Storytelling e Pixar: 22 regole da manuale [CASE STUDY]


storytelling, pixar


Dopo avervi suggerito i passi fondamentali dello Storytelling, vogliamo analizzare i segreti dei giganti della comunicazione.

Proprio così, Emma Coats, ex disegnatrice storyboard della Pixar, ha di recente twittato ben 22 regole acquisite mentre lavorava presso la prestigiosa casa di produzione cinematografica, le quali sono diventate in breve tempo una lista virale su Reddit.

Si tratta di 22 regole su come scrivere uno Storytelling efficace, ma udite udite: le sue intuizioni sono applicabili a qualsiasi professione nell’ambito della comunicazione, inclusi gli sviluppatori software.

22 perle di saggezza “narrativa” made in Pixar

Poco meno di un mese fa, grazie ad un post su Imgur di Dino Ignaciociascuna regola è stata integrata con un’illustrazione tratta da un film Pixar, diventando così tutte assieme un vero e proprio “manuale motivazionale per diffondere il verbo della Pixar sul web. Ma vediamole direttamente dalle seguenti slide:


Le regole

Di seguito proponiamo la nostra traduzione delle regole:

  1. Un personaggio si ammira più per i suoi tentativi che per i suoi successi.
  2. Tieni presente ciò che t’interessa come lettore, piuttosto che ciò che ti diverte come scrittore. Possono essere due cose MOLTO diverse.
  3. Esercitati pure sul tema della storia, ma non saprai mai di che cosa tratta finché non sarai arrivato alla fine. Perciò riscrivila.
  4. C’era una volta ___. Ogni giorno, ___. Un giorno ___. Perciò, __. Allora, ___. Finché finalmente ___.
  5. Semplifica. Concentrati. Combina tra loro i personaggi. Prendi delle scorciatoie. Ti sembrerà di aver perso qualcosa d’importante per strada, invece sarai libero.
  6. Cosa sa fare il tuo personaggio, in cosa riesce meglio? Scaraventalo in una situazione opposta. Mettilo alla prova. Come si comporterà di conseguenza?
  7. Inventati il finale prima di esser arrivato a metà della storia. Dico sul serio. I finali sono difficili, portati avanti con il lavoro.
  8. Finisci la tua storia, anche se non è perfetta non importa. In un mondo ideale avresti entrambi (la fine ed una storia perfetta), ma vai pure avanti. Farai meglio la prossima volta.
  9. Quando ti senti bloccato, fai una lista di cosa sai che NON accadrà. Spesso in questo modo emergerà il materiale che ti serve per sbloccarti.
  10. Metti da parte le storie che ti piacciono. Ciò che ti piace di loro è una parte di te; prima di poterla usare devi prima imparare a riconoscerla.
  11. Scrivi la tua idea, ti aiuterà a focalizzarla. Se resta nella tua testa, non potrai certo condividerla con qualcuno.
  12. Scarta la prima cosa che ti viene in mente. Quindi scarta anche la seconda, la terza, la quarta, la quinta… Metti da parte l’ovvio. Sorprenditi.
  13. Genera delle opinioni nei tuoi personaggi. Un individuo passivo o malleabile può sembrarti piacevole mentre scrivi, ma è altamente nocivo per il pubblico.
  14. Perché devi raccontare proprio QUESTA storia? Quale convinzione arde in te a tal punto da far divampare una storia? Questo è il cuore della questione.
  15. Se tu fossi il tuo personaggio, in questa situazione, come ti sentiresti? La sincerità conferisce credibilità persino alle situazioni più improbabili.
  16. Qual è la posta in gioco? Crea delle ragioni che spingano a tifare per i tuoi personaggi. Cosa succede se non ce la fanno? Proponigli degli ostacoli.
  17. Nessun lavoro va sprecato. Se non funziona, mettilo da parte e vai avanti – ti tornerà utile più tardi.
  18. Devi conoscere te stesso e la differenza che passa tra saper fare del tuo meglio e agitarti inutilmente. Creare una storia dipende dal mettersi continuamente alla prova, non da eccessivi perfezionismi e raffinatezze inutili.
  19. Le opportunità di mettere i propri personaggi nei guai sono fantastiche; le opportunità di tirarli fuori sono ingannevoli.
  20. Esercitati: prendi gli spezzoni di un film che non ti piace. Come li riorganizzeresti in un modo a te gradito?
  21. Devi identificarti con i tuoi personaggi e le loro situazioni personali, non puoi semplicemente scrivere ‘questo è figo!’. Cosa farebbe agire TE in un determinato modo piuttosto che un altro?
  22. Qual è l’essenza della tua storia? Qual è il modo più semplice di raccontarla? Se lo sai, puoi cominciare a costruirla partendo da qui.

