Ca' Foscari Digital Week 2013: secondo appuntamento con l'innovazione

Ca' Foscari Digital Week 2013: secondo appuntamento con l'innovazione

Ca' Foscari Digital Week 2013: secondo appuntamento con l'innovazione

L’edizione 2013 della Ca’ Foscari Digital Week, piattaforma di innovazione e incrocio di idee riguardanti l’impatto del digitale su economia, società e cultura, è cominciata ieri 8 maggio e continua nei giorni 9 e 10 maggio, lungo una serie di appuntamenti che includono focus tematici, contest, momenti di networking e laboratori di interazione attiva con il pubblico.

Ieri, 8 Maggio si è parlato dell’impatto delle innovazioni digitali su società e atenei:

– atenei e centri di formazione che rinnovano la propria didattica, ricerca e innovazione grazie al digitale;

– ultime tecnologie di comunicazione mobile (LTE);

– le potenzialità del digitale rispetto all’accessibilità di luoghi, servizi e informazioni per disabili;

– un focus particolare sulle nuove professioni create dal digitale, trasversalmente ai diversi settori lavorativi e aree di formazione.

Oggi, 9 Maggio, il tema sarà “Nuove sfide imprenditoriali e digitale”:

Il digitale ha stimolato una forte attenzione verso la creazione di nuove imprese (start-up) e la promozione della cultura imprenditoriale, con numerose iniziative che vanno via via moltiplicandosi e accendono i riflettori anche su come le nuove tecnologie possano consentire un “upgrade” alle imprese esistenti. Nella seconda giornata ci saranno approfondimenti rivolti sia al rilancio di aziende e imprese che alle nuove imprenditorialità e start up.

Domani, 10 Maggio, si parlerà di “Digitale per l’arte, il lifestyle e i progetti sociali”:

Le nuove tecnologie permeano in modo sempre più incisivo l’aspetto dell’arte, del design e del lifestyle. Il digitale non solo offre maggiori strumenti per gli artisti su vari livelli, ma interessa la sfera artistica in modo strutturale, cambiando radicalmente i modi di concepire, fruire e comunicare l’arte. Inoltre nuove forme di collaborazione, come il crowdsourcing e i laboratori per il sociale, aprono nuove prospettive e modalità di comunicare, relazionarsi, vivere il territorio, il viaggio, l’intrattenimento.

Ulteriori informazioni sul sito della Ca’ Foscari Digital Week, sulla fanpage Facebook e sull’account Twitter (#cfdw13). Online anche il programma di questa edizione e gli speaker presenti.

La partecipazione è gratuita, basta registrarsi seguendo questo link.

Il billboard contro l'abuso dei minori mostra un messaggio diverso ad adulti e bambini

In pubblicità, la nozione di “targeting” è essenziale per raggiungere la persona giusta con il giusto messaggio. Fin qui niente di nuovo, ma ciò che è davvero non-convenzionale è la campagna di sensible branding ideata dall’agenzia spagnola Grey per la Fundación Anar.

La fondazione aiuta bambini vittime di abusi e aveva bisogno di rivolgersi sia ad adulti che a bambini con due messaggi diversi.
Ecco così comparire il billboard ormai diventato famoso che mostra un messaggio diverso a bambini e adulti, anche se entrambi vedono l’annuncio contemporaneamente.

La particolarità di questo cartellone è stata possibile mediante l’uso della stampa lenticolare, di cui vi avevamo parlato, che permette di mostrare immagini diverse a seconda del punto di osservazione.

In questo caso i bambini alti meno di 130 cm leggono il messaggio “Se qualcuno ti fa male, telefonaci e ti aiuteremo” che appare insieme al numero di telefono della fondazione. Gli adulti, invece, leggono: “A volte gli abusi sui minori sono visibili solo al bambino che ne soffre.”
Anche l’immagine è diversa: gli adulti vedono un bambino normale, mentre i bambini lo vedono ferito sul volto.

L’agenzia Grey ha spiegato che la campagna è nata dall’idea che le vittime di abuso potrebbero vedere il messaggio mentre camminano per strada con i loro aguzzini.

Maternità e occupazione femminile, un binomio che combatte la crisi

Diventare mamme è uno dei momenti più belli nella vita di una donna anche se non sempre è possibile vivere questa esperienza con la giusta spensieratezza. La maternità, infatti, troppo spesso ci mette davanti ad una difficile scelta: la carriera o la famiglia?

