Windows 95 Vs Teenagers: come sentirsi vecchi guardando un video

Sono sopravvissuto al Millennium Bug, sono sopravvissuto alla pazzia di Britney Spears, sono sopravvissuto all’apocalisse Maya, sono sopravvissuto a TUTTE le edizioni del Grande Fratello. Solo una cosa potrà annientarmi: dei teenager alle prese con Windows 95.

La fortuna di essere vecchio nato alla metà degli anni ’80 è quella di aver vissuto in prima persona tutta l’evoluzione del mondo digitale: i primi PC dal design imbarazzante, la metallica melodia dei modem 56k (per i nostalgici: potete ascoltarla qui), i mitici floppy disk… ah, quanti ricordi!

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A farmi sentire ancora più vecchio fortunato ci pensa il video di Fine Brothers Entertainment. L’idea è semplice: prendiamo dei teenager americani, mettiamoli davanti ad un pc che arriva direttamente dal 1995. Schermo gigante, tastiera granitica, mouse dall’ergonomia di un mattone e, inevitabilmente, il mitico Windows 95!

Per una volta questi giovani ragazzi hanno capito come ci si sente quando si chiede al cugino di 10 anni “Dov’è la cartella con i file mp3 sull’iPhone?!” e vedere lui che, con sconcertante sorpresa, tocca l’icona della nota musicale e afferma: “Premi musica.

Oltre a strapparci una vendetta risata, il video ci mostra un’incredibile realtà: quanta evoluzione e quanti cambiamenti radicali ha subito il mondo dell’informatica in pochissimo tempo. Una volta superato il momento nostalgia, anche noi “vecchi” pensiamo la stessa cosa dei ragazzi nel video: “Preistoria!”.

Windows 95 fu distribuito sul mercato il 24 agosto del 1995. Un sistema operativo per la prima volta ibrido 16/32 bit e destinato a cambiare il destino della Microsoft e l’idea di PC che abbiamo oggi.

Grazie alla sua grafica semplificata, il prezzo competitivo rispetto alla concorrenza e alla campagna pubblicitaria che ha visto come testimonial i Rolling Stones, il nuovo sistema operativo si è diffuso rapidamente in tutto il mondo regalando alla Microsoft una posizione dominante sul mercato.

Se avete ancora voglia di sentirvi vecchi nostalgici ecco una piccola lista di tutte le favolose meraviglie dell’informatica anni ’90 come ad esempio l’incredibile Netscape, web browser che ha inaugurato una longeva tradizione: snobbare Internet Explorer.

Windows 95 Vs Teenagers: come sentirsi vecchi guardando un video

Ancora prima di Skype, ancora prima di Messenger c’era lui: il mitico e intramontabile IRC. La prima chat dall’imbarazzante grafica minimal e dove il massimo dell’interazione grafica era 😀 o il seducente 😉

L’unico vero, super cool, lettore musicale era il fantasmagorico Winamp. Numerosi settaggi e impostazioni e una grafica truzza accattivante trasformava ogni ragazzo degli anni ’90 in un DJ anni ’90.

Windows 95 Vs Teenagers: come sentirsi vecchi guardando un video

Parlando di videogame come dimenticare il grintoso primo GTA: grafica cubettosa, vista dall’alto e rumori metallici. Un capolavoro indimenticabile.

Per finire la lista dei ricordi ecco com’era il vostro pc anni ’90: floppy disk, lettore cd, un processore di 266 MHz e 32 Mb di RAM. Preistoria!

Windows 95 Vs Teenagers: come sentirsi vecchi guardando un video

SEO strategy: come trovare le keyword perfette

Come fare per sbloccare il potenziale digitale del tuo business? Innanzitutto occorre partire da alcune nozioni fondamentali da apprendere per posizionare il tuo sito web tra i primi risultati delle ricerche su Google (Search Engine Optimization). Solo successivamente potrai focalizzarti sulla creazione e sulla gestione di una campagna AdWords.

Oggi incontriamo il SEO Strategist Luca De Berardinis, docente del Corso in Digital Strategy & Web Marketing della Ninja Academy, per capire come possiamo riuscire a organizzare tutte le informazioni necessarie a dare vita alle pagine che ogni giorno lanciamo nel mare del web.

seo strategist

Un bravo SEO manager deve avere sicuramente “la propensione al cambiamento” per stare dietro agli ultimi sviluppi. In che modo è possibile prevedere la direzione che prenderà il settore?

Credo che la propensione al cambiamento sia un’attitudine che dovremmo avere un po’ tutti a prescindere dal lavoro che facciamo. Il motivo? Semplice: il mondo cambia in fretta, a tutti i livelli. Non solo nella SEO, dove occorre star dietro ai continui aggiornamenti che i motori di ricerca mettono in campo per darci la migliore esperienza di ricerca possibile. Prevedere la direzione? Secondo me è impossibile ed è un gioco molto rischioso.

Un sito senza visibilità è un albero che cade nella foresta, lontano da tutti. Quale è stata la tua più grande sfida legata a un sito che pareva andare nella direzione sbagliata?

Non saprei indicarti una sfida più grande delle altre. Ogni lavoro che ho seguito da vicino è stato una piccola sfida… anzi, ti dirò di più! Più il sito è piccolo e il brand poco conosciuto più l’obiettivo è una sfida! Uno dei compiti della SEO è anche trovare la struttura migliore per un sito web in modo da dare maggiore importanza ai contenuti più utili alle persone e meno valore a quelli secondari. Detto a parole sembra facile ma ti assicuro che richiede un lavoro di progettazione non da poco.

