L’importanza del digital media, molto più di una tendenza!

Oggi parleremo dell’importanza dei digital media, grazie ad uno studio condotto da IAB negli USA, su un campione di 360 professionisti del marketing e della comunicazione. L’analisi si fonda su due punti importanti:

  • la comunicazione vista da una nuova prospettiva digital;
  • la stagnazione dei canali pubblicitari tradizionali come TV, riviste e giornali.

I risultati e gli spunti emersi dal rapporto sono molteplici:

La comunicazione si “veste” digital

Gli intervistati hanno dichiarato che hanno in programma di spendere oltre $10 milioni di pubblicità sui canali digital quest’anno. Si tratta di un aumento del 85% rispetto al 2014.

L'importanza del digital media, molto più di una tendenza!

Non a caso i responsabili di comunicazione stanno spostando fondi dalla TV verso il digital video. Il 72%, infatti, degli intervistati ha affermato di voler allocare la spesa riservata agli annunci televisivi a favore dei video sui media digitali. Questa tendenza è in linea con il calo generale degli annunci televisivi a livello nazionale.

Dallo studio è emerso, anche, che gli inserzionisti spenderanno $4,5 milioni sulla programmazione video nel 2016, un aumento del 114% rispetto al 2014.

Nel corso dei prossimi cinque anni, quindi, il marketing abbraccerà il digital. allontanando sempre di più gli investimenti dai media tradizionali.

L'importanza del digital media, molto più di una tendenza!

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I punti salienti dell’analisi

  • Il mobile sarà il canale pubblicitario che più crescerà per tutti i formati digitali.
  • La spesa legata al digital video  sta crescendo più velocemente.
  • Le entrate pubblicitarie dei mezzi di comunicazione tradizionali rimarranno piatte fino al 2020.

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Week in social: dalle Facebook Reactions a Connect di Twitter

Sta per cominciare il weekend, una controllata al meteo per decidere dove andare a svagarsi, un ripasso di tutto ciò che è successo durante la settimana sui social per non essere impreparati e sarete pronti ad affrontare relax e chiacchiere con gli amici in tutta tranquillità. Are you ready? It’s Week in Social!

Dalle novità video e business di Instagram ad una nuova app di messaggistica, Talkshow. Tindersocial, Facebook Reactions ed il visual stoytelling di Spotify.

Facebook

Il social network più importante del mondo guarda a Oriente: mercoledì scorso è stato infatti inaugurato il nuovo ufficio nelle Filippine.
Ad annunciarlo, il vice president per l’area Asia-Pacifico Dan Neary (ovviamente con un post su Facebook):

Un mercato importante per Facebook, che conta circa 49 milioni di utenti in questo paese (il 91% della popolazione connessa), e che potenzialmente potrebbe rivelarsi un bacino interessato a tutte le feature che il social network offre, per connettersi fra utenti e con le aziende. Staremo a vedere!

Ma le novità non sembrano essere finite.

Facebook Messenger infatti sembra aver deciso di puntare al bersaglio grosso, provando a insidiare i due colossi emergenti dell’Instant Messaging: Snapchat e Messenger.

Il nostro amico Mark Zuckerberg, infatti, starebbe mettendo a punto un nuovo tipo di messaggi in stile Snapchat: pronti ad autodistruggersi in un tempo definito e preimpostato, arricchendo poi l’app per chattare di casa Facebook con una funzione “privacy friendly” come le chat segrete, al pari di Telegram, appunto.

L’account @IOSAppChanges ha condiviso nei giorni scorsi un probabile screenshot della funzione:

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Staremo a vedere se l’assalto di Facebook al mondo delle chat avrà successo!

Evoluzione anche per le Reactions disponibili già da qualche mese, che, collegate ad eventi e giornate celebrative internazionali come la Festa della Mamma (occasione in cui sarà eseguito il primo test, solamente in alcuni paesi per 24 ore) daranno la possibilità di cliccare su di un fiore al posto delle emoticon standard. Per maggiori informazioni, continuate a seguirci nelle prossime settimane 😉

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Twitter

Continua l’opera di restyling lanciata da Twitter per dotarsi di strumenti più cool e provare a incrementare la propria base utenti.
Questa settimana è stata introdotta una nuova feature per gli utenti mobile (sia IOS che Android), che permetterà agli utenti di ricevere consigli personalizzati su chi seguire.

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La funzione sarà integrata in quella che avevamo imparato a conoscere come “Cerca persone”, la quale verrà rinominata “Connect“: accedendovi, ogni utente potrà trovare indicazioni decisamente più profilate sugli utenti potenzialmente interessanti, in quanto Twitter proporrà i consigli partendo dagli interessi e dai thread preferiti dall’utente.

Grazie a Connect, inoltre, si potrà sincronizzare i contatti dal proprio telefono e ricevere una notifica se uno di questi si registrerà a Twitter.

Insomma: Jack Dorsey & co. continuano a credere sulla crescita di Twitter, arricchendo sempre più l’esperienza utente. Per gli amanti dei 140 caratteri, una conferma in più!

Instagram

Passiamo al social network di chi ama la fotografia, Instagram, per cui è stata una settimana ricchissima di novità: andiamo a ricapitolarle insieme!

