Carosello Reloaded: torna su Rai 1 la storica striscia di spot pubblicitari

Continua l’operazione nostalgia promossa da Mamma Rai negli ultimi anni e non poteva mancare all’appello il tanto amato contenitore di spot pubblicitari, Carosello, che torna sulla rete ammiraglia trentasei anni dopo l’ultima puntata.

Stasera, lunedi 6 maggio, alle 21:10 potremo vedere la sua versione 2.0 , rinominata Carosello Reloaded, che avrà una durata minore rispetto al suo antenato e che andrà in onda fino al 28 luglio.

Secondo alcune indiscrezioni , la sigla riprenderà il celebre motivo riadattato dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e saranno proposti spot di Eni, Wind, Conad e Ferrero.

Lorenza Lei, amministratore delegato di Sipra ha dichiarato: “Carosello reloaded vuole rappresentare per il mercato pubblicitario una nuova e più evoluta forma di comunicazione nell’era del digitale multischermo, multipiattaforma: il Branded Entertainment, una intersezione tra advertising e entertainment, tra pubblicità e contenuto editoriale”.

L’obiettivo è quindi quello di rilanciare la pubblicità come forma d’arte in grado di intrattenere, emozionare e coinvolgere il consumatore.
Stavolta Carosello non si limiterà allo schermo televisivo, ma si estenderà al web e al cinema, dal mondo social alla radio, persino con un’app interattiva e un concorso per giovani talenti creativi.

Attendiamo impazienti i 210 secondi di Carosello Reloaded! A domani per i commenti!

Le 12 fasi dell'addiction a Candy Crush Saga

Ho letto come Buzzfeed affronta questo argomento ma no, non basta a comprendere cosa attraversano i giocatori incalliti dell’ultima diavoleria digitale, Candy Crush Saga. Naturalmente al top delle classifiche mondiali di app. Ecco un percorso semi-autobiografico in 12 semplici step.

1: Il senso di superiorità

Nooo, dopo Ruzzle non ci penso proprio a farmi ossessionare ancora. Inizio, tanto smetto presto. E poi cos’è questa grafica da femminucce all’asilo?

2: Non so cosa siano le gelatine…

…né tantomeno perché circondino caramelle. Ma DEVO DISTRUGGERLE!!!

3: L’astinenza stoica

Preferisco aspettare di avere una nuova vita, non posso sputtanarmi così su Facebook.

4: Lo sputtanamento su Facebook

5: La condivisione sociale delle tattiche

Se ti sei già sputtanato, tanto vale confrontarsi. Meglio le caramelle a strisce oppure quelle incartate? E secondo te da dove vengono quei pesciolini che arrivano alla fine?

6: Una nuova divinità

Lei, l’invincibile. Inizi a sentirti drogato quando scopri che ognuno ha inventato un nome diverso per lei: la palla da discoteca, la caramella con gli Smarties…

7: La dura realtà

Per andare avanti devi pagare. Sai che per quanto potrai spammare su Facebook, ci sarà una prima volta in cui cederai e sborserai 89 centesimi.

8: Un pantheon a pagamento

Accedi allo Yeti Shop, spinto dalla curiosità. Ti chiedi chi mai arriva a spendere 36 euro per un Amuleto delle Strisce. Ma dentro di te sai che ti cambierebbe la vita per il meglio se lo avessi!

9: La mappa è pericolosamente grande

E non ne vedi la fine.

10: Come nella vita vera, tanta cioccolata fa male

Ammesso che ti ricordi cosa significhi avere una vita vera.

11: Inizi a vedere mattonelle da scambiare anche in cucina

12: Giochi e ti accorgi che non sei solo

Il primo passo per risolvere un problema è quello di ammettere di averlo. Ave vera vero velo ore ora!

Sms e incroci non vanno d'accordo? Ci pensa Improv EveryWhere [VIDEO]

Il collettivo newyorkese famoso per le sue incursioni artistiche e performative in scenari pubblici e luoghi affollati è tornato. Improv EveryWhere aggiunge alla sua lista di ‘scene’ anche “Seeing Eye People“, servizio di utilità sociale del ‘Dipartimento dei Trasporti’ della metropoli.

