nelle potenzialità delle nuove tecnologie e del web in particolare ma che avrebbero bisogno delle competenze di top manager del settore per guidare il processo di digitalizzazione del proprio business.

Digital for Italy si è rivolto in particolare a PMI segnate dalla crisi o che si trovano in zone colpite da disastri naturali, ma anche di ONG ed Onlus il cui obiettivo è quello di migliorare il mondo. Ed è qui che subentra la figura di ciascun Mentor di Digital for Italy il quale, in base alla sua esperienza, ha deciso di offrire il supporto necessario come guida per un intero anno.

Sono passati già diversi mesi da quando alcuni di questi “angeli del digitale” hanno deciso di adottare la propria PMI per il 2016.

Ne parliamo con Luca Pedrani, Senior Copywriter in H-ART, parte del network AKQA, il quale a Gennaio ha adottato Onlus Fondazione Arché, nata nel 1991 come organizzazione votata ad affrontare il dramma dell’HIV pediatrico, donando assistenza alle madri e ai loro figli.

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Luca sin da subito ha capito il potenziale di questa Onlus che si prende cura di mamme e bambini in situazioni di disagio e fragilità personale, con l’accoglienza in comunità educative e appartamenti di semiautonomia, per l’avviamento al lavoro e alla professionalizzazione ma anche con l’assistenza in ospedale e a domicilio come supporto psico-socio-educativo. Infine, ma non di minore importanza, si occupa dell’educazione alla cittadinanza attraverso seminari, interventi nelle scuole e laboratori.

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Assieme a Paolo Dell’Oca, il suo referente nella Onlus, Luca ha organizzato una call per conoscersi e parlare della situazione generale della Fondazione, decidendo di aggiornarsi mediamente ogni 2 settimane. È poi anche andato a trovare di persona la Fondazione ed è attraverso il loro brainstorming che è iniziato il lavoro di squadra. Luca afferma infatti che uno dei momenti più belli di questa esperienza è stato poter lavorare ed interagire non solo con la persona che si stava occupando attualmente della parte social della fondazione, ovvero uno stagista preso in carica da circa un mese, ma anche con quella che precedentemente aveva curato questo aspetto.

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Da bravo copywriter Luca ha aiutato la PMI a:

  • revisionare e migliorare il piano editoriale di Facebook
  • redigere un payoff istituzionale, le cui varie proposte hanno soddisfatto pienamente il presidente dell’associazione Arché. Il payoff scelto è stato adottato e viene tutt’ora utilizzato.
  • revisionare i testi della descrizione e delle informazioni sulla pagina di Facebook
  • realizzare il nuovo pieghevole istituzionale, con un’idea creativa che rendesse il supporto di maggiore impatto rispetto a quelli precedenti

Dopo questa prima fase, oramai in via di conclusione, gli step successivi si occuperanno di un checkup di contenuti del sito e una campagna pubblicitaria per reclutare nuovi volontari per la Onlus, raggiungendo cosi per fine anno dei grandi risultati di marketing digitale.

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Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Il claim dell’edizione 2016 è “The Platfirm Age“: l’unione dei termini platform e firm indica l’emergente trasformazione delle aziende in piattaforme di servizi sempre più definite dal network di stakeholder con i quali interagiscono e creano valore. Ecco il Social Business Forum, l’evento sulla trasformazione digital organizzato annualmente da OpenKnowledge e che si terrà il 6 e 7 luglio a Milano.

I 10 temi trattati nel corso dell’evento saranno approfonditi da aziende italiane ed internazionali, digital CEO e oltre 30 speaker. Tra questi 13 Invited Keynote Speakers, cioè 13 buoni motivi per non perdere questo appuntamento.

> Partecipa all’evento utilizzando il codice sconto riservato ai ninja “NinjaAcademySBF16”

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

The Social Business Forum 2016: ecco gli speaker

Barbara Cominelli

Direttore delle Operazioni Commerciali e Digitali presso Vodafone

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Più di 20 anni di esperienza internazionale nei settori tecnologia, media e telecomunicazioni, venture capital, energia, consulenza sia nell’ambito B2B che B2C, pubblico e privato. Comprovata esperienza nel gestire operazioni su vasta scala, attualmente gestisce più di tremila impiegati.

Vincitrice di numerosi premi nel campo della customer experience digitale e tradizionale (Best Customer Experience, Best Mobile app, Best Social CRM, Best Customer Care, Best Telco on Social Media), del premio per donne manager “Merito e Talento” 2014 e del premio “Young Executive of the year” 2010.