Notizia numero uno: il team sta testando la possibilità di rendere disponibile per gli utenti, non sappiamo ancora con che criterio di selezione e se a pagamento o free, la versione business. Secondo le prime indiscrezioni il singolo profilo dovrebbe prevedere un tasto Contact collegato probabilmente alla mail, geolocalizzazione dell’azienda sulla mappa e genere di riferimento.

LEGGI ANCHE: I profili business arrivano su Instagram?

Un’altra news che interessa soprattutto chi si occupa di advertising per le aziende, riguarda l’inserimento dei carousel per la sponsorizzazione dei prodotti: sarà possibile infatti selezionare tra 3 e 5 foto o video (oppure un mix), ognuno dei quali potrà durare fino a 60 secondi (durata prolungata circa un mese fa, come già sappiamo).

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LEGGI ANCHE: Instagram Ads: arrivano i video-carousel

Instagram non è nuovo agli esperimenti da parte degli utenti, è stato utilizzato in modalità innovativa da parte del Toronto Silent Film Festival, che per la sua ultima campagna pubblicitaria ha trasformato il profilo in una sorta di gioco interattivo creando un’escape room digitale, mossa azzeccata? Coinvolgimento ed effetto wow da parte degli utenti non hanno lasciato dubbi sull’efficacia di questa strategia.

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Per oggi è tutto, ma non dimenticate di segnare in agenda l’appuntamento di venerdì prossimo!

musk

Da Hyperloop a SpaceX: il futuro secondo Elon Musk

È uno degli imprenditori più visionari del nostro secolo, a capo di un brand che prende il nome dall’ingegnere elettrico ed inventore Nikola Tesla. Lui è Elon Musk e nel 2016, con SpaceX, è riuscito a far atterrare il primo stadio di un razzo spaziale su una piattaforma in mezzo all’oceano, collocandosi come la prima azienda privata al servizio della NASA.

Elon Musk, da molti definito il nuovo Steve Jobs, non è solo “quello di SpaceX”, ma a lui vengono associati anche Paypal – tra i fondatori-, Tesla, brand automobilistico che concilia il green con la velocità, Powerwall, la batteria casalinga, Hyperloop, il treno ad alta velocità senza rotaie, e altri progetti come una palestra per robot e una scuola innovativa per bambini.

Inventor Entrepreneur, così potremmo definire la sua personalità sempre in prima linea nella progettazione e messa in opera delle sue invenzioni.

SpaceX, un biglietto per Marte andata e ritorno

SpaceX, la prima azienda privata al servizio della NASA

8 Aprile 2016, si potrebbe riannunciare “un piccolo passo per l’uomo un grande passo per l’umanità”, il primo stadio del razzo Falcon 9 lanciato nello spazio da SpaceX atterra senza danni su una piattaforma marina nell’Atlantico, rendendo quindi la parte principale del razzo riutilizzabile per nuove missioni. Insomma, Elon Musk e la sua SpaceX ce l’hanno fatta a scrivere un nuovo pezzo della storia del viaggio spaziale.

Si chiude solo il primo capitolo della storia moderna dell’esplorazione spaziale, capitolo contenente 12 lanci di rifornimento per l’ISS, 70 lanci tra cui missioni per il posizionamento di nuovi satelliti, due rientri, Falcon e Falcon 9, un atterraggio senza danni su una piattaforma apposita, Falcon 9.

SpaceX dal 2012, con il primo aggancio alla Stazione Spaziale Internazionale, si è aggiudicata il premio di unica azienda privata a rifornire la NASA con viaggi verso le stazioni spaziali per consegnare rifornimenti e attrezzature, ponendosi come obiettivo, in un prossimo futuro, di trasportare nello spazio anche gli astronauti e non solo le merci, attraverso la progettazione della navicella Dragon.

Tesla, quando elettrico è meglio

SpaceX, la prima azienda privata al servizio della NASA

Per chi pensava che l’elettrico fosse da “vecchio con il cappello”, Elon Musk ha risposto con Tesla: tre modelli per conciliare l’elettrico con la sportività, la velocità e la sicurezza, ma soprattutto l’economicità.

Il primo modello è Model S, la berlina veloce, sportiva e 100% elettrica, in cui la tecnologia è al primo posto, con un sistema di feedback via etere che periodicamente aggiornano il software di controllo dell’auto, tenendo qualitativamente elevati gli standard di comfort.

Per le famiglie, Tesla lancia Model X, il SUV a sette posti aerodinamico e sicuro con le portiere Falcon Wings, che ricordano quelle della sportiva per eccellenza, ma che assumono una caratteristica tutta funzionale: permettere un agevole accesso alla terza fila di sedili.

L’ultima arrivata, Tesla Model 3, il concetto di sportiva per Musk: convenienza, elettricità ed elevate prestazioni. Il prezzo definitivo della sportiva verrà annunciato ufficialmente nel 2017, ma può essere prenotata con 1.000 euro e negli USA la quotazione prevede 35.000 dollari.

La strategia di lancio di Tesla era chiara fin dal 2006 quando Elon Musk espose il piano in appena 31 parole sul suo blog: costruire delle macchine sportive, ma anche economiche, utilizzare gli incassi provenienti dalle vendite per costruire auto sempre più economiche e alla portata di tutti, conciliare la creazione dei modelli Tesla con motori a zero emissioni, il tutto da tenere in segreto.

