Come creare la tua campagna su LinkedIn

Sappiamo tutti che LinkedIn nasce come social per networking, job hunting e personal branding. Ma è proprio per questo che diventa particolarmente interessante all’interno di una strategia di marketing. Grazie alla sua stessa natura, infatti, è possibile rivolgersi a categorie di professionisti ben definite e a utenti di alto profilo.

Cerchiamo di capire un po’ meglio quali sono le possibilità che offre LinkedIn Ads per raggiungere il pubblico di professionisti adatti al proprio business attraverso una campagna studiata ad hoc.

Quale formato di Ad

Attraverso la piattaforma LinkedIn Ad è possibile rimandare al proprio sito attraverso aggiornamenti sponsorizzatiannunci di testo. Vediamo la differenza.

L’update sponsorizzata va a finire nel news feed (verde), mentre gli annunci di testo si trovano nella colonna di destra (viola).  

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Nel primo caso l’utente può arrivare al sito sia cliccando sul link e sulla foto del post, sia attraverso la pagina di LinkedIn dell’azienda, oppure ha l’opzione di seguire l’azienda per ricevere successive notifiche.

Nel secondo caso, invece, l’accesso al sito è veicolato soltanto dall’immagine e dal link della pubblicità.

Come creare aggiornamenti sponsorizzati

Si parte andando su LinkedIn Campaign Manager. Ovviamente è necessario che l’azienda abbia una pagina, altrimenti sarà necessario crearne una. Se l’azienda ha già una pagina, allora sarà necessario selezionare il proprio account dalla lista.

Una volta scelto l’account, si è pronti a cliccare su Crea Campagna e selezionare l’opzione Aggiornamenti Sponsorizzati. 

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A questo punto si inserisce il nome della campagna, e si sceglie se inserire un nuovo aggiornamento o utilizzarne uno già postato. Attenzione, scegliendo un contenuto già esistente non si ha la possibilità di modificarlo, mentre il contenuto nuovo è personalizzabile e sarà visualizzato soltanto da un target di utenti scelto.

A questo punto entra in gioco la creatività, e la capacità di analisi: possono essere create variazioni dell’aggiornamento per capire come possono essere ottenuti risultati migliori. 

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Gli aggiornamenti sponsorizzati compariranno in una sezione apposita sulla pagina. Da qui si potrà monitorare il livello di interazione del post, i like, i commenti, senza che diventi visibile dal pubblico.

La campagna sarà attiva quando target e budget saranno definiti. Impostando diverse variazioni per testarne il rendimento, sarà possibile visualizzare le performance ed eventualmente eliminare quelle che non danno il risultato sperato. 

Come creare annunci di testo

Ricominciamo, e ripartiamo da LinkedIn Campaign Manager ma con un twist: gli annunci di testo, infatti, possono essere fatti anche senza una pagina aziendale, con il semplice account personale.

Quindi: si seleziona l’account e si procede, inserendo il nome della campagna e le opzioni personalizzate. In particolare, si può scegliere se rimandare alla propria pagina su LinkedIN o a un URL sul sito. Si possono aggiungere foto, titolo da 25 caratteri e descrizione da 75 e vedere come si intona con il resto della pagina dalla colonna di destra.

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La cosa interessante è che, dopo aver salvato il primo annuncio, si possono creare fino a 14 variazioni per fare dei test e capire quale è la combinazione vincente. Come sopra, una volta definito target e budget, si può dare il via alla campagna, monitorare le varie opzioni ed eliminare quelle infruttuose.

Affinare la mira

Entrambe le opzioni offrono le stesse possibilità di profilazione del target. 

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Si parte dalla geografia per poi andare sempre più nello specifico con la possibilità di profilare in base a tratti professionali (nome dell’azienda, settore di appartenenza e dimensioni dell’azienda, professione, livello di anzianità), al percorso educativo e anche in base ai gruppi di appartenenza.

Alla fine è possibile scegliere se flaggare l’opzione Espansione Pubblico, una funzionalità che aumenta la portata della campagna mostrandola a audience con caratteristiche simili a quelle del target selezionato. Le statistiche relative a visualizzazioni e clic includono sia l’attività del pubblico target, sia quella del pubblico esteso. Il conteggio dell’audience non includerà i membri raggiunti con Espansione Pubblico.

Questioni di Budget

Stabilito il target, non resta che decidere quanto e come investire scegliendo tra CPC (costo per clic) o CPM (costo per visualizzazione) e puntare sui risultati o sull’esposizione. Qui è possibile anche impostare una cifra massima per l’offerta, ovvero la somma massima che verrà pagata per un clic (campagna CPC) o per 1.000 visualizzazioni (campagna CPM); la somma massima per il budget giornaliero e la data di inizio della campagna.

