JWT e la prima video operazione globale di speed recruiting [VIDEO]

Ogni anno l’associazione per la Promozione dell’Advertising francese organizza un open house day e invita studenti a visitare diverse Agenzie. La JWT di Parigi ha fatto di questo evento qualcosa di più particolare che una semplice visita all’agenzia: ha aperto le porte al proprio network di agenzie in tutto il mondo dando la possibilità a degli studenti di fare una internship in una delle JWT fuori dalla Francia.

Il 26 Aprile sono stati video-intervistati 50 studenti di pubblicità e saranno 5 di loro ad avere la possibilità di fare un’esperienza formativa nelle agenzie di Sidney, Shanghai, NYC, Tunisi e Madrid.

Quindi, 5 continenti, 5 agenzie JWT, 5 minuti di interview per 5 internship. L’operazione è molto intrigante e la scelta del numero 5 risulta essere la costante della campagna realizzata tanto da prenderne il nome: High Five.

Il video in questione che spiega l’operazione della JWT Paris è realizzato in chiave esplicativa ma è chiaro anche ad uno sguardo superficiale che si tratti di advertising a tutti gli effetti. Patrick Noyon è il videomaker che ha realizzato il video e si occupa prevalentemente di video che rappresentano una realtà, come nel nostro caso. In altre parole non si occupa di advertising , nel senso stretto,  ma di video che mostrano contesti o eventi in chiave “artistica”. La durata supera sempre la media dei due minuti e questo ci porta a pensare che sia una comunicazione ben diversa dai classici spot di 30 secondi o di un minuto a cui siamo abituati.

Naturalmente questo non significa che sia qualcosa di innovativo o di speciale, vogliamo solo tendere a sottolineare che in qualche modo la comunicazione in generale tende a diluire i propri messaggi in una durata più lunga e in cui fa interagire più soggetti (nel nostro caso gli studenti).

Una comunicazione che tende a mostrare contenuti e che diviene giorno dopo giorno sempre di più intrattenimento e sempre meno pubblicità nel senso stretto del termine. Nel nostro caso, infatti, c’è si un’operazione interessante (50 video interviste e le 5 internship), ma di base è uno spot della JWT Paris che mostra la solidità e la professionalità dell’agenzia stessa dandone sfoggio tramite una campagna che tende a pubblicizzarsi in modo autoreferenziale.

Insomma, le Agenzie stesse tendono a cambiare il modo di comunicare e di promuoversi e la JWT ne è un esempio, questo ci porta a riflettere su come la comunicazione tende ad evolversi e ad aprire nuove frontiere di linguaggi e codici fuori dagli schemi classici.

Gettate i vostri CV e iniziate a curare il vostro personal branding! [INTERVISTA]

In un momento così difficile a livello occupazionale, soprattutto per quanto riguarda noi giovani, avere un momento di smarrimento è normale. Trovare un lavoro, accedere al credito, realizzare il proprio sogno, qualunque esso sia, è diventato quasi impossibile. Se da un lato, la rete sembra poter offrire strumenti e canali alternativi, per riuscire nell’impressa di vedere avverarsi i propri desideri, dall’altro non possiamo ignorare le minacce che un suo utilizzo improprio comporta in termini di immagine.

Avevamo già provato a dare qualche suggerimento con la discussione sul Personal Jobbing, cioè su come promuovere la propria professionalità con una ricetta a metà tra counseling e storytelling.

Per orientarci al meglio, nel mondo della promozione personale sul web, ai tempi dei social network, oggi abbiamo deciso di interpellare uno dei massimi esperti italiani in tema, Tommaso Sorchiotti.
Creativo, Digital Strategist e Blogger, Tommaso ha appena pubblicato insieme a Luigi Centenaro, un libro sul Personal Branding online. Gli abbiamo chiesto se fosse rivolto solo ai professionisti della rete e quanto sia importante la presenza online in termini di immagine e reputazione, perchè a quanto pare, sei bravo solo se te lo dice Google!