Niente di nuovo, direte voi. Può darsi, ma la ex storyboard artist della Pixar non ha soltanto riportato alcuni dei suoi pensieri o dei propri colleghi, bensì un vero e proprio stile di concepire ed affrontare la narrazione stessa.

In tali 22 “regole d’oro” si possono facilmente individuare tre protagonisti: lo scrittore, il personaggio e lo storytelling stesso.

1. Lo scrittore

Innanzitutto emerge con una certa regolarità la consapevolezza che è richiesta da parte dello scrittore: che scriva libri, storyboard, post o infografiche non è determinante, l’importante è che in lui arda una convinzione tale da far divampare una storia (#14) che lo spinga a chiedersi perché debba raccontarla.

Può sembrare banale, ma saper focalizzare un obiettivo narrativo non è da poco, come riconosce più avanti tirando in ballo addirittura il mantra socratico “temet nosce”: devi conoscere te stesso e la differenza che passa tra saper fare del tuo meglio e agitarti inutilmente (#18).

storytelling

2. Il personaggio

Che cosa fa il personaggio secondo la Pixar? È colui che si ammira più per i suoi tentativi che per i suoi successi (#1), qualcuno con cui lo scrittore deve misurarsi costantemente per chiedersi: “Se tu fossi il tuo personaggio, in questa situazione, come ti sentiresti?” (#15) e renderlo più attraente per un pubblico ansioso di identificarsi in lui, dunque un personaggio critico (genera delle opinioni nei tuoi personaggi, #13), onesto (la sincerità conferisce credibilità persino alle situazioni più improbabili, #15), e messo a dura prova (#6 e #16), proprio come il suo creatore.

storytelling

3. Lo storytelling

E per finire, lo storytelling! A parere della Coats, va progettato a ritrosoinventati il finale prima di essere arrivato a metà (#7). Va finito a tutti i costi, anche se è incompleto o imperfetto (#8): “nessun lavoro va sprecato” (#17), dato che prima o poi tornerà utile. L’importante è conoscere qual è l’essenza della tua storia ed il modo più semplice di raccontarla (#22).

Il buon vecchio “C’era un volta…” a quanto pare funziona sempre (#4), unendo questo ai consigli sulla gestione dei blocchi creativi (fai una lista di cosa NON accadrà, #9), delle idee (scrivi la tua idea, #11) e degli spunti (scarta la prima cosa che ti viene in mente, #12 […] sorprenditi)… esercitati pure sul tema della storia, ma non saprai mai di che cosa tratta finché non sarai arrivato alla fine. Perciò riscrivila (#3).

storytelling


A chi non capita di chiedersi come finire una storia, una volta iniziata? Dite la vostra, commentate e condividete! L’articolo finisce qui, ma la storia continua… 😉

di Francesco Dei Rossi

storytelling

Digital PR: il free webinar di Giovanna Montera [VIDEO]

Cari ninja,

come sapete Venerdì 11 ottobre Giovanna Montera ha presentato il Ninja Corso Online in Digital PR che partirà il 28 Ottobre. Il free webinar di presentazione è stato un’occasione utile a presentare nel dettaglio contenuti ed obiettivi di questo corso. E se ve lo siete persi? Nessun problema, perchè la Ninja Academy ha pensato anche a voi! 😎