LEGGI ANCHE: Social Business Forum, il 6 e 7 luglio i grandi del digital si incontrano a Milano

Cosimo Accoto

Partner & VP Innovation presso OpenKnowledge, MIT Visiting Scientist

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Partner di OpenKnowledge e Lecturer in Digital Analytics & Big Data alla IE University di Madrid, ha più di 15 anni di esperienza in digital analytic e informazioni per la creazione di valore per il business. Il suo impegno è quello di aiutare le organizzazioni leader a implementare correttamente la trasformazione digital & social.

Prolifico scrittore, è autori di tre libri, tra cui Misurare le audience in internet. Teorie, tecniche e metriche e coautore di trattati come Social Business Toolkit, Social Mobile Marketing. L’innovazione dell’ubiquitous marketing con device mobili, social media e realtà aumentata e Marca e Metriche nei Social Media.

Collabora in qualità di analista di settore al progetto IMCA “Digital Markets” presso l’Università della Svizzera Italiana di Lugano e alla ricerca su Business and Information Technology alla Scuola di Direzione Aziendale Bocconi di Milano.

Emanuele Scotti

Cofondatore & CEO presso OpenKnowledge

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Laureato in filologia, con un dottorato in semiologia e un master in Online and Open Education.

Ex consulente per Isvor Fiat, si è successivamente dedicato all’e-learning sin dal 1997, seguendo la nascita di Internet e successivamente affinando la sua conoscenza delle comunità online e dei social network.

Il suo approccio collaborativo e sociale ha caratterizzato i suoi interventi in vari settori, tra i quali marketing, risorse umane, innovazione e customer care.

È co-autore di Community Management, Social Business Manifesto, Social Business Toolkit e Social & Digital Transformation.

Fabio Troiani

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Cofondatore & CEO presso Bip

Laureato in Business & Economics, ha conseguito un MBA negli Stati Uniti, dal 1986 svolge attività di consulenza manageriale in numerose aree, focalizzandosi in progetti di innovazione e trasformazione nell’ambito delle telecomunicazioni e in quello bancario.

Ha collaborato con numerosi gruppi industriali di spicco, seguendo progetti di business trasformation, sviluppo e consolidamento, processi di razionalizzazione , pianificazione e gestione dei sistemi IT. Nel 2000 ha gestito budget superiori ai 100 milioni di euro, coordinando venti aziende partner in quindici stati europei per conto di un grande gruppo di consulenza attivo in ambito internazionale. Nel 2003 ha fondato la Business Integration Partners assumendo la carica di CEO.

Nella sua visione è essenziale combinare la rottura dei paradigmi con la perseveranza nel portare avanti il cambiamento.

È autore di numerosi articoli  e co-autore di Chief Information Officer, the challenge of pragmatic innovation.

Inhi Cho Suh

General Manager & Collaboration Solutions presso IBM

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Laureata n biologia, storia e studi sulle donne Duke University, ha conseguito un dottorato in giurisprudenza alla North Carolina Central University School of Law.

Nel 1998 ha iniziato la sua carriera alla IBM, unendosi al team per le strategie globali, posizione alla quale hanno seguito vari incarichi di management che l’hanno vista dapprima a capo del settore Analytics Strategy & Business Development, con la responsabilità di elaborare le strategie di portfolio, crescita dei ricavi, investimenti di capitali e operazioni di fusione e consolidamento aziendali.

È un’esperta di Big Data e Analytics Marketplace che studia soluzioni orizzontali e vericali per portare ad un nuovo livello le soluzioni collaborative tra IBM e i suoi partner.

Ivan Ortenzi

CEO presso Ars et Inventio

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Laureato in economia con master in Open Innovation e Corporate Entrepreneurship presso la ESADE (Barcellona – SPA).

Prima di diventare CEO della divisione Ars et Inventio di Bip, specializzata in Corporate Innovation and Exponential Strategy, ha lavorato presso la Banca Commerciale Italiana e successivamente alla Busacca & Associates in qualità di Leading Senior Manager, coordinando strategie di marketing e customer experience in molteplici banche. Divenendo Managing Director, ha lanciato il primo Multiple Family Office in Italia.

Le sue molteplici esperienze di insegnamento includono il ruolo di coordinatore scientifico al Master in Innovation Management al Master in Design Management alla Business School de Il Sole 24 Ore, di professore di Innovation Management all’Executive MBA ALTIS de il Sole 24 Ore, e di docente in strategia, marketing e innovazione in istituti italiani e all’Institute de Empresa di Madrid.

Laurence Lock Lee

Cofondatore & Chief Scientist presso SWOOP Analytics, Co-Founder & Partner presso Optimice

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Esperto nell’analisi dei social network, la sua esperienza professionale è sempre stata incentrata sulla gestione della conoscenza e la sua condivisione tra imprese. Il suo focus è la costruzione di rapporti alla pari, stabili e duraturi, tra aziende.