Possiamo chiederti come hai trovato il tuo ultimo impiego?

Come molti che hanno iniziato a lavorare e comunicare online le proprie capacità, le ultime volte che ho trovato lavoro o mi hanno cercato o sono stato segnalato. Mi ritengo fortunato perché è passato tanto tempo dall’ultima volta che ho cercato direttamente lavoro. Poi mantenere le relazioni, gestire i propri contatti, creare nuove opportunità può definirsi quasi un lavoro vero e proprio. Ma questo è un altro discorso…

Il personal branding riguarda solo ciò che facciamo online?

No, come Internet non viaggia solo in Rete ma ha anche conseguenze concrete, anche la comunicazione di se stessi, delle proprie capacità e delle proprie aspirazioni ha un impatto sulla vita off-line. Spesso si pensa che il Personal Branding “funziona” solo per i wwworkers, i lavoratori del Web e di Internet. Per gli “smanettoni”. Oppure per i creativi. Non è così.

Il personal branding è per tutti?

Sì, il Personal Branding è una modalità di proporsi adatta a tutti. Ma occorre che ognuno singolarmente parta dalle sue capacità, faccia un bilancio di competenze ed analizzi se gli obiettivi che si pone sono adatti alle capacità e alle risorse che intende investire.

Il CV tradizionale rischia di diventare uno strumento inutile?

Il CV rimane uno strumento attuale e quasi sempre valido. A patto di curarlo, mantenerlo aggiornato, renderlo vivo. I CV anonimi, standard e poco comunicativi difficilmente risultano efficaci.
Al contrario quelli sintentici, che magari rimandano online per approfondimenti sono consigliatissimi. Immaginiamo di linkare il portfolio di lavori o il blog dove parliamo di un argomento che può dimostrarsi molto rilevante per la posizione desiderata.
In quel caso il CV può diventare un ponte, un’opportunità stimolare interesse e comunicare con personalità i propri punti di forza

Quanto conta il personal branding per chi cerca investitori per la propria startup?

Tanto. In questo momento in cui tutti, almeno in apparenza, fanno startup, occorre differenziasi. Partire dalle persone del team, dal gruppo di professionisti, dalle storie personali. Lavorare sulla comunicazione di se stessi, imparare a presentarsi e a far arrivare in 3 minuti i concetti chiave diventa indispensabile anche quando si dovrà presentare la propria idea imprenditoriale, piuttosto che il prodotto o servizio su cui si sta lavorando.

Quanto conta la prima impressione sul web?

Conta tantissimo. Se pensiamo a tutte le volte che cerchiamo il nome di una persona su Google o sul social network che frequentiamo per capire “di chi si tratta”, di cosa si occupa o cosa ha condiviso, che immagine o che foto profilo utilizza. Nessun professionista oggi può sottovalutare il proprio biglietto da visita online, ossia i primi 10 risultati dei motori di ricerca.

Paga più un approccio scientifico o creativo?

La creatività paga sempre tanto. Essere originali e creativi è il miglior modo per conquistare l’attenzione.

Quali sono le opportunità offerte dal web per cambiare vita?

Domanda impegnativa. Il Web offre opportunità immediate, come ad esempio nuovi lavori, e opportunità potenziali, grazie alla sua capacità di amplificare a un pubblico enorme e interessato, una specifica offerta. La portata e la risonanza di ciò che viene condiviso può essere enorme.
Cambiare vita può essere inteso in svariati modi. A seconda delle aspirazioni di ognuno.

Conta più essere unici o costanti?

Entrambe. Essere unici conta per attirare l’attenzione, per colpire e rimanere impressi. Essere costanti, se i contenuti o i valori condivisi sono rilevanti, significa confermare di essere bravi, preparati, appassionati sulla materia specifica.

C’è il rischio di creare false aspettative?

Se si considera Internet come una bacchetta magica, se ci si lancia partendo dagli strumenti senza aver ragionato su se stessi, se ci si aspetta tutto subito, è facile creare false aspettative. Come in ogni cosa il talento conta per l’1%, il restante 99 è lavoro, allenamento e pratica.