Oggi, dopo i primi tre modelli della casa, il piano sembra rispettato con il lancio di modelli sia per il tempo libero che per la famiglia, attraverso una rete di 17 concessionari di proprietà e la possibilità di prenotare la propria auto online. E per caricarla? Torrette Supercharger dove la ricarica è inclusa.

Oltre alle auto, Tesla e Musk si sono impegnati nella progettazione e creazione di Powerwall, la batteria per ridare energia alla quotidianità attraverso un supporto ricaricabile per mezzo dell’energia solare, che permette all’abitazione di essere autosufficiente anche di notte, con la possibilità di contare su un “salvavita” che permetta il funzionamento degli elettrodomestici indispensabili anche con poca energia, il tutto accompagnato da piccola dimensione e design.

LEGGI ANCHE: Ad Astra, l’incubatore di talenti di Elon Musk

Elon Musk, innovazioni oltre l’auto

SpaceX, la prima azienda privata al servizio della NASA

Un treno viaggiante ad aria compressa, una palestra per robot e una scuola per bambini, Elon Musk non ama solo i motori.

Hyperloop  è il nome del treno pensato per viaggiare senza binari, ma in tubi trasparenti dove il vagone verrà spinto dalla forza dell’aria compressa e le tratte potranno essere percorse in pochissimo tempo rispetto alle tradizionali forme di trasporto. Ovviamente ogni movimento da compiere con l’impiego di energia elettrica verrà affrontato con l’utilizzo di pannelli solari. Il primo esperimento di Hyperloop si sta svolgendo negli uffici HTT in cui il treno sfrutterebbe la levitazione magnetica invece che l’aria; il rilascio è previsto nel 2018.

Una palestra per robot e per i loro programmatori. Musk, da vero inventore, ha pensato un luogo in cui programmatori ed inventori possano testare le loro intelligenze artificiali e scambiarsi consigli o opinioni. All’inizio era aperta solo per il suo team all’interno di OpenAI, ma l’ingresso libero è molto vicino.

Ad Astra, la scuola per bambini che Musk fonda per i suoi figli e che oggi conta 20 studenti, cinque figli di Musk più 15 figli dei suoi dipendenti a SpaceX. Ad Astra non è una semplice scuola, ma un luogo dove si possono coltivare i propri talenti fin dall’infanzia. Insomma niente sezioni o regole, solo un culto delle proprie attitudini per sviluppare con il piccolo studente un percorso personalizzato.

THE 64 il Commodore ritorna in crowdfunding

THE 64: il Commodore ritorna in crowdfunding

Il computer più venduto al mondo ritorna con THE 64. Il progetto in crowdfunding finanziabile su Indiegogo nasce con l’obiettivo di realizzare due nuove versioni dello storico Commodore 64: una a forma di tastiera, come l’originale, e una console portatile.

Before THE 64

Nonostante gli enormi progressi fatti dalle odierne console di gaming, sia nella grafica che nelle performance, l’amore per i videogame d’epoca è ancora vivo.

Recentemente anche Atari è sbarcata su Steam con i propri successi ma, prima del lancio di questa campagna di crowdfunding, anche altri progetti hanno cercato di emulare il C64.

Nel 2004 il costruttore Tulip Computers BV annunciò il C64 Direct-to-TV, un TV game costruito all’interno di un joystick, basato sul Commodore originale e contenente 30 giochi in ROM.

Nel 2011 Commodore USA realizzò un PC con la stessa forma del modello del 1982, funzionante tramite il Commodore OS Vision, basato su Ubuntu Linux.

Lo scorso anno è stata la volta del Commodore PET, uno smartphone con il sistema operativo Android Lollipop che includeva un emulatore del computer del 1982.

THE 64 il Commodore ritorna in crowdfunding

Nessuna di queste repliche ha però ottenuto un successo degno di nota: tocca ora a THE 64 provare a far breccia nei cuori degli appassionati.

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Le caratteristiche di THE 64

THE 64: il Commodore ritorna in crowdfunding

A 35 anni dalla progettazione del C64, il team guidato da Darren Melbourne, già creatore della versione C64DTV, affida le sorti della sua idea ai nostalgici dei primi videogame: in molti sono cresciuti con quello che è il computer record da Guinness dei primati per vendite.

La nuova console si presenta migliorata rispetto all’originale: più sottile la tastiera, anche se con lo stesso design retro, porte USB, HDMI e lettore di carte SD.

La versione portatile ha un aspetto simile alla PSP, una barra con i pulsanti ai lati dello schermo centrale, anche se lo stile ricorda più le console Nintendo. Si potrà giocare con i classici degli anni ’80/’90 e si potranno scaricare nuovi giochi dal web.

Attualmente la campagna ha racimolato il 50% circa della cifra richiesta e mancano 15 giorni alla sua scadenza. Se ti sta a cuore il progetto comincia a pensare a quale versione sei interessato!

