“World Under Water”, con Google Street View vedi gli effetti dei cambiamenti climatici

“World Under Water”, con Google Street View vedi gli effetti dei cambiamenti climatici

Foto via huffingtonpost.co.uk

La situazione climatica in cui viviamo non è certo delle migliori: assistiamo molto spesso a fenomeni naturali estremi, come uragani e tempeste, che radono al suolo intere regioni del pianeta e che sono dovuti anche dall’inquinamento.

Eppure i responsabili di tutto ciò siamo noi! Stiamo distruggendo il mondo in cui viviamo e il buco dell’ozono ne è la prova concreta.

Per sensibilizzare le persone a un atteggiamento eco-sostenibile le agenzie BBDO e Proximity Singapore hanno creato World Under Water, un sito web interattivo che grazie al WebGl e a Google Street View riproduce città e monumenti come apparirebbero con l’aumento del livello di emissioni di CO2, ovvero sommersi dal mare, perché secondo gli esperti il livello dell’acqua presto potrà arrivare ad aumentare fino a circa 2 metri.

“World Under Water”, con Google Street View vedi gli effetti dei cambiamenti climatici

foto via huffingtonpost.co.uk

Come riportato da Psfk, inserendo una località specifica nella barra di ricerca della homepage del sito si potranno vedere scenari quasi apocalittici e che potranno verificarsi se non impareremo a rispettare la natura e a non inquinare.

“I cambiamenti climatici sono una realtà, non possiamo ignorarlo”, esordisce il video di presentazione del progetto che è stato creato per Carbon Story, una piattaforma di crowdfunding per iniziative sul cambiamento climatico. L’organizzazione mira alla sensibilizzazione sociale per abbattere e ridurre le emissioni gas che generano l’effetto serra e la campagna “Under Water” incoraggia quindi le persone a fare la loro parte riducendo le emissioni di carbonio e sostenendo progetti che mirano ad affrontare il problema dei cambiamenti climatici.

“A fine giornata crediamo ciò che deve drammaticamente aumentare è il livello di consapevolezza e non del mare”, conclude il video.

E la tua città come sarà nel 2100, con l’effetto dei cambiamenti climatici?

Sconosciuti che si lasciano per la prima volta [VIDEO]

Sconosciuti che si lasciano per la prima volta

Avete presente quella sensazione di frenesia che si scatena in voi quando vi imbattete in un trailer mozzafiato? Un pensiero vi attraversa la mente: “con un trailer così, il film non può che essere una forza!”. E se vi accadesse anche con un libro? Noi scommettiamo che sarà così con “Sconosciuti che si lasciano per la prima volta“, un booktrailer realizzato da La Buoncostume, JacknRoll e Francesco Perinetti Casoni.

Vi ricorderete senz’altro di “First Kiss“, il virale super romantico che qualche settimana fa ha fatto innamorare un po’ tutti: presentato inizialmente come opera autonoma della fotografa Tatia Pllieva, pochi giorni dopo il rilascio ne è stata rivelata la paternità del brand di abbigliamento Wren. Ad alcuni la cosa non è apparsa per nulla strana, altri hanno dichiarato il loro disappunto, ma la macchina virale si era oramai messa in moto: cosa c’è di più potente da condividere di un bacio tra sconosciuti? Magari, degli sconosciuti che si lasciano!

Dieci coppie di persone che si incontrano per la prima volta e si lasciano: questo è “Sconosciuti che si lasciano per la prima volta“, e dopo “First Kiss” l’effetto è esilarante. Stesse inquadrature, stessa fotografia, effetto tutto nuovo. Un po’ comico, un po’ grottesco, un po’ anche commovente.

Sconosciuti che si lasciano per la prima volta

Sconosciuti che si lasciano per la prima volta

Sconosciuti che si lasciano per la prima volta

Sconosciuti che si lasciano per la prima volta

Sconosciuti che si lasciano per la prima volta

Vede l’alba con questo primo video il progetto #silascianotutti, una serie di filmati volti a promuovere l’omonimo libro “Si lasciano tutti“, opera di Simone Laudiero, uno dei quattro componenti de La Buoncostume.

