Snapchat, il significato di un round di finanziamento da 10 miliardi di dollari [RUMORS]

Snapchat, la famosa applicazione che consente di inviare messaggi e foto “usa e getta” in queste ore pare sia in trattative con alcuni investitori pronti ad un round di finanziamento per portare la valutazione della società fino a 10 miliardi di dollari. Tra questi figurerebbe anche Alibaba, l’ecommerce cinese altrettanto famoso in tutto il mondo, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg.

Non si conoscono ancora i termini esatti delle trattative né del finanziamento, alcuni rumors dicono che i colloqui sono in corso e che le condizioni potrebbero cambiare; se il finanziamento sarà completato, Snapchat potrebbe entrare a far parte di un piccolo gruppo di startup tecnologiche che recentemente sono state valutate per un valore da undici cifre, tra cui l’app di AirBnb Inc. e la società di file-sharing Dropbox Inc.

Il ruolo di Alibaba nel finanziamento di Snapchat e la competizione con il mercato americano

Come vi avevamo raccontato di recente, gli investimenti del colosso cinese iniziano a riguardare l’America sempre più da vicino, ad esempio tramite l’acquisizione di ShopRunner e Lyft, tanto quanto nella conquista dei mercati emergenti come Africa e Asia. La competizione è più che palese, basta guardare il video di WeChat Sud Africa (della cinese Tencent) che ritrae il CEO di Facebook dal terapista.

I tentativi americani di invadere il mercato cinese sono ad oggi falliti, perché come dice James Mc Gregor di APCO Worldwide: “I cinesi vogliono il loro Facebook e il loro Twitter. Non è un mercato aperto alle internet company straniere”.

Si tratta perciò della battaglia all’egemonia globale di internet, dello scontro diretto dei cinesi in America, ed indiretto rispetto ai mercati emergenti.

Perché puntare proprio a Snapchat

Ci siamo chiesti se Snapchat potesse rappresentare una nuova frontiera per il marketing e abbiamo risposto che, sì, essendo l’app più usata dagli adolescenti, e considerando che non è solo sexting, ma anche couponing, storytelling e racconto del dietro le quinte, in questo momento ha tutte le carte in regola per essere considerata una startup che ha avanti a sé un futuro, facendo emergere, con molto probabilità, un inedito modello di advertising.

Staremo a vedere.

‘Scavalcare’ la crisi con l’innovazione guidata dalle idee

di Sergio Tonfi,  Partner Sevendots.

Segnali di ripresa all’orizzonte? Forse, ma sarà meglio contare più sulle proprie forze che sulle capacità del sistema paese di uscire dalle paludi della crisi che ci attanaglia ormai da diversi anni.

Siamo di fronte ad una crisi strutturale, non congiunturale, che ha radici profonde nel progressivo sgretolamento di alcuni dei cardini portanti del modello capitalistico e che ha intaccato i consumi delle famiglie in modo più che proporzionale al decadimento del PIL.

Quando finirà ‘sta crisi ?

Continuiamo a porci la domanda sbagliata: non si uscirà dal tunnel tornando in pieno sole, ad una crescita consistente e continuativa come quella di cui abbiamo goduto negli anni del boom economico – ma venivamo da una devastante guerra mondiale!

Ci dovremo abituare a convivere con una società limitata e digitale, in cui consumare non è più il motore prioritario delle persone perché ci si è accorti che la felicità non deriva necessariamente dall’avere tutto, ma che è molto più rilevante per le nostre individualità creare, comunicare e condividere esperienze.

Modelli di comportamento manageriali: trinceramento vs scavalcamento

Come possono reagire le marche e gli imprenditori ad una situazione in cui la fatica quotidiana minaccia la voglia di continuare a guardare in avanti?

C’è chi sceglie di ‘trincerarsi‘, pensando a breve termine, risparmiando sui costi, tagliando budget e personale per difendere ciò che ha. Ma sperare che tutto passi non può che condurre a una triste conclusione.

C’è chi invece prende nuovo slancio e ‘scavalca’ i limiti imposti per tornare a crescere.

Già, ma cosa fa la differenza e come si possono superare i limiti di un’asticella che sembra sempre più alta e irraggiungibile?

Dick Fosbury si era posto lo stesso quesito quando inventò il salto all’indietro che gli fece conquistare l’Oro olimpico nel 1968 a Città del Messico. Lo inventò nel vero senso della parola, perché nessuno l’aveva mai fatto prima e tutti pensavano che non ci sarebbe riuscito, come capita quando cambi le regole del gioco mettendo in crisi schemi e convinzioni radicate.

Lo ‘scavalcamento‘ richiede un nuovo tipo di preparazione, una nuovo tipo di rincorsa, uno stacco deciso verso l’alto e prevede l’utilizzo di un diverso mindset per un impiego più efficace delle risorse disponibili:

MINDSET MANAGERIALE   RISORSE IN GIOCO
Coraggio     Flat, fast, flexible organization     
Crescere coi dubbi        Clienti come risorse vitali
 Outside in approach        Partnership strategiche ed operative
Credere nella qualità delle persone    Nuovi modelli di business
Creare lo spirito aperto alle nuove idee       Opportunità del digitale  

Innovazione guidata dalle idee

Ma esiste davvero una ricetta per scavalcare e sfuggire a questi tempi bui ?

Ognuno deve trovare la sua, ovvio, ma partiamo dalla consapevolezza che qualcuno c’è riuscito:  i successi di Eataly, Grom, Technogym, giusto per fare qualche nome. Non sono solo case history da raccontare agli studenti delle nostre università, ma esempi lampanti di ‘scavalcamento’.