Un recente studio dell’Università Bocconi ci mostra la relazione esistente tra maternità e occupazione femminile nell’Eurozona e evidenziando la necessità di invesire su su questi due aspetti per favorire la ripresa economica.

Il circolo virtuoso della crescita

Dalla ricerca emerge una relazione positiva tra la propensione della lavoratrici a fare figli e il tasso di occupazione nella maggior parte dei paesi europei, in Italia invece si assiste alla tendenza inversa: le mamme fanno fatica a conciliare il carico familiare con il lavoro.

Questo ovviamente dipende molto da fattori legati cultura e allo stile di vita sella nazione. La diversa concezione del ruolo delle madre, però, non può essere una alibi per accettare i dati negativi provenienti dal nostro Paese, soprattutto se la soluzione a questo problema sociale può portare anche ad una crescita economica.

Un aumento delle nascite, infatti, darebbe il via ad un circolo virtuoso di opportunità e crescita: aumentano i consumi e le richieste di servizi, con un incremento della produttività e di conseguenza anche del PIL.
Un aumento della produzione porta a livelli di occupazione più alti, quindi ulteriore sicurezza nel lavoro e maggiore stabilità economica, che in base ai risultati dello studio sono proprio i fattori che condizionano maggiormente la decisione delle famiglie di fare figli.

Yahoo lancia l’aspettativa di paternità

In un articolo dedicato al telelavoro vi abbiamo parlato delle critiche mosse contro il CEO di Yahoo, Marissa Mayer, per le sua scelta di riportare i dipendenti in sede.

Le più accanite contestatrici di questa novità erano proprio le donne alle quali il telelavoro permetteva di dedicarsi alla famiglia senza rinunciare alla carriera. La signora Yahoo è passata quindi per una donna spietata che non capisce le esigenze familiari anche per la scelta di concedersi solo due settimane di aspettativa per la sua recente gravidanza.

In questi giorni però pare si sia presa una grande rivincita annunciando nuove politiche a sostegno dei dipendenti che hanno figli.

Attraverso l’introduzione di bonus di 500 dollari per i neo genitori e dell’aspettativa per la paternità, senza contare il raddoppio di quella che spetta alle madri, la Mayer vuole spronare le donne ad occuparsi della carriera, incoraggiando l’uguaglianza tra i genitori.

Permettere anche ai padri di occuparsi della famiglia, infatti è un modo concreto per offrire alle donne la possibilità di poter scegliere il lavoro che desiderano e non l’unico che gli consente di essere madre e moglie.

Investire sulle donne

Marissa Mayer non è la sola a muoversi in questa direzione, anche una sua collega di di Facebook, Sheryl Sandberg, da sempre incita le donne a dedicarsi alla carriera.

Il fatto che siano due grandi donne a portare avanti queste teorie potrebbe essere considerato un comportamento di parte. Magari è così, ma abbiamo trovato alcuni numeri che dimostrano come investire sul lavoro femminile non solo porterebbe ad un aumento quantitativo dell’occupazione, ma anche di quello qualitativo .

Secondo le stime della Banca d’Italia, infatti, un obiettivo di occupazione femminile pari al 60% comporterebbe aumenti di produttività invariata pari al 9,2% (6,5% e si considera l’effetto depressivo della produttività). Si ipotizza inoltre che la parità di genere porterebbe ad un aumento del Pil pari al 13% ell’eurozone e del 22% in Italia .

Forse in Italia siamo ancora lontani da tutto ciò, siamo troppo impegnati nel cercare problemi che non esistono o puntare il dito contro chi non vuole risolverli, quando a volte per dare uno scossone al sistema basta partire da cose semplici, come una nuova vita!

Cos'è una Smart Tv e quali sono le caratteristiche principali

Cos’è una Smart Tv e quali sono le caratteristiche principali

Cos'è una Smart Tv

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Entriamo nel mondo delle “Smart Tv“: se ne parla tanto ed è un argomento in voga che negli ultimi anni ha visto confrontarsi sul mercato molti produttori. Da oggi e nelle prossime settimane scopriremo come i principali player si stanno muovendo e quali sono le innovazioni più importanti.

Ma prima cerchiamo di dare una definizione scoprendo le caratteristiche principali delle Smart tv e le potenzialità che offrono per gli utenti.