Il nuovo brevetto di Google destinato a rivoluzionare le azioni di Primo Soccorso con i Droni

Lo U.S. Patent and Trademark Office ha approvato un nuovo brevetto richiesto da “Project Wing”, parte della squadra di Google’s X che si occupa di interconnettere la tecnologia con la mobilità per rivoluzionare, grazie ai suoi veicoli dotati di perfetta autonomia, un aspetto molto importante della vita umana: le emergenze mediche.

Dopo l’implementazione, basterà premere un tasto e il drone ambulanza porterà nel giro di un paio di minuti tutto l’occorrente per fare rientrare un’emergenza rispondendo in maniera ‘personalizzata’ al paziente che, con un click, comunicherà ai droni stessi che tipo di aiuto “consegnare” a domicilio come, per esempio insulina, un kit di pronto soccorso, medicinali o altro.

Il soccorso in caso di arresto cardiaco o shock

Particolarmente utile il drone ambulanza sarà nel caso di un paziente con arresto cardiaco in corso o in preda uno shock anafilattico dovuto (per esempio) a una forte reazione allergica; situazioni in cui anche un secondo di ritardo può causare il decesso di una persona.

A differenza dell’ambulanza, il drone non deve sottostare ai tempi di spostamento canonici e a eventuali ingorghi di traffico presenti sulle strade, in modo da salvare con tempismo perfetto la vita di tante persone.

Il drone ambulanza non sostituirà il personale medico-sanitario

Questo tipo di drone non sarà comunque sostitutivo del personale medico e sanitario, in quanto non è dotato di discernimento e di capacità diagnostiche come i professionisti in carne ed ossa – né può vantare la loro esperienza in casi di emergenza.

Tuttavia, il drone ambulanza potrà spingersi in zone difficili da raggiungere per gli esseri umani (es: zone di guerra) e aiutare feriti in aree remote e quindi dare il tempo alle squadre di soccorso di arrivare sul posto trasportando defibrillatori, adrenalina o altro. Possibile sbocco del progetto potrebbe essere anche la possibilità di consegnare acqua e aiuti in caso di emergenze straordinarie, calamità o condizioni eccezionali.

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Lavoro a tempo indeterminato, per gli Italiani crolla il mito

Lavoro a tempo indeterminato, ancora un mito per gli italiani?

Nella scelta di una professione, più che il lavoro a tempo indeterminato ciò che conta sono le prospettive di crescita. La pensa così il 56,9% degli italiani, testimonianza di un cambiamento radicale nel modo di pensare al lavoro.  È quanto emerso dalla presentazione della nuova ricerca di Adecco, nel corso del convegno tenutosi a Milano ieri, 5 maggio, durante il quale Andrea Malacrida, Amministratore Delegato del Gruppo Adecco ha presentato i dati inediti, insieme, tra gli altri, ad Andrea Guerra, Presidente Esecutivo di Eataly e Davide Dattoli, Cofounder di Talent Garden.

Donne e uomini italiani hanno cambiato prospettiva, complice non solo la congiuntura economica, ma anche un desiderio di autorealizzazione sempre crescente.

Lavoro a tempo indeterminato, per gli Italiani crolla il mito

Questo cambiamento culturale privilegia oggi il merito, la crescita delle competenze, la varietà di esperienze rispetto alla staticità del lavoro a tempo indeterminato tradizionale.

“C’è voglia di essere più pronti, più preparati a competere sul mercato globale del lavoro per avere maggiore occupabilità, e in questo senso, l’acquisizione di skill sia soft che hard diventa prioritaria rispetto al mantenere un livello di sicurezza di impiego, sempre meno tutelato nell’oggi e nel domani, a causa delle riforme del lavoro e delle pensioni”.

Andrea Malacrida, Gruppo Adecco

Gli italiani valorizzano le competenze

Lavoro a tempo indeterminato, ancora un mito per gli italiani (2)

Quando si tratta di scegliere un lavoro, gli italiani ritengono più rilevante la possibilità di crescere professionalmente, piuttosto che il tempo indeterminato. Inoltre, anche la libera professione è percepita come uno strumento importante per valorizzare le proprie competenze e la propria professionalità. L’ultima ricerca di Adecco, “Gli italiani e il lavoro a tempo indeterminato, tra miti e desideri”, ci racconta così la nuova Italia del lavoro.

Il 57,6% degli intervistati è inoltre d’accordo nel dire che “chi si mette in proprio ha maggiori possibilità di valorizzare le proprie capacità”.

Se da un lato cambia la percezione del lavoro, dall’altro per il 39% del campione anche la situazione di stress mentale e psicologico nell’ambiente di lavoro è peggiorata negli ultimi anni, così come il 33,6% degli intervistati percepisce un carico di lavoro in termini di ritmi e fatica in aumento.

A controbilanciare stress e stanchezza vi è però il dato positivo che riguarda il rapporto con i colleghi, migliorato per il 28% degli intervistati, così come le possibilità di crescita professionale e realizzazione sul lavoro, in aumento rispettivamente per il 23,3% e il 26,2%.

Lavoro a tempo indeterminato, tra ideale e sicurezza illusoria

Lavoro a tempo indeterminato, per gli Italiani crolla il mito

Un contratto a tempo indeterminato è però ancora il presupposto per costruire una casa, creare una famiglia e fare progetti per il futuro in modo sereno per oltre il 75% del campione, ma resta un altro 56,8% che si trova d’accordo nel pensare che il contratto a tempo indeterminato non sia più una garanzia come lo era in passato o che sia solo una sicurezza illusoria, perché oggi è anche possibile licenziare più facilmente.