Nel 2014 è stato tra i fondatori dell’azienda SWOOP Analytics, che realizza software che forniscono dati per l’analisi dei canali di comunicazione aziendale nei social network in tempo reale: il calcolo del MVP si basa su Microsoft Yammer.

Leonardo Varella

Cofondatore di WeListen (InnovationCast)

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Ingegnere dei sistemi informatici con un master in comunità corporate e gruppi sociali nelle organizzazioni. Managing Partner di WeListen – Soluzioni Business Software.

Specializzato in sistemi informatici, project management, usabilità, design, IT/solution architecture, collaborazione, apprendimento organizzativo.

Michele Casucci

Fondatore & CEO presso Certilogo, Singularity University Ambassador

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Fondatore e CEO di Certilogo, piattaforma di protezione del marchio contro la contraffazione. Imprenditore e innovatore, desidera risolvere i mali dell’epoca contemporanea grazie alla tecnologia e al contributo di tutti, imprenditori e consumatori.

Nel 2014-2015, è stato l’ambasciatore in Italia per Singularity University, società a beneficio comune della Silicon Valley la cui missione è educare e ispirare i leader ad applicare tecnologie esponenziali per affrontare le grandi sfide dell’umanità.

È stato cofondatore di Jobrapido, uno dei più importanti casi di successo italiani nel settore Internet, InventPrize, mercato per innovatori e società tra i primi sostenitori del crowdsourcing, e cofondatore di Withfounders, un seed accelerator.

Trampolino della sua carriera imprenditoriale è stata quella dirigenziale, con una specializzazione in Internet e nelle media imprese. È stato vicepresidente del Corporate Sales per Rodale International, nonché amministratore delegato e direttore generale di Lycos Italia.

Rene Van Der Laan

Direttore presso Global Practice (SAS)

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Rene è un esperto manager del personale che lavora nel settore del software dal 1997. Ha un background come controllore finanziario ma è un’attività che si è lasciato alla spalle per seguire la sua passione: lavorare con le persone e soprattutto motivare team di professionisti perché portino le loro competenze ad un livello superiore.

Il suo passato di consulente in un team di servizi professionali da affinato le sue conoscenze e il suo approccio hands-on (pratico, concreto) per realizzare progetti di successo, concentrandosi soprattutto su visione e soluzioni piuttosto che su prodotti.

In SAS dirige un team internazionale di Marketing Business Advisors e IT/Solutions Architects le cui funzioni principali sono sostenere progetti di grandi dimensioni per clienti internazionali, fungere da hub della conoscenza / think tank per le questioni di marketing e customer intelligence, fornire input ai team di sviluppo prodotto.

Prima di entrare in SAS nel 2010, Rene ha lavorato per Hyperion, E.piphany e Unica.

Rosario Sica

Presidente e cofondatore presso OpenKnowledge

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

È un fisico cibernetico con un Master in Marketing e Comunicazione Sociale, dotato di un forte background nel mondo degli affari e nella gestione del cambiamento in contesti internazionali

È un esperto del cambiamento che sostiene le organizzazioni e le imprese a massimizzare il loro potenziale social, e un’autorità nella gestione di progetti di business complessi. Al contempo, è anche coinvolto nella ricerca e insegna Social Business Transformation in varie università. Ha pubblicato libri e articoli in una vasta gamma di entrambi i campi accademici e industriali.

I suoi viaggi in tutto il mondo riflettono l’internazionalità dei suoi clienti, che includono la maggior parte delle aziende leader in Italia, così come grandi aziende europee e multinazionali, governi e università.

È infine Presidente del “Social Business Forum”, che è diventato l’evento leader in Europa per le imprese sociali, innovazione collaborativa e la trasformazione digitale.

Sangeet Paul Choudary

Platform Strategist, chairman al MIT Platform Strategy Summit, autore di Platform Revolution

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Specializzato nell’economia collaborativa (platform industry, ossia sono prodotti, servizi o tecnologie che vengono sviluppate da uno o più imprese e passibili di ulteriori implementazioni), effetti delle reti sociali e trasformazione digitale dei modelli di business.

Nel 2015 è entrato nei primi 50 manager indiani più influenti e nel 2016 nella top 30 mondiale.

È stato conduttore ed è intervenuto in molti eventi di rilievo come il MIT Platform Strategy Summit al MIT Media Labs, il G20 World Summit 2014 – Global Cafe e varie conferenze tra le quali: SIBOS, TheNextWeb, ICMA, CSW, AutoDesk Global Summit, PointZero, TechVenture. È stato inoltre docente ospite in più università di rilievo negli USA: Harvard, MIT, Carnegie Mellon, UC Davis etc.

