Google lancia Calico, la startup per allungare la vita dell'umanità


Tra il lancio di un nuovo social network e un nuovo sistema operativo, siamo talmente presi ( e andiamo talmente di fretta) che non ci chiediamo che fine fa il vecchio.Semplicemente lo snobbiamo.

Per la generazione digitale il concetto di vecchio è visto come qualcosa di inutile, dimenticandoci forse che anche noi un giorno saremo “una versione non aggiornata” e che magari non saremo nemmeno più in grado di comporre un tweet di 140 caratteri perché ci dilungheremo sempre!

Si, perché quando si parla di noi, il concetto va visto come un aspetto legato alla salute personale e della società. Cosa molto trascurata da chi si occupa di creare il nuovo.

Fino ad oggi, momento in cui viene fondata Calico ( California Life Company). A lanciare questa startup è Google nella persona del CEO Larry Page.

L’obiettivo è quello di creare un serio cambiamento del concetto di longevità dell’essere umano. Alla fondazione di questa Company credono i big del panorama digitale; prova ne è la presenza, a capo di Calico, di Arthur Levinson, attualmente nel consiglio di amministrazione Apple.

Ci sono ancora molte ombre sul lato operativo della  “fabbrica dell’elisir di lunga vita“. Si parla di presenza dei massimi esperti nel campo delle biotecnologie con particolare attenzione allo studio del DNA ricombinante.

Sicuramente un ambito di grande profitto quello legato alla salute e all’invecchiamento se pensiamo alla situazione mondiale in campo sanitario. E’ noto come il mondo sia sempre più vecchio, gravando sulla spesa medica di ciascun cittadino.

Questo non mette ombra sul valore del progetto che vuole intervenire sull’aspetto quali-quantitativo della vita: vivere meglio e vivere più a lungo.

Non abbiate fretta di trovare pillole e creme che potranno regalarvi lunga vita. Si pensa che ci vorranno dai 10 ai 20 anni prima di avere dei risultati dalla ricerca.

Intanto spendiamo questo tempo per chiederci se questa cosa potrà veramente migliorare le nostre vite. A me, in merito a un’argomento così complesso, viene in mente solo il film  La morte ti fa bella. E li non che sia andata a finire proprio bene…

31 domande che potrebbero cambiarti la vita

Vi siete mai fermati a pensare un attimo a voi stessi e alle vostre azioni? Troppo spesso ormai cadiamo nella routine quotidiana formata da gesti e atteggiamenti tutti uguali. E se iniziassimo a fare una piccola analisi introspettiva ogni tanto per comprendere meglio noi stessi, le nostre vere passioni e i nostri sogni?

E’ risaputo che uscire dalla propria comfort zone è sempre cosa positiva per le nostre vite e spesso le piccole domande, come le piccole gioie quotidiane, possono aiutarci a migliorare un po’ per volta la nostra esistenza. A questo punto prendetevi una pausa dalla vostra vita, fatevi un caffè, respirate profondamente e abbiate il coraggio di farvi queste domande 🙂

1. Stai veramente facendo quello che desideri?

2. Hai un sogno nel cassetto?

3. Sei orgoglioso di quello che hai fatto fin’ora?

4. Quante promesse hai fatto e quante ne hai mantenute?

5. Qual è la cosa che avresti voluto fare più di tutte e non sei mai riuscito a fare? Perché?

6. Hai mai deluso qualcuno che ti amava?

7. Rischieresti di fallire davanti al 50% delle possibilità?

8. Se potessi viaggiare con una macchina del tempo, quale consiglio daresti a te stesso a 6 anni?

9. Andresti contro le regole per qualcuno a cui tieni?

10. Hai mai abbandonato un’idea creativa per paure di essere preso in giro?

11. Preferisci un lavoro fisso ma noioso o uno impegnativo ma flessibile?

12. Hai paura di fare errori anche se non c’è il rischio di subire punizioni?

13. Se potessi clonare te stesso, quali caratteristiche cancelleresti?

14. Qual è la differenza tra te stesso e le altre persone?

15. Fai la differenza o ti aggreghi?

16. L’ultima cosa per cui hai pianto riguardava il tuo passato o il tuo presente?

17. C’è qualcuno che dovresti perdonare?

18. Ti ricordi ancora di qualcuno che odiavi 10 anni fa? Ha ancora importanza?

19. Cosa ti rende più felice, perdonare o odiare qualcuno per sempre?

20. Che cosa ti preoccupa? Cambierebbe qualcosa se non te ne preoccupassi più?

21. Se morissi, avresti rimorsi?

22. Quale dei due preferisci, un viaggio lussuoso o un picnic con gli amici?

23. Chi ammiri e perché?

24. Cè qualcuno che ti ha inspirato e ti ha fatto diventare quello che sei?

25. Qual è la cosa che ti rende più soddisfatto?

26. Qual è stata l’ultima volta che hai riso? Perché?

27. Stai facendo qualcosa per renderti felice e per rendere felice chi ti circonda?

28. C’è qualcuno che ami o che ti ama?

29. Qual è stata l’ultima volta che hai passato dei bei momenti con la tua famiglia?

30. Se la felicità fosse una moneta, saresti ricco?

31. Se oggi fosse la fine del mondo, cosa faresti?

iOS7: 5 pregi e 5 difetti che dovete conoscere

Se siete fra quelli che non hanno ancora fatto l’aggiornamento al vostro iPhone, iPad o iPod Touch per aspettare i primi commenti, prendete appunti sui 5 pregi e i 5 difetti  più rilevanti del nuovo iOS di casa Apple secondo Ninja Marketing.

Vi anticipiamo che qui per comodità dell’autore ( e per potervi offrire un’opinione anche per tutti coloro che non hanno le più recenti versioni del melafonino) le immagini sono tutte relative a screenshot di iPhone 4s. Per l’aggiornamento su iPad abbiamo finora raccolto molti commenti negativi, soprattutto per coloro che  non hanno l’ultima versione del tablet. Infatti su iPad 2 e 3 sono stati riscontrati parecchi bug e un rallentamento anche “irritante” del sistema.

Per quanto riguarda iPod Touch, l’aggiornamento è disponibile soltanto per la quinta generazione del device.