Incidenti, vie di fuga e mappe: i migliori annunci stampa della settimana

Come ogni Venerdì siamo pronti a presentarvi gli annunci stampa di questa settimana creati dalle migliori agenzie pubblicitarie del pianeta. Cosa ne pensate? Vi conquistano ed emozionano o vi lasciano impassibili?

Renault Makeup Mascara/Lipstick

La pratica del truccarsi il viso è un’arte, e come tale dovrebbe richiedere tutto il tempo necessario. Ogni anno 500.000 incidenti stradali sono causati da donne che si truccano guidando.

Nonostante l’headline non sia originalissima (è stata infatti usata da Volkswagen nel 2012 in un fortunato video virale su youtube) la campagna stampa rimane forte e, quale caso migliore di questo per dirlo, d’impatto. Facciamo nostro questo consiglio di Renault: “Non truccarti mentre stai guidando!”

Advertising Agency: Publicis, Venezuela
Chief Creative Officer: Fabian Bonelli
Creative Directors: Demian Campos, Eduardo Gomes
Art Directors: Yoryi Cantor, Deivy Marquez, Jose Bajares
Copywriters: Bernardo Tortolero, Luis Amaya

Ural Motorcycles: Break out

Non avete anche voi un irrefrenabile impulso di uscire da queste situazioni asfittiche e noiose? Voglia di rompere la stressante routine della vita quotidiana; deve essere stato proprio questo l’intento dei creativi di questa agenzia di comunicazione russa che per pubblicizzare lo storico brand di sidecar Ural Motorcycles, hanno fatto ricorso all’antico ma validissimo trucco della creazione del punto di fuga tramite linee prospettiche.

Il concetto è chiaro e divertente: la quotidianità dell’ufficio e la schiavitù del matrimonio non sono situazioni che un vero centauro può sopportare: dove una persona normale vede un corridoio un vero biker intravede la possibilità di sgasare veloce sul rettilineo!

Advertising Agency: Friends, Moscow, Russia
Creative Directors: Arina Avdeeva, Denis Eliseev
Art Director: Mitya Katkin
Copywriter: Ilya Torgovnikov
Designers: Alexander Zavatsky, Alexey Pushkarev
Creative Producer: Teymur Aliev
Production: Belle Ville

Decathlon: Hiking/Surf

Le grandi imprese non sono mai frutto del singolo. Lo sa bene Decathlon che si è affidata ai copy e ai grafici della agenzia francese BETC Paris per ricordare che i prodotti acquistati nei loro magazzini rendono lo sport più facile. Molto carina l’idea di inserire i dipendenti all’interno della creatività che rendono la lettura surreale e divertente.

Advertising Agency: BETC, Paris, France
Agency Management: Bernard Buono, Philippe Brandt, Laurianne Mayet, Sarah Guilloteau, Elena Esposto
Executive Creative Director: Stéphane Xiberras
Creative Directors: Eric Astorgue, Jean-Christophe Royer
Art Director: Marie-Eve Schoettl
Art Director Assistant: Pierre Caurret
Assistant Copywriter: David Soussan
Traffic: Elodie Diana
Photographer: Geoff Kern

Mars: Get fired/Hostage

 

Ve la state passando male ultimamente? Vi hanno licenziato? O ancor peggio, vi hanno preso in ostaggio in un albergo di lusso delle spogliarelliste anarchiche? Niente paura! Per ogni problema, grande, medio o piccolo che sia, la barretta di cioccolato Mars può darti una mano a superarlo con agevole tranquillità. Davvero un modalità originale di presentare i diversi formati dello stesso prodotto.