La crescita e la realizzazione professionale passano, poi, attraverso esperienze differenti e contrastanti. Il 38% dei lavoratori a tempo indeterminato, infatti, è diviso tra l’ideale del posto fisso e la percezione del mondo che sta cambiando.

Le aspirazioni professionali future per la maggior parte degli italiani (60%) non si concentrano più solo sull’aumento retributivo e su una situazione economica più solida, ma sulla possibilità di avere più tempo libero e bilanciare in modo più equilibrato la propria vita lavorativa e personale.

Smartworking, gli italiani non sono pronti

Lavoro a tempo indeterminato, per gli Italiani crolla il mito

Il mito dello smartworking come strumento per conciliare vita lavorativa e vita privata? Secondo la ricerca di Adecco interesserebbe solo al 20% dei lavoratori. La maggioranza degli intervistati favorevole allo smartworking vi farebbe ricorso principalmente per coniugare il lavoro con le esigenze familiari, mentre solo una piccola parte utilizzerebbe il maggior tempo a propria disposizione per seguire passioni personali.

Lavoro a tempo indeterminato, ancora un mito per gli italiani

Con oltre 160mila rapporti di lavoro attivi a fine 2015, Adecco è diventato il primo datore di lavoro in Italia, assumendo solo nello scorso anno circa 5000 lavoratori a tempo indeterminato, offrendo, oltre alla collocazione in azienda, anche percorsi di ampliamento delle competenze e di formazione continua.

Il risultato, ha spiegato l’AD del Gruppo Adecco, è stato possibile soprattutto “grazie alla diversificazione dei servizi offerti, che supera la tradizionale somministrazione di lavoratori a tempo e si integra con l’offerta di soluzioni per lavoratori stabili e aziende alla ricerca di dipendenti a tempo indeterminato”.

Il lavoro a tempo indeterminato, insomma, esiste ancora, ma va cercato e costruito in maniera innovativa: “I candidati possono acquisire più velocemente competenze per essere meglio preparati ad affrontare le sfide quotidiane, mentre le aziende possono contare su collaboratori con maggiore esperienza e più capaci di creare valore“, ha sottolineato Malacrida nel corso del convegno a Milano durante il quale ha presentato i dati inediti della ricerca anche in infografica.

Ninja Social oroscopo dal 6 al12 Maggio

Cari innovatori e pionieri della rete, bentornati al ninja social oroscopo della settimana dal 6 al 12 maggio. In questi giorni l’impressione degli astri può essere che nulla cambi e tutto sia fermo in un immobilismo da ufficio postale ed invece proprio in questa settimana Giove in trigono a Venere porta riconoscimenti (anche economici) all’audacia dei sentimenti e delle buone intenzioni. Soprattutto, questa volta, per i tre segni di terra che sappiamo essere tra i più pazienti pianificatori del singolo post.

Così se il Capricorno grazie alla nota affidabilità ed al savoir faire di Venere saprà ispirare grandissima fiducia nei suoi clienti tanto da farli “preordinare alla cieca” come Taco Bell su Snapchat, il Toro farà ancora di più. Il Toro per scherzo o per capire fino a dove possa spingersi la sua nuova ritrovata audacia addirittura prova a vendere questa settimana l’inesistente. Per la cifra simbolica ma nemmeno poi tanto di 5 dollari. Il bello è che sarà grazie alla spregiudicatezza di Plutone o al fascino di Venere ce la farà! Infine la Vergine ha deciso oramai di continuare sulla strada dell’innovazione e della destabilizzazione di tutte le vecchie strutture di marketing e prende ordini (della pizza!) anche via twitter con una emoticon. Certo, non dimenticate però che la Vergine è attenta quindi dovrete essere precisi nell’elencare tutti gli ingredienti!

Il Sagittario, oramai lo sappiamo, sta sfruttando tutto questo Saturno nel segno per pianificare, progettare e realizzare gradi cose anche a costo di altrettanto grandi fatiche. Non mi stupirei quindi se da un giorno con l’altro lo vedessi passare dalla reception all’ufficio a vetri del grande capo, con un sorrisetto di quello che zitto zitto l’ha fatta a tutti. Un pò insomma come alcuni pensano stia pianificando di fare Mark Zuckerberg che col suo Facebook ha un enorme database elettorale! Nessun tipo di tattica nè di strategia possiamo invece aspettarci questa settimana dallo Scorpione che se anche raccogliesse big data sarebbe solo per fare un big party… al quale poi tra l’altro con Venere opposta nemmeno parteciperebbe!

L’Ariete si sente di potercela davvero fare qualsiasi sia il suo punto di partenza. La sua forza sta solamente nella sua capacità di inseguire il sogno come Ranieri col Leicester… perchè l’Ariete si sa in questo periodo si sente un vero leader che si allena con la squadra e qualche volta riesce persino adire “noi” anzichè “io”! I Pesci stanno provando sulla loro pelle che il fallimento è solo una parte del percorso che porta al successo. Come dire che siamo stati tutti stagisti che hanno mandato un documento riservato in copia a tutta l’agenzia… Anche i Gemelli questa settimana sembrano litigare con Saturno parecchio tanto da aver bisogno che qualcuno ricordi loro che il talento qualche volta può essere insabbiato sotto le scartoffie della scrivania ma c’è e va tirato fuori!

