Dieci cose da sapere per sopravvivere in una agenzia pubblicitaria

Alessio Sarnelli

Editor, Copywriter e Community Manager

Avete visto Mad Men e avete pensato, poveri stolti, che lavorare in una agenzia pubblicitaria fosse il lavoro più cool che ogni essere umano potesse desiderare?

Siete riusciti a farvi assumere ed avete scoperto cosa significa restare seduti su una sedia per 13 ore guardando un monitor con lo sguardo fisso tipico dell’ottuso e quali danni provoca il rumore di una tastiera in un cervello umano?

Ispirati da un post recentemente pubblicato su Business Insider, i Ninja hanno pensato di correre in vostro soccorso con questo piccolo ma utilissimo decalogo sulle cose da fare o non fare al fine di conservare lo status di homo sapiens.

#1 I clienti sono i vostri unici, veri amici, per cui trattateli meglio di come trattate i vostri genitori

O anche di più, tipo che so il cane. Innanzitutto sono loro che pagano di fatto le vostre bollette, inoltre sono quelli che potrebbero invitarvi agli eventi mondani più cool in città o meglio ancora, alle cene aziendali = mangiare a scrocco.

#2 Non parlate di politica a lavoro. Non parlate di religione a lavoro. Non parlate di un qualsivoglia argomento serio e con contenuto nel luogo di lavoro.

I rari momenti in cui socializzate in ufficio non devono in alcun modo mostrare la vostra vera natura. I vostri colleghi già dal modo in cui vestite dal primo giorno sospettano che siate degli imbecilli, aprire bocca e raccontare un po’ della vostra vita trasformerebbero le loro intuizioni in certezze assolute.

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#3 Questa vorremmo non scriverla tanto già sappiamo che nessuno di voi la rispetterà: mai uscire con un/una collega!

Perché? Innanzitutto datevi uno schiaffo per il sol fatto di avercelo chiesto. Se ancora non vi basta il motivo è semplice: se vi va male sarete costretti a trascorrere le vostre settimane in compagnia di una persona che vi ha fatto sentire desiderati come una multa su un parabrezza. Semmai invece il corteggiamento andasse a buon fine, trascorrereste tutto il vostro tempo da svegli, feriale e festivo, col vostro partner.

#4 Andate ad ogni evento organizzato dai vostri clienti, anche quelli che non vi piacciono.

Anche quelli per i quali in linea di massima, il tasso di divertimento è pari -3. Fate tutto quello che è in vostro potere per non rimanere intrappolati in ufficio alle 22.00 del Venerdì con una presentazione da preparare o un master di bannerini pubblicitari sui biscotti della nonna. Uscite da lì, a qualsiasi costo, con qualsiasi pretesto.

#5 Il caffè non è un alimento sano, porta dipendenza ed assuefazione, vi rende più isterici di quanto non lo siate normalmente.

Chi lavora in ambito pubblicitario già di suo è incline a comportamenti che prevedono un esaurimento nervoso ogni tre mesi. Può servirvi per tenervi svegli ma non può essere considerato un sostituto del pranzo o della cena. Se non ricordate più il significato dei due vocaboli sopra citati, sono passati tre mesi dall’ultimo ricovero da crisi da campagna pubblicitaria consegnata l’ultimo giorno disponibile, digitate 1-1-8 sul vostro telefono (è quell’aggeggio strano dal quale il vostro superiore vi urla in aramaico quando siete a casa perché non avete completato il compito che vi ha assegnato 5 minuti prima di uscire dall’ufficio e che, per ragioni per lui incomprensibili, non avete ancora svolto) e vi auguriamo una buona e repentina guarigione.

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#6 Non è sempre colpa vostra se ogni volta che avete un meeting coi committenti questi alla fine della riunione vi guardano interdetti.

Quanto segue più che per la vostra sopravvivenza in senso stretto è un comportamento da tenere per la salute di chi lavora con voi. Lo sanno che vi siete fatti il proverbiale mazzo quadro, che avete passato le ultime due settimane sui libri per le tecniche di presentazione più innovative, che siete state lì a cronometrarvi pure le pause in bagno pur di entrare nei 10 minuti stabiliti, senza sforare per numero di cartelle, usando solo i font più fighi e i plug-in più creativi per illustrare il vostro progetto pubblicitario.

Tanto alla fine vi diranno sempre e solo “eh….carino è carino, però non mi arriva“. Sono programmati per dirvi questo, vi pagano affinché ve lo possano dire per cui ricordate: evitate di avere nella sala conferenze oggetti contundenti a portata di mano e/o di lancio.

#7 Cercate se possibile di vivere con almeno un inquilino.

Per quanto possiate incappare in veri e propri animali potrebbero ritornarvi utili come valvola di sfogo dalla frustrazione quotidiana, per fare la spesa che non avrete mai il tempo e la possibilità di fare. In alcuni casi pare siano di compagnia e possano essere un ottimo sostegno emotivo, non ci risulta ma vi faremo sapere se troviamo testimonianze in tal senso.

#8 Se lavorate in un’agenzia abbastanza grande da avere una sala ristoro sappiate che vi è un tacito accordo per il quale vige la legge del chi cerca trova.

Arraffate ogni muffin, panino, confezione di insalata o merendina che vi capita sotto mano. Qualcuno potrebbe dirvi che non si fa perché non sta bene o perché aveva lasciato un biglietto per segnalare che era il suo pasto. Tutte balle, in agenzia, specie dopo le 14.00 è guerra, e la si combatte sino all’ultimo morso.

#9 Mai salvare una password sul proprio terminale, mai lasciare Facebook o altro social network aperto.

Neanche quando vi scappa. La vostra dignità e le amicizie che avete faticosamente coltivato fuori dal posto di lavoro potrebbero infrangersi su un “forza XXXX” postato dal vostro collega.

#10 Postate sempre vostre foto sui social (preferibilmente selfies al fine di comprovare la vostra effettiva presenza) degli avvenimenti ai quali vi recate per lavoro.

Otterrete un doppio risultato: coloro che non vi frequentano (le persone normali insomma, quelli con un lavoro serio e che mettono su famiglia) crederanno che state vivendo una vita da sogno tra frizzi lazzi e grana come se piovesse. Quelli che davvero vi conoscono saranno sollevati nel vedere che saltuariamente riuscite a fuggire dalla vostra postazione di lavoro e sopportate la luce del sole.

Questo piccolo elenco in realtà potrebbe continuare all’infinito, ci limitiamo, per ora, a queste dieci regole di sopravvivenza, cercate di rispettarle il più possibile, sappiate che noi Ninja ci teniamo a voi e che presto ritorneremo con altri preziosi consigli per salvare i pubblicitari dalla giungla in cui sono immersi tutti i giorni.