L’importanza dell’analisi

Lanciata la campagna il lavoro è solo all’inizio. Ora, arriva la parte più dinamica e interessante, ovvero l’analisi.

Tornando a LinkedIn Campaign Manager e selezionando la campagna che vuoi visionare, è possibile comparare le performance di aggiornamenti sponsorizzati e annunci di testo, ma valutando anche quali opzioni, all’interno delle due categorie, risultano più performanti, così da modificare i post e raddrizzare il tiro.

Con una buona analisi e un po’ di pratica, LinkedIn si rivelerà un ottimo per scovare target specifici e di professionisti.

Contagious decreta le agenzie più innovative nel mondo

Quando si parla di capacità di innovazione nel mondo della pubblicità ci si riferisce a come una determinata agenzia affronti con temerarietà, inventiva ed un pizzico di coraggio una campagna per un’azienda.

Questo tipo di analisi è sempre stata ritenuta soggettiva, dal momento che è complicato determinare in maniera obiettiva e condivisibile quanto quello spot, quel banner pubblicitario, quella determinata affissione possano cambiare la percezione in un utente o nell’intero settore

LEGGI ANCHE: Dieci cose da sapere per sopravvivere in un’agenzia pubblicitaria

Eppure si fanno strada sul web piattaforme che cercano di rendere quantificabile il “tasso di coraggio” di chi si occupa di advertising, attraverso la raccolta dati e riescono a stilare addirittura delle classifiche di review e di preview.

Oggi infatti vogliamo parlarvi di Contagious e della sua classifica dei Pionieri del 2016.

Cos’è Contagious e qual è il suo ruolo per le agenzie pubblicitarie

Contagious è una piattaforma in cui tutte le campagne iscritte vengono analizzate secondo parametri di engagement, successo sui social, sentiment degli utenti, valutazioni di fattori quantitativi e qualitativi che, attraverso il lavoro d’assieme di tutti gli editor presenti, fotografano lo stato dell’arte del mondo della pubblicità.

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Se ne deduce che, secondo le intenzioni dei gestori del portale, il lavoro di un’agenzia non viene premiato solo rispetto a quante campagne produce per quanti clienti, ma in relazione al valore aggiunto maturato per ciascun brand.

Questo vuol dire che un’agenzia può vedere il suo ranking in alto anche nel momento in cui ha prodotto poche campagne per un numero di aziende ristretto, se queste ultime hanno ottenuto risultati ritenuti eccellenti. Così come agenzie che hanno lavorato molto e raggiunto un gran numero di utenti possono essere penalizzate se il lavoro nel suo insieme non ottiene una valutazione alta in tutti i parametri.

Analizzando quindi le statistiche prodotte nel corso del 2015, Contagious ha deciso di pubblicare una lista di 12 agenzie che, nelle loro valutazioni, saranno protagoniste nel 2016 attraverso gli strumenti esistenti e l’evoluzione dei social network.

Illustreremo i lavori migliori che hanno determinato la loro posizione in classifica, nell’auspicio che nell’anno in corso possano migliorare il loro apporto all’universo dell’advertising.

#1 Colenso BBDO, Auckland

L’agenzia neo-zelandese Colenso BBDO è una delle più rinomate al mondo per come tratta in maniera alternativa prodotti che di solito vengono affrontati con un approccio passivo.

Questo spot per la birra Db Export ne è un esempio.

Ci sono molti modi di lanciare un prodotto analcolico, ma travestirlo da pubblicità progresso era un rischio che nel continente nuovissimo solo loro potevano prendersi.

Da segnalare anche la campagna per la fondazione per la lotta contro il cancro al seno dal nome Brest Cream.

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Ha riscosso un enorme successo di critica in patria anche attraverso il contro-claim “Finalmente una crema che ti fa venire le rughe”, un gioco di parole per sensibilizzare le donne a fare prevenzione ed allungare quindi la propria vita, indipendentemente dall’aspetto.

#2 Forsman & Bodenfors, Stockholm

Seconda nella speciale graduatoria tra le agenzie pioniere per il 2016 è Forsman & Bodenfors, uno studio che ha partner di un certo rilievo in tutto il mondo, Da Volvo ad Ikea e Unicef. Vogliamo però ricordarla per una campagna molto speciale che ha curato per FAO e che ha avuto come testimonial il giocatore del PSG Zlatan Ibrahimovic.

