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Stonex STX Ultra: lo smartphone progettato in Italia [REVIEW]

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Stonex è un’azienda italiana che produce strumenti di rilevamento ad alta precisione. Dal 2013 l’azienda entra nell’arena competitiva degli smartphone con STX S, STX Ultra, ed il recentissimo STX Mini. oggi vi parleremo dello smartphone più grande della gamma: lo Stonex Ultra. Più grande di un Galaxy S3, più piccolo di un Note, questo smartphone è il giusto compromesso tra utilizzo e portabilità.

Di seguito trovate la nostra videorecensione.

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Confezione

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La confezione si presenta in elegante cartone nero con scritte traslucide, e contiene una dotazione completa: manualistica, caricabatterie con plug USB, cavo dati, pellicola cover per il display. Nel telefono è già integrata una memoria SD da 8Gb, ed il tutto è di buona fattura. Essendo un telefono prodotto in Cina, ma con distribuzione ed assistenza tutte italiane, il telefono è conforme alle norme italiane sul limite di emissioni delle radiofrequenze. Molto buona la batteria da 2000 Mah, che ci ha consentito di arrivare a fine giornata con un uso intensissimo. Normalmente dovrebbe durare circa un giorno e mezzo o due.

Design

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Con un design molto ricercato, lo Stonex STX Ultra mi ricorda un po’ il primo Galaxy S sul fronte, fatta eccezione per la capsula auricolare che è molto futuristica. Tutto il corpo telefono è sottilissimo: solo 8.3 mm di spessore, 142 di altezza e 73 di larghezza. Sul retro la fotocamera è rialzata rispetto al resto del corpo, ma un contorno argentato la protegge dai graffi. Per non graffiare il telefono è comunque consigliata la cover. Interessante e alla moda il led di stato a due colorazioni (verde per le notifiche, rosso quando è in carica), che è posto dietro la griglia dell’auricolare. La scocca posteriore è in plastica gommata e ha dei gancetti che si legano bene al corpo del telefono, che non scricchiola mai.

Hardware e prestazioni

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Il motore dello Stonex Stx Ultra è il processore Mediatek 6289, un quadcore da 1.2 Ghz, supportato da 1 Gb di memoria RAM. L’hardware fa girare il telefono molto bene: ottima la navigazione e la gestione delle mail, ma i giochi davvero pesanti e in grafica 3D, come Real Racing 3, hanno dei microscatti che comunque non limitano la giocabilità. La memoria ROM è di soli 4 Gb, ma siccome la versione di Android è la 4.2.1 è possibile spostare le app sulla scheda SD. Riguardo al sistema operativo, Stonex introduce un tool per cambiare il layout delle icone, come vedete in immagine.

Utilizzo e produttività

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Con un ampio schermo da 5 pollici, lo Stonex è al limite tra lo smartphone ed il phablet. Il suo ampio schermo HD riporta fedelmente colori e dettagli. Per il buon rapporto tra portabilità e leggibilità/grandezza del display, questo terminale è consigliato per il gaming e la produttività. Scrivere mail o sbloccare un nuovo trofeo non sarà un problema! Anche il touch è molto preciso: la tastiera è quella stock di Android, ma lo schermo rende i tasti abbastanza grandi da ridurre il rischio di errori.

Multimedia

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E’ nel comparto multimediale che lo STX Ultra ci ha stupito di più: grazie alla funzione HDR la fotocamera si comporta bene anche in condizioni di scarsa luminosità. La fotocamera posteriore da 8mpx genera poco rumore di fondo, ed il software fotografico permette molte chicce, tra cui lo scatto continuo, il rilevamento del volto, le foto panoramiche e le “multivisuale”, delle foto che permettono la visione dello stesso soggetto da più angolazioni.

Ho scattato una foto in notturna in stazione, ed il risultato è più che discreto: il rumore di fondo si nota solo tra i lampioni ed il cielo.

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Anche le foto con fonti di luce nell’inquadratura regalano tanti dettagli e non alterano troppo il colore.

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I video, invece, vengono girati a 720p, registrano bene l’audio ed hanno un framerate sufficiente, ma se si portano sul computer si nota un po’ di “effetto indefinito” per le inquadrature in movimento.

Il player audio è quello stock di Android 4.2.1, e permette l’equalizzazione e la modifica di alcuni aspetti Audio. Dal punto di vista della riproduzione musicale, l’audio rende bene i bassi.

In sintesi

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Lo Stonex STX Ultra è un telefono dal buon rapporto qualità prezzo. E’ progettato in Italia, ed è una produzione intelligente: il telefono non scricchiola e un display da 5 pollici è una buona misura per utilizzare il dispositivo per la produttività. Lo schermo è anche HD ed il terminale è votato alla multimedialità: che vogliate divertirvi con i giochi, ascoltare musica, fare foto o scrivere documenti in treno, Stonex non vi lascerà delusi.

Abbiamo provato lo smartphone per una settimana, e non ci ha mai dato problemi. Avevamo delle perplessità, come tutti, sulla qualità costruttiva, ma alla fine posso dire che il telefono sembra resistente e finora non ha dato problemi di scocche nè di software.

Al prezzo di listino, 289/299€, il terminale è tra i più economici della sua fascia, ma per questo natale potreste trovarlo a 249 euro con tanti accessori abbinati. La concorrenza internazionale sta però abbassando i prezzi. Vedremo nei prossimi mesi se lo Stonex saprà mantenere vivo il suo rapporto qualità prezzo.

Questo Stonex è un telefono con processore e ram adeguati, si difende bene dai rivali ed ha una buona autonomia. Voto: 8

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Cosa ne pensate dello Stonex Stx Ultra? Fateci sapere nei commenti: cercheremo di rispondere alle vostre domande!

