App4Mi incentiva l'uso degli Open Data con formazione e premi

Negli ultimi due anni è cresciuta l’attenzione della Pubblica Amministrazione nei confronti delle opportunità di business degli Open Data. Dopo la pioneristica esperienza della Regione Piemonte che nel sito dati.piemonte.it pubblica i propri dati in formato machine-readable per poter essere elaborati e dare vita a nuovi servizi, molte amministrazioni locali e nazionali sono state sensibilizzate al tema.

Dopo le sperimentazioni locali, lo scorso anno si è svolto un contest nazionale Apps4Italy, che ha premiato più di 20 progetti con un montepremi totale di 45.000 euro.

Ora è la volta di Milano che, al contest, affianca un percorso formativo mettendo a disposizione di giovani, studenti, laureandi e microimprese gli Open Data dell’Amministrazione al fine di sviluppare applicazioni utili e innovative per pc, smartphone e tablet capaci di migliorare i servizi e la vita dei cittadini.

L’iniziativa, denominata App4Mi è realizzata dal Comune di Milano, RCS MediaGroup in collaborazione con Digital Magics, incubatore di startup innovative digitali.

Gli Open Data a Milano

L’Assessore allo Sviluppo Economico, Università e Ricerca, del Comune di Milano Cristina Tajani spiega cosa a spinto la città ad avviare il progetto: “Da pochi giorni sono online nuovi set di dati, dal focus sui quartieri, passando per i dati sulla popolazione, alle fermate AMAT, a dimostrazione che le informazioni in possesso dell’Amministrazione possono rappresentare una ulteriore e concreta opportunità di crescita economica e di lavoro grazie a progetti imprenditoriali che possono trasformarsi in innovative e tecnologiche start-up.

Il tutto al fine di valorizzare le capacità progettuali presenti sul territorio grazie al coinvolgimento di imprese, enti pubblici e associazioni di cittadini su temi quali la mobilità, l’innovazione e la sostenibilità”.



Vediamo ora più in dettaglio le due iniziative in cui si articola App4Mi.

App4Mi Open Contest

App4Mi Open Contest è un concorso aperto a tutti i singoli individui e microimprese per dar vita ad App partendo dai data set messi a disposizione dall’Amministrazione sul portale dati.comune.milano.it. A giudicare la migliore App sarà una giuria composta da personalità di spicco del mondo dell‘innovazione digitale italiana e internazionale che selezionerà i progetti più meritevoli nei diversi ambiti tra i quali: mobilità, traffico e trasporti; green; turismo e tempo libero; sanità e disabilità.

A disposizione dei vincitori un montepremi di 20 mila euro oltre a stage formativi in aziende di primo piano del settore tecnologico.


App4Mi Open Campus

App4Mi Open Campus è un programma di incontri di formazione gratuiti, dedicato agli sviluppatori, ai designer e alle piccole imprese che avrà luogo a Milano dal 13 maggio al 2 luglio 2013, in due differenti location.

Presso l’Acquario Civico si terrano 5 conferenze in cui professori universitari, imprenditori di successo, venture capitalist, associazioni italiane e internazionali illustreranno le proprie esperienze.

Presso l’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele, si svolgeranno invece 5 workshop tematici dedicati allo specifico mondo delle app tenuti da esperti del settore con focus specifici su piattaforme, IOS, Android e Windows 8 oltre a marketing digitale e business modeling.
Se siete interessati ai temi potete consultare l’elenco completo degli eventi ed iscrivervi.

'Play Fanta': la campagna interattiva basata su una graphic-novel

Fanta e Ogilvy & Mather, hanno lanciato di recente la nuova campagna di comunicazione: “Play Fanta“. Si tratta di progetto ambizioso e innovativo: creare attorno ad una graphic-novel interattiva una comunicazione integrata, globale e multicanale.

Cliccando su questo link inizierete un’avventura in un mondo fantastico colorato e frizzante abitato da teenager dinamici e festaioli sempre in cerca di nuove avventure e sopratutto del “Play“, il concetto chiave della campagna.