Sconosciuti che si lasciano per la prima volta

A “Sconosciuti” seguiranno altre clip, un numero indefinito, piccoli prodotti agili e virali che hanno due scopi: far circolare il nome del libro, ma ancora di più provare a esplorare una nuova qualità di booktrailer.

Facebook F8: ecco le novità introdotte per gli sviluppatori

Il 30 aprile si è tenuta F8, la Conferenza globale per sviluppatori di App nella quale sono state raccontate e lanciate le ultime novità: nuovi strumenti e piattaforme di advertising mobile per developer di app.

L’interesse di Zuckerberg è quello di aiutare gli sviluppatori a creare applicazioni, aumentarne la diffusione e permettere loro di monetizzare. E’ chiaro il suo tornaconto: se le app legate a Facebook crescono, il social network continua ad esistere e a crescere esso stesso.

Le novità principali annunciate sono 3. Il nuovo login, Facebook Audience Network per annunci mobile e nuovi tool/strumenti per smartphone (send to mobile, like botton, FacebookStart).

In tutti e tre i casi le novità, ovviamente, tendono a soddisfare gli utenti finali (vedi nuovo login e novità per il mobile) e allo stesso tempo i developer oltre a tentar di facilitar loro il lavoro (vedi Facebook Audience Network).

Come? Lo vediamo grazie alla descrizione delle singole novità.

Nuovo login

Spesso quando si scarica una nuova app viene chiesto se si vuole fare il login tramite Facebook; questo può risultare comodo per non dover ricordare gli ennesimi username e password, ma allo stesso tempo implica il dover per forza condividere le proprie informazioni con l’app. Questo può non piacere e a volte si sceglie di non scaricare una applicazione proprio per questo motivo.

Ecco la novità l’introduzione di un login nuovo.  Zuckerberg ha dato ai developer la possibilità di inserire un login che lascia libero l’utente di decidere quali informazioni condividere o addirittura di accedere in modo anonimo all’app.

In questo modo ha fornito maggior controllo alle persone sui loro dati e una possibilità in più all’app di essere scelta.

Facebook Audience Network per adv mobile

Si tratta di una piattaforma che permette agli sviluppatori di scegliere fra diversi formati per i propri annunci pubblicitari sul mobile: banner, interstitial (finestre pop up in java o java script) o native advertising. Una possibilità in più.

Nuovi tool per smartphone

Facebook ha annunciato anche l’introduzione di nuove funzionalità che facilitino la conversazione fra smartphone e Facebook. La funzione che sarà introdotta dagli sviluppatori di app si chiama send to mobile.

Questa novità permette a chi fa il login tramite Facebook su un determinato sito, di ricevere sul proprio smartphone una notifica che gli segnalerà la possibilità di scaricare direttamente la versione mobile dell’app.

Viene data la possibilità di mettere inserire un pulsante like attraverso cui gli utenti potranno esprime il loro apprezzamento su determinati contenuti dell’app.

Inoltre, sempre a proposito di contenuti, quelli delle applicazioni potranno essere condivisi con altri utenti semplicemente tramite Facebook Messenger

Aggiornamento di Parse

E’ stato annunciato l’aggiornamento di Parse (una piattaforma cloud che fornisce servizi e strumenti agli sviluppatori). I suoi prezzi sono stati aggiornati e ribassati per agevolare i developer.

Parse, lo strumento che permette ai creatori di testare le App, ha introdotto alcuni tool che permettono di lavorare anche offline. In più è stata migliorata la stabilità dell’intera piattaforma.

FacebookStart

FbStart è un programma che aiuta le start up a crescere grazie ad un pacchetto di risorse e strumenti free. In pratica Facebook offre a sviluppatori ancora all’inizio degli strumenti che li agevolano. È possibile richiedere di essere inseriti nel programma e, una volta selezionati, si riceve un credito che è possibile utilizzare per gli annunci oppure su Parse.

Per approfondire ecco i link ai video di F8.

Appunti di videomaking sul piano americano [HOW TO]

piano americano esempio

Dall’emozione del primo e primissimo piano all’azione , cosa è cambiato dal tempo dei cowboys? Prima che il medium Televisivo si diffondesse su così larga scala, prima che le telenovelas sudamericane prendessero piede, prima che la pornografia dei sentimenti fosse all’ordine del giorno, il tipo di inquadratura maggiormente utilizzato per il dialogo tra personaggi era il piano americano anziché il primo o il primissimo piano.

