Startup & Digital PR: 5 semplici consigli per una comunicazione efficace

Ogni brand è una storia. Anche una start up lo è con il suo contenuto di novità e innovazione. Raccontare quella storia può diventare un asset strategico di crescita e affermazione del brand. Le nuove frontiere della comunicazione ci mettono a disposizione preziosi strumenti per farlo: social media, blog, forum. Spesso però essi non sono sufficienti per lo sviluppo della brand awareness, quindi il ricorso ai media tradizionali è necessario affinché la propria storia raggiunga il largo pubblico e i potenziali investitori in tempi rapidi e nel miglior modo possibile.

Ecco 5 semplici consigli dedicati alle startup per massimizzare la copertura mediatica.

1. Sintetico e convincente

Gli imprenditori sono soliti preparare un elevator pitch, un discorso sintetico e convincente per approcciare nuovi investitori. Allo stesso modo, quando si parla al mondo dei media, sia analogici che digitali, bisogna riuscire a raccontare la propria storia nelle 500 parole che un blogger gli dedicherebbe o nei 90 secondi di un servizio televisivo. I professionisti del settore sono ovviamente abituati ad adattare le storie alle esigenze del mezzo, ma il tempo è prezioso, quindi più gli renderai la vita facile, più ti daranno ascolto!

2. Diventa l’esperto!

Molti giornalisti sono alla ricerca di storie da raccontare e di contenuti nuovi e interessanti per arricchire ciò a cui stanno lavorando. Posizionati come l’esperto del tuo settore di business e fai crescere la tua start up puntando sul Personal Branding attraverso i social media.

Ecco un utile approfondimento su questo tema: Personal Branding: come scoprire e sviluppare il vostro marchio.

3.Massima Puntualità!

Sebbene il mondo del giornalismo ci abbia abituato a breaking news ed eventi in tempo reale, esso tende a programmare con largo anticipo servizi relativi ad appuntamenti tradizionali. Se, per esempio, vuoi inserire il tuo brand in un servizio sui migliori doni di Natale, contatta la redazione a settembre, a novembre sarebbe già troppo tardi!

4.Insisti con discrezione e intelligenza

Il mondo del giornalismo ha tempi serrati e i giornalisti lavorano spesso sotto pressione. Non demordere , ma al contempo non apparire assillante con decine di chiamate e valanghe di mail. Quello che per te è il progetto del secolo, probabilmente non sarà la prima voce della to-do-list del lunedì mattina.

5.Non hai bisogno di una media list!

Software di media list management come Vocus e Cision possono risultare di grande utilità per aziende di dimensioni considerevoli. È difficile, però, che un business appena nato riesca a investire somme ingenti in operazioni del genere. Twitter può essere una valida alternativa da utilizzare per individuare giornalisti, blogger e opinion leader interessati a raccontare la tua storia.

Se hai ancora qualche dubbio, non perderti I 10 errori nelle relazioni pubbliche che le start up devono evitare.

(Approfondisci l’argomento sull’articolo originale)

Burger King cambia a sorpresa nome e logo

Burger King rebranding

Dite addio al mitico Whopper, lo storico hamburger con cipolla che è da quasi 60 anni il simbolo di Burger King nel mondo, e salutate le patatine fritte zigrinate come nuovo logo della seconda catena di fast food d’America.

Burger King ha cambiato nome e logo e lo ha annunciato, mercoledì scorso, su Twitter:

Vi piace? No, vero? Ma forse c’è da stare tranquilli. Il rebranding pare sia in realtà una trovata pubblicitaria per lanciare le nuove patatine light Satisfries, il cui nome è il risultato della crasi tra le parole “soddisfa” (satisfies) e “patatine fritte” (fries).

La nuova invenzione di Burger King promette di lasciare intatto il gusto e la croccantezza delle vecchie junk-fries, ma di abbattere del 40% i grassi e del 30% le calorie. Il tutto con una nuova irresistibile e caratteristica forma zigrinata.

Secondo i piani della multinazionale americana,  le nuove patatine light dovrebbero risollevare il mercato di quelle tradizionali, ormai in declino. Oggi infatti soltanto la metà dei circa 100 milioni di clienti che ogni mese varcano la soglia di Burger King in giro per il mondo ordina french fries.