Come sostiene il vice presidente del settore marketing e comunicazione integrata di Coca-Cola U.S.A. Wendy Clark: “La scienza ci dice che gli adolescenti di oggi hanno bisogno di giocare di più, e Fanta vuole essere per i teenager un punto di riferimento di giocosità e divertimento.

Non è la prima volta che si utilizza la graphic novel a scopo pubblicitario, ma è sicuramente innovativo il fatto di utilizzarla come pietra angolare di tutti i contenuti mediali a supporto della campagna. Utilizzando il touch del nostro smartphone e le freccette direzionali del nostro computer potremmo immergerci nella lettura del racconto dove non mancheranno video di supporto, mini-giochi interattivi, e collegamenti ipertestuali.

L’idea (spiega il direttore esecutivo di Ogilvy & Mather Marianne Pizzi) è stata quella di creare una piattaforma in cui fosse giocabile ogni pezzo della comunicazione. Avevamo molto scelte, tra cui un film, ma per il bene dell’interattività, abbiamo scelto una graphic-novel di nove capitoli con giochi ed elementi nascosti.

Impressiona molto la mole di lavoro e la qualità del risultato: la graphic-novel, è stato scritta dallo studio di sceneggiatura Hollywoodiano “The Alchemists” mentre l’animazione è stata sviluppata da “Psyop”.
I programmatori web e mobile hanno lavorato su tutte le piattaforme (laptop, iOS, smarphone android, tablet) cercando di fornire la stessa esperienza a ciascun utente.

I punti di forza sono sicuramente la freschezza del linguaggio, che si adegua perfettamente ai temi e alle esigenze degli adolescenti e l’idea di veicolarla identica a se stessa su oltre 190 mercati a livello mondiale.
Inoltre questa campagna è focalizzata sui teenager ed è uscita in contemporanea con la campagna di Coca-cola “The ahh effect” di cui vi abbiamo parlato recentemente.

La festa della mamma celebrata dai brand sui social network

“Italiani, popolo di mammoni”. Ogni volta che mi trovo all’estero, non posso fare a meno di ascoltare la cantilena che i miei amici stranieri recitano a mò di sfottò. E a pensarci bene, è uno sfottò che mi tengo anche stretto, con la speranza che non si stanchino e inizino a dirmi di peggio. Ogni riferimento a fatti o personaggi politici è puramente casuale. Quello che è certo è che nella cultura italica la mamma, oltre all’indiscusso legame affettivo, ha un altissimo valore simbolico. Un valore decisamente superiore ai background di altri paesi. Di conseguenza, ogni marca era quasi obbligata a dire la sua in una giornata del genere. Diciamocelo. Molti di noi aspettavano questa seconda domenica di maggio soprattutto per scoprire come i brand più importanti si sarebbero mossi nell’ omaggiare le mamme sui social network. Non ci risultano particolari fail come quelli che avevamo proposto in occasione della festa delle donne. Anche per l’importanza del simbolo “mamma” in Italia, ogni azienda ha pensato bene di evitare esperimenti e rischi. Di seguito riportiamo quei contenuti che ci sono sembrati più interessanti.

Interflora

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Sebbene non si possa ritenere un fail, dobbiamo evidenziare l’unica cosa che non ci è piaciuta. Quelli di Interflora ci spieghino perchè “assoldare” Rocco Siffredi per imporgli di non interpretare il suo personaggio. Nonsense. Tra l’altro, è l’ultimo personaggio che vorresti vedere collegato alla figura delle mamme. Lo spot è scialbo e privo della componente fun.  Il pornoattore recita una parte che chiunque poteva interpretare e qualche banale doppio senso non riesce a salvare la situazione.

Sony Playstation

Lo storico marchio dell’ entertainment punta sull’effetto nostalgia, riesumando la fantastica consolle che ha segnato più di una generazione. Divertente e immediato il messaggio.

Avendoci preso gusto, quelli di Sony si sono anche presi la licenza di rivolgersi direttamente alle mamme con un consiglio che potrebbe alleggerire il loro duro lavoro. Fare un regalo per farsi un regalo.