Ricordate? Eravamo più o meno di questi tempi lo scorso anno quando il centravanti svedese, dopo un suo goal sfoggiò il suo corpo interamente tatuato con quelli che sembravano nomi di signor nessuno.

L’idea di utilizzare il calcio, ed un vezzo tra atleti e non come tatuare il proprio corpo per sensibilizzare sulla morte per fame e carestia ha davvero fatto breccia nell’opinione pubblica.

#3 Marcel, Paris

L’agenzia Marcel, con sede in Francia, si aggiudica il gradino più basso del podio per capacità di innovare e creare engagement.

Tra le diverse campagne abbiamo scelto tra i lavori dello scorso anno quella realizzata per Durex dal titolo LovBot:

Non ci stupisce se quindi Marcel sia considerata una delle agenzie più innovative del mondo, né del fatto che il loro “titolo” faccia nella mostra di sè nell’header del sito ufficiale .

#4 Droga5, New York

Droga5 ha donato al mondo, non più tardi di tre mesi fa, una delle migliori campagne possibili per Toyota, sfruttando i 30 anni dall’uscita nelle sale di una pellicola che ha segnato profondamente gli anni 80 e le giovani generazioni di tutto il mondo: Ritorno al Futuro!

#5 R/GA, New York

L’americana R/GA durante lo scorso anno ha aperto il dibattito su quali forme d’amore possano trovare spazio nella quotidianità in un paese in perenne lotta coi pregiudizi come gli Stati Uniti con la campagna Love Has No Labels.

Di seguito il video per Ad Council che ha dato il via all’iniziativa e che ha decretato l’agenzia newyorkese come titolare della posizione numero 5 per Contagious.

#6 CP+B, Boulder

Questo studio ha già dato alla luce un nuovo lavoro in questo 2016, con un discreto successo in termini di audience e di condivisioni oltreoceano.

Per l’app LetGo, un competitor di eBay per la vendita tra privati, ha studiato questo spot con ambientazione surreale per illustrarne le peculiarità.

Quelli che vi abbiamo mostrato sono i lavori più significativi della top six nella classifica stilata da Countagious, di seguito le restanti sei posizioni che chiudono la classifica:

Grey, Londra
Prime Weber Shandwick, Stoccolma
Grey, New York
Leo Burnett, Beirut / FP7 DXB, Dubai
 (pari merito)
Robert/Boisen & Like-minded, Copenhagen
BETC, Parigi

Twitter si aggiorna: nuovi tool in arrivo

Twitter è in continua evoluzione ed è per questo motivo che ha da poco annunciato l’ennesimo aggiornamento. È accaduto qualche giorno fa, il 18 Febbraio, quando Ian Cairns ha reso pubblico sul blog di Twitter la notizia.

Twitter- con lightning arriva un nuovo modo di vivere gli eventi

“Siamo lieti di annunciare due nuovi tool per aiutare le aziende a fornire un miglior servizio clienti su Twitter” ha affermato Cairns in apertura. La necessità di  aprirsi a nuovi strumenti nasce dal bisogno di avvicinare ancora di più le aziende con il cliente, in quanto è stato riscontrato che la maggior parte delle interazioni fra le parti avviene in molti casi sul social in questione.

Messaggi diretti su Twitter

La prima novità riguarda i messaggi diretti, ovvero la possibilità per i clienti di interagire privatamente con l’azienda o il brand interessato.

Sebbene le interazioni fra le parti nascano tramite tweet standard, vi è però la necessità di trasferire la conversazione su un canale privato al fine di riguardare le informazioni più riservate. Questo passaggio sarà possibile con un solo click. Sarà infatti necessario cliccare sul link che automaticamente comparirà sotto il tweet: l’invito all’azione permetterà di inviare un messaggio diretto, in modo semplice e veloce.

Alcune importanti realtà come Kaiser Permanente e Hyatt hanno scelto di utilizzare tale funzione per migliorare l’esperienza con i propri clienti.

Leggi anche: Week in Social, tutte le novità ninja della settimana

Customer Feedback

La seconda funzionalità annunciata è quella che permette alle persone di condividere le proprie opinioni in privato dopo un’ “interazione di servizio”, ovvero dopo un’assistenza su Twitter. Customer Feedback facilita la condivisione delle opinioni e dei giudizi da parte dei clienti con l’azienda dopo l’assistenza ricevuta.

Grazie a tale funzione, le aziende saranno quindi in grado di utilizzare due tipologie di questionari: Net Promoter Score (NPS) e Customer Satisfaction (CSAT). Il primo è considerato come un metro di valutazione della fedeltà  dei clienti, il secondo invece calcola la loro soddisfazione in merito ad un determinato prodotto e/o servizio.