Web Marketing

Trovare le keyword perfette: un’arte o una scienza? Quali sono le principali abilità da mettere in campo?

Uno dei libri più famosi sulla SEO si intitola “The Art of SEO“. Secondo me c’è ben poco di scientifico semplicemente perché la SEO non è una scienza ma un insieme di tecniche e strategie che possiamo usare per dare visibilità ad un sito. Quindi direi che è piuttosto un’arte. Per trovare le keyword giuste credo che si debbano avere queste abilità: empatia, capacità di analisi e tenacia.

preziosi insegnamenti di Luca ci aspettano nel modulo da lui curato del Corso in Digital Strategy & Web Marketing, dove impareremo come ottimizzare lato SEO di una pagina web,  trovare le keyword del mio settore e ad impostare una campagna con Google AdWords.

Top Web 2.0 Resource: il contest sui migliori siti italiani di informazione digitale

Attraverso la rete il numero di fonti da cui attingere informazioni, di opinioni attraverso le quali costruirsi un bagaglio di competenze è letteralmente esploso.

Uno strumento che di fatto ha garantito parità di voce a tutti coloro i quali avessero qualcosa da dire, ma a questo punto come fare a distinguere una voce autorevole in grado di fare la differenza su certi temi?

Questa domanda deve esser stata al centro dei pensieri di Angelo Bandiziol, imprenditore che facendo la spola tra Italia ed Inghilterra ha fatto del digitale il suo core business ed ha deciso di aprire un contest per delineare quale fosse, nell’opinione della sua rete di contatti del suo blog EspressoTriplo, la risorsa migliore sul tema del digitale.

il Top Web 2.0 Blog Showdown, al quale abbiamo il piacere e l’onore di partecipare e che chiuderà la fase di votazione il 13 aprile, mette in fila 19 tra siti di informazione, blog e piattaforme di influencer che ogni giorno provano a trasmettere le proprie conoscenze per il pubblico italiano.

Abbiamo quindi scambiato due chiacchiere con Angelo per farci raccontare come nasce la sua iniziativa e quali sono le motivazioni che dovrebbero spingere un lettore a scegliere la sua risorsa preferita.

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Ci racconti innanzitutto un po’ di te e della tua esperienza nel mondo digital?

Sono nato nel 1981 e la mia vita è sempre stata scandita dai computer iniziando proprio con un IBM 4004. Il primo spinotto l’ho collegato alla rete nel 1996 quando bazzicavo su IRC e BBS. In quegli anni frequentavo delle comunità hacker che un anno dopo mi hanno portato ad un quasi arresto dalla Compuserve. Grazie a Dio era appena passata la legge sulla privacy quindi il mio provider non ha potuto rivelare la mia identità :-D.

Da lì in poi sono passato ad interessarmi del web e del gioco multiplayer dedicandomi a Counterstrike da professionista fino ad approdare al podcast con Radiophoria, uno dei primi in Italia. Era il 2004. A distanza di dieci anni ho creato Espresso Triplo, un blog, come lo chiamo io, di psicomarketing con il quale aiuto imprenditori e liberi professionisti a capire come ipnotizzare i propri clienti per sfilargli i soldi.
Scherzo, parlo di psicologia applicata al marketing.

Da cosa è scaturita la tua voglia di organizzare un contest sulle risorse web?

Insito nell’indole italiana c’è il virus chiamato il pallone è mio e decido io. E credimi è una bella gatta da pelare! Tutti vogliono avere il proprio harem da indottrinare ma pochissimi capiscono l’importanza di dare più fonti possibili ai propri lettori dalle quali possono attingere. Questa è senza dubbio la paura intrinseca di perdere utenti.

In Inghilterra dove vivo, la cooperazione tra i marketers è molto più sentita.
Basti notare che alcuni blogger da me contattati hanno deciso di non partecipare al contest.
Siamo in democrazia per carità, però è un sondaggio. Che male può fare? C’è solo da guadagnarci.

contest

#3 Affinché gli utenti possano dare un voto consapevole, ti va di descriverci quali sono i parametri che, nella tua visione, fanno di un sito web una risorsa credibile nella sfera del digital marketing?

Io leggo una marea di blog sia nella sfera italiana che inglese. Quello che proprio odio è vedere blog che copiano contenuti da altri paesi e li riscrivono senza aggiungerci del proprio.

Odio anche i blog che parlano solo ed esclusivamente di news sul marketing: “Notizia shock! Facebook sposta in alto a sinistra la foto che stava prima in basso a destra!”. Siamo marketer o giornalisti?

A me piacciono i blogger che danno un valore aggiunto all’utente. Che non parlano solo del ‘cosa’ utilizzare ma anche del ‘come’ utilizzarlo.

È questo che aiuta i nostri lettori.

Su Espresso Triplo il 99% dei contenuti sono ‘how to’. Ecco, questo è un parametro essenziale usato nella scelta delle fonti per lo showdown.

Poi ho giudicato la qualità dei contenuti, la facilità con cui vengono ‘digeriti’ e la relazione che c’è tra gli scrittori e i propri lettori.

Molto spesso i blogger si innalzano subito al ruolo di VIP prendendo gli utenti come un numero.
Questo è lo sbaglio più grande. Bisogna avere un contatto diretto con chi ci ascolta, perché non c’è sales page che tenga se non si ha il rispetto di chi ci sta davanti.