La campagna

Per il lancio delle nuove patatine, Burger King ha fatto davvero le cose in grande. Non solo ha realizzato questo spot:

Ma si è preso anche la briga di sostituire le insegne di una delle sue sedi e di cambiare tutto il packaging dei suoi prodotti.

Rebranding Burger King

Come vedete, all’ingresso di questo punto vendita campeggia l’insegna “Fries King”. Cambia il nome, ma rimane intatta la tagline: “Home of Whopper”. Qui, invece, il nuovo bicchierone per le bibite.

Rebranding Burger King

Nuove anche le t-shirt del personale.

Rebranding Burger King

L’anteprima alla stampa

Rebranding Burger King

Prima dell’annuncio ufficiale su Twitter, Burger King ha presentato in anteprima le Satisfries ad un gruppo di giornalisti selezionati. Un gruppo di assaggiatori accreditati sono stati invitati in un lussuoso albergo di New York all’interno del quale campeggiavano enormi fotografie di patatine e ketchup. Dopo aver firmato una clausola di segretezza, i giornalisti si sono visti distribuire due porzioni di patatine: le nuove irresistibili Satisfries e una porzione di patatine McDonald’s.

Alexandra Sifferlin, giornalista del Time invitata alla presentazione, ha raccontato che, dal punto di vista del gusto, le nuove patatine light sono identiche a quelle classiche, ma che, rispetto ad esse, sono più croccanti e hanno una maggiore leggerezza. Il che sarebbe confermato anche dalla confezione, in cui si trovano pochissime tracce di olio.

Gusto, croccantezza e leggerezza sono stati ottenuti modificando gli ingredienti della pastella nella quale vengono cotte le patate, in modo che queste ultime assorbano meno grassi. Riserbo assoluto sull’ingrediente che avrebbe reso possibile la svolta. Alcuni ipotizzano si tratti di amidi modificati o di metilcellulosa. Le fonti ufficiali chiaramente tengono la bocca ben chiusa per preservare il segreto industriale.

Le critiche

La mossa di Burger King ha spiazzato molti fan della catena, confusi sul senso complessivo dell’operazione. Alcuni utenti di Twitter hanno avanzato l’ipotesi del bluff a scopo promozionale, ma l’account ufficiale si è lanciato subito nell’opera di convincimento:

Secondo molti osservatori, il rebranding di Burger King potrebbe rivelarsi una “totale perdita di tempo” e forse anche un danno di immagine. Molti, infatti, ricordano l’infelice cambio di nome di Pizza Hut, che nel 2008 divenne per un po’ Pasta Hut, in occasione dell’introduzione di un nuovo menu. La trovata generò soltanto confusione e i consumatori si divisero tra chi si accorse rapidamente della trovata pubblicitaria e chi, invece, reagì negativamente di fronte ad una scelta che riteneva insensata.

Su Business Insider Matti Leshem, CEO dell’agenzia di marketing Protagonista, parla apertamente di fallimento della strategia di promozione. Dove ha fallito la comunicazione potrebbe però arrivare la bontà del prodotto. La trovata, infatti, potrebbe giovare a Burger King nel lungo periodo se le nuove patatine light si dimostrassero davvero più gustose e sane di quelle offerte dai concorrenti. Può essere funzionale ad uno scopo, ma non è certamente la promozione più brillante che abbia mai visto – ha dichiarato Leshem al giornale online.

Erich Joachimsthaler, CEO e fondatore della società di consulenza strategica Vivaldi Partners Group, accusa invece Burger King di aver fatto un errore ancora più grave, cioè di aver sbagliato completamente il target. L’errore sarebbe stato quello di mirare ai Millennials che popolano i social media piuttosto che alla base tradizionale di consumo del fast food, cioè le famiglie e i bambini.

Secondo Joachimsthaler, “Fries King” è l’esempio perfetto di una campagna fatta per il gusto di fare qualcosa di creativo, senza pensare a come generare un effettivo aumento delle vendite. Ma in questo caso non si trattava di vincere un premio ai Cannes Lions, né di ideare chissà quale campagna rivoluzionaria sui social media: si trattava di fare una nuovo promessa ai consumatori basata sulla bontà del prodotto.

Comunque la si veda, da giorni il nome di Burger King rimbalza su Twitter da un profilo all’altro.

Voi che dite, la trovata vi ha fatto venire voglia di provare le nuove patatine?