Tale aggiornamento è inoltre reso possibile grazie alla partnership con alcune aziende leader del settore come Hootsuite, Salesforce, Conversocial.

Che ne pensate, trovate utili queste nuove funzioni e pensate di applicarle alle vostre social strategy?

Digital for Italy: advertising online e PMI secondo Layla Pavone

Digital for Italy è il progetto di mentorship nazionale di Ninja Academy dedicato a tutte le Piccole e Medie Imprese italiane che credono fortemente nelle potenzialità del digitale e che hanno bisogno delle competenze di top tech manager per avviare un processo di digitalizzazione del proprio business.

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Scopri di più su DIGITAL FOR ITALY  >>>

Oggi vi proponiamo un’intervista a Layla Pavone – Amministratore Delegato di Digital Magics tra i mentor che hanno aderito all’iniziativa e che sono ancora alla ricerca di una PMI da adottare.

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Data la tua grande esperienza nell’advertising online quale pensi possa essere l’approccio migliore da seguire per una PMI che vuole fare digital?

Il mondo dell’advertising online è cambiato moltissimo negli ultimi anni. Da un lato il programmatic buying ed il realtime bidding stanno stravolgendo le strategie di comunicazione e pianificazione che le grandi agenzie ed i centri media elaborano per i loro clienti, dall’altro sempre più player come Google e Facebook stanno cercando di offrire alle PMI la possibilità di pianificare piccoli budget per raggiungere i target di riferimento attraverso strumenti e piattaforme semplici da utilizzare.

Inoltre sempre piu’ il “native advertising” da una parte e gli influencer dall’altra, con la loro coda lunga, stanno dimostrando di avere un ruolo molto importante nella top of mind degli utenti online, e il word of mouth, seppur con sottostanti logiche commerciali, è un canale di comunicazione molto efficace, soprattutto pensando alla generazione dei Millenials che è totalmente refrattaria alla pubblicità online classica, la cosiddetta “tabellare” come la si definisce nei media tradizionali.

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Quali sono secondo te rischi ed opportunità cui va incontro una PMI che decide di comunicare sul web?

Il rischio è sempre quello di avere delle aspettative mal riposte, anche a causa del fatto che, per quanto oggi sia sempre più semplice accedere alle audience online per una PMI (che una volta invece aveva soglie d’ingresso molto alte per fare investimenti pubblicitari, penso alla televisione ed alla carta stampata dei tempi d’oro ad esempio), per fare investimenti pubblicitari online bisogna sempre avere in mente una strategia di comunicazione, che tenga conto del target di riferimento, del messaggio con cui poterlo raggiungere e coinvolgere, della capacità di analizzare i dati e di utilizzarli come faro per valutare il ROI.

Il lato positivo per le PMI è che ora possono comunicare direttamente, grazie alla disintermediazione che i player over the top hanno imposto al mercato, innestando una “disruption” che ha aperto la strada anche a nuovi player italiani ed internazionali. Molte startup negli ultimi 10 anni si sono affermate sul mercato proprio grazie alla possibilità di farsi “largo”, nonostante l’oligopolio delle grandi 7 sorelle della comunicazione mondiale, poiché non esistono più barriere all’ingresso, il lato negativo è che spesso si tende a semplificare troppo tutto quanto.

Mi spiego meglio: molte delle regole del marketing e della comunicazione che, chi fa il nostro mestiere ha imparato nel corso degli studi e grazie all’esperienza maturata sul campo, sono ancora oggi molto valide, quindi una piccola o media impresa, a mio avviso, deve tenere conto della necessità di avere queste competenze per ottenere risultati soddisfacenti in termini di return on investment, o internalizzandole oppure rivolgendosi ad un partner esterno, ad esempio una delle tante agenzie digitali che sono sparse sul territorio italiano.

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Digitalizzazione delle PMI in Italia: qual è lo stato dell’arte?

Siamo ancora molto molto indietro. Il nostro è anzitutto un problema culturale: tecnologia e inglese non sono concetti molto conosciuti nel nostro Paese, questo è un dato di fatto. Inoltre spesso di confonde ciò che è digital communication da digital transformation. Le PMI, per poter competere sui mercati globali, devono necessariamente comprendere che il digitale deve entrare nella loro “supply chain” ovvero in tutti i loro processi aziendali.