Advertising Agency: CLMBBDO, Paris, France
Executive Creative Director: Matthieu Elkaim
Creative Directors: Benjamin Marchal, Olivier Lefebvre
Art Director: Anthony Lietart
Copywriter: Sebastien Duhaud
Photographer: Anthony Lietart

Volta Ao Mundo Travel Magazine: New York/Paris

 

A meno che non siate degli esterofili convinti avrete sicuramente riconosciuto tutti i luoghi e monumenti di queste mappe semplificate. I viaggi pianificati e le guide turistiche offrono spesso lo stesso itinerario “obbligato” tralasciando di mostrarci la vera sostanza del paese straniero o della città che stiamo visitando.

La rivista portoghese “Volta Ao Mundo Travel” ci consiglia di andare oltre il classico giro della città, offrendoci nuovi itinerari più genuini e adatti a comprendere appieno la cultura del paese straniero. Fantastico l’uso della cartina semplificata che ha un doppio scopo: quello di attivare le nostre mappe mentali costituite nei viaggi che abbiamo intrapreso e quello di mostrarci tutto lo spazio vuoto sottolineando quanto altro ancora ci sia da scoprire.

12 social network di cui non avete mai sentito parlare [INFOGRAFICA]

Siamo abituati a sentir parlare di Facebook, Twitter, Pinterest e LinkedIn, ma esistono alcuni social network dedicati ad una nicchia di persone e che hanno scopi molto specifici e altrettanto particolari.

Amanti del karaoke, dei baffi o del lavoro a maglia? Ce n’è anche per voi 😉

Scoprite 12 social network “particolari” suggeriti da Mylife in una interessante infografica che ci siamo divertiti a tradurre.

E fateci sapere qual è il social network più strano al quale siete iscritti! 😆

 

Secondo Sony e HP il futuro degli speaker musicali passa attraverso l’NFC

Secondo Sony e HP il futuro degli speaker musicali passa attraverso l’NFC

L’integrazione del chip NFC all’interno della maggior parte degli Smartphone e Tablet (non Apple) di ultima generazione ha reso inevitabile  l’inizio della battaglia per la produzione di componenti che supportano questa tecnologia anche nel settore degli speaker domestici.

Sony e Hp (ma anche Samsung e Jbl, come visto tempo fa in un post su Nokia) hanno deciso di non ignorare nuovi potenziali clienti ed hanno quindi avviato nuove strategie commerciali lanciando sul mercato dei modelli di speaker che utilizzano a pieno questa tecnologia.

HP

Punta moltissimo su HP Wireless Portable Speaker, uno speaker audio con uno stile volutamente “retro” in grado di interfacciarsi sia con il recente standard NFC che con il più comune Bluetooth. In realtà è alquanto curioso vedere come Hp abbia deciso di produrre un accessorio NFC, quando i suoi  attuali dispositivi (per esempio lo Slate 7) non lo hanno ancora implementato.

Probabilmente questa scelta lascia presagire che la prossima generazione di device HP potrebbe già vedere installato il chip NFC.

Sony

Cerca di rivolgersi ad una clientela giovane presentando NFC Wireless Speaker Bluetooth SRS-BTV5, un riproduttore audio portatile ed economico pensato per chi è sempre in movimento. La sua forma ovale garantisce una diffusione audio a 360 gradi con una potenza pari a 1.2W.

Le caratteristiche tecniche sono molto buone, oltre alla connessione Bluetooth ed NFC è disponibile anche un connettore usb.

I primi modelli NFC compatibili si sono schierati in campo, ora non resta che  attendere la risposta degli altri produttori.

La battaglia per gli speaker nfc è appena iniziata!

Apple prepara un nuovo servizio di permuta degli iPhone [BREAKING NEWS]

Sappiamo già che per chi conosce bene il mondo Apple questa potrebbe non sembrare na novità: da anni esiste infatti un programma di riuso e riciclo fornito da Apple, che si appoggia in Italia ad un fornitore esterno, Dataserv, per il recupero e la valutazione.

La novità che invece ci ha stamani rivelato la testata Bloombergè che il servizio ora verrebbe offerto da Apple anche nei negozi: così in America potrebbero essere AT&T e T-Mobile a fare la permuta dei vecchi Phone, fino a 200 dollari da trasformare in un buono acquisto per l’iPhone 5, senza la necessità di ricorrere a spedizioni ma direttamente negli store autorizzati. Bloomberg parla inoltre di trattative tra Apple  e l’azienda Brightstar che in America si occupa già di permute con quegli operatori telefonici.