Individuals: riutilizzo per un underwear d'elite [INTERVISTA]

 

Si chiama Individuals il nuovo brand del panorama dell’underwear, fondato da Carlo Galli e presentato a Milano durante la Milano Fashion Week, che fa del riciclo il valore aggiunto del marchio.

Lo stilista Carlo Galli al lavoro

Noi di Ninja Marketing abbiamo voluto saperne di più e l’abbiamo intervistato.

Carlo Galli muove i suoi primi passi nel comasco “terra di sete e delle migliori produzioni tessili italiane” lavorando in cravatteria e seguendo prodotti di alta gamma francesi. La svolta, ci racconta, avviente quando l’azienda assume le licenze mare e intimo di Gianfranco Ferré e Diane Von Furstenberg permettendogli di imparare molto riguardo a questi prodotti.

Si trasferisce poi a Londra, dove lancia per la prima volta il marchio Individuals, che definisce palestra durissima, ma mi ha permesso di correggere i primi errori, capire i desideri delle donne e scoprire il risvolto culturale del corpo per tutte le diverse nazionalità dei turisti che passavano al mio banco.

Gli chiediamo quindi cosa distingue il marchio Individuals dagli altri, e ben più noti, brand di intimo.

Ci spiega quindi che il suo prodotto è frutto non solo di una liberazione dai vincoli di produzione industriale, ma soprattutto da una rivalorizzazione dell’artigianalità.

I tessuti che uso provengono tutti dal distretto comasco, la fase creativa si svolge nello studio di Milano e la confezione a Varese e questi tessuti, precisa, sono le rimanenze – pochi metri – delle stoffe utilizzate dalle grandi case per confezionare cravatte e altri accessori e nel suo atelier ci mostra dei capi ottenuti con la seta utilizzata per i foulard di Kenzo.

Riutilizzo di materiali che altrimenti verrebbero letteralmente buttati ed una filiera che si sviluppa in un’area geografica ridotta significa riduzione degli sprechi, arrivando ad un prodotto di alta qualità ad un prezzo che, seppur inserendosi nella fascia medio-alta, rimane accessibile nonostante anche la tiratura limitata di ogni modello, dovuta alla quantità limitata di materie prime.

Quando gli chiediamo come scelga le forme ed i tessuti ci risponde: Il gusto per il colore e le stampe sono convinto che mi derivi ancora dal lavoro di cravatteria, dove in pochi centimetri di tessuto bisogna saper esprimere tutto il contenuto stilistico, proprio come nelle misure ridotte di un bikini o di un completino intimo. L’ispirazione per le forme nasce dalle ballerine di classica che ho sempre ammirato, ma anche dal corpino degli abiti da sera e dalla moda anni ’30 di Vionnet, senza ovviamente nemmeno arrivare a sfiorare il genio di Mme Madeleine.

 

Notiamo inoltre che imbottiture o ferretti sono completamente assenti dalla collezione e chiediamo spiegazioni.  Afferma che nella filosofia del suo brand si mira ad andare oltre il ferretto e oltre la bellezza da “veline” col seno strizzato all’insù. La bellezza che propone Individuals è più naturale, ricerca e apprezza la curva naturale del seno e la sensualità delle forme.

Carlo Galli ci racconta di come vi siano anche le collezioni Wedding. Il matrimonio, secondo lo stilista, non è un passo più lungo degli altri verso la vecchiaia , ma un punto di svolta oltre il quale le occasioni per risultare sensuali e seducenti si moltiplicano.

Seduzione, naturalezza e trasparenze quindi i fili conduttori di Individuals a cui possiamo aggiungere i tratti puramente stilistici della collezione: lo scollo a goccia, lo scollo orizzontale del bandeau, la vita alta delle culotte anni ’50 e le forme sagomate sulle curve. Per i tessuti, tulle trasparente in 7 gradazioni di colore, raso di seta fluido e cascante, charmeuse a filo crespo con stampe retrò.

Siamo rimasti affascinati da questo brand non solamente per i prodotti ma anche e soprattutto dall’idea di base legata all’artigianalità e al riutilizzo. Se per i grandi brand è relativamente semplice pensare ad iniziative green disponendo di budget colossali, per un brand appena nato e dal carattere artigianale risulta essere un gesto intelligente e coraggioso quello di fare del materiale che per altri sarebbe di scarto, la materia prima fondamentale di tutto il business.