Facile dirlo dopo, più interessante identificare le basi comuni che possono indicarci come ‘scavalcare’.

Innanzitutto,  la capacità di comprendere i nuovi modelli di consumo che, come da esempi, non sono necessariamente legate al basso prezzo, anzi. Quindi la voglia curiosa di guardarsi intorno e capire come la gente ragiona oggi e cosa può vincere la sua progressiva indifferenza.

E poi, la capacità di generare nuove attrattività costruite su un’innovazione guidata dalle idee.

Questa è la forza del genio italiano che dobbiamo saper mettere in gioco nel nostro modello di ‘scavalcamento’: non la potenza finanziaria, non la rivoluzione tecnologica, ma la combinazione vincente di qualità, artigianalità e genius loci, che sono le caratteristiche dell’eccellenza italiana amate e desiderate (mai come ora) in tutto il mondo.

Mantenere la rotta, aggregare gli sforzi, credere nell’innovazione

Se scegliamo di ‘scavalcare’ occorrerà seguire alcune istruzioni d’uso:

  1. Mantenere la rotta: non smettere mai di guardare l’orizzonte tenendo la barra dritta nonostante la tempesta intorno a noi: non si molla nulla sulla qualità, sull’orientamento al cliente, sull’offerta di un’esperienza d’eccellenza che non ha prezzo.
  2. Aggregare gli sforzi: inutile continuare a pensare e fare da soli. In una scala globale come l’attuale ci si deve mettere insieme, condividendo i sogni e usando il meglio di ciascuno per trasformarli in realtà.
  3. Innovare con le idee: credere nelle proprie capacità di fare innovazione, essere coraggiosi investendo in ricerca e marketing (il resto son solo costi) e puntare sui giovani e le loro nuove skill per generare valore e portare al mercato idee neo-desiderabili e distintive.

Metooo fa incontrare le persone dall'Italia all'Asia [INTERVISTA]

Permettere alle persone di incontrarsi, in qualsiasi parte del mondo. Metooo macina successi, approvazioni e finanziamenti anche da partners non istituzionali.

Perché mette al centro dell’evento lo storytelling , trasformandolo in un happening.

Cinque domande a Ferdinando Caruso.

Dalle party alle proposal planner, ormai per qualunque momento della vita vale la pena organizzare un evento. Come nasce l’idea di Meetooo?

Metooo nasce per far incontrare le persone.
Ma non come un social, dove gli incontri sono solo virtuali. Facilitando l’organizzazione (creazione, gestione, vendita e racconto) di un evento, è più facile aumentarne il successo. Ed il successo di un evento è dato appunto dal numero di persone che vi partecipano.
Questo vale per la grande manifestazione internazionale, così come per il falò di ferragosto.
Siamo circondati da eventi, però non sempre riusciamo a scegliere, perché a volte siamo davvero “bombardati” (a mio avviso gli eventi di Facebook cui siamo ripetutamente invitati rappresentano la nuova frontiera dello spam), in maniera piatta e indifferenziata.
Con Metooo invece poniamo l’accento sull’attenzione anche nella fase di invito, e che sia la nostra festa di laurea, o il nostro matrimonio, piuttosto che la riunione della forza vendita aziendale, o un congresso medico o un workshop all’università, il racconto di ciò che vivremo devi iniziare già nella prima fase di contatto. E che poi continua durante il live, grazie all’interazione possibile con l’organizzatore e tra i partecipanti (sempre reale, non virtuale), e nel post, con la condivisione collettiva della memoria digitale.
Ecco perché diciamo che Metooo riesce a trasformare un evento in un happening!

 

 

La vostra app semplifica l’organizzazione e la promozione di qualsiasi tipo di evento, ma nell’acquisto dei biglietti direttamente attraverso il vostro sistema quali risultati ha dato la versione beta?

Metooo non è solo app, e non è solo web: è un ecosistema, che fa della logica all-in-one il suo punto di forza. Il sistema di ticketing interno è solo una delle features di Metooo, e rispetto ad i competitor ha tariffe nettamente più basse, una flessibilità senza pari (integrandosi con tutte le altre funzioni, e non essendo uno stand-alone) e ci ha permesso di chiudere il primo anno di vita anche con ricavi 🙂

Metooo quindi può definirsi una via di mezzo tra Eventbrite e Meetup? Quali sono i suoi punti di forza?

Eventbrite è un sistema ticket-centrico, il servizio esiste solo se esiste il ticket.
Meetup è un sistema social-centrico, la condivisione di interessi è alla base dell’evento, ed è un sistema fantastico per la creazione di comunità locali, ma l’aspetto fortemente social ne rappresenta anche un limite all’utilizzo universale.
Metooo invece è un sistema evento-centrico: mettiamo lo storytelling dell’evento, del prima, del live e del post, al centro del servizio.
E come tale il suo ambito di applicazione è pressoché infinito!

 

 

Un primo aumento di capitale nel 2013, ora altri 450mila euro sempre da parte di Business Angels non istituzionali. L’innovazione al Sud si può fare anche senza agevolazioni e supporti da parte del pubblico?

Assolutamente si! Anzi, direi che è la strada elettiva, il venture parte innanzitutto dalla propria capacità di racimolare i capitali iniziali in ogni modo (soldi propri, per quanti pochi siano, poi gli amici, la famiglia, etc.) investendo senza riserve: del resto, perché un Angel dovrebbe investire in un progetto in cui lo stesso Founder non vuole rischiare i propri soldi?
Ed in questo anno e mezzo di lavoro sul progetto ho potuto appurare che in giro ci sono molti più capitali privati in cerca di allocazione rispetto alle idee progettuali di qualità capaci di attirarli.