Talvolta ancora ci sentiamo rispondere “ma internet non è utile per il mio business”, oppure ”ma io ho già il mio sito web” oppure ancora “ si questa proposta è interessante ma io non ho budget e comunque internet mi deve costare poco”. Ecco le PMI, generalmente parlando,  devono ancora fare quel salto mentale che fa si che internet venga ritenuto strategico ed un investimento che può generale valore aggiunto e new business in azienda. Ovviamente e per fortuna ci sono anche molte eccezioni, ma l’ago della bilancia ancora pende verso questa difficoltà di adottare il digital, nella sua accezione più ampia, considerandolo una grandissima opportunità.

Nel tuo attuale ruolo da AD Digital Magics qual è il tuo punto di vista sull’innovazione in Italia?

Io sono abituata a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. Innovazione, disruption tecnologica, sono due concetti con cui le aziende devo fare i conti se vogliono continuare ad essere competitive in futuro (per futuro intendo domani). C’è moltissimo da fare, abbiamo di fronte a noi una prateria, e le startup possono essere realmente e concretamente una risposta in termini di nuove possibilità di migliorare i processi aziendali, inventare nuovi prodotti e servizi.

Digital Magics è un business incubator ed è al centro di questo processo di cambiamento. Abbiamo competenze e grande esperienza e siamo un punto di riferimento fondamentale per le startup ma anche per le aziende che vogliono fare open innovation. Stiamo già lavorando in questo ambito con molte aziende che hanno capito come le startup possano portare un contributo fondamentale per il loro sviluppo.

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Si tratta dunque di un lavoro di mentorship? Proprio come quello per Digital for Italy

Il mio mestiere non è cambiato molto rispetto a quando ero in Dentsu Aegis. Certo ho molto più spazio per poter esprimere la mia capacità di fare innovazione lavorando con le startup, le aziende e gli investitori,  non solo nell’ambito del media e dell’advertising, ma potendo muovermi in ambiti più ampi, dall’eCommerce, al traveltech, dal fintech all’internet of things. Resto sempre anzitutto un’evangelist ma sono molto felice di supportare le startup nel loro processo di crescita fino al “go to market” mettendo a disposizione le mie competenze, la mia esperienza, il network che ho sviluppato in quasi trent’anni di carriera, oltre alla mia grande passione per tutto ciò che fa rima con innovazione.

Non si tratta solo di mentorship, che in qualche modo mi da’ una sensazione di distacco dalla startup, si tratta di essere molto coinvolti nello sviluppo del business delle startup che selezioniamo e che decidiamo di incubare, del resto noi entriamo in società con loro con l’obiettivo di supportarli e accompagnarli nella loro crescita. Quindi il nostro successo sta nel poter contribuire e beneficiare del loro successo.

Trasforma le tue GIF in stampe animate con Ubersnap

Ubersnap: trasforma le tue GIF in stampe animate

Scorrendo il news feed dei vostri canali social vi capita sempre più spesso di visualizzare GIF animate?

La risposta è certamente si! Infatti questo formato che altro non è che il risultato dell’unione di più immagini in movimento, dopo un periodo di declino riesce a riconquistare la scena nel mondo online.

Le GIF che rappresentano la versione digital e next generation delle amatissime figurine animate che hanno visto il loro successo negli anni ’80, oggi spopolano sul web grazie alla creatività degli utenti e alla viralità dei social network, diventando  un trend adottato da numerosi brand nelle loro strategie di social media marketing.

E se le GIF che popolano la rete prendessero vita con una stampa animata?

Per i nostalgici sarebbe senza ombra di dubbio un piacevole salto nel passato, mentre per i creativi di nuova generazione sarebbe emozionante poter toccare con mano le proprie idee animate.

L’app per gli artisti delle GIF

Ubersnap

Ubersnap è la piattaforma mobile dedicata ai creativi e agli appassionati delle GIF che consente di stampare e rendere tangibili le immagini animate.

La piattaforma lascia ampio spazio alla creatività, il suo funzionamento è molto semplice e intuitivo: basta scaricare l’applicazione, disponibile gratuitamente per iOS , catturare le proprie immagini GIF,  personalizzarle applicando uno dei  filtri fotografici professionali messi a disposizione all’interno dell’app e il gioco è fatto.

Ogni singola GIF realizzata può essere condivisa sui principali social network e allo stesso tempo tramite l’app con un veloce click si può procedere all’ordine di stampa della stessa al costo di 10$. Il costo dovrebbe prevedere anche la spedizione, ma non è chiaro dai termini d’uso dell’app se la spedizione avvenga in tutto il mondo e se ha costi aggiuntivi al di fuori degli USA.

Il risultato è una  stampa lenticolare delle singole creazioni in formato piccolo (3×3 pollici, circa 7,62×7,62 cm9.

