Social media e brand di lusso: 5 case history di successo

social media lusso kenzo

Il secondo trimestre del 2014 è ormai terminato da tempo e, oltre alle tendenze che vi avevamo già anticipato a inizio anno, i diversi dipartimenti marketing dei brand di lusso si sono attivati in una lotta all’ultima iniziativa per coinvolgere consumatori e prospect sul mondo dei social media. Ecco 5 iniziative che hanno visto come protagonisti social media e brand di lusso in questi mesi appena trascorsi.

1) Mercedes Benz USA

Il brand ha invitato i suoi fan a esprimere se stessi attraverso la condivisione di immagini che rispecchiassero come vorrebbero riempire lo spazio disponibile nella nuova GLA. Coinvolgendo prima grafici, fotografi e influencer, Mercedes Benz è riuscita a dare ampio eco alla sua iniziativa alla quale oggi può partecipare chiunque lo desideri.

social media mercedes benz

Ecco quindi fiorai, campeggiatori, modaioli e sportivi incalliti condividere le proprie passioni attraverso una foto. Un’attività decisamente coinvolgente – spinta anche dalla possibilità di vincere un viaggio a bordo dell’auto – che riesce a far parlare del brand non nominando necessariamente aspetti tecnici o qualitativi del prodotto.

2) Berluti

La compagnia francese di prodotti in pelle, ha sfruttato invece i contenuti generati dagli utenti anche per il suo diretto sito web. Come? Attraverso le immagini presenti su Instagram.

Berluti ha infatti lanciato una campagna che invitasse i suoi utenti e sostenitori a condividere le proprie foto con i prodotti dell’azienda in modo un po’ diverso dal solito. L’obiettivo della compagnia francese, infatti, non era quello di condividere semplici foto, ma di vedere come gli utenti reinterpretassero il concetto della scarpa in proprie fotografie creative.

berluti social media lusso

Non era chiesto infatti che le scarpe venissero indossate. Ne è nata così una galleria che è riuscita a conquistare lettermalmente i propri fan utilizzando un linguaggio comune, quello delle fotografie, mettendoli alla prova a colpi di creatività.

3) Fabergè

Un evento interessante del settore no profit è stato quello sponsorizzato da Fabergè per due organizzazioni benefiche: Studio in a School e Elephant Family. L’evento, organizzato a New York, si fondava sulla geolocalizzazione degli utenti.

Dopo aver fatto dipingere 200 sculture di uovo da artisti, designer e creativi, l’organizzazione ha sparpagliato le uova per la città incoraggiando gli utenti a cercarle e a fare log-in presso i luoghi attraverso l’applicazione The Big Egg Hunt.

Faberge social media lusso

I vincitori della caccia al tesoro hanno vinto un gioiello messo in palio da Fabergè, e le uova sono state esposte al Rockfeller Center.

4) Kenzo

Come comunicare l’atmosfera, i valori, il mondo dietro a un brand evitando di parlare di prodotti e azienda? Kenzo ci è riuscita creando un portale dedicato ad argomenti tutt’altro che vicini al brand.

Si tratta di Kenzodiac, l’oroscopo esilarante della casa di moda che è riuscita in un modo tutt’altro che banale ad avere ogni mese contenuti nuovi, inaspettati e facilmente condivisibili sui social.

5) Giorgio Armani

Per finire, una case history di un brand nazionale, Giorgio Armani, che ha incrementato l’engagement con i consumatori attraverso un video che permettesse di scegliere la prospettiva della scena. Cliccando su una icona, quindi, era possibile scegliere se vedere il video normalmente o se guardarlo dal punto di vista del modello.

giorgio armani video interattivo

Perché questa iniziativa? Perché facendo scegliere al consumatore come guardare il video e quale punto di vista scegliere, sono aumentate le possibilità di coinvolgimento e, di conseguenza, anche di condivisione.

E voi, avete altre case history da segnalare?

Facce, orsi e sogni d'oro: i migliori annunci stampa della settimana

Meglio tardi che mai! Eccezionalmente di martedì, la raccolta dei migliori annunci stampa della settimana scorsa: la pubblicità più creativa nella top 5 targata Ninja Marketing!

Go!

Snickers Bites: Bear

Quando hai voglia di un piccolo bocconcino sfizioso, concediti un piccolo Snickers Bites. Ad feroce e vorace!