Cos’è una Smart Tv?

Con il termine Smart Tv possiamo identificare l’era dei dispositivi che integrano al loro interno una connessione Internet e altre funzioni aggiuntive: in questo modo ci sono nuove forme di interazione con la Tv e nuove opportunità a livello di servizi e informazioni.

Il termine non è proprio nuovo (il primo brevetto è stato depositato nel 1994) ma negli ultimi anni ha vissuto un boom dato dall’evolversi sempre più veloce di tecnologie e connessioni.

Questa maggiore interazione riporta la Tv sotto una nuova luce ovvero quella del dispositivo di entertainment preferito nelle nostre case: grazie alle caratteristiche che vedremo tra poco ed a quelle che già conosciamo (digitale terrestre, film, videogames) il soggiorno potrebbe diventare il fulcro dell’intrattenimento casalingo (togliendo tempo di permanenza davanti ai computer).

Le caratteristiche di una Smart Tv

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Cosa si può fare con una Smart Tv?

Integrando varie tecnologie, possiamo pensare ad un dispositivo davvero completo:

– grazie al collegamento ad Internet è possibile navigare sul Web;

– con le app disponibili si possono estendere le possibilità a giochi, social network, mappe e servizi,

–  grazie alla videocamera (e Skype ad esempio) è possibile fare videochiamate;

– con lo streaming e grazie a siti come Netflix è possibile accedere a contenuti video legali e on demand.

Ma non possiamo dimenticare il 3D, il Full HD, la registrazione delle trasmissioni e la sincronizzazione dei contenuti digitali presenti nella rete casalinga (grazie allo standard DLNADigital Living Network Alliance – che consente ai dispositivi supportati di comunicare tra loro tramite una rete via cavo o wireless. Potrete visualizzare sulla vostra TV di casa foto e video memorizzati sul vostro smartphone, tablet, PC /notebook o ascoltare con l’impianto hi-fi la musica presente sul vostro dispositivo).

Insomma, stiamo parlando di un prodotto con una qualità elevata e con un prezzo più alto rispetto ai televisori tradizionali (ovvero quelli LCD/Plasma “non smart”).

Quanto costa una Smart Tv?

Il prezzo varia in base alle caratteristiche del televisore: quelle citate in precedenza possono essere presenti tutte o in buona parte e questo ne determina il prezzo più alto. Poi ci sono altre cose da valutare, non strettamente pertinenti con le Smart Tv:

– dimensione in pollici;

– risoluzione;

– qualità audio;

– qualità video, compatibilità con i vari standard, design.

Mediamente una Smart Tv ha un prezzo più alto di circa il 30%, basta fare un giro sui principali siti di comparazione (o delle case produttrici) per scoprire le differenze.

Le caratteristiche delle Smart Tv

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Conclusioni e scenari

Integrare nuove tecnologie in un televisore e rendere più coinvolgente il processo di fruizione dei contenuti, con alla base il collegamento Internet: le Smart Tv dominano al momento e la controprova viene dagli investimenti che i maggiori brand stanno effettuando in pubblicità. I protagonisti sono tanti (Samsung, LG, Sony, Panasonic, Philips, Sharp, ecc) e cercano di offrire funzioni peculiari per differenziarsi: il punto di forza sarà nella convergenza dei vari device che utilizziamo ogni giorno e nel poterli far comunicare in libertà con la nostra Tv.

A questo possiamo aggiungere una serie di servizi/accessori utili a “godere” delle enormi potenzialità del mezzo: pensate ad esempio ai nuovi telecomandi, che si avvicineranno più a dei tablet per poter navigare e digitare in libertà. Oppure la possibilità di gestire in remoto (magari con un’app dedicata) accensione/spegnimento del televisore, acquistare un bel film mentre si è a lavoro e trovarlo pronto per la visione appena tornati a casa, trovare dei suggerimenti in base alle proprie preferenze ed ai propri gusti…

(RE)DESIGN: Populis e TechCrunch annunciano TechCrunch Italy 2013 [BREAKING NEWS]

Come vi avevamo già annunciato in anteprima, TechCrunch, il più grande evento dedicato al digitale e alle startup, torna in Italia, per ben due giornate, il 26 e il 27 di settembre, a Roma.