Boon Chin Ng, co-founder di Ubersnap, spiega qui il procedimento della stampa:

La stampa di ogni immagine animata, richiede un processo multi-step: ogni immagine viene lavorata con uno speciale software e il risultato ottenuto viene stampato con una stampante fotografica professionale. Iniziamo con lo scomporre i vari fotogrammi di una GIF, per poi intrecciarli in una singola immagine, che sembra non aver senso fino a quando non ci allineiamo un foglio lenticolare, che rende possibile l’esperienza animata. Ogni singola lavorazione viene realizzata presso lo studio aziendale con sede a Singapore, per garantire la massima qualità possibile.

Le GIF sono un incredibile modo per esprimere la propria creatività, abbiamo notato sin dal suo esordio che l’applicazione viene utilizzata dagli utenti sia per dar vita a progetti creativi sia per catturare semplici momenti della vita di tutti i giorni. Anche se viviamo nell’era digitale, c’è sempre qualcosa di speciale e di magico nell’avere una stampa tangibile in mano.

Ubersnap vuole essere qualcosa di più di un semplice servizio di stampa: aspira a diventare uno spazio virtuale in cui una community di creativi possa dare libero sfogo alla propria fantasia e condividere idee e ispirazioni attraverso il linguaggio visivo delle GIF.

È per questo motivo che Ubersnap  presenta le caratteristiche e segue le logiche tipiche di un social network: ogni utente ha un proprio profilo, può cercare, seguire e interagire con altri artisti delle immagini , rendendo così attiva la propria presenza all’interno della community, cercando di  conquistare nuovi follower.

Tutte le GIF realizzate utilizzando l’app sono visibili agli altri utenti, e sono condivisibili attraverso lo share sui social network.

Vi piacerebbe collezionare le figurine animate delle vostre GIF preferite?

Influencer Marketing, il libro che spiega come trasformare gli utenti in preziose risorse di business

Gli Influencer, questi (s)conosciuti: sì, perché se da un lato sto parlando di un tema – quello degli Influencer e del loro impatto sul business delle aziende, appunto – citato da blogger e ricerche ormai già da qualche anno, d’altra parte sono pochissimi i libri che trattano l’argomento in modo sistemico e completo, sia in ambito nazionale che internazionale. Riempie tale vuoto letterario ‘Influencer Marketing’, il libro edito da Flaccovio Editore e scritto dal Ninja della sezione Tech Matteo Pogliani – consulente, blogger, cestista e runner.

Faccio una premessa importante: Matteo è un professionista serio e competente, e recensire questo suo libro è un’attività che mi fa un grande piacere. Anche perché l’ho trovato un manuale concreto ma scorrevole, caratterizzato da un approccio molto pratico senza perdere di vista la giusta dose di teoria e framework di riferimento.

‘Influencer Marketing’ parte dagli albori della rete, quando il Cluetrain Manifesto ha sovvertito il modo tradizionale di fare e percepire la comunicazione aziendale. Personalmente, mi trovo d’accordo con questa scelta iniziale, lo faccio spesso anche io: nonostante siano infatti passati alcuni anni, ripetere certi assiomi non nuoce, anzi. In tale contesto rivoluzionario spinto dalla leva digitale, asset intangibili come la reputazione (di persone e marche) sono diventati di primaria importanza per fare la differenza, e gli Influencer si sono posizionati come una potenziale leva di creazione di valore aziendale.

Già, ma chi sono gli Influencer? Non temere, Matteo ci ha dedicato un’ampia analisi, per poi focalizzarsi sul tema dell’Influencer Marketing. In cosa consiste? Quali sono gli step mandatori per impostare una corretta strategia? Quali tool e innovazioni – conosci qualche marketplace di Influencer Marketing? – incrementano l’efficacia del paradigma? Tutte domande a cui troverai risposte soddisfacenti all’interno del libro, insieme a diversi casi studio di sicuro interesse come Coca-Cola, Tinder, KFC.

‘Influencer Marketing’ è un testo pratico, capace di integrare bene diverse aree di studio – dal marketing alla semiotica, passando per il business e la psicologia. Il risultato? Un toolkit per professionisti del web, semplici appassionati del tema o anche studenti in procinto di affacciarsi a questo mondo.

Cosa aspetti, Ninja? Compra il libro, e fammi sapere come ti sembra! Ti aspetto, buona lettura 😉

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Zuckerberg annuncia al MWC 2016 Telecom Infra Project

Mark Zuckerberg non si arrende, resta solida la volontà di Facebook di portare tutto il mondo online.