La valorizzazione del corpo rifiutando artificiosità, la ricerca della migliore qualità sartoriale e l’attenzione nel limitare gli sprechi valorizzando il riciclo, riteniamo siano i punti forti di questo nuovo brand che non smetteremo di seguire i futuro.

Dengen Chronicles: i ragazzi di Mangatar sono pronti alla sfida internazionale

Dengen Chronicles: i ragazzi di Mangatar sono pronti alla sfida internazionale

Dengen Chronicles: i ragazzi di Mangatar sono pronti alla sfida internazionale

Dopo il grande successo conquistato con Mangatar (il social game ambientato nell’universo del fumetto giapponese), i 5 ragazzi che formano il collettivo salernitano tornano con il loro primo trading card game ufficiale: Dengen Chronicles.

Dopo l’investimento di seed capital avvenuto a fine 2012 (da parte di Digital Investments sca sicar e che ha visto dPixel come advisor), Mangatar ha accelerato la sua evoluzione, realizzando con Dengen Chronicles un prodotto maturo che rappresenta al meglio le ambizioni e le capacità del team, già onorato del Premio Nazionale per l’Innovazione 2012.

Dengen Chronicles (lanciato a luglio 2013) ha un legame speciale con Mangatar Saga, che in un anno di attività ha raccolto quasi sessantamila utenti e ha permesso di raccogliere un numero notevole di feedback. Il costante dialogo con i giocatori è stato prezioso e determinante per la realizzazione del nuovo gioco, che è stato ideato con il duplice fine di soddisfare gli utenti di Mangatar Saga e di conquistarne nuovi.

Dengen Chronicles: i ragazzi di Mangatar sono pronti alla sfida internazionale

La completezza di Dengen Chronicles (un gioco nell’universo manga) risiede nella sua specifica complessità: la caratteristica principale è lo scontro, qualcosa di assolutamente innovativo dove tutti i combattimenti vengono mostrati sotto forma di un fumetto manga che si disegna in tempo reale mentre si combatte.

Inoltre le carte del gioco non sono assegnate in maniera random dal sistema ma sono personalizzabili nel dettaglio dall’utente. Anche questo è un forte punto di distinzione dai competitor.

Dengen Chronicles: i ragazzi di Mangatar sono pronti alla sfida internazionale
Le dinamiche dei Trading Card Game si uniscono a quelle dei Role Playing Game creando interessanti peculiarità:

Personalizzazione. Il deck dei giocatori non viene scelto casualmente dal sistema, ma ogni singola carta può essere personalizzata nel dettaglio. Attraverso la personalizzazione i guerrieri migliorano le proprie abilità ed evolvono.

Strategia. A differenza dei Trading Card Game puri, Dengen Chronicles contiene una parte di strategia molto importante, tipica dei Role Playing Game. Una serie di funzionalità gestionali e strategiche sono state implementate in modo tale da rendere l’esperienza di gioco più coinvolgente e duratura.

Scontro. Il team di Mangatar ha ideato una modalità di scontro altamente innovativa che prevede la rappresentazione dei combattimenti sotto forma di un fumetto manga e l’archiviazione di tutti gli eventi all’interno di un albo personalizzato in una sorta di cronologia fumettistica .

Socialità. Altra dinamica rilevante che si inscrive nella complessità del gioco è quella social. In una prossima release verranno introdotte le “coven” e alcune modalità di scontro di gruppo che è raro vedere nei giochi di carte.

Dengen Chronicles: i ragazzi di Mangatar sono pronti alla sfida internazionale

Raffaele Gaito, co-Founder di Mangatar, afferma: “Con questo gioco vogliamo accontentare tanto i più fedeli utenti di Mangatar, che ritroveranno il look and feel che hanno amato nel nostro primo titolo, tanto i gamers più appassionati che scopriranno un card game non convenzionale, che riunisce elementi di strategia tipici degli RPG, possibilità di personalizzazione illimitate, senza dimenticare la dimensione social. Il tutto immerso in un contesto manga in grado di trasformare l’esperienza di gioco in un vero e proprio fumetto“.

Attualmente il gioco è disponibile in versione web e come app per Windows 8 (a breve arriveranno anche le app mobile) e pochi giorni fa è stato raggiunto il traguardo dei 5000 iscritti!