Le origini

Il piano americano inquadra l’attore (o gli attori) a partire dal ginocchio/metà coscia all’insù fino a mostrare l’orizzonte oltre la testa dell’attore, cattura gesti e linguaggio del corpo, si adatta perfettamente a scene di dialogo, ancor meglio se di gruppo. Già utilizzato agli albori del cinema, il piano americano è poi diventato consuetudine del genere western, in quanto permetteva di mostrare i gesti dei pistoleri nel momento stesso in cui estraevano le pistole dalla fondina.

Le nuove armi del piano americano

Ad oggi, gli obiettivi prefissati dal piano americano appena elencati sono pressoché simili..a cambiare sono le armi!
Qui tre diversi esempi tratti da tre differenti (per tematiche, ambientazione, genere, periodo storico, ecc.) serie televisive dell’ultimo decennio.

This is not Meth!

Iniziamo con la più attuale, Breaking Bad, in questa scena, il duello è tra l’audace furberia e la forza bruta.

piano americano fotografia
piano americano campi cinematografici
piano americano campi e inquadrature

Entrambi i protagonisti sono incorniciati in un piano americano, e non è un caso, ci vuole poco affinché la sfida si accenda: di qui SPOILER ALERT il nostro Walter White mostra l’inganno del fulminato di mercurio, mostrandosi più pericoloso del sanguinario Tuco Salamanca.

This is England

E’ il titolo dell’omonimo film e dell’omonima serie, precisamente la scena in oggetto fa parte dell’Episodio 1 di This is England ’86.

inquadrature

L’arma qui ha un significato prettamente simbolico SPOILER ALERT Woody, il primo personaggio sulla sinistra, è personaggio principale del duello prima del matrimonio, dalla parte del “nemico” c’è la sua amata Lol e ovviamente le fedi nuziali. A fianco c’è l’amico, il quale occupa il centro dell’inquadratura: qualche altro episodio e si capirà il motivo di quel tipo di collocazione spaziale.

This is a cushion

Veniamo ora ad una sit-com britannica: Coupling, serie vecchiotta ma, pur ripercorrendo lo schema dei 6 amici con relativi accoppiamenti a mò di Friends, paradossalmente unica nella sua assurdità.

piani cinematografici

E’ il cuscino la chiave di volta di questa lotta verbale. Gli schieramenti sono ben definiti, i gusti bon ton di Susan sono corroborati dagli arredatori (a destra), gli amici di Steve (tra cui l’ex, Jane) sembra che sostengano le tesi di lui (a sinistra). Lo schermo dunque risulta diviso dai due protagonisti del “duello” e le relative tifoserie, il tema: la solita solfa uomo vs donna. E a partire dall’arredamento si sfocia poi in questo.

L’evoluzione dell’azione nel piano americano

I tipi di duello possono essere dunque molteplici, come pure le armi ben diverse dal solito pistolone: fulminato di mercurio, fedi nuziali, cuscini. L’archetipo del piano americano è già ben definito dagli anni ’20, sta ora alla vostra costruzione della scena donare un tocco di brio al tutto, tenendo ben presente che la collocazione dei personaggi non è mero esercizio stilistico, piuttosto è strettamente funzionale all’intreccio stesso della vicenda che vorrete raccontare.

John Lewis, “mai fermi” da 150 anni [VIDEO]

Quello che rende forte un brand nel corso degli anni è il sapersi reinventare nel tempo, riuscendo ad adeguarsi ai cambiamenti generazionali, mantenendo una personalità forte e distintiva, ma al contempo dinamica.

John Lewis è la catena di grande distribuzione che accompagna dal 1864 lo shopping del popolo britannico e per celebrare i 150 anni trascorsi dall’apertura del primo Flagship Store di Oxford Street a Londra ha lanciato la campagna “Never Standing Still” con un commercial molto interessante.