I 60 partecipanti all’iniziativa si sono divisi in due gruppi: 30 operatori adeguatamente abbigliati con giacchetta arancione di sicurezza, e 30 pedoni pronti ad usufruire del servizio di occhio vigile, con smartphone in mano e occhi sullo schermo.

In un secondo momento, dopo che la folla presente aveva potuto assistere alla scena cercando di capire cosa stesse succedendo, sono state coinvolte persone estranee, che realmente stavano camminando mentre usavano il telefono (e quella del “Text and Walking” sembra davvero un’epidemia, in una città come NY).

In molti hanno usufruito volentieri del servizio, tra lo sguardo divertito dei presenti e dei poliziotti che dichiarano di aver proposto la stessa cosa per tanto tempo, rimanendo però inascoltati. Ecco le reazioni dei passanti.

Nei video si intravedono decine di persone fare foto, che probabilmente avranno poi condiviso sui loro social. Prima che si scoprisse che questa era l’ennessima opera di Improv EveryWhere in moltissimi avranno parlato del nuovo servizio attivo a NY (perché ovviamente quello che vediamo in video è solo una componente dell’onda virale che ogni volta generano le iniziativa di questo gruppo, tra le quali troviamo ad esempio la conosciutissima “No pants Subway Ride 2012“). Che dite, servirà a qualcosa nella lotta alla sicurezza dei pedoni?

Best Creativity: creatività in crowdsourcing al servizio di imprese e creativi


Non sai come creare logo o un naming accattivante per la tua startup? Sei un web designer o un grafico  alla ricerca di progetti che ti consentano di mettere alla prova  le tue competenze e valorizzare il tuo portfolio?

BestCreativity è il servizio web che fa per te: un vero e proprio marketplace della creatività per la creazione in crowdsourcing di logo, banner, design, e tutto ciò che richiede l’aiuto di un grafico professionista.

A chi si rivolge?

I target del progetto sono due: il Cliente e il Creativo.

Il Cliente ha la possibilità di proporre un lavoro – la realizzazione di Logo, Template, Poster, Banner, Adesivi, Brochure, Volantini, Flyer – sulla base di un budget da lui stesso stabilito, nella consapevolezza di poter contare sulla creatività e competenza di professionisti del settore riuniti nella community di Best Creativity. Spetta al cliente la scelta del Creativo vincitore, il quale, a gara conclusa, otterrà in cambio il budget assegnato al progetto.

In questo modo il Creativo ha la possibilità di farsi conoscere in Rete e di dimostrare le proprie capacità realizzative.   Creativo Ciascun iscritto alla community di Best Creativity può liberamente accedere e partecipare alla gara proponendo il proprio lavoro.

Come funziona?

E’ semplice, veloce e costa quanto vuoi tu! Il Cliente stabilisce il budget, pubblica il brief descrittivo e avvia una gara.
I Creativi partecipano inviando le loro proposte grafiche e ricevendo feedback dal Cliente. Il vincitore viene pagato dopo aver messo a disposizione il materiale realizzato per il progetto.
BestCreativity riceve il pagamento dal cliente al momento dell’avvio della gara e, una volta conclusa, provvede  al trasferimento del premio al vincitore.

Quindi per creare un progetto e ottenere il lavoro richiesto come Cliente devi seguire 3 semplicissimi passi:

1. Descrivi le tue necessità (brief) e indica quanto sei disposto a spendere (budget).

2. Visiona tutte le proposte in arrivo, votale e lascia dei feedback ai creativi – questo avrà un impatto estremamente positivo sull’esito della gara. Interagisci  commentando e votando i lavori più meritevoli. Infine scegli il lavoro che  ritieni più adatto alle tue esigenze.

3.  Solo dopo che ti avrà consegnato il suo progetto grafico, Il Creativo vincitore,  potrà ritirare il premio lasciato in deposito a BestCreativity.