 

 

Il servizio digitale è ancora in fase di completamento, ma ci sono già nuovi orizzonti internazionali. Cosa significa per Metooo lanciarsi sui mercati esteri?

L’Italia è stata per Metooo un terreno-pilota, che ci ha permesso di capire quali siano le criticità nell’introduzione di un servizio digitale innovativo in un territorio culturalmente – diciamolo – un po’ pigro da questo punto di vista. Però si tratta anche di un mercato ricchissimo, proprio perché ancora da esplorare e conquistare.
L’estero è una naturale conseguenza della crescita del progetto, che essendo totalmente e velocemente scalabile, potrà trovare un mercati più reattivi un più veloce feedback. Il nostro obiettivo, non lo nascondiamo, è il “mondo intero”, ed a tal proposito posso anticiparti che dopo Londra (a settembre apriremo la sede inglese) il prossimo step sarà il Brasile, e quindi i paesi asiatici, dove il mercato degli eventi sta crescendo di pari passo al vorticoso sviluppo economico in atto.

Gli adesivi per MacBook protagonisti dell’ultimo spot Apple

adesivo cuore Mac Book Air

Se possiedi un Mac, allora almeno una volta ci avrai pensato pure tu. A cosa? A personalizzare con un adesivo originale il tuo portatile. Nessun senso di colpa. Nessun timore di risultare sopra le righe e di “sporcare” l’immagine pulita, essenziale e minimalista di un vero e proprio oggetto di design tecnologico. Qui si tratta di vero amore.

Homer Simpson adesivo Mac

Se dico Mac, dico amore

Lo sticker raffigurante Homer Simpson, che addenta la celeberrima mela di Steve Jobs è talmente dissacrante e divertente da risultare, molto probabilmente, geniale alla Apple e all’agenzia TBWA/Media Arts Lab. È loro infatti l’idea per il nuovo spot del MacBook Air, di mostrare i computer addobbati con adesivi davvero curiosi. Non a caso il claim dello spot recita così: “The notebook people love“.

Stickers: il nuovo spot Apple

Mentre tutto il gotha della tecnologia è impegnato a carpire quali saranno le prossime novità dal mondo Apple, la casa di Cupertino lancia un commercial che punta  sul rapporto utente-device. Sicuramente “Stickers” non è così emozionale e ad impatto, come lo spot del Macintosh di 30 anni fa, un vero e proprio capolavoro cinematografico firmato Ridley Scott

Eppure, sarà il ritmo elettronico e ipnotico del brano “Chimes” di  Hudson Mohawke, sarà la simpatia che suscitano gli adesivi passati in sequenza, ma questo spot piace, perché ancora una volta l’azienda fondata da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne si concentra sulle emozioni nella customer experience.

Nostalgia del “Think different”?

Correva l’anno 1997 e Apple invitava le persone a “pensare in modo differente”. Forse c’è un ritorno a quel tipo di idea rivoluzionaria e ambiziosa di cambiare il mondo, dietro al nuovo spot della Apple? O forse, la potenza comunicativa del messaggio ha radici più profonde?

Si trattadi un gesto semplice: attaccare e staccare un adesivo. Un gesto legato anche all’infanzia e all’adolescenza di tutti. Un gesto che ti porta a stabilire una relazione “nuova” con un dispositivo elettronico. Un gesto che per certi versi, ricorda la moda di adornare il proprio frigorifero con le calamite. Perché? Eppure si tratta di un elettrodomestico.

Adesivo Biancaneve sul Mac

I 5 elementi chiave dello spot

“Stickers” mi ha spinto quindi ad una riflessione su questo spot che descrive il rapporto uomo-macchina che prende in esame questi elementi:

  • ritualità dell’azione che coinvolge il mezzo e l’utente: attaccare e staccare un adesivo;
  • unicità del dispositivo: dare un tocco di personalità a un portatile;
  • cambiamento temporaneo, provvisorio: l’adesivo, per sua natura si stacca, non rimane per sempre:
  • ludicità ed ironia: il brand si prende in giro e lo fa coinvolgendoti in un gioco;
  • contestualizzazione di un elemento iconico: la mela, simbolo di Apple, non è più avulsa da un contesto. Ora ne ha uno.
Sono tra noi. Hanno il potere di influenzare le tue abitudini. Ti fanno perdere letteralmente la testa. E non sono alieni. Sono dispositivi elettronici che si umanizzano. Ma a questo punto, siamo noi a trasformarli o sono loro, che stanno trasformando noi? Come vedi “Stickers”, nella sua semplicità è uno spot complesso.

I Ghostbusters sono tornati… sui social!

1984-2014. Quest’anno a festeggiare spegnendo 30 candeline sono tantissimi film che hanno segnato l’immaginario di un’intera generazione (come testimonia la bella galleria fotografica messa insieme da Wired).

Tra tutti i neo trentenni ci fa piacere segnalare un gruppo di scienziati sui generis che stanno preparando una festa in grande stile per il loro affezionato pubblico: i Ghostbusters – gli Acchiappafantasmi!

Il ritorno di Peter Venkman, Raymond “Ray” Stantz, Egon Spengler e Winston Zeddemore ha destato un enorme interesse da parte degli affezionati dei primi due capitoli della serie (il secondo, Ghostbusters II è del 1989), che da tempo chiedono a gran voce un terzo capitolo e che forse – l’ufficialità non c’è ancora – lo potranno vedere nel 2016 (pare infatti che le riprese possano iniziare nella primavera del 2015).