Il programma specifico per iPhone nasce, come potete immaginare, dall’esigenza di Apple di dare una forte spinta alla vendita degli iPhone 5 ed è il risultato di un accordo tra la casa di Cupertino e gli operatori telefonici statunitensi.

Fino ad oggi, Apple ha rivolto poca attenzione al mercato degli iPhone ricondizionati, a differenza dei suoi competitor . Intanto la crescita di Apple ha però subito un rallentamento nell’ultimo trimestre, mentre Samsung è diventato il marchio di smartphone più venduto negli Stati Uniti a maggio, secondo il report di T. Michael Walkley, analista di Canaccord Genuity Inc.

Apple ha venduto 37,4 milioni di iPhone nell’ultimo trimestre, rispetto ai 35,1 milioni di un anno prima. Le azioni Apple sono diminuite del 38 % rispetto a settembre 2012.

Immaginiamo che qui in Italia un accordo del genere sia altrettanto possibile, soprattutto in questo periodo di crisi economica, intanto noi vi terremo aggiornati!

Yoobi Temakeria: quando il sushi sposa il design

Yoobi è la prima temakeria di Londra: un nuovo modo di mangiare sushi! Questi temaki (sushi arrotolato a mano), dall’influenza brasiliana sono serviti in un ambiente contemporaneo e informale. Creato da due giovani intraprendenti con legami sia con il Brasile che con il Giappone, ispirati dal migliore sushi giapponese e dalla vivacità tipica delle temakerie brasiliane, hanno deciso di creare la loro temakeria a Soho, Londra.

I temaki sono sempre freschi, preparati e serviti di fronte ai cliente, mai preparati prima e messi in frigoriferi, il riso del sushi non deve mai essere freddo ma sempre a temperatura ambiente.

Per riuscire a soddisfare le ambizioni di Yoobi è stata creata una solida brand strategy basata su quattro valori fondamentali ispirati dalle influenze geografiche: il “Rispetto” dal Giappone, “Giocoso” dal Brasile, “Artistico” da Londra e “Simpatico” che è un valore comune a tutti. Queste peculiarità si possono trovare in tutte le espressioni del brand, dal nome al linguaggio grafico, dal packaging fino all’interior design del locale.

Il nome Yoobi viene dalla parola giapponese “yubi“, che significa “dita“, riferimento alla maniera in cui il temaki è preparato e mangiato, mentre la forma angolare con 3 punte del temaki stesso ispirano tutta la comunicazione visiva del brand non solo stampata e digitale ma anche l’interior design del locale.

Yoobi tramite la sua comunicazione vuole dimostrare creatività attraverso tutti gli elementi che ha a disposizione, creando un’esperienza di brand totale, partendo dal cibo, servito in un negozio che rimarrà impresso nella vostra mente:

Potete trovare Yoobi a Londra in Lexington Street numero 38.

Quanto si deve spendere per i servizi SEO? [PARTE 2]

Ieri abbiamo iniziato a rispondere alla domanda del titolo, cioè cos’è e a quanto ammonta l’investimento da dedicare alla Seo, cioè la gestione dei contenuti web finalizzata al posizionamento ottimale dei propri siti sui motori di ricerca.

Per riassumere, innanzitutto abbiamo capito che non parliamo di costo, ma di investimento e che questo investimento ha un elevato ritorno per il volume di affari dell’azienda.
Abbiamo poi visto che se l’azienda decide di non occuparsi direttamente di questo, può chiedere l’aiuto di un’agenzia specializzata, quindi abbiamo elencato quali sono indicativamente i prezzi delle agenzie rispetto ai servizi che offrono.
Così, in base agli obiettivi che l’azienda si propone di raggiungere nel breve termine, abbiamo spiegato quali sono i tipici modelli di pagamento per i servizi Seo che le agenzie chiedono: fermo mensile, contratto di servizi a prezzo fisso, pricing basato su un prorgetto e consulenza, per una spesa mensile che varia tra 750 e 5000 euro circa in base alla grandezza dell’azienda.