Il video mostra le abitudini dei diversi consumatori, in un flusso dinamico di scene di vita quotidiana, in cui i cambi di scena tra i vari soggetti avvengono in un gioco temporale passato/presente, al fine di rimarcare come John Lewis sia da un secolo e mezzo presente nella vita dei suoi consumatori e soprattutto raccontare come gli stessi siano cambiati nel tempo.

John Lewis, “mai fermi” da 150 anni [VIDEO]

John Lewis, “mai fermi” da 150 anni [VIDEO]

John Lewis, “mai fermi” da 150 anni [VIDEO]

John Lewis, “mai fermi” da 150 anni [VIDEO]

John Lewis, “mai fermi” da 150 anni [VIDEO]

John Lewis, “mai fermi” da 150 anni [VIDEO]

Lo spot è accompagnato da una cover by Gaz Coombes di un pezzo dei The Kink di tutto rispetto, il cui testo ovviamente è incentrato sul fluire del tempo: “This time tomorrow”.

Il marketing di John Lewis si affida ancora all’agenzia Adam&Eve DDB che mantiene un filone filo-nostalgico legato al binomio past/present, come già fatto per il commercial istituzionale “What’s important doesn’t change”, con toni prettamente emozionali come nel più famoso spot di Natale del 2011 “For gifts you can’t wait to give”.

Il lancio della campagna è avvenuto il 2 Maggio, data dell’apertura del primo punto vendita, con la messa in onda dello spot in prima tv e sui canali video non istituzionali e prevede inoltre una notevole copertura stampa, social media e outdoor con billboard e installazioni vicine ai diversi flagship delle grandi città.

Previsioni Istat: sfuma la crisi economica

Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6%, seguito da una crescita dell’1% nel 2015 e dell’1,4% nel 2016. Questo è quanto precisa sin dalle prime righe il report “Le prospettive per l’economia italiana nel 2014-2016“, pubblicato pochi giorni fa dall’Istat.

La nota ricerca, afferma che la caduta del Pil italiano iniziata nel 2011 si è arrestata nell’ultimo trimestre del 2013. Nei prossimi anni, l’evoluzione dell’attività economica italiana, di fatti, è attesa proseguire secondo ritmi moderatamente positivi e sarebbe favorita anche dal graduale venire meno di alcuni principali fattori di incertezza.

Consumi in lieve aumento

Nel 2014 la spesa per consumi delle famiglie italiane è prevista in lieve ripresa (+0,2%) dopo tre anni di riduzione.

L’aumento dei consumi sarebbe sostenuto soprattutto da un incremento del reddito (alimentato dalle misure fiscali a favore dei redditi da lavoro dipendente) e dal clima di fiducia che si sta diffondendo nel nostro paese rispetto alla pesante recessione che ci sta attanagliando ormai da diverso tempo.

Per effetto di questi fattori, secondo le previsioni Istat, la spesa per consumi privati è prevista in aumento dello 0,5% nel 2015 e dell’1% nel 2016.

Ripresa degli investimenti

Quest’anno è attesa una ripresa significativa dei tassi di crescita degli investimenti che si consoliderebbe nel 2015 e nel 2016.

Nel 2014, le prospettive di rilancio della domanda interna e il graduale miglioramento delle condizioni di erogazione del credito da parte del sistema finanziario determinerebbero, in particolare, un aumento dei tassi di accumulazione di beni capitali pari all’1,9%.

Nel 2015, la ripresa internazionale e il progressivo rasserenamento delle condizioni per investire costituirebbero i principali fattori a sostegno degli investimenti, che sono previsti in aumento del 3,5% e per il 2016 del +3,8%.

Disoccupazione in calo

Leggero calo di disoccupazione negli anni 2014-2016. Le previsioni affermano che il tasso di disoccupazione raggiungerebbe infatti quota del 12,7% nel 2014 e una riduzione nel 2015 al 12,4%, per poi scendere ulteriormente nel 2016.

In particolare, le unità di lavoro si ridurrebbero dello 0,2% nel 2014 per poi aumentare dello 0,6% nel 2015 e dello 0,8% nel 2016.

Inflazione in moderata ripresa

Le prospettive per i prossimi mesi delineano una moderata ripresa dell’inflazione, che tuttavia dovrebbe mantenersi inferiore all’1% per gran parte dell’anno.