Il corso in Digital PR ha lo scopo di rendere i partecipanti competenti sulle attività che consentono alla marca di entrare in contatto diretto con utenti e influencer della rete, per dialogare con loro e coinvolgerli in maniera partecipativa, rispondendo alle seguenti domande:

  • Come attivare una campagna di marketing relazionale?
  • Chi sono gli influenti del mio brand? Come posso intercettarli?
  • Come misurare il “buzz” attorno a un argomento e gli effetti di un’azione di Digital PR?
  • Come prevenire o curare una crisi sui media sociali?

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change!
BE NINJA. 

Saroo e Google Maps, la commovente storia diventa un video [VIDEO]

Saroo e Google Maps, la commovente storia diventa un video [VIDEO]

La sua storia ha fatto il giro della rete lo scorso anno. Saroo Brierley, lo ricorderete, è un giovane ragazzo di origini indiane che grazie alla tecnologia satellitare è riuscito a ritrovare la sua famiglia, dalla quale si era separato a soli cinque anni a causa di uno sfortunato incidente. Oggi la sua storia è diventata soggetto di un video di Google Maps.

Speranza, determinazione e tecnologia. Queste le parole che a Mountain View hanno scelto per parlare di una vicenda straordinaria, che ci mostra il lato bello della rete e dei suoi strumenti, la sua potenza e potenziale.

Saroo si perse in tenera età, smarrendosi nel caos di una stazione ferroviaria, di notte, e non trovò più la via di casa. Fu adottato da una coppia australiana, e lì ha sempre vissuto. Da adulto, il suo desiderio di ritrovare la famiglia d’origine cresce: ma come tanti bambini suoi connazionali, quando Saroo si perse non sapeva né leggere né scrivere, per cui non ha mai conosciuto il nome del suo paese natale. Facendo affidamento ai suoi ricordi visivi, il ragazzo decide di analizzare scrupolosamente le immagini di Google Earth per ritrovare casa, riuscendoci.

Saroo e Google Maps, la commovente storia diventa un video [VIDEO]

Saroo e Google Maps, la commovente storia diventa un video [VIDEO]

Google ha deciso di realizzare questo video, che ripercorre passo passo una storia dall’alto potenziale empatico. Guardandolo ci dimentichiamo di essere di fronte ad uno spot (perché di questo si tratta), ed è questa la sua forza: ci immergiamo completamente in un frame narrativo nel quale la tecnologia è strumento magico, umano, e Google rappresenta null’altro che il sottofondo di una storia composta di persone.

Voi come vi approcciate a questo video? Opportunismo commerciale per Google Maps o genuina occasione di storytelling ben sfruttata?

Be the artist not the canvas: bere meno vuol dire divertirsi di più

E’ il solito venerdì sera a casa di amici. Birra e vodka non mancano e puntualmente c’è quel vostro amico che beve così tanto fino a crollare dove capita. Come resistere alla tentazione di metterlo in ridicolo disegnando sul suo corpo scarabocchi politicamente scorretti?

Questo è il concept alla base della campagna  ‘Be the artist not the canvas‘ realizzata da DDB New Zeland per Steinlager, che  invia in modo divertente un importante messaggio.

La marca di birra neozelandese ha voluto mostrare uno dei tanti effetti dell’alcool e puntare il dito contro coloro che ne abusano tanto da svenire e offrire involontariamente il proprio corpo come tela per i vari amici artisti durante una festa.

Il Group Account Director di DDB, Scott Wallace, ha dichiarato: “dovevamo dimostrare che ci si può divertire lo stesso senza devastarsi e senza suonare come la paternale di un genitore“.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=oeR7lupVGnM’]

Il messaggio dietro la campagna risulta immediato: se devi bere non esagerare, piuttosto sii più furbo, fai in modo di essere l’artista e non diventare la tela. Gli sviluppatori del progetto non solo hanno realizzato una vera e propria galleria d’arte sul sito di Steinlager con tanto di titolo delle opere e spiegazione del significato da parte dell’artista, ma hanno anche creato una app, “Be the artist”, che offre la possibilità a chiunque di immortalare per sempre le proprie opere e condividerle con gli amici.