Advertising Agency: BBDO, New York, USA
Chief Creative Officers: David Lubars, Greg Hahn
Executive Creative Directors: Peter Kain, Gianfranco Arena
Senior Creative Director / Art Director: Danilo Boer
Senior Creative Director / Copywriter: Grant Smith
Account Team: Susannah Keller, Josh Steinman, Mallory Ramos
Illustrator: Un Mariachi

Vodafone India: Message

Molti brand affermati (sopratutto automotive e F&B) si stanno da qualche tempo impegnando a costruire campagne istituzionali che mirano a sensibilizzare il target di riferimento sulle pratiche pericolose alla guida.

Il messaggio di Vodafone India è chiaro: è impossibile guidare e messaggiare allo stesso tempo.

Advertising Agency: Ogilvy, Mumbai, India
National Creative Director: Rajiv Rao
Executive Creative Directors: Kainaz Karmakar, Harshad Rajadhakshya
Creative Director / Copywriter: Ramakrishnan Hariharan
Art Director: Harshik Suraiya

Sognid’oro: Don’t drink and drive

Come sopra, ma più divertente! Qui il messaggio diventa ironico: Don’t drink (camomilla) and drive.

Advertising Agency: DLVBBDO, Milan, Italy
Executive Creative Directors: Stefania Siani, Federico Pepe
Art Director: Federico Pepe, Andrea Jaccarino
Copywriter: Emanuele Viora
Post Producer: Davide Calluori
Photographer: Francesco Van Straten
Producer: Isabella Angaroni

Getty Images: Meeting/Police/Girl/Vase

Con Getty Images puoi raccontare qualsiasi storia tu voglia. Basta trovare l’immagine, o la bugia, giusta!

Advertising Agency: Publicis, Caracas, Venezuela
Chief Creative Officer:: Gerardo Pernia
Creative Directors: Demian Campos, Noraida Otazo
Art Directors: Demian Campos, Javier De Bourg, Yoryi Cantor
Copywriter: Sergio Sanchez
Illustrator: Térmica Studio

Black&Decker: Nose hair/Eyebrows/Ear hair

Siamo tutti d’accordo: l’erba del vicino sarà sempre più verde. Black&Decker ci consiglia però di curare al meglio il nostro piccolo appezzamento di terra domestico. Un giardino poco curato è lo specchio di un padrone di casa trasandato e (in questo caso) viceversa.

Advertising Agency: Publicis, Caracas, Venezuela
Chief Creative Officers: Gerardo Pernia
Creative Director: Demian Campos
Art Directors: Demian Campos, Yoryi Cantor
Copywriter: Demian Campos

I motori di ricerca come strumento di marketing? La parola a Tagliaerbe. #ninjamaster

© Creativa - Fotolia.com

Ve li abbiamo già presentati, ed ora iniziamo a conoscerli meglio. Parliamo della rosa docenti della seconda edizione del Ninja Master Online in Digital Marketing, il #digitaldreamteam del marketing digitale italiano. Apriamo le danze con Davide “Tagliaerbe” Pozzi, docente del modulo in SEO del #ninjamaster.

 

Ciao Davide, SEO ieri e oggi: cosa è cambiato?

La SEO sta diventando sempre più… “umana”, biologica, naturale. Meno trucchetti e più valore per gli utenti insomma, e non posso che esserne felice.

Cosa significa lavorare con la long tail seo e perché è così importante?

Pensa che sul tema scrissi un pezzo nel lontano Settembre 2009: http://blog.tagliaerbe.com/2009/09/long-tail-e-seo.html

In soldoni, col lancio di Google Hummingbird (Agosto-Settembre 2013) siamo entrati nell’era delle “ricerche conversazionali“, dove Google cerca di comprendere il completo significato della query, andando oltre le singole parole chiave. Quindi mi azzarderei a dire che bisogna andare anche oltre la “long tail SEO“, cercando invece di intercettare con i nostri contenuti un pubblico che effettua ricerche in modo sempre più naturale, magari tramite i comandi vocali di uno smartphone.

 

Quali sono le tue app e i tuoi strumenti web preferiti?

Probabilmente Feedly. Tutti i giorni spendo parecchio tempo a leggere – pardon, “scansionare” – titoli interessanti cercando fra le novità del mondo web marketing e SEO, e il feed reader aiuta tantissimo. Poi ovviamente la mail (alla faccia di chi dice che sia uno strumento obsoleto), Google Webmaster Tools (per verificare che tutti i siti siano “in forma”), Google Analytics (in “real-time”, per vedere il traffico in arrivo) e il pannello di WordPress del TagliaBlog (fra articoli da scrivere, commenti da controllare e manutenzioni di vario genere, c’è sempre qualcosina da fare).