La seconda edizione italiana, in collaborazione con Populis, leader europeo nell’editoria digitale, si preannuncia ancora più imponente e grandiosa, grazie a startup showcase, pitch, keynote e conferenze con le voci più influenti dell’universo dell’innovazione digitale, per dare uno sguardo ai cambiamenti e ai trend in atto nel mondo in questo momento.

Design e innovazione al MAXXI di Roma

Ad ospitare la tappa italiana del TechCrunch sarà quest’anno il Maxxi di Roma, che con i suoi spazi immensi ideati dall’architetto iracheno Zaha Hadid, si coniuga perfettamente con il tema della nuova edizione: (RE)Design, ossia come ridefinire l’ elemento chiave del settore tech/digital, puntando su uno dei punti di forza del sistema economico italiano, il design appunto.

Il 2013 è già stato definito come l’anno delle startup italiane, che, anche grazie alle numerose misure introdotte per favorirle, stanno sviluppando decine di progetti di successo, alcuni dei quali destinati a diventare eccellenze nel panorama mondiale dell’innovazione.

Per questo tra i numerosi eventi dedicati proprio alle nascenti idee imprenditoriali, TechCrunch Italy punta a superare i già convincenti risultati della prima edizione, offrendo ai talenti italiani un palcoscenico internazionale per stimolare e proporre attraverso le idee una sfida verso l’innovazione.

Societing Reloaded al MARTE di Cava de' Tirreni [EVENTO]

L’economia è in crisi, in Italia e nel mondo. Per sopravvivere il sistema deve cambiare radicalmente, Societing Reloaded innesta i semi del cambiamento per interpretare il cambiamento, senza subirlo.

Il problema più grande non sembra essere la scarsità di idee (in Rete ce n’è in abbondanza) di proposte concrete (i nuovi sviluppi tecnologici sono rapidissimi) e nemmeno di persone disposte a impegnarsi per un cambiamento concreto (nella classe manageriale – e in particolare fra le leve più giovani – è in atto un cambiamento valoriale che spinge sempre più a dedicarsi al sociale, anche a costo di rinunciare a uno standard economico elevato).

Ciò che manca è un nuovo modello organizzativo: una nuova filosofia d’impresa capace di capitalizzare le risorse e dar loro una nuova direzione. Questa nuova filosofia è il societing.

Cova e Fabris avevano già affermato che il marketing in senso moderno – quello della vendita di massa – è cosa passata. E con loro gli Autori sostengono che i consumatori stanno diventando sempre più produttivi e trasformando i beni di consumo in una sorta di mezzi di produzione.

La realtà tuttavia è ancor più radicale: il societing deve ricaricarsi (reloaded) di nuovi significati e indagare nel presente le basi concrete per uscire da una crisi che non ha futuro.

Il libro intende proporsi come parte di una discussione, già avviata e intenzionata a proseguire con il contributo di una serie di studiosi che hanno partecipato alla genesi di questo volume quali Salvatore Iaconesi e Oriana Persico, Michel Bouwens, Anna Cossetta, Vincenzo Moretti, Jaromil, Bertram Niessen, Massimo Menichinelli, Barret Stanboulian con il contributo di John Grant.

L’introduzione è a cura di Bernard Cova.

Un anticipazione di quello che potete trovare nel volume:

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Il 9 Maggio la mediateca di Cava de’ Tirenni (MARTE), alle ore h 19.30 presenterà il libro che a soli pochi mesi dalla sua uscita ha guadagnato moltissime attenzioni dalla stampa, dal pubblico della rete e dai più stimati professionisti del settore.

Saranno presenti gli autori:
ADAM ARVIDSSON (Professore di Sociologia della Globalizzazione e dei Nuovi Media – Università Statale di Milano)
ALEX GIORDANO (Fondatore di Ninjamarketing e Direttore Centro Studi Etnografia Digitale)

intervento di
ALFONSO AMENDOLA (Docente di Sociologia degli Audiovisivi Sperimentali e Cultural manager MARTE mediateca)

modera
IMMA DELLA CORTE (Giornalista)

61 siti per un solo brand? AHHH, è Coca-Cola!

Il marketing, si sa, non si basa più su una semplice campagna stampa o su una pubblicità trasmessa al cinema o alla televisione. Il messaggio pubblicitario è sempre più extrasensoriale, e da chi di campagne non convenzionali se ne intende ci si aspetta ormai di tutto.