Il Leone con tutto storto questa settimana è così di cattivo umore che risulterà simpatico come la nuova app Spoil Me che ti svela il finale di serial e film. Leone non ti stupire se le persone staranno alla larga da te come dal debrief del venerdì pomeriggio o alzeranno la musica di Deezer quando ti vedranno arrivare!

L’Acquario questa settimana di lavorare proprio ne ha pochissima voglia, quasi quanto quella di tornare in ufficio il lunedi mattina… quindi decide di lasciare libero il cervello e si inventa la parodia dell’agenzia in cui i personaggi di Games of Throne sono dei creativi: il Cancro tornato buono vuole fare pace con quelli da cui si è fatto odiare la scorsa settimana e sarà come John Snow HR specialist mentre la Bilancia come Tyrion Lannister copywriter torna a godersi la vita e a fregarsene un pò di quello che accade intorno. A meno che la consegna in scadenza non sia la sua…

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Web Marketing: cos’è e perchè è così importante

Se sei un guerriero digitale sai che ovunque si parla di Web marketing, Social Media Marketing e tante altre terminologie come SEO, SEM, Display Advertising, Sponsored tweets, Mobile, e-Buzz, Web Listening, Sentiment Analysis, Web e Marketing 3.0 e così via. Tra libri, siti web, blog, newsletter, mailing list, convegni, webinar si assiste a un “information overload” su questi temi, tanto che spesso ci si sente disorientati.

Dunque, partendo dal web marketing, facciamo un po’ di ordine.

Cos’è il web marketing e perché è importante?

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La definizione di web marketing è “l’insieme delle attività di marketing che utilizzano i canali web per sviluppare la propria rete commerciale, analizzare i trend di mercato, prevederne l’andamento e creare offerte sul profilo del cliente target“.

L’attività del web marketer comprende in toto tutte le attività di SEO e SEM (Search Engine Optimization e Search Engine Marketing) ma include anche competenze ed esperienze specifiche legate a strumenti come Google AdWords, l’email marketing, la lead generation e i programmi di affiliazione.

Il web marketing è importante perchè questa attività si affianca alle strategie di vendita tradizionale ed a volte è anche la sola. Se infatti pensiamo agli eCommerce che non hanno uno store fisico, allora comprendiamo che l’importanza di una figura che sappia attrarre clientela online nel modo migliore sia linfa vitale per il profitto aziendale.

I nuovi trend del web marketing nel 2016

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Nel mondo del web marketing, che cresce a ritmi crescenti, è sempre complesso definire cosa accadrà domani ma possiamo provare ad osservare il presente e definire i trend del digitale:

  • BIG DATA: Al giorno d’oggi sono una miniera d’oro per il marketing. Fino a poco tempo fa, molti web marketer hanno evitato i big data perché non avevano le competenze o grandi budget da utilizzare. Ora, gli strumenti di data mining sono sempre più semplici da utilizzare e la gestione di questi dati è sempre più fruibile.
  • CRISI DELL’ONLINE ADV: I consumatori sono stanchi del marketing invasivo, perciò sono nati gli Ad blocker. Dunque il tema sarà: come può una buona marca farsi notare? Continuare a creare annunci pubblicitari che si fondono perfettamente con il sito piuttosto che interrompere la esperienza di navigazione è una prima idea, ma bisogna condire ogni soluzione di web marketing con un approccio consumer-centric.
  • SOCIAL MEDIA: I marketer – finalmente – stanno riconoscendo i social media come un canale, non come strategia. Si è compreso che i social media non sono solo comunicazione, e non funzionano come una “strategia” di per sé.
  • REALTÀ 3D: L’esperienza del cliente è sempre la priorità numero uno e, anche se è ancora in evoluzione, la tecnologia 3D è pronta ad essere una necessità da integrare. È iniziata principalmente nel settore dei giochi, ma sta lentamente diventando più accessibile e fruibile in tutte le cose, basta pensare agli hotel che offrono una visita online 3D delle loro camere o ai nuovi video in 3D implementati da Facebook.
  • OMNICHANNEL: Dal marketing multicanale al marketing “omnicanale” ovvero che prende in considerazione l’utilizzo di tutti i canali disponibili. Esempio: “Tweet per Pizza!” Domino’s Pizza ha creato una delle campagne di web marketing omnichannel più efficaci. Ma presto tutti comprenderanno che il trend di questo momento è l’integrazione tra esperienza online ed offline. E vale sia per i rivenditori e che per i B2B.

È facile trovare lavoro nel web marketing?

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Quello del Web Marketing è un settore molto attivo negli ultimi anni, soprattutto per l’interesse delle aziende per internet come modo per raggiungere i propri clienti. Per chi desidera trovare lavoro nel web marketing le opportunità non mancano, soprattutto nelle grandi città, e le figure professionali ricercate in questo ambito sono diverse. Ma cosa bisogna fare per essere un perfetto web marketing manager?