La tua soddisfazione lavorativa più grande?

Quanto ti scrivono per dirti che grazie a qualcosa che hai scritto/detto, la loro vita è cambiata in meglio. Questa soddisfazione è impagabile e superiore a tutte le ricchezze del mondo.

Grazie Tagliaerbe! Ci vediamo online al Master Online in Digital Marketing! #ninjamaster 😉

12 cose che ho imparato a La Battaglia delle Idee

foto di @killermedia

Come probabilmente saprete, abbiamo trascorso il weekend a Salerno per La Battaglia delle Idee, l’evento targato Ninja Marketing dedicato ad innovatori e startupper.

Tra i relatori che si sono alternati nella sala Academy e sul palco del Teatro Ghirelli, gli ospiti presenti e i rappresentanti delle aziende partner, ho imparato tantissime cose! Ne ho scelte 12 da condividere con voi, enjoy!

A La Battaglia delle Idee ho imparato che...

#1 Enrico Quaroni è il Ninja delle presentazioni.

E vi giuro che ho anche capito cosa fa davvero Rocket Fuel.

#2 Le donne portano innovazione ovunque vadano.

Alice Soru ne è un esempio.

#3 Bisogna portare più rispetto ai Social Media Manager, fanno un lavoro serio loro!

Fatevelo spiegare da Filippo Giotto.

#4 Restare al Sud e fare qualcosa è decisamente meglio di lamentarsi del Sud e non fare nulla.

Gli innovatori di cui ha parlato Roberto Zarriello ne sono un esempio.

#5 C’è qualcuno che sente il bisogno di inviare messaggi sui social media dopo la sua morte.

E intanto uno startupper ci guadagna.

#6 Kris Grove era il mio mito quando ero una teenager e lo sarà sempre.

“Take care and bye bye!”

#7 Giuria popolare e giuria tecnica sono sempre in disaccordo.

Come a Sanremo.

Giuria popolare

Giuria tecnica

#8 Ringraziare fa bene alla salute.

E agli affari, se fai parte di Ethanks.

#9 Abbiamo tutti trascorso ore e ore a giocare a Candy Crush Saga.

Perché qualcuno sa proprio bene come creare un’app addictive.

#10 C’è gente che da Milano si è trasferita a Salerno.

Sì, era capace di intendere e di volere.

Mirko Pallera, signore e signori

#11 Francesco Paura è un nerd

E la sua migliore rima è Hardcore, Alcool, Al Gore.

#12 Dove c’è Ninja, c’è casa!

Gillette Body Razor, 100 anni di barba e capelli in stop motion [VIDEO]

Gillette Body Razor, 100 anni di barba e capelli in stop motion

Con “100 Years / Style / East London” abbiamo ripercorso la storia della moda; con KFC e il suo “Stairs“, quella degli ultimi decenni della società americana. Ora è la volta di Gillette, che ci propone un riepilogo velocissimo di 100 anni di stili in materia di barba e capelli.

100 Years of Hair” è il video pubblicato dal brand di proprietà di P&G per lanciare sul mercato il suo Gillette Body Razor. Uno stop motion fluido e ben costruito, in cui l’attore protagonista cambia diverse volte abiti e acconciatura accompagnandoci in un viaggio veloce e ritmato che parte con barba, baffetti e bombetta di inizio novecento e termina a petto nudo (e depilato, ovviamente ;-)).

Gillette Body Razor, 100 anni di barba e capelli in stop motion

Gillette Body Razor, 100 anni di barba e capelli in stop motion

Gillette Body Razor, 100 anni di barba e capelli in stop motion

Gillette Body Razor, 100 anni di barba e capelli in stop motion

Il concept è stato ideato dai creativi di Oh Yeah WoW, che avevamo già avuto modo di conoscere in occasione del post dedicato al video “Young” dei Paper Kites.

Credits:

Creative Director: Will Adam
Copywriter: Dominic Butler
Art director: Liam Riddler
Agency producer: Emma Fasson
Creative Agency: Grey London
Planner: Fiona Keyte
Business Director: Lyndsey Brown
Production company: Caviar Brussels
Director: Oh Yeah Wow
Editor: Helena Overlaet-Michiels
Producer: Geert De Wachter
DOP: Steven Frederick

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Il videogioco online free-to-play “Marvel Heroes 2015”, sviluppato dalla  software house americana Gazillion, poco più di un mese fa ha festeggiato il primo anniversario, rinnovandosi nei contenuti, tramite apposite patch, ed aggiungendo direttamente il “2015” al nome.
Appartiene al genere ibrido Action-RPG/MMO. Il progetto è diretto da David Brevik (storico direttore tecnico del leggendario Diablo).