È autore del besteller Platform Scale, co-autore di Platform Revolution e contributore di Managing Startups e del MIT Technology Review Business Report. Ha scritto per l’Harvard Business Review, Forbes e WIRED ed è stato citato nelle pagine di WSJ, QUARTZ, FastCompany, Inc., TechCrunch, The Hindu.

È infine ricercatore insieme ai creatori della teoria della Platform Economics, Van Alstyne e Parker.

Scott Brinker

Chairman alla MarTech Conference, autore di Hacking Marketing

Social Business Forum 2016, ecco i 13 Invited Keynote Speakers

Laureato alla Columbia University in informatica, ha proseguito gli studi ottenendo un MBA presso il MIT e un master in informatica presso l’Università di Harvard.

Co-fondatore e CTO di Ion Interctive, una società di software che fornisce piattaforme per creare e testare esperienze post-click: landing page, micrositi, wizard, applicazioni web, ecc. Il programma è stato adottato da grandi imprese come American Greetings, Cigna, Dell, DHL, General Mills, Intuit.

Precedentemente è stato titolare di un’agenzia web che ha sviluppato la maggior parte dell’infrastruttura di web marketing di Citrix e di una società di consulenza per la tecnologia web che ha realizzato app per CBS Sportsline, Tribune, i Miami Dolphins, e Fujitsu.

Lo sviluppo di software BBS e dial-up per giochi multiplayer lo ha coinvolto sin dall’adolescienza, prima ancora della nascita del Web.

Partecipa con la promozione Ninja!

Puoi registrarti all’evento e seguire tutti gli aggiornamenti nella sezione dedicata all’interno del sito della manifestazione.

Ma c’è di più: utilizzando il codice sconto riservato a ninja-addicted “NinjaAcademySBF16″ in fase di registrazione, avrai diritto ad uno sconto del 15% sul prezzo indicato. Puoi usufruirne fino al 5 luglio, non perdere l’occasione di partecipare ad un grande evento e ascoltare i grandi esperti del business internazionale.

Il data journalism: cosa può insegnare ai blogger

Il giornalismo è in una fase di grande transizione, se non di crisi. I quotidiani hanno subito un forte colpo da parte di internet, da cui devono ancora riprendersi. I blog, e i social network rendono sempre più difficile la sopravvivenza del buon vecchio giornalismo tradizionale, che si sta adattando sempre più a nuovi modi di diffusione e a un pubblico sempre più vittima dell’information overload.

Se da un lato molte testate editoriali sembrano dirigersi verso contenuti brevi o sul clickbait, altri invece preferiscono insistere su analisi ancor più approfondite e dettagliate, presentate in modo autorevole ma sempre ben comprensibile. Tra questi, una delle tendenze è quelle di ricorrere al cosiddetto data journalism, che si basa sulla scoperta e la diffusione delle notizie ottenute dall’analisi, dall’elaborazione e dalla raccolta di dati. Una definizione, questa, che è ovviamente riduttiva, presentando solo in parte una metodologia di giornalismo che si avvicina quasi alla ricerca scientifica.

In un mondo che, minuto dopo minuto, si arricchisce di contenuti e storie, molte delle quali ignorate per via del già citato information overload e dell’altrettanto discusso fenomeno della filter bubble, la capacità di poter scovare, raccogliere e utilizzare dati e fatti utili ma ignorati dai più è qualcosa che assume un valore importantissimo. Ma non solo: nel mondo digitale l’autorevolezza è alla base del rapporto con i tuoi lettori e nulla avvalora le tue tesi o i tuoi articoli più di una ricca e corposa serie di dati che rafforzano la tua posizione.

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Ma il data journalism non è solamente passare le ore su fogli di calcolo e documenti pieni zeppi di statistiche: senza uno buono storytelling e la capacità di sintetizzare in forma accattivante non solo numeri, ma anche citazioni di fonti attendibili e autorevoli, anche la più meticolosa raccolta di dati porta a risultati scadenti.

Per facilitare il loro compito, i migliori data journalist usano software e strumenti in grado di automatizzare alcuni processi, quali la raccolta e l’aggregazione di informazioni da fonti governative o, invece, la comparazione di documenti differenti. Inoltre, spesso si avvalgono delle infografiche per rendere più accattivanti o, meglio ancora, efficaci i risultati delle loro analisi. Ma ciò non vuol dire che il data journalism sia un processo matematico o meccanico: i dati sono solo il materiale di partenza, uno strumento per scovare notizie o dare un parere autorevole su un fatto noto; i dati sono potenti, per questi vanno usati con onestà e consapevolezza.

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Prendi spunto per il tuo blog!