5 pregi di iOS7

Incominciamo da quello che di buono ci ha portato iOs7.

1. L’architettura

Esatto, il primo miglioramento che, rispetto alla nuova interfaccia ridisegnata da Jonathan Ive, passa un po’ in secondo piano, sta tutta sotto al cofano!  Il nuovo iOS è stato completamente ridisegnato per i nuovi modelli di iPhone 5S che grazie ai loro processori A7 a 64bit, possono ora sfruttare tutto il loro potenziale. Infatti Tim Cook ha illustrato durante l’ultimo Keynote che i nuovi iDevice saranno ben il 40% più potenti rispetto ad iPhone 5.

2. Control Center

iPhone significa immediatezza: il nuovo Control Center vi rende la vita ancora più semplice di prima. Diventa un vero e proprio punto di controllo su tutto ciò di cui potreste aver bisogno “al volo”. Aggiustare la luminosità dello schermo, accendere e spegnere wifi e bluethoot e ancora calcolatrice, sveglia, torcia (eggià!) e controllo del player musicale in background. Tutto più immediato, con un solo swip del vostro pollice dal basso all’alto.

3. Spotlight

Per tutti gli utenti mac, Spotlight significa “quello che stavi cercando…subito!”: con il nuovo aggiornamento Spotlight diventa ora accessibile da qualsiasi pagina. Basta uno swip verso il basso e potrete cercare quello che avevate bisogno. Un notevole guadagno di tempo!

4. AirDrop

Una nuova vecchia feauture. Si, perchè per gli utenti OS X, Airdrop è già conosciuta dall’arrivo di OS X Lion. Ma adesso sbarca su iPhone, permettendo lo scambio di  diversi tipi di file attraverso la connessione WiFi o Bluethoot. Gli utenti intorno a voi con iOS7 saranno subito segnalati, e potranno decidere dove salvare i file che gli invierete, a seconda che siano contatti, documenti o immagini! Rimane chiaramente la restrizione fra i soli utenti Apple.

Attenzione però: questa app è disponibile solo dal modello 5 in poi per quanto riguarda iPhone, su iPad 4, iPad Mini e iPod Touch di ultima generazione.

5. iWork e iLife Free

Finalmente Apple ci regala qualcosa! Infatti, solo per i nuovi utenti, Apple mette a disposizione gratuitamente la sua suite di lavoro (iWork) e di intrattenimento (iLife). Infatti il Tim Cook ha specificato che è essenziale per la produtttività e per la creatività dei clienti avere a disposizione questa suite (del totale costo di € 35) ricalcando lo stesso percorso intrapreso su Mac, quando si decise di integrare la suite iLife per tutti i nuovi acquirenti di Mac.

Citiamo come funzioni che ci son piaciute ma che non riteniamo fondamentali, anche il nuovo Safari che diventa a schermo pieno con un nuovo modo di leggere la cronologia, Mail che diventa più rapido grazie a una nuova gestione dei messaggi tramite swipe a destra e sinistra, il tanto commentato Multitasking intelligente che vi permette di avere tutto sotto controllo.

5 difetti di iOS7

Vediamo dove gli utenti storcono il naso con il nuovo iOs7.

1. Wall(paper)

Parliamo della grafica del nuovo iOS. Sicuramente è stata completamente ridisegnata, sorpassando le ombre, i riflessi e gli effetti 3D, creando una nuova interfaccia molto pulita e colorata. Chiaramente può piacere e non piacere, ma noi su questo non ci esprimiamo.

Ma parliamo invece della schermata Home. Le cartelle ora sono molto più trasparenti rispetto a prima, così che è difficile distinguere i contorni, e i font (Helvetica Neue per essere precisi, molto simile al nuovo font utilizzato per il restyle del logo Yahoo) sono più sottili e di colore bianco risultando poco leggibili.  Quando si dice bello..ma poco funzionale!

2. La tastiera

Per la tastiera ci aspettavamo qualche upgrade, qualche aggiornamento che mettesse fine a quegli infiniti suggerimenti di parole, sempre non azzeccate, da chiudere con quella minuscola “x”. Niente da fare, se ne sono dimenticati! E preparatevi perché su alcune applicazioni potrete vedere ancora la vecchia keyboard!

3. E gli altri iDevice?

Sembra infatti che se iPhone5, più o meno, regga bene il nuovo iOS, gli altri dispositivi melati abbiano numerosi bug, dal più vecchio iPhone 4 (forse comprensibile) fino a tutte le generazione di iPad, compreso l’iPad 4!

Le maggiori lamentele riguardano la presenza di bug, che influiscono sulle prestazioni trasformando l’esperienza utente in qualcosa di lento e fastidioso! App che si chiudono in modo autonomo, tastiera lenta che non rispondo subito al tocco e per concludere diversi utenti lamentano un calo di prestazioni sulla batteria. Forse questo ultimo aggiornamento richiede un livello di prestazioni un po’ troppo alto, che inevitabilmente tagliano fuori tutti i “vecchi utenti”.

4. App>Home>Cartella>Home

Nonostante sia familiare per gli utenti Android, quello che vi andiamo a illustrare risulta essere, in alcuni casi, una perdita di tempo. Con iOS7, una volta aperta la nostra cartella ed aver aperto un’applicazione al suo interno, premendo il tasto Home, convinti di ritornare alla nostra homescreen, ci ritroveremo ancora dentro alla cartella. È vero, nessuno perderà il treno per questo passaggio in più, però se si parla di semplificare le cose, allungare i passaggi non serve.

5. Aggiornamento in Background

Nonostante la durata della batteria noi sia fra i difetti del nuovo iOS7 (come spiego poco sotto), esistono alcune impostazioni che dovremo disattivare se vogliamo risparmiare un pò di batteria.

È sicuramente il caso del nuovo aggiornamento automatico in background delle applicazioni che, quando il nostro “portafoglio app” inizia ad essere consistente, potrebbe capitare che per più volte al giorno il nostro telefono sarà impegnato a scaricare aggiornamenti, occupando memoria, e utilizzando piu batteria.

Per questo vi consigliamo di disattivare questa funzioni semplicemente andando in Impostazioni> Generali> Aggiorna App in Background.

….e la batteria?