Con 6259 creativi iscritti e più di 130.000 lavori inviati Best Creativity è diventato in breve tempo uno dei più utilizzati e apprezzati servizi di crowdsourcing creativo in Italia.
Anche Ninja Marketing ha deciso di affidarsi al crowdsourcing per il restyling del suo logo… restate sintonizzati per scoprire il contest che lanceremo in collaborazione con Best Creativity!

Ti prego vattene!: il primo speed dating internazionale della comunicazione digitale

Si terrà a Milano il 9 Maggio dalle 12.30 alle 14.30 il “Ti prego vattene!”, il primo speed dating internazionale della comunicazione digitale che coinvolge 8 paesi. Partecipando a questa particolarissima iniziativa si avrà la possibilità di incontrare 9 direttori creativi esecutivi del network digitale internazionale del gruppo Publicis (LBi, Digitas e MRY).

Parlando con i 9 direttori creativi si avrà la possibilità di chiedere informazioni su come funzionano le cose all’estero e, soprattutto, di procurarsi contatti per i paesi in cui ci piacerebbe un giorno lavorare, tra cui:  Berlino, Copenaghen, Dubai, Londra, Mumbai, New York e Stoccolma.

L’evento è aperto a tutti gli studenti e professionisti del mondo ed è assolutamente gratuito. Il biglietto per andar via non è mai costato così poco! Qui  ti potrai registrare per partecipare e ottenere maggiori informazioni sull’evento.

Un sondaggio per uscire dalla crisi delle PMI

Durante l’ultima campagna elettorale è uscito un interessante sondaggio sulle misure urgenti per le PMI definite come le fondamenta del paese. Al di là delle appartenenze politiche, dalle quali ci distacchiamo completamente, ciò che ci interessa mostrarvi sono i risultati del sondaggio: se da un lato ci offrono una lista di panacee note da tempo, dall’altro troviamo anche alcuni importanti spunti riflessivi su quelle che gli italiani pensano possano essere le soluzioni adatte ad uscire dallo stallo e dalla crisi, in cui versa la sempre tanto bistrattata PMI italiana. La partecipazione, alquanto importante in termini numerici, alla definizione di un set di provvedimenti da adottare con urgenza ha fatto si che questo sondaggio divenisse particolarmente significativo e appetibile a trarre un’analisi dell’esito ottenuto.

Le alternativa di scelta compredevano misure sulle quali il dibattito socio-politico si era già acceso da tempo, diverse semplificazioni e defiscalizzazioni varie. Alcuni provvedimenti erano già in discussione nel momento stesso in cui il sondaggio è stato proposto, tant’è che il rimedio che ha riscosso più consensi è il pagamento dell’IVA solo a fattura incassata; misura entrata in vigore proprio con il Decreto Sviluppo dello scorso anno. Interessante invece, l’attenzione riscossa dal tema del “Made in Italy”, che con un 60% di preferenze si conferma argomento scottante quando si parla di attribuzione del marchio alle sole imprese che producono in territorio italiano.

Al terzo posto si piazza un’altra questione che ha inciso fin troppo sulle difficoltà finanziarie della PMI italiana, ovvero gli eccessivi ritardi nella riscossione dei crediti nei confronti dello Stato. La soluzione proposta dal sondaggio è quella di fissarne la scadenza a 60 giorni, prospettiva fin troppo ottimista data l’attuale situazione. Permane inoltre un forte spirito di semplificazione espresso dai votanti con il 45% delle preferenze rivolte a misure che accorpino gli adempimenti fiscali facilitando la programmazione del fabbisogno finanziario e snellendo il calendario tributario.

Troviamo inoltre diverse soluzione particolarmente condivise in tema di alleggerimento della pressione fiscale come la defiscalizzazione degli investimenti e dei redditi nei primi due anni di vita dell’impresa. Buone performance anche per l’eliminazione dell’IRAP e per le agevolazioni contributive in materia di assunzioni under 35. Quest’ultima misura potrebbe essere una delle tante adottabili dal prossimo Governo Letta che si è detto molto attento alla piaga della disoccupazione. Sempre riguardo ai giovani è da registrare l’auspicio dei votanti ad una maggiore collaborazone università/imprese per la realizzazione di esperienze formative realmente utili per gli studenti.