Piuttosto che puntare sui soliti moralismi, Steinlager ha scelto di mettere in ridicolo un comportamento sbagliato portandolo ad un livello più leggero, puntando alla reputazione sociale dell’individuo che, soprattutto per i giovani, è un tema di estrema importanza.

Credits

Client: Steinlager
Agency: DDB, Auckland, New Zealand
Executive Creative Director: Andy Fackrell
Creative Director: Chris Schofield
Art Director: Gavin Siakimotu
Copywriter: Natalie Knight
Account Director: Susie Darling
Photographer: Troy Goodall
Account Manager: Jonathan Rea
Photographer, Producer: Michele Richards

LG Francia: uno smartphone gratis se distruggi il tuo [VIDEO]

LG Francia è riuscita a catturare l’attenzione di molti utenti con una coinvolgente e folle campagna promozionale per il nuovo modello G2.

Il produttore sud-coreano ha attirato molti passanti di una piazzetta francese, posizionando un piccolo, intrigante chiosco lungo il passaggio. Le persone, incuriosite, inseriscono lì il proprio smartphone convinte di poterne migliorare le performance, come il box suggerisce.

Non appena lo sportello dov’è collocato lo smartphone si chiude, il mal capitato si trova davanti un individuo dall’aspetto poco raccomandabile rinchiuso dentro la cabina. In pochi secondi e con vari strumenti e attrezzi taglienti, comincia a distruggere il cellulare senza nessuna pietà, provocando un vero e proprio shock al proprietario che non può fare nulla se non agitarsi dietro il vetro.

Dopo una serie di reazioni “violente” riversate contro la cabina, i resti del cellulare vengono riposti in una scatola e inserita nello sportellino iniziale. I proprietari, ancora sotto shock, aprono la scatola e, stupiti, scoprono che al suo interno c’è il nuovo LG2.

LG Francia: uno smartphone gratis se distruggi il tuo

LG Francia: uno smartphone gratis se distruggi il tuo

LG Francia: uno smartphone gratis se distruggi il tuo

Ovviamente tutto ciò è semplicemente un’ottima campagna pubblicitaria dedicata ai più coraggiosi che, alla fine, riavranno indietro il loro vecchio ma amato smartphone.

E voi avreste inserito il vostro prezioso e inseparabile cellulare in una cabina sbucata dal nulla?

Arriva lo Swatch lenticolare, l'orologio dal quadrante con effetti speciali

Che Swatch fosse un’azienda sempre all’avanguardia è cosa nota, sin dal loro arrivo sul mercato ormai 30 anni fa gli orologi più famosi del mondo hanno immediatamente conquistato tutti per il design divertente, colorato e innovativo (chi di noi da bambino non si sentiva un po’ supereroe con al polso il mitico Scuba? :)).

Quest’anno poi si sono addirittura superati: all’interno della nuova collezione Fall/Winter, nella linea Trompe l’oeil hanno fatto capolino tre nuovi modelli molto particolari, dal quadrante realizzato con stampa lenticolare e capaci di comunicare le ore – e non solo –  con simpatici effetti di movimento che animano il quadrante rendendolo per la prima volta uno spazio dinamico.

La particolare tecnica di stampa lenticolare, fa sì che in base all’inclinazione del polso, e quindi del quadrante, si possano visualizzare le lancette o un messaggio… alternativo.

Il modello SUOG104, probabilmente dedicato agli animi più irruenti e istintivi, prevede l’alternarsi delle tre parole STOPTHINKTALK stampate proprio al centro del quadrante, come saggio monito a fermarsi a riflettere prima di parlare… e prima che sia troppo tardi 😀

Il SUOB 107 invece, apparentemente più serio e sobrio, si diverte a far scomparire i numeri dal quadrante a seconda dell’inclinazione con un ironico Non vedo l’ora che, invece, resta sempre ben visibile sul quadrante.