L’ultima trovata della Coca-Cola spalma il messaggio promozionale su ben 61 siti internet collegati tra loro, per creare una gamification del gusto che mette al centro del progetto il verso tipico di chi beve questa bevanda e l’entertainment mordi e fuggi tipico di tante mobile app.

“The ahh effect” si basa su 61 giochi on line, 61 modi di interpretare la Coca-Cola per 61 Url acquistate, a partire dal dominio www.ahh.com. Un piacere crescente come le h che aumentano url dopo url (il mio preferito è quello con 5 h, www.ahhhhh.com, dove l’utente è invitato a individuare i gatti tra immagini sgranate).

Ad oggi sono 17 gli Url attivi, ma altri 25 saranno presto messi on line mentre altri saranno creati dietro suggerimento degli utenti.

Un esperimento interessante che si rivolge sicuramente ad un pubblico di giovanissimi, e che fa della condivisione sui principali social network la sua vera forza virale.

Le eventuali critiche possono essere mosse verso i tempi di fruizione tropo brevi e la mancanza di un vero filo conduttore (brand a parte) tra un gioco e l’altro.

Lo stesso responsabile della comunicazione Coca-Cola, Pio Schunker, ha ammesso che i contenuti sono stati pensati in un’ottica mordi e fuggi per venire incontro alle ridotte soglie di attenzione dei più giovani, dimenticando forse che quando una narrazione è ben strutturata e coinvolgente, i giovani e non solo non esitano un attimo a trascorere nottate insonni per risolvere enigmi e vivere avventure avvincenti e convincenti.

Mirko Pallera presenta: "Non-Conventional Marketing" – Lo storico Corso Ninja ora in versione Online!

Non-Conventional Marketing

Chi è stato ai Corsi in Aula di Ninja Academy lo sa, ultimo tra tutti quello in Non-Conventional & Integrated Communication: l’atmosfera che si respira, la connessione diretta con i docenti, la possibilità di creare networking con i partecipanti è decisamente incentivante e produttiva. Non tutti i Guerrieri però sono di Milano o possono facilmente raggiungere la città meneghina.

È per questo motivo che Mirko Pallera, co-fondatore di Ninja Marketing, ha pensato di riproporre lo storico Corso in Non-Conventional Marketing anche in versione Online: 10 ore formative in compagnia dell’autore di Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore) per scoprire le strategie e le tecniche di marketing utilizzate dai brand più innovativi tra cui Axe, Red Bull, Nike, Diesel, Dove, Ikea, Burger King, Apple, Coca Cola, Pepsi, Adidas! Insomma, imparare dai migliori e carpire i loro segreti.

E dunque, niente spostamenti né viaggi: comodamente seduti sul divano di casa (anche in pigiama, non ce ne accorgeremo) o direttamente in ufficio, avrete accesso ad un’aula virtuale dove ascoltare live la voce del relatore visionando in contemporanea le slide delle lezioni.

E se quel preciso giorno a quella precisa ora non ci siete? Nessun problema. I webinar saranno poi disponibili anche on-demand sull’apposita piattaforma e-learning senza alcun limite di tempo: potrete quindi decidere di seguirle o rivederle in qualsiasi momento!

Il corso – che comincia lunedì 27 maggio e si conclude giovedì 13 giugno, dà la possibilità di interagire direttamente con Mirko grazie ai Question Time e di scaricare l’attestato di partecipazione previo superamento di un test di valutazione.

Per l’occasione, ecco riproposta l’intervista con Mirko Pallera
sui temi del Marketing Non-Convenzionale. Enjoy!

Mirko Pallera

iscriviti_al_corso

Corso Online in Non-Conventional Marketing: cosa devono aspettarsi i partecipanti?

Credo il Corso in Marketing Non-Convenzionale sia il giusto modo di iniziare il percorso formativo dentro la Ninja Academy, un percorso di rinnovamento e di rilancio della propria professionalità in grado di aprire nuovi orizzonti mentali, tecnici e perché no spirituali.

È sempre più evidente a tutti che siamo entrati definitivamente in una nuova era, quella che io chiamo l’Era dei Creator. In questo nuovo mondo le aziende non hanno più a che fare con dei “consumatori” – abituati a subire passivamente le proposte di prodotti e servizi, ma con dei veri e propri “creatori”, attivi, spesso polemici, molto esigenti, appassionati.