Un capitolo a parte lo merita forse la prestazione ottenuta dall’abolizione di Equitalia, misura che viene parzialmente realizzata in diversi comuni dove l’entrata in vigore della legge 201/2011 ha permesso una gestione più virtuosa delle riscossioni. Una riforma equa ed efficiente del sistema di riscossione tributaria è sicuramente un provvedimento necessario in un momento di difficoltà economico-finanziarie ma anche di attriti sociali come quello che stiamo attraversando. L’importanza delle PMI nel sistema economico italiano è sotto gli occhi di tutti, far ripartire il motore di un soggetto trainante come questo permetterebbe al Paese di tornare a crescere.

Voi cosa ne pensate? Quale sono per voi le misure più urgenti che inserireste nell’agenda del nuovo governo?

La stock photography diventa geolocalizzata con GeoStockPhoto

Tutto è iniziato con Getty Images, uno dei primi grandi database online di fotografie in stock. Media, creativi, agenzie pubblicitarie e di comunicazione grazie a questi database hanno a disposizione fotografie professionali con licenza di utilizzo senza la necessità di ingaggio di un fotografo. Lo shooting di un servizio fotografico per creare una campagna pubblicitaria o un articolo non è più necessario, da quando è sufficiente digitare qualche keyword per ottenere una fotografia in alta qualità. I prezzi delle foto erano però ancora alti, ma ecco sopraggiungere il microstock che ha consentito l’abbassamento dei prezzi e l’avvento delle licenze Royalty-Free, che aumentano le libertà d’uso dell’utente, non più vincolato al pagamento delle royalties.

Sono passati due decenni e questo mercato è crescito enormemente, ma nessuno aveva ancora pensato a spostare l’esperienza di ricerca dalle parole chiave alla geolocalizzazione. Fino all’arrivo di GeoStockPhoto, startup italiana fondata da Marco Cannizzaro e Gaspare Scherma. Facciamoci allora raccontare da Marco la loro idea.


Come si differenzia GeoStockPhoto dagli altri siti di stock photography?

Gli elementi di differenziazione di GeoStockPhoto sono principalmente due:
– la ricerca non è più per parole chiave, ma per posizione geografica;
– la vendita è fuori dagli schemi attuali ed è assolutamente libera.

Su GeoStockPhoto tutte le foto vengono visualizzate in una mappa. Le tipologie di fotografie ammesse non sono solo paesaggistiche o naturalistiche ma di qualunque soggetto possa essere associato ad un posto ben preciso. Alcuni esempi sono i cibi tipici locali, gli eventi, i mezzi di trasporto e oggettistica.

Il fotografo inserisce titolo, categoria e posizione geografica. Se lo desidera può aggiungere anche altre informazioni opzionali e, a differenza dalla maggioranza dei competitors, il fotografo decide anche i prezzi e le licenze di vendita.

Per ultimo, ma non per questo meno importante, il fotografo riceve il compenso che gli spetta: dal 50 all’85% del prezzo di ogni vendita (nettamente superiore alla media offerta dai concorrenti). L’acquirente non è obbligato a comprare pacchetti di crediti o effettuare costose sottoscrizioni ma può effettuare singoli acquisti
pagando solo quello che compra.

Quali sono i tipi di lincenze con cui possono essere acquistate le foto in GeoStockPhoto?

In GeoStockPhoto è possibile trovare foto con tre diverse licenze di utilizzo:
– Royalty-Free Standard (RFs): senza limiti di tempo, di distribuzione e di numero di copie stampate (la foto non può essere utilizzata solo per prodotti derivati destinati alla rivendita).
– Royalty-Free Extended (RFe): come la RFs ed in più la possibilità di utilizzo per prodotti derivati destinati alla rivendita.
– Right-Managed (RM): licenza ad utilizzare il file per un singolo e specifico utilizzo con le limitazioni indicate nella licenza stessa.