Da diverse fonti arriva la voce che la batteria sembrerebbe non essere segnata dal nuovo aggiornamento, ma che piuttosto potrebbe sembrarvi meno resistente ma è solo una questione di tempi di utilizzo! Infatti con 200 nuove funzioni, è facile perdere parecchio tempo alla scoperta del rinato device!

E voi? diteci cosa vi piace e non vi piace del nuovo iOS7

Pop Chart Lab racconta la storia della bicicletta attraverso 75 illustrazioni, capaci di dare voce ad una storia iniziata nel 1870

'>

L'evoluzione della bicicletta secondo Pop Chart Lab [INFOGRAFICA]

Pop Chart Lab celebra la bicicletta con un’incredibile grafica, The Evolution of Bicycles.

Dalle mountain bike ai primi modelli di epoca vittoriana, 75 dettagliate illustrazioni tracciano e ricostruiscono la storia del mezzo di trasporto a due ruote più famoso e più green di sempre, andando indietro fino al lontano 1870.

Clicca sull’immagine per ingrandirla

Il futuro dello streaming musicale secondo Laura Mirabella di Deezer [JACKNROLL]

Jack ‘n Roll back in action dopo la pausa estiva, e per dare un tono alla rubrica iniziamo la stagione con un’intervista ad una persona che di web e musica ne capisce davvero tanto, mica come me che in realtà volevo scrivere di cake design su giallozafferano ma non mi hanno preso.

Vi presento Laura Mirabella, Country Manager Italia di DEEZER, il primo servizio di streaming musicale di dimensioni mondiali, con oltre 26 milioni di utenti in 180 paesi.

Laura è stata così gentile da rispondere a qualche domanda sul presente e futuro del mercato della musica on-line.

Prima di questo importante incarico da Deezer sei stata responsabile dell’area musica di Telecom Italia e hai seguito tra le altre cose il lancio di Cubomusica, possiamo dire di avere di fronte una dei massimi esperti italiani di web e musica, a questo punto la prima domanda è: l’industria musicale ha finalmente trovato in progetti come Deezer il modo per ritrovare la propria strada nell’era post-Napster?

Ti ringrazio! Devo ammettere che, in ritardo rispetto ad altri paesi nel mondo, in Italia – ad oggi – l’industria musicale si trova ancora in un periodo di grande transizione.

I servizi di streaming sono la grande promessa per il futuro, ma l’attività di education del mercato all’utilizzo della musica secondo questo nuovo paradigma non è ancora concluso, anzi, abbiamo ancora molto da fare.

La strada è tracciata, ma il lavoro per percorrerla deve essere duplice, da un lato ci deve essere un interessamento maggiore da parte delle istituzioni per una più stretta regolamentazione relativa alla pirateria, dall’altro ci sono le nuove piattaforme – come Deezer – che, facendo leva sull’esperienza dei mercati esteri più maturi in cui operano, avvicinano e guidano i clienti all’utilizzo di forme di fruizione innovative.

Il Digital Music Report del 2012, il rendiconto dell’andamento del mercato della musica in ambiente digital, cominciava con “l’ottimismo è giustificato, l’autocompiacimento è da evitare” che suonava un’po’ come un “la strada è quella giusta, rimbocchiamoci la maniche e andiamo avanti così”. Come è andato questo 2013 per il Digital Music Market in generale, e in particolare per Deezer?

Il 2013 per Deezer sta mantenendo le attese, essendo l’anno in cui Deezer mette a frutto l’esplosiva espansione mondiale (siamo presenti in 182 paesi) che ha attraversato nei due anni precedenti.

I risultati hanno dato ragione a questa visione, la quota parte internazionale ha visto crescere notevolmente – soprattutto negli ultimi mesi – la sua rilevanza in termini di contributo alle revenue e ai valumi in generale.

Il modello di Deezer prevede, dal punto di vista dell’utente, di sostituire l’accesso al possesso del contenuto, come è il feedback da parte delle diverse generazioni, pre e post web, a questo importante cambiamento?

Il modello streaming richiede effettivamente un passaggio “culturale” dal possesso all’accesso. Per questo l’education di cui parlavo prima è così importante. L’innovazione tecnologica è uno strumento potentissimo se si riesce a metterla a disposizione del grande pubblico in modo semplice.

Questo è quello che proponiamo di fare ogni giorno in Deezer, renderlo un servizio semplice con un’offerta di musica accattivante e sempre aggiornata. Raggiunto questo obiettivo, non ci sono limiti di età per imparare ad utilizzare la musica in streaming e portarla sempre con se.

Secondo Nielsen gli utenti italiani sopra i 16 anni  che usano uno smartphone sono pari a quelli inglesi, un dato immagino rassicurante dato che l’UK è da sempre un benchmark di riferimento per il mercato della musica digitale. Questo vuol dire che grazie al mobile il mercato italiano può superare i propri limiti strutturali? E quanto è importante il mobile per Deezer?

Questa domanda è molto appropriata. L’utilizzo in mobilità del servizio è una feature chiave per costruire un’esperienza realmente soddisfacente per il cliente. L’accesso in mobilità è una fetta importante nei nostri dati di utilizzo, così come è un elemento importante per il tasso di conversione, in altre parole, il poter ascoltare tutta la musica che si vuole sullo smartphone rappresenta un elemento molto rilevante nella scelta di abbonarsi al servizio.

In Italia, paese in cui lo smartphone ha una penetrazione particolarmente alta rispetto ad altri strumenti tecnologici, questo è ancora più vero.

Quale tipo di musica funziona di più su Deezer? C’è spazio anche per generi come classica e jazz, o è il regno di rock e hip hop?

I dati di utilizzo di Deezer non finiscono mai di stupirci, c’è infatti spazio per i generi più disparati, sia quelli mainstream che quelli più di nicchia, negli ultimi tempi il genere RAP, ma nche l’HIP HOP a cui fai riferimento tu, godono di un grande seguito e questo si rispecchia nella nostra classifica, dove sono sempre presenti anche dei grandi classici della musica italiana.

Generi più complessi come la classica ed il jazz sono i nostri punti di forza in termini di ampiezza del catalogo, quindi siamo noi stessi che ci lavoriamo per proporli ai nostri clienti e con ottimi risultati, un catalogo così ampio richiede necessariamente una gestione attenta e quotidiana dei contenuti proposti ai clienti, per guidarli nella scoperta di nuova musica oltre a rispecchiarne i gusti con la giusta logica di raccomandazione.