Non devi per forza essere un giornalista d’inchiesta per fare tuoi alcuni principi del data journalism e utilizzarli per il tuo corporate blog o il tuo sito personale. Il frutto più importante che una buona attività di blogging può portare alla tua impresa o alla tua persona, ancor più che la visibilità, è la conquista di una posizione di autorevolezza presso il tuo pubblico di lettori. Il data journalism allora può così preso ad esempio come paradigma di un’attività di creazione dei contenuti che vada oltre l’engagement più immediato, per costruire un rapporto duraturo e risultati sul lungo periodo. I naviganti dell’internet cercano sempre più fonti autorevoli in grado di comunicare, con il giusto linguaggio, anche i contenuti più complessi.

La raccolta dei dati, per quanto spesso lunga è complessa, è il primo passo per la creazione di un articolo davvero inattaccabile e informativo. Puoi cominciare da Google Trends per scoprire le tendenze e le parole chiave più utilizzate per un determinato argomento, per poi proseguire magari su SocialMention dove effettuare una prima raccola e analisi delle attività social legate alle tue keyword di riferimento. Se scrivi articoli riguardanti il mondo dei media o del social media marketing, Hubspot offre gratuitamente la lettura di molte ricerche in tema. Quando conosci il tuo argomento, puoi provare Zanran, un motore di ricerca solo per statistiche e dati. Inoltre, ti segnalo anche Statista, che propone fantastiche infografiche da utilizzare a supporto dei tuoi articolo o da cui trarre ispirazione per crearne di nuove.

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Utilizzare dei supporti grafici è infatti fondamentale per migliorare la leggibilità dei tuoi articoli. Excel, Google Charts e Google Sheets sono sempre utili per creare semplici grafici a torta o istogrammi, ma se vuoi delle vere e proprie infografiche devi utilizzare altri strumenti. Infogr.am ti aiuta a crearle, soprattutto se sei disposto a sottoscriverti a uno dei suoi piani premium: il piano gratis, pur utile, ha perecchie limitazioni. In alternativa puoi usare Picktochart, anche lui in formula free to start, che offre alcuni template davvero accattivanti. Se sai già che la tua infografica sarà in forma di timeline, prova Timeline JS: una volta realizzata, riceverai un codice da utilizzare per il tuo sito o il tuo blog su Medium. Ovviamente, se possiedi buone competenze di elaborazione grafica, il mio consiglio è di realizzare le tue infografiche personalizzate su Illustrator.

In conclusione

Insomma, nessuno chiede al tuo corporate blog di produrre un articolo d’inchiesta in grado di vincere il Premio Pulitzer e far tremare i poteri occulti. Ciò che davvero il data journalism può insegnare al tuo business e alla tua attività online è questo: il lavoro di ricerca e raccolta dei dati, unita alle migliori tecniche di storytelling e di data visualization, possono essere alla base di un lavoro sì impegnativo, ma in grado di dare sul lungo periodo frutti molto importanti, che vanno oltre il mero numero delle visualizzazioni fino a trasformare il tuo sito in una fonte autorevole, un vero punto di riferimento per la tua audience.

Corso in Social Media Marketing: Strategy, Activation & Analytics

I social network hanno rivoluzionato lo scenario della comunicazione, creando nuove e importanti possibilità per ampliare il proprio giro d’affari. Non tutti però conoscono i linguaggi, le piattaforme e gli strumenti, le tecniche di coinvolgimento più efficaci per comunicare sui social media.

Scopri il Corso

Corso Online in Social Media Marketing + Social Media Marketing LAB

Ninja Academy propone il Corso in Social Media Marketing, formula Online + Aula Pratica (opzionale), un percorso studiato per formare i partecipanti su strategie, strumenti e skill imprescindibili per coloro che gestiscono la presenza di un brand, prodotto, servizio o azienda sui social network.

Dopo aver partecipato a questo Corso saprai:

  • Elaborare un piano strategico di contenuti sui Social Media
  • Comprendere come gestire una community e le relazioni quotidiane
  • Accrescere il numero di fan e clienti progettando iniziative di engagemen ed inserzioni
  • Misurare i KPI fondamentali
  • Leggere ed interpretare le metriche di performance
  • Individuare i punti chiave delle Social Media Policy e gli attori da coinvolgere nei processi di escalation

Come funziona il Corso Online?

Il Corso Online con Simone Tornabene, Filippo Giotto e Luca La Mesa consente di ottenere competenze specifiche sui 3 pilastri chiave per la gestione di Community sui social Media Marketing: pianificazione strategica, engagement e metriche fondamentali. Per massimizzare l’esperienza di apprendimento e consolidare al massimo le competenze trasmesse dal percorso in Social Media Marketing, Ninja Academy aggiunge una Bonus Track gratuita di 5 ore formative On Demand extra con Luca De Berardinis e Tommaso Sorchiotti.