Poi ci sono altri fattori più tecnici come periodicità degli aggiornamenti, attività sui social ecc. Ma sono di secondo piano.

Contest

Il tuo percorso professionale ha più volte incrociato il mondo del lavoro nel nostro paese così come oltre Manica, quali sono le maggiori differenze e le similitudini che hai avuto modo di constatare nei due paesi?

Puntualità e serietà sono le due cose che apprezzi degli anglosassoni. Qui il marketer è visto come una figura importante nel business poiché la concorrenza è spietata. Mi spiace vedere invece che in Italia appena pronunci la parola marketing ti guardano spesso come venditore di fumo pronto a fregare chi ti sta davanti.

L’Inghilterra poi è meritocratica. Se vali vai avanti. Ecco, un consiglio agli italiani che mi scrivono cercando lavoro qui: non fate i furbi perché se vi bruciate la reputazione, poi trovare lavoro diventa impossibile. Questo vizio ce lo dobbiamo togliere.

Al contrario, dell’Italia rimpiango la flessibilità e il potere di adattarsi ad ogni situazione lavorativa. Siamo geniali in questo, dovremmo imparare a sfruttarla meglio perché è un’abilità che in pochi hanno.

In Slovacchia invece (dove vivo 6 mesi l’anno), la situazione è ben diversa. Grandi lavoratori ma in pochi si intendono veramente di marketing. Terreno fertile per quelli che masticano SEO e compagnia bella e i risultati, credetemi, sono molto interessanti. C’è solo un problema: la lingua è tosta!

Insomma cosa aspetti, vai anche tu sulla pagina della manifestazione e decidi qual è la tua risorsa preferita!

Xbox e l’esperienza di gioco: cosa sta cambiando nel mondo del gaming?

Il tempo è il killer più efficiente, prima o poi ci ucciderà tutti.” Così inizia il trailer di Quantum Break, esclusiva di Remedy Entertainment per Xbox One e Pc, lanciato sul mercato questo mercoledì.
Un gioco che fonde azione, effetti scenografici e narrativa, con uno storytelling da film, focalizzato sul concept “Time is Power“: il videogame consente infatti di manipolare il tempo, fermandolo o riavvolgendolo, così da modificare la realtà e impedire alcuni tragici eventi.
Con questo titolo Xbox e Microsoft vanno sempre di più verso una simbiosi tra due piattaforme estremamente distinte, puntando ad nuovo tipo di intrattenimento.
Altre novità riguardanti la console da gioco di casa Microsoft, sono state rivelate al Build 2016, conferenza annuale tenuta dal colosso di Redmond. Ma qual è il futuro del mondo gaming?

In questa intervista, ci rivela alcune novità e curiosità il Direttore Divisione Xbox, Paolo Bagnoli, che in Microsoft lavora nella struttura Consumer Channel Group, guidata da Carlo Carollo, con la responsabilità di definire le strategie marketing di Xbox in Italia.

Ciao Paolo e benvenuto su Ninja Marketing. Partiamo da una domanda semplice: cosa differenzia Xbox dalla concorrenza? 😀

Sicuramente uno dei principali aspetti che caratterizza Xbox è la line-up dei giochi, specialmente quella dell’ultimo anno che ha visto titoli in esclusiva per gli utenti Xbox One come Halo 5, Guardians, Rise of the Tomb Raider, Forza Motorsport 6 e l’ultimo capolavoro di Remedy EntertainmentQuantum Break, disponibile da pochi giorni sul mercato per Xbox One e Windows 10.
Le esclusive per la console Microsoft danno ai nostri consumatori la possibilità di vivere un’esperienza di gioco unica e con una qualità che aumenta nel tempo.

Un altro aspetto fondamentale, unico nel mercato, è la retrocompatibilità dei titoli, ovvero la possibilità di offrire agli utenti di Xbox 360 di ritrovare sempre più dei loro titoli preferiti su Xbox One.
Infine, non possiamo non citare la presenza di Windows 10 su Xbox One: questa non solo offre ai consumatori maggiori potenzialità nell’utilizzo della console ma permette sopratutto una continuità di gioco su più piattaforme.

Da qualche mese Sony sta sviluppando un sistema per trasferire il gaming sui device mobili. Anche Xbox sta puntando l’occhio al mobile gaming?

In generale, l’obiettivo di Microsoft, specialmente con l’introduzione di Windows 10, è quello di offrire ai consumatori la possibilità di vivere le proprie esperienze su più piattaforme. Questo è vero anche per Xbox, perché grazie alle Universal app di Windows 10, gli sviluppatori potranno realizzare con maggiore facilità giochi che possano funzionare in maniera ottimale non solo su console ma anche su PC e dispositivi mobile.
Anche lo store cambierà, diventando un unico store per tutte le piattaforme. Ovviamente, tenendo conto che di per sé l’esperienza è destinata ad essere diversa rispetto a quella su console viste le caratteristiche tecniche del dispositivo.

Quantum Break è stato lanciato in settimana. Questo titolo cambia completamente la concezione del “gioco tradizionale”, ci racconti il perché?

Quantum Break, è l’ultimo capolavoro di Remedy Entertainemt, esclusivo per gli utenti Xbox one e Windows 10. Il gioco, unico nel suo genere, si caratterizza non solo per la sua trama avvincente ed il cast stellare ma anche perché rappresenta il connubio perfetto tra videogioco e telefilm.

