Vine ha lanciato la nuova versione browser: ecco le novità

Novità di inizio anno dal team di Vine. Proprio dal blog ufficiale è stata data qualche giorno fa la notizia – intitolata “Vine on the web” – del lancio della versione desktop. Una sorta di allunaggio controtendenza, viste le attuali statistiche che decretano il 2014 come anno del “mobile”, come abbiamo visto insieme in Social Network: 5 trend per il 2014.

Ad un anno dalla nascita dell’app, ecco che Vine amplifica le proprie funzionalità, moltiplicando le possibilità di interazione tra gli utenti. Accedendo a Vine.co, anche tramite login facilitato “accedi tramite Twitter”, sarà possibile visualizzare i profili Vine che si stanno seguendo senza dover utilizzare lo smartphone.

Non finisce qui, ora è possibile guardare a tutto schermo i video Vine del proprio feed grazie alla funzionalità TV Mode. Basterà cliccare sull’apposita icona a forma di televisione (d’altri tempi :)) in alto a destra, come potete vedere qui di seguito. I video verranno riprodotti in loop in ordine temporale di caricamento sulla piattaforma.

Se nel frattempo avete iniziato a interagire con la nuova release avrete notato una limitazione. Quale? Attualmente non è ancora possibile caricare i vostri video direttamente da desktop. Certo non si tratta della versione definitiva e probabilmente il team di Vine ha in serbo delle sorprese. Lo si può evincere dal messaggio finale sul loro Tumblog:

This release is just a first step toward bringing you a richer, more enjoyable web experience. We look forward to introducing more improvements in 2014.

Janessa Det

Secondo voi quale sarà la risposta di Instagram a questa nuova modalità di interazione?

"Thank you, Mom": torna per le Olimpiadi di Sochi la campagna P&G [VIDEO]

P&G e “Thank you, Mom” tornano per le Olimpiadi di Sochi

È di quasi due anni fa il video “Best Job” di P&G, realizzato in occasione delle Olimpiadi di Londra per omaggiare le mamme dei campioni olimpionici, e di rimando quelle di tutto il mondo. Un successo internazionale che ha raccolto moltissime condivisioni e views, e che probabilmente verrà bissato, se non superato, dal video realizzato per le prossime Olimpiadi di Sochi.

Questa volta i piccoli campioni vengono ritratti fin dai primi mesi, partendo dai loro primi passi. La mamma è presente in tutto il percorso di crescita, umana e sportiva, dei figli, caduta dopo caduta. Ancor più che nel primo video, ad ogni mamma che guarderá lo spot basteranno i primi secondi per essere emotivamente ingaggiata, rivivendo un momento (il proprio bimbo che cerca di muovere i primi passi) che fa parte della storia famigliare di ognuna di esse.

P&G e “Thank you, Mom” tornano per le Olimpiadi di Sochi

P&G e “Thank you, Mom” tornano per le Olimpiadi di Sochi

P&G e “Thank you, Mom” tornano per le Olimpiadi di Sochi

P&G e “Thank you, Mom” tornano per le Olimpiadi di Sochi

P&G e “Thank you, Mom” tornano per le Olimpiadi di Sochi

La spettatrice è trascinata nel vortice di passi, slanci, piroette che le ricordano i suoi bambini e la rendono partecipe senza essere, di fatto, mamma di un campione olimpico. Tutte le pagine Facebook del brand stanno ovviamente amplificando la campagna, tramite uno storytelling dedicato alle coppie mamma-figlio più importanti nel panorama sportivo di ogni Paese.

P&G porta avanti questa campagna, che punta tutto sulle mamme, da ormai qualche anno. Una formula che risulta ancora vincente, perché parla al cuore di un pubblico vasto ma in maniera diretta e pulita, senza forzature prettamente pubblicitarie.

Credits:

Agency: Wieden + Kennedy Portland
Executive Creative Director: Joe Staples
Executive Creative Director: Susan Hoffman
Director: Lance Acord
Production Company: Park Pictures
Creative Director/Copywriter: Kevin Jones
Creative Director/Art Director: Ollie Watson
Senior Producer: Erika Madison
Head of Production: Ben Grylewicz
Executive Producer: Mary Ann Marino
Line Producer: Caroline Kousidinis
Production Designer: Jason Hamilton
Editorial Company: Joint
Editor: Peter Wiedensmith
Post Producer: Ryan Shanholtzer
Assistant Editor: Kristy Faris
VFX: A52
Song: Primavera
Composer: Ludovico Einaudi
Sound Designer: Peter Wiedensmith
Mix: Eleven
Mixer: Jeff Payne
Producer: Caroline O’Sullivan

TechPeaks, il programma per trasformare il Trentino in smart territory

A seguito del grande successo ottenuto dal primo bando del programma TechPeaks, l’Associazione Trento RISE, in collaborazione con Trentino Sviluppo S.p.a., promuove nuovamente la selezione di talenti imprenditoriali per la creazione di nuove imprese innovative nel settore ICT (Tecnologie della Comunicazione e Informazione).