Troppo? No, perché questo investimento diventa un moltiplicatore per la visibilità e le vendite dell’impresa.

Oggi completiamo la rassegna dei costi attraverso le variabili di prezzo da considerare quando si decide di affidarsi ad un’agenzia.

Variabili di prezzo di cui sospettare

Per orientarvi contro indiscriminati agenzie SEO e le relative pratiche commerciali a volte poco etiche, vi consiglio di diffidare da alcune false promesse:

Garanzie: non si possono fornire garanzie a causa della natura in continua evoluzione del settore

Risultati immediati: lo dicevamo poco fa, è vero, alcune tattiche SEO possono portarci verso “risultati immediati” per il sistema di gioco, ma sappiamo che questi possono farci del male nel lungo periodo? I risultati immediati coinvolgono spesso pratiche SEO che sono contro le linee guida per i webmaster e che dopo qualche tempo (in realtà neanche molto) vengono automaticamente penalizzati dai motori di ricerca che semplicemente non indicizzano più il nostro contenuto.

Il primo posto su Google: se un’agenzia vi promette questo, speriamo sia in grado di farlo perché non esiste la possibilità di prevedere in quale pagina e in quale posizione i risultati di ricerca verranno elencati. Esiste solo la capacità di aumentare al massimo l’abilità di mantenersi sulla prima pagina dei risultati studiando continuamente i cambiamenti delle ricerche. E poi… siete in grado voi, con la vostra attività e le vostre scelte di comunicazione, di non andarvi a suicidare restando al primo posto? Provate a cercare su Google “Mosaico Arredamento” e vedete qual è il primo risultato di ricerca. Vi dico solo che quel risultato è lì da anni.

Costi inferiori a 750 euro/mensili: quando si tratta di SEO, non esiste la corsa al il prezzo più basso perché si sta cercando il miglior livello di servizio offerto laddove noi stessi, da soli, non siamo in grado do andare oltre una certa performance. Diffidare di prezzi stracciati o “offerte incredibili”.

Servizi di link building ombrosi: il link building, cioè l’incremento popolare degli link di qualità, è una parte cruciale della SEO. Non si può avere un sito altamente classificato senza link in entrata, e per “qualità” si intendono una serie di caratteristiche tecniche e standard che il reindirizzamento deve avere per essere definito tale. Ma c’è un lato oscuro del link building, perchè l’agenzia deve potervi dimostrare come sia in grado di ottenere i link per un business del vostro settore e impostare quindi un rapporto di fiducia tra le parti: prima di stipulare un accordo con un’agenzia SEO per servizi di acquisizione di link building, assicuratevi che i loro servizi siano etici.

Tirando le somme

Per la maggior parte delle aziende di oggi, la SEO è il più alto sforzo di marketing in termini di ROI. I vantaggi che offre la Seo supera di gran lunga il valore di altri approcci di marketing attraverso la direct mailing, la pubblicità radiotelevisiva, gli annunci online e campagne di comunicazione di varia natura.

In conclusione, le aziende che capiscono di aver bisogno si curare la SEO -o di farla curare da qualcuno che ne sia esperto- deve solo decidere quanto ha intenzione di spendere per questo, fosse anche solo il tempo che dovrà prendersi per curarla internamente e in completa autonomia, che non è affatto poco. L’alterntiva è incaricare un’agenzia SEO di qualità e in entrambi i casi questa decisione comporterà una quantità incredibile di entrate maggiori per gli affari dell’impresa.

Siete d’accordo?