Nel frattempo, però, ci si rifà il look. Dal 24 luglio è online il nuovo sito dei 4 difensori di New York e offre tantissimo materiale interessante per tutti i fan: foto rare dal set del film, una ricca sezione acquisti con magliette, gadget, action figure, pupazzi e illustrazioni celebrative, 4 giochi scaricabili gratuitamente, la possibilità di preordinare il nuovo cofanetto Blu-ray in uscita a settembre e quella di prenotare i biglietti per il ritorno in sala del mitico primo capitolo.

Già, perché dal 29 agosto, per l’intera settimana che comprende anche la festa del Labor Day, Ghostbusters tornerà in 700 sale del territorio statunitense!

L’operazione sarà sicuramente replicata in Europa e pare che Nexo Digital porterà la pellicola nelle sale il 18 e il 19 novembre 2014 (data ancora da confermare, ma iniziate a mettervi un prememoria sullo smartphone).

Ma al giorno d’oggi non si fa promozione con la P maiuscola se non si sfruttano al meglio i canali social.

Ed ecco quindi le pagina ufficiali di Facebook e Twitter e Instagram.

Sensazionali i numeri di Facebook: oltre 2 milioni e 218 mila persone hanno regalato il proprio Like alla pagina degli acchiappafantasmi, dimostrando quanto profondo sia il legame con questo film, prodotto sapientemente realizzato con un mix di generi che spaziano dal comico, alla fantascienza, all’horror.

Scorrendo la timeline si possono trovare foto e spezzoni del film, possiamo rinfrescarci la memoria con le battute più di culto ed anche pubblicare foto delle nostre divise da Ghostbusters (e chi non ne ha una in armadio?) e di quella volta che abbiamo vestito nostro figlio da omino dei marshmallow.

Anche Twitter risponde bene con i suoi 4 mila e 81 followers che usano il social per manifestare il proprio amore al film di Ivan Reitman (come dimostra la recente infornata di foto realizzate durante l’ultimo Comi-Con a San Diego accompagnata dall’hashtag #GB30).

La bandiera tricolore è ben rappresentata sul social dell’uccellino cinguettante: Ghostbusters Italia è sempre attenta a comunicare le notizie provenienti dagli Stati Uniti, ed è anche capace di sorprendere i propri fan con trovate originali, come il flash mob organizzato lo scorso 29 maggio a Milano.

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Vive invece di rendita il profilo Instagram, che vede pubblicate pochissime foto – quasi tutte già viste sugli altri profili – e che non sembra interessare nemmeno chi l’ha creato, considerando la mancanza del “bottone” di riferimento vicino a quello degli altri social. Dal punto di vista della produzione di contenuti, questo è decisamente un punto debole dell’operazione Ghostbuster30.

Un’operazione che però è un chiaro esempio di come si possa fare rumore anche intorno a prodotti che non sono una novità e che anzi sono conosciuti a memoria dai propri fan.

Un sito accattivante – Slimer che insegue i nostri movimenti è una trovata semplice e geniale al tempo stesso – e due profili social sempre pronti a rilanciare le novità sulla saga, fanno da traino ad un ritorno in grande stile sul grande e sul piccolo schermo e portano energie nuove a un brand di grandissimo impatto, ma che necessità comunque di una spolverata.

Una serie di sapienti click ha rimesso in moto un pubblico che, siamo certi, accorrerà in massa in sala per sentir dire ancora una volta il celebre motto “Venimmo, vedemmo e lo…”

Finitela voi…

Siamo certi che la sappiate!

Come sviluppare business con Facebook? #ninjaFB

Facebook Marketing

© Brian Jackson - Fotolia.com

Come sapete il 16 settembre partirà il “Corso Online in Facebook Marketing: progettare campagne e sviluppare business con Facebook” targato Ninja Academy.  Il corso risponderà alle seguenti domande:

✔ Come progettare una strategia efficace di Marketing su Facebook?
✔ Come lanciare e gestire al meglio la propria pagina Facebook aziendale?
✔ Come misurare azioni e performance quotidiane ed efficacia nel medio-lungo periodo?
✔ Come creare dei contenuti e un piano editoriale social che funzioni?
✔ In che modo sfruttare Facebook come facilitatore di Social Commerce?
✔ Come trovare nuovi clienti ed espandere il proprio business grazie a Facebook?

#ninjaFB

Per l’occasione, ho intervistato i docenti Lorenzo Viscanti [social media strategist] e Laura Saldamarco [social media specialist], per scoprire qualcosa in più sugli argomenti che verranno trattati nel corso delle lezioni.

Volete un assaggio del corso? Venerdì 5 settembre a partire dalle 18 vi aspettiamo al free webinar di presentazione del corso.

Lorenzo, potresti raccontare ai nostri lettori come sono cambiate le Facebook Fan Page?

I cambiamenti all’interfaccia sono stati parecchi e continueranno ad essercene ancora. Quello che è cambiato maggiormente è la capacità di raggiungere il pubblico.

Fare leggere i contenuti della nostra pagina è da un lato più difficile, perché gli utenti tendono a vederli sempre meno a causa dei cambiamenti negli algoritmi del social network. D’altro canto esistono strumenti che ci consentono di andare oltre il “semplice” consumo dei contenuti che postiamo, per uscire dal social network e portare il pubblico dei fan a convertire verso azioni misurabili esterne a Facebook.

Una pagina Facebook non è più solo un insieme di contenuti testuali e foto che vengono pubblicati, ma è uno strumento di performance marketing con cui spingere gli utenti verso azioni che permettono all’azienda di raggiungere obiettivi misurabili come le vendite.