Questo è quanto ha dichiarato nel keynote del 22 febbraio durante il World Mobile Congress di Barcellona, dove, ha argomentato quello che già aveva preannunciato sulla sua pagina Facebook: il Telecom Infra Project, un progetto interno al più ampio Internet.org, che prevede accordi tra aziende di telecomunicazioni per lo sviluppo di nuove tecnologie che potranno ridurre i costi di costruzione delle infrastrutture e delle reti di telefonia mobile in tutto il mondo al fine di connettere sempre più persone in tutto il mondo.

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LEGGI ANCHE: Mobile World Congress 2016: Oculus technology alla base del Samsung Gear VR

D’altronde, tra le sue prime affermazioni Mark va dritto al punto:

“It’s crazy we’re sitting here in 2016 and still, four billion people in the world don’t have access to the Internet”

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Reti 5G

Tra le collaborazioni già annunciate, Facebook parteciperà al progetto con Deutsche Telekom, Intel, Nokia e SK Telecom, insieme per connettere le persone più velocemente ed efficientemente, per rendere connessi chi ancora non lo è, specialmente nei paesi in via di sviluppo, e accelerare così la crescita delle reti 5G, che permetterebbero una condivisione migliore e facilitata di contenuti ad alta esperienzalità, come video e realtà virtuale.

Eppure, dopo il fallimento indiano di Free-Basics, una connessione gratuita relativa a un pacchetto limitato di servizi definita illegale per la sua mancanza di neutralità, Mark ammette che l’esperienza è servita a capire che ogni paese è a sé e che, sebbene in India non abbia funzionato, Free Basics va avanti in ben altre 37 nazioni.

Free Basics sarà una sorta di pacchetto-base diversificato per ogni paese e che includerà l’accesso alla stessa Facebook, a Wikipedia, al meteo, a servizi dedicati alla salute, a network d’informazione come la Bbc e così via.

Droni ad energia solare

Oggi Zuckerberg ha anche dato un aggiornamento sui primi voli di prova del drone Internet a energia solare denominato Aquila: è il progetto annunciato nel 2015 dal Connectivity Lab di Facebook e  che dovrebbe portare la connessione nelle zone più remote del mondo.

Zuckerberg ha annunciato che Aquila può rimanere in aria per sei mesi, avrà l’apertura alare di un Boeing 747, ma pesa quanto una macchina. Il drone trasmette dati grazie ai raggi laser infrarossi, con una velocità pari alla fibra ottica ma con un minore dispendio di energia.

Dopo le novità sulla Realtà Virtuale, il progetto legato ai droni di Mark ci proietta verso un 2016 davvero interessante e quasi fantascientifico, dove tutti saremo connessi: sarà davvero così facile realizzare tutto ciò?

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Snapchat, 10 secondi di opportunità per le aziende

Se hai più di 25 anni, indipendentemente dalla tua familiarità con social network ed affini, avrai certamente sentito parlare di Snapchat, magari fantasticando di immagini private trasmesse grazie alla funzionalità di autodistruzione dei messaggi. Ma conosci davvero tutte le possibilità offerte dall’app? Soprattutto se sei un imprenditore, sta diventando indispensabile sapere come trarne vantaggio.

Cos’è Snapchat?

 Snapchat, 10 secondi di opportunità per le aziende

In sostanza, si tratta di un social network, ma con una caratteristica unica: i messaggi o snap (forse sarebbe meglio chiamarli segnali), inviati sulla piattaforma hanno una vita molto breve: da 1 a 10 secondi, sia che siano foto o che si tratti di video. Per strizzare l’occhio alle pletore di adolescenti che lo utilizzano, ecco la possibilità di includere emoticons, gadget, e spennellate di colore, spesso usate dagli utenti per creare caricature di se stessi. Il tutto ovviamente partendo dal proprio selfie.

Si dice che un utente avido possa arrivare a scambiare centinaia di snaps al giorno con i propri contatti, quasi in maniera compulsiva, tenendo in vita “botta e risposta” con lo stesso utente amico addirittura per giorni.

Più recentemente, è stata introdotta la possibilità di creare “storie”, cioè serie di snaps fotografici o video in successione, visibili a tutti i propri contatti (mentre gli snap sono inviati ad un utente in particolare), e visibili per 24 ore sul proprio profilo, un po’ come se rappresentassero quella che per Facebook è l’immagine personale.

LEGGI ANCHE: 5 modi per integrare Snapchat nella propria strategia di marketing

Snapchat per il tuo business

 Snapchat, 10 secondi di opportunità per le aziende

Può Snapchat entrare a fare parte del marketing mix di un’azienda? Per rispondere bisogna iniziare ponendosi una domanda: chi sono i clienti di questa azienda? Se non si tratta di adolescenti, o al più universitari, l’interesse potrebbe già calare notevolmente. Sono proprio questi a costituire lo zoccolo duro della user base, anche per via della diffidenza nutrita ormai verso Facebook, dove sono spesso presenti anche i loro genitori. Anche l’area geografica di riferimento è senza dubbio rilevante: gli Stati Uniti rimangono il mercato principale, ma anche in Italia è ormai piuttosto utilizzata.