Il modo di comunicare e di fare marketing che le aziende hanno utilizzato in passato non è più efficace, per tanti motivi. Nel corso delle lezioni capiremo cosa è cambiato, perché e cosa dobbiamo fare per iniziare un nuovo rapporto con i Creator. Un rapporto in grado di portare un nuovo valore all’azienda grazie all’utilizzo di nuovi codici, linguaggi, strumenti e approcci alla comunicazione.

Viral, Guerrilla, Marketing Tribale saranno concetti chiari e in grado di essere utilizzati in maniera appropriata all’interno delle proprie strategie di comunicazione.

Quali saranno le case history trattate? Puoi darci qualche anticipazione?

Sono tante le case history storiche che solitamente mi piace mostrare ed analizzare, da Nike Write The FutureWhopper Sacrifice di Burger King, a The Best Job in The World e Old Spice, ma anche nuovi memi come Gangnam Style e Harlem Shake, ottimi esempi di Viral-DNA!

Non-Conventional Marketing

Avremo tutta una sessione dedicata alle campagne sulle quali ho lavorato in questi anni come Nel Mulino Che Vorrei, la prima piattaforma di Open Innovation mai realizzata da un grande brand italiano (Mulino Bianco) e racconterò tutta l’esperienza realizzata per il riposizionamento online di Tim Tribù, da Street Academy, Street Museum con l’azione di Guerrilla Marketing fatta con le cornici così come di Come Suona il Caos, un video corso su come costruire strumenti musicali da materiali di recupero. Abbiamo fatto un po’ di esperienza in questi anni sulle campagne integrate non-convenzionali.

Quale pensi sia stata la campagna più innovativa di tutto il 2012?

Red Bull, IKEA, Nike sono brand che riescono sempre a stupire le persone e noi professionisti. Aziende che hanno il Non-Convenzionale nel sangue, fa parte del loro DNA, del loro stile di comunicazione. Dovremmo sempre imparare dalle loro campagne.

Sicuramente Red Bull con l’evento Red Bull Stratos ha realizzato l’operazione di Guerrilla Marketing più incredibile della storia! Oltre al record per lo streaming – più di 8 milioni di persone connesse, la frase pronunciata da Felix Baumgartner (è solo quando sei in altissimo che puoi renderti conto di quanto piccolo tu sia in realtà) potrebbe essere il nuovo mantra dei grandi Brand per il nuovo anno.

Non-Conventional Marketing

Quale, a tuo parere, tra gli stili del Marketing Non-Convenzionale, verte maggiormente sul coinvolgimento emotivo dell’audience?

Senza emozione non c’è azione e non c’è ricordo. Per questo il marketing in generale e il Marketing Non-Convenzionale in particolare fanno molto leva sulle emozioni. Indubbiamente il Guerrilla Marketing e il Viral Marketing funzionano se sono in grado di sorprendere – la sorpresa è un’emozione necessariamente presente in tutte le campagne più riuscite. Ci sono campagne bellissime che sono in grado di farci provare forti emozioni di gioia come quella di Coca Cola Security Cameras oppure quella di Procter & Gamble dedicata alle Olimpiadi di Londra che potete visionare qui sotto.

Il tuo miglior consiglio per una campagna efficace nell’era digitale?

Facile, basta usare la formula CREATE! che trovate nel mio libro Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore), che sarà uno dei libri di testo consigliati durante il corso. Ci si “vede” online!

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VANTAGGI DEL CORSO ONLINE 

✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Attestato di partecipazione


ULTIMI GIORNI PER ISCRIVERSI

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Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.
Be Ninja!

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Social media: tutte le personalità racchiuse dietro un account

Sui social network convergono talmente tanti utenti da mandare al manicomio persino il social media manager o il community manager più paziente. E se vi svelassimo le personalità più disparate che si celano dietro gli account più innocui?

La gamma di personalità presenti online individuate da una serie di studi condotti da diversi istituti di ricerca d’oltreoceano è veramente vasta e soprattutto intercambiabile: chi trascorre molto tempo su Facebook non vuol dire che frequenti altrettanto spesso Twitter.

La diffusione capillare del mobile, inoltre, ha dilatato in modo esponenziale il tempo che gli utenti passano sui social media modificandone anche le abitudini di vita e personalità.

Ma a chi si occupa di social media, community e customer care cosa interessa la questione della personalità? Facile:

  1. migliore conoscenza dei propri pubblici di riferimento
  2. miglioramento dei servizi
  3. i vostri utenti rispondono alle vostre strategie tramite le loro azioni, ascoltateli!