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Ringraziamo NVIDIA Italia per averci inviato il notebook in modo che potessimo svolgere al meglio e in maniera davvero approfondita questo testing ufficiale.

35 i diversi eroi attualmente disponibili del mitico universo dei fumetti Marvel.

Specifiche del sistema Hardware utilizzato: MSI GE60 2PE Apache Pro

Il display è un Full HD di 15.6 pollici, 1920×1080 pixel, con retroilluminazione LED, anti-glare. Supporto garantito per il sistema di visualizzazione Matrix, permettendo il collegamento simultaneo del notebook a due schermi esterni utilizzando le connessioni HDMI 1.4 e VGA.
Il processore è un quad-core di 4a generazione Intel i7-4700HQ (che può raggiungere i 3.40 GHz con tecnologia Intel Turbo Boost).
La memoria conta su 16 GB RAM di tipo DDR3 (L).
La grafica è supportata da una NVIDIA GeForce GTX 860M con 2GB RAM di memoria video dedicata di tipo GDDR5.
La memoria d’archiviazione conta su 256 GB SSD (Super Raid) + 1 TB da 7200 rpm.
Il drive ottico è un masterizzatore DVD Super-Multi.
La connettività wireless supporta gli standard Bluetooth 4.0 e Wi-Fi 802.11 b/g/ n/ac.

Obiettivi del Testing Nvidia

La verifica di piena compatibilità con la versione attuale del gioco e con i suoi vari aggiornamenti.

La verifica di stabilità della specifica configurazione hardware utilizzata al massimo delle opzioni video consentite.

La verifica di piena funzionalità con le meccaniche del gameplay.

Impostazioni delle Opzioni Video

Il gioco presenta una visuale isometrica (con possibilità di effettuare gradualmente un apposito zoom) su grafica 3D che in queste ultime settimane abbiamo avuto modo di testare su diverse risoluzioni, settabili dal pannello delle opzioni video interno al gioco inclusi altri specifici parametri grafici:

Resolution : 1920×1080.
Vertical Sync : attivato
Dynamic Shadows : disattivate .
Fog Volumes : disattivate.

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia
Skeletal Mesh Quality : Low.
Static Mesh Quality : Low.
Dynamic Lights : Disattivate.
High-Quality Lights : Attivate.
Light Shafts : Attivate.
Particle Quality : Low.

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Particle Buffer Size : medium.
Particle Resize : High.
Particle Distortion : Attivato.
Power Decals : Attivato.
Allied Power Particles : Attivate.
Dynamic Quality Adjustment : Attivato.
Post-Process Bloom : Attivato.
Post-Process Depht of Field Effects : Attivato.
Post-Process Ambient Occlusion : Attivato.
Post-Process Motion Blur : Attivato.
Post-Process Distortion : Attivato.
Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Highly Detailed Client-Side Physics: Disattivato.

Queste in definitiva sono risultate essere le impostazioni ottimali per garantire 60 FPS stabili sulla nostra GeForce.

Individuazione di possibili problemi con Nvidia GeForce GTX 860M

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Abbiamo riscontrato un particolare problema prima dell’esecuzione del gioco, dal punto di vista video.
Assicurandoci sempre prima, dal Pannello di Controllo Nvidia, che la voce specifica del gioco selezionasse l’apposita GeForce dedicata.

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Ma nell’effettivo, facendo tasto destro del mouse sull’icona sul desktop del launcher, il gioco invece selezionava sempre come predefinito la grafica integrata; quindi ogni volta prima di giocare è sempre stato necessario selezionare manualmente l’apposita esecuzione.

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Giudizi sul gameplay

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Marvel Heroes 2015 a 1920×1080, in 16:9 a tutto schermo, è risultato graficamente molto curato e dettagliato, anche se non abbiamo potuto spremere al massimo le impostazioni; per farlo sarà necessario avere a disposizione una scheda video Nvidia decisamente più potente.
Con l’accortezza di non settare eccessivamente le impostazioni video, è risultato fluido e piacevole.