App of the Week: Trail Tracker GPS per non perdersi mai!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Trail Tracker GPS è un’app per migliorare qualsiasi esperienza di viaggio. Che sia in bicicletta, trekking, sci, camminata, corsa o guida, Trail Tracker ti seguirà per l’intero viaggio e ti mostrerà tutte le statistiche da analizzare al termine del tuo spostamento!

Ma vediamo nel dettaglio le caratteristiche di Trail Tracker GPS. Innanzitutto, il monitoraggio dei tuoi spostamenti è semplicissimo da impostare, per qualsiasi tipo d viaggio.

L’app ti mostrerà i progressi sulla mappa in una visualizzazione in live della tua posizione. Inoltre, in casi estremi di emergenza, l’app mette a disposizione una funzione rapida per inviare a qualcuno le tue coordinate, per informare qualsiasi persone sulla tua posizione attuale.

Grazie, invece, alla funzionalità Text-to-Speech potrai ricevere le info aggiornate sulla tua velocità, sul tempo o sulla distanza percorsa sotto forma vocale.

Con il Map Tracing, Trail Tracker GPS ti guiderà attraverso le mappe salvate e importate sul tuo smartphone. Dal punto di vista Social, potrai condividere le tue mappe, i percorsi e le statistiche tramite e-mail o su Facebook e Twitter. Infine, potrai ottenere e mantenere in memoria le statistiche e le informazioni dettagliate relative ad ogni percorso da te fatto, con grafici sull’andamento della velocità e del tempo trascorso.

Va anche detto che l’uso continuato del GPS in background può ridurre drasticamente la durata della batteria, e che Trail Tracker è in grado di monitorare gli spostamenti per più di 6 ore senza ricaricaTrail Tracker GPS è compatibile con tutti i dispositivi iOS e costa € 1,79 su App Store.

 

Instagram ADS: ecco come cambierà la nostra esperienza d'uso

Zio Mark ci ha visto davvero lungo all’epoca: Instagram aveva appena 30 milioni di utenti quando Facebook fece il colpaccio per un miliardo di dollari. Il social ad oggi conta 150 milioni di iscritti ed è una realtà in continua crescita. Sembra essere arrivata l’ora di spremere ulteriormente la mucca.

Ecco, infatti, l’arrivo degli ads anche su Instagram. L’annuncio ufficiale è avvenuto qualche giorno fa direttamente dalle pagine del blog di Instagram:

“Nei prossimi mesi, potrete cominciare a notare nel vostro feed di Instagram qualche annuncio occasionale se siete negli Stati Uniti. Vedere le foto ed i video di marchi che non seguite sarà una cosa nuova, quindi ci andremo piano. Ci concentreremo sulla realizzazione di un piccolo numero di belle foto di alta qualità e video di pochi brand che sono già molto noti nella community di Instagram.”

Molti di noi sapevano che questo giorno sarebbe arrivato, presto o tardi. Esistono già molti brand che utilizzano Instagram per le loro strategie social creando contenuti ad hoc. Cosa cambierà allora?

Contenuti di qualità, poco invasivi e controllo per gli utenti

Il team assicura che l’esperienza sarà del tutto positiva e rispetterà esattamente le linee guida della community: saranno solo belle foto, esattamente come quelle che già appaiono nel nostro feed quando seguiamo un brand che ci interessa. Suggeriranno, quindi, non pubblicizzeranno. Promettono, inoltre, un pieno controllo sugli ads da parte degli instagramers: non ti piace un ads, puoi eliminarlo dal tuo feed! 

Un nuovo modello di business?

Che il social più amato del momento non monetizzasse si poteva immaginare, ma ora Facebook sembra aver trovato la pentola d’oro. Permettere ai brand di inserire messaggi pubblicitari nei feed degli utenti (Instagram ads) è la novità che farà fare ad Instagram un bel po’ di soldi. Ovviamente l‘introduzione degli ads devono essere moderati e ben controllati perché è bene ricordare quanto possono essere suscettibili gli instagramers.

Non solo la guerra con Vine

L’introduzione degli short video – così come il cambiamento dei termini di privacy da parte di Instagram, ad oggi, risulta più chiara: la dichiarata concorrenza a Vine non era l’unico intento. L’obiettivo era quello di permettere di sfruttare l’altissimo numero di iscritti per monetizzare la piattaforma di condivisione istantanea più popolare del momento.

Staremo a vedere l’evolversi della situazione, quando Instagram deciderà di intensificare gli ads sulle bacheche dei propri utenti. Quanto si arrabbieranno gli igers?

Staremo a vedere, stay tuned with Ninja Marketing! 🙂

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Coinvolgimento e interazione sono i due obiettivi che un web designer persegue quando crea un sito. Per raggiungerli bisogna sperimentare tecnologie in grado di dare all’utente nuove esperienze di navigazione. Ad esempio sempre più web designer utilizzano il parallax scrolling per attivare dinamiche di engagement man mano che l’utente scrolla la pagina.

La tecnologia

Il termine deriva dal greco παράλλαξις (parallaxis), che significa “accavallamento”. La tecnologia utilizzata si rifà al fenomeno della parallasse “per cui un oggetto sembra spostarsi rispetto allo sfondo se si cambia punto di osservazione”. Questo fenomeno, applicato alla computer grafica, diventa una tecnica grazie alla quale le immagini di sfondo si muovono più lentamente rispetto alle immagini in primo piano creando così un’illusione di profondità che ricorda il 3D.

Tra estetica e funzionalità

Parallax e scrolling, due parole che racchiudono due esigenze.
Il parallax soddisfa esigenze estetiche, infatti questa tecnica trova un grande impiego per i siti di design e di moda. Scorrimento e sovrapposizioni creano degli effetti visivi tra elementi grafici e testo che hanno un notevole appeal estetico.

Lo scrolling è funzionale alle nuove esigenze di navigazione indotte da tablet e smartphone che spingono l’utente a scrollare la pagina e non a cliccare.
Proprio l’intersecazione tra estetica e funzionalità sta portando diverse tipologie di siti, sia B2C sia B2B, ad adottare questa tecnologia.

Vantaggi

  • Attenzione: il design dinamico tiene alta l’attenzione del visitatore e consente all’azienda di fornire più dettagli.
  • Svago: questa modalità rende la navigazione un momento piacevole e divertente.
  • Semplicità: l’acquisizione fluida e non frammentata (in più sezioni) delle informazioni permette di ottenere più velocemente  il contenuto cercato.
  • Innovazione: l’immagine aziendale beneficia dell’impiego di una nuova tecnologia.

Svantaggi

  • SEO e problemi di ottimizzazione: il parallax riduce il numero di pagine necessarie per fornire informazioni, ciò non consente quindi di ottimizzare il sito con un’ampia varietà di keywords.
  • Pesantezza: in questo tipo di siti sono racchiuse molte informazioni e immagini in una sola pagina, questo può allungare i tempi di caricamento delle pagine.
  • Analisi poco accurate: gli attuali strumenti di analytics possono avere dei problemi ad analizzare performance, path di navigazione ed engagement dei visitatori all’interno di un sito che presenta poche pagine se non una sola pagina.
  • Problemi con il mobile: per quanto lo scrolling sia la modalità di navigazione più naturale per il mobile, alcuni siti progettati con modalità “spinte” di parallax  hanno dei problemi di visualizzazione su tablet e smartphone.

5 tips

  1. Effetto 3D. Valorizzare la profondità e i giochi di sovrapposizione.
  2. E se ho bisogno di un menu? Deve essere stilisticamente e tecnologicamente coerente con il parallax.
  3. Attenzione al mobile. Progettare un sito che non tenga conto degli accessi da mobile è un errore clamoroso, per questo nell’impiego del parallax bisogna considerare i requisiti dei display mobile.
  4. Call to action. Il parallax, grazie al suo valore emozionale, si presta benissimo ad esigenze di lead generation e a spingere quindi gli utenti a compiere delle azioni.
  5. Sobrietà. Questa tecnica consente potenzialmente di creare degli effetti impressionanti, ma non bisogna dimenticare che un sito web deve rispondere anche ad altre esigenze e quindi una grafica impressionante può scontrarsi con dei tempi di caricamento talmente lunghi da scoraggiare l’utente nella navigazione.

Esempi da cui prendere spunto!