In che cosa Deezer è meglio di Spotify?

Deezer è l’unico servizio di streaming che ha un’estensione mondiale, con il più ricco catalogo di brani grazie proprio agli accordi stipulati con le label indipendenti dei 182 paesi in cui opera.

La filosofia di Deezer è Glocal, nonostante il cospicuo numero di paesi in cui fa business, l’attenzione agli usi, costumi e tradizioni dei paesi in cui opera è altissima, per questo motivo anche la nostra offerta editoriale è ritagliata sul paese, con un editor locale che la cura quotidianamente, inoltre, le nostre attività di offerta e partnership si distinguono da un paese all’altro, a questo proposito, noi sviluppiamo soluzioni “tailor made” per i nostri partner.

Nel 2012 Deezer ha aperto le API agli sviluppatori, cosa significa questo per voi e quali progetti interessanti puoi segnalarci?

Il sistema di Open API è uno strumento molto importante per Deezer, perchè consente di ampliare le possibilità di partnership e di integrazione del nostro catalogo.

La possibilità di embeddare nel sito del partner il player Deezer con la musica selezionata dal nostro catalogo, ad es., ha avuto grande interesse in Italia, citerei primo tra tutti il caso di Vanity Fair, che ha lanciato la sua Radio Vanity attraverso il nostro sistema di API, ma le idee per giocare o costruire un servizio con la musica possono essere infinite, lo provano le tante app che nostri partner hanno sviluppato e che sono disponibili sullo store del nostro sito, l’App Studio.

Ne abbiamo avuto, infine, ulteriore conferma all’Hack Italy, primo Hackaton italiano a cui abbiamo partecipato, dove gli sviluppatori hanno creato in pochi giorni app originalissime, come la sveglia a distanza, presenteremo le più curiose agli MTV Digital Days.

Cos’è Deezer4Artists e cosa significa per gli utenti finali?

Deezer4artist è lo strumento che consente agli artisti e alla case discografiche di gestire un proprio spazio con cui entrare in diretto contatto con i fan, pubblicando i propri contenuti, siano essi brani presenti su catalogo o file esterni, ma non è tutto, la vera caratteristica chiave di Deezer4Artist è quella di avere a disposizione dell’artista gli analytics della propria pagina, così da poter misurare autonomamente quali brani sono stati ascoltati e in che misura, in altre parole quali contenuti sono piaciuti ai proprio fan.

Jack ‘n Roll

Vogue Fashion Night Out a Milano, ecco il Ninja-Report!

Si è svolta martedì scorso la Vogue Fashion Night Out a Milano e noi di Ninja Marketing ci siamo stati per raccontarvela.

La serata è una Notte Bianca – ma molto più glamour – durante la quale si alternano aperitivi, social contest e vip o celebrities, come le chiamano i marketing managers.

La parola d’ordine per i brand è social contest.

JDC per espandere la propria brand identity anche sul web, ci racconta Gianluca Siano, ha organizzato un concorso, in collaborazione con la pagina Facebook Il Milanese Imbruttito, con il quale è possibile vincere un intero outfit marcato JDC. Bastava, ci ha raccontato, prestarsi ad uno shooting fotografico che si teneva nello store di Corso Vittorio Emanuele le cui foto sarebbero state postate su Facebook e Instagram e, in base ai like ottenuti, sarebbe stato decretato il vincitore.

 

Shooting fotografico per il social contest JDC e L'imbruttito

Stessa modalità per & Other Stories, trade up di H&M, che lanciava la linea Green. All’interno del negozio era possibile farsi truccare da truccatrici professioniste con un leit motiv: il Green Highliner. Anche in questo caso la foto veniva postata su Instagram e su Facebook con l’hashtag #greenhighliner. & Other Stories, ha tenuto a precisare l’ufficio stampa Karla8, lancia la linea Green non solo per il colore in sé, ma anche per sottolineare come il basso impatto ambientale, il rifiuto di test su animali e la produzione in Italia siano must del marchio. Anche qui abbiamo trovato una partnership con un aperitivo: Martini, distribuito gratuitamente all’interno del negozio.

Le truccatrici di & Other Stories per il contest #greenhighliner

Impegno sociale anche per Carpisa che, in collaborazione con Yamamay distribuiva t-shirt con su scritto lo slogan Ferma Il Bastardo per una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne con le quali era stato anche organizzato un flash mob. Anche per Carpisa e Yamamay fondamentale risultava essere la partecipazione social con l’hashtag #fermailbastardo.

T-shirt Carpisa e Yamamay per #fermailbastardo

Per Carpisa la Vogue Fashion Night era anche l’occasione per lanciare la linea Carpisa Tattoo, ci ha spiegato Alessandra Puca, con la quale è possibile personalizzare le proprie valigie con un disegno, una foto o una frase a piacere, tramite il sito internet tattoo.carpisa.it.

Alcott Los Angeles si spinge all’attività social on line in diretta streaming. Tina de Luca, responsabile dell’ufficio stampa, ci ha spiegato come la serata all’interno dello store, una vera e propria festa tutta al femminile, venisse trasmessa in diretta streaming sui social network grazie a ragazze che si muovevano all’interno del negozio con degli iPad per riprendere la serata e scattare fotografie che venivano caricate istantaneamente sul web. Social marketing quindi, ma anche marketing esperenziale dato dalla musica, dai gadget, dalla possibilità di interagire con una fashion blogger presente alla serata e alla possibilità di farsi truccare. Anche qui non poteva mancare l’hashtag della serata #deBBie, brand del make-up partner dell’evento.

Festa in rosa per Alcott

Campari e Pinko hanno dato vita invece ad un evento in co-marketing dal carattere più ricercato. Ambiente luminoso ed elegante, abbigliamento Pinko e aperitivi Campari distribuiti ai presenti hanno dato alla serata, nello store tra Piazza del Duomo e San Babila, un carattere patinato anche grazie alla presenza di un dj set con Alena Seredova.