Le abilità (i “Powers”) si dividono, a secondo il personaggio, in tre rami principali; il tutto schematizzato in maniera davvero essenziale.
Ottima la varietà dei costumi opzionali per singolo eroe.

Impressioni e giudizi del videogioco “MARVEL HEROES 2015”, testato ufficialmente per Nvidia

Il gameplay è risultato coinvolgente e i 14 GB e mezzo del gioco si sentono nei fatti, davvero belli i modelli 3D dei personaggi.
Non ci si potrà annoiare se si apprezza veramente il mondo dei supereroi Marvel, gli avversari robotici e quel marasma generale tra effetti di fuoco, fulmini e laser.

In definitiva il gioco è interessante, in particolar modo se si è già appassionati di Spider-Man, Iron Man, Hulk, Wolverine, Thor e dei Fantastici 4.  🙂

I consigli di Prezi per costruire una startup di successo

La costruzione di una startup sul web è difficile, e lo è ancora di più se risiedi in un paese che non ha un grande mercato. A superare queste difficoltà è stato Prezi, che progetta e realizza software di presentazione – una presentazione basata su cloud e storytelling per la condivisione di idee su tela virtuale.

Prezi è un potente web-tool utile per realizzare innovative presentazioni secondo i principi dello zooming e dello storyboard, che lo differenziano molto dalle presentazioni statiche realizzabili con Powerpoint. È stata fondata nel 2009 a Budapest, in Ungheria e la parola ‘prezi’ è la forma breve ungherese di ‘presentazione’.

Un giornalista americano ha intervistato il co-fondatore di Prezi per TheNextWeb.com, Adam Somlai-Fischer, e noi l’abbiamo tradotta per voi.

Come si può costruire una startup di successo globale in un piccolo paese come l’Ungheria?

“Noi di Prezi abbiamo deciso di andare sul mercato internazionale subito dopo aver lanciato il nostro sito web. Ovviamente per una startup internet significava andare a San Francisco. Infatti se si vuole costruire un marchio globale, vi è attualmente un solo mercato che determinerà il vostro potenziale a lungo termine, gli Stati Uniti.
Nel caso di Prezi, la cultura delle presentazione negli Stati Uniti era più forte che in Europa. Questo ultimo è stato un mercato che abbiamo dovuto indirizzare se volevamo raggiungere la massa critica.

Mi riferisco al numero di utenti che parlano la stessa lingua, il numero di investitori con ambizioni globali e il numero di consulenti che possono aiutare a navigare in acque agitate per la costruzione di una società. Quindi, il mio consiglio è di andare lì, imparare, assorbire la conoscenza e costruire la vostra rete! Tuttavia da europeo non posso dirvi di evitare l’Europa, esistono grandi storie di successi europei con configurazioni transatlantiche, basti pensare a Skype, Spotify e SoundCloud. Detto questo, la realtà è – e probabilmente sarà per i prossimi decenni – che non importa dove si inizia, se sei un imprenditore che sta sognando di costruire un marchio globale, il mercato statunitense sarà la chiave per il successo o il fallimento”.

In poche parole, qual è la sua storia?

“Quando ho costruito il prototipo originale, la prima versione di Prezi, era un discreto successo. Poiché nessun editor di presentazioni era ancora disponibile sul mercato, ho iniziato a codificare ZUI per ogni presentazione. Peter Halacsy, il mio co-fondatore (allora professore presso l’Università di Tecnologia ed Economia) ha visto una delle mie presentazioni e gli piacquero molto, tanto che nel 2007 si avvicinò all’utilizzo del software. Dopo aver fatto la sua prima presentazione, ci siamo resi conto di ciò che avevamo tra le mani così abbiamo iniziato a lavorare insieme a qualcosa che tutti potevano utilizzare traendone molti benefici.

Ma nessuno dei due sapeva come dar vita ad una società, per questo ci siamo avvicinati a Peter Arvai. Peter mi ha convinto che l’unico modo per avere successo era quello di lasciare i nostri posti di lavoro e spendere il 100% delle nostre energie su Prezi. Dopo aver lavorato senza stipendio per quasi 18 mesi, abbiamo lanciato Prezi nell’aprile 2009 a Budapest e cinque mesi più tardi abbiamo stabilito il nostro ufficio di San Francisco”.

Prezi è già una società?