"Questa è Taranto": l'advertising che non ti aspetti [INTERVISTA]

Cosa accade se un territorio ricco di risorse, naturalistiche, paesaggistiche, enogastronomiche, arriva alla ribalta dei media nazionali (e internazionali) solo per l’inquinamento causato dall’industria che ospita? La risposta è tanto semplice quanto concreta: il turismo ristagna e i visitatori preferiscono altre mete anche solo a pochi chilometri di distanza. Non è solo una ipotesi: questa è Taranto.

Da molti mesi il capoluogo jonico ha assunto rilevanza nazionale per le vicende legate alla famiglia Riva, proprietaria della maxi industria Ilva, e alle relative conseguenze negative sul territorio e sulla salute degli abitanti che la produzione siderurgica ha comportato.

Attraverso i telegiornali, la carta stampata, i programmi di inchiesta come Report e Servizio Pubblico, e, di conseguenza, l’opinione pubblica in generale, è stata presentata una immagine di Taranto come di una città malata e priva di qualsiasi altra possibilità di sviluppo e attrattiva.

Dalla vocazione industriale al business turistico

Nonostante le potenzialità della provincia spazino dalle ricchezze archeologiche della Magna Grecia, alle bellezze paesaggistiche delle Gravine, passando per una varietà di prodotti enogastronomici invidiabile, il “brand Taranto” è uscito demolito da una corretta campagna di informazione che ha però rischiato di annullare anche tutte le potenzialità ancora inespresse di un territorio, che potrebbero diventare la vera alternativa economica alla grande industria.

In vista della stagione estiva, Puglia Promozione, il destination management system della regione per lo sviluppo del turismo, ha commissionato una campagna completa per far conoscere e valorizzare le bellezze di Taranto e provincia in tutto il territorio nazionale. Non stupisce infatti che il media planning abbia previsto di collocare la promozione nelle principali stazioni FS della penisola, nei taxi di Milano e Roma e nelle aree di servizio della rete autostradale.

Taranto, che attualmente si colloca al 12° posto tra le principali destinazioni turistiche per numero di arrivi nella regione, con appena 69.000 presenze rispetto alle 284.000 di Bari e le 190.000 di Lecce,  potrebbe incrementare l’awareness del brand Puglia permettendo di accrescere il PIL regionale, a cui il turismo contribuisce già per quasi 8 punti percentuali.

Abbiamo rivolto qualche domanda a Giovanni Sasso, direttore creativo di Proforma, l’agenzia di comunicazione che ha curato la campagna “Questa è Taranto” per Puglia Promozione.

Una campagna promozionale per il turismo a Taranto. Considerati i dati sulle presenze in Puglia, pensi che questa città fosse indietro e quindi meritasse una operazione ad hoc?

Più che il dato sulle presenza, la campagna si è resa indispensabile come intervento di “crisis management”. Sui media nazionali, per più di un anno, si è parlato di Taranto solo ed esclusivamente in relazione alla vicenda Ilva. L’immagine della terra di Taranto ne è uscita distrutta. Ormai l’equazione Taranto=veleni è diventata una specie di mantra. È per questo che una campagna che riesca a mostrare i lati incontaminati di quel territorio era un’operazione indifferibile.

A quale turista tipo è indirizzata la campagna “Questa è Taranto”? Qual è il target di riferimento e in base a quali considerazioni è stato individuato?

Nel brief di PugliaPromozione si parlava di un target ben preciso, da loro individuato. Ti riporto la parte del brief riguardante il target: «La campagna avrà come destinatari gli italiani, con un focus particolare per i giovani nuclei familiari, residenti principalmente nelle regioni del Nord. Il turista a cui rivolgere le azioni di comunicazione ha un livello di cultura medio alto, si informa su internet e pondera le offerte con attenzione, poiché è disposto a spendere solo il giusto prezzo per una vacanza senza eccessi ma pur senza rinunciare alla qualità. Tale turista è in grado di spostarsi con la sua automobile per un soggiorno di una settimana. Cercherà inoltre un modello di vacanza slow e non di massa, alla scoperta dell’autenticità dei luoghi, delle tradizioni e del cibo locale».