In questo titolo l’esperienza di gioco va ben oltre lo sparatutto tradizionale e vede l’utente scoprire una trama fitta di colpi di scena attraverso la manipolazione del tempo. La scelte fatte durante il gioco influenzano infatti  la compenetrazione tra gioco e spettacolo, offrendo al giocatore un’esperienza di intrattenimento assolutamente unica. Ovviamente, la lotta di Jack Joyce, il protagonista del gioco, contro la Monarch Solutions è solo un aspetto della narrativa e man mano che l’adrenalina del gioco cresce, scena dopo scena, emergono drammatici intrecci tra i vari personaggi.
Non va poi sottovalutata la possibilità di provare Quantum Break anche su Windows 10, una scelta strategica per offrire al consumatore la migliore esperienza di gioco possibile, che si tratti di console o PC. Insomma, Quantum Break è sicuramente una bella novità per Xbox One!

In occasione della conferenza Build 2016 di San Francisco, Microsoft ha annunciato una serie di novità anche per il mondo Xbox, sempre più legato a Windows 10. L’Anniversary Update nello specifico arriverà nel corso della prossima estate, gratuitamente, e anche su Xbox One oltre che su PC. Cosa cambierà?

A Build 2016 abbiamo avuto la conferma della volontà di Microsoft di avvicinare sempre di più il mondo console a quello PC, rafforzando il rapporto tra Xbox One e Windows 10: l’Anniversary Update in arrivo quest’estate permetterà di convertire ogni Xbox One in un Dev Kit. Sarà infatti possibile per gli sviluppatori trasformare la propria console in una per lo sviluppo, passando grazie a un semplice tasto, al development mode. Questa nuova funzionalità è destinata a cambiare non solo l’utilizzo della console, ma anche la facilità con la quale gli sviluppatori potranno entrare nell’industria videoludica.

Microsoft conferma così il suo impegno a sostegno del mondo videoludico e l’importanza strategica di Xbox nel garantire la migliore esperienza possibile all’interno dell’ecosistema Windows.

Ringraziamo Paolo per la disponibilità! Non ci resta che testare le ultime novità del mondo Xbox 😀

Gli spazi di coworking in Italia in cui vorrai lavorare

L’era di condivisione che stiamo vivendo non ha effetti esclusivamente sul modo in cui comunichiamo e consumiamo, ma anche nel modo in cui lavoriamo. E così sarà sempre più, a giudicare dal successo che la formula dei coworking sta riscontrando, all’estero come in Italia.

Sapete cosa si intende per spazi di coworking? Ne avete mai visitato uno? Come recita Wikipedia:

“Il coworking è uno stile lavorativo che coinvolge la condivisione di un ambiente di lavoro, spesso un ufficio, mantenendo un’attività indipendente. A differenza del tipico ambiente d’ufficio, coloro che fanno coworking non sono in genere impiegati nella stessa organizzazione. […] L’attività del coworking è il raduno sociale di un gruppo di persone che stanno ancora lavorando in modo indipendente, ma che condividono dei valori e sono interessati alla sinergia che può avvenire lavorando a contatto con persone di talento.”

Nato a metà degli anni duemila negli Usa, il modello del coworking si è poi diffuso, molto velocemente, nel resto del mondo. Come riporta il sito clicklavoro.gov.it, l’ultimo censimento di Coworkingproject.com avrebbe registrato in Italia ben 98 spazi distribuiti in 56 città.

Se anche voi siete dei lavoratori autonomi o imprenditori e siete in cerca non solo di un ufficio, ma anche di un ambiente stimolante in cui produrre idee, i coworking potrebbero fare al caso vostro.

Ecco perché abbiamo selezionato per voi i migliori spazi di coworking d’Italia.

Talent Garden

È una delle più grandi rete di coworking in Europa, presente in ben 17 città. Nato nel 2011, Talent Garden si rivolge a professionisti, imprese e startup che operano nel digitale e nell’industria tech. Per entrare a far parte della community bisogna appartenere, ed eccellere, ad uno fra i settori digitale, comunicazione, innovazione e creatività. La community stessa elegge, tra i membri, i talenti coltivati al suo interno. Davvero numerosi sono le attività proposte e i momenti di incontro organizzati. Nella sede di Milano Calabiana si trovano anche gli uffici di Ninja Marketing.

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Fonte: http://milano-calabiana.talentgarden.org

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Fonte: milano-calabiana.talentgarden.org

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Fonte: torino.talentgarden.org

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The Impact Hub

Presente in più di 60 città, trova nella sede di Trieste una delle realtà più attive in Italia. Focalizzata sull’innovazione per aziende e pubblica amministrazione, offre diversi servizi ai suoi membri: oltre alla condivisione degli spazi di lavoro, alla formazione e alla gestione di una community di professionisti e innovatori, The Hub si presenta come un vero e proprio acceleratore per startup. Ha attivato diverse iniziative e programmi specifici per i paesi in via di sviluppo, in particolare l’Africa, per il supporto e lo sviluppo di imprese sostenibili.

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Fonte: trieste.impacthub.net/spazio-coworking-trieste/

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Fonte: trieste.impacthub.net/spazio-coworking-trieste/

Create! DoJo

Anche Ninja Marketing e Ninja Academy hanno creato uno spazio di coworking nel sud d’Italia. Inaugurato pochi mesi fa a Salerno, Create! DoJo nasce come luogo di lavoro aperto alle comunità di innovazione e catalizzatore di energie propulsive per tutto il territorio.