Nel 2015 si dovrebbe concretizzare, invece, una ripresa relativamente più significativa della dinamica dei prezzi, con una crescita della spesa delle famiglie pari in media d’anno all’1,3%. La tendenza proseguirebbe poi anche nel 2016.

Ovviamente, cosa importante e per questo non da non dimenticare è che tali previsioni economiche sono particolarmente legate all’evoluzione della domanda internazionale, all’andamento del tasso di cambio e dell’offerta di credito che sono soggette sempre a forte incertezza.

Unconventional Days: Nike [-1 al corso in "NON-CONVENTIONAL & VIRAL MKTG"]

Guerrieri, domani è il gran giorno: comincia il Corso in Aula in Non-Conventional e Viral Marketing targato Ninja Academy, i cui partecipanti scopriranno i poteri del marketing non convenzionale. E oggi si concludono anche i nostri Unconventional Days, ecco l’ultima iniziativa fuori dalle righe!

Il calcio, si sa, è fonte di ispirazione per molti. Quando si parla di Mondiali, Europei e Champions League i più importanti brand del mondo fanno a gara, a colpi di adv sempre più geniali, per aggiudicarsi un posto nella storia. Non poteva mancare all’appello Nike!

I messaggi che Nike ha voluto trasmettere sono tanti: la potenza del calcio (da leggere anche come lo strapotere dell’iconico brand americano sul mondo dell’abbigliamento sportivo), cosa c’è alla fine del leggendario Swoosh (dov’è finito il pallone che hai tirato con quella potenza?) e poi, perché no, una piccola vendetta.

Alzi la mano che di voi non ha mai giocato a calcio nei posti e negli orari più più assurdi facendo infuriare il vicino di casa che – regolarmente – ci sequestrava o, alla peggio, ci bucava il pallone? E Nike risponde: beccati questa!

5 consigli per ottimizzare il nuovo profilo Twitter

Nuovo profilo Twitter firstlady

Ha suscitato molte polemiche, ma alla fine è arrivato; parliamo del nuovo profilo Twitter, accusato di essere troppo simile ai profili di Facebook. Certo, l’immagine dell’header ci ricorda molto l’immagine di copertina, e la foto profilo è in una posizione altrettanto ispirata al social di Zuckerberg, ma non siamo qui a parlare di questo.

Quando ci troviamo di fronte ad una novità non dobbiamo solo conviverci, ma imparare a tirarne fuori il meglio. Per questo oggi vogliamo condividere con voi 5 consigli suggeriti da Buffer Blog per sfruttare tutto il potenziale dei nuovi profili di Twitter.

Ma prima parliamo di queste novità. Quali sono?

Foto profilo più grande: non si tratta più di un piccolo quadratino dai bordi spessi perso tra il nome e la descrizione. Ora abbiamo a disposizione uno spazio che la mette in risalto. La dimensione ideale, ci dice Twitter, è di 400×400 pixel.

Immagine dell’header personalizzabile: anche prima avevamo uno spazio in cui inserire un’immagine a nostra scelta, ma non godeva di un’ottima visibilità in quanto era nascosta dalla foto, dal nome e dalla descrizione del nostro profilo. Ora quest’immagine ha uno spazio tutto suo e tra poco vi diremo come sfruttarlo al meglio. Ah, la dimensione consigliata è di 1500×500 pixel.

Tweet migliori evidenziati: i tweet che ottengono maggior engagement rimarranno ben visibili nel vostro stream grazie ad un carattere di dimensione maggiore.

Tweet fissati in alto: potete fissare uno o più tweet in cima al vostro stream per dargli visibilità.

Tweet filtrati: mentre navigate potete scegliere quali tweet visualizzare sul vostro profilo o quello degli altri. Potrete scegliere tra tweet, tweet con risposte e tweet con immagini o video.

Visualizzazione a griglia dei follower con un’anteprima dei relativi profili.

Ora che abbiamo visto insieme quali sono le novità, vediamo un po’ come possiamo sfruttarle al meglio.