Non da tutti però.

Se infatti i ragazzi sono già diventati bravissimi, al pari dei dirimpettai a stelle e strisce, ad utilizzare un’app che non si presenta così user friendly a primo impatto, sono ancora pochissime le aziende che si sono tuffate in questo canale: la concorrenza è minima, si tratta di quello che un professore di strategia definirebbe un “oceano blu”.

In realtà, l’intera piattaforma non sembra ancora particolarmente pronta e votata alle aziende, tant’è che il profilo business è lo stesso di quello per un privato.

User engagement al massimo

Snapchat, 10 secondi di opportunità per le aziende

Tra i pregi di Snapchat per il business, si rileva uno user engagement sopra la media, dettato proprio dalla stessa struttura dei messaggi contenuti: gli utenti sanno che eventuali promozioni, messaggi, suggerimenti, e codici sconto messi a disposizione dalle aziende che seguono hanno vita breve, 24 ore al massimo e spesso molto di meno, salvo poi scomparire inesorabilmente. Il risultato? Controlleranno ogni giorno, anche più volte al giorno, la pagina dello sponsor, proprio per non perdere quanto di loro interesse.

Tra le campagne di successo, quelle che prevedono storie (successioni di immagini), al termine delle quali viene rivelato un codice sconto.

Una gelateria negli Stati Uniti ha, per esempio, mandato snap a tutti i propri contatti che avevano già condiviso un’immagine che li ritraeva nell’atto di consumare i suoi prodotti. Il messaggio, ovviamente, conteneva un codice sconto. Trattandosi di messaggi che si sarebbero autodistrutti dopo 10 secondi, gli utenti dovevano fisicamente aprire e mostrare lo snap una volta giunti alle casse, conoscendo solo in quel momento l’ammontare dello sconto.

Spazio quindi alla creatività e a nuovi modi di fare engagement e creare contenuti virali.

La concorrenza è ancora limitata, ma di certo non si auto-cancellerà una volta arrivata, quindi affrettati a conoscere questo nuovo strumento per promuovere il tuo business.

Fare blogging con WordPress, la Free Masterclass è On Demand

Mercoledì 17 febbraio 2016 Alberto Maestri e Paolo Sordi, docenti del Corso Online in Content Marketing, ci hanno svelato alcuni segreti del fare blogging con WordPress.

Un’occasione di formazione davvero unica, che ha offerto agli appassionati della piattaforma, e a chi ha iniziato ad utilizzarla da poco, alcuni consigli indispensabili: come impostare un piano editoriale, quali sono e come funzionano i plugin più utili, come collegare il blog ai tuoi obiettivi di business.

Se l’argomento ti interessa, ma hai perso il webinar in diretta, non ti preoccupare: puoi recuperare quest’ora di conoscenza online seguendo la Free Masterclass On Demand sul sito della Ninja Academy.

Come seguire la Free Masterclass On Demand

fare_blogging_con_wordpress

Quello che devi fare è andare sul sito della Ninja Academy e iscriverti gratuitamente alla Free Masterclass “Fare blogging con WordPress”. A questo punto, nella tua Area Utente troverai tutti i contenuti della lezione, compreso il video.

Oltre alla visione della Free Masterclass potrai curiosare tra l’offerta Ninja Academy e trovare altri corsi online che possono interessarti.

Ti ricordiamo inoltre che hai tempo fino al 24 febbraio 2016 per iscriverti al Corso Online in Content Marketing al prezzo in Early Booking di 249 euro (invece di 349 euro). Se sei interessato anche al Lab, puoi iscriverti entro il 21 aprile 2016 al prezzo in Early Booking di 699 euro (invece di 949 euro).
I posti per il Lab sono limitati, non perdere l’occasione ed iscriviti subito!

Snapchat eCommerce: a breve disponibile lo shopping in-app

Snapchat sta lavorando sodo per sviluppare ed aggiungere nuovi contenuti e funzionalità alla sezione Discover che è dedicata alle pubblicazioni di terzi per aumentare il social engagement.

Presto la funzione Discover sarà perciò espansa con una piattaforma eCommerce che permetterà agli utenti di acquistare prodotti selezionati da brand direttamente dall’app, in tempo reale tra un video e l’altro.

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