 

Laura, parliamo di piano editoriale. Come creare dei contenuti e un piano editoriale social che funzioni?

Alla base di un piano editoriale efficace c’é sicuramente la definizione di una strategia ad hoc che risponda a una serie di domande imprescindibili come per esempio: quali sono gli obiettivi della mia azienda sui social? Qual é il target che voglio colpire?

É importante poi non dimenticare che generalmente le persone che utilizzano i social network non lo fanno per comprare un prodotto e in quel momento non si sentono clienti. Da utenti, ci soffermiamo su un contenuto che riesca a generare un sentimento: curiositá, empatia, aspirazione, ilaritá… Rispettando quindi l’utente e conoscendo le nostre esigenze di business possiamo creare contenuti rilevanti e raggiungere gli obiettivi di marketing e comunicazione fissati.

like facebook

Lorenzo, 3 regole d’oro per la gestione efficace di una Facebook Fan Page?

Si parte sempre dai contenuti, anche se Facebook è sempre più advertising, performance e misurazione, la creazione di ottimi contenuti rimanel a base di qualsiasi strategia. I contenuti migliori si imparano a creare con un po’ di esperienza e con la conoscenza degli utenti della pagina. Il loro successo si misura in termini di interesse e di interazione.

Il secondo punto fondamentale è mettere in piedi un ottimo sistema di misurazione di ogni evento e azione, come le visualizzazioni dei contenuti e soprattutto i click verso il nostro sito web, la vera miniera di ricchezza che il social network ci offre.
Una volta che misuriamo tutto possiamo capire quello che stiamo facendo, ottimizzarlo e soprattutto giustificare l’investimento che stiamo facendo.

Infine, il terzo consiglio è quello di entrare veramente nella conversazione con i nostri utenti. Il successo di una pagina dipende sì dai contenuti ottimi, dagli strumenti di misurazione che ottimizzano visualizzazioni ed azioni. Ma non dimentichiamoci che siamo in una piattaforma che consente agli utenti di rispondere a ciò che diciamo. Buttiamoci nel dialogo con gli utenti per ottenere risultati fantastici.

Laura, La campagna di Social Media Marketing su Facebook che avresti voluto inventare tu?

Credo che il mercato americano, più che quello europeo, sia intriso di campagne facebook molto interessanti, basti pensare a cosa ha fatto Starbucks o alla gestione della pagina Sacebook di Oreo che crea un forte coinvolgimento a livello internazionale. Uno degli esempi italiani più recenti che ha creato un po’ di movimento e aumentato l’engagment tradizionale è firmato Barilla che durante i Mondiali ha pubblicato in tempo reale creatività molto forti che hanno generato una importante crescita della reach della pagina.

 

 

Ho l’impressione, tuttavia, che oggi manchino degli esempi di campagne FB ben integrate con il resto della comunicazione e che riescano a produrre risultati che vadano oltre il mondo del social di cui parliamo. Mi chiedo ancora quante imprese valutino il ROI del proprio impegno sui social sopratutto in termini di vendite. Quello che vorrei inventare dunque è proprio una campagna completa che possa generare risultati misurabili anche nell’offline.

Grazie Laura, Grazie Lorenzo! Ci vediamo online al Corso Online in Facebook Marketing! #ninjaFB

Ninja Social Oroscopo dal 31 Luglio al 6 Agosto

 

Questa settimana con il Sole, Mercurio e Giove dalla sua, il Leone ruggisce davvero e lo fa salendo in cattedra con un Ariete come portavoce ed un Sagittario come braccio destro. Squadra di fuoco vincente su tutti i campi!
Lo Scorpione ulula alla luna nelle notti energiche e sessualmente avvincenti, il Cancro miagola come un gattone e il Toro borbotta come un vecchio gufo sull’albero.
Il Gemelli parla un sacco in tutte le lingue, anche animali, e la Bilancia risponde, probabilmente cantando.
La Vergine nitrisce di gioia come un cavallo pazzo, il Capricorno la zittisce sogghignando.
L’Acquario sbuffa contrariato come un cane da caccia davanti ad una cockerina borotalcata che probabilmente è del segno dei Pesci.

WE-Women for Expo premia l'imprenditoria femminile

Mentre la rete si accende di polemiche antifemministe con l’hashtag #WomenAgainstFeminism, c’è chi dell’universo femminile indaga aspetti meno concettuali e punta sulle infinite risorse che un gruppo di donne messe insieme può generare. Si tratta di Expo 2015 che con il progetto WE-Women coniuga al femminile il tema del cibo e del nutrimento del pianeta.

Chi meglio di una donna conosce la ricetta della vita? Chi meglio di lei può descrivere la cultura di cui ogni ricetta può farsi testimone? Chi conosce meglio il significato del termine nutrimento?

 

Le imprenditrici di Expo 2015

Il progetto WE-Women prevede la partecipazione attiva di donne del mondo dell’arte, della cultura, della scienza e della società civile, ma anche di tante donne comuni che ogni giorno contribuiscono al nutrimento del pianeta, fil rouge di Expo 2015. Tra queste è prestata particolare attenzione a quelle donne che sognano di trasformare le proprie idee in un business nei settori agroalimentare, per la tutela ambientale e della biodiversità.

Alle imprenditrici sensibili a questi temi cari all’Expo Padiglione Italia dedica il concorso Progetti delle Donne che premierà le startup nate da menti femminili con riconoscimenti in denaro fino a quarantamila euro.

