Rent The Runway ti noleggia lo stile

L’eCommerce non è l’unico modo per risparmiare tempo (e denaro) sugli acquisti, specie se griffati. Rent The Runway rivoluziona  il modo di vestirsi online permettendo di affittare abiti, accessori e anche il trucco, utilizzarli e rispedirli con tanto di busta preaffrancata.

Hai presente quel vestito perfetto, costoso certo, ma che si abbina incantevolmente ai tuoi sandali tacco 12 e la mini pochette. Adattissimo per l’occasione ma un po’ troppo caro, e probabilmente rimarrà nell’armadio fino alla prossima cerimonia, per quando sarà già fuori moda.

Accaparrarsi temporaneamente questi articoli è molto semplice: basta scegliere tra quelli presenti sul sito, selezionare il periodo di noleggio (è previsto un massimo di 8 giorni) e l’abito per la cena elegante arriva direttamente a casa, in due taglie, con l’imballo per la restituzione.

Il modello di business di Rent The Runway

Il modello di business del Rent The Runway è unico: i due fondatori Jennifer Hyman e Jennifers Fleiss hanno costruito una vera e propria collaborazione con i  progettisti di moda che, assieme  all’esposizione sul web, dispongono di una vera e propria piattaforma per vendere le loro creazioni. Gli stilisti possono così ricevere feedback su quali colori e stili risultano più popolari, ma hanno anche una valutazione su come i capi vestano. Accanto all’articolo indossato da una modella professionista, si può valutare meglio l’effetto dell’abito indosso ad una persona comune, che rispecchia le caratteristiche della ricerca per taglia e altezza.

In questo modo Rent The Runway riesce ad accaparrarsi grandi sconti quantità e un’ampia scelta di taglie sulle nuove collezioni.

Ma Rent The Runway è rivoluzionario anche per un’altra ragione: partendo da una idea semplicissima, che è quella dell’abito da sera a noleggio, soluzione tipicamente maschile per lo smoking, la applica ad una scelta infinita di modelli di abiti e accessori. La carta vincente di questa realtà imprenditoriale infatti è anche la grandissima varietà sia negli stili e nei modelli che nelle taglie, prendendo in considerazione davvero l’universo femminile nella sua totalità. E dato che spesso è l’accessorio a fare la differenza, ecco che le moltissime combinazioni possibili rendono il business vincente.

Lo showroom per “toccare con mano”

Da qualche tempo, poi, le più fortunate possono recarsi direttamente nello showroom di Rent The Runway, per provare gli abiti che poi potranno ordinare come di consueto sul sito. In questo modo i clienti hanno la possibilità di provare la qualità oltre che i modelli a disposizione e le ragazze di Rent The Runway possono instaurare un rapporto più diretto con le proprie utenti, superando uno dei problemi più difficili dell’eCommerce in generale, cioè il rapporto di fiducia con un cliente che non può “toccare con mano”.

Il successo della startup

Rent The Runway è davvero un bell’esempio di startup che dall’online è passata solo in un secondo momento allo street store.  Partita a novembre 2009 solo con il sito, già all’inizio del 2010, Rent the Runway si era assicurato 15 milioni di dollari di finanziamento da parte di Bain Capital Ventures e Highland Capital. Nel maggio 2011, poi, le ragazze di Rent the Runway hanno ottenuto un ulteriore finanziamento di 15 milioni di dollari da Kleiner Perkins Caufield & Byers (KPCB).

Dall’aprile del  2013, Rent The Runway conta oltre 3 milioni di iscritti e la società è presente anche in oltre 150 campus attraverso il programma Runway Rep, che coinvolge proprio gli studenti nell’esperienza di promozione del servizio.
Nel giugno 2013, infine, con l’acquisizione di  Go Try It On, il sito ha permesso agli utenti di caricare foto, aggiungere descrizioni e commentare i vestiti di altri utenti, facilitando l’interazione e la scelta dei modelli da noleggiare.

Preferisci aspettare la fata che ti trasformi in Cenerentola in tempo per il ballo? Oppure affitti l’abito su Rent The Runway?

Presentata in Parlamento la prima proposta di legge scritta su un social network [INTERVISTA]

LEX la prima legge scritta in un social media

#LEX: la prima legge scritta in un social media

Per la maggior parte delle persone il percorso che porta alla promulgazione di una legge è un procedimento di difficile comprensione, impossibile da affrontare singolarmente, comunemente delegato dopo il voto. L’art.71 della Costituzione cita:

L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

La crescita dei social media mainstream sta però livellando la differenziazione dei contenuti condivisi e, come naturale conseguenza, nascono sempre più spesso micro social tematici, per attività talmente particolari da richiedere una piattaforma dedicata e funzionalità specifiche.

È il caso di #LEX, il social del Movimento 5 Stelle, nel quale i portavoce eletti al Parlamento del M5S si confrontano con gli iscritti e producono leggi attraverso commenti e like. Il 5 febbraio scorso è stata presentata in Parlamento la prima legge scritta con i cittadini, ne parliamo con Giuseppe Brescia, Portavoce alla Camera per il M5S e primo firmatario della proposta di legge.