Moovit riceve 28 milioni di dollari da Sequoia [BREAKING NEWS]

 

Pochi giorni fa è stata rilasciata la versione 3.0 per Android di Moovit, l’applicazione che ha rivoluzionato il trasporto urbano sui mezzi pubblici trasformandolo in social sempre aggiornato anche grazie alle indicazioni degli utenti, aiutando gli utenti del trasporto pubblico a pianificare i viaggi ed arrivare a destinazione il più velocemente possibile.

28 milioni di dollari per Moovit

Moovit, il primo servizio al mondo nel trasporto crowdsourced, ha annunciato il 18 Dicembre di aver ottenuto 28 milioni di dollari, concessi da Sequoia Capital, con la partecipazione dei suoi investitori esistenti BRM Group e Gemini Israel Ventures. Il corposo investimento verrà utilizzato per migliorare il suo servizio nelle 100 città in cui opera attualmente e per espandersi in nuovi mercati.

L’ultima raccolta porta Moovit ad un finanziamento complessivo di 31.5 milioni di dollari. La società aveva precedentemente ricevuto 3.5 milioni di dollari dal BRM Group e Gemini Israel Ventures.

Moovit, più di un miliardo di informazioni in tempo reale

L’app va ben oltre gli orari programmati per offrire le informazioni in tempo reale di partenze a arrivi, inclusa la pianificazione di percorsi e la navigazione nel dettaglio delle diverse modalità di trasporto pubblico (autobus, treno, tram, metropolitane e traghetti). In un solo anno dal lancio del suo servizio gratuito su scala globale, Moovit ha raggiunto più di 100 città e gestisce più di un miliardo di richieste di informazioni in tempo reale.

Moovit ha appena vinto l’ MTA App Challenge 2103 Popular Choice Award, ed è stata definita come una delle top 10 startup più promettenti in Israele: con più di 10 milioni di report generati dagli utenti ogni giorno sta ridefinendo l’esperienza del trasporto per oltre tre milioni di utenti.

Debutta a Milano Enjoy, il car sharing targato Eni

In questi giorni Milano si prepara ad accogliere una flotta di Fiat 500 e 500L rosse pronte a scarrozzare i cittadini in giro per la città. Fanno parte di Enjoy, il progetto di car sharing promosso da Eni con l’obiettivo di sviluppare prodotti e servizi per la mobilità sostenibile.

I fortunati milanesi potranno, infatti, cercare l’auto più vicina, prenotarla tramite l’app per smartphone (Android ed iOS) o il sito internet  e… andare! Le auto hanno libero accesso all’Area C di Milano e possono essere riconsegnate al termine dell’utilizzo in qualsiasi parcheggio consentito all’interno dell’area coperta dal servizio: sulle strisce gialle per i residenti, sulle strisce blu gratuitamente, nelle aree parking riservate e segnalate presso le Eni Station cittadine.

 

L’iscrizione al servizio avviene on line sul sito o tramite l’app ed è gratuita. I costi per l’utilizzo? La tariffa in movimento è di 25 centesimi al minuto (per i primi 50 km, dopo i quali si applica anche il costo al km sempre di 25 centesimi) che diventa di 10 centesimi al minuto se il cliente desidera mantenere l’auto in noleggio durante la sosta. La tariffa è all inclusive, perché comprende anche le spese di assicurazione, manutenzione, carburante e parcheggio.

Enjoy è un servizio di car sharing tutto italiano, grazie a partnership commerciali con importanti player nazionali, oltre al prezioso supporto del Comune di Milano.

I modelli Fiat 500 e Fiat 500L rappresentano il continuo impegno del Gruppo Fiat nella produzione di vetture sempre più attente alle tematiche ambientali e messe a disposizione di un ampio pubblico.

Trenitalia, presente con il logo Frecciarossa sulle auto, propone il treno come complemento naturale per spostarsi ad alta velocità tra un centro urbano e l’altro, la combinazione perfetta per chi desidera un viaggio nel massimo rispetto dell’ambiente.

Altro partner italiano di Enjoy è CartaSi, che, attraverso la sua piattaforma virtuale, consente i pagamenti on line con carte di credito e prepagate, rafforzando la sinergia avviata con le carte you&eni.

Dopo il consolidamento dell’iniziativa pilota su Milano, l’obiettivo sarà lanciare Enjoy in altri importanti centri urbani nazionali ed esteri.

I top 5 social media epic win ed epic fail del 2013

In un tempo in cui i social media coinvolgono moltissimi aspetti della nostra vita, siamo giunti ad un punto in cui, facendo il resoconto dell’anno passato, ci troviamo anche a dover analizzare cos’è successo di memorabile su queste piattaforme. Come nella realtà, possono capitare scivoloni e possiamo assistere a virtuosismi – che analizziamo spesso insieme a voi – ed è proprio dei migliori e peggiori di quest’anno che ci occupiamo oggi.

Ecco una classifica dei top 5 #epicfail ed #epicwin del 2013 di aziende e personalità attive sui social.

EPIC WIN

1 – Oreo Super Bowl

La vera vincitrice del quarantasettesimo Super Bowl è stata Oreo, che ha saputo approfittare black-out che ha colpito l’evento con un tweet brillante. La capacità di cogliere l’attimo ha dato al marchio una visibilità enorme senza la necessità di spendere le enormi cifre richieste per qualche minuto di spot nell’intervallo.

2 – Samsung Winner takes the earth – #Galaxy11

La mastodontica campagna di Samsung ha iniziato a gettare indizi un po’ dappertutto nel mondo (allo Juventus Stadium sono comparsi strani personaggi incappucciati e a New York strani segni sugli schermi di Times Square), per poi reclutare grandi giocatori per il grande match contro gli alieni. Come dice lo slogan, il vincitore si prende la Terra.

Questa campagna è un esempio di crossmedialità pazzesco: dopo aver generato curiosità con indizi intorno al mondo, la pubblicità vera e propria ha dato vita ad un trend su Twitter (#Galaxy11).

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3 – Heineken Dropped

Heineken ha offerto ad alcuni follower la possibilità di partecipare ad un social experiment, Dropped. Questi, attraverso un breve video di presentazione caricato su Vine o Vimeo, hanno fatto domanda per partecipare ad un’avventura che si è trasformata in una web-series. I partecipanti selezionati sono stati gettati (dropped) in realtà lontane da casa, in situazioni scomode, e il loro unico scopo è cavarsela.

4 – BBD 6” Recruitment

Anche le nuove piattaforme sono state protagoniste di quest’anno; come Vine, la piattaforma per pubblicare miniclip di 6 secondi creata da Twitter. L’agenzia pubblicitaria belga BBD Brussels ha deciso di selezionare un nuovo creativo premiando il clip più brillante.

5 – Starbucks #Strawsome

Starbucks ha saputo coinvolgere la clientela e creare un trend su Twitter dando come spunto l’hashtag #strawsome e chiedendo di pubblicare delle foto che coinvolgessero la cannucce della famosa catena. Questo ha dato vita a numerose espressioni della fantasia di chi, prima di tutto, si è fatto un bel Frappuccino.

EPIC FAIL

1 – Enel #Guerrieri

Enel si è data la zappa sui piedi con la campagna #Guerrieri. Infatti l’hashtag ha scatenato numerose critiche, che hanno dimostrato che, spesso, il tentativo di coinvolgere il pubblico può dimostrarsi un arma a doppio taglio. Abbiamo pubblicato un’analisi a riguardo qualche tempo fa.

2 – Festa della Donna Fail

Molti brand, lo scorso 8 marzo, hanno cercato di fare gli auguri alle donne, ma alcuni forse avrebbero dovuto fare un po’ più attenzione. Algida e Fiat, ve li ricordate?

3 – #BoicottaBarilla

Le parole di Guido Barilla contro la comunità gay sono state pronunciate in radio, ma l’eco generata ha trovato sfogo principalmente sui social network; finché si è pubblicamente scusato con un tweet e un video. Abbiamo scritto anche di questo se siete interessati a riapprofondire l’argomento.

4 – Amazon e James Gandolfini

Amazon ha avuto la non brillante idea di salutare l’attore della celebre serie-tv “I Soprano” con un post su Facebook che includeva un link per comprare il cofanetto della prima stagione. Non pensiamo sia da dire, ma ai fan non è piaciuto.

5 – easyJet

L’ultimo epic fail lo dedichiamo a easyJet, alla quale forse le critiche non piacciono troppo. Infatti, ad un passeggero che ha espresso su Twitter una lamentela nei confronti della linea aerea per via di una ritardo, è stato quasi vietato di salire a bordo del velivolo. Il motivo? Il tweet è stato considerato troppo critico nei confronti della compagnia.

E per finire..

Un’ultima menzione la dedichiamo ad un evento che con le statistiche e le misure ha poco a che fare, anche se può e deve essere considerato un enorme WIN per quel buono che a volte c’è nelle persone. Parliamo della giornata che la città di San Francisco ha dedicato a Batkid (aka Miles Scott), un bambino che ha lottato con la leucemia per tanti anni e che grazie alla fondazione Make a Wish ha avuto la possibilità di salvare Gotham City!

Perché ne parliamo qua? Perché è soprattutto grazie ai social network che questo evento ha raggiunto tutto il mondo ed è stato così grande; grazie a Twitter è stata coinvolta una quantità enorme di cittadini di San Francisco che ha aiutato a trasformare la città in Gotham City. Batkid ha anche ricevuto l’incoraggiamento del presidente Obama, che gli ha dedicato il suo primo Vine.

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Viaggi e turismo: le migliori strategie di digital direct marketing

Bordei Liana Monica/iStock

È quasi Natale, tempo di vacanze. Quale miglior argomento per il nostro post se non un’analisi delle migliori strategie di digital direct marketing nel travel? In questo nuovo approfondimento per veri Ninja ne passeremo in rassegna alcune, evidenziando le best practice da adottare.

Partiamo da un trend: viaggi e vacanze sono uno dei temi che più appassionano gli utenti internet italiani, che si tengono costantemente aggiornati. Lo conferma un dato del nostro Email Marketing Report : il 43% degli utenti iscritti ad almeno una newsletter, ha scelto di ricevere email del settore travel.

Come si costruisce quindi una strategia che possa essere efficace nel tempo, tenendo viva l’attenzione degli utenti e fidelizzandoli anche quando la vacanza è già acquistata o non hanno invece l’occasione di partire?

Qualche consiglio per una strategia vincente

Partiamo dal ripasso delle best practice più generali, comuni a tutti i settori. La chiave sta nello sfruttare tutto il potenziale dell’email nella realizzazione di un programma di customer engagement efficace, che segua le logiche del life-cycle messaging personalizzando la relazione in ottica one-to-one.

Pensate allora a:

  • dare il benvenuto ai nuovi iscritti mettendo in evidenza un vantaggio immediato e accompagnandoli nell’universo del brand
  • invitare gli utenti ad acquistare servizi complementari a quelli già acquistati (up e cross-selling)
  • stimolare l’acquisto con attività triggered sulla base del comportamento dell’utente
  • arricchire il piano editoriale con contenuti a valore aggiunto che escano da una logica puramente commerciale
  • gratificare gli utenti fedeli
  • identificare e stimolare gli utenti inattivi

Avete già implementato questi suggerimenti nella vostra strategia? Passiamo allora ad elencare alcuni spunti più specifici dedicati al settore travel.

Per potenziare il vostro programma di digital direct marketing, non dimenticate di:

  • valorizzare la descrizione (visiva e testuale) delle destinazioni per ispirare il lettore
  • individuare le mete preferite attraverso l’invito ad un survey web-based veicolato via email
  • ampliare le finestre temporali per comunicare in anticipo ai canonici periodi delle festività
  • stimolare il riacquisto monitorando i periodi in cui l’utente ha già acquistato
  • offrire miniguide sulla destinazione per completare l’esperienza di viaggio
  • favorire il racconto e la raccolta dell’esperienza invitando l’utente su minisiti in cui scrivere la propria recensione di viaggio
  •  sfruttare il concetto di ‘last minute’ per la promozione di esperienze di viaggio a ridosso delle festività

Alcuni esempi

Grazie a NewsletterMonitor analizziamo alcune comunicazioni del settore viaggi, in particolare di tre compagnie di bandiera:

Emirates coinvolge il lettore puntando sull’emozione dell’avventura e utilizzando un messaggio implicito per invitare l’utente a cogliere l’occasione di viaggiare. L’immagine è di assoluto primo piano nella comunicazione, le call to action ben evidenti e allineate con il colore del brand. È da notare la presenza di un menu di navigazione per portare l’utente verso specifiche aree del sito.

Iberia un semplice messaggio di auguri contiene una piacevole sorpresa solidale: per ogni lettera scritta online e inviata ai tre Re Magi verrà devoluta una cifra per la raccolta fondi ad una ONP. Il progetto è narrato anche nel video in spagnolo della compagnia, raggiungibile cliccando nella parte inferiore dell’email. I tre Re Magi rappresentano infatti un riferimento molto sentito nel territorio spagnolo che viene valorizzato con questo progetto e con questo augurio.


Lufthansa utilizza un mood natalizio per promuovere le sue tappe nel periodo prefestivo; la gerarchia delle informazioni del layout è ben equilibrata, consentendo ai lettori di vedere in modo inconfondibile il prezzo dei voli. Oltre all’aspetto prettamente promozionale, sono raccolte anche sezioni dedicate al programma di fidelty, all’app, alla carta di credito della compagnia; è da notare nel footer dell’email anche la presenza di box dedicati ai servizi dei partner.

Se volete osservare molti altri esempi, traete ispirazione da NewsletterMonitor!
Volete approfondire l’analisi delle best practice? Consultate la nostra presentazione su SlideShare: ne abbiamo parlato all’ultimo BTO.

A presto con un nuovo approfondimento.

Newcastle lancia la nuova birra Cabbie con un evento “cabvertising”

Se anche voi pensate che l’umorismo britannico sia freddo e marmoreo come la colonna di Nelson a Trafalgar Square, forse riuscirete a sorridere dando un’occhiata alle ultime iniziative della Newcastle Brown Ale, la storica birra inglese nata nel 1927.
Ricordate ad esempio la campagna “No Bollocks” (tradotto significherebbe “basta stron..te”)? Chi ne ha sentito parlare, converrà che può essere considerata una delle campagne integrate made in UK più originali, divertenti e anche di successo degli ultimi tempi.

Newcastle non vi renderà più popolari e belli. Non può, è una birra. Ma è una birra deliziosa e rinfrescante” dice Charles van Es, Brand Director della società.

Ironia e una buona dose di onestà sono quindi gli ingredienti con cui la Newcastle ha voluto lanciare un messaggio di rottura rispetto alle abituali pubblicità della birra che normalmente si autocelebrano promettendo effetti miracolosi dei loro prodotti.

nobollockssocial.com

Dire la verità premia sempre, a maggior ragione se condita con ironia ed anche un pizzico di sarcasmo, per cui la Newcastle ha deciso di dare continuità a questa linea di comunicazione in tema “No Bollocks” anche per presentare la nuova birra, limited edition, Cabbie Black Ale.

Autore della campagna, anche questa volta, l’agenzia Statunitense Droga5 che ha creato un evento “cabvertising” sicuramente originale che ha visto protagonisti degli attori improvvisati, letteralmente raccolti per le strade della Los Angeles by night.

Con la promessa di un passaggio gratuito a casa, 54 persone appena uscite (presumibilmente brille) da pub e ristoranti della città, sono state convinte a salire su un black cab (tipici taxi inglesi) dalle sembianze alquanto insolite. Forse offuscati dalle due o tre birrette appena bevute, gli ignari passeggeri non avranno notato l’enorme megafono posizionato sul tetto del taxi e l’offerta di un passaggio gratuito è bastata per convincerli a saltare a bordo.

Come ci vuole dire la campagna però, nulla è gratuito nelle vita, ed il tassametro ha subito mostrato il conto ai suoi ospiti.

Tra le risate dei passanti e l’ira di chi già dormiva, i nuovi ed improvvisati testimonial della Cabbie Black Ale, hanno dovuto recitare un testo sicuramente non altrettanto improvvisato ma che attraverso la voce divertita e intimidita dei suoi attori ha strappato molti sorrisi e un centinaio di denunce per disturbo alla quiete pubblica…

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In un’epoca di grande incertezza economica come questa dunque, complimenti ad una azienda che osa e che sa distinguersi con campagne non convenzionali sia nei mezzi che nei contenuti e che viene premiata con il gradimento dei consumatori e buoni risultati di vendita.

Well done Newcastle!

I 10 meme del 2013

Se passate del tempo online per forum, tumblr e non solo, sicuramente sarete incappati anche quest’anno nei meme. Il mondo digitale inspira e crea continuamente innumerevoli iterazioni e mashups di modi di dire, immagini, video e suoni, “pezzi” di cultura popolare replicati e variati, e… contagiosi.

Quest’anno sono stati creati e condivisi svariati meme diventati di uso comune, noi ne abbiamo raccolti 10, in ordine sparso, alcuni entrati di forza nelle nostre teste, altri meno, ma che sicuramente hanno contribuito alla cultura pop internettiana del 2013.

1. Marin Shifrin’s “I Quit” Video

“I Quit” di Marina Shifrin è un video di danza caricato dalla videomaker Marina Shifrin come una lettera pubblica di dimissioni da Media Next Animation (NMA) nel settembre 2013. Nel video, Shifrin informa il suo capo che lei è smettere e spiega le sue ragioni in sottotitoli ballando la canzone “Gone” dal rapper americano Kanye West.

2. In the Way Guy

I 10 meme del 2013 In the Way Guy

In The Way Guy è il soprannome dato ad un uomo che accidentalmente si è ritrovato in mezzo durate la foto della proposta di matrimonio di un Redditor a Walt Disney World. La fotografia dopo poco tempo è stato postata su Reddit nel luglio 2013 e l’uomo senza nome divenne subito oggetto di mirabolanti fotomontaggi su tutto il web.

3. Hadokening

Hadokening è un modo particolare di scattare una foto che coinvolge due o più persone durante una sequenza knockout  di attacco “Ki” e si fotografano a metà azione, come si è vede nel popolare gioco arcade di combattimento “Street Fighter” o nella serie manga di “Dragon Ball“.

4. Harlem Shake

Harlem Shake” – da non confondere con lo stile di danza hip hop – è il titolo di un brano del 2012 prodotto da Baauer. Nel febbraio 2013, la canzone ha generato una serie di video virali che iniziano con un individuo mascherato che balla da solo in un gruppo quando improvvisamente c’è un taglio su di una danza selvaggia che coinvolge l’intero gruppo. Nonostante quello che suggerisce il nome, i video presentano una vasta gamma di danze hip hop – tra cui il “Bernie” – così come improvvisazioni.

5. Hot Dog Legs

Hot Dog Legs è un Tumblr parodistico dedicato alle selfies di gambe nude prese in prospettiva in prima persona, la classica foto da vacanza che invade instagram, solo che in questo caso le fotografie non sono di gambe, ma di due salsicce ( o wurstel?) apparentemente presentati come selfies.

6. Thumbs and Ammo

Thumbs and Ammo è un blog ad argomento unico  con immagini di film in cui le armi da fuoco sono stati sostituiti con una mano con il pollice in su.

7. Twerking

Twerking è un tipo di danza comunemente associata con l’agitazione dei fianchi in una posizione accovacciata. La danza inizialmente ha dovuto la sua popolarità mainstream con l’emergere di musica hip hop nei primi anni 2000, ma è diventata nota nel web dopo vari video di danza in casa girati in rete nel 2009. Quest’anno abbiamo visto ogni tipo di variazione sul tema!

8. Baby Mugging

Baby Mugging è un modo di scattare foto che utilizza la prospettiva per creare  l’illusione ottica di un bambino che sta uscendo fuori da una tazza di ceramica, quando in realtà, il modello è seduto o in piedi dietro di esso. Dal momento che le foto originali cominciarono a circolare su Instagram con l’hashtag #babeinamug nel mese di aprile 2013, la varietà dei soggetti ritratti nella serie è stata ampliata per includere gli animali, gli adolescenti e anche adulti.

9. Ylvis – The Fox

The Fox” è una canzone del duo norvegese comico “Ylvis”, che ha guadagnato notorietà nel web dopo l’uscita del suo video musicale su YouTube nel mese di settembre del 2013.

10. Miley Cyrus, Wrecking Ball

I 10 meme del 2013

Miley Cyrus è un’attrice e cantante americana conosciuta per il suo ruolo come protagonista nella serie di Disney Channel Hannah Montana tra il 2006 e il 2011, che quest’anno ha dato una “scossa” alla sua immagine pubblica con una serie di perfomance sensuali e provocatorie. Fra le tante, ha scatenato il meme anche l’interpretazione sulla “palla da demolizione” del suo video “Wrecking Ball

"Misunderstood": Apple ci augura Buon Natale (a modo suo) [VIDEO]

"Misunderstood": Apple ci augura Buon Natale (a modo suo) [VIDEO]

La gran parte degli utenti lo sta amando, ma non sono pochi coloro che guardano con occhio critico all’ultimo spot natalizio di Apple, dal titolo “Misunderstood“.

Protagonista è un adolescente che sembra voler passare tutto il suo tempo con lo sguardo incollato al suo iPhone, senza perdere mai l’occasione per defilarsi dalla famiglia e perdendosi, invece, tutti i più bei momenti del Natale assieme ai propri cari.

Pochi attimi dopo, scopriamo invece che il ragazzo non sta ignorando i familiari a beneficio della tecnologia che stringe tra le mani, ma sta piuttosto sfruttando creativamente quest’ultima per creare un emozionante video dedicato proprio alla sua famiglia, riprendendo ogni attimo di una giornata che pareva non coinvolgerlo per nulla.

Ecco l’incomprensione a cui si fa menzione nel titolo: il giovane non vuole isolarsi, vuole fare un dono speciale ai suoi cari.

"Misunderstood": Apple ci augura Buon Natale (a modo suo) [VIDEO]

"Misunderstood": Apple ci augura Buon Natale (a modo suo) [VIDEO]

"Misunderstood": Apple ci augura Buon Natale (a modo suo) [VIDEO]

Ma come dicevamo, non tutti hanno percepito in questo modo l’advertisement, e l’hanno registrato invece come l’ennesimo esempio di comunicazione in cui le buone emozioni sono messe a servizio di un’intenzione espressamente commerciale e ad uno sforzo di posizionamento del brand.

Il punto principale è semplice: vediamo un ragazzo che, seppur per soprendere i familiari con un regalo inaspettato, passa la maggior parte del tempo in compagnia del suo iPhone anzichè con i parenti, vivendo di rimando la sua realtà, filtrata attraverso lo schermo del suo device.

E del resto oramai abbiamo abbondantemente verificato che le feste, uno dei pochi momenti in cui abbiamo abbastanza tempo da dedicare a famiglia e relax, sono uno dei momenti privilegiati in cui gli utenti condividono contenuti online (come The Verge, ad esempio, ha sottolineato a proposito dell’ultimo Giorno del Ringraziamento vissuto dagli americani, il più affollato di sempre su Instagram).

La visione proposta da questo spot glorificherebbe questa realtà, che secondo molti è tutt’altro che creativa e magica, quanto piuttosto straniante, poiché non assolve ad una vera esigenza (mettersi in contatto con persone lontane, ad esempio) ma propone la tecnologia come qualcosa che di fatto si frappone tra i rapporti umani in presenza.

Guardate lo spot e poi fateci sapere cosa ne pensate!

Come applicare le strategie di marketing nei colloqui di lavoro [PARTE 2]

( …segue)

Mission e USP

Torniamo all’ABC del marketing: un’azienda, per capire cosa vuole e come posizionarsi nel mercato deve avere una mission e una USP (Unique Selling Proposition). Qualsiasi corso per imprenditori in erba sottolinea l’importanza di avere un obiettivo chiaro e definire in che modo voglio andare a posizionarmi sul mercato, quali punti sono i più importanti per distinguermi dai concorrenti e acquisire un vantaggio competitivo. Questi sono i principi del marketing, perchÈ li vogliamo buttare cosÏ alle ortiche quando cerchi lavoro?

Prima ancora di scrivere il tuo curriculum, definisci la tua mission e il tuo USP. La mission deve includere le seguenti informazioni:

  • Il tuo scopo, che tipo di lavoro vuoi fare
  • Il datore ideale che vorrebbe assumerti
  • In che modo le tue competenze aiutano il datore a generare profitti o ridurre i costi.

In altre parole: definisci i tuoi obiettivi, il tuo core business, una traccia da seguire per le tue decisioni.

La USP invece riguarda il singolo aspetto che ti differenzia dagli altri. Se sei solo uno nella massa, non andrai lontano. Tornando all’alfabeto del marketing, ci sono due modi per differenziarsi: qualit‡ o prezzo. Se non hai niente in pi˘ da offrire rispetto al generico Mario Rossi, dovrai combattere una guerra sul prezzo. Che per te significa uno stipendio da fame.

Un marketer, quando vede che il prodotto manca di differenziazione e non vuole combattere sul prezzo, rispedisce il prototipo alla Ricerca e Sviluppo. Tu devi fare tutto da solo: acquisisci competenze che ti rendano unico sul mercato per andare a proporti ai datori che cercano qualcosa in più. Puoi farlo in due modi:

  1. Diventando super-esperto in quello che fai
  2. Con le competenze trasversali.

Tutti e due i percorsi portano allo stesso punto, ma il primo è più difficile e lungo: diventare il migliore in qualcosa richiede tanto tempo e tanto studio, c’è sempre qualcuno più esperto di te.

Le competenze trasversali sono invece competenze che, messe insieme, danno un risultato maggiore della somma delle parti. Guarda questa immagine:

intersezione tra insiemi_thumb[2]

Fonte

A e B sono due competenze, diciamo marketing e programmazione in C++. L’intersezione fra le due è un esperto di marketing che conosce il C++. Se un datore ha bisogno di questo tipo di figura professionale, andrà ad assumere te piuttosto che un esperto di marketing che non sa accendere il tostapane, e un famoso programmatore in C++ che non non sa niente di economia.

Diventare bravo in due settori è più veloce che diventare esperto in uno grazie al principio di Pareto:

pareto-principle

Fonte

In breve: l’80% del risultato si ottiene con il 20% dello sforzo. Più diventi esperto in qualcosa, più è difficile incrementare la tua competenza anche di poco. Se invece ti focalizzi su altre nicchie e le metti insieme per creare una specializzazione precisa, in poco tempo diventerai un professionista ambito.

Puoi creare un USP vincente combinando creativamente due o tre competenze per formare una specializzazione unica e ricercata dal mercato.

L’elevator pitch

Se capisci l’inglese guarda il video a questo indirizzo: non ti serve altro per capire l’importanza di questo strumento.

L’elevator pitch risponde alla domanda: se incontrassi il tuo potenziale datore ideale in ascensore, come lo convinceresti ad assumerti prima che si riaprano le porte?

In 30-60 secondi, devi creare un mini-discorso persuasivo in grado di mettere in risalto le tue migliori competenze, USP e tutto quello di cui abbiamo discusso finora. In un ambiente nel quale il datore è sommerso da persone che gli strillano nell’orecchio per un secondo del suo tempo, l’attenzione è un bene prezioso: non ne hai tanto e per questo non lo puoi sprecare. Appena hai dieci secondi di attenzione, devi sfruttarli. Fra i copywriter esiste un detto:

L’unico obiettivo del titolo è far leggere il sottotitolo. L’unico obiettivo del sottotitolo è far leggere il primo paragrafo. L’unico obiettivo del primo paragrafo è far leggere il resto del messaggio.

Solo quando hai l’attenzione di chi ti ascolta puoi iniziare a vendere. Quando scrivi un curriculum o interagisci con il datore, parti sempre dal presupposto che l’altra persona ti dedicherà dieci secondi. Se non gli dai una ragione per ascoltarti prima che scada il tempo, hai bruciato la tua possibilità. Per questo ti serve un elevator pitch da usare:

  • All’inizio del curriculum per riassumere le tue competenze
  • All’inizio della lettera di presentazione
  • Subito dopo aver stretto il la mano del datore per la prima volta
  • In ogni altra occasione in cui devi presentarti.

Un buon pitch rispetta questi sette comandamenti:

  1. Sii breve e sintetico: hai 30 secondi (convenzionalmente 60, ma cerca di stringere), non sprecarli perdendoti a parlare di cose inutili. Vai dritto al punto e pesa ogni parola, per questo dovresti studiare a memoria il tuo pitch
  2. I primi secondi sono i pi˘ importanti: anche se l’introduzione dura poco, i primi 5-10 secondi sono quelli che fanno la differenza. Costruisci le tue competenze principali subito, poi espandile nei restanti 20 secondi
  3. Presenta te stesso, ma senza esagerare: trova un bilanciamento fra l’autopromozione e l’autocelebrazione. Devi dimostrarti sicuro di te e far capire che sei uno che non scherza, ma senza scadere a dire quanto sei bello e bravo. Dimostra ogni affermazione, usa numeri, fai esempi pratici
  4. Mantieni un elevator pitch dinamico: noterai che alcuni elementi sono pi˘ apprezzati di alti, quindi spostali nei primi secondi ed elimina il superfluo. Osserva la reazione del datore a ogni frase e cambia quelle che non ottengono l’effetto desiderato. Ai datori piace parlare durante il colloquio, soprattutto se non sono esperti: puoi estrapolare tutte le informazioni che vuoi per capire i suoi bisogni
  5. Ascolta le domande: a volte i datori interrompono il tuo elevator pitch con delle domande, tu rispondi subito e vai avanti. Se non sai rispondere, segnati la domanda e studiati una risposta per la volta dopo. Se una domanda ti viene fatta da 3 persone diverse, includi la riposta nel pitch stesso
  6. Esercitati: il primo elevator pitch non sar‡ eccezionale, nÈ lui nÈ il modo in cui lo dici. Visto che lo studierai a memoria all’inizio suonerai robotico, impacciato, come un attore scadente. Con la pratica acquisirai fluidit‡ e sarai pi˘ realistico e disinvolto, comunicando una sensazione di sicurezza che fa sempre piacere. Allenati con i tuoi amici
  7. Adatta il pitch a seconda del lavoro che cerchi: cosÏ come ogni fase della ricerca, anche l’elevator pitch varia a seconda di chi hai di fronte. Quando ti presenti a un’azienda informatica devi sottolineare alcuni tuoi punti di forza, se vai a fare il cameriere ne vuoi altri.

Conclusione

La ricerca del lavoro è una campagna di marketing dove tu sei il prodotto, e i datori sono i potenziali clienti. Puoi applicare le stesse strategie che hai imparato durante il lavoro per convincere un imprenditore ad assumerti. In più se il datore ne capisce qualcosa di marketing, saprà apprezzare la tua campagna pubblicitaria personale. Se hai qualche dubbio, chiediti: se stessi facendo pubblicità a un prodotto normale, cosa farei?

Pochi marketer sanno sfruttare le loro competenze per trovare lavoro efficacemente. Di curriculum ne ho visti tanti e pochi raggiungono la sufficienza. Tradotto: sei in un mercato dove la concorrenza è sì tanta, ma di basso livello. Con un po’ di strategia, puoi mettere in piedi un sistema per la ricerca del lavoro che il datore saprà apprezzare.

Stefano Mini ha un blog attraverso cui, dice, “aiuto le persone a trovare uno scopo nella loro vita”. Se vuoi approfondire l’argomento di cui sopra, leggi il suo articolo completo su come trovare lavoro.

Come applicare le strategie di marketing nei colloqui di lavoro [PARTE 1]

Trovare lavoro è come vendere un aspirapolvere.

Ce ne sono tanti tutti uguali, nessuno vuole perdere tempo a comprarli, sai che non ti piacerà usarlo. Eppure sei costretto, perchè l’unica alternativa è usare scopa e paletta.

Allo stesso modo, un datore assume dipendenti non perchè ha un cuore tanto grande, ma perchè altrimenti non potrebbe portare avanti la sua attività. Se potesse fare tutto per conto suo, lo farebbe.
In questo scenario entri tu, l’uomo che cerca lavoro. Sei il venditore di aspirapolvere che propone un prodotto noioso su cui nessuno vuole perdere tempo.

Vivi una situazione spinosa per la quale nessuno ti ha preparato: se il venditore professionista ha un training specifico e magari una laurea in economia, tu sei in un mercato nel quale non sai come competere. Nessuno ti ha mai insegnato a cercare un lavoro, non puoi conoscere le tecniche più efficaci per spiccare sulla massa.

Ma hai un vantaggio: sai che la ricerca di un lavoro è come una campagna marketing.

Cercare lavoro significa infatti commercializzare un prodotto: te stesso.

Quando cerchi un lavoro, sei un venditore. Dovrai applicare i fondamentali dell’economia e del marketing. Il tuo lavoro è proporre al mercato un prodotto in linea con la domanda e pubblicizzarlo in modo da evidenziare i vantaggi e indurre all’acquisto. Perché non puoi farlo quando il prodotto sono le tue capacità, e il mercato di riferimento sono i datori?

In questo articolo ti parlo dei più importanti concetti di marketing e come applicarli alla ricerca di un lavoro.

Il modello delle 4 P

Il modello delle 4P, o Marketing Mix, serve a definire come entrare nel mercato col prodotto:

  1. Prodotto
  2. Prezzo
  3. Promozione
  4. Posizionamento (Place)

Prima di spedire curriculum a raffica a tutti, ti conviene fermarti e scrivere come vuoi posizionarti nel mercato attraverso questo schema.

Prodotto

Si tratta dell’oggetto che soddisfa il bisogno di un consumatore. In questo caso, tu sei l’oggetto e soddisfi il bisogno di un datore che cerca personale per svolgere una funzione. Alcuni esempi:

  • Sono un avvocato e soddisfo il bisogno di un cliente di tirarsi fuori dai casini legali.
  • Sono un esperto di demolizioni che tira giù un grattacielo senza radere al suolo l’isolato.
  • Sono un ninja del marketing e creo campagne pubblicitarie che aumentano il market share del datore.

In questa fase devi definire chi sei e cosa fai, ma ancora più importante, il bisogno del datore che soddisfi. Questi ti tornerà utile nella terza P, la promozione, quando dovrai convincere il datore ad assumerti.

Prezzo

Quanto un cliente dovrà sborsare per usufruire del prodotto, o nel caso specifico: quanto pensi debba essere il tuo stipendio.

Nel marketing mix tradizionale puoi decidere tu il prezzo del prodotto e il cliente può solo decidere se acquistare o no in base a un’analisi costi/benefici. Qui la situazione è più complessa, perché non hai un potere decisionale così forte. Definire una fascia di prezzo è comunque importante per:

  1. Sapere quando rifiutare un’offerta non vantaggiosa.
  2. Capire come posizionarti nel mercato.

Fai qualche ricerca fra persone con le tue stesse competenze per capire qual è lo stipendio medio di settore: informandoti avrai anche più potere contrattuale per spuntare un prezzo migliore in un lavoro che ti piace, ma non è pagato quanto vorresti. Il posizionamento è importante perché ti permette di capire su che aziende e datori puntare: se ti accontenti di poco perché non hai tanta esperienza potrai andare da un datore qualsiasi; se lo stipendio è alto, punterai su aziende grandi che investono molto nel tuo settore.

Promozione

Questa è la parte più grossa della ricerca del lavoro: convincere il datore ad assumere te quando ci sono decine di professionisti competenti che combattono per la stessa posizione. Ti serviranno tutte le tue doti da venditore per spuntarla, ma il piano è sempre quello:

  1. Identifica i bisogni del datore (basta leggere il bando)
  2. Mostra come puoi soddisfare quei bisogni in modo pratico ed efficace
  3. Abbassa il rischio percepito.

I primi due punti sono chiari, il terzo merita una precisazione. Assumere un dipendente, per molte aziende italiane, va paragonato a un acquisto importante ad alto profilo di rischio. Fra stipendio, tasse, burocrazia e limiti legali, l’assunzione è una parte delicata per un’azienda che vuole sopravvivere nel mercato. Il datore è un essere umano, e come tale ha anche lui le sue paura talvolta irrazionali. Da qui viene uno dei concetti più importanti che potrai mai sentire applicati alla ricerca di un lavoro:

Il datore non assume la persona migliore, ma quella con un profilo di rischio minore.

In uno dei miei corsi su come trovare lavoro, una ragazza mi ha raccontato la sua esperienza: lei fa canottaggio a livello agonistico e nel colloquio il datore ha espresso la paura che i suoi allenamenti le prendessero troppe energie per essere produttiva anche sul posto di lavoro. Io stesso, anche se ho già un lavoro, per tenermi in allenamento faccio dei colloqui ogni tanto: il fatto che gestisco un blog popolare incontra molta resistenza per via del tempo che potrebbe prendermi.

Alcune paure sono giustificate, più spesso il datore si costruisce dei castelli mentali su inezie. Durante ogni fase della ricerca di lavoro, il tuo obiettivo principale deve essere quello di abbassare il rischio percepito associato alla tua assunzione. Se alla fine del correre il datore penserà che sei la persona più sicura, quella che non riserva sorprese, ti assumerà. Anche se non sei il più qualificato.

Posizionamento

Perfetto, il datore vuole assumerti. E adesso? Devi fari trovare ed essere disponibile. Questo significa diverse cose:

  • Specificare l’area geografica in cui sei disposto a operare
  • Fornire i tuoi contatti sempre, ovunque
  • Essere flessibile per un eventuale colloquio.

A parte i soliti indirizzi di posta cartacea ed elettronica, e numero di cellulare (che dovrà essere sempre acceso e, quando impossibile, con segreteria telefonica), crea un profilo su Linkedin e curalo. Molti datori cercano su internet il nome dei candidati e Linkedin ti farà guadagnare punti. Soprattutto per lavori altamente professionali, Linkedin è un grosso semaforo verde verso il colloquio di lavoro. In più ti dà ampie possibilità di networking, quindi un altro canale promozionale.

Un appunto sull’indirizzo email: non firmarti giggino79@hotmail.it. Ci sono due formati accettabili e solo due:

  1. nomecognome@gmail.com (o varianti, nel caso fosse occupato)
  2. lavoro@nomecognome.it (o .com)

Se sei disposto a rinunciare a un caffè al bar al mese, per 7 euro l’anno puoi comprare il tuo dominio personale su un hosting professionale: avrai il tuo spazio web www.nomecognome.it in cui caricare il CV e altre cose interessanti, per esempio. Questa singola sottigliezza è capace di mostrare le tue capacità informatiche meglio di qualsiasi patentino ECDL.

(continua…)