Conosci i Coworking? Ecco 10+1 tra i migliori uffici d’Italia

Photo by Emilio Pantuliano

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Photo by Emilio Pantuliano

Conosci i Coworking? Ecco 10+1 tra i migliori uffici d’Italia

Photo by Emilio Pantuliano

Copernico

Uno spazio di coworking votato allo stile, Copernico offre ai suoi membri spazi “social” per una continua contaminazione creativa. All’interno della sede di Milano è infatti possibile trovare Lounge, Library, Caffè, Art Basement, Fitness Center e un parco.

Fonte: www.copernicomilano.it

Fonte: www.copernicomilano.it

Fonte: www.copernicomilano.it

Fonte: www.copernicomilano.it

Multiverso

Multiverso è un coworking di seconda generazione nato nel gennaio 2012, dall’intersezione di Gold marchio streetwear, il creative network di Switch e Zone Future consulting. L’obiettivo è costruire un circuito di lavoro comune a livello regionale e una rete di luoghi fisici e servizi logistici per i professionisti del terziario avanzato. Ha sedi a Firenze, Lucca, Siena e Foligno.

Fonte: multiverso.biz

Fonte: multiverso.biz

Fonte: multiverso.biz

Fonte: multiverso.biz

Toolbox

Situato a Torino, Toolbox organizza e ospita eventi di confronto e networking sui temi della creatività, del lavoro autonomo e dell’innovazione d’impresa. I suoi spazi, creati all’interno di due edifici ex-industriali di tre piani, strizzano l’occhio alla sostenibilità (raccolta riciclata, alimentazione generata da fonti alternative, acqua depurata…).

Fonte: www.toolboxoffice.it

Fonte: www.toolboxoffice.it

Fonte: www.toolboxoffice.it

Fonte: www.toolboxoffice.it

Cowo|360

Coworking per i professionisti dRoma, ogni mese Cowo|360, in collaborazione con Work It Out, organizza workshop e laboratori per implementare le conoscenze e le capacità dei professionisti e dei freelance.

coworking italia

Fonte: workitout.it

coworking italia

Fonte: workitout.it

 

Digital borgo

Realtà attiva sul territorio abruzzese, Digital Borgo vuole raggruppare le piccole medie imprese digitali del territorio, affinché possano collaborare per la digitalizzazione delle aziende locali, la diffusione di cultura digitale e l’incubazione di startup innovative.

Fonte: www.digitalborgo.com

Fonte: www.digitalborgo.com

Fonte: www.digitalborgo.com

Fonte: www.digitalborgo.com

Tiscali Open Campus

Open Campus nasce a Cagliari per offrire programmi di accelerazione per startup digitali, spazi di coworking e un ricco calendario di eventi per tutti gli appassionati d’innovazione e creatività.

Fonte: www.opencampustiscali.it

Fonte: www.opencampustiscali.it

Campus-Tiscali

Virvelle

Virvelle è un coworking con sede a Salerno, che offre ai suoi ospiti tutti i servizi necessari per lavorare in un ambiente creativo e stimolante. Sono disponibili pacchetti a ingresso e abbonamenti, settimanali o mensili.

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Fonte: www.coworking.virvelle.com

Piano C

Pensato per mamme e papà in carriera, è uno spazio di coworking che offre ai suoi membri un servizio di asilo in loco. Guidata da nove soci, Piano C é anche una associazione non profit chi si pone l’obiettivo di costruire e proporre una nuova organizzazione del lavoro, più a misura di vita, di donna e mamma. Per il momento è presente solo a Milano.

Fonte: www.pianoc.it

Fonte: www.pianoc.it

Fonte: www.pianoc.it

Fonte: www.pianoc.it

Week in social: i live video di Facebook e la NFL che sbarca su Twitter

Torna puntuale come la pioggia a pasquetta la nostra rubrica per non farti perdere neanche un aggiornamento nell’inarrestabile panorama dei social network. Questa settimana le novità più importanti sono state rilasciate da Facebook e Twitter, vediamo di cosa si tratta.

Facebook: i live video e la sezione vetrina

La notizia più importante della settimana riguarda le nuove funzioni per i live video di Facebook, pensate innanzitutto per il mobile. L’icona Video infatti prenderà il posto dell’icona Messanger nella barra notifiche dell’app, da cui sarà possibile accedere direttamente alla nuova tab di Live. Inoltre i video avranno a disposizione dei filtri e potranno essere trasmessi anche nei gruppi e negli eventi. Infine sarà possibile conoscere il numero di utenti unici di un video sia durante la diretta che in un secondo momento.

LEGGI ANCHE: Facebook Live sempre più come Periscope: tutte le novità

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Con un po’ meno clamore è stata rilasciata anche la funzione vetrina con cui è possibile vendere direttamente da Facebook. Si tratta una tab visibile anche da mobile in cui caricare prezzi, foto e descrizioni dei propri prodotti, vendere senza lasciare la pagina, e gestire gli ordini. Non è necessario creare prima un catalogo prodotti e non esiste alcun limite sul numero di articoli. Ogni scheda prodotto può essere condivisa o sponsorizzata esattamente come un post.

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Ultima grande novità, l’introduzione di Codes, Usernames e Links, mossa che avvicina Facebook a Snapchat soprattutto nella modalità di ricerca dei profili o delle pagine.