Andiamo a dare un’occhiata, nello specifico, alle diverse tipologie di modi di essere che si nascondono dietro la rete di account che attraversa il web:

Gli Ultras del Social

Controllano maniacalmente le notifiche, hanno decine di applicazioni per accedere allo stesso social (solitamente Facebook o Twitter).

Sono gli stessi che vanno in crisi se la connessione del loro smartphone perde colpi mentre sono immersi a 10.000 piedi sotto il livello del mare – nella fossa delle Marianne, per intenderci – o se non riescono a condividere la loro foto su Instagram mentre scalano la vetta dell’Everest, ovviamente in diretta!

Tra di loro c’è una sottospecie identificata come i Negazionisti: sono quegli utenti che dichiarano di non lasciare che i social media influenzano la loro vita ma che appena voltano l’angolo smanettano all’impazzata giurando al social di turno “non ti lascerò mai più“.

Gli Irregolari e i Fantasmi

Esiste una moltitudine di individui iscritti ai social più popolari che poi lasciano i propri account inattivi per settimane se non per mesi. Questi possono essere individuati nei così detti irregolari del social. Nella categoria possiamo inserire anche i paurosi, quegli utenti che – in sostanza – hanno paura di partecipare alle conversazioni online.

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Ci sono poi i fantasmi ovvero coloro che si sono visti rubare i dati personali da Batman e Superman per mascherare la loro identità digitale ed hanno paura che succeda nuovamente. Insomma, i fantasmi creano profili anonimi per non essere riconosciuti online.

Qualche fantasma, inoltre, evolve (come i Pokemon, per intenderci 😆 ) nel cosiddetto mutaforma ovvero l’utente che, non contento dell’anonimato del suo profilo anonimo, crea altri account per restare invisibile ai radar della Cia e dell’Fbi messi assieme.

Gli Informatori e i Quizzers

Ovvero rispettivamente coloro che tendono a scovare la notizia prima di tutti e lanciarla sul web, i primi, e quelli che lanciano domande a raffica (nemmeno fossero discendenti diretti di Mike Buongiorno) per non restar tagliati fuori dalle conversazioni e quindi condannati alla gogna social.

I pavoni e i novizi

Tra le ultime, ma non meno importanti, personalità di spicco tra le tante sono i cosidetti Niubbi del social, di fatto delle vergini votate ai social network che tentano di capire il funzionamento della varietà impressionante di pulsanti di condivisione che esistono e che, dopo una serie di social fail, riescono a capirne la natura e scompaiono nel cyberspazio.

E poi ci sono loro. Ebbene si, esistono anche sul – e soprattutto, se si può aggiungere – web: i cosidetti pavoni, quelli che “più fan hai, più sei figo”, “il mio klout è più grande del tuo” e così via. Li conosciamo tutti, e tutti ce ne teniamo alla larga: insomma, quelli che misurano la qualità di un professionista dal numero di fan e non dal contenuto e che l’unico indice che conoscono è quello della popolarità.

Bene, voi a quale di queste categorie appartenete? Siamo curiosi di scoprirlo 🙂

10 consigli per aprire la tua agenzia creativa

10 consigli per aprire la tua agenzia creativa

Se lavori nell’advertising, nel web o, in generale, nel settore della creatività hai pensato almeno una volta di raccogliere gli amici più fidati e aprire un’agenzia. Complice la crisi economica, pare che questo sia il momento storico più adatto per fare finalmente le cose a modo tuo.

Ne è certamente convinto Paul Venables, founder e creative director di Venables Bell & Partners, che sulle colonne di AdAge ha dispensato una serie di consigli utili a chi vuole metter su la propria agenzia creativa.

#1 – Il mondo non ha bisogno di un’altra agenzia

Per quanto siate un gruppo affiatato di giovani di belle speranze, con quel pizzico di sfrontatezza che si accompagna sempre alla creatività e che vi fa dire con sicurezza che non sarete la solita agenzia, non è abbastanza.

Sappiate che il mondo non ha bisogno di voi e la necessità di far quadrare il bilancio vi costringerà a fare i conti con quello che avete sempre biasimato alle altre agenzie: dipendenti oberati che lavorano come criceti nella ruota e clienti trattati come assegni ambulanti.