Puoi seguire le lezioni del Corso Online in diretta per gli appuntamenti Web Live, accedendo dal web ad un’aula virtuale.

  • La didattica è completamente online, erogata attraverso webinar in diretta
  • I Question Time in diretta sono progettati come momenti di confronto con i docenti in cui potrai esporre dubbi, richiedere approfondimenti e formulare domande in tempo reale
  • Se non puoi partecipare agli appuntamenti live nel giorno e all’orario prestabilito, Ninja Academy ti offre la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità On Demand accedendo alla piattaforma e-learning
  • Al termine del corso, previo superamento di un test di valutazione, potrai scaricare il Certificato di Partecipazione

Come funziona il Social Media Marketing Lab?

A complemento del Corso Online, il Social Media Marketing LAB [Milano, 16 e 17 Dicembre] con Simone Tornabene, Filippo Giotto e Luca La Mesa guida i partecipanti nell’applicazione pratica delle nozioni apprese al Corso Online. Zero teoria e 100% pratica: i due giorni di laboratorio hanno un taglio altamente pratico ed esperienziale, e sono dedicati ad esercitazioni e project work progettati parallelamente al Corso Online. ULTIMI POSTI

Leggi l’opinione di chi ha seguito le precedenti edizioni del corso:

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Vuoi una demo del corso? Partecipa alle Free Masterclass per conoscere i tuoi docenti ed il loro metodo di insegnamento:

Social Media Hacks – 28 settembre dalle ore 13 alle ore 14: Tecniche, trucchi e strumenti per dominare sui Social
Social Media Trend 2017 – 23 novembre dalle ore 13 alle ore 14: Piattaforme, strumenti e tendenze da tenere d’occhio per comunicare sui Social

Quali sono qui i vantaggi di seguire il Corso Ninja Academy?

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Se gli inglesi votano Brexit e, tornati a casa, chiedono a Google cosa sia

Dopo mesi di campagna per il referendum ci si poteva aspettare che gli inglesi chiamati alle urne giovedì scorso sapessero cosa la “Brexit” sia. Così non è stato, ce lo svelano i dati di Google Trends.

Mentre le urne si chiudevano Giovedì sera nel Regno Unito ed iniziava il conteggio dei voti Leave/Remain, rispettivamente perché gli UK lascino o rimangano in Unione Europea, Google ha visto delle impennate in ricerche come “What is Brexit?” e, probabilmente anche più allarmante, “What is EU?”, lasciando intendere che almeno una fetta degli elettori britannici non aveva idea di cosa stesse votando.

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I dati di Google fanno anche intendere che molte persone in Irlanda del Nord, Scozia e Galles si sono chieste cosa lasciare l’Unione Europea avrebbe comportato per loro.

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Si è gia iniziato a parlare di “Bregret”, il ripensamento degli inglesi rispetto alla Brexit. Alcuni di coloro che hanno votato “Leave” dicono ora che immaginavano un esito completamente diverso o che non avevano capito l’impatto economico immediato che avrebbe causato.

Nel weekend è stata attivata dagli elettori pro-remain una petizione sulla Brexit perché il governo cambi la legge sul referendum per permettere una seconda consultazione referendaria prima dell’uscita dall’UE. La petizione, che si può sottoscrivere sul sito del governo, è in breve diventata virale e in un tam tam digitale ha registrato ad oggi più di 3 milioni e cinquecentomila sottoscrittori.

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In tutto questo, cos’è l’Unione Europea rimane un’ottima domanda. Nemmeno Google è stato sufficientemente veloce da profetizzarlo: la storia ha iniziato a riscrivere la risposta proprio mentre gli utenti inglesi stavano digitando.

Social Media Week: si è conclusa la settimana più social dell’anno

È uno degli eventi più attesi: appassionati, social media manager, digital PR, curiosi da tutta Italia (e non solo) sono stati riuniti dall’evento più social dell’anno: ebbene sì,  la Social Media Week, dal 6 al 10 giugno a Milano, ci ha regalato grandi, grandissime emozioni.

Un evento che si è rivelato un contenitore e anche punto di incontro fondamentale fra grandi menti e semplici curiosi, uniti dalla passione comune per i social network.

Ci vediamo alla #SMWmilan del prossimo anno

Gepostet von Social Media Week Milan am Freitag, 24. Juni 2016

 

Ma ora, facciamo un resoconto finale di “quel che è stato”.

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56 eventi, 159 speaker e 6141 partecipanti, 4 macroaree di interesse: Valore, Territorio, Dati, Influenze.