L’ultimo modello lenticolare della nuova collezione, il GB 277 Speed Around, che ricorda vagamente un tachimetro e dà l’idea della potenza, è realizzato con l’effetto Multiframe che permette il cambiamento dei colori della corona con il passaggio dei minuti, che compaiono stampati al centro del quadrante.

Gli effetti dati dalla stampa lenticolare sono sicuramente un grosso valore aggiunto per la nuova collezione, che supera la semplice decorazione grafica andando incontro alla tecnologia più avanzata e accattivante, senza dimenticare l’aspetto giocoso tipico delle collezioni Swatch più popolari. I tre modelli poi, con la sottile ironia e i messaggi divertenti, rendono questi tre orologi veramente imperdibili.

E voi che tipi siete, inguaribili precipitosi, allegri e sarcastici o amanti della velocità? Qual è il modello lenticolare perfetto per voi?

Fare business col web in tempo di crisi

Il web marketing è senza dubbio una chiave di successo, in grado di dare risposte efficaci alle sempre mutevoli necessità informatiche e di visibilità delle aziende.

Servizi come la creazione di pagine Web, il collegamento e uso di siti E-commerce, utilizzo di Social Media, creazione di App sempre più confacenti alle esigenze dei consumatori odierni, ad esempio, possono conferire, se ben gestiti, un alto valore aggiunto soprattutto al mercato di riferimento di molte Web Agency.

È proprio grazie all’ operato di queste attività che strutture ricettive, aziende manifatturiere, PMI in generale, si affidano sempre più al lavoro di questo tipo di agenzie.

Business e Marketing: roba da bambini?

Chi pensa, ad esempio, che gestire un’azienda sui Social Media sia una cosa da bambini si sbaglia abbondantemente.

Non basta avere dimestichezza con le nuove tecnologie. Non basta caricare una foto o elaborare un semplice post su un social network.

Gestire un’azienda sui Social Media e cercare di trarre dei vantaggi in chiave business non è così semplice e immediato come sembra.

Le potenzialità dei Social Media per il successo di una piccola e media impresa sono molteplici, ma per poterle sfruttare in pieno c’è bisogno di una strategia accurata e mirata; e le Web agency pensano proprio a questo, attraverso una fase strategica prima e operativa poi.

Ma facciamo un piccolo passo indietro per capire cosa sta esattamente succedendo nell’ economia, business e più precisamente nel marketing di oggi.

Dal prodotto al consumatore

Il marketing storicamente, si è sempre basato sulla regola delle “4P”, introdotta dallo studioso Philip Kotler: product, price, placementpromotion. Una visione decisamente “prodottocentrica”.

Oggi, invece, con l’avvento del Web 2.0, l’utilizzo massiccio della rete da parte di milioni di individui, anche il marketing si è evoluto, ponendo il cliente al centro delle sue strategie.

Da product, price, placement, promotion siamo passati alle “Nuove 4 C”: consumer, costs, convenience, communication.

 

Le web agency offrono, a questo proposito, delle strategie rispondenti ai nuovi quattro criteri, permettendo alle piccole e medie imprese non solo di essere al passo con i competitor, ma di guadagnare in termini di vantaggio competitivo.

È proprio in virtù, quindi, del tipo di lavoro delle web agency, attraverso soprattutto i Social Media, che si comincia a pensare che queste possano essere e diventare effettivamente partner ideale per le imprese che decidono di crescere in modo “sociale”.

La giusta integrazione

La produzione e l’uso di ICT (Information and Communication Technologies), sono oggi tra i principali fattori alla base del differenziale di crescita economica, soprattutto per quanto riguarda gli indici di produttività e occupazione. Proprio per questo motivo si ritiene anche che tramite adeguati interventi di politica economica si possa elevare il capitale tecnologico, conoscitivo ed umano delle imprese, le quali, al tempo stesso, dovrebbero dotarsi di nuovi stili organizzativi, al fine di rendere effettivi i potenziali benefici delle nuove tecnologie.