“Saremo sempre una startup. Che per noi è un fatto culturale. E questo lo affermiamo rispetto al modo in cui trattiamo i nostri clienti, facciamo del nostro meglio per essere completamente onesti con loro. Siamo felici quando la gente interagisce con noi con le loro idee. Ci piace quando si oppongono ponendoci nuove sfide con i loro approcci critici. Penso che questo svolga un ruolo cruciale nel nostro successo”.

Alcuni consigli per giovani start-up con budget limitati?

“Ecco alcuni suggerimenti utili:
1) Fare squadra. Hai bisogno di trovare persone che ti ispirino e si completino a vicenda. Le persone sono la chiave.
2) Pensare duro. Sostieni la tua idea grande e aggiungi originalità altrimenti non si vince, non si può competere con le grandi aziende se si fa lo stesso. Ma non preoccupatevi troppo, è importante dare spazio e tempo ai pensieri. Le buone idee hanno bisogno di tempo, iterazioni e maturazione.
3) Guardare la realtà: Le tue idee saranno importanti se avranno un senso e offriranno valore agli altri. Nulla di eclatante basta anche andare in un bar e parlare con la gente, fare dei test.
4) Non smettere di imparare. Se non si dispone di budget per 10 programmatori? 10 designer? 10 copywriter? Meglio apprendere le competenze più essenziali, ci sono grandi risorse on-line per farlo”.

Bootstrap, business angel, venture capitalist, qual è la sua opinione su questo?

“Quando abbiamo iniziato a lavorare su Prezi, la recessione aveva da poco colpito l’Europa, quindi per una startup che partiva dall’Ungheria sembrava impossibile ottenere qualsiasi finanziamento. Così abbiamo costruito il nostro prodotto con un budget ridotto, e abbiamo visto i primi soldi vendendo qualche presentazioni e la nostra tecnologia come un servizio. In poco tempo, la gente lo ha amato. Hanno parlato di noi su Twitter come “amore a primo utilizzo.” Quella notorietà ha fatto avvicinare il nostro primo partner VC, Christian Jepsen di Sunstone che ci ha aiutato molto”.

Eventuali suggerimenti su come conciliare la vita privata con il lavoro quando si esegue una startup globale?

“Penso che sia tutta una questione di messa a fuoco. È importante concentrarsi sul proprio lavoro, ma a Prezi siamo tutti appassionati, tutti i dipendenti, non solo noi fondatori, è importante infatti che siano tutti intrinsecamente motivati. Per questo il peso è equamente distribuito e non abbiamo fissato l’orario di lavoro. L’unica cosa che conta sono i risultati.

Sì, lavoriamo molto duro. Ma è possibile raggiungere un equilibrio con la vita privata ma questo equilibrio, è qualcosa che ogni individuo deve capire e sviluppare per se stesso”.

Lei ha visto migliaia di presentazioni, quali gli ingredienti della migliore presentazione?

“Al di là dei soliti consigli, penso che coinvolgere il pubblico, e creare un’esperienza di discussione funziona. I migliori presenters non sono solo buoni narratori ma usano anche punti di riferimento visivi per raccontare la loro storia. Gli esseri umani pensano visivamente. Forme ad esempio e poi li associano ad un significato.

Potete prepararvi, sì, è possibile pianificare quando dire cosa e come, anche, ma una volta sul palco, è il pubblico che definirà ciò che passa e ciò che viene dimenticato. Seguire i loro interessi, le risposte è la chiave”.

Progetti per il futuro?

“Prezi cambia con le persone. Sviluppa e condivide idee nuove in base ai feedback che riceve dagli utenti, la cui soddisfazione è l’unico vero obiettivo di ogni startup”.

La Battaglia delle Idee 2014: formazione, networking e startup battle [NINJA REPORT]

Anche quest’anno si è conclusa La Battaglia delle Idee, l’evento targato Ninja Marketing dedicato a startupper, innovatori e industry digitale.

Dopo il successo della prima edizione del 2012, svoltasi a Napoli, stavolta abbiamo invaso Salerno e occupato il Teatro Ghirelli, ex fabbrica di laterizi oggi luogo di cultura.

Tanti sono stati gli ospiti, tra relatori, coach e giurati, che hanno preso parte all’evento e hanno aiutato le startup in gara a prepararsi per lo scontro finale presentato dalla nostra madrina Kris Grove.

Non siete venuti e morite dalla voglia di sapere cosa è successo? Ecco il ninja report!

Giorno #1: idee contagiose, casi di successo e consigli di pitching.