Evento Pinko e Campari

Stroili Oro per la Vogue Fashion Night Out ha trasformato il suo store in una vera e propria VIP room. L’ingresso era interdetto ai comuni mortali i quali si accalcavano alle transenne fuori dal negozio nel tentativo di fotografare le due celebrities presenti alla serata: Elisabetta Canalis e il rapper italiano Fedez. Mossa geniale. Lo store di Stroili è diventato quindi un vero e proprio luogo dei sogni per i fan dei due ospiti, all’interno del quale era impossibile accedere, ma solamente guardare con occhi sognanti nel tentativo di scorgere i due vip. Stroili lanciava in quella serata degli orecchini, un’edizione limitata per la Vogue Fashion Night, parte delle cui vendite sarebbe stata destinata alla riqualificazione del quartiere di Quarto Oggiaro a Milano.

La folla accalcata fuori Stroili Oro per Fedez ed Elisabetta Canalis

 

Gli inviati di Ninjamarketing con i marketing managers Stroili Oro

Altro social contest per Salmoiraghi e Viganò che lanciava una linea di occhiali in edizione limitata. Tra drink offerti e foto scattate per il concorso al quale ci siamo prestati assieme al gioviale responsabile marketing Cristian Zoncapè , ci è stato spiegato come questo social contest fosse su varie piattaforme, tra cui Pinterest.

Il filo conduttore della serata quindi è stata la partecipazione social agli eventi che risultavano essere veri e propri cocktail party, completi di musica.

Più pacata invece la situazione in via Montenapoleone sede, assieme a Via della Spiga, delle più importanti boutique milanesi.

La folla in Via Montenapoleone

Più appropriate al target che mediamente “struscia” per queste vie, le feste risultavano essere più abbottonate, ricercate e meno coinvolgenti.

Ermenegildo Zegna, ad esempio, proponeva un dj set con Simonsays a base di Nu-Disco e Deep House e un buffet di fragole e champagne.

Altre maison hanno considerato la VFNO come un semplice prolungamento dell’orario di chiusura. Louis Vuitton, ad esempio, non ha fatto altro che tenere le porte aperte fino alle 23, forte del fatto che non necessita di alcuna promozione straordinaria.

Infine per la zona Brera, tra via Fiori Chiari e via Fiori Oscuri, passando per Via Madonnina e via Ponte Vetereo si alternano i dj set da Serafini e da Msgm, nella boutique appena inaugurata.

Ovviamente non abbiamo potuto partecipare a tutti gli eventi della serata, causa  mancanza del dono dell’ubiquità ;), ma non ci siamo fatti mancare l’afterparty. Organizzato presso il Santa Tecla Cafè, a pochi passi dal Duomo, questo evento è stato frutto di un’intuizione di Federico Chimenti. Ci ha spiegato infatti come, consultando il sito di Vogue, si fosse reso conto che tutti gli eventi avessero una loro pagina dedicata e fosse quindi difficile per l’utente costruirsene una rassegna completa. Ha quindi pensato di raggruppare tutte le serate all’interno di una sola pagina sul suo sito internet, Moviestyle.it: la pagina del suo sito internet ha avuto una diffusione virale con oltre 600.000 visite e 5000 condivisioni dal 12 Settembre. Da questo, ed accortosi che tutte le serate terminavano al massimo alle 23:30, è nata l’intuizione di organizzare un afterparty dedicato alla VFNO.

Insomma, in tutto e per tutto una Vogue Fashion Night Out social, trasmessa con un costante live feed dalle case e dagli utenti su tutti i social network. Una serata vissuta anche da chi non era a Milano martedì sera, grazie ad Instagram, Pinterest, Facebook e Twitter.

Una Vogue Fashion Night Out fatta di hashtag, geolocalizzazioni, selfies, tag e like.

#VFNO

Gli omaggi & Other Stories e Martini per la VFNO

 

Elisabetta Canalis con i fans da Stroili Oro

 

Galleria Vittorio Emanuele durante la VFNO

 

Aperitivo Imbruttito e JDC per la VFNO

 

Corso Vittorio Emanuele

McDonald's sperimenta l'ordinazione e l'acquisto via app

Fonte @teachingkidsnews.com

Ordinare un Big Mac con il proprio iPhone? Presto sarà possibile farlo e non solo: potremo anche pagarlo direttamente da un’app!

Secondo Leslie Patton di  Bloomberg infatti McDonald’s ha lanciato una sperimentazione per l’ordinazione e il pagamento tramite app smartphone. Per ora solo i clienti Mac di Salt Lake City e Austin possono usufruire di questo servizio, ma se la sperimentazione funzionerà, questo sarà presto disponibile in tutti gli States.

La sperimentazione

Già nel 2011, quando fu pubblicata l’applicazione dei ristoranti McDonalds che consente di consultare i menu, le sedi dei ristoranti e di scoprire il valore nutrizionale dei vari piatti, il messaggio era chiaro: McDonald’s si avvicinava ai propri clienti con un’app smartphone.

Ora, ha deciso di fare un’ulteriore passo in questa direzione. Qualora la sperimentazione di Salt Lake City e Austin dovesse andare a buon fine, l’ordinazione e il pagamento in app verranno di certo integrate tra le funzionalità base dell’applicazione già esistente.

Il sistema è semplice: attraverso l’app dei ristoranti McDonald’s sarà possibile ordinare nel locale della catena prescelto (ristorante, take away o drive thru), pagare attraverso l’app con Paypal o carta di credito, infine passare a ritirare il pasto.Sono previste, inoltre, per i fruitori del servizio di ordinazione e di pagamento in app, altre funzionalità quali offerte, promozioni speciali e premi fedeltà in genere.

Il target

Il nuovo servizio sembra mirare soprattutto alla clientela giovane e giovanissima: teenager, millenials, nativi digitali, insomma, con il dito sempre attaccato allo schermo dello smartphone.

Ma non solo, secondo le parole di Lisa McComb, una portavoce del gruppo, il servizio “renderà migliore l’esperienza dei ristoranti McDonald’s per ogni nostro cliente, soprattutto per quelli che non hanno tempo da perdere in fila.

Qual’è la novità?

Fonte @TheVerge

In realtà, già alcuni competitor di McDonald’s, come KFC in Uk o Chipotle, catena di ristoranti di cucina messicana, che a marzo ha aggiornato la propria applicazione con servizi di ordinazione e acquisto in app. Infine anche Burger King offre servizi mobile che consentono di migliorare l’offerta e il rapporto con il cliente.