Una giusta integrazione, quindi, tra PMI e ICT può portare:

  1. Un aumento dell’occupazione, soprattutto nei servizi legati alle nuove tecnologie digitali.
  2. Una maggiore produttività per le aziende che in particolar modo “fondono” R&S e ICT.
  3. Alta capacità innovativa.
  4. Un giusto e più adeguato supporto nella definizione dell’offerta.

Una speranza contro la crisi

La speranza, per gli operatori del settore Web 2.0, è che molti capiscano l’importanza e si affidino al tipo di servizi che offre il loro particolare lavoro; composto e supportato ovviamente da professionisti esperti che effettuano continuamente studi sul mercato, con il fine di elaborare strategie di marketing il più possibile vincenti.

Grazie a questo tipo di attività, infatti, ci si chiede ormai se tale nuovo modo di “far impresa” possa davvero diventare una “chiave di volta” per molte aziende per cercare di uscire, superare, “cavalcare” il difficile momento economico che sta permeando il nostro Paese, e sfruttarlo come un’opportunità per “riscattarsi” e ottenere così grossi e molteplici risultati positivi.

Voi cosa ne pensate?

 

Immagini da thinkstockphotos e customfitonline

Evento Apple: è l'ora di un iPad colorato o di iWatch?

Evento Apple:è l'ora di uniPad colorato

Parliamo nuovamente di un evento Apple e questa volta la data è il 22 ottobre alle 10 am, 19 ore italiane. L’invito è finalmente arrivato e ora i rumors sul protagonista del keynote si fanno più numerosi, ma tutti convergono su un’unica supposizione: sarà un nuovo iPad il prossimo prodotto presentato da Tim Cook.

Quello su cui ancora si dibatte è invece quale dei due tablet di casa Apple verrà rinnovato: ricordiamo infatti che esiste anche iPad Mini e che su questo prodotto Apple ha investito un importante cambiamento di rotta.

Ma a far congetture come Sherlock Holmes nelle sue roccambolesche investigazioni, qualche giornalista e blogger si è messo in testa di criptare il consueto claim che accompagna l’invito all’evento Apple. Qualche indizio ha convinto anche noi Ninja, perciò lo condividiamo con voi: iniziamo proprio dal claim dell’invito.

We still have a lot to cover

Evento Apple: il claim dell'invito

“We still have a lot to cover” ovvero “Abbiamo ancora molto di cui occuparci“: il primo pensiero ovviamente va all’idea che questo evento Apple sarà la presentazione di più prodotti. E’ presto detto quali sono i primi possibili “candidati”: iPad, iPad Mini, Macbook Pro, mac Pro con processore Intel Hanswell, Apple TV e per il sistema operativo Mavericks. Insomma, di carne da mettere al fuoco Apple ne ha e l’attesa ha reso tutti i suoi fan molto affamati!

Ma l’invito offre altri indizi: intanto tutte queste foglie colorate fanno pensare nuovamente ad un prodotto (o più prodotti) che come è già accaduto per iPhone  5c non saranno più nei consueti colori bianco nero o argento, ma avranno nuove tonalità.

Del resto anche l’uso della parola “cover” non sembra casuale: potremmo avere la sorpresa di nuove cover per tablet e non soltanto più ripiegabili come le Smart Cover, ma con un nuovo design funzionale.

E’ l’ora di iWatch?

L’evento Apple si svolgerà nel più capiente Yerba Buena Center for the Arts nel centro di San Francisco. Apple ha inoltre invitato i giornalisti europei a Londra dove il keynote sarà trasmesso nella sala eventi del Kings Place Hall.

Infine per i dipendenti Apple di tutto il mondo il keynote sarà disponibile in streaming: questa totale apertura dell’evento ha fatto pensare anche alla possibilità di una notizia futura sull’apertura completa dell’evento al pubblico (via streaming magari dagli store) ma finora nulla è confermato.