1 – Immagini dell’header: impariamo da Facebook

L’immagine di copertina in Facebook è usata in molti modi, ma lo scopo sostanzialmente è uno: dare una buona impressione e far sì che i visitatori restino sulla pagina. Ecco, su Twitter dovete fare lo stesso. Per fare questo potete:

  • creare un collage di immagini che i follower hanno condiviso con voi in modo da creare un legame con gli utenti;
  • mostrare il dietro le quinte della vostra attività, magari con una foto degli uffici;
  • usarla come spazio pubblicitario con immagini dei prodotti o servizi che offrite.

2 – Fissate dei tweet utili agli utenti

Twitter ora vi offre la possibilità di non far perdere i vostri migliori tweet nello stream. Ma quali sono quelli che vale davvero la pena tenere in alto ben visibili? Le possibilità sono molte:

  • un tweet che ricordi di un prossimo evento;
  • un annuncio riguardante la vostra azienda;
  • un tweet che ricordi agli utenti chi siete e qual è la vostra missione;
  • un tweet che susciti un’emozione.

Ricordate il potere dell’emozione sui social, un messaggio positivo in primo piano può anche esservi molto utile in termini di visibilità; infatti si tratta di un tweet che in quanto tale può essere retwittato e può portare nuovi utenti sul vostro profilo, ergo potenziali nuovi follower.

3 – Condividete più foto e video

È ormai provato che il contenuto visivo suscita più engagement. Buffer ha effettuato uno studio in cui ha appurato che i tweet con foto ricevono il 150% in più di retweet.

Con questo aggiornamento Twitter vuole anche dare maggiore visibilità ai contenuti visivi, tant’è che le immagini godranno di una visibilità maggiore. Inoltre, proprio sotto l’immagine dell’header, ora c’è un tasto apposta per avere accesso esclusivamente ai tweet contenenti foto o video.

4 – Un consiglio per le risposte

Se volete che un tweet rimanga visibile, non iniziatelo usando il simbolo @. Vi diciamo questo perché Twitter riconosce questi tweet come risposte o come parte di una conversazione e non li mostra nello stream principale. Infatti nei nuovi profili è stata aggiunta l’opzione per vedere i tweet insieme alle relative risposte.

Un trucco per far sì che un tweet compaia nello stream principale è mettere un punto prima dell’inizio: scrivete “.@” e “fregherete” il sistema.  😎

 

5 – Ripensate la vostra strategia per i preferiti

Fin’ora molti di noi hanno usato la possibilità di preferire un tweet come una sorta di gratificazione, un equivalente del “Mi Piace” di Facebook. Con il redesign del profilo i vostri preferiti hanno ora un ruolo di rilievo e forse preferire i tweet per chiudere le conversazioni o gratificare chi vi menziona non è la migliore strategia.

Uno stream dei vostri tweet preferiti può dire molto di voi, quindi potrebbe essere utile usare questo spazio per far sì che chi vi segue trovi tweet che per voi hanno davvero avuto un significato e vi riflettano.

Allora, che ne pensate dei nuovi profili? Vi saranno utili questi consigli? Ne avete altri per noi? Fateci sapere!

Come coniugare Social Media e Storytelling? [VIDEO]

Ninja Corso Online in Corporate Storytelling

Si è svolto martedì 6 maggio il free webinar del Corso Online in Corporate Storytelling della Ninja Academy: una lezione gratuita in cui Andrea Fontana, docente del corso, ha presentato alcuni scenari del Corporate Storytelling, introducendo i primi elementi distintivi utili alla definizione di un piano di narrazione aziendale mirato, identificando le principali competenze del Corporate Storyteller.

E se ve lo siete persi? Nessun problema, perché la Ninja Academy ha pensato anche a voi! 😎

Iscriviti al Ninja Corso Online in Corporate Storytelling

Il Corso Online in Corporate Storytelling della Ninja Academy intende offrire ai partecipanti una panoramica estremamente aggiornata sul vasto mondo del Corporate Storytelling, offrendo scenari evocativi, tecniche espressive e spunti pratici con i quali poter sviluppare una narrazione efficace, in grado di impattare sul coinvolgimento delle persone dell’impresa, e di conseguenza verso i propri clienti e il proprio business.