 

Mc Donald’s

I re americani del fast-food hanno giocato un pò ed hanno utilizzato il famoso logo per proporre agli aficionados un semplice enigma, chiedendo loro di indovinare di chi fosse la festa. Un simpaticone ha anche colto l’occasione per fare gli auguri di buon compleanno ad un fantomatico amico di nome Mimmo. In tal caso non possiamo fare a meno di riportare l’epic win dell’utente in questione. Per quanto riguarda Mc Donald’s il boom di condivisioni e di like su Facebook ha confermato l’intelligenza della loro mossa.

Durex

In questa carrellata non poteva mancare Durex. Sempre sopra le righe e con la volontà di rischiare e di stupire, stavolta decide di mantenere un profilo basso. E anche questa volta, come quasi sempre, vince. L’annuncio stile vintage sembra ricordare una pubblicità che ad oggi è possibile vedere solo in una puntata di Mad Men. E con il loro messaggio non violano la sacralità della mamma, anzi ne prendono in prestito i valori per promuovere il loro prodotto. Lasciano a casa la malizia, ma non l’intelligenza.

Barilla

Ultima ma non in ordine di importanza, Barilla tenta di invertire i ruoli e concede alle mamme massaie un giorno di relax. Simpaticissima è la parafrasi di una frase mutuata da Pino Daniele e diventata popolarissima. E di una cosa ne siamo certi. Il pensiero del “maccherone” è forse anche più gustoso rispetto allo “scarrafone”, soprattutto se quel maccherone ce lo ha cucinato proprio la mamma.

App of the Week: Siamo Sicure, un'app per la sicurezza delle donne

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Siamo Sicure è un’app che coglie un tema davvero importante e che sta a cuore a tutti. Difatti, è stata ideata con l’obiettivo di aumentare la sicurezza delle donne in situazioni di potenziale pericolo. Tutto questo proprio grazie ai nostri smartphone e ad una semplice applicazione, che può diventare strumento molto valido per garantire la sicurezza del genere femminile.

L’app è davvero molto facile e di rapido utilizzo. Offre soluzioni di self help ed anche un Decalogo di comportamenti da tenere in certe situazioni. La schermata è composta da un quadrante che somiglia ad un quadrifoglio, costituito da quattro macro tasti colorati, ognuno con una funzione diversa.

Il primo è la funzione Allarme & Suoni (tasto rosso). Cliccando su questo tasto l’app emetterà un suono molto forte per cogliere di sorpresa l’aggressore e mettere in guardia o attirare l’attenzione dei passanti. A questo effetto sonoro può essere associata anche la funzione Torcia. Quest’ultima consente anche di emettere il segnale luminoso di SOS e di funzionare in modalità intermittente.

Il secondo pulsante è quello della Chiamata di Emergenza (tasto azzurro). Grazie a questo pulsante, Siamo Sicure effettuerà una chiamata ad un numero prestabilito nelle impostazioni. Questa funzionalità è molto importante, in quanto in certi momenti di agitazione o di spavento può risultare difficile dover comporre velocemente un numero o magari anche solo doverselo ricordare.

Il terzo tasto è l’SMS “Dove sono” (tasto arancione), grazie al quale è possibile inviare un messaggio di testo con una richiesta d’aiuto e nel quale potrai segnalare la tua posizione geografica al momento dell’inoltro (grazie alle impostazioni di geolocalizzazione degli smartphone). L’sms può essere inviato a più persone contemporaneamente ed anche in questo caso i numeri “predefiniti” possono essere inseriti precedentemente nelle impostazioni dell’app.

Il quarto ed ultimo pulsante è quello rosso scuro, contenente un prezioso Decalogo in Sicurezza, un elenco didattico ed interattivo che focalizza l’attenzione sulla prevenzione di circostanze pericolose grazie ad utilissimi consigli sull’assunzione di atteggiamenti difensivi e consapevoli, atti ad evitare proprio questo tipo di situazioni in cui nessuna donna si vorrebbe trovare.