Quello che colpisce della scelta di questa location è il fatto che lo Yerba Buena Center è molto più capiente della sala convegni del Campus di Cupertino dove sono stati presentati i nuovi iPhone.

L’ipotesi più semplice da fare e che si ricollega a quella iniziale, è che questa volta i prodotti siano molti di più: inoltre allo Yerba Buena Center per tradizione sono stati presentati in passato nuove categorie di prodotti. Ecco perché Mashable ha anche ipotizzato la presentazione del nuovo iWatch.

Noi restiamo in attesa di nuovi rumors da segnalarvi e ci prepariamo a seguire con voi l’evento in diretta: voi ricordatevi l’appuntamento su Ninja Marketing alle ore 19 del 22 ottobre!

In fuga dagli zombie vi servirà una buona batteria per auto [VIDEO]

In fuga dagli zombie vi servirà una buona batteria per auto [VIDEO]

Giusto in tempo per il ritorno degli zombie di “The Walking Dead“. Oramai già da un bel pezzo siamo stati tutti contagiati da questa serie, una delle più seguite degli ultimi anni, e a ridosso del lancio della quarta stagione, quando la febbre sale e le ricerche aumentano, il brand di batterie per auto DieHard ne ha approfittato, sfruttando la favorevole affinità semantica tra il suo nome e le vicende del telefilm della AMC.

Qual è la caratteristica che tutti cerchiamo in una batteria? Che resista a lungo, che ci salvi in momenti che riteniamo disperati. E un assalto da parte di un gruppo di affamati, bruttissimi zombie, può essere ben ritenuto uno di essi.

È proprio quello che accade ai giovani protagonisti del video, presumibilmente una coppia di fidanzati, che cercano di sfuggire all’orda di non-vivi.

Per fortuna i creativi dell’agenzia Y&R Midwest non si sono limitati a citare e hanno inserito nella narrazione una svolta doppiamente liberatoria: ad un certo punto infatti il ragazzo abbandona la fidanzata, scegliendo di mettersi in salvo senza neppure troppe remore. Fortunatamente lei esce dalla terribile situazione e trova un pick up malmesso, ma con una batteria potentissima, che le permette di scappare.

E quindi, per prima cosa la nostra eroina si salva dagli zombie, e in secondo luogo il karma si abbatte sull’egoista fidanzato che invece soccombe a bordo di auto che pareva in buono stato, ma alla fine non si è messa in moto.

In fuga dagli zombie vi servirà una buona batteria per auto [VIDEO]

In fuga dagli zombie vi servirà una buona batteria per auto [VIDEO]

In fuga dagli zombie vi servirà una buona batteria per auto [VIDEO]

Oltre alla fotografia, anche la scelta di effetti e colonna sonora ricalca TWD: fino alla parte finale sentiamo principalmente le urla disperate della ragazza unite ai sordi rantoli degli zombie, fino a quando non parte, in sottofondo alla fuga finale, un classico brano rock come spesso abbiamo sentito negli episodi della serie.

Credits:

Director: Tom Routson
Production Company: Tool
CCO: Bill Cimino
Creative Director: Pam Mufson
Creative Director: Jeremy Smallwood
Executive Producer: Brian Smego
Producer: Deja Von Ende
Executive Producer: Brian Latt
Executive Producer: Dustin Callif
Executive Producer: Oliver Fuselier
Executive Producer: Danielle Peretz
Producer: Cindy Becker
Editorial: Whitehouse Post
Editor: Matthew Wood
Executive Producer: Dan Bryant
Producer: Laurie Adrianapoli
Visual Effects: The Mill – Chicago
Original Music/Music Licensing: Beta Petrol
Sound Design & Mix: Another Country
Sound Mixer: Dave Gerbosi
Additional Sound Design: Matt Wood

Role-playing: da Verne a Tolkien, dalle Università ai videogames

Di Ivonne Citarella – Sociologa e Second Lifer

Nel corso del Salerno In Fantasy ho avuto modo di avvicinarmi ai giochi di ruolo in Second Life, ma ve ne parlerò nei futuri articoli.