Alcuni utenti dei social network hanno rimarcato l’assenza nella campagna di siti di interesse archeologico. Ritieni che il turista italiano “medio” sia poco interessato alla cultura e prediliga, invece, le spiagge assolate e l’enogastronomia?

Sicuramente la cultura è un richiamo importante. Ma il brief di questa campagna era un altro. L’idea era soprattutto quella di rispondere con immagini che rimandassero immediatamente alla pulizia, alla natura incontaminata, alla salute, per cercare di cominciare a rompere quell’equazione così dannosa che associa Taranto alla morte. In questa direzione si è operata una selezione ragionata. Una veduta di un’oasi protetta dalla Lipu, di un mare caraibico, di una tavolata nella natura, centrano in modo più chirurgico l’obiettivo alla base della campagna.

Dall’esplosione del “caso Ilva”, la città di Taranto è associata esclusivamente all’inquinamento. La scelta di utilizzare insistentemente il pronome dimostrativo “questa” sottointende una prospettiva diversa?

Lo scopo è esattamente quello. E, nello stesso tempo, vuole anche sottolineare che non siamo così ingenui da non sapere che esiste anche “quella” Taranto. Ma se ne parla già abbastanza. Adesso è il momento di far conoscere anche “questa”.

Una curiosità: in un periodo in cui è centrale il tema dell’impegno contro la violenza sulle donne, scegliere un uomo come simbolo della bellezza mediterranea, piuttosto che la classica mora in bikini, segue questa direzione o è casuale?

Per il soggetto mare abbiamo pensato a una scena di relax pomeridiano, piuttosto che a una impostazione classica da “tintarella”. Abbiamo quindi immaginato una persona che, dopo una passeggiata sul mare, decide di sdraiarsi e godere dell’aria salubre e del suono della risacca. Per una scena del genere ci è sembrato più appropriato un soggetto maschile, ma ad essere sinceri, non ci abbiamo ragionato più di tanto.

Grazie a Giovanni per il tempo che ci ha dedicato.

 

Ninja, avete già visto i manifesti in giro per l’Italia? Vi è venuta voglia di visitare Taranto?

 

immagini dal sito di Proforma

 

Fashion Camp 2013: moda & nuove tecnologie dal 7 Giugno a Milano

Tutti pronti per il Fashion Camp? L’appuntamento annuale dedicato a moda e nuove tecnologie, domani aprirà i battenti alla Cattedrale di Fabbrica del Vapore, a Milano.

Due giorni intensi, un calendario di unconference, workshop e eventi gratuiti per il pubblico che vedranno protagonisti le nuove figure dell’artigianalità targata Made in Italy: designer della filiera corta, brand etici, fashion e beauty blogger, start-upper e digital influencer.

Si parte il 7 giugno, ore 10 con Viviana Musumeci giornalista professionista, fondatrice di VM-MAG.com, con la sua  unconference Sono un salmone: risalgo la corrente. Ecco perché ho deciso di tornare a essere una non blogger, e si prosegue con la presentazione dell’app Trendee Mee: un personal stylist a portata di smartphone che ti consiglia cosa indossare.

Tra i workshop, non perdetevi CREATE! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore), che si terrà  dalle 12:00 alle 13:00. Organizzato da Quag e tenuto dal nostro Mirko Pallera, si parlerà di idee virali, di creatività, e di come progettare idee che funzionano sul Web.

La seconda giornata del Camp si aprirà con Andrea Mangano e la sua presentazione di  Sbaamun giovane social network interamente dedicato alla moda e ai suoi protagonisti, un modo alternativo e sociale di vivere il fashion a 360°, tra i workshop, proseguendo con Stefano Chiarazzo – Pubblico Delirio.it.

 

Tra una unconference ed un workshop, non dimenticate di fare un giro al  Temporary Shop: l’area interamente dedicata ai giovani designers: una vetrina mercato dove vedere e acquistare abbigliamento e accessori a tiratura limitata, accuratamente selezionati da Tamara Nocco.

Iscriviti gratuitamente al Fashion Camp