Madwell

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Tinke

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Sweez

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Numéro 10

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Teapot Creation

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Boy Coy

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

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Alla scoperta di WeChat con Benny Ho [INTERVISTA]

Nella signorile location del Fioraio Bianchi a Milano, abbiamo avuto il piacere di partecipare alla presentazione milanese di WeChat, l’applicazione di instant messaging che sta rivoluzionando il modo di interagire e comunicare con gli smartphone. Sono già 300 milioni gli utenti che la utilizzano, quindi non ci stupisce scoprirla al 5° posto tra le app più diffuse a livello mondiale (fonte: GlobalWebIndex).

Ad accogliere blogger, influencer e noi Ninja è stato Benny Ho, il direttore dell’International Business Group di Tencent, l’azienda che ha sviluppato WeChat. Benny ha presentato l’applicazione nelle sue funzioni e ha interagito con gli ospiti con un gioco realizzato per stimolare la fantasia di ognuno nella realizzazione del proprio avatar, un pretesto per scoprire l’aspetto più importante della chat: gli adesivi.

WeChat è gratuita, sviluppa al massimo livello l’interazione della messaggistica – grazie a chat singole e di gruppo, messaggi istantanei, chiamate video, adesivi – si espande verso la condivisione visuale con la bacheca dove condividere momenti fotografici – arricchiti da filtri ed effetti – e raggiunge la sua completezza grazie ai messaggi vocali istantanei, utili e personali come lo stesso Benny Ho afferma: Il testo spesso non trasmette tutti i significati che vogliamo comunicare, utilizzare la voce permette di esprimere pensieri più complessi e sfumature emozionali…

Ma oltre a potenziare e unire le funzioni di molte altre applicazioni di messaggistica, WeChat è sensibile verso la tendenza social di connessione tra utenti, difatti grazie alla funzione “agita” (gestita da un servizio di geolocalizzazione) permette con un semplice gesto di conoscere nuove persone.

Oltre a scoprire le caratteristiche dell’applicazione, abbiamo avuto il piacere di intervistare Benny Ho, che si è dimostrato disponibile ed entusiasta ad andare più a fondo nelle sfumature di questa nuova realtà.

Com’è nata l’idea di WeChat?

“L’idea è nata in una città del sud della Cina, da un team di persone interessato al mercato emergente dell’industria delle applicazioni, sviluppando un nuovo sistema di comunicazione e lifestyle. L’applicazione in pochissimo ha avuto un riscontro sul mercato internazionale; abbiamo ricevuto molta richiesta da nazioni come India, Turchia, Sud Africa, Spagna e dall’altro lato Argentina, Messico, Brasile.”

L’applicazione resterà sempre gratuita? Se sì, come pensate di garantire un rientro economico?

“Sì! È nata gratuita e resterà tale. Abbiamo focalizzato l’attenzione su ciò che le persone vogliono ora: esprimere sé stessi e siamo certi di garantire un modello di business grazie alla distribuzione degli adesivi, elementi fondamentali per chi chatta perché dal linguaggio internazionale, spesso non c’è un modo di dire per esprimere certe sensazioni o comunque non è comune in tutto il mondo. Con le emoticon è tutto più semplice.”

Come mai avete scelto Messi come testimonial?

“Il target che utilizza questo tipo di applicazione va dai 18 ai 45 anni, ragazzi, studenti universitari, professionisti.  Abbiamo trovato in Messi un esempio, un professionista nel suo settore, un’aspirazione per i giovani. Inoltre una delle funzioni fondamentali di WeChat è la possibilità di seguire account ufficiali di brand e personaggi famosi venendo a conoscenza delle loro abitudini, il loro lifestyle e creando un contatto diretto.”

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=94A68S1XpTE&feature=youtu.be’]

Qual è il vostro obiettivo per il futuro? State pensando ad un ampliamento delle funzioni?

“Stiamo ampliando l’interazione con musica e video. Già la possibilità di collegarsi con grandi gruppi come MTV ed emittenti radiofoniche permette agli utenti di seguire i loro aggiornamenti e ascoltare le canzoni direttamente all’interno dell’applicazione. Vogliamo arricchire l’esperienza al massimo, fornire un servizio completo.”

Obama, stagisti e frutta: i migliori annunci stampa della settimana

Dalle migliori agenzie del mondo un compendio dei migliori annunci stampa di questa settimana. Siete pronti a farvi invadere dalla creatività pubblicitaria più brillante? Go! 