Ed è anche vero che, in America come in Europa, nascono sempre più piattaforme – come WeOrder o ChowNow – per l’ordinazione e il pagamento in app delle pietanze, che siano d’asporto o da consumare al tavolo, non solo presso le grandi catene ma anche e soprattutto presso i piccoli ristoranti.

Insomma, niente di nuovo nella sperimentazione di McDonald’s, eppure secondo Bob Goldin, vice presidente della Technomic, azienda leader nella consulenza e ricerca nel settore della ristorazione: “molti competitor (di McDonalds ndr) stanno concentrando gli sforzi per entrare nel mercato mobile ma nessuno ha sviluppato una soluzione unica e onnicomprensiva che integri tutte le opportunità offerte da questa tecnologia“.

Insomma: è la capacità di usare lo strumento che fa la differenza, è la capacità di renderlo onnicomprensivo e integrato a determinarne le capacità di successo. E in un mondo sempre più cashless, sempre più elettronico, sempre più mobile, offrire ai propri clienti la possibilità di ordinare e pagare in app sembra proprio una mossa vincente.

7 consigli per lanciare il vostro prodotto sui social media

I social media hanno cambiato tutto.

Hanno cambiato il modo in cui ci teniamo in contatto, le nostre abitudini sul web, il modo in cui accediamo alle informazioni, hanno creato mercati, indotto e posti di lavoro.

Per il marketing, quindi, è stato quasi inevitabile subire l’onda d’urto di questo cambiamento epocale. I nuovi media hanno modificato totalmente il modo in cui una strategia di comunicazione viene elaborata, strutturata e realizzata, in termini pratici ma soprattutto economici, visto il basso impatto che hanno a livello di costo.

Inoltre, non è necessario (seppure sia consigliabile) aver prodotto un gran numero di contenuti. Sui social network il valore è determinato dalla rete di relazioni che si è in grado di costruire. E’ il dialogo il vero valore aggiunto, perché attraverso un buon canale di comunicazione i social media possono veicolare il tuo messaggio (e quindi il tuo prodotto) alla velocità della luce.

Social Media Examiner ci propone quindi alcuni consigli per lanciare il proprio prodotto attraverso i social media, tralasciando i canali di comunicazione tradizionali.

Nel caso specifico, ho inserito a titolo di esempio alcuni step della bellissima campagna #DieselReboot, di cui abbiamo già parlato qualche mese fa (leggi: Diesel Reboot: la rinascita del brand con Nicola Formichetti)

Accendete la curiosità

Il bello dei social media è che più il messaggio è semplice, più susciterà interesse. Partite dal vostro canale di riferimento, non importa se Facebook, Twitter, YouTube o Tumblr: lanciate il messaggio.

Non c’è niente di più affascinante del lancio di un’idea quando questa è ancora in fase embrionale. Rendere partecipi gli utenti di qualcosa che sta nascendo e tenerli aggiornati sugli sviluppi futuri non solo creerà attesa e curiosità, ma renderà ancora più soddisfacente la fruizione del prodotto finito, perché sarà qualcosa di cui si è vissuto tutto il ciclo di vita.

In questa fase è importante condividere con gli utenti il giusto, senza esagerare. Non rivelate nulla di ciò che vorrete mostrare alla fine, ma create comunque risonanza: usate sempre un riferimento chiaro ed immediato che torni sempre creando un riferimento reale per gli utenti (nulla di meglio di un hashtag convincente o di un “nome in codice” accattivante).

Create un vero e proprio trailer

In questa prima fase di lancio del vostro progetto Vimeo e YouTube potrebbero rivelarsi i vostri migliori alleati.

Terminato il gioco dell’attesa date un primo assaggio concreto del vostro progetto mediante un video coinvolgente, senza esagerare con i dettagli.

Cosa volete proporre con la vostra idea? Qual è la domanda a cui volete risponderete o l’esigenza che appagherete? Cosa vi ha motivato?

Non c’è bisogno della regia di uno dei fratelli Scott per realizzare un video accattivante e coinvolgente. L’importante è seguire alcuni, pratici, consigli:

  • Fate sentire la vostra voce: non c’è nulla di meglio che parlare con la propria voce per comunicare la propria idea;
  • Trovate il giusto supporto visivo (foto, video, l’importante è creare una connessione con il messaggio);
  • Girate più scene e poi selezionate le migliori. Createvi delle alternative;
  • Montate il vostro film con cura. E’ possibile farlo da soli con un semplice programma di video-montaggio oppure chiedere ad un amico appassionato.

Create un gruppo di supporter

Le persone amano far parte di gruppi speciali. Create una mailing list o magari un gruppo Facebook con cui chi è interessato al vostro progetto possa restare costantemente aggiornato sui vostri progressi e sulle ultime novità.

Al momento del lancio, saranno i supporter che vi daranno il maggior contributo nella diffusione del messaggio.

Create contenuti unici per i supporter

I vostri supporter meritano tutta la vostra attenzione. Non siate passivi e non aspettatevi che loro facciano qualcosa per voi (passaparola, sostegno, condivisione) senza qualcosa in cambio.

Create contenuti personalizzati che possano entusiasmarli e renderli partecipi del vostro progetto. Potete pubblicare i dati relativi al lancio del vostro prodotto, foto del team al lavoro, o magari simpatiche clip che mostrano i “dietro le quinte” del vostro progetto. Oppure organizzate un incontro, un evento.

Insomma, fateli sentire membri del vostro team, vi ripagheranno come non potrete neanche immaginare!

Utilizzate per il lancio tutti i canali a vostra disposizione

Quando il vostro progetto è in rampa di lancio utilizzate tutti i canali a vostra disposizione per far sentire sempre più vicino il momento. Il pubblico deve sapere che qualcosa è davvero in arrivo.

Ovviamente, partite da ciò che avete già creato negli step precedenti: il vostro gruppo, la mailing list, la pagina Facebook e il canale YouTube.