L’obiettivo è quello di contribuire al definitivo affermarsi dell’Italia nel contesto delle startup innovative e, in particolare, del Trentino come “smart territory” di spicco nel panorama mondiale dell’innovazione di frontiera.

Vediamo precisamente cosa propone tale iniziativa.

TechPeaks

TechPeaks è un programma di Trento RISE, un “catalizzatore” dell’ innovazione che ha come fine quello di contribuire a trasformare il Trentino in un’economia della conoscenza, competitiva e dinamica, puntando sullo sviluppo sostenibile e la qualità della vita.

Tale organizzazione, con l’iniziativa TechPeaks, si propone di individuare e affiancare, nelle prime fasi di sviluppo, 25 progetti imprenditoriali in ambito ICT attraverso un percorso unico nel suo genere, idoneo alla nascita di nuove imprese capaci di raggiungere il mercato globale.

Il programma TechPeaks ha una durata di quattro mesi e quest’anno avrà inizio il giorno 25 marzo e terminerà il 25 luglio 2014.

I Candidati potranno presentare la propria domanda di ammissione accedendo al sito www.techpeaks.eu e compilando il modulo di ammissione entro le ore 23:59 del giorno 20 gennaio 2014.

Possono iscriversi al concorso tutti quei soggetti che abbiano già o meno un’idea imprenditoriale innovativa in ambito ICT da sviluppare (i cosiddetti “Alpinisti” ed “Esploratori”, secondo i criteri di selezione del bando).

Inoltre, tutti i partecipanti potranno usufruire di servizi come l’alloggio, spazi di lavoro, internet illimitato, assistenza e tanto altro ancora  gratuitamente.

TechPeaks: descrizione del programma

I partecipanti a TechPeaks seguiranno un percorso dedicato a seconda della categoria di appartenenza, supportato da servizi di coaching e mentorship forniti da imprenditori, investitori e professionisti altamente qualificati a livello nazionale ed internazionale, ed avranno anche accesso ad un bacino di oltre cinquecento ricercatori ICT attivi sul territorio trentino.

Le attività di coaching e mentorship riguarderanno aspetti di carattere strategico, aziendale e tecnologico.

L’organizzazione e i contenuti di tali attività evolveranno in funzione dello stadio di maturazione dei progetti imprenditoriali dei partecipanti.

In particolare, gli Esploratori dedicheranno la prima parte del programma ad attività volte alla generazione di idee innovative da sviluppare nel prosieguo dello stesso e alla formazione di un team di lavoro adatto alla validazione dell’idea e al consolidamento della stessa in un progetto imprenditoriale strutturato.

Diversamente, gli Alpinisti si confronteranno da subito con tematiche più attinenti al proprio settore di attività e grado di evoluzione imprenditoriale.

La vincita

A conclusione del programma verrà poi organizzato un Demo Day durante il quale i partecipanti presenteranno i propri progetti imprenditoriali.

Durante tale evento, una commissione appositamente nominata, valuterà i lavori presentati al fine di selezionarne fino a cinque a cui verrà concesso un contributo a fondo perduto dell’ammontare di 50mila euro, destinato esclusivamente allo sviluppo del progetto imprenditoriale elaborato.

L’Associazione Trento RISE fornirà inoltre il necessario supporto legale alla costituzione della società vincitrice del concorso e ciascun gruppo potrà continuare ad usufruire dei servizi di coaching e partecipare ad attività formative e di sviluppo imprenditoriale organizzate dall’Associazione stessa.

Per maggiori informazioni, visita il sito ufficiale e scarica il bando.

Facebook e la felicità: time management nell'era dei social media

 

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Immagine tratta da sociallyamy.com

Recentemente sono stati pubblicati un paio di articoli su Social Media Today a proposito della vita, dei social network e di Facebook, e con vita intendiamo la NOSTRA vita che quotidianamente andiamo ad affrontare.

Forse alcuni di voi già storcono il naso: è sempre più difficile parlare di social media marketing e vita comune, come se stessimo qui a parlarvi di Braccio di Ferro e degli spinaci che mangiamo a cena; eppure è proprio di questo che vogliamo parlarvi. Beh, non esattamente degli spinaci e di Popeye, bensì del “luogo comune” esistente tra vita virtuale e vita reale, luogo che poi converge proprio in noi stessi.

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Immagine tratta da mashable.com

Il primo articolo è stato scritto da Isra García, consulente marketing nonché creatore di un paradigma definito “Human Media”, che sta rivoluzionando la concezione stessa dei social media: s’intitola “Facebook guida il presente e la felicità”.

In esso si pone l’accento sul fatto che sempre più persone parlano delle proprie vite primariamente in relazione a Facebook e ai social. Niente di nuovo, fin qui: a chi non capita di vedere mamme, papà, figli, figlie, colleghi, clienti, insomma persone che ovunque siano devono fare check-in, aggiornare il proprio stato, inviare un tweet dicendo che stanno sedute con la persona accanto a loro.

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Immagine tratta da shutterstock.com

Tuttavia – e anche questo può sembrarvi banale, ma non lo è – il focus dell’articolo si basa sullo scambiare il nostro tempo presente per Facebook, e questo non deve accadere. Non più.

Siamo talmente ossessionati dalla febbre del social networking che rischiamo di perderci in realtà quello che sta succedendo nel momento di connessione al social media, nel momento in cui il tempo di “restare connessi” diventa maggiore che non quello di vita vissuta. Time management, insomma.

“In un tramonto che ho vissuto poco tempo fa”, racconta García, il quale scrive spesso a partire da racconti di esperienza personale, “sono rimasto colpito dal notare che praticamente l’80% delle persone stava continuamente davanti alla fotocamera a scattare immagini di quel meraviglioso ed irripetibile istante. Ad un certo punto poi la mia curiosità ha preso il sopravvento, per cui ho chiesto a molti di loro cosa stavano facendo, ricevendo conferma della mia ipotesi per la maggior parte dei presenti: più o meno il 50 % di loro avrebbe poi caricato il tutto sui Social. Pochi si stavano effettivamente godendo il tramonto, molti invece erano presi da Facebook e dai suoi aggiornamenti”.

In sostanza, il pensiero dell’autore è che Facebook abbia cambiato la sensazione di vivere e di godersi un momento con l’atto di annunciare al mondo che si sta vivendo e godendo di un determinato momento: se non c’è condivisione, non c’è felicità.

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Immagine tratta da mushcado.wordpress.com

Parole grosse, forse? Può darsi. Ma è proprio qui che entra in gioco il secondo articolo che esamineremo con calma la settimana prossima: quanto influiscono i Social Media nella nostra vita e nel nostro lavoro? Siamo realmente in grado di gestirli, sappiamo cosa significa gestire questo carico digitale che investe sempre più la nostra vita e conosciamo le conseguenze (anche nefaste, psicofisiche e non!) del nostro essere sempre più multitasking oggi? A voi la parola! 🙂

Bando Fulbright Best 2014/2015: studiare e lavorare in Silicon Valley

Bando Fulbright Best 20142015 studiare e lavorare in Silicon Valley

Riapre anche per il 2014 il bando Fulbright Best, un programma di interscambio Italia-USA che offre ai giovani italiani, possessori di un’idea imprenditoriale innovativa, l’opportunità di trascorrere 6 mesi negli Stati Uniti.

Durante questo periodo i partecipanti selezionati avranno la possibilità di frequentare corsi intensivi di “Entrepreneurship e Management” presso la Santa Clara University in Silicon Valley. I corsi si svolgeranno da agosto/settembre 2014 a febbraio/marzo 2015.

Il bando Fulbright Best prevede inoltre l’esecuzione di un internship all’interno di una delle imprese high tech presenti sul territorio, finalizzato ad acquisire le competenze necessarie per lo sviluppo della propria idea.

Bando Fulbright Best 20142015 studiare e lavorare in Silicon Valley

Per l’anno 2014 è previsto un minimo di 3 borse di studio. La commissione del bando si riserva la possibilità di assegnare un numero maggiore di borse sulla base dell’ottenimento di ulteriori fonti.

Conviene quindi tenere sotto controllo il sito del programma per essere sempre aggiornati sul numero di opportunità offerte.

Possono partecipare al bando tutti i cittadini italiani di età massima 35 anni in possesso di Laurea triennale, Laurea vecchio ordinamento, Laurea Magistrale o che stiano svolgendo o che abbiano conseguito un Dottorato di Ricerca.

Tutti i partecipanti dovranno inoltre comprovare una buona conoscenza dell’inglese preferibilmente tramite il superamento del TOEFL (Test of English as foreing language) con un punteggio di almeno 72-73 su 120.

Se avete un progetto innovativo e il vostro sogno è quello di trascorrere un periodo nella vibrante Silicon Valley, visitate il sito del bando per ottenere tutte le informazioni riguardo al programma Fulbright Best. C’è tempo fino al 18 aprile per presentare l’application.

 

I migliori annunci stampa delle festività natalizie 2013

Le vacanze natalizie sono ormai un ricordo! Siete pronti per percorrere con Ninja Marketing un 2014 pieno di creatività? Noi siamo carichi e prima di lanciarci ufficialmente nel nuovo anno vogliamo proporvi i più curiosi annunci stampa a tema Natalizio che sono circolati Dicembre scorso. Pronti Via!

Natakhtari: Happy Holidays

A giudicare da questa campagna stampa, i Georgiani al posto dello Champagne preferiscono brindare al nuovo anno con una buona dose di birra locale! Ben pensata la sagoma dell’albero di Natale che si crea all’interno del bicchiere grazie alla schiuma della birra

Advertising Agency: DDB, Tbilis, Georgia

Art Director: Beso Kavelashvili

Illustrator / Designer: Beso Kavelashvili

Photographer: NakaniMamasakhlisi

Strange Adventures Comic Book Shops: Superman/Star Trek

Ci sono dei regali che pur essendo incartati vengono riconosciuti a prima vista da chi li riceve. Proprio come questi doni provenienti dalla piccola catena statunitense di  negozi di fumetti “Strange Adventures”.

Il marchio inconfondibile di Superman e della serie spaziale Star Trek sono pronti per essere stivati nella slitta di quel briccone di Babbo Natale.

Advertising Agency: Impact, Halifax, Canada

Creative Director: Eric Miller

Art Director / Copywriter: Pierre Tabbiner

Photographer: Nathan Boone

International Medical Assistance (AMI): Christmas spirit needs help

Durante le feste tendiamo ad essere tutti più buoni e attenti a chi a più bisogno di noi. Come questi clochard infreddoliti e segnati dal tempo immortalati in questa campagna stampa voluta da una associazione benefica.

Il visual non ci dice molto e dobbiamo fare riferimento al copy che ci svela l’associazione ben riuscita fra il senzatetto e Santa Claus

Advertising Agency: Y&R, Lisbon, Portugal

Executive Creative Director: Judite Mota

Executive Creative Director: Pedro Ferreira

Art Director: Luis Moreira

Copywriter: José Quintela

Norwegian Air: Gift wrap

Forte di una ricerca dettagliata, la compagnia aerea Norwegian air ha voluto ringraziare i clienti finlandesi che hanno giudicato i voli della Norwegian i più piacevoli in assoluto.

Questa campagna stampa è stata pubblicata sul più importante quotidiano finlandese alla vigilia di Natale, giusto in tempo per per qualche regalo last minute!

Advertising Agency: 358, Helsinki, Finland

Copywriter: Antti Tähtinen

Creative Director / Art Director: Antero Jokinen

Graphic Designer: Isa Jokela-Gomes

Producer: Elina Tähtinen

Strategists: Dan Goodall, Peter Barmer

Microsoft XBOX: Dear Santa

La strana letterina di Natale che vedete non è stata scritta da nessun bambino francese desideroso di un dono . Gli autori sono i creativi dell’agenzia Rosbeef! che hanno “preso spunto” (per non dire scopiazzato) da un caso davvero interessante ripreso dalle maggiori testate giornalistiche e tutt’ora da chiarire, accaduto negli Stati Uniti: l’immagine di una letterina ritenuta originale, con un link che faceva riferimento  al marketplace amazon.com è stata condivisa moltissime volte su twitter da coloro che hanno ritenuto inedita la richiesta a Babbo Natale da parte del piccolo bambino.

Nella letterina originale come in questa artefatta il link era davvero difficile da leggere. Se volete provare a decifrare l’URL, accomodatevi! Noi ci abbiamo provato con scarsi risultati.

Creative Directors: Antoine David, Frans McCabe

Art Director: Marine Lopez

L’appuntamento è fra 7 giorni  con la rubrica dei migliori annunci stampa pubblicati in settimana!

Stay Tuned, Stay Ninja!

Il Fascino dei Numeri, il manuale per scoprire il ruolo dei dati nella comunicazione e nel marketing [RECENSIONE]

[Le figure professionali] legate al mondo della creatività […] non possono più lavorare all’interno delle loro torri d’avorio, perché devono confrontarsi con data analyst, data scientist e data planner; analisti e professionisti dei numeri che noi creativi abbiamo – chi più chi meno – sempre ignorato nella realizzazione delle nostre campagne, digitali o no che fossero.”

Ecco una citazione del saggio-introduzione di Paolo Iabichino al manuale “Il Fascino dei Numeri. Far Crescere il Business con i Dati a Disposizione” edito da EGEA. Una citazione mai stata così vera: da un lato mai come oggi, infatti, la pubblicità – e in generale il mondo del marketing e del business – hanno necessità di dati, numeri e metriche per misurare le azioni svolte ed il ritorno sull’investimento. D’altra parte, il web e la rete generano una quantità di numeri mai vista prima, che se ben analizzati e orchestrati possono trasformarsi in importanti driver strategici e leve di ottimizzazione.

Ecco allora la ragione d’essere e l’importanza del manuale scritto da Dimitri Maex (Managing Director di OgilvyOne New York) che, supportato da Paul Brown (giornalista e consulente aziendale) e attraverso uno stile chiaro e comprensibile a tutti, spiega gli strumenti e i principali framework di riferimento per costruire modelli di analisi delle azioni di marketing tradizionale e digitale.

In aiuto alla trattazione concorre anche la struttura dello stesso manuale, suddivisa in funzione del reale processo di strategic planning: mentre la prima parte de “Il Fascino dei Numeri” è infatti dedicata alla definizione del targeting, il focus si sposta in un secondo momento sui temi del budgeting, per poi concentrarsi sugli aspetti di analisi, controllo e ottimizzazione delle operazioni. In tutta l’opera sono infine inserite suggestioni del math marketing dell’immediato futuro, con una trattazione dedicata al tema nella parte conclusiva del libro.

“Con le comunicazioni digitali – cioè, con tutto quanto viene mandato sul web – si può misurare qualunque cosa. Tutto produce dati e i volumi sono enormi: si pensi che il database digitale di Google, che probabilmente è il più grande, acquisisce quotidianamente oltre un miliardo di search a livello mondiale. Questa impressionante quantità di dati può offrire alle aziende una visione senza precedenti sulle modalità con cui i clienti si relazionano con i brand e, in ultima analisi, sul modo in cui tale relazione porta a un incremento dei ricavi.”

Fin dalla lettura delle prime pagine il lettore percepisce l’utilità del manuale, che riesce a integrare alla perfezione temi di advertising, statistica, marketing e digital per creare una panoramica completa di un approccio più quantitativo alla comunicazione. Perché oggi non è più strettamente necessario avere competenze matematiche verticali per analizzare e monitorare i dati a nostra disposizione. Bastano solo un po’ di strategia, immaginazione e il supporto degli strumenti più appropriati, per impostare una metodologia efficace a fronte di clienti e partner sempre più esigenti e meno affascinati dalla creatività ‘fine a sé stessa’.

Tutte queste caratteristiche rendono “Il Fascino dei Numeri” di EGEA un manuale indispensabile all’interno delle librerie di ogni marketer che si rispetti.

Natale è appena terminato, giusto in tempo per concedervi gli ultimissimi regali prima di tornare alla quotidianità: in vista di un anno professionale vissuto da veri protagonisti, investite in un’ottima lettura! 😉

SEO on-page: i 10 errori più comuni

Domanda da un milione di dollari: quali sono gli errori più comuni da evitare nell’ottimizzazione on-page? La SEO non è una scienza esatta, ma una somma di conoscenze empiriche che si nutre di continui test, aggiustamenti e prove. D’altronde l’algoritmo di Google è una tecnologia coperta da brevetto ed è il suo più grande vantaggio competitivo.

Ecco però alcune cose da non fare assolutamente e su cui tutti i seo specialist concordano.

#1. Title non univoci

Il tag title contiene il testo che verrà mostrato come titolo nella SERP e nella barra in alto del browser. Se il tuo sito ha lo stesso title per ogni pagina, sappi che non potrai mai scalare i risultati di Google. Ricorda che il title dovrebbe dire qualcosa sul contenuto della pagina e, naturalmente, contenere le keyword strategiche per il tuo sito.

#2. Title troppo lungo

Ogni motore di ricerca ha il suo limite di lunghezza, superato il quale il title viene troncato. Perché perdere informazioni importanti che potrebbero indurre l’utente a cliccare sulla pagina?

Molti seo specialist raccomandano di restare entro i 70 caratteri, ma i motori di ricerca considerano i pixel, non i caratteri per stabile dove tagliare. Quindi meglio stare dentro i 65 caratteri per esseri sicuri di non vedere tagliato il proprio title sul più bello.

Se usate WordPress installate Yoast SEO plugin: vi permetterà di avere una preview dei meta tag nella SERP.

#3. Meta description non univoca

La meta description non è un fattore decisivo per il ranking SEO, ma è una leva potentissima per aumentare il CTR.

Una descrizione informativa e accattivante può fare la differenza tra un sito e un altro e spingere l’utente a cliccare. Scrivi quindi meta description accattivanti in un linguaggio semplice e diretto e inserisci le keyword importanti all’inizio.

#4. Meta description troppo lunghe

La lunghezza della description è importante quanto la lunghezza del title. Cerca di tenerti entro i 150-160 caratteri per essere sicuro di non incappare nella mannaia di Google.

#5. Nessun tag H1

Una buona gerarchizzazione della pagina è fondamentale sia per l’organizzazione delle informazioni che per il posizionamento SEO. Il tag H1 è l’intestazione della pagina, dice al motore di ricerca l’argomento della pagina. Quindi bisogna essere concisi, ma esaustivi. Sembra facile, ma non lo è.

#6. Nessuna gerarchia con tag h2-h6

seo on page 10 errori comuni

Cosa hai contro titoli, sottotitoli, titoli di paragrafo e simili? Sono fondamentali per la leggibilità perché spezzano la monotonia del testo, ma anche per i motori di ricerca che riescono così a pesare l’importanza delle informazioni. Quindi inserisci le keyword strategiche e i loro sinonimi proprio nei vari titoli formattandoli con tag che vanno dall’h2 all’h6.

Il lavoro di un SEO specialist è anche quello di gerarchizzare le informazioni.

#7. Link non funzionanti (Errore 404)

Tra i doveri del SEO specialist c’è quello di scandagliare il sito in lungo e largo alla ricerca dei link non funzionanti.”Error page not found” non è solo una frustrazione per l’utente, ma anche un grosso errore SEO.

Quando c’è un errore 404 lo spider che scansiona il sito gira a vuoto. Troppi errori del genere convincono Google del fatto che il tuo sito non offre una buona esperienza di navigazione.

Chiaramente non si inseriscono link ciechi volontariamente. Ma siccome tutto cambia, e nel web ancor di più, capita spesso che la pagina a cui puntava il link venga spostata o cancellata. In una situazione come questa bisogna far puntare di nuovo il link alla pagina corretta e predisporre un bel redirect 301 dalla pagina che non esiste più alla pagina corretta. E il gioco è fatto.

Come si vede molto spesso usabilità fa rima con ottimizzazione SEO.

#8. Contenuti di scarsa qualità

Hai speso tempo e denaro per sviluppare il sito, curare il design, incrementare l’usabilità, ottimizzare le pagine per i motori di ricerca, ma hai contenuti sciatti fatti di formule stereotipate e antipatico gergo di azienda. La classica montagna che partorisce il topolino. Cura più di tutto il contenuto: “content is the king”. Ancora di più dopo Google Panda e Knowledge Graph.

#9. Niente sitemap

Sì, i crawler dei motori di ricerca sono così affamati di contenuti che scansioneranno il tuo sito anche se non hai una sitemap XML nella root del sito. Ma perché non facilitare loro il lavoro e essere sicuri che ogni pagina del sito venga vista dagli spider? Online ci sono moltissimi tool per creare sitemap XML in pochi minuti come questo.

#10. Social sharing button

Il tuo sito spacca: la grafica è accattivante, i contenuti sono pieni di appeal, l’esperienza di navigazione è appagante, tutto è facile e intuitivo e non si perde tempo. E che fai? Dimentichi di servire ai tuoi utenti su un piatto d’argento la possibilità di condividere questa scoperta con il mondo? Inserisci subito i bottoni per la condivisione dei contenuti sui social.

Chiaramente l’ottimizzazione SEO on-site non finisce qui. Ma bisogna pur partire con il piede giusto.

Le 5 domande tecnologiche alle quali il CES 2014 proverà a rispondere

Le 5 domande tecnologiche alle quali il CES 2014 proverà a rispondere

Photocredits by itecharena.net

Per gli appassionati di tecnologia, il nuovo anno inizia puntualmente con una delle più grandi manifestazioni tecnologiche mondiali, che dal 1967 prova a svelare quali saranno le tendenze tecnologiche che andranno per la maggiore nei dodici (e, spesso, oltre) mesi successivi: il Consumer Electronics Show di Las Vegas.

L’evento, che si tiene dal 7 al 10 Gennaio, catalizza moltissimi giornalisti e blogger di settore, impegnati ad analizzare e recensire ogni singola novità tecnologica.

La moltitudine di conferenze, presentazioni ed appuntamenti che avranno luogo durante questa edizione suggeriscono un CES più ricco che mai. Sul palco, per i vari keynote, sono attesi fra gli altri Marissa Mayer (Yahoo!), Kazuo Hirai (Sony), Brian Krzanich (Intel). Molto atteso, inoltre, il ritorno (pur senza Keynote dedicati) di Microsoft, anche se la compagnia di Redmond non è mai stata del tutto assente dalla manifestazione nemmeno durante lo scorso anno, nel quale, nelle intenzioni di Steve Ballmer, non avrebbe dovuto svelare alcun prodotto.

Naturalmente, il grande assente sarà ancora Apple, mai presente ad eventi di questo genere.

Molteplici indiscrezioni parlano di uno show incentrato sulle tecnologie del futuro, ma quali di queste entreranno davvero a far parte della nostra vita quotidiana? Vediamo, con l’aiuto di digitaltrends, di provare ad analizzare cinque domande riguardo al 2014 della tecnologia mondiale, in attesa delle presentazioni ufficiali e di tutte le novità.

La tecnologia “indossabile” sarà realmente indossata dalle persone?

Google, con i Google Glasses, ha dato il via definitivo ad una gara (per certi versi entusiasmante, date le molteplici forze in campo) ai cosiddetti dispositivi “indossabili” (che anche noi di Ninja Marketing continuiamo a tenere sott’occhio e recensire per voi): smartwatches, braccialetti per il fitness, occhiali connessi sono solo alcuni dei prodotti appartenenti a questo segmento che verranno presentati al CES 2014. Anche l’italiana Technogym con Unity,  il primo tapis roulant interattivo comunicante con i Google Glasses, mostrerà dal vivo questo nuovo prodotto, adatto al fitness evoluto e connesso.

Ma se i bracciali, adatti per il fitness e non solo (essendo in grado di tracciare i movimenti giornalieri personali con precisione ed affidabilità) stanno riscuotendo un discreto successo e guadagnandosi una buona fetta di mercato, lo stesso non si può dire per le restanti tecnologie. Gli smartwatch (vedi il Galaxy Gear di Samsung) e gli stessi Google Glass appaiono al momento ancora immaturi, e con numerose aree di miglioramento.

Vedremo se il CES 2014 porterà innovazioni e novità in grado di definire questo settore al meglio, con prodotti interessanti e utilizzabili concretamente dalle persone.

La tecnologia 4K diventerà finalmente per tutti?

Era il lontanissimo (tecnologicamente parlando) Settembre 2012 quando, per la prima volta, ho visto personalmente all’IFA di Berlino i primi televisori in formato 4K. Una differenza d’immagine incredibile con gli attuali Full HD, ovviamente ad un costo molto più elevato rispetto a questi ultimi e con la mancanza totale di contenuto compatibile con il nuovo standard.

Pochi giorni fa, Google ha annunciato i primi contenuti 4K su Youtube (tramite il codec open-source VP9) e Netflix ha fatto sapere di essere in fase avanzata riguardo alla sperimentazione di filmati in questa tecnologia. Al CES 2014 sono attese le novità in questo settore da parte dei maggiori costruttori mondiali, facendo presagire che l’ecosistema televisivo permetterà l’adozione di massa del 4K nel corso di quest’anno, nelle previsioni degli analisti quello dell’incremento definitivo delle vendite dei nuovi televisiori ad altissima definizione.

Le stampanti 3D avranno la capacità di diventare mainstream?

Sicuramente il 2014 non è il primo anno in cui si sente parlare delle stampanti 3D, in grado cioè di creare oggetti utilizzabili per differenti scopi. Ma durante questo CES 2014, probabilmente, il settore potrebbe avere finalmente le carte in tavola per offrire qualcosa di attrattivo alla maggioranza dei consumatori. Secondo Gary Shapiro, CEO della Consumer Electronics Association (l’ente organizzatore del CES), dobbiamo aspettarci, letteralmente, un’invasione di stampanti 3D, con molteplici modelli corredati da nuove caratteristiche e fattori innovativi, oltre ad un’accessibilità molto maggiore in termini di prezzo al pubblico.

La casa connessa può diventare finalmente realtà?

Da parecchio tempo, le fiere dell’elettronica riservano una parte alla cosiddetta “casa connessa“. La realtà è ben diversa dalle intenzioni, con soluzioni tecnologiche che ancora non hanno realizzato in pieno il principio “internet of things“, ossia la capacità degli oggetti di essere connessi in maniera del tutto smart ed acquisire un ruolo attivo ed intelligente, grazie al collegamento alla rete. Le Smart TV, le lampade (tra cui quelle di Philips) collegabili allo smartphone, sono alcuni esempi di oggetti connessi.

Certamente, il problema risiede anche nell’utilizzo di uno standard globale, in grado di fare comunicare in maniera organica tutti gli oggetti connessi. Vedremo se questo 2014 apporterà importanti novità in questo senso, con un’attenzione anche al mondo della connected car, con Google ed Apple pronte ad essere presenti nelle vetture con le loro tecnologie multimediali.

Il CES rimarrà il centro dell’innovazione consumer mondiale?

All’inizio dell’articolo, avevo evidenziato come Apple sia assente da questo evento. Non è una novità, in quanto Apple stessa ha insegnato a creare eventi “ad hoc” per presentare le proprie novità primarie di prodotto, per avere tutta l’attenzione possibile.

Anche gli altri competitors, nel corso degli ultimi anni, hanno adottato questo sistema di marketing. Con i nuovi mezzi di comunicazione social e web inoltre, è molto più facile creare buzz e campagne pubblicitarie a (relativo) basso costo ed altissimo impatto, senza avvalersi dell’uso e dell’attesa di grandi manifestazioni.