#2 – La crisi economica è un’opportunità

Le ristrettezze finanziarie costringono i clienti a razionalizzare le spese e a cercare piccole agenzie ad alto tasso di creatività. Queste, a loro volta, dedicano ad ogni progetto la cura necessaria per massimizzare il ritorno dell’investimento.

La crisi economica non deve scoraggiare. Venables racconta che la sua agenzia è nata nel 2001, due mesi dopo lo scoppio della bolla dot-com e tre mesi prima l’attacco alle Torri Gemelle. E ha attraversato la tempesta finanziaria del 2008. Un momento di stasi dell’economia non è la fine del mondo per un’agenzia indipendente, creativa e open-minded.

#3 – Usa il tuo nome

Non è che i tuoi clienti saranno poco impressionati dal naming spiritosissimo che avrai scelto accuratamente per la tua agenzia dopo ore di spossante brainstorming creativo. Non gli presteranno proprio attenzione.

Il motivo per cui dare alla tua agenzia il tuo nome, cioè quello di una persona reale, è puramente di marketing: ogni cosa tu farai, ogni tweet che lancerai nell’etere, ogni articolo che scriverai o panel a cui parteciperai darà immediatamente valore alla tua agenzia.

“Tu sei un brand. La tua agenzia è un brand”. Perché non farne la stessa cosa? Saatchi & Saatchi e Leo Burnet non sono mica nomi di fantasia.

#4 – Cerca una motivazione profonda

Secondo Paul Venables bisogna cercare una motivazione profonda per ogni scelta creativa dell’agenzia. Bisogna fare ciò che si sente essere giusto e gratificante.

Inseguire l’approvazione esterna ti porterà soltanto a sbottare ogni volta in maniera stizzita contro la stampa ingrata, i crudeli giudici del premio X e gli sciocchi commentatori di YouTube.

#5 – Per avere successo, ispira le persone

10 consigli per aprire la tua agenzia creativa

Un consiglio, questo, di disarmante semplicità. Per ispirare le persone che ti sono intorno non c’è bisogno di spacciarsi per un santone hippie che vive in un minivan lungo il fiume, ma fare una piccola semplice cosa: credere in loro.

#6 – Fai strategia

Il nuovo mantra delle business school è “tratta il tuo business come fosse una campagna elettorale”. Ma Paul rincara: “Chiediti chi vorresti in ufficio: i politici che parlano meglio o quelli che governano meglio?”.

Costruisci la tua azienda sui case study solidi, non c’è tattica più intelligente.

#7 – Spenditi per il sociale

Impegnarsi nel sociale dà quel particolare piacere che si ha quando facciamo qualcosa di buono ed è utile per la costruzione della brand identity della tua agenzia. Non c’è bisogno di imbarcarsi in una grande impresa, basta dare un apporto con una mini-campagna. Anche i clienti beneficeranno del buzz positivo che si creerà intorno alle tue iniziative.

#8 – Guarda alle persone, non ai grandi budget.

Non essere sedotto da un prodotto accattivante o da un grande budget. Guarda alle persone che sono coinvolte nel progetto. Nulla può compensare persone pigre o senza passione.

#9 – L’advertising è l’arte di entrare in contatto con le persone

La pubblicità non è vendere a tutti i costi, impressionare con i testimonial, vendere l’illusione di qualcosa che in realtà il consumatore non può permettersi. “Nell’advertising, come nella vita, la questione sta nel capire, relazionarsi ed entrare in connessione con le persone”.

#10 – Fai attenzione alle cose attorno a te

Il più importante consiglio di Venables è di non sottovalutare le situazioni: non si sa mai a cosa possano portare.

Quando al party che hai dato per la tua agenzia vedrai in fondo al corridoio che porta al bagno un tipo un po’ alticcio piegato in due, aiutalo. Avrà bisogno di un taxi per tornare a casa. Potrebbe diventare il tuo nuovo cliente.

Sii riconoscente

Quando sarai arrivato al successo è il momento dei ringraziamenti.

“Se credi in Dio, ringrazialo. Se credi nella dea fortuna, sii grato dei suoi favori. Se hai avuto un mentore che ti ha aiutato ad imboccare la via giusta, ringrazialo. Se hai avuto il supporto della tua famiglia, dà loro un abbraccio. E se credi di essere arrivato al punto in cui sei solo grazie a te, vai da uno strizzacervelli”.