Poi, sbizzarritevi! Ma tenendo sempre a mente due consigli:

  • Ricordatevi sempre su quale canale state comunicando e regolatevi di conseguenza (ad esempio, caricate il video direttamente su Facebook oltre che su YouTube);
  • Se il vostro budget ve lo consente, investite. I promoted post su Facebook (pochi dollari dal vostro profilo personale) permetteranno a tutti i vostri amici di conoscere il vostro grande progetto. Ne saranno entusiasti e si offriranno di aiutarvi.

Promuovete il prodotto su tutti i canali

Non tralasciate nulla. In particolare potete promuoverlo:

  • Con un banner ad hoc per il vostro blog;
  • Nella vostra bio su Twitter e nell’immagine di sfondo;
  • Sulla vostra immagine di copertina su Facebook (anche personale!);
  • Sulla vostra pagina Google+;
  • Sul vostro profilo LinkedIn (e, nel caso, sulla vostra pagina aziendale);
  • Sul vostro sito istituzionale.

Incoraggiate gli altri a passare parola.

A questo punto la palla passa ai vostri compagni di viaggio.

Quante persone sarete riusciti a catturare? Quanti vi aiuteranno in questa avventura e saranno disposti ad offrirvi un contributo concreto? Non abbiate paura di chiederlo.

Ricordate sempre, però, di non lasciare nulla al caso:

  • utilizzate e fate utilizzare un hashtag di riferimento per Twitter e Facebook in modo da misurare facilmente i dati di partecipazione e condivisione;
  • rispondete, partecipate e ringraziate. Sempre.
  • parlate in modo semplice e comprensibile con chi vi contatterà per qualsiasi motivo (anche in risposta alle critiche!).

E voi? Avete mai lanciato un prodotto con i social media? Qual è stata la vostra esperienza? Siamo curiosi di saperlo!

Come promuovere se stessi puntando sulle capacità personali

Hard skill VS soft skill

Le competenze tecniche, le hard skill del mondo anglosassone, comprendono quelle abilità specifiche legate alla crescita professionale, come ad esempio , la capacità di utilizzare programmi software, analizzare dati, utilizzare macchinari specifici, o qualunque professionalità riconosciuta tramite certificazione.

Definire le capacità personali, o soft skill, è un po’ più difficile perché ci si riferisce a tratti del carattere o abilità individuali. All’interno di questa categoria possiamo includere capacità di comunicazione, creatività, leadership, capacità di adattamento e molto altro.

Probabilmente sono proprio le voci che ci mettono più in difficoltà durante la compilazione del CV e spesso ci ritroviamo a pensare: ” ma dai le butto lì tanto chi le guarda“.

Niente di più sbagliato, le capacità personali possono realmente fare la differenza.

Come promuovere se stessi puntando sulle capacità personali Joji Gill, direttore delle risorse umane di Microsoft India ha dichiarato in un’intervista al Wall Street Journal India:
“Le abilità comportamentali a volte possono prevalere sulle competenze tecniche. Noi cerchiamo persone brillanti e intelligenti che ci dimostrano di saper far qualcosa di diverso con la tecnologia

Secondo Joji Gill le prime tre qualità da considerare in un candidato sono l’integrità, la responsabilità e la capacità di autocritica, fondamentale per raggiungere l’eccellenza personale.

Promuovi te stesso: le nuove regole per il successo professionale

Anche Dan Schawbel nel suo ultimo libro “Promote Yourself: The New Rules for Career Success” sostiene che oggi non ci si può più aspettare di essere ricompensati solo perchè svolgiamo il lavoro richiesto per la nostra mansione, è necessario andare oltre puntando tutto sulle capacità personali.

Secondo Dan Schawbel le abilità più importanti sono:

# 1: Saper stabilire le priorità

Molti manager considerano importante la capacità di ordinare i vari progetti in base al giusto grado di importanza. Se vuoi fare carriera devi riuscire a comprendere come i singoli progetti possano contribuire agli obiettivi dell’azienda, a gestire le aspettative dei manager e avere una buona conoscenza del business nel quale ti trovi.

Nessuno poi ti vieta di continuare ad evadere il lavoro in base all’ordine nel quale arriva o saltare da un progetto all’altro a seconda di quale responsabile urla più forte, ma dove può portarti questo?

# 2: Comunicare in modo efficace

Per avere successo occorre capire che ogni situazione richiede un tipo di comunicazione diversa e imparare a gestire i vari strumenti per comunicare. Non si può sperare di crescere se ci si riduce a utilizzare solo testo e mail solo perché più veloci, a preparare una presentazione all’ultimo minuto o peggio ancora ignorare le reazioni degli interlocutori.

# 3: Dimostrare “buonsenso social”

Saper postare su Facebook, Twitter e LinkedIn sono competenze tecniche che ormai quasi tutti coloro che entrano nel mondo del lavoro possiedono, ma il buon senso sociale non è altrettanto scontato.

Anche se non ci occupiamo di social media come professione, ognuno di noi dovrebbe imparare a gestire la propria reputazione online, a separare il vostro “personaggio personale” dal lavoro o ad utilizzare i social per iniziare conversazioni professionali e coinvolgere potenziali clienti.

Come promuovere se stessi puntando sulle capacità personali

La lista potrebbe continuare ancora per molto: Creatività, acccountability, negoziazione, il feedback, la capacità di dire di no, la diplomazia … ognuna di queste caratteristiche può aiutarvi ad emergere nel mondo del lavoro e non solo.

Come posso migliorare le mie capacità personali?

Il modo migliore è fare tanta, ma tanta pratica, attraverso attività di:

Mentoring: trovatevi un mentor o diventatelo, questo può aiutarvi molto nella comunicazione face-to-face e stimolerà la vostra curiosità spingendovi verso nuove idee;

Volontariato: fatevi coinvolgere da qualcosa che vi appassiona, anche proponendo ai vostri manager di poter collaborare con una divisione della vostra azienda che vi interessa particolarmente;

Networking: frequentate eventi e manifestazioni, interagite sui social media, insomma iniziate qualsiasi attività possa aumentare la vostra rete di contatti.