Nel settore ci sono professionisti con una gran varietà di background: chi proviene dall’informatica, chi dal marketing, chi da studi umanistici o più frequentemente di comunicazione. Per cui, sia che tu lavorerai in azienda, come freelancer o in agenzia ci sono delle cose che puoi fare ogni giorno per rendere più facile trovare lavoro in questo settore.

Seguire i blog di settore, i forum e le community e tenersi aggiornato sulle novità; tenere d’occhio l’attività dei propri colleghi e contatti sui vari social network, fare ricerche individuali ogni volta che trovi uno spunto da approfondire o qualcosa che non conosci, mettere in pratica le nuove conoscenze acquisite ma soprattutto fare network con i propri colleghi, scambiare esperienze e condividere pareri, risorse e informazioni.

Cos’è il web marketing turistico?

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Il marketing può essere applicato in tutti i campi. L’importanza del turismo per un Paese, unita alla concorrenza sempre maggiore nel settore ricettivo, hanno consentito anche al web marketing di entrare nel settore turistico.

Il web marketing turistico comprende la definizione online delle caratteristiche della struttura turistico-ricettiva, l’applicazione delle strategie per la comunicazione su Internet, lo sviluppo di relazioni sempre più strutturate con gli utenti rilevanti. Attraverso le attività di promozione online si è in grado di aumentare la visibilità della struttura ed accrescere il numero di utenti in target potenzialmente raggiungibili con le proprie comunicazioni.

In un mercato altamente competitivo come quello turistico, le migliori strategie per pianificare campagne di pubblicità online al fine di aumentare il traffico e la popolarità del sito sono le attività di disintermediazione dalle OTA, la selezione del booking engine online per aumentare le potenzialità commerciali del sito, la gestione della reputazione online, l’ottimizzazione del tuo sito per dispositivi mobile (tablet, smartphone,…), le attività di marketing geolocalizzato ed il Social Media Marketing per il turismo.

 

Come si diventa web marketing manager

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Il Web Marketing Manager è la figura che coordina e gestisce un team digital all’interno di un’agenzia o un’azienda che sviluppi un piano di marketing e comunicazione efficace per il prodotto o servizio in questione; Il web marketing manager deve necessariamente possedere un bagaglio di conoscenze digitali molto ampio: in breve deve conoscere ciascun ramo del Web Marketing.

Ma quali sono le conoscenze che deve avere un Web Marketing Manager? Sicuramente conoscenze di web design, per capire fino a che punto il web designer può spingersi, unite alle competenze di user experience. Ha conoscenze SEO, quindi posizionamento sui motori di ricerca. Deve conoscere il mondo dell’advertising: dalla conoscenza di AdWords alle campagne dirette di remarketing e sui social network.

Per diventare web marketer è necessario innanzitutto alimentare la propria curiosità scegliendo libri sul tema, ci sono molti editori sul tema da Hoepli a Flaccovio, e può seguire un corso specifico come il Master in Digital Marketing della Ninja Academy.

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Il futuro della ristorazione: l’App-etito vien navigando

Il 52% degli italiani possiede uno smartphone. Questo vuol dire che più della metà della popolazione si connette quotidianamente ad internet per accedere ai servizi più disparati. Ormai siamo in grado di fare qualsiasi cosa semplicemente saltellando con le nostre dita da un’applicazione all’altra.

Questo dato diventa estremamente rilevante per le aziende, piccole o grandi che siano, di qualsiasi cosa si occupino, infatti, un crescente numero di settori usa le applicazioni per espandere il bacino di utenza. Avere una presenza su piattaforme “intelligenti” è quindi fondamentale per rimanere al passo con le esigenze dei propri clienti.

La rivoluzione dei ristoranti

L’esempio più recente di diffusione delle app ci viene dal settore della ristorazione. Come emerso dalla ricerca “Il futuro dei territori. Idee per un nuovo manifesto per lo sviluppo locale” realizzata dal Censis per il Padiglione Italia di Expo 2015, questo settore è in costante crescita grazie alla presenza di un’offerta qualitativamente elevata e di una domanda sempre più ampia e specializzata.

Tuttavia, in questa era digitale, è sempre più importante per i ristoranti essere competitivi, assicurandosi di non rimanere indietro, anche nel mercato della tecnologia, fornendo una vasta scelta ai consumatori.

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Il fenomeno più evidente legato a questa tendenza è Just Eat, un’app da cui è possibile ordinare a domicilio da 3500 ristoranti in varie città italiane. Questa startup, cresce a dismisura e punta enormemente al mercato italiano tanto da aver portato avanti delle acquisizioni piuttosto importanti proprio nel nostro paese, l’ultima di queste con Pizzabo.

Con il tempo vedremo probabilmente un aumento del numero di ristoranti con una propria applicazione che offre i propri piatti. Utilizzando un servizio di consegna tradizionale si ha meno controllo sul prodotto finale e il costo per il cliente è di solito superiore. Invece, utilizzando le applicazioni, i ristoranti possono rispondere alle esigenze dei consumatori fornendo loro un buon prodotto ad un prezzo ragionevole.