 

 

WE-Women premia i Progetti per le donne

A Expo 2015 c’è spazio per le donne di tutto il mondo, ma anche a tutti gli altri sessi che al benessere delle donne hanno dedicato la propria attenzione. Con il concorso Progetti delle donne Padiglione Italia premia, infatti, tutti quei progetti pensati per promuovere il benessere delle donne e migliorarne la vita, sia in Italia che all’estero.

Cucina, Letteratura e Arte sono femmine

Oltre alle startup e ai progetti sociali, WE-Women riconosce il valore aggiunto che le donna apportano in cucina, al mondo dell’arte e della letteratura attraverso tre progetti concatenati.

Il primo, La Tavola del mondo, è un appuntamento a tavola che aprirà l’Expo: alla vigilia dell’inaugurazione dell’esposizione universale, donne di ogni estrazione e ogni angolo della terra si siederanno insieme a gustare i piatti del cuore, quelli più rappresentativi della propria cultura e che hanno il sapore delle proprie radici.

 

 

Il legame tra cibo e letteratura è cosa nota e verrà ulteriormente rinsaldato dal progetto Il Romanzo del mondo che coinvolgerà penne femminili autorevoli che da ogni angolo del mondo racconteranno questa relazione d’amore.

Infine Global Creative Thinking coinvolgerà un gruppo di menti creative che realizzeranno un’installazione multisensoriale sul tema del nutrimento. è innegabile la sensibilità che Expo 2015 sta dimostrando per il mondo delle donne: il suo claim Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita è una delle più chiare definizioni dell’essenza di ogni donna.

30 consigli dai founder italiani agli startupper

Abbiamo chiesto a 30 co-fondatori di startup di raccontarci in poco più di un paio di tweet cosa consigliano a tutti i giovani che hanno un’idea nel cassetto e sognano di realizzarla, ripensando a quando loro stessi hanno iniziato, ma con la consapevolezza dell’esperienza accumulata.

Punti di vista diversi per formazione dell’intervistato, settore di riferimento e stadio di sviluppo della startup, ma con un evidente tratto comune: ognuno di loro è riuscito a creare dal nulla qualcosa di innovativo.

Seguire tutti e trenta i consigli è impossibile, se non altro perchè alcuni sono in completa antitesi ed altri consigliano addirittura di non ascoltare i pareri altrui e proseguire con determinazione per la propria strada.

A prescindere dai consigli, per approfondire i loro curriculum sono attivi i link ai profili Linkedin o Twitter cliccando su nome e cognome di ogni intervistato e i siti istituzionali o blog delle startup fondate cliccando sul nome della società.

Luca GiorcelliQuag

“Partite sempre da 3 semplici domande: Qual è il problema? Qual è la soluzione? Perché oraDemistificate la vostra idea. L’idea da sola non basta. Servono concretezza, una solida roadmap, priorità assegnate in base alle risorse disponibili. Progettate per la gente. Non date troppo ascolto ai consigli degli amici iperconnessi, vi porteranno fuori strada. Testate locale, con un pubblico che conoscete bene. Ma pensate sempre e comunque internazionale. Rimuovete tutte le inefficienze dall’esperienza d’uso degli utenti. Poi pensate ai castelli in aria.”

Francesca RomanoAtooma

“Done is better than perfect”. Una cosa fatta è meglio di una cosa perfetta. Consiglio ai giovani di entrare nella logica dell’azione e dell’execution, della concretezza, non aspettare le migliori condizioni, la situazione perfetta che non arriverà mai. Molto spesso ci si circonda di scuse, sul perché non si è portato a termine o non si è iniziato qualcosa, chi vuole fare trova il modo, gli altri trovano scuse.”

 Alberto D’Ottavi – Blomming

“Follow the money. L’ho già detto: “Una startup è il percorso più breve dal primo dollaro speso al primo dollaro guadagnato”. Per cui bisogna “pensare lungo”. Quattro step: Idea, Prodotto, Go-To-Market ed Economics. Talk is cheap. Execution is crucial. Pensa alle revenue. A come fare un milione. Non ti distrarre. Tutti i giorni.”

Luca Guido Zambrelli – Ideolo

Privilegiare l’incoscienza che ci rende ciechi del presente ma allo stesso tempo parte del futuro con la consapevolezza dettata dal passato che anticipare non è sempre un vantaggio ma di certo un inizio per immaginare e sognare l’innovazione – se fosse la pazzia la nostra arma come disse Steve Jobs è bene che si concentri sulle idee sul loro essere innovative ma applicabili al presente.”

Francesco RieppiSpotlime

“Lanciare il prima possibile. Cercare bene i co-founders: è il migliore investimento possibile per una startup! Perseverare: i risultati se non si molla arrivano!”

 

Linnea PassalerPazienti

“Una buona idea è utile, ma non è la cosa più importante: quello che conta davvero, per realizzare un progetto di successo, è l’esecuzione, quindi avere un team eccellente e non fermarsi mai di fronte ai no e alle cose che sembrano “impossibili”. Continuare, insistere e perseverare per trovare una strada per realizzare le cose. E’ questo che fa la differenza, alla fine: la tenacia e il talento del team.”

Francesco Nazari Fusetti – Charity Stars

“Non c’è bisogno di andare in Silicon Valley per creare una startup, almeno non da subito. In Italia ci sono meno soldi, questo è vero, ma le startup “credibili” riescono più facilmente ad ottenere un finanziamento. A quel punto si può pensare alla crescita all’estero, d’altra parte in Italia c’è solo l’1% della popolazione mondiale. CharityStars dopo un anno di attività in Italia e un finanziamento vinto ha aperto una sede operativa anche a Londra. Bisogna aspirare a diventare globali e per farlo occorre crederci.”