▨ Le tecniche del corporate storytelling.
▨ Costruire un piano di narrazione aziendale mirato.
▨ Sfruttare il potere delle storie attraverso una “narrazione emozionante“.
▨ Il Visual Storytelling e la sequenza narrativa.
▨ Coniugare Social Media, Storytelling e Visual Storytelling.

Vantaggi del Corso Online

✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Attestato di partecipazione

Iscriviti al Ninja Corso Online in Corporate Storytelling

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.
BE NINJA.

L'IPO di Alibaba conquista l'America

Il colosso dell’ecommerce cinese Alibaba, di cui avevamo già parlato qui poco più di un anno fa, ha scelto Wall Street per la sua imminente quotazione in borsa, incaricando cinque banche (Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, JpMorgan Chase e Morgan Stanley), che riceveranno lo stesso ammontare di commissioni per la transazione pari probabilmente all’1% del capitale raccolto.

I business media si stanno occupando da un anno di questa operazione, le aspettative sono alte, gli articoli titolano con superlativi relativi “la più grande offerta pubblica della storia tra le società tecnologiche”. Del resto definire Alibaba come un ecommerce è piuttosto riduttivo, in un articolo di Forbes viene identificato come una combinazione tra Amazon, Ebay e Paypal. Il motivo è che accanto al brand Alibaba ci sono rispettivamente un sito di vendita B2C Taobao e un servizio di pagamento chiamato Alipay.

Detenere l’80% del commercio elettronico cinese implica che per la popolazione cinese Alibaba è sinonimo e-commerce tanto quanto per noi italiani Nutella significa crema alle nocciole.

Passiamo ai numeri per capire meglio di cosa si tratta:

  • 21,000 dipendenti lavorano per Alibaba, il che significa più dei dipendenti di Yahoo e Facebook insieme.
  • 248 miliardi di dollari è il fatturato del gruppo Alibaba nel 2013, il che significa più della somma dei fatturati di Ebay ed Amazon dello scorso anno.
  • Taobao è uno dei 20 siti più visitati quotidianamente al mondo.
  • 24% è la quota di azioni detenute da Yahoo, valutate 37 miliardi di dollari, acquistata nel 2005 per 1 miliardo di dollari.
  •  2020 è l’anno in cui si prevede che la crescita del mercato e-commerce cinese arrivi a superare la somma degli esistenti mercati di America, Inghilterra, Giappone, Francia e Germania combinate.
  • 60% è la percentuale di spedizione targate Alibaba rispetto al totale di spedizioni cinesi.
  • 3,06 miliardi di dollari è il record di fatturato giornaliero.

La stima della capitalizzazione di Alibaba nelle due ipotesi (ottimistica e pessimistica) si aggira nel range tra 136 e 250 miliardi di euro, il che significa posizionarsi nella migliore delle ipotesi tra Microsoft e IBM.

Le dichiarazioni del fondatore Jack Ma, attualmente detentore dell’8,9% del capitale, si esprimono con l’intenzione, più che prudenziale, di raccogliere un miliardo di dollari a Wall Street.

La IPO di Alibaba è continuamente comparata a quella del 2012 di Facebook, perché secondo le stime è proprio intorno ai 15 miliardi di dollari che si aggira la possibile quotazione, rispetto ai 16 di Zuckemberg. Altra differenza che viene sottolineata da più fonti è come Alibaba sia pressoché sconosciuta, o addirittura snobbata dalle aziende della Silicon Valley.

Gli investimenti del colosso cinese iniziano però a riguardare l’America sempre più da vicino, tramite l’acquisizione di ShopRunner e Lyft per esempio, tanto quanto nella conquista dei mercati emergenti come Africa e Asia. La competizione è più che palese, basta guardare il video di WeChat Sud Africa (della cinese Tencent) che ritrae il CEO di Facebook dal terapista.

I tentativi americani di invadere il mercato cinese sono ad oggi falliti, perché come dice James Mc Gregor di APCO Worldwide:
“I cinesi vogliono il loro Facebook e il loro Twitter. Non è un mercato aperto alle internet company straniere”.

Non si tratta quindi solo della più grande quotazione della storia delle tech company, bensì della battaglia all’egemonia globale di internet, dello scontro diretto dei cinesi in America, ed indiretto rispetto ai mercati emergenti.