Come ogni evento social che si rispetti, l’apporto ed il supporto dei social è stato notevole: 15.909 tweet, 2456 contributor unici per quanto concerne Twitter, 361 post e 196 contributor per Instagram. D’altronde, che Social Media Week sarebbe senza i social?

In effetti, Milano avrebbe qualcosa da dire alle “concorrenti” Los Angeles e Città del Messico: anche quest’anno #SMWmilan in confronto alle altre due edizioni in contemporanea di Los Angels e Città del Messico, si conferma la più discussa e rilanciata online. Italiani do it better, diceva qualcuno. 

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Gli hashtag la fanno da padrone, come sempre. Tra quelli maggiormente utilizzati troviamo #snapchat, #socialreporters, #SMWmilanfood, #ToltechSMW, #storytelling per Twitter. Su Instagram, invece: #socialmedia, #milano #milan, #socialmediaweek. Insomma, come sempre: su Twitter diciamo che facciamo, su Instagram da dove lo facciamo.

A proposito di Twitter, ecco il tweet con più interazioni (70) e più impressione (12.884): Lucio Battisti, anche in tempi non social, vince sempre.

 

Passiamo a Facebook e al miglior post:

Pronti per questa edizione di #SMWmilan 2016! Mentre i preparativi giungono alla conclusione Gianfranco Chicco, direttore editoriale, ci racconta cosa ci aspetterà oggi. #SMWmilanPills

Gepostet von Social Media Week Milan am Montag, 6. Juni 2016

Post con più interazioni, più impression, reach maggiore e più utenti coinvolti.Il Direttore Editoriale Gianfranco Chicco presenta in un Facebook live la location ed il programma di #SMWmilan 2016.

A proposito, cosa sarebbe Facebook senza streaming? Secondo i dati totali live streaming sono stati calcolati 4.652 views totali, 3.282 unique views e 100.426 minuti guardati. La durata media delle views è stata di 26’02” (+10’ in media rispetto allo scorso anno).

E quando si parla di social, Ninja Marketing è sempre presente: ecco i nostri Ninja Francesco Gavatorta ed Alberto Maestri, che hanno argomentato su Big data, Bigger stories, indicando come i dati stiano rivoluzionando il modo di raccontare le storie di marca.

In prima fila per la prossima edizione, che ne dite?

Nasce 12SECONDI, la squadra di creativi che fa decollare la comunicazione delle Onlus

Hai messo in piedi un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale e vorresti comunicarla con l’aiuto di alcuni tra i migliori talenti creativi italiani dell’advertising? Da ora puoi decollare insieme a 12SECONDI.

12SECONDI è un network di creativi italiani che hanno deciso di mettere a disposizione il proprio tempo e la propria creatività pro bono per supportare le Onlus e aiutarle a comunicare in modo più efficace. O, per dirlo con le loro parole, “a prendere il volo” dato che la metafora scelta dal gruppo è quella dell’aviazione.

Obiettivo dichiarato da 12SECONDI:

Aiutiamo piccole e grandi realtà a prendere il volo, offrendogli la consulenza pro bono dei nostri aviatori pluridecorati. Ogni nostro volontario ha infatti all’attivo migliaia di ore di volo nei cieli della creatività.

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I tre fondatori del progetto: Luca Pedrani (centro) – Creative Director, Giulia Bosi e Davide Rovati, entrambi Project Manager.

12SECONDI non è un’agenzia. Il gruppo di creativi non cerca i clienti che potrebbero permettersi di affidare la propria comunicazione alle grandi agenzie pubblicitarie (di cui molti volontari fanno parte) e non punta a vincere alcun premio con i progetti. 12SECONDI vuole alzare l’asticella per tutte quelle Onlus che fino ad oggi non hanno potuto accedere alla consulenza di professionisti del settore e che di solito si fanno la comunicazione “in casa”.

I volontati di 12S lavorano pro bono ma chiedono alle Onlus di accettare quattro “regole di volo”:

Il gruppo seguirà ogni Onlus per circa sei mesi, aiutandola a comprendere il valore della buona comunicazione e producendo per loro alcuni output strategicamente importanti (ad esempio un 5×1000, un piano editoriale, un pieghevole/volantino, una facebook ads, una campagna stampa istituzionale ecc). L’idea è quella di rendere le Onlus autonome ed efficienti dal punto di vista della comunicazione nel giro di qualche mese di lavoro a stretto contatto con 12SECONDI.

La squadra è composta da copywriter, art director, grafici, fotografi, registi, video maker, content specialist, analisti, esperti di media e strategist. I volontari vengono selezionati in base alle capacità e alla voglia di mettere il proprio talento al servizio di un progetto nato per migliorare un po’ il mondo nel quale viviamo, dando alle Onlus gli strumenti per perseguire meglio i propri fini di solidarietà sociale.