LEGGI ANCHE:  Facebook Messenger presenta Codes, Usernames e Links

Twitter: implementazione dei messaggi privati e i diritti del campionato di football

L’innovazione della settimana del social network di microblogging più famoso al mondo vede comparire un pulsante per condividere più facilmente tramite messaggio privato i tweet della nostra news feed. Per rendere più accattivanti i messaggi privati le emoji sono diventate più grandi del solito quando inviate senza testo, e questo vale sia da desktop che da mobile.

L’altra grande novità è che per la prima volta Twitter si è accaparrata i diritti streaming di una partita a settimana nel massimo campionato di football americano. Un vero colpaccio che comprende contenuti extra prima e dopo il match su Periscope, e che aiuterà sicuramente Twitter ad allargare la sua base di utenti.

Per questa settimana è tutto: a voi studio!

Con Model 3, la rivoluzione elettrica del mondo automotive passa da Tesla

Il 31 marzo 2016 sarà probabilmente ricordato come la data della rivoluzione elettrica nel mondo dell’industria automobilistica, perché un “piccolo” produttore americano chiamato Tesla ha svelato al grande pubblico un modello di auto acquistabile più o meno da chiunque.

La Tesla Model 3 è una autovettura che sarà venduta a 35.000 dollari e che andrà a coprire il segmento C (per intenderci quello dominato dalle vetture tedesche di Bmw con Serie 3, dell’Audi con A4 e con Mercedes Benz con Classe C); avrà la trazione posteriore capace di spingere la macchina da 0-100 Km/h in poco più di 6 secondi e sarà disponibile a partire dai primi mesi del 2018.

La vettura americana rappresenta una rivoluzione straordinaria nel settore poiché è la prima auto elettrica di grandezza media ad offrire cinque posti tradizionali, sarà la prima auto elettrica ad offrire un doppio bagagliaio anteriore e posteriore poiché i motori e le batterie saranno posizionati sotto il pianale e sarà la prima auto ad avere un’autonomia superiore ai 330 km, più che sufficienti a coprire il kilometraggio medio di moltissimi utenti e pendolari.

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La casa a stelle e strisce ha poi rivisto e implementato il concetto della guida assistita creando “autopilot”, che permetterà al cliente di avere una vettura in grado di mantenere in modo autonomo la corsia, di parcheggiare da sola grazie all’ausilio di software specifici che permetteranno addirittura di regolare la velocità in modo automatico rispetto al veicolo che la precede.

Con questi numeri è facile capire perché sia stato premiato sulla carta questo nuovo prodotto che presenta diverse novità rispetto alla tecnologia ibrida di Toyota o rispetto agli altri veicoli elettrici che sono nettamente inferiori per autonomia e prestazioni. Il mercato nelle prime fasi di preordinazione ha risposto in modo assolutamente positivo, tant’è che si sono quasi sfiorate le 300.000 richieste di acquisto in sole 72 ore.

Quello che ci apprestiamo a vivere sarà una rivoluzione che cambierà le gerarchie dei produttori mondiali, e non è da escludere che tra 10 anni le classifiche di vendita saranno completamente differenti rispetto a quelle attuali.

Tinder acquisisce Humin: nuove funzionalità per l’app di dating

Tinder, la nota app di dating ormai presente in 196 paesi, si migliora. La società di Sean Rad ha da poco acquisito Humin, startup di San Francisco a cui fanno capo Humin e Knock Knock, due app che, grazie alle loro caratteristiche, possono migliorare le attuali funzionalità di Tinder.

Quali sono i miglioramenti?

Avete presente quanto vi trovate in metropolitana e notate una bellissima ragazza o un bellissimo ragazzo? La prassi da seguire in questi casi sarebbe la seguente. Ci si presenta, si fa un complimento e si domanda il nome della sconosciuta. Grazie o a causa di molte app di dating questo metodo tradizionale è ormai obsoleto.

Gran parte delle app di dating nascono dalla difficoltà di avere un primo approccio diretto con l’altro sesso, proprio per questo Sean Rad ha pensato bene di acquisire l’azienda Humin e le funzionalità delle app sopra citate.

Le novità più significative per Tinder

Tra le novità più significative per gli utenti di Tinder troviamo quella di poter chattare con le persone localizzate nelle vicinanze, ritenute interessanti. Che si tratti di un bar o di una metropolitana, il primo approccio sarà molto più semplice. Proprio questo tipo di funzionalità è la peculiarità di Knock Knock, app che si pone l’obiettivo di soccorrere chi ha difficoltà nel primo approccio.

Tinder acquisice Humin

Vediamo le possibili novità provenienti da Humin. La piattaforma aiuta a organizzare i propri contatti secondo liste che tengono conto di una serie fattori: numero di interazioni, location e molto altro. Tinder potrebbe usare gli algoritmi di Humin per migliorare le proposte di match.

Tutto molto interessante. La domanda sorge spontanea, che fine faranno le due app?

Tinder acquisice Humin

Humin e Knock Knock non saranno più scaricabili, ma continueranno a funzionare per l’utenza attuale, mentre le loro funzionalità saranno incluse in Tinder.

I termini dell’accordo non sono stati divulgati, ma i co-fondatori Humin Ankur Jain e David Wyler rimarranno con il ruolo di presidente e vice presidente di prodotto. Gran parte del resto della squadra Humin rimarrà in quello che potrebbe diventare il primo ufficio di Tinder a San Francisco.

Vedremo prossimamente se queste novità verranno effettivamente aggiunte alle funzionalità di Tinder. Non ci resta che aspettare.