Renaud Visage e le strategie startup di Eventbrite [INTERVISTA]

E’ ormai imminente TechCrunch Italy, uno degli eventi-stella più brillanti tra quelli che costellano la nostra scena startup nazionale. .. Il 26 ed il 27 settembre al MAXXI di Roma si riuniranno startupper, investitori, mentori e guru dell’imprenditorialità tech. Tra gli speaker vi sarà anche il fondatore di Eventbrite, Renaud Visage, che abbiamo intervistato per comprendere le dinamiche che hanno portato la piattaforma di gestione eventi dov’è oggi. Piattaforma che forse molti di voi conosceranno ed avranno utilizzato per gestire piccoli e grandi eventi: dai biglietti alla comunicazione, Eventbrite è il perfetto esempio di startup che risolve un problema concreto in maniera memorabile.

Come fa Eventbrite ad equilibrare strategie di sviluppo globali e locali?

Sin dall’inizio, Eventbrite è stata progettata come una piattaforma orizzontale in grado di gestire qualsiasi tipo di evento nel mondo. Quando l’abbiamo lanciata a livello internazionale nel 2011, nonostante fosse solo in inglese, era stata già utilizzata in più di 150 paesi del mondo. Questo fatto sottolinea l’esistenza di un bisogno universale di una piattaforma che semplifichi le vite degli organizzatori di eventi, aiutandoli a vendere più biglietti – un grande catalizzatore che ci ha permesso di lanciare esperienze “localizzate” in Europa. Siamo oggi presenti in 14 paesi supportando 7 lingue. Ogni paese è incredibilmente unico ed abbiamo adattato il prodotto ai mercati locali: opzioni di pagamento, tasse, canali di marketing per esempio.

 

Ci dedichiamo ad offrire un’esperienza d’uso realmente locale. Sappiamo che per farlo correttamente dobbiamo avere una conoscenza locale. Avere team di marketing, business development e servizio clienti a Londra ci permette di rendere un servizio migliore ed in modo autentico. E’ una sfida, certo, quando devi scalare in così tanti nuovi mercati ed in poco tempo. Ma ti ripaga visto che la nostra quota di mercato nell’Europa continentale sta conoscendo un enorme crescita a partire dal lancio delle versioni locali del sito.

Quali passi sta intraprendendo Eventbrite per affrontare la concorrenza?

Se da un lato sorvegliamo attentamente il nostro spazio di mercato, dall’altro lato stiamo costruendo da soli la nostra strada. Eventbrite è leader nell’innovazione dell’industria del ticketing ed intendiamo mantenere questa leadership attraverso una forte innovazione ed un delizioso customer support.

Il nostro team di ingegneri non ha rivali nell’industria del ticketing e sfruttiamo a pieno il nostro know-how tecnologico per portare prodotti pioneristici al mercato. I nostri tassi di retention sono incredibili: un chiaro segno che i nostri utenti siano più che soddisfatti dall’evoluzione della nostra offerta. Stiamo crescendo velocemente e siamo ben capitalizzati (abbiamo raccolto 140 milioni di dollari sin dal nostro inizio nel 2006) ed abbiamo tutte le carte in mano per continuare ad espandere il gap che ci separa dai concorrenti.

Che consiglio puoi dare alle startup che inseguono la fantomatica traction?

Traction deriva dalla perfetta combinazione di un prodotto forte che risolve un problema reale indirizzandosi ad un ampio mercato potenziale, un’esecuzione impeccabile della comunicazione che rende il tuo brand noto e fidato, e l’abilità di capitalizzare la tua audience esistente trasformando ognuno dei tuoi utenti in un ambasciatore di prodotto.
Il nostro focus sull’offerta di una piattaforma senza attrito, facile da usare, scalabile ed affidabile – e di un customer service perfetto – ci ha fatto beneficiare di un forte passaparola positivo da tanti nostri organizzatori e spettatori, soddisfatti dall’esperienza Eventbrite. Quando i tuoi utenti amano il prodotto e lo consigliano, quella è la miglior traction che puoi avere. Certo, ci sono anche altri metodi per ottenerla: SEM, SEO, partnership, accordi di business development, guerrilla e molto altro. Ma alla fine dei conti è solo l’esperienza che conta ed una meravigliosa esperienza ti porterà sempre traction.

Quali sono i trend più eccitanti nell’event marketing oggi? Come sta rispondendo il mondo tech a queste opportunità?

Con l’avvento dei social media e degli smartphone, il marketing degli eventi è cambiato enormemente negli ultimi anni. E’ oggi qualcosa che riguarda innanzitutto la creazione di community d’interesse intorno ad un argomento e la capacità di coinvolgere la tua audience attraverso molteplici canali. Siamo sempre alla scoperta di trend emergenti e di come possiamo sfruttare le evoluzioni tecnologiche per facilitare l’engagement tra i nostri organizzatori ed i loro spettatori. Offriamo analytics avanzati per monitorare tutti i canali di acquisizione, integrazione con i più grandi social network e soluzioni mobile dedicate per spingere suggerimenti degli eventi migliori a tutti.

La proliferazione di eventi di tutti i tipi sta obbligando chi li organizza ad abbracciare in pieno il potere della tecnologia per creare storie attraenti sui loro eventi. Oltre ad offrire la miglior esperienza live possibile, è per loro importante anche incentivare l’entusiasmo pre-evento trasformando la propria audience in promoter. Sempre più spesso gli organizzatori utilizzano video, immagini ed audio per generare buzz sui loro eventi. Non ci sono mai stati così tanti modi per promuovere un evento sia online che offline, per cui credo che questa sia un’epoca perfetta per diventare un organizzatori di eventi. L’esperienza dal vivo ha più valore che mai nel connettere persone che condividono interessi. Eventbrite è perfettamente posizionata per aiutare gli organizzatori a realizzare la propria vision e a vendere i propri eventi.

Qual è il consiglio più prezioso che hai ricevuto nella tua carriera? Lo puoi condividere con i Ninja?

Il miglior consiglio che ho ricevuto è quello di abbracciare le sfide che affronterai quando costruisci una startup e di imparare dai propri fallimenti. Nel costruire Eventbrite, abbiamo incontrato molte sfide e dovuto inventare soluzioni creative per superarle. Ogni volta abbiamo imparato nuovi modi di gestire le cose e ciò ci ha fortificati e resi più uniti come team. E’ questo quel che ci permette di restare concentrati sul nostro core market e di creare una cultura aziendale unica fondata sul problem solving creativo.