Cosa aspettate? Se siete una Onlus e desiderate uno slancio creativo nella vostra comunicazione entrate in contatto con 12SECONDI!

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Luca Pedrani, Founder e Creative Director di 12SECONDI.

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Perché il nome 12SECONDI?

Il primo volo motorizzato della storia è durato 12 secondi (“Fu un volo di 12 secondi, incerto, ondeggiante e traballante… ma fu finalmente un vero volo e non una semplice planata” cit. Orville Wright). Il tema del volo ci ha affascinato fin da subito. Pensiamo che il cielo sia molto vicino alla creatività, dato che anche l’immaginazione vola. I nostri volontari sono professionisti della comunicazione, in tal senso è come se avessero tutti un brevetto di volo: ci piace vederli come aviatori che accolgono nel loro biplano le Onlus per aiutarle a decollare.

Cosa vi ha spinto a lanciarvi in questo progetto?

La volontà di aiutare le Onlus ad aiutare. Abbiamo notato che molte piccole Onlus potrebbero comunicare con maggiore efficacia e siamo consapevoli del fatto che se lo facessero potrebbero ottenere risultati migliori. Ci piace l’idea che il nostro particolare volontariato possa portare un piccolo cambiamento nel mondo: se ogni anno con il nostro lavoro riusciremo a migliorare o salvare la vita anche di una sola persona (ma anche animale o pianta, perché no), ne sarà valsa la pena.

Tra le quattro regole ce n’è una a cui tenete particolarmente?

Sicuramente all’ultima perché riteniamo importante che i nostri creativi abbiano modo di esprimere il proprio talento liberamente, come consulenti e non da fornitori. Non siamo disposti a scendere a compromessi con ciò che sminuisce il nostro operato e lo rende meno efficace: lavoriamo pro bono ma solo per chi ci permette di farlo bene, nei suoi interessi.

Toyota: la campagna digital che reagisce ai risultati degli europei

È online fino alla fine degli Europei di calcio la nuova campagna digital #HybridInCampo per la gamma ibrida Toyota.

La campagna si avvale di formati digital in grado di cambiare il messaggio in tempo reale, sulla base del risultato dei match degli europei, grazie alla tecnologia DoubleClick di Google.

Pre-partita, partita e post-partita, ma anche live in base al risultato di vittoria, pareggio o sconfitta. Una vera e propria campagna instant, parte di un progetto di comunicazione Toyota più ampio dal titolo L’ibrido non è un’opinione. Se infatti sul calcio ognuno può dire la sua, i numeri dell’ibrido e i vantaggi della sua tecnologia innovativa sono fuori discussione.

Toyota: la campagna digital che reagisce ai risultati degli europei

In caso di pareggio, nel live dei formati banner il messaggio sarà:  “La partita è bloccata? le nostre ibride superano ogni blocco. Anche quelli del traffico”. E se in campo vediamo una bella azione, potremmo leggere: “Che numeri ragazzi! Sembrano quelli dell’ibrido!”.

Inoltre, con l’hashtag #HybridInCampo gli utenti sono stati invitati a dire la loro su Twitter e ognuno potrà esprimere la propria opinione. Sul calcio, naturalmente. Perché invece sull’ibrido c’è poco da discutere.

La campagna, particolarmente innovativa, riesce così ad automatizzare l’intero processo di distribuzione pubblicitaria: la pianificazione di Zenith avviene attraverso la piattaforma di buying programmatico di DoubleClick, che mostra la pubblicità all’audience più rilevante nel momento migliore grazie a un algoritmo data-driven. L’aggiornamento in tempo reale dei risultati di gioco è quindi l’elemento che chiude il cerchio nel processo di automatizzazione.

Toyota: la campagna digital che reagisce ai risultati degli europei

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Grazie alla tecnologia data-driven studiata da Doubleclick, i banner di Toyota saranno sempre aggiornati con un messaggio in linea con il risultato dell’ultima partita in programma e ottimizzati per ogni tipo di dispositivo: desktop, tablet e mobile.

CREDITS:

Toyota:
Marketing Communication Manager: Paolo Dolcini
Marketing Communication Coordinator: Giorgia Del MoroAgenzia: Saatchi & Saatchi
Executive Creative Director: Agostino Toscana
Creative Director: Manuel Musili
Senior Copywriter: Antonio Di Battista
Art Director: Marie Poumeyrol
Copywriter: Pietro Giuseppe Liverotti
Client Service Team: Monica Cassano, Ilaria Lorenzetti, Massimo ManciniMedia Agency: ZenithOptimedia
Press office: Publicis Consultants Italia – MSL Group