Digital Brand Storytelling: un’analisi dei progetti editoriali del settore moda e lifestyle

Bentrovato!In questo articolo parleremo di come le aziende di moda e lifestyle si muovono sul digitale, dei progetti più interessanti e innovativi fino ad arrivare al mondo della tecnologia indossabile e dei retail sempre più tech.

Dopo l’articolo dedicato a Mobile app, VR, Snapchat, Snapdragon Wear, oggi il focus è sul tanto citato storytelling. Gli ultimi anni hanno visto un radicale cambio di rotta sia della comunicazione che dell’editoria.

Riassumendo, da un lato il giornalismo vede nel caso “Snow Fall” il più alto esempio di storytelling multimediale tanto da farlo diventare un format di riferimento e citarlo per indicare un long-form con scorrimento in parallasse e ricco di contenuti multimediali. Dall’altra parte oggi un brand è al passo con i tempi solo se ha la capacità di diventare esso stesso editore e di saper raccontare online una storia “emotivamente” coinvolgente per l’utente.

Il web ha trasformato le dinamiche, e ora il giornalismo va a braccetto con il marketing e la comunicazione delle aziende cercando nuove soluzioni come native adv e branded content. Un brand ha infatti una grande opportunità per appassionare il proprio target e ingaggiarlo in un modo innovativo: lavorare sul content marketing e presidiare tematiche sociali affini al proprio mondo di riferimento. Raccontare una storia. Purché tocchi le corde più intime del consumatore.

Cito le parole del futurologo Rolf Jensen:

“Ci troveremo a raccontare storie attraverso i prodotti che acquistiamo.”

Non a caso, il Brand Storyteller è una delle professioni del futuro.

Moleskine

Dopo questa breve introduzione, ti segnalo chi, a mio avviso, si sta muovendo bene in questa direzione. Un caso è sicuramente Moleskine con The Towner, il magazine dedicato alle città e alla cultura.

Realizzato sotto la guida di Timothy Small con la direzione di Valerio Mattioli, direzione artistica di Olimpia Zagnoli e il coordinamento editoriale di Stella Succi, si posiziona in modo innovativo nel panorama editoriale e vuole essere “il taccuino virtuale del flâneur contemporaneo e lo sketchbook dell’illustratore”.

“A metà tra rivista letteraria e travel blog collettivo” sembra avere tutto quello che serve per piacere all’utente: una grafica accattivante e contenuti interessanti, molte illustrazioni e articoli lunghi che appassionano.

“The Towner parla, scrive e illustra le città come contenitori e generatori di storie, di luoghi, di persone, di racconti cittadini, ma anche di leggende, storie, libri, film: tutto sullo sfondo della città, luogo di cultura e di esplorazione. Le città sono da sempre contenitori di storie (e di storia, certo); ma sono anche luoghi in cui si concentrano e si forgiano i fenomeni socioculturali, le letterature, le tensioni e i linguaggi dell’oggi.”

Cosa troverai su The Towner? Dal reportage al personal essay, dall’intervista al racconto, dalla curiosità alle leggende urbane e i miti di quartiere.

Vuoi saperne di più? Puoi visitare il sito di Moleskine.

Piquadro 

Continuiamo sul filone travel e storytelling. Ingaggiare l’utente in un periodo in cui l’attenzione cala per colpa delle troppe informazioni presenti online non è facile. I brand stanno lavorando per costruire nuovi progetti di customer engagement legati sia ai contenuti che all’e-commerce, per stimolare l’utente a compiere un’azione che può essere inizialmente cliccare il tasto “follow” e in seguito, una volta fidelizzato, il tasto “acquista”.

La prossima case history che ti racconto riguarda il brand Piquadro con il progetto editoriale Passengers.

“Passengers è un racconto che si sviluppa attorno al tema del viaggio, la vera anima che ispira da sempre le creazioni firmate Piquadro. Le linee di prodotto, il design, la qualità dei materiali, la tecnologia; tutto questo è raccontato attraverso cinque personaggi straordinari presi dalla vita reale. Persone molto diverse tra loro per professione, passioni e lifestyle. I Passengers ci fanno vivere il viaggio che li ha portati a diventare ciò che sono e a scoprire il loro stile personale.”

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Chi sono i protagonisti di Passengers? Cinque persone reali provenienti da mondi diversi, ognuno di loro interpreta il tema del viaggio e i prodotti Riquadro) in modo diverso: Massimo Temporelli, scienziato, scrittore e fondatore di The FabLab, Carlo Palmas, musicista in tournée in tutto il mondo, Marco Tognetti, manager per la cooperazione internazionale, Federico Colli, alpinista e allenatore federale di sci alpino, Olivia Martinetti, proprietaria del locale milanese Gattò.

Stop ai soliti cataloghi, ora la collezione viene raccontata da cinque personaggi attraverso un magazine online integrato con l’ecommerce. Come scrive Engage:

“Dagli shooting sono stati prodotti contenuti di diverso formato per dare vita a tutta una serie di declinazioni, sui canali online e offline di Piquadro: 5 video-story e 5 interviste scritte per raccontare le storie di ciascun Passenger; reportage fotografici composti da immagini “in action” per completare le panoramiche sui 5 protagonisti e il loro modo di utilizzare i prodotti Piquadro; shooting dei prodotti, presentati in modo naturale e nel loro contesto di utilizzo, pensati specificamente per gli obiettivi di comunicazione e l’impiego nel catalogo.”