Un’app tanto semplice quanto utile, che non prevede alcuna registrazione e che, per un utilizzo ottimale, è fondamentale tenere sempre aperta in background.

Siamo Sicure la potrete trovare gratuitamente sull’App Store per iPhone e su Google Play per dispositivi Android.

 

 

Crisi dell'editoria, la ripresa passa dal social [TREND]

Il caso Rcs, il noto gruppo dell’editoria internazionale e multimediale quotato alla borsa italiana, con l’annuncio della chiusura di ben 10 prodotti tra testate e periodici, riporta l’attenzione sulla crisi di un settore dell’economia che, in un paese come l’Italia già posizionato al 57° posto della classifica mondiale della libertà di stampa, riduce sensibilmente la forza della pluralità dell’informazione e dà il polso della situazione del mercato  editoriale.

Dal rapporto sullo stato dell’editoria in Italia del 2012 appare chiaro che, per la prima volta negli ultimi 40 anni, il mercato del libro, che aveva sempre mostrato un andamento anticiclico, si allinea al generale contesto negativo dei consumi della crisi. In misura importante crescono solo le vendite di e-book, anche grazie ad un aumento dei titoli disponibili e al boom dei dispositivi mobili. Questo unico indicatore positivo è il contraltare di una diminuzione della produzione cartacea, anche in relazione ai costi di realizzazione e distribuzione che si riducono, o addirittura si annullano grazie all’ e-pub.

Contrastare la crisi. Come?

Per contrastare il fenomeno di deterioramento di questo  settore, per il terzo anno consecutivo torna Il Maggio dei Libri, la campagna nazionale promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Da quanto si legge sul sito ufficiale dell’iniziativa, lo scopo del mese dei libri è “sottolineare il valore sociale della lettura come elemento chiave della crescita personale, culturale e civile”.

Ma i dati dell’Associazione Italiana Editori (AIE) al febbraio 2013, presentando un calo della produzione del 4,7%, rivelano che lo scopo di queste iniziative non è squisitamente morale e culturale, perché si tenta di operare un rilancio del prodotto libro attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e interazione: app per dispositivi mobili, account sui social network, incentivazione della collaborazione spontanea per la creazione di eventi autonomi collegati al main event, con la distribuzione gratuita dei loghi e dei banner animati.

La formula del coinvolgimento sociale sembra essere la strada obbligata per rispondere alle nuove modalità di interazione e guadagnarsi nuove fette di mercato, sfruttando a proprio favore lo strumento che, attraverso la condivisione gratuita dei contenuti, ha, in qualche modo, contribuito a minare un settore già in crisi.

 

La letteratura social continua di 20lin.es

Su questo tipo di riflessioni si muove anche 20lin.es, la startup italiana creata nel 2012 da quattro giovani come esperimento di produzione editoriale partecipata, incubata dall’acceleratore di H-Farm con il programma H-Camp, che ha presentato quest’anno i suoi risultati nella seconda edizione a Venezia.

Come funziona? Un utente scrive le prime 20 righe, che costituiscono l’incipit della storia; la trama si sviluppa poi con la partecipazione degli altri utenti che attraverso le proprie 20 righe contribuiscono all’intreccio narrativo. Una volta composto il racconto, con i contributi scelti per gradimento della community, viene pubblicato un e-book in vendita su Amazon e iTunes.

 

Quantità e qualità: i limiti dell’autoeditoria

Il dubbio che sorge in questo contesto di partecipazione, condivisione e iniziativa spontanea riguarda però il livello qualitativo che possono raggiungere le produzioni amatoriali, già inflazionate dalla attività spregiudicata di alcuni editori che, pur di realizzare un guadagno, sono disposti a pubblicare prodotti di scarso valore letterario dietro pagamento dell’autore; bisogna quindi chiedersi se tra le cause della diminuzione delle vendite non vi sia solo la crisi economica, ma anche un generale livellamento verso il basso dei contenuti e della forma: una maggiore attenzione alla scelta delle pubblicazioni e alla cura della revisione assicurerebbero certamente un prodotto libro di maggiore attrattiva per i lettