Qualcuno Ci Osserva dallo Spazio, le foto su Twitter di Luca Parmitano

Space-Selfie di Luca Parmitano

Ci sono degli occhi che ci guardano da lassù, ci credano anche atei ed agnostici, perché sono quelli di Luca Parmitano.

Siciliano, astronauta della ESA (European Space Agency), Parmitano è attualmente in orbita attorno alla Terra e ci osserva quotidianamente.

Come facciamo a saperlo?

Beh lo mostra ogni giorno ai suoi oltre 100.000 follower su Twitter e fan su Facebook, oltre che sul suo blog, postando delle sensazionali foto della terra vista dallo spazio, con un po’ di nostalgia per lo stivale.

Avete presente la banalissima frase detta sulla spiaggia, guardando le stelle, durante una vacanza estiva, nella speranza di un bacio “chissà se qualcun altro sta guardando verso di noi da lassù?”, beh questa frase che nessuno ha mai detto ma tutti conoscono oggi ha una risposta ed è affermativa.

Parmitano sembra avere una certa nostalgia di casa. Sono infatti molte le foto del Bel Paese ritratto, di giorno e di notte, da una distanza tale da non vederne i difetti e non poterne sentire il rumore.

Le Luci della Pianura Padana

 

Luci del Vesuvio

Ma non sono solo le luci dell’Italia a mozzare il fiato.

Parigi e Londra

Stretto di Gibilterra

 

Possiamo solamente immaginare i brividi che panorami come questi possono regalare a chi ha l’immensa fortuna di ammirarli.

La galleria che Parmitano ci regala non si limita solamente alle luci d’Europa.

Il Cairo e Il Delta del Nilo

 

Il Mare dei Caraibi

 

Una Catena Montuosa nel Deserto Iraniano

 

Disegni di Terra nel Deserto in Australia

 

Formazione Rocciosa in Arabia Saudita

 

I panorami mozzafiato sono tantissimi, ma Parmitano ci ha regalato anche le immagini di fenomeni naturali di abbacinante bellezza.

Aurora Boreale

 

Nube di Gas si Diffonde Oltre L'atmosfera

 

Un Temporale in Africa Occidentale

 

Temporale All'Orizzonte

 

Nubi Mesosferiche

 

Insomma seguire Luca Parmitano tramite Twitter, Facebook o il suo blog vi assicuriamo che regala dei brividi diversi ogni giorno.

Il suo hashtag #Volare fa veramente volare i follower, consapevoli che probabilmente mai avranno la fortuna di essere loro a scattare queste fotografie.

La nostra è una piccola selezione di quello che potete trovare sulle sue pagine social che vi consigliamo di seguire, ma crediamo sia sufficiente per farvi provare un po’ di invidia nei suoi confronti anche se, alcune immagini, ci suggeriscono che la nostalgia di casa fa in modo che Parmitano, ogni tanto, invidi chi sta addentando un arancino siciliano.

Casa Parmitano, Sicilia.

Luca Parmitano con la maglia del Catania

In attesa che torni con i piedi per terra e che, magari, ci conceda due chiacchiere, chiediamo al nostro ambasciatore, nella “terra di ET”, di non smettere di farci #volare.

 

 

 

Retailer of the Year 2013: a novembre la premiazione

retailer award 2013

Il 19 novembre prossimo si terrà a Milano il convegno “Clienti: priorità e nuovi driver di scelta” organizzato da Kiki Lab, società di consulenza specializzata nel settore Retailer.

Ecco il programma degli interventi:

– Introduzione al tema cura di Fabrizio Valente (Partner fondatore Kiki Lab) e Luigi Rubinelli (Dir. di Retail Watch)

– Testimonianze Retail: Francesco Pugliese (D.G. Conad Italia), Richard Simonin (Pres. Limoni), Marco Procacciante (A.D. Vision Group), Giancarlo Nicosanti (A.D. Marco Polo Expert)

– Resoconto del “World Retail Congress” di Parigi (7-9 ottobre) a cura di Fabrizio Valente

Numerosi gli sponsor della giornata di studi: Corio, Promotica, Retail Watch, Assofranchising, Confimprese, GS1 Italy Indicod-Ecr Academy, Fondazione CUOA

Durante il convegno verranno premiati i vincitori di due importanti premi nazionali del settore: “Retailer of the Year 2013” e “Webshop Awards 2013“. I riconoscimenti, ormai diffusi a livello europeo, nascono dal desiderio dei clienti di esprimere il proprio giudizio sulle performance delle catene di distributori preferite. I vincitori sono decretati sulla base della considerazione di vari fattori quali il prezzo, l’assortimento, il servizio.

Convegno “Clienti: priorità e nuovi driver di scelta”
Milano, 19 novembre 2013 ore 9 – 16
Per info e iscrizioni: kiki@kikilab.it – tel. 030 22 16 81

10 video di Vine per le migliori zucche di Halloween

Tra poco è Halloween e anche sui social network si iniziano a vedere i primi contenuti dedicati alla notte degli orrori. Vista l’atmosfera creata da questa festa – soprattutto nell’oltreoceano – Mashable ha lanciato una Vine challenge e ha selezionato 10 vincitori che hanno rappresentato con più originalità le tradizionali zucche intagliate.

Vi proponiamo i video scelti per iniziare ad immergervi nella macabra atmosfera.

1. La zucca di Doctor Who

2. Lego Zucca

 

3. Lanterna Horror

4. Zucca capelluta

5. Donald Zump

6. Canto e zucche

7. Ho intagliato la mia zucca!

8. Zucche intagliate con la motosega

9. Intaglio e sorriso

10. Quattro zucche

Lou Reed, 10 video realizzati e ispirati dall'artista [VIDEO]

Lou Reed, 10 video realizzati e ispirati dall'artista [VIDEO]

La notizia ha fatto il giro della Rete nella serata di ieri. Lou Reed è morto, e il nostro Jacopo Attardo aka jacknroll ha già condiviso con voi un bel post al quale non c’è molto da aggiungere.

Qui ci limitiamo a proporvi una piccola raccolta dei video che la rete ha più amato del grande artista, in aggiunta ad alcuni contenuti creati dagli utenti e poi condivisi online, ispirati dall’arte dell’indimenticabile musicista e dei suoi Velvet Underground.

Opere originali o mashup realizzati dai fan a partire da contenuti “ufficiali”, in ogni caso simbolo di una forza creativa che si diffonde e rinnova.

Perfect Day

Sweet Jane

Walk on the wild side

Waiting for the man

Heroin

Romeo had Juliette

“Walk on the wild side” sulle immagini originali dell’entourage di Andy Warhol

Sometimes

Perché condividiamo sui social media? Omologazione batte originalità

Share Different Se in questo momento siete alla ricerca di una notizia interessante da condividere sui social media, allora siete la maggioranza. Secondo una recente ricerca Ipsos effettuata a livello mondiale, il 61% del campione (più di 18.000 adulti in 24 paesi) ha dichiarato di condividere “cose interessanti”, il 43% “cose importanti” e con la stessa percentuale troviamo la preferenza a condividere “cose divertenti”.

Scendendo ci fermiamo al 37% per quanto riguarda la condivisione di “quello in cui crediamo” e al 29% per la condivisione di “cause sociali”. Per quanto riguarda l’Italia, il dato piú sorprendente è un misero 10% nella condivisione di “cose uniche”, fotografia di una nazione in crisi anche su questo aspetto, quando la media mondiale risulta abbondantemente sopra il 30%.

Risultati ricerca Ipsos
Cosa condividiamo sui social media? (fonte: Ipsos Open Thinking Exchange, 2013)

Cerchiamo di capire innanzitutto cosa determina la condivisione di “cose interessanti”, che dunque rappresenta la maggioranza. Secondo uno studio apparso su Psychological Science le persone tendono ad imitare il comportamento degli altri e a condividere informazioni mosse dall’eccitazione, percependo un piacere istantaneo che, più è positivo, più vuole essere condiviso con i nostri contatti.

Invece la psicologa americana Sherry Turkle, nel suo intervento a TED “Connessi, ma soli?”, sintetizza il concetto “Condivido, dunque sono.”, in cui l’atto di condividere sui social media unito alla la possibilità temporale di decidere quando scrivere e cosa cancellare, determina l’opportunità di essere quello che vogliamo, ma soprattutto quello che non siamo. Questa modifica al nostro profilo può portare ad una preferenza verso le conversazioni virtuali, semplicemente perché nelle conversazioni reali non sempre abbiamo la “risposta pronta”.

Con i nuovi strumenti digitali, quindi, la comune tendenza ad omologarsi è ora ancora più facile e poco stupirebbe se gli argomenti delle condivisioni fossero influenzati da interessi in parte indotti dal flusso di notizie che stiamo seguendo e con cui vogliamo interagire per non rimanere, come direbbe la Turkle, “soli nell’insieme”.

I fornitori di servizio non stanno a guardare e migliorano gli strumenti di condivisione anche in base all’utilizzo che ne facciamo, ma da qualche tempo stanno introducendo funzioni che fanno delle nostre attività social uno strumento di marketing. Le recenti introduzioni delle “Notizie sponsorizzate” e dei “Consigli condivisi” da parte di Facebook e Google non fanno altro che trasformare la nostra attività in un supporto di comunicazione per i brand.

Intendiamoci, non c’è nulla di male in questo meccanismo che mutua la gratuità del servizio all’uso commerciale delle informazioni che vi poniamo all’interno e comunque nulla che non sia notificato nelle modifiche ai termini di servizio che oggi, ma solo dopo numerose proteste, vengono di volta in volta comunicate agli utenti in maniera trasparente.

Nella gara alla trasparenza oggi però vince Google, che nella sua ultima modifica ai termini di servizio permette in maniera semplice di escluderci da questo meccanismo di marketing mentre Facebook continua, in modo non sempre lineare, nella gestione dei nostri dati e a breve non permetterá piú di nascondere i nomi degli utenti dal campo di ricerca, aggiungendo però opzioni selettive per ogni parte restante del profilo, sempre a favore dell’evoluzione del motore Graph Search.

In conclusione è indubbio che i social media, aiutati dall’evoluzione degli smartphone, stiano ridefinendo le regole e aumentando la velocità con cui si svolge la nostra vita online. Stiamo assistendo ad un aumento esponenziale delle condivisioni e in questo “niagara” di post, tweet, +1 e pin ci mostriamo al mondo, in un processo che tende a definire in maniera sempre piú precisa quello che ci piace, osservati dall’occhio nascosto, ma attento, dei fornitori di servizio.

Per quanto riguarda l’Italia, in attesa di uscire dalla crisi politica, possiamo solo provare a risollevare quel 10% di condivisioni di “cose uniche”, che non rende onore ad una nazione storicamente artistica e produttiva come la nostra, ma sopratutto perché “creare è dare forma al nostro destino” (Albert Camus).

SlideShare: 10 consigli per generare conversioni

SlideShare: 10 consigli per generare conversioni

SlideShare: 10 consigli per generare conversioni

SlideShare è una preziosa freccia all’arco del Content Marketing: una presentazione riuscita, ricca e approfondita, può essere integrata in una strategia di comunicazione globale e garantire un ritorno in termini di visibilità e fidelizzazione, con ricadute positive sul business.
Lo sanno bene i tipi di Socialmediaexaminer, che hanno dedicato un articolo su come sfruttare SlideShare per generare conversioni.

Andiamo a scoprire e commentare nel dettaglio i dieci consigli di Jason Miller.

1. Basa la tua presentazione su un argomento che conosci bene

Una famosa regola della narrativa dice “scrivi di ciò che sai”. Vale lo stesso per le presentazioni su SlideShare: il tuo obiettivo è affermarti come un esperto nel tuo campo. Ma puoi, anzi devi, allargare il campo dei tuoi interessi, se si affiancano, o si sovrappongono, al tuo interesse principale. Potrai così offrire sempre nuove risorse

2. Il tuo titolo, la tua headline

Conosciamo bene l’importanza del title sul web. Sappiamo altrettanto bene che catturare l’attenzione, causa overload informativo, è sempre più difficile. Una presentazione creativa, ben fatta e facile da leggere può aiutare nel trasformare i visitatori in lettori – o meglio, visualizzatori -, a patto che all’headline segua un contenuto valido.

3. Uno sguardo anche alla Seo

Mai scrivere un post pensando solo ai motori di ricerca. Vale anche per le presentazioni: inutile, anzi dannoso, lavorare forzatamente sulle parole chiave, che al contrario devono essere inserite naturalmente nel contenuto. Miller consiglia di ottimizzare description e tags con le keyword fondamentali, poi aggiunge: “Il fatto che la tua presentazione su Slideshare possa essere facilmente inserita in altri siti aiuta nei risultati Seo“.

4. Condividi la tua presentazione nei vari social

Le presentazioni Slideshare si prestano bene a essere condivise su blog, landing page, Twitter e Linkedin, “per trarre il massimo dal tuo visual marketing”. I tuoi lavori avranno così la possibilità di essere diffusi e raggiungere facilmente il tuo target.
Miller suggerisce di pensare alla presentazione come il nucleo di una campagna di marketing.

5. Studia la strategia di promozione prima di pubblicare la tua presentazione

Inserita nel contesto di un piano di comunicazione social, una presentazione può dare la spinta propulsiva iniziale. Ma dev’essere coerente con la strategia e perciò, suggerisce l’autore, dev’essere testata con l’intero team di marketing prima di pubblicarla per avere il massimo impatto.
Assicurati di avere una strategia promozionale a posto prima di caricare la presentazione. Facendo questo darai una chance in più per avere l’agognata front page di SlideShare e guadagnare lo status Hot on“.

6. Continua ad attirare visualizzazioni

“Una grande presentazione SlideShare può essere una star in più posti, non solo in uno”. Un ottimo lavoro dev’essere sfruttato il più possibile: durante una conferenza, sui social media, webinar… perché limitarsi?

7. Riproponi, anche in altre forme

Hai scritto un white paper che è davvero un capolavoro? Beh, puoi provare a trasformarlo in una presentazione coi fiocchi. Vale anche per un case study, magari in occasione di un webinar o di una conferenza per aiutare ad esprimere il tuo punto di vista. SlideShare è uno strumento versatile, non dimentichiamolo!

8. Testa gli analytics

La versione Pro di SlideShare permette agli utenti di trarre spunti di riflessione dagli analytics. Nell’ottica di un progetto di content marketing, i dati sono uno strumento per capire quale parole chiave (o microargomento) funziona e quale no, da dove proviene il traffico e la permanenza dei visitatori.

9. Attiva l’opzione per il lead generation form

SlideShare permette di integrare una landing page alla fine della tua presentazione. Così un utente incuriosito dal tuo lavoro (o dalla tua azienda) può facilmente scaricare il file o decidere di contattarti per sapere di più. A tutti gli effetti, un’efficace call to action.

10. Aggiungi le tue presentazioni al profilo Linkedin

Come scrisse tempo fa Simone, Linkedin è il social deputato ai profili professionali. Collegare le presentazioni all’account Linkedin è un passo doveroso per chi vuole accrescere la propria reputazione.

Abbiamo dunque scoperto qualche buon consiglio per utilizzare al meglio le potenzialità di SlideShare, che “offre ai tuoi contenuti un modo differente di essere fruito, in maniera più interattiva e visivamente stimolante”. E tu, come la vedi? Condividi queste dritte?

Facebook acquista Snapchat? [SOCIAL MEDIA]

1 miliardo di dollari: Facebook pare aver avanzato un’offerta monstre per acquisire una delle app più popolari per condividere foto, Snapchat.

L’indiscrezione, riportata da Mashable e condivisa dal Wall Street Journal, pone l’accento su come il social network più famoso del mondo intenda ritagliarsi un ruolo da protagonista per ciò che concerne il mercato dei contenuti fotografici, da sempre una delle strade più appealing per innescare meccanismi di condivisione.

Dopo l’acquisizione di Instagram un’altra mossa da parte del team di Facebook per trasformare l’ambiente sociale in un vero e proprio contenitore di narrazioni, incentivando la produzione di contenuto friendly.

In questo video, una sintesi di cosa sia Snapchat e delle sue funzionalità (da notare la location scelta: il canalone dove il T-1000 di Terminator 2 inseguiva un giovanissimo John Connor, salvato dal T-800 Schwarzenegger).

Facebook sta quindi preparando un’altra piccola grande rivoluzione fotografica? Lo scopriremo solo se l’offerta da 1 billione di dollari verrà effettivamente confermata!

StartupBus, 72 ore a bordo di un bus per sviluppare una startup

Prendete un gruppo di imprenditori, informatici e designer e metteteli a bordo di un bus. Dategli in mano un canvas, una scorta di RedBull e 72 ore di tempo per sviluppare la loro idea di business. Cosa ne verrà fuori lo scopriremo solo il 30 Ottobre a Vienna, al Pioneers Festival, tappa finale del tour e uno tra i più importanti eventi di web ed imprenditoria nel mondo in grado di riunire per ben due giorni più di 2500 tra investitori, startup, giornalisti e speaker di fama mondiale quali Vishal Sharma (Google) e Adam Cheyer (Siri).

Nel frattampo possiamo raccontarvi come sta andando il viaggio dello StartupBus italiano, partito sabato da Roma e che, dopo una tappa a Torino, raggiungerà Milano e poi Treviso.

StartupBus: dalla Silicon Valley all’Italia

StartupBus è un’iniziativa internazionale, nata nella Silicon Valley nel 2010, dedita alla promozione di giovani imprenditori, informatici e designer, che in sole 72 ore a bordo di un Bus dovranno cercare di creare delle Startup. StartupBus è oggi presente in 5 nazioni del continente europeo ed ora, grazie alla passione di Giovanni Natella e del suo team, è giunto anche in Italia.

L’edizione italiana è stata realizzata grazie alla partecipazione dei Main Sponsor di Lottomatica e NH Hotels, alle partnership di rilievo quali iStarter, H-­Farm, Talent Garden, Luiss Enlabs e I3P/TreataBit, nonché grazie al patrocinio del Ministero dello sviluppo Economico.

Durante l’avventura, i partecipanti, detti buspreneurs, assisteranno a workshop e conferenze tenute da esperti del mestiere, conosceranno investitori e giornalisti ed entreranno così a fare parte di un’autentica Talent Community.

La partenza: da Roma a Torino

Il bus è partito sabato 26 ottobre da Roma, dove i partecipanti sono stati introdotti al mondo dell’imprenditorialità durante la conferenza “L’Italia, i giovani e l’imprenditoria” svoltasi a Luiss EnLab.

Poi domenica mattina sveglia presto, complice il passaggio all’ora solare, per raggiungere Torino. Solo una tappa intermedia, in Autogrill, con un compito preciso: oltre alla pausa caffè infatti i partecipanti hanno dovuto creare i team.

A Torino sono così arrivati 4 team, con quattro idee, presentate a due mentor, l’imprenditore seriale e cofounder di ProxToMe Adriano Marconetto e il consulente di business di I3P Massimiliano Ceaglio. Le idee sono state messe in discussione, per evidenziare tutti i punti deboli, non con l’obiettivo di smontare le idee, ma con quello di fare in modo che i team comincino a lavorare sulle criticità. Perché “sweet and tender”, dice Marconetto “non serve a nessuno”. Ciò che serve, continua il cofounder di ProxToMe, è essere focalizzati al 100% sulla propria idea, farla diventare una questione di vita o di morte.

Dopo la sessione di mentorship pomeridiana presso l’Incubatore del Politecnico di Torino, il bus si è spostato a Talent Garden, dove, grazie agli interventi di personalità quali Michele Padovani (iStarter), Filippo Psacharopulo, (Piemontech e Club degli investitori di Torino), Christian Racca (Top-IX) e Massimiliano Ceaglio (I3P), i buspreneurs hanno avuto l’occasione di riflettere su come conquistare il primo finanziamento.

Per concludere la giornata, finalmente un momento di relax durante la cena offerta dalle Officine del gusto.

Le prossime tappe: Milano e Treviso

Lunedì 28 il bus arriva a Milano presso Talent Garden, dove alle 18 si terrà una conferenza che insegnerà ai buspreneurs ad affrontare la crescita tra scalabilità e go-to-market (Per iscrizioni qui). Una straordinaria tecnologia, un team competente o investitori importanti sono nulla senza utenti o una strategia di crescita e di approccio al mercato.

Il workshop e gli interventi di Luca Bona (LB Consultant), Paola Bonomo (Italian Angels for Growth), Alberto D’Ottavi (Blomming), David Orban (Axelera e CEO Dotsub), Paolo Privitera (Pick1), Antonio Tomarchio (Beintoo), Max Uggeri (MU Investment) e Roberto Venturini (Digital PR) si concentreranno sugli aspetti di marketing, comunicazione e scalabilità.

Infine nella tappa di Treviso verrà scelta la startup italiana che andrà a competere direttamente con gli altri progetti europei al Pioneers Festival di Vienna, per mostrarsi ad una platea di Esperti e Venture Capitalist internazionali e aggiudicarsi un possibile investimento.

Digital Strategy e Social Media Communication: il free webinar del Ninja Master Online [VIDEO]

Cari ninja,

come sapete martedì 23 ottobre Mirko Pallera, direttore scientifico della Ninja Academy, e i docenti Simone Tornabene, Gianluca Diegoli, Miriam Bertoli e Davide Pozzi hanno presentato il Master Online in Digital Strategy e Social Media Communication (SCONTO early booking fino alle 23.59 del 29 ottobre) che partirà il 18 Novembre. Il free webinar di presentazione è stato un’occasione utile a presentare nel dettaglio contenuti ed obiettivi di questo corso. E se ve lo siete persi? Nessun problema, perchè la Ninja Academy ha pensato anche a voi! 😎

Il Ninja Master Online permette ai partecipanti di acquisire le competenze necessarie e complete per progettare e attivare la presenza di un Brand in ambiente digitale. Le lezioni degli 8 moduli del Master presentano scenari e strumenti aggiornati, sviscerando tutte le tematiche principali del marketing e della comunicazione digitale e rispondendo alle seguenti domande:

  • Come si implementa un Piano di Marketing Digitale?
  • Come si progetta una Social Media Strategy?
  • Come si analizzano le performance digitali e quali sono i nuovi KPI?
  • Come migliorare il proprio Ritorno sugli Investimenti sul digital?

Vantaggi del Ninja Master Online

✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Segui i corsi quando è meglio per te, in diretta oppure On-Demand
✔ Un costo decisamente più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Seminari tematici per acquisire competenze specifiche
✔ Attestato di partecipazione che certifica la tua frequenza al Master
✔ Realizzazione di un project work multidisciplinare, utile anche alla tua azienda o startup (percorso Premium opzionale)

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change!
BE NINJA.

Risiko, Instagram e Pizza: i migliori annunci stampa della settimana

Ben ritrovati cari Ninjetti al consueto appuntamento con i migliori annunci stampa della settimana pubblicati dalle grandi agenzia di advertising del mondo. In questa top 5 ci sono delle proposte sorprendenti! Check it out: 

Hasbro Risk: Battle, Campagne de France/Austerlitz/Wagram

I player più esperti lo sanno: il RisiKo è un gioco molto serio. In queste print, pensate da Hasbro e DDB France, non vediamo nessun carrarmatino colorato bensì riproduzioni di pitture famosissime che hanno come soggetto la guerra. 

L’unica modifica sostanziale è l’entrata in scena di cibo spazzatura come: pizze, patatine e cola che donano alla composizione un tocco ironico e veicolano il messaggio della campagna: con RisiKo puoi ottenere una guerra attorno al tavolo (cibo e bevande comprese)!

Advertising Agency: DDB, France
Executive Creative Director: Alexandre Hervé
Copywriter: Pierre-Antoine Dupin
Art Director: Frédéric Lahache
Agency Producer: Justine Bruneau
3D Artist: Damien Lemercier

Amil health insurance: Cardiologist/Orthopedics

Amil è una compagnia di assicurazione specializzata nell’health care che con queste print ha voluto sottolineare l’importanza di affidarsi ad un dottore reale invece di cercare risposte mediche in internet. Basta diagnosi fai da te su Yahoo! answers e Google!

Advertising Agency: Festo, Brasília/DF, Brazil
Creative Director: Cainã Souza
Art Director: Lucas Carvalho
Copywriter: Luiz Otavio Medeiros

Domino’s Pizza: The Dinner Saver

Il panico si sta per scatenare in questo setting domestico: la bella e succulenta cena sta per essere rovinata da minacce potenziali quali il giocattolo e il gatto affamato!  Tragedie culinarie come queste possono essere dimenticate grazie a Domino’s Pizza che consegna velocemente ottime pizze di ogni tipo. Da notare la simpatica idea di inserire un bottone anti-panico “Domino’s Express” che come cita il testo “ti salva la cena

Advertising Agency: McCann Erickson, Tel Aviv, Israel
Creative Director: Sigal Abudi
Art Director: liran Elias
Copywriters: Amit Dana, Dror lavi
Illustrator: Igor Zubkov

20th Century Fox: Blank Pages in New York Times

Quando si dice: less is more! Le pagine 9 e 10 del New York Times del 23 Ottobre 2013 sono state occupate da questa insolita pubblicità che si compone di due pagine vuote completamente bianche con un’unica parte di testo, il sito wordsarelife.com.

Stiamo parlando della geniale campagna stampa di lancio del film della 20th Century Fox The Book Thief, tratto dall’omonimo best-seller di Markus Zusak, ambientato durante la seconda guerra mondiale .

Nel film una bambina sottrae un libro da un rogo nazista e in segreto lo inizia a leggere e condividere con gli amici. Come dice la vicepresidente di Fox-media Julie Rieger: “Volevamo esprimere un concetto che portasse altrove il lettore, per fare capire cosa davvero significhi vivere in un mondo senza parole“.

Advertising Agency: 20th Century Fox Media Department
Advertiser’s Supervisors: Julie Rieger

Toyota: Instagram

Non scattare foto mentre guidi. Questa campagna di sensibilizzazione alla guida prudente di Toyota utilizza i filtri della popolare applicazione mobile instagram per ritrarre la stessa terribile immagine di una automobile incidentata.

Il visual mette in evidenza la pratica della modifica della foto tramite filtro, procedura che, pur non essendo complessa, non può essere fatta durante la guida.

Advertising Agency: Marketway/Publicis, Cyprus
Creative Director / Copywriter: Naya Koutroumani
Art director / Illustrator: Alessio Criscuoli