 

Nella sala del teatro Ghirelli Mirko Pallera apre le danze parlando di idee contagiose. Lo seguono a ruota Diego Orzalesi, italian ambassador di Hootsuite; Adele Savarese che ci ha spiegato come progettare un’app addictive; Emanuela Zaccone, co-founder TOK.tv e Giancarlo Panico di FERPI.

Nel pomeriggio Matteo Stifanelli racconta la sua avventura con Airbnb; seguito da Vito Lo Russo, technical evangelist Microsoft; Alice Soru di Open Campus Tiscali; Antonio Prigiobbo, che con Gianluca Manca ha dato consigli di pitching alle startup e Roberto Zarriello di Resto al Sud ha entusiasmato la platea su casi di innovazione del Meridione.

Intanto, nella sala Ninja Academy, i relatori hanno illustrato tematiche come scenary analysis (Valentina Piccioli, Docebo); UX e UI (Andrea Giordano, Question Mark); event management (Elena Salzano, inCoerenze); modelli di business sostenibili (Lisa Sallusto, Fotolia); risorse umane (Francesco Serravalle, Virvelle); social media (Luigi Ferrara, Viralbeat); SEO (Fabio Di Gaetano, Argoserv); la storia del digital (Dionigi Faccenda, OVH); finanza (Roberto De Luca, Core Finance).

Dopo la formazione, è il momento per gli startupper di proporre last minute la loro idea. A fine giornata vengono selezionate le 16 startup finaliste che accedono alla battle:

Giorno #2: intelligenza artificiale, pitch battle e musica rap.

La tensione è palpabile: le 16 startup finaliste si preparano per la battle grazie all’aiuto dei coach Gianluca Manca, Enzo Notaristefano, Danila Autori e Enzo Calicchio, coordinati da Antonio Prigiobbo.

Continuano i seminari targati Ninja Marketing e Ninja Academy.

Nel teatro Ghirelli apre la giornata Enrico Quaroni di Rocket Fuel, main sponsor dell’evento, che racconta la sua storia e il lavoro del team italiano. A seguire, Filippo Giotto di Banca Mediolanum offre consigli di social media strategy per startup; Roberto Ascione di Razorfish Healthware parla di Disrupting Healtcare; l’investment manager Giovanni De Caro ci dice quali errori evitare con un VC e conclude Rebecca Zamperini, figlia di Marco “Funky Professor” a cui è dedicata la seconda edizione de La Battaglia delle Idee.

Per la Ninja Academy, Giulio Xhaet; Andrea Schiesaro di Mediainformer.it e Domenico Soriano di 56Cube.

Dopo la pausa pranzo, arriva finalmente il momento tanto atteso: Pitch Battle!

Mirko Pallera e Kris Grove salgono sul palco del teatro Ghirelli e i partecipanti cominciano a sfidarsi sui beat di DJ Uncino, proprio come in una jam di freestyle.

Il pubblico vota, battaglia dopo battaglia, pitch dopo pitch, fino ad arrivare ai due finalisti: Game Connect e Addoway. La scelta è ardua, ma alla fine la spuntano le tre ragazze pugliesi di Addoway, il sistema innovativo e collaborativo per pianificare uno spostamento. Dopo aver decretato i vincitori secondo la giuria popolare, è il momento di scoprire qual è il progetto più interessante secondo la giuria tecnica formata da Domenico Soriano, Cesare Pianese, Giovanni De Caro, Elena Salzano, Giuseppina Mele, Michele Petrone, Enrico Quaroni, Vito Flavio Lo Russo e Francesco Serravalle.

Il secondo vincitore è Volumeet, il social network che rivoluziona il mondo degli amanti della musica.

Tanti sono i premi messi in palio dai partner tecnici: prodotti, servizi e consulenza utili a far crescere le idee premiate e il trofeo realizzato con una stampante 3D dal fablab di Napoli.

Ora è il momento di festeggiare: il cortile del Teatro Ghirelli viene invaso da Francesco Paura, DJ Uncino e Funky Pushertz che ci fanno ballare.

Pentiti di non essere venuti? Non mancate l’anno prossimo!

Sziget Festival Video Contest: ecco il vincitore!

Sziget Festival Video Contest: ecco il vincitore!

Manca poco più di un mese all’evento musicale più atteso dell’estate: dall’11 al 18 agosto 2014 a Budapest si terrà la nuova edizione del Sziget Festival, che sarà filmato e documentato da uno di voi grazie al Video Contest organizzato da Ninja Marketing in collaborazione con L’Alternativa srl e Sziget Kft.