Il CES stesso si è quindi ritrovato ad essere una manifestazione nella quale venivano mostrati prodotti, molto spesso, già presentati in precedenza.

Quest’anno sarà lo stesso? A giudicare dai grandi nomi presenti, e dai notevoli rumors che si stanno creando intorno alla manifestazione, forse questo sarà di nuovo un anno ricco di grandi sorprese. Sorprese importanti per tutti i settori tecnologici coinvolti.

Ovviamente, noi di Ninjamarketing vi racconteremo le principali novità ed i migliori gadget, teneteci d’occhio!

Girls in Tech, il capitolo italiano [INTERVISTA]

Girls in Tech, il capitolo italiano [INTERVISTA]

Girls in Tech (GiT) è un  Social Network Enterprise mondiale che raccoglie i migliori casi di successo dell’imprenditorialità femminile con lo scopo di supportare e riunire donne brillanti operanti nel settore tecnologico.
Quest’anno GiT ha lanciato il “Capitolo Italiae in quest’articolo conosceremo Sara Bonomi, Social Media Specialist, ed Elena Petrucciano, Blog editor e Tech scout a San Francisco, che ci racconteranno della loro esperienza e del loro contributo in questa importante organizzazione.

Sara, come è nata l’idea di Girls in Tech e quali sono state le motivazioni per lanciare il progetto in Italia?

Girls in Tech, il capitolo italiano [INTERVISTA]

Girls in Tech è un Social Network Enterprise mondiale fondato da Adriana Gascoigne nel 2007 a San Francisco. Oggi conta 33 chapters nel mondo, tra cui anche il Chapter Italy, con l’obiettivo di promuovere l’empowerment della figura femminile nel mondo della tecnologia e dell’imprenditoria e per creare un network forte in grado di catalizzare le iniziative a favore delle donne.

Elena, cosa ti ha spinto ad entrare a far parte di GiT?

Girls in Tech, il capitolo italiano [INTERVISTA]

Vivo in una città che è composta quasi del tutto da persone che lavorano nel tech o in startup. Mio marito, Stefano Bernardi, lavora in una startup e quasi tutti gli amici che vivono qui anche. Il 90% di loro pero’ sono uomini! Di donne se vendono poche, se non mogli di startuppari, e le cerco come un cane da tartufo! Mi piaceva quindi l’idea di spronare, incentivare e dare coraggio ad altre donne. Non sono una femminista ma sono da sempre pro donne! Per questo ho deciso di dare il mio contributo al progetto.

Sara, qual è il “bilancio” del primo anno di GiT Italia?

Girls in Tech, il capitolo italiano [INTERVISTA]

E’ stato un anno intenso! Abbiamo lanciato ufficialmente il 5 giugno 2013 e la community si è dimostrata subito molto attiva e interessata, in pochi giorni avevamo già passato i 1,000 visitatori unici! Anche la nostra pagina Facebook è molto seguita e cerchiamo di condividere news italiane e internazionali .
Quest’anno le principali iniziative sono state la Female Founders in Tech List, cioè un censimento e intervista delle startupper donne italiane e i workshop Girls in Tech, ovvero incontri di formazione gratuiti e aperti a tutti che sono partiti a settembre e continueranno anche nell’anno nuovo, per fornire i primi strumenti dello startupper alle donne che hanno un progetto innovativo/tecnologico.
Un’altra seguitissima iniziativa è stata Rails Girls Milano, che ha fatto il tutto esaurito in poche ore, volta ad avvicinare le donne alla programmazione web.

Elena, tu sei la tech scout di GiT Italia, con che frequenza trovi casi di successo da raccontare?

Girls in Tech, il capitolo italiano [INTERVISTA]

Per ora ne ho trovati molti senza alcuna difficoltà. La comunità di italiani che vivono in Silicon Valley e’ molto forte e ci conosciamo quasi tutti o almeno c’è sempre un amico in comune. Faccio parte di un gruppo di donne italiane che vivono all’estero (DIVE) tra le quali ci sono lavoratrici di ogni settore, quindi anche nel tech. Ci sono poi molti eventi organizzati dalle associazioni di italiani come Baia e SVIEC, dove incontro sempre qualcuno di nuovo e ogni tanto c’e qualche sorpresa al femminile! `

Sara, che sviluppi avete in programma?

Girls in Tech, il capitolo italiano [INTERVISTA]

Naturalmente continuare con i workshop e ampliare l’offerta, magari anche con uno streaming online per coinvolgere anche tutti coloro che non vivono a Milano. Poi ci piacerebbe organizzare una sorta di startup weekend o pitch competion tutta in rosa, come è stato fatto a Londra. E naturalmente replicare Rails Girls!