#governmentking

Dall’iniziativa privata di due creativi dell’agenzia Texana LatinWorks nasce il progetto #governmentking che ha lo scopo di trollare i canali social del governo Americano che, colpevole della chiusura forzata di tutti gli uffici pubblici del Paese per mancanza di fondi, sta facendo vivere nell’incertezza milioni di cittadini e facendo colare a picco il consenso del Presidente Obama.

Nella composizione troviamo un uomo nell’atto del  #governmentking  cioè l’arte di fermare la propria attività  in luoghi e tempi sconvenienti.

Advertising Agency: LatinWorks, Austin, USA
Creatives: Ricardo Duran, Gerardo Guillen

Hortifruti: Only the good ones

La catena ortofrutticola brasiliana Hortifruti è famosa in patria per la sua comunicazione fresca e divertente che mette sempre al centro il prodotto. In questo annuncio stampa si gioca sul concetto di “buono” con doppia valenza (morale e gustosa): “solo i frutti buoni (che fanno buone azioni e che sono gustosi) entrano dentro (i nostri negozi)”.

L’aureola luminosa sopra l’ headline rinforza il concetto di “buono” e nobilita il punto vendita e il marchio a luogo paradisiaco.

Advertising Agency: MP, Espírito Santo, Brazil
Creative Directors: Mônica Debbané, Gustavo Mendonça
Art Director: Louis Debbané
Copywriter: Ezen Tavares
Illustrator: José Azevedo

NABS: Vintage Intern Auction

Qual è il sogno di qualsiasi stagista pubblicitario sottopagato e sfruttato? Vendicarsi sul proprio capo! Magari potendo invertire i ruoli professionali, anche solo per un  giorno. Grazie a Nabs (National Advertising Benevolent Society) questo sogno può diventare realtà.

L’idea dell’associazione è quella di raccogliere i migliori e più quotati professionisti dell’advertising e metterli all’asta come lotto. Chi sborserà più denaro potrà usufruire per un giorno di tutta l’esperienza e professionalità di questi guru della pubblicità per imparare tecniche ed estrapolare segreti e trucchi del mestiere. Ma il regolamento, ed è qui che l’operazione si fa interessante, dà anche la possibilità di poter abusare del super professionista, degradandolo al rango di stagista.

Tutte le classiche umiliazioni da intern potranno essere riversate con gli interessi al capo che, prestandosi al gioco per una causa benefica, non potrà che assecondare il fortunato compratore. Godibile il video su youtube che simula l’asta del professionista che avverrà materialmente sul sito dell’associazione. L’asta è aperta, fate un’offerta!

Advertising Agency: Zulu Alpha Kilo, Canada
Art Director / Designer: Grant Cleland
Copywriters: Nick Asik, George Ault
Agency Producer: Bette Minott
Director of Photography: Jonny Cliff

HEMOSC: Hero

L’eroe dei fumetti associato al donatori è un concept che continua ad essere molto usato nelle campagne stampa sudamericane. La scorsa settimana avevamo visto questo concetto veicolato in una campagna per la donazione degli organi, questa volta, invece, siamo in presenza di un annuncio stampa di una campagna per la donazione del sangue.

Advertising Agency: SAMBBA Propaganda, Florianópolis, Brazil
Creative Director: Rafael Bittencourt
Art Director: Sal Santos
Copywriters: Chico Decker, Rafael Bittencourt
Photographer: Julian Wolkenstein

Orquesta Sinfónica Nacional: Playstation/Nintendo

Ci sono orchestre molto particolari che non eseguono partiture di Bach o di Rossini ma si impegnano con tutta la loro bravura per deliziare il pubblico con le colonne sonore dei videogiochi classici più amati. Se non sapete di che cosa sto parlando date un’occhiata su Youtube e ne vedrete delle belle!

Da qualche anno questo fenomeno si sta allargando ed è una scelta davvero molto pop che di fatto sta avvicinando alla musica da camera un target lontano dalle logiche del Teatro.

Per pubblicizzare al meglio un evento di questo genere l’agenzia pubblicitaria Garnier BBDO ha messo in scena le classiche custodie rigide degli strumenti musicali adattandole a contenere i joystick  della Playstation e del Super Nintendo.

Advertising Agency: Garnier BBDO, Costa Rica
Chief Creative Officer: Manuel Travisany
Creative Director: Alan Carmona
Art Directors: Hector Acuña, Yoshua León
Copywriter: Randall Vega

Piaciute le creatività di questa settimana? Thumbs up allora! See you soon!