Le entries proposte sono state tante e davvero belle. Uno su tutti ha catturato la nostra attenzione e ci ha convinto di essere il videomaker perfetto per imprigionare la magia del Sziget Festival e racchiuderla in quello che sarà l’Aftermovie ufficiale dell’evento.

Il vincitore del Sziget Festival Video Contest è…

Complimenti vivissimi a Marco Santi!

Ricordiamo tutti i dettagli del premio per il vincitore:

  • 2 pass per il Festival
  • 2 biglietti bus per il viaggio dall’Italia, o un contributo economico di 150 €
  • 2 pass Alternativa Camping (il vincitore potrà quindi essere accompagnato da una persona)
  • la possibilità di utilizzare il backstage di Europe Stage per lavorare e lasciare custodita la propria attrezzatura
  • visibilità sulle piattaforme di Sziget Italia e quindi Facebook, Twitter, Youtube, newsletter e sito ufficiale; su quest’ultimo saranno pubblicati due articoli, per annunciare il vincitore e per presentare il video.

Auguriamo una bellissima esperienza professionale e personale a Marco e ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato e inviato le proprie entries: you rock guys! 😉

Ecouter Paris: ascolta Parigi con un clic

Ecouter Paris

credits Beboy/Fotolia.com

Come un carillon che racconta la città, una di quelle boîte à musique che si vendono sui bordi della Senna o a Place du Tertre, una cartina interattiva dei battiti di Parigi. Si chiama Écouter Paris ed è un mezzo diverso per scoprire la capitale, affidandosi alla sola dimensiona uditiva.

Ecouter Paris

Direttore d’orchestra di questa eccentrica rapsodia urbana è l’Atelier du Bruit, collettivo di creazione e ideazione di documentari multimediali, nato nel 2004, composto da Xavier Baudoin, Irène Berelowitch e Monica Fantini, con la collaborazione di Michel Créis, ingegnere del suono.

L’Atelier du Bruit è partito dalla carta del rumore fornita dal Comune di Parigi per costruire una sorta di partitura urbana che intreccia i suoni e le testimonianze di strade e quartieri.

La mappa è divisa in cinque sezioni, ad ognuna delle quali è abbinato un colore. È sufficiente cliccare su un bottoncino colorato per immergersi, almeno nell’immaginazione, nella Parigi di ogni giorno.

Ecouter Paris

Paysages, racconti urbani intrecciati a frequenze sonore, registrati senza ricorrere a interviste, con la sola voce della città; promenades, percorsi cittadini in compagnia di orecchie particolarmente acute e sensibili all’ambiente sonoro; témoignages, storie nate intorno alla memoria di un suono, vissute o sognate; instantanés, impressioni di Parigi, raccolte entrando in un caffè, infilandosi di fretta in un autobus, saltando su nella metro; autrefois, affacci sonori sulla Parigi di una volta, collezionati negli archivi cittadini.

Le registrazioni sono in presa diretta dalla strada, raccolte durante instancabili passeggiate e piccole inchieste. Si chiede agli abitanti di Parigi quali sono i rumori che sentono aperte le finestre o passeggiando nel proprio quartiere. In seguito, si lavora sul montaggio sonoro, firmando vere e proprie composizioni urbane.

Ecouter_Paris_4

L’Atelier du Bruit è all’opera per ricostruire anche la Parigi del passato, collocando testimonianze, registrazioni e voci, ritrovate negli archivi, nei quartieri dove sono state pronunciate.

Ecouter Paris

E questo non è il primo esperimento sonoro legato ai battiti di una città. La stessa Monica Fantini è stata la mente di “Écouter Venise”, variazione sul tema di gondole, maschere e canali, diffusa da France Culture a luglio 2010.

L’Atelier du Bruit invita, infine, viandanti e inguaribili promeneur a prendere spunto dai rumori della città e a scriverci sopra fantasiose partiture. Nella sezione “Page Blanche”, è sufficiente scegliere in quale arrondissement ambientare una storia e popolare Parigi di un altro racconto.

Tutti i suoni registrati possono essere allegati e inviati via mail, per condividere un ricordo, una vera e propria madeleine sonora, nell’era del digitale. È forse questo un antidoto alle immagini stereotipate che racchiudono le città come Parigi, abusate da mille sguardi, e una sfida al potere invasivo di un immaginario già venduto in cartolina, di foto in scatola, di ricordi già modellati.