Giuseppe Brescia, Portavoce alla Camera per il M5S

Giuseppe Brescia, Portavoce alla Camera per il M5S

Cos’è #LEX e come funziona?

#LEX è il Sistema Operativo messo a disposizione degli iscritti al M5S per la discussione delle proposte di legge online. Con questo strumento il parlamentare portavoce può discutere con i cittadini la propria proposta, raccogliere utili suggerimenti e migliorarla.

In questo modo si ottengono diversi effetti positivi: non solo si migliora la legge, ma i cittadini sono più consapevoli dell’azione dei propri rappresentanti e diventano essi stessi protagonisti delle iniziative parlamentari.

Perché avete deciso di integrare, nella fase di sviluppo di una proposta di legge, un social media?

La società odierna è in continua evoluzione mentre le istituzioni, purtroppo, non riescono a tenere il passo.

Pensiamo al mondo dell’informazione: i mezzi di stampa tradizionali sono legati ad un vecchio concetto di monodirezionalità della comunicazione, i giornali scrivono la loro “verità” ed il destinatario dell’informazione non può fare altro che accettarla passivamente senza poter replicare, si crea così una specie di “oligarchia” dei detentori della verità.

Il web 2.0 ha invece trasformato la comunicazione in bidirezionale e finalmente i destinatari, i cittadini, diventano parte attiva nel processo di costruzione della verità.

La nostra speranza (e lo si evince anche dalla prima proposta discussa su LEX “Abolizione del finanziamento pubblico all’editoria”) è che stampa e TG si adeguino il prima possibile e reagiscano elevando la qualità del loro servizio a beneficio di tutti. Lo stesso discorso vale per il mondo della politica: vogliamo che i cittadini, che sono i fruitori e talvolta le vittime delle scelte politiche, possano tornare ad essere parte attiva nei processi decisionali. Il M5S si propone come una forza che accelera i processi innovativi delle istituzioni e #LEX ne è l’esempio.

Home page del social media del Movimento 5 Stelle

Home page del social media del Movimento 5 Stelle dedicato alla discussione delle proposte di legge

Che tipo di rapporto si è instaurato tra il primo firmatario e gli utenti che sono intervenuti?

Collaborazione e rispetto.

La prima proposta è stato un grande esperimento di democrazia partecipata ed è stato un onore per me fare da pioniere. C’era soprattutto entusiasmo nei commenti e gran voglia di dire la propria. Alcuni hanno anche fatto giuste critiche e segnalato possibili rischi, e grazie a loro abbiamo migliorato notevolmente la nostra proposta.

Che livello di qualità avete ottenuto nei commenti alla legge sul finanziamento pubblico all’editoria?

La maggior parte degli utenti era semplicemente d’accordo con l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria, e quindi si limitava ad esternare la propria soddisfazione per la coerenza dei propri rappresentanti che hanno tradotto in atti legislativi reali le promesse della campagna elettorale (un unicum in questo paese).

Qualcun altro ha invece approfondito e sollevato perplessità argomentandole e noi (in questo mi ha dato un grande aiuto il mio collaboratore) abbiamo selezionato i commenti più frequenti e le posizioni più condivise, abbiamo portato tutto il materiale all’attenzione degli altri componenti M5S della commissione parlamentare competente (in questo caso la commissione VII – Cultura) e con loro abbiamo deciso quali suggerimenti integrare e quali no.

Infine abbiamo elaborato una relazione finale per spiegare a tutti quale iter decisionale si fosse seguito.

Relazione finale della proposta di legge

Relazione finale della proposta di legge

Se potesse aggiungere una funzione che ancora non esiste nella piattaforma attuale, quale aggiungerebbe?

Essendo stati i primi a sperimentare questo nuovo strumento, abbiamo anche segnalato allo staff diverse possibili integrazioni, molte delle quali sono state già inserite: più che altro accorgimenti tecnici.

Ad esempio visto l’alto numero di commenti pervenuti, abbiamo manifestato l’utilità di poter inserire una specie di tasto “like” per coloro i quali condividono la proposta già così come è e che non vogliono proporre delle modifiche. Questa cosa ci aiuterebbe in fase di lettura delle proposte, permettendoci di “scremarle” ulteriormente, limitandole solo a chi ha intenzione di proporre delle modifiche, delle integrazioni o di fare delle segnalazioni.

Dal punto di vista sostanziale invece la parte da sviluppare è quella che darà la possibilità direttamente agli utenti di avanzare proposte di loro iniziativa. Una sfida ben più ardua che però prima o poi affronteremo perché siamo convinti della strada intrapresa, per il M5S la partecipazione diretta è il futuro della politica.

Un ringraziamento particolare al collaboratore Alberto De Giglio.

Cosa ne pensate dell’iniziativa #LEX, la partecipazione diretta è il futuro della politica?

Smartwatch: ecco i modelli presentati al MWC 2014

(Fonte @Recombu.com)

In questi giorni a Barcellona si sta svolgendo il Mobile World Congress, a farla da padrona sono gli accessori indossabili, con un occhio di riguardo verso gli attesissimi smartwatch. Vista la grande offerta di quest’anno è giusto fare un po’ di chiarezza e presentare i vari modelli svelati fino ad oggi.

Samsung Gear 2 – Gear 2 Neo – Gear Fit

Samsung Gear Fit, Gear Neo e Gear 2 (Fonte @Lieyunwang.com)

Dopo il flop del primo modello, uno degli smartwatch più attesi è stato decisamente il Samsung Gear 2, finalmente presentato con data di uscita fissata per l’11 Aprile, ma andiamo a vedere le caratteristiche di questo nuovo dispositivo.

Prima di tutto c’è da dire che la compatibilità del nuovo Gear 2 è forse l’unico vero punto a favore di questo dispositivo, in quanto non sarà strettamente legato esclusivamente al nuovo Galaxy S5 (con cui ovviamente è possibile avere un legame decisamente più performante), ma potrà essere utilizzato anche con precedenti smartphone della serie, compresi i Galaxy Note.

Scopriamo di seguito le caratteristiche del nuovo il Galaxy Gear 2:

– Il sistema operativo non è più android ma Tizen: questo cambiamento comporta la scomparsa del marchio Galaxy.
– Display touchscreen capacitivo 1.63 pollici Super AMOLED da 320×320 pixel.
– Processore da 1GHz Dual core con 512MB di Ram e 4GB di memoria interna.
– Fotocamera da 2 megapixel con autofocus, posizionata in alto questa volta (nel vecchio modello era situata nel cinturino).
– Non manca ovviamente connettività Bluetooth 4.0 LE (low energy), oltre che infrarossi, accelerometro, giroscopio e sensore per i battiti cardiaci.
– Con batteria da 300 mAh assicura 2-3 giorni a uso standard o 6 giorni a uso moderato.
– Dimensioni: 36.9×58.4×10.0 mm per 68 grammi. Infine c’è da sottolineare la resistenza all’acqua e alla polvere.
– Diverse nuove modalità d’uso integrate dedicate agli sportivi, oltre che features per il benessere come per esempio una denominata, Sleep and Stress, capace di monitorare i livelli di sonno e di affaticamento dell’utente. Installate anche diverse app, tra cui Paypal, eBay, Evernote,Weather e tante altre.
– I colori disponibili saranno: Charcoal Black, Gold Brown e Wild Orange per Gear 2, tutti Con cinturino intercambiabile.
– Il prezzo dovrebbe aggirarsi sui 200 euro, ma non è confermato.

Samsung ha anche presentato il Gear 2 Neo, sostanzialmente identico nelle caratterstiche, ma senza fotocamera e decisamente più snello.

Samsung Gear Fit (Fonte @thenextweb.com)

Ma Samsung non contenta ha presentato anche un terzo smartwatch, il Gear Fit, con display Super AMOLED curvo da 432×128px di risoluzione in 1,84” e batteria da 210 mAh.

Come suggerisce il nome stesso è pensato principalmente per gli sportivi: cinturino di gomma intercambiabile, certificazione IP67 per la resistenza ad acqua (fino a un metro di profondità per 30 minuti) e polvere. Anche in questo dispositivo troviamo un sensore per il battito cardiaco.

Oltre al Bluetooth 4.0 troviamo interessanti applicazioni, come quella relativa al controllo sonno, contapassi e attività quotidiane, SMS, mail, fitness manager (istruttore virtuale che permetterà di pianificare gli esercizi). Anche il Gear Fit è dotato di un giroscopio e accelerometro.

La data d’uscita è fissata per l’11 Aprile, come per gli altri due smartwatch di Samsung, ma anche per questo dispositivo non si hanno informazioni riguardo il prezzo, che sicuramente sarà inferiore al Gear 2 e Gear 2 Neo.

Huawei TalkBand B1

Huawei TalkBand B1

Lo Smartwatch presentato da Huawei è decisamente più essenziale rispetto a quelli del colosso coreano, e montano un display OLED da 1,4″ sufficiente per vedere l’ora e leggere il numero di chi sta chiamando. Non mancano ovviamente le varie funzioni di contapassi, contacalorie e rilevamento del ciclo di sonno con calcolo dell’orario migliore per risvegliare l’utente.

Integrata anche tecnologia NFC per un accoppiamento più veloce con il cellulare senza perdita di tempo nell’immettere codici. La batteria da 90 mAh dovrebbe garantire con una sola carica fino a 6 giorni d’utilizzo. Uscita prevista per il mese di Marzo a soli 99€, il che è sicuramente un punto a favore.

Guard2me Smartwatch salvavita

Smartwatch Guard2me

Guard2me è stato sviluppato dalla società svizzera LOSTnFOUND al fine di migliorare le vite e le condizioni di pazienti affetti da malattie invalidanti gravi, come il morbo di Alzheimer. Il dispositivo è dotato di un GPS in grado di comunicare con un’applicazione per smartphone appositamente creata o con la versione web dedicata, tutto attraverso una scheda SIM inserita all’interno del Guard2me.

Questo permette a familiari e medici di controllare gli spostamenti del paziente impostando, se necessario, un avviso per quando la persona di sposterà al di fuori di una data zona “di sicurezza”. L’orologio dispone inoltre di un pulsante SOS che, se premuto, comunica direttamente ai medici i dati del paziente, come ad esempio il gruppo sanguigno o i medicinali che vengono assunti regolarmente.

L’orologio dispone di un’interfaccia davvero semplice che mostra all’utente l’ora attuale, il livello di carica del dispositivo e la copertura di rete e GPS. Tramite i due pulsanti laterali sarà possibile impostare l’ora o inviare l’SOS. Tramite l’applicazione sarà invece possibile impostare i vari avvisi, i dati personali dell’utente ed i contatti per gli eventuali soccorsi. Guard2me sarà disponibile al pubblico a partire dai primi giorni del prossimo mese.

I grandi assenti

Uno dei dispositivi più attesi è sicuramente lo smartwatch di Google, che non è stato ancora presentato, ma che secondo diversi rumors dovrebbe essere presentato nelle prossime settimane, probabilmente dalla Motorola o da LG, in quanto sta girando per la rete una foto del famoso prototipo da parte di Motorola GEM, ancora fermo al suo stato prototipale, mentre si avanzano rumors da parte di LG di un’uscita in accoppiata al nuovo Nexus 6. Inoltre è da attendersi anche l’annuncio di un eventuale smartwatch da parte di HTC.

Insomma la tecnologia mobile si sposta dalle nostre tasche ai nostri polsi e scatena sempre di più la curiosità dell’opinione pubblica, soprattutto per i possibili utilizzi di questi device: dalla sicurezza alla salute, siamo curiosi di vedere quale sarà il futuro degli smartwatch e il loro successo tra i consumatori.

Chevrolet dice sì alle famiglie gay: ecco i nuovi spot

Chevrolet dice sì alle famiglie costiuite da coppie gay.  E lo ribadisce per ben due volte in due spot diversi. Il primo video che vedrai è quello  lanciato in occasione della cerimonia di apertura delle ormai terminate Olimpiadi di Sochi.

Chevrolet, pur non essendo uno sponsor ufficiale dell’evento sportivo, prende una posizione chiara, rispetto a quella di altri brand quali Mc Donald’s e Coca Cola, che non si sono risparmiate alcune gaffes a tal proposito e si proclama a favore delle coppie omosessuali.

In realtà, la casa automobilistica dice sì a tutte le famiglie notoriamente discriminate: non solo quelle composte da coppie omosessuali, ma anche quelle miste. “Non ci importa da chi sia formata la tua famiglia, Chevrolet è con te”, precisa senza troppi giri di parole il marchio americano.

Chevrolet partecipa con loro alle battaglie sociali. E’ questa la nuova frontiera dell’advertising? Coinvolgere attivamente le comunità di persone, raccogliendo quelli che sono i loro valori, per porre le basi di una nuova società? Sì. Si badi bene però, non stiamo parlando dei valori della gente in generale, ma di quelli di un particolare segmento della popolare: i giovani.

La gioventù americana infatti sembra aver veramente voce in capitolo nelle decisioni del marketing strategico. Proprio uno studio della Boston Consulting Group rivela che il 50% degli americani di età compresa tra i 18 e i 24 anni acquista il prodotto di quel brand che rispecchia i propri valori. E non solo, il 48% di questi giovani è più probabile che preferisca un marchio che sia impegnato socialmente. E ancora, secondo le stime del Pew Research Center’s Religion and Public Life Project il 66% della “nuova” gioventù americana si dichiara a favore del matrimonio e della famiglia gay.

Google Plus: consigli su come sviluppare i contenuti

Ciao guerrieri,

L’inizio del Ninja Master Online in Social Media Marketing & Community Management è (quasi) alle porte. E’ il primo master di specializzazione che affronta ogni singolo Social Media approfondendo gli aspetti distintivi e le peculiarità di ognuno, con i migliori esperti per le diverse piattaforme; ed è stato progettato come un percorso completo suddiviso in 8 corsi di specializzazione, per aggiornare le competenze dei professionisti sulle strategie di marketing, comunicazione e vendita, attraverso i Social Media.

In queste settimane abbiamo dedicato una rubrica al corpo docente del master, composto dai migliori professionisti del marketing digitale italiano, per scoprire insieme a loro maggiori dettagli e per intervistarli. In particolare, abbiamo intervistato Stefano Besana, docente di Social Enterprise; Lorenzo Viscanti e Valentina Rossetti, docenti di Facebook e Francesca Casadei, docente di Twitter.

Oggi, invece, abbiamo il piacere di rivolgere qualche domanda a Michaela Matichecchia, docente del modulo riguardante Google Plus. Nel dettaglio, il suo modulo si occuperà:

  • Le Cerchie: comprenderle e gestirle
  • Profili e Community: best practice e case study
  • Come sviluppare contenuti in Google Plus
  • Sfruttare G+ nelle pagine di ricerca di Google
  • Lanciare e gestire gli Hangouts in chiave professionale
  • Google Authority: cos’è e come trarne visibilità
  • +Post Ads: la nuova pubblicità di Google

Ecco, invece, cosa ci ha detto nell’intervista…

Prima di leggere la sua intervista, ne approfitto per ricordarvi che lo SCONTO Early Booking è valido entro il 4 marzo (oltre agli ulteriori sconti e bonus se avete già frequentato uno o più corsi Ninja Academy).

Ciao Michaela. Potresti dare una definizione di Google Plus ai nostri lettori?

Google Plus è (il plus di) Google. E’ una piattaforma integrata di condivisione dove i servizi di Google si collegano per offrire un’esperienza personalizzata e partecipativa su tutta la piattaforma Google.

Google Plus ha consentito il passaggio dal concetto di utente a quello di persona. Nell’universo Google, il Plus mette la persona al centro e le attribuisce una identità pubblica, consentendole di interagire con le altre persone al fine di costruire e delineare la propria esperienza.

Possiamo capire questo concetto anche pensando all’authorship, che attribuisce la paternità dei contenuti alla persona. L’effetto dell’authorship è quello di mostrare il volto e il nome della persona (l’autore) accanto al risultato proposto in SERP.

La credibilità del contenuto diventa dipendente dall’identità, dalla credibilità e dalla notorietà del suo autore.

Nei risultati privati (ormai una realtà anche in Italia) del motore di ricerca Google, le connessioni tra persone influiscono direttamente ed immediatamente sulla visibilità dei contenuti. Tutto ruota intorno alle persone e alle loro connessioni sociali, così come oggi Google ruota intorno al suo Plus.

Quali sono gli strumenti social che compongono Google Plus?

Tutti gli strumenti su Google Plus sono social, nella stessa misura in cui è sociale un luogo abitato da più persone che interagiscono tra loro. Infatti il progetto Google Plus nasce proprio per condividere sul Web come nella vita reale.

Partendo dal pulsante +1, che permette alle persone di condividere i contenuti dal web, fino ad arrivare all’hangout on air, che consente la trasmissione in diretta di una videochiamata con un massimo di 10 partecipanti, tutti gli strumenti e le funzionalità di Google Plus sono proprio rivolte alla socializzazione e allo scambio.

Google Plus ha reso social tutti i suoi servizi: la Search, AdWords, Gmail, Apps, Youtube, Picasa, Local, per citare solo i principali servizi.

E’ possibile utilizzare questi strumenti in ambito professionale?

E’ doveroso usare questi strumenti in ambito professionale. Quello che oggi dobbiamo chiederci è piuttosto come usare questi strumenti per passare dall’identità alla notorietà.

Ma questo lo potrete scoprire solo seguendo il modulo su Google Plus del Master Online di Social Media Marketing & Community Management!

NINJA MASTER ONLINE
749 € invece di 890 €

NINJA SOCIAL FACTORY
1.390 € invece di 1.590 €
L’iscrizione al Ninja Master Online è inclusa!

Solo fino al 4 marzo, affrettati i posti sono limitati!

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.
Be Ninja!

Shutterstock rivela i design trends del 2014

Molti di noi ogni giorno sono alla ricerca di immagini, icone, fonts, tools che arricchiscano la struttura e i contenuti di un nostro progetto grafico o di web design.

Shutterstock, il database-colosso con un archivio di oltre 30 milioni di immagini, in base alle ricerche degli utenti nel 2013 ha stilato una classifica dei design trends che saranno forti anche nel 2014.
Eccoli in un elenco sintetico.

Siamo ancora influenzati da Instagram.
Le ricerche di foto “filtrate” sono aumentate del 600% nel 2013.

iOS 7 ci ha insegnato qualcosa.
Dopo le aspre critiche iniziali, c’è stato un incremento del 200% dell’utilizzo del flat design, che ormai è entrato a far parte della visual identity dei siti web come un asset fondamentale.

Le persone tifano realtà.
Addio alle immagini finte, in posa e visibilmente da stock. Via libera all’autenticità e alle immagini calde.

Trends…primari.
Pattern puliti, semplici, colori brillanti, luminosi, 100% pop.

Perchè un’immagine…
è meglio di mille parole. Con le infografiche impariamo molto di più: e infatti le cerchiamo nel 332% dei casi.

Il font non è un’opinione.
Il carattere comunica il tono di voce, la personalità e l’identità di un progetto. Quelli più popolari sono i font geometrici, analogici e old style.

Condividere è di moda.
Le immagini che funzionano meglio sui social network sono quelle che includono paesaggi, colori brillanti, quotes tipografiche e immagini semplici.

Ecco come Shutterstock spiega questi punti in un’infografica molto chiara.

Ninja social oroscopo dal 27 febbraio al 5 marzo

Settimana di passaggio, da febbraio  a marzo, con una Luna nuova in Pesci proprio il 1° del mese. Giove rimane fisso nel Cancro mentre Venere proprio l’ultimo giorno della nostra previsione astrale passerà in Acquario. Grande gioia, dunque per Ariete e Sagittario, grandissima per Bilancia e Gemelli, meno per il Leone che le sarà opposto.

Cancro e Scorpione saranno capricciosi, Capricorno e Toro saranno innamorati, l’Acquario intellettuale ma non troppo, la Vergine in totale relax!

10 cose da sapere se vuoi uscire con un graphic designer [INFOGRAFICA]

uscire con un graphic designer

Se sei un graphic designer, non leggere: questa lista non è per te. Se invece la grafica non è il tuo mestiere ma hai un appuntamento con un addetto ai lavori, preparati a fare tesoro di quello che diventerà il tuo personale vademecum per interagire con la tua (forse) dolce metà.

L’agenzia creativa australiana Yoke, infatti, ha stilato una lista di cose da sapere se hai un appuntamento con un graphic designer e, ahimè, ignori tutte quelle stranezze che è meglio conoscere se non vuoi che la tua storia sia cestinata ancor prima che tu abbia finito di leggere almeno una delle venti riviste di grafica impilate in bagno.

Perché il mondo dei designer non è tutto loghi e fiori, perciò prendi appunti!

#1 Un graphic designer ha sempre ragione

il designer Ha sempre ragione

Hai sempre sognato di incontrare un designer per poter finalmente arredare insieme a lui il tuo appartamento? Dimenticatelo. A meno che tu non ne sappia di Pantoni, abbinamenti e trend dell’arredo, non avrai mai voce in capitolo.

#2 Word e PowerPoint sono solo un brutto sogno

Word e PowerPoint sono solo un brutto sogno

Non nominare mai più Microsoft Word e Power Point, fa’ come se non fossero mai esistiti. E abituati a sbeffeggiare Comic Sans, anche se non hai la più pallida idea di che cosa sia. Le font sono divinità, e sul loro altare verrà sacrificato qualunque vostro documento che non sia stato impaginato con Adobe.

#3 Orario d’ufficio, questo sconosciuto

Orario d'ufficio

Alcuni giorni ti potrà sembrare che la vita del graphic designer sia davvero una pacchia, altri giorni lo vedrai scomparire risucchiato da un buco nero di malvagi clienti e scadenze retroattive. È una lotta del bene contro il male ma, nonostante ciò, sappi che il graphic designer è fiero del suo lavoro e non consegnerà mai un lavoro scadente solo per tornare in tempo per Geordie Shore. Guardatelo da solo, anzi, smetti di guardarlo.

#4 Parla un’altra lingua

Parla un'altra lingua

Si chiama Adobe, ed è meglio che rinunci a capirla, soprattutto dopo quella volta in cui ti eri convinto che PDF fosse un nuovo partito politico e avevi pure deciso di votarlo.

#5 Ama i font più di te

Ama le font più di te

Se il tuo graphic designer oggi è particolarmente felice, probabilmente è perché ha appena scoperto un font che gli ha rubato il cuore: assecondalo, e se ti parla di grazie non rispondere “prego”. Potresti, inoltre, ritrovarti coinvolto nella visione di un documentario su Helvetica: questo di norma è il momento in cui dovresti cominciare a chiederti se sei veramente convinto di portare avanti questa relazione.

#6 I graphic designer sono geek, rassegnati

I graphic designer sono geek

Stai cominciando ad ammetterlo, è già un buon inizio. La vostra storia sarà tutta una corsa verso il nuovo aggiornamento – il nuovo plugin – la nuova estensione e bla bla bla. In compenso, il tuo computer non sarà mai stato così in forma.

#7 I regali sono un incubo

I regali sono un incubo

Trovare un regalo che sia abbastanza cool per il tuo graphic designer è un’impresa impossibile e non potrà mai risolversi con una tazza o una cravatta (a meno che non ci sia Darth Vader stampato sopra, ma stai pur certo che ne avrà già una collezione in casa). Non ti resta che googlare regali fighi per designer e incrociare le dita.

#8 I vostri inviti di nozze saranno fantastici

I vostri inviti di nozze saranno fantastici

Pensa all’invidia che leggerai negli occhi dei vostri amici quando terranno tra le mani il vostro fantastico invito personalizzato mentre loro saranno costretti a sceglierlo da un catalogo o, peggio, ordinarlo su internet. Queste sono cose sulle quali è meglio riflettere attentamente, non si scherza!

#9 Avrà sempre un piano B

Hanno sempre un piano B

Il monitor non funziona? C’è quello di riserva! Le pile del mouse sono scariche e vanno buttate? Sono ricaricabili, ingenuo. Il graphic designer ha spesso due o più oggetti della stessa tipologia neanche fossero bottiglie d’acqua di cui far scorta per un futuro post-apocalittico: sei salvo!

#10 Meglio la forma oggi o la funzione domani?

Meglio la forma oggi o la funzione domani?

La risposta è e sarà sempre: la forma. Soprattutto quando si tratta di acquistare cibo o scegliere libri. Chi potrebbe mai comprare un banale cartone del latte quando ne esiste in commercio uno con scritte in rilievo su sfondo opaco? Di certo non il graphic designer.

Insomma, tirando le somme frequentare un graphic designer potrebbe non essere poi così male: è creativo, stimolante, sceglierà regali fuori dal comune, scatterà tutte le foto delle vostre vacanze con una macchina fotografica (per te) all’avanguardia e probabilmente non dovrai mai ritrovarti in casa un orribile soprammobile. Inoltre, non dovrai mai imparare la differenza tra HTML e CSS, che non è roba da poco.

Il graphic designer ti guarderà le spalle!

dating a designer

News Republic 4.0: le tue notizie in formato "smart"! [INTERVISTA]

Un anno fa circa abbiamo avuto modo di parlarvi di News Republic, segnalandola nella nostra rubrica App of the Week la indicavamo come la “bussola” per coloro che vogliono muoversi velocemente nella jungla di informazioni che vengono da internet e la definivamo così

“il tuo canale di notizie personalizzato e ricevere notifiche in tempo reale su tutti gli argomenti da te selezionati a monte come i tuoi preferiti”.

News Republic, come si legge dal sito dell’app, ti permette di essere redattore del giornale che vorresti leggere: crea il tuo canale di notizie e ricevi delle notifiche, in tempo reale, sugli argomenti che ti interessano di più. Scegli la lingua delle tue news e gli argomenti, anche molto specifici!

Ad esempio, in questi giorni in cui a Barcellona si svolge il Mobile World Congress 2014, io ho selezionato le notizie sull’evento che provengono dalle testate online italiane, da quelle in lingua inglese e in lingua spagnola,per avere uno spaccato in tempo reale delle novità sul mobile marketing più aggiornato possibile! Sfoglio le notizie con la facilità con cui sfoglierei un giornale, mentre News Republic mi suggerisce quelle che potrebbero essere più interessanti per me, come ad esempio le ultime novità di Nokia al MWC 2014.

News Republic infatti esplora centinaia di testate e blog partner come Adnkronos, AGI, Affaritaliani, Advisor Online, Euronews, Sportal.it, Hardware Upgrade, Tafter, Finzioni Magazine,  Cinetrailer, Calciomercato.it, il Giorno, il Resto del Carlino, la Nazione, Forexinfo.it e tanti altri! Ah, per cronaca: trovate anche noi di NinjaMarketing  😉

News Republic è disponibile in 8 edizioni: Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Spagna, Francia, Germania, Internazionale in Spagnolo, Internazionale in Inglese

Torniamo a parlare dell’app perché abbiamo avuto occasione di intervistare il team di MobilesRepublic che è dietro News Republic e che ha rilasciato dal 15 gennaio la nuova versione dell’app News Republic 4.0. Lasciamo a loro la parola su quest’app che ha ad oggi circa 200mila utenti attivi.

Prima però vi ricordiamo con questo video l’app:

News Republic – Your news, made smarter from Mobiles Republic on Vimeo.

Ciao ragazzi! Con la nuova release dell’app News Republic 4.0 è cambiata la user experience? Quali sono le novità?

L’obiettivo dell’aggiornamento alla versione 4.0 è stato, come sempre, quello di migliorare l’esperienza di lettura per i nostri lettori e di rendere sempre più facile navigare fra le news andando direttamente al punto desiderato.

Per migliorare l’esperienza di lettura siamo intervenuti sul design dell’applicazione rendendolo più semplice ed elegante, cogliendo anche l’occasione di rinnovare l’identità grafica di News Republic.

Per rendere più efficace la ricerca delle news, abbiamo messo in evidenza le modalità di personalizzazione dell’app fin dalla prima lettura. Il nuovo utente, già al primo accesso, è invitato a personalizzare i suoi temi preferiti; i lettori abituali di News Republic riceveranno dei veri e propri suggerimenti attraverso l’indicazione di articoli e temi potenzialmente interessanti. Più il lettore utilizza l’applicazione più saranno accurati i suggerimenti.

Questa ed altre sono le novità dell’ultima versione, e dobbiamo riconoscere che sono state accolte molto positivamente dai nostri lettori. Ovviamente il modo migliore per provarle è scaricare l’app, credetemi, rimarrete colpiti.

News Republic aiuta gli utenti a non perdere la bussola nel mare di notizie che arrivano dal web: a proposito spiegateci il sistema di navigazione TagNav™ e i suggerimenti intelligenti sugli articoli più interessanti.

Il punto di forza di News Republic è da sempre il motore di ricerca semantico TagNav™ che permette ai nostri lettori di navigare fra le notizie per parola chiave e di poter selezionare, come tema, qualsiasi parola su cui desiderano essere informati.  Con la versione 4.0 abbiamo affiancato al TagNav™ la tecnologia di intelligenza artificiale Smart Tag fornendo così ai lettori uno strumento che individua e propone quelli che potrebbero essere gli articoli per loro più interessanti, per questo li chiamiamo suggerimenti intelligenti.

Se poteste definire con una frase il nuovo concept di News Republic 4.0, quale utilizzereste?

Con la versione 4.0, abbiamo introdotto anche una nuova baseline per News Republic: “Your News, Made Smarter”. I punti inclusi nella nostra baseline sono quindi la personalizzazione “Your”, il contenuto “News”, l’aumento di eleganza e di intelligenza “Smarter”.

Cosa distingue in definitiva News Republic dagli altri aggregatori di notizie?

News Republic non è un semplice aggregatore di feed RSS in quanto gli articoli contenuti nell’applicazione sono completi e non rimandano a pagine web esterne, talvolta scomode alla lettura, come può accadere con dei semplici aggregatori. Questo ci è consentito in quanto siamo titolari della licenza di distribuzione dei contenuti delle testate incluse nell’applicazione; siamo infatti legati da contratti di partnership con tutte le testate e i blog delle nostre applicazioni.

Inoltre diversamente dagli altri aggregatori, con News Republic il lettore non segue una fonte di informazione, ma un tema. Il lettore può seguire un tema ampio, come tecnologia, cronaca, politica, cinema, ma allo stesso modo può seguire un personaggio, un prodotto, una regione o una nazione.

 Secondo la vostra esperienza, quali scenari immaginate nel futuro della stampa? Sarà solo digitale o sarà sempre più “smart e mobile”?

Secondo alcune indagini che abbiamo svolto coinvolgendo i nostri lettori le caratteristiche ideali delle news sono l’accuratezza, la gratuità e l’istantaneità dell’informazione. Certamente conciliare queste tre caratteristiche non è una cosa semplice, ma partiamo da questo punto, dai desideri del consumatore, per rispondere alla domanda, in particolare da istantaneità ed accuratezza.

È chiaro che la news è “fresca” solo quando arriva facilmente nelle mani del lettore. I dispositivi mobili rendono il percorso dal giornalista al lettore praticamente istantaneo e talvolta, quando la notizia è nelle mani del giornalista, è stata già diffusa tramite social network da uno dei protagonisti del fatto. In questo scenario è difficile pensare che la stampa possa continuare a coinvolgere i lettori a prescindere dal mobile.

Ovviamente puntare sulla rapidità di diffusione mette a rischio l’accuratezza dell’informazione, ma questa deve essere preservata principalmente dal giornalista che mette in circolo l’informazione. Noi dal canto nostro cerchiamo di selezionare al meglio i nostri partner.

A questo si aggiunge l’effetto della digitalizzazione. Così come per la musica il consumatore preferisce comprare solo alcuni brani piuttosto che l’intero CD, anche per le news, nell’eccesso di informazione che c’è oggi, il lettore cerca vie di fuga per rompere il rumore, delinearizzare il contenuto, e leggere solo ciò che gli interessa.

Andare incontro ai bisogni del consumatore senza offrire dei prodotti “smart” sarebbe effettivamente una sfida.

Ringraziamo nuovamente i ragazzi di MobilesRepublic per questa intervista e vi ricordiamo i link dove scaricare l’app:

– Per Android

– per Google tv

– per iOS (iPhone e iPad)

– Per Windows Phone

– per Windows 8

Meno mail e più suggerimenti per Facebook

Oltre ad essere occupato con uno shopping compulsivo nel reparto applicazioni per mobile, zio Mark ha anche il tempo di regalarci qualche novità.

Addio (finalmente!) alla casella mail @facebook

Nel 2010 Facebook ha creato un servizio di email (chi lo ha mai usato alzi la mano!): le caselle nomeaccount@facebook sono rimaste vuote o quasi in attesa di messaggi che non sono mai arrivati.

Ora tutte le email che arrivano a quello specifico indirizzo verranno rigirate al vostro account di posta principale, sempre che ne abbiate specificato uno.

Rischio spam? La possibilità c’è, ma da bravi geek smanettando presto scopriremo come disabilitare quest’opzione,vero? Vero! 🙂

Suggerimenti dalla regia nel newsfeed

Il mese scorso Facebook ha introdotto i Trend Topic, sul modello di quelli di Twitter, per aiutare gli utenti a trovare più facilmente gli argomenti e le conversazioni a cui possono essere interessati.

Ora, per dare un ulteriore mano agli utenti (“è per targhettizzarti meglio utente mio…”) sul blog ufficiale di Facebook si legge che:

Ora, quando una fanpage tagga un’altra, possiamo mostrare il post ad alcuni degli utenti a cui piace o che seguono la pagina taggata.

[…] Questo accade già con gli aggiornamenti degli amici – se un amico mi ha taggato in una foto, i miei amici possono vedere questa foto nel loro newsfeed. Quando abbiamo testato l’aggiunta di questa funzionalità anche per le pagine, abbiamo scoperto che alla gente è piaciuto questo tipo di contenuto nel loro newsfeed.

Aspettatevi quindi tanti (altri) suggerimenti da parte di Facebook da oggi in poi.

Voi, invece, che suggerimenti dareste a Big F per migliorarsi un po’? Lasciate la vostra nei commenti, siamo curiosi! 🙂