Federico RoeslerBulsara Advertising

“Fate un buon team, è la base di tutto. Mix di competenze ma stesso commitment per tutti. La sfida è difficile, chi tende a scoraggiarsi facilmente è meglio che non cominci proprio. Meglio un’idea imperfetta con un ottimo team che un team imperfetto con un’ottima idea. In questo modo il futuro sarà vostro.”

Barbara LabateRisparmio Super

“Non sviluppare un prodotto che non useresti. Qualsiasi prodotto o servizio deve essere semplice. Non basta avere un’idea e dire voglio fare una start up, se ne sentono di tutti i colori ultimamente, bisogna studiare il mercato, fare dei test, capire se il cliente finale comprerebbe/userebbe il prodotto/ servizio, capire chi sono i concorrenti, insomma studiare! Non cercare investitori se si può far da soli con qualche sforzo economico.”

Andrea De SpirtJobyourlife

“Ascoltate chi usa il vostro prodotto. Chi usa il vostro prodotto è l’unico che lo conosce veramente. Pensate al vostro pubblico come se fosse il vostro migliore amico. E non abbiate paura di cambiare, di fare il famoso pivot. Cambiare è coraggio, non debolezza.”

Gian Luca Ranno – Gnammo

“Sbaglia, impara, sogna, cadi, rialzati, ma non perdere mai l’entusiasmo. Queste parole sono perfette per un bimbo che impara ad andare in bici, ma questo è quello che fa uno startupper; pedalare. Impariamo a misurarci, diamoci obiettivi a breve ma pensiamo in grande. Capiamo dove migliorare, ma non smettiamo mai di alimentare il sogno che ci ha fatto intraprendere questa folle avventura che si chiama startup. Perché se smettiamo di sognare, smettiamo di lottare e se cadiamo non ci rialziamo più.”

Emanuela Zaccone tok.tv

Imparate a farvi (le giuste) domande. Se avete molti interrogativi non significa che siete sulla strada sbagliata, significa che state evitando di sentirvi fare le stesse domande da chi domani dovrà decidere se finanziarvi o meno, se fare parte del vostro team o meno. “

Francesca Cavallo & Elena FavilliTimbuktu Labs

“Partite dai vostri valori. Immaginate dove vorreste essere tra due anni. Stabilite obiettivi intermedi e misuratevi su questi obiettivi. Capite con onestà cosa funziona e cosa no. Ripetete. Lavorate con l’obiettivo di cambiare il mondo, non di vincere una lotteria. È la cosa più bella del mondo.”

Roberto CipolliniSmappo

“Crearsi un network professionale con cui condividere le proprie idee a cui richiedere un feedback su quanto realizzato, in modo continuativo (questo è un valore importantissimo). Essere visionari nella capacità di adeguare la propria idea al mercato, così come essere capaci di chiudere (se l’idea non funziona) e passare  alla velocemente alla prossima sfida.”

Raffaele Gaito – Mangatar

“Il consiglio che non mi stancherò mai di dare è “confrontatevi con gli altri”! Il confronto è troppo spesso sottovalutato, di solito ha la meglio la paura che qualcuno possa rubare l’idea. In realtà, solo confrontandosi con gli altri si la si può validare e ci si può mettere alla prova.”

Marco de Rossi – Oliproject

E’ solo questione di tenacia e fatica. Se ti svegli ogni mattina della tua vita, 365 giorni all’anno, e come un martello persegui il tuo obiettivo fino a quando non vai a dormire, al successo – piccolo o grande che sia – ci arrivi. Keep Focused, il resto è rumore.”

Gian Luca Petrelli – Bemyeye

“Se stai lavorando a qualcosa di veramente innovativo, sappi che, strada facendo, la realtà e i tuoi clienti, ti faranno riprogettare molte volte il tuo prodotto. Inizia a confrontarti il prima possibile con gli utilizzatori e punta ad avere il “minimo prodotto fattibile” in tempi rapidi. Traction” deve essere il tuo mantra.”

Alessandtro Biggi – 20lines

“Provaci! Sii appassionato di quello che fai. Trova le persone giuste, quelle in gamba e con cui lavori bene. Costruisci velocemente e fallisci più velocemente. Fidati dei numeri più che delle intuizioni. Divertiti!”

 

Nino Lo Iacono – WIB machines

“E’ un pò difficile non scadere nella banalità, ma ciò che consiglio ai futuri startupper è di essere determinati, tenaci e di creare prima possibile un team con cui affrontare questo difficile percorso.”

Matteo Margini –Pashionvictim

“Se avete un’idea, un prototipo o una semplice interfaccia, uscite immediatamente dal luogo chiuso in cui vi trovate e parlate con le persone. Dovrà essere comprensibile anche per la nonna! Preparatevi a cambiarla mille volte, a cercare la perfezione in ogni dove e soprattutto.. a ripartire da zero!”

Guk Kim – Cibando 

“Trovate la via più veloce per fatturare e generare cassa.”

 

 

 Nicola Mattina Stamplay

Avete mai pensato a una startup come a una storia epica? Che ruolo vorreste avere? Preferireste essere l’eroe senza macchia che guida un’improbabile armata alla vittoria? Oppure il druido che conosce i segreti della magia e li mette a disposizione del team? La vostra scelta determinerà che tipo di imprenditore sarete e che contributo darete all’azienda.”