Trussardi

Hai già sentito parlare di trussardibrera.tumblr.com?

Trussardi ha realizzato una piattaforma digitale che potesse ospitare i contenuti e trasmettere il flusso emozionale della presentazione della collezione uomo FW2016 realizzata in collaborazione con la Pinacoteca di Brera.

Partiamo dall’inizio: il tema musica è caro a Gaia Trussardi, e per la presentazione uomo è stata fatta un’audizione in cui si sono presentati più di 500 musicisti da cui Gaia ne ha selezionati 17. Nella Pinacoteca ognuno di loro era abbinato a un dipinto (i dipinti a tema religioso hanno ispirato la selezione dei brani interpretati in cui i testi avevano come fil rouge la ricerca della spiritualità)

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Da qui il concept e hashtag #acousticportraits per la comunicazione sui social network, in particolare per Instagram. Sono stati veicolati cinque short video, ognuno con il primo piano di un musicista ma senza il suo strumento, con sottofondo acustico. Ogni ritratto ‘acustico’ aveva un titolo che rappresentava il personaggio ritratto, proprio come un quadro in movimento e anche il trattamento video ricordava quello dei dipinti del 500.
Nasce così trussardibrera.tumblr.com che ha raccolto contenuti foto e video live, compresi quelli degli utenti nella sezione ‘experience’. Nella sezione ‘musica’ si trovano i video ritratti dei cinque musicisti e le tracce audio delle cover arrangiate da Gaia Trussardi e da loro interpretate.
Il progetto è poi proseguito con la creazione di un Tumblr dedicato alla collezione donna durante la settimana della moda di Febbraio, trussardiwoman.tumblr.com.
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Alcuni dei musicisti utilizzati a Gennaio sono poi diventati i protagonisti della sfilata donna. In questo caso, considerata la continuità con la presentazione uomo, gli è stato dato un nome proprio (‘The Good Company’) come fossero una vera e propria band.
Durante la sfilata hanno interpretato brani di Elvis Presley, sempre arrangiati da Gaia Trussardi. La loro presenza simulava una sorta di serenata alle modelle che rappresentavano l’ideale di una donna bellissima e amata da tutti, ispirata a ‘Jolene’ della canzone di Dolly Parton.
Su un nuovo Tumblr sono stati raccolti, oltre a contenuti provenienti dai social media, tutti i dettagli di questa storia a partire dall’invito cartaceo che raccontava un carteggio tra due innamorati, con estratti delle canzoni di Elvis Presley, lo stampo di un bacio e l’invito ad un concerto con canzoni d’amore.
Particolarità del Tumblr è il progetto fotografico basato su personaggi, gesti, emozioni dalla preparazione allo svolgimento della sfilata. In questo rientra una parte dedicata completamente a The Good Company con ritratti fotografici anche durante le prove in studio di registrazione e le tracce audio dei brani eseguiti per la sfilata.

Se vuoi approfondire, ti segnalo l’articolo comparso su LuxuryDaily ‘Trussardi blends sights and sounds to capture presentation experience’.

Facebook Messenger presenta Codes, Usernames e Links

Nuovi aggiornamenti per Facebook Messenger!

È notizia fresca quella dell’introduzione di nuovi servizi che andranno a migliorare il già utilizzatissimo serivizio di messaggistica istantanea della grande F.

Diamo il benvenuto a: Codes, Usernames e Links!

Prima di addentrarci nelle singole novità, vale la pena di dire che il successo di Messenger è sotto gli occhi di tutti: 900 milioni di utenti se ne servono per scambiarsi messaggi ogni mese.

La cosa interessante è che oltre 1 miliardo di messaggi sono inviati da privati ad aziende, il che significa che Messenger viene utilizzato come strumento di lavoro e non solo di piacere.

Proprio per questo motivo, Zuckerberg e soci hanno deciso di spingere sul pedale del miglioramento delle prestazioni “business” e hanno aggiunto questi tre optional.

Codes/Codici

Le aziende potranno inserire nelle proprie inserzioni ed essere così contattati direttamente dagli utenti che vorranno scannerizzare il codice con la fotocamera del proprio dispositivo mobile.

Facebook Messenger presenta Codes, Usernames e Links_4

 

Usenames/Nomi utenti

Maggior risalto verrà dato ai nomi utenti delle pagine.

Come ben sappiamo, ogni pagina ha un nome utente specifico (che siamo soliti andare a recuperare sbirciando nella stringa URL di ogni indirizzo).

D’ora in poi il nome sarà proprio sotto al nome dell’azienda, prededuto dalla @.

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Links/Link

Come per i codici sopra citati, anche i link permettono l’avvio rapido di una conversazione e lo fanno usando il nome utente della pagina per creare un link breve e facile da ricordare (m.me/nomeutente) che con un semplice clic avvia una conversazione con l’azienda su Messenger.

Tutte novità piccole e, apparentemente di poco conto, che però hanno il vantaggio di essere immediate e di certa diffusione tra gli utenti.

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Inoltre, il team di Facebook ci fa sapere che sono al lavoro per far sì che la vostra attività si presenti bene, fin dall’inizio, ai possibili nuovi contatti.

Con il messaggio di benvenuto, potremo infatti leggere le informazioni più importanti di un’azienda, prima di mandare il nostro.

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Cosa ne pensi di questi miglioramenti a Messenger?

Nella guerra con LinkedIn, questa sfida è stata vinta da Facebook…

Faccelo sapere nei commenti!