Oggi, invece, mi preme raccontarvi di una particolare applicazione dei mondi virtuali (in questo caso LOTRO) in ambito universitario. Ci trasferiamo in America, alla Vanderbilt University, dove il professore Jay Clayton, docente di inglese, ha dato vita ad un corso che, partendo dalla passione degli studenti per i videogames, esplora come i racconti e i romanzi, come ad esempio Il Signore degli anelli, siano permeati attraverso i media e come le regole della narrazione si siano applicate a questi nuovi contesti virtuali.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=W-FkXWzPrXw’]

Infatti, Clayton, avvicinando il vecchio e il nuovo, partendo dalla narrativa del Romanticismo e facendo cioè convergere la Letteratura, la Scienza e la Tecnologia, approda ad uno dei più grandi mercati del mondo, vale a dire quello del gioco – che conta nel 2012, come lui stesso afferma, un fatturato di circa 64 miliardi di dollari e che coinvolge al suo interno un gran numero di scrittori, artisti, compositori, ingegneri informatici, teorici del gioco, produttori di videoe professionisti del marketing.

Clayton sostiene che occorre essere al corrente dei modi con i quali i nuovi mezzi alterano la comprensione delle narrazioni e invita chi ne abbia voglia, studenti e non, ad unirsi in quella che lui stesso definisce un’avventura intellettuale alla scoperta del patrimonio culturale dei giochi on line.

Gli studenti che si iscrivono al corso di Clayton possono servirsi di due percorsi: uno, rivolto a chi è in grado di ruolare on line usufruendo de Il Signore degli Anelli Online ™ (LOTRO), l’altro alle persone che vorrebbero approfondire la conoscenza dei videogiochi, di Tolkien, della tradizione romantica  ma senza ruolare.

Non trovate che sia molto interessante l’utilizzo dei mondi virtuali nelle tecniche narrative?

Io direi di sì!

Voglio, poi, proporvi un altro esempio, questa volta tutto italiano, di come il gioco e la narrativa possano confluire e concepire brillanti risultati. Mi riferisco al romanzo scritto da Chiara Listo e Giuseppe Vitale intitolato London calling: a tale from Norwich (Prospero Editore, 2013), nato quasi casualmente da una sessione del gioco di ruolo stile UrbanGothic con venature Steampunk, due generi che si mescolano ai canoni classici dell’horror con paesaggi futuristici e post-apocalittici e che, come affermano gli autori, si ispirano a Verne, il primo vero scrittore Retrofuture.

Da questi  esempi si evince chiaramente che è giunta l’ora di cambiare il paradigma dell’educazione, e a questo proposito vi invito a visionare quest’interessante video suggeritomi dalla docente virtuale  Jole Caponata:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=SVeNeN4MoNU’]

Ma cosa è successo a Salerno nell’ambito dei videogames?

Nel padiglione interattivo del Salerno in Fantasy, dove c’eravamo anche noi di Second Life, ecco l’incontro con lo IUDAV, l’Institute University Digital Animation and Videogames (attivato dal Link Campus University di Roma, Università non statale riconosciuta legalmente dal MIUR), il primo sul territorio nazionale, in grado di creare figure professionali capaci di competere con il mercato internazionale. Il corso, attivo da questo autunno, prevederà due possibili percorsi: Animation (produzione e realizzazione di contenuti audiovisivi animati) e Videogames (produzione e realizzazione di videogames).

Il corso prevede attività sia teoriche che pratiche attraverso la frequenza a laboratori e stage presso grandi marchi del settore come Sony, Nintendo e Microsoft.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=YvnXheeWOgM’]

Insomma non c’è che da scegliere come, dove e cosa studiare! Buono studio e divertimento a tutti!