Giulia Gazzelloni – Le Cicogne

Iniziare a fare, con i mezzi che si hanno. Spesso si hanno belle idee che non si portano avanti perché nelle nostre teste manca sempre qualcosa per far diventare quella idea realtà. Non scoraggiarsi e iniziare a costruire con ciò che si ha, anche se ciò che ne verrà fuori non sarà il prodotto perfetto che ci eravamo immaginati nelle nostre teste. L’importante infatti non è avere un prodotto perfetto, è avere un prodotto che qualcuno usi. Sarà reso perfetto proprio attraverso i consigli di chi lo usa. Ascoltare i consigli di chi ci sta intorno è dunque essenziale.”

Angelo Petrosillo – Blackshape

“Il mio consiglio è diffidate. Di chi vi dice: “non si può fare”, “non fa per te”, “bello, ma non in Italia”, “questa cosa non ha mercato”, “lascia perdere”. In ultima analisi, diffidate dai buoni consigli.  Non è questo il tempo della prudenza.

 

Paolo Privitera – Pick1

“Stay focused. Don’t sweat small things. If you believe in it, don’t give up and do whatever it takes.”

 

Matteo Achilli – Egomnia

Pensate al vostro obiettivo e lavorate ogni giorno per realizzarlo. Non è detto che riuscirete, ma avrete la certezza che ogni giorno vi ci sarete avvicinati di più. Quando ne avrete la possibilità, aiutate chi se lo merita. Lavorate non solo per voi stessi, ma anche per tutte le vite che sono influenzate da voi: i vostri collaboratori, i vostri genitori, i vostri amici e i vostri partner. Non abbiate paura di fallire. Se lavorerete bene il mondo si accorgerà di voi.”

Ugo Parodi Giusino – Mosaicoon

“Secondo me uno startupper deve essere ispirato, appassionato, determinato, motivato, e molto ambizioso, deve saper gestire lo stress e godere delle piccole soddisfazioni che arrivano dal proprio lavoro che, soprattutto all’inizio, costituiscono l’unica fonte di energia positiva. Deve considerare sempre gli errori come uno stimolo, come un’ occasione per migliorarsi e risolvere problemi futuri. È fondamentale non focalizzarsi sui problemi, bensì sul potenziale di crescita e sulle opportunità che da questi possono scaturire.”

Silvia MionZOOPPA 

“Pensa per bene ma pensa veloce. Fare le cose per bene è importantissimo, ma avere i tempi giusti è altrettanto fondamentale, la vera sfida è imparare a trovare il miglior rapporto tra la realizzazione di un buon prodotto (anche se non perfetto) e la rapidità di entrata nel mercato per non perdere il time to market giusto.”

Dario Giudici – SiamoSoci

“Quando pensi di fondare una startup, prima di tutto chiediti perché e per chi lo fai. Non lanciarti solo perché a te piacerebbe un servizio che ancora non c’è. Prima di investire tempo e risorse testa il mercato e accertati che ci sia la domanda: nessuno investirà su un business che non ha mercato.

Gianluca Ferranti – Vivocha

“Confrontarsi con il mercato il prima possibile. Dimostrare trazione sin dai primi mesi risulta essenziale per validare l’idea. Trovare i primi beta customer che “scommettano” su di una idea – o poco più – nel settore Enterprise non è facile; ma se ci si riesce ci si renderà molto più credibili agli occhi dei prossimi clienti “paganti” e di  possibili investitori. Ulteriore vantaggio è quello di avere immediatamente un feedback in termine di reale valore trasferito e sostenibilità economica della proposta e conseguente posizionamento.”

Andrea Giannangelo – Iubenda

“Fate sempre il passo più lungo della gamba”.

 

 

Ecco il digital dream-team del Ninja Master Online #ninjamaster

Se ci seguite anche sui social, lo avrete letto stamattina su Facebook, su Twitter, su Google Plus o su LinkedIn: sono aperte le iscrizioni al “Master Online in Digital Marketing” della Ninja Academy.

Dopo il grande successo dello scorso anno siamo orgogliosi di presentare la seconda edizione, aggiornata e rinnovata, del “Master Online in Digital Marketing” targata Ninja Academy. Si tratta di un percorso completo per sviluppare e aggiornare le competenze dei professionisti di azienda, agenzia, startup e freelance, sulle strategie di marketing e vendita nell’ambiente digitale.

Ecco il #digitaldreamteam del #ninjamaster:

DIGITAL MARKETING con Miriam Bertoli: come costruire un piano di comunicazione efficace

 

DIGITAL PROJECTS con Giorgio Brojanigo: come ideare e gestire siti, portali, e-commerce store

 

MOBILE & APPS con Nicola Armellini: come integrare il mobile nella propria strategia di marketing

 

CONTENT MARKETING con Simone Tornabene: come pianificare, progettare e curare contenuti digitali

 

PERFORMANCE MARKETING & WEB ANALYTICS con Alessio Semoli: come generare azioni di conversione online

 

SEO & SEM con Davide Pozzi e Gianpaolo Lorusso: come sfruttare i motori di ricerca come strumento di marketing

 

SOCIAL MEDIA STRATEGY con Tommaso Sorchiotti: come usare i social media quali come strumenti di relazione e di vendita

 

DIGITAL PR con Giovanna Montera: come gestire le relazioni online con gli influencer della rete

 

EMAIL MARKETING con Marco Massara: strumenti e linee guida per ottimizzare Database, DEM e Newsletter

Se vi va di sostenere il nostro progetto, trovate tutti i materiali che stiamo pubblicando in Rete per promuovere il Ninja Master Online con gli hashtag #ninjamaster e ‪#‎digitaldreamteam‬.

Knowledge for change.
BE NINJA!