Dalle app a smart Tv e smartwatch

La ristorazione è solo un esempio di come un settore, non storicamente tecnologico, stia utilizzando la tecnologia per soddisfare le aspettative dei clienti, ma questa svolta è auspicabile per ogni tipo di business. Tutti hanno la possibilità di utilizzare varie piattaforme “intelligenti” per incrementare il proprio bacino di utenza. Ma quali sono queste Piattaforme? Vediamone alcune.

Il trend crescente della vendita di smart TV è un argomento quasi ignorato dai più. Questi nuovi televisori sono perennemente connessi ad internet e offrono delle occasioni di business enormi. Considerando che oltre il 90% della popolazione guarda la televisione, possiamo immaginare che un gran numero di potenziali clienti stiano guardando il loro programma televisivo preferito, un film o un gioco.

Immaginate solo il vantaggio che si ha rispetto alla concorrenza nell’offrire loro la possibilità di ordinare il vostro prodotto, ad esempio una pizza, non solo rimanendo a casa, ma senza neanche cambiare il dispositivo.

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Lo smartwatch è un fenomeno relativamente nuovo da non sottovalutare. Con oltre 4.000 applicazioni attualmente disponibili in questo campo, possedere un’app per smartwatch consente di incrementare la visibilità del vostro business, rendendo la vita del vostro cliente un po’ più facile, dato lo stile di vita sempre più frenetico, soddisfacendo a pieno le loro esigenze. Ci sono aziende come Domino’s  che già dal 2015 hanno implementato il loro set di app con quella dedicata agli smartwatch.

L’era digitale ha fatto sì che le aspettative del cliente siano aumentate. Non è più concentrato solo sul prodotto o sul servizio offerto, ma anche sulla convenienza e sulla velocità. Indipendentemente dal settore, le aziende dovrebbero essere presenti su più dispositivi per aumentare il loro bacino clienti. Il futuro del business è online e, data la disponibilità di più piattaforme dalla tecnologia sempre più avanzata, è importante per queste imprese utilizzare questi nuovi canali per garantire la loro crescita futura.

Video carousel

Instagram Ads: arrivano i video-carousel

Ormai, che ci piaccia o no, dobbiamo farcene una ragione. Anche Instagram sta puntando sempre di più ai video. Dopo l’introduzione dei filmati da 60 secondi poco più di un mese fa, l’ultima novità riguarda i carousel: d’ora in poi, oltre alle immagini, sarà possibile utilizzare anche i video.

Ma cosa cambia, quindi, per questo formato di ads che sta riscuotendo sempre più successo?

Gli inserzionisti potranno scegliere se utilizzare un mix di foto e video oppure optare per un carousel di soli video o sole foto, sempre compresi comunque fra 3 e 5. Nel feed gli utenti vedranno di default il primo video, e se vorranno, potranno passare agli altri con il consueto swipe.

Inutile dire, quindi, che la parola d’ordine sarà ancor più di prima catturare l’attenzione. Fin da subito, ma con costanza, considerando che ogni video del carousel può durare fino a 60 secondi.

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James Quarrels, Head of Business di casa Instagram, ha dichiarato infatti: “La cosa più difficile da fare è catturare l’immaginazione del consumatore. La natura immersiva dei video sequenziali consente alle persone di capire subito se il brand fa per loro e si adatta al loro stile di vita”.

Stiamo parlando di sponsorizzazioni, quindi non c’è da scandalizzarsi né da stupirsi, è chiaro. Ma forse il termine consumatore è proprio quello che meno bisognerebbe ricordare agli utenti di Instagram, già non molto contenti di dover digerire l’ibridazione del social con le sembianze di Facebook.

Video carousel

Fonte: Instagram blog

In fondo i video sono sempre sembrati un corpo estraneo su Instagram, sin dal loro arrivo nel 2013. Ancor di più le sponsorizzazioni. E ora come verranno accolti i video-carousel?

I dati parlano chiaro, e promettono bene. Amy Cole, ‎Head of Brand Development EMEA di Instagram, ha commentato: “Negli ultimi mesi abbiamo visto aumentare del 40% il consumo di video su Instagram. Ora, con il lancio del nuovo formato video-carousel, gli inserzionisti hanno ancora più flessibilità creativa per raccontare visivamente la storia del loro brand su Instagram”.

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Uno studio mostra che inserire video in una campagna adv porta a un maggiore apprezzamento rispetto a una campagna con sole foto statiche. Prendiamone atto: i tempi sono cambiati, e anche noi. Sia come utenti che come consumatori, stiamo letteralmente impazzendo per i video. La rapidissima ascesa di Snapchat, che ha appena superato Facebook in termini di views video, ne è l’ennesima dimostrazione.

Non c’è da stupirsi allora che la corsa ai nuovi video-carousel sia già iniziata anche fra i grandi brand. Asos, Taco Bell, Airbnb e Macy’s sono alcuni tra i pionieri a livello internazionale. E anche in Italia abbiamo già qualche esempio ben riuscito: Estée Lauder, in occasione del lancio del nuovo Envy Gloss della linea di make-up Envy, ha realizzato un video che ha come protagonista Kendall Jenner (da ricordare che è sua la foto con più like nella storia di Instagram), mentre McDonald’s ha raccontato l’offerta colazione di McCafè con tre mini video che “raccontano” i singoli prodotti visti da vicino.

Chi sarà il prossimo?