Quali risultati avete ottenuto al momento?

La prima versione beta del sito è stata lanciata a Novembre dello scorso anno. Ad oggi, GeoStockPhoto conta più di 700 iscritti e 21mila foto caricate di cui più di 8mila hanno superato il processo di selezione.

La maggior parte delle foto coprono l’Europa ma non mancano anche foto provenienti da USA, America del Sud, Cina, India, Namibia, Nuova Zelanda e dalla sperduta isola di Pasqua.


Come hanno accolto i fotografi il vostro sito?

Il sito è stato accolto con entusiasmo dalla maggior parte dei fotografi seppur con un po’ di diffidenza iniziale. Sapevamo che non sarebbe stato facile entrare in un mercato dove la concorrenza è spietata ed una nuova agenzia di microstock nasce o muore ogni mese.

Ci ha comunque fatto molto piacere avere il supporto e l’incoraggiamento di molto fotografi italiani, contenti di vedere un’idea nuova tutta italiana cercare di farsi spazio tra i “big players” della fotografia in stock.

Come state approcciando il vostro secondo target, gli acquirenti di foto in stock?

Stiamo contattando i possibili acquirenti tra quelli più interessati alle foto che abbiamo già in portfolio o comunque delle zone in cui abbiamo i nostri fotografi più attivi.

Abbiamo anche lanciato una campagna di crowdfunding su Starteed per dare, a chi volesse, la possibilità di supportarci e, nello stesso tempo, di acquistare in anticipo crediti scontati da poter utilizzare per l’acquisto di foto all’apertura delle vendite.

TEDMEDLive Bologna: il cuore pulsante dell'innovazione medica

Foto Mauro Squiz Daviddi

Dagli organizzatori del TedxBologna nasce il TedMedLive Bologna, evento che si è svolto il 20 aprile 2013 ospitato nell’Aula Magna dell’Istituto Ortopedico Rizzoli.

Ma cos’è TedMed ?

TEDMED è una comunità multi-disciplinare di innovatori e leader che condividono la comune determinazione di creare un futuro migliore per la salute e la medicina. L’evento è stato idealmente progettato come fonte di ispirazione per aiutare la nascita di collaborazioni internazionali, fornendo la possibilità di costruire reti a livello globale che possono aiutare a comprendere le sfide della ricerca nel settore medico nei prossimi anni. Lavoriamo con l’obiettivo di costruire anche una comunità internazionale attraverso i “social media” per condividere lo spirito di uno scambio aperto. 

Che cosa rappresenta TedMedLive Bologna?

La prima edizione del TedMedLive Bologna rappresenta un punto di partenza, un incipit per creare valore tra le persone, che si tratti di medici, ingegneri o designer il denominatore comune è che siamo persone, essere umani che vivono la propria vita attraverso le molteplici facce di una stessa medaglia con lo scopo di cambiare, di migliorare la propria vita per aiutare se stessi e gli altri. Partecipando al TedMed è questo ciò che emerge ascoltando i differenti talks: ogni relatore è riuscito a portare con sè pensieri e riflessioni uniche nel loro genere, ad avvicinarsi al pubblico in sala attraverso esperienze personali e studi scientifici che hanno permesso di analizzare importanti aspetti come l’assistenza sanitaria, l’immortalità digitale del cervello e il DNA come un contenitore interno di informazione che contiene una funzione.

La circolazione delle idee avviene così a tutti i livelli e in modi canonicamente nuovi, agevolando la contaminazione positiva fra settori apparentemente disgiunti, fra professionisti, innovatori, studenti andando a creare la più multi-disciplinare e inspiring community che io abbia mai avuto il piacere di frequentare. (Federico Evangelisti – Team Coordinator & Event Planning)

Tra i talk dell’evento:

●  “Animazione sospesa: quando la vita sospende il tempo“, Matteo Cerri – Medico e Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Università di Bologna;

Può un poeta e una comunità rendere il cancro una cosa piacevole?“, Salvatore Iaconesi – Interaction Designer, Hacker e Net Artist (in collegamento da Washington), creatore del progetto “Una cura open source per il cancro” di cui ci ha parlato la nostra Ninja Claudia Ingrassia ;

Foto Mauro Squiz Daviddi

Dalle cellule rare alla medicina personalizzata attraverso un chip microelettrico“, Nicolò Manaresi – CoFondatore di Silicon Biosystem e Chief Technology Officer;

Genomi condivisi o non condivisi? Genetica, individualità e medicina“, Enrico Maria Surace – Medico Veterinario, Fondatore del Laboratorio di ricerca sullo sviluppo di strategie di terapia genica per le malattie retiniche ereditarie presso il TIGEM di Napoli;

Foto Mauro Squiz Daviddi

Health Houses“, Luca Foresti – Laureato in Fisica e Matematica Finanziaria alla Scuola Normale di Pisa, AD del Centro Medico Santagostino;

● La Consumerizzazione dell’ Healthcare“, Leandro Agrò – Esperto di Design Digitale, User Experience e Principal Experience Architect in Razorfish Healthware;

Foto Mauro Squiz Daviddi

L’innovazione sociale nella sanità“, Sarah Jefferson – Comunicazione e selezione in Ashoka a Washington DC;

Innovazione nella sanità: collaborazione non-convenzionale tra società privata, NGO e Entità Governative – Esperienza MMH, Micheal Rabbow – Medico Responsabile degli Affari Generali e della Comunicazione di Boehringer Ingelheim.

Scribing by Housatonic Design Network

Ma il TedMedLive Bologna non è solo talks, è anche arte, una forma d’arte molto particolare e ricca di originalità: lo Scribing è infatti l’arte di spiegare concetti complessi attraverso disegni, illustrazioni e parole, realizzati dal vivo durante l’esposizione o registrati in un video. Ogni conferenza del TedMed è stata accompagnata dal lavoro del team di Housatonic attraverso lo scribing degli speech direttamente su i-Pad. Qui alcuni esempi creati in real time che mostrano i concetti chiave di ogni relatore.

 

Start Up Innovative

Ampio e meritato spazio è stato dato alle start up presenti che hanno avuto modo di presentarsi al pubblico, di fare networking e creare potenziali collaborazioni per rendere il futuro dell’ Healthcare migliore attraverso servizi e prodotti creati ad hoc per i bisogni di medici e pazienti. Vediamole insieme.

Foto Mauro Squiz Daviddi

Collabobeat: la prima piattaforma di sanità digitale pensata per aiutare i medici a condividere gli appunti delle loro visite con i loro pazienti.  Condividendo gli appunti di una visita, il medico può ridurre i costi dei propri servizi attraverso un uso più efficiente del proprio tempo ed attraverso un rapporto di fiducia con il paziente finalmente ricostruito.

Vitaever: è un’innovativa tecnologia cloud, ossia l’unione di software e hardware, flessibile ed affidabile, che si paga al consumo come un servizio, per gestire in maniera semplice ed intuitiva servizi domiciliari e territoriali.

Empatica: permette di misurare le emozioni attraverso la conducibilità della pelle e la frequenza cardiaca, raccogliendo dati umani in real time e suggerendo un progressivo cambiamento comportamentale per ridurre i livelli di stress.

Lumos: piattaforma web che permette di progettare ed effettuare studi multicentrici, raccogliere dati online, supervisionare e coordinare i partecipanti. Strumento integrato per la ricerca biomedica che non si limita alla semplice creazione di questionari e alla raccolta dati, ma supporta anche la gestione dello studio.

MedicoFacile: è una applicazione web che ridisegna il modo di scegliere un medico. Crowdsourcing e moderni concetti di classificazione si fondono per dare vita ad uno strumento innovativo dove al centro del processo di scelta di un medico o di un professionista sanitario torna ad esserci la Buona Sanità.

G&Life: è un’azienda all’avanguardia nel settore della nutrigenetica che sviluppa e promuove prodotti e servizi personalizzati in base all’analisi del DNA.

Glass Up: è un progetto tech wear sotto forma di occhiali in grado di fornire un secondo display per il nostro smartphone, permettendo così di leggere sms, email e tutti gli aggiornamenti dei canali social direttamente sulle lenti.

MedBip: è un piccolissimo device tecnologico che, fissato semplicemente sulle scatole dei farmaci e programmato dal Medico o dal Farmacista, permette di tracciare e seguire senza errore la terapia effettuata con la scatola di farmaco.

ByFlow: offre innovativo know-how, tecnologie e metodologie basate su tecniche separative in flusso per produrre soluzioni nell’ambito delle nano e biotecnologie, volte al controllo di qualità dei prodotti. Tra i prodotti di byFlow, si colloca il progetto StemSel, lo strumento è basato su una tecnologia innovativa per la selezione di cellule staminali umane da tessuti adulti di “scarto” per applicazioni in terapia cellulare, dall’ingegneria tissutale alla immunomodulazione.

Testa, mani e cuore per riflettere sul buon lavoro in Italia

La necessità di spingersi a realizzare un’inchiesta sul concetto di “buon Lavoro” vuol dire non essere più abituati a veder fare un lavoro svolto per bene. E vi chiederete? Ma proprio oggi che il lavoro manca? Proprio adesso che le generazioni di giovani professionisti che dovrebbero guidare il paese sono parcheggiate tra un lavoro precario e un non lavoro?

Si, proprio oggi.

E non a caso, oggi, è lo stesso presente mai avutosi in passato. Il giorno in cui la mia generazione non riuscirà ad essere più serena, agiata e sviluppata di quella dei miei genitori.

La storia nel suo susseguirsi di accadimenti si lascia riprendere dai registi, che la raccontano in avvenimenti narrativi e dai poeti, che la descrivono in parole per lasciarne traccia. Tutto quello che riesce a succedere con un libro, un film, un’inchiesta sul lavoro ben fatto. Perché “ciò che va quasi bene non va bene”

Raccontare il lavoro ben fatto, l’approccio artigiano, l’approccio dal quale ripartire, raccontarlo tutti, insieme.

“Le vie del lavoro” è tante cose: un’inchiesta e narrazione partecipata alla quale tutti possono dare un proprio contributo, un romanzo “Testa, mani e cuore” di Vincenzo Moretti (ediesse) ed un film “La tela e il ciliegio” di Alessio Strazzullo.

Raccontare l’Italia, quindi, attraverso la passione e il rispetto degli italiani per il lavoro, attraverso le voci, le facce, le storie di gente normale, gente che considera il lavoro una componente importante della propria esistenza, che sente la necessità e l’urgenza di farlo bene, che prova un’intima soddisfazione quando ci riesce, che anche per questa via dà senso e significato alle cose che fa, che contribuisce in questo modo alla visione e al futuro del proprio paese.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=Kyh-GZOeBUU&feature=youtu.be’]

È l’Italia di “Testa, Mani e Cuore”, l’Italia del giovanissimo Raffaello che impara l’arte nella bottega del padre. Il lavoro ben fatto può essere l’occasione per creare opportunità, coglierle e dunque moltiplicarle? La risposta è in questo romanzo reportage che racconta gli italiani che ogni giorno, dal Sud al Nord, con il proprio lavoro e la propria voglia di farlo bene, creano le condizioni, anche quando non lo sanno, per determinare il salto culturale necessario ad avviare un nuovo Rinascimento e tornare a regalare al mondo intelligenza, arte, tecnologia, bellezza.

È L’Italia di “La tela e il ciliegio” film documentario di Alessio Strazzullo in cui Antonio Zambrano ebanista di 90 anni ogni giorno lavora ancora nella sua bottega per trasformare il legno in linee nuove, e di Jacopo Mele, 19 anni, giovanissimo artigiano del web, che con il suo lavoro prepara le aziende alla loro nuova vita digitale.

Qualcuno lo ha definito un messaggio zen: fare le cose bene perché è così che si fa. Che tu debba preparare il caffè o progettare una grande opera architettonica puoi trovarne il senso realizzando il tuo lavoro al massimo delle tue capacità.

Ascoltare Vincenzo Moretti è come lasciarsi fare la ramanzina da un padre affettuoso e severo in grado di guidarti giustamente, lo stesso vale nel leggere le sue parole. Osservare con l’occhio di Alessio Strazzullo è lasciarsi rappresentare per la vita che viviamo tutti i giorni.

Remix e mashup, i segreti della viralità della musica [JACKNROLL]

Questa è la (triste) storia di come sono diventato un fan di Call me Maybe grazie al potere occulto del Remix.

Era una sera buia e tempestosa e io mi trovavo ad un simposio per gentiluomini quali uso frequentare di solito il venerdì sera, e dopo i quali mi capita sovente di addormentarmi sul ciglio del naviglio e di essere svegliato all’alba dall’omino che pulisce le strade.

Mentre mi agitavo coinvolto profonda discussione sul rapporto tra il web e l’anatomia femminile, un amico dalla voce biascicante mi domanda ma tu hai mai visto versione di Call me Maybe rifatta dalle cheerleaders dei Miami Dolphin?”.

 Call Me Maybe?

A me?

Ma per chi mi aveva preso lo stolto? Per una sgrillettata sghignazzante che sogna di farsi il giardiniere?

Ma prima che io finissi di argomentare il mio sgomento, il mio in-fido amico aveva già fatto partire dal suo iPhone il video (che quo sotto vi riporto) di tributo delle supporter dei Dolphin.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=FIfbghHdG1s’]

E’ stato così che ho notato una certa personalità in questo singolo pop che affronta l’innovativo argomento dei colpi di fulmine in età adolescenziale, con un’impronta stilistica da fa sembrare “mmmbop” degli Hanson un concerto dei Sonic Youth.

Questo è il potere del Remix: il contenuto cambia veste, si mischia, raggiunge luoghi e persone inaspettate, si diffonde nella rete, dando un significato concreto al maltrattato termine “virale” che tanto piace alla gentaglia che fa il mio lavoro.

Call Me Maybe è un ottimo esempio del potere di questa pratica alchemica, questo brano oggettivamente scialbino è stato reinterpretato nei modi più disparati, scalando tutte le classifiche occidentali e vincendo valangate di premi tra cui il disco di platino digitale in Italia.

Dalle parodie fatte in case, alla versione cantata della squadra olimpica americana di nuoto (in aereo), al capolavoro fatto da un contingente di militari in Afganistan, che in realtà non è la parodia delle versione originale ma di quella fatta dalle Cheerleaders dei Dolphin e che credo possa essere definito il video più gay friendly della storia dell’esercito americano.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=B_zhaji9eos’]

Quando un brano viene parodiato, citato, riutilizzato, di fatto se ne aumenta la vita e le possibilità di diffusione, anche se questo può creare problemi di diritto d’autore.

Nell’era di YouTube la pratica del re-use , del mash-up e del remix si sta evolvendo assumendo contorni e proporzioni sempre più inaspettati grazie a sperimentatori ed artisti che evidentemente non vivono troppo male il risentimento delle Majors.

Un esempio di genio indiscusso di questa pratica è l’americano Gregg Gillis Aka Girl Talk.

Mr. Gillis è un folle remixatore seriale che mixa al contempo audio e video di generi diversissimi tra loro, dando vita a brani completamente nuovi e inaspettati, e che oltre alle recriminazioni per violazione del diritto d’autore, negli anni si è portato a casa anche diversi riconoscimenti, come entrare nella Top 10 del Time e nella Top 50 di Rolling Stone.

Gustatevi questo pezzo da Feed The Animals.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=T-Pu3Glff00′]

In conclusione è meglio lasciare che le persone stravolgano il nostro contenuto facendone quelle che vogliono, remixandolo, parodiandolo ecc. ma dandogli in questo modo vita potenzialmente infinita, o preferite preservarne l’interezza iniziale e la coerenza autoriale?

E ancora: ci sono video/brani che avete scoperto grazie ad una versione re-interpretata e che volete segnalarmi?

A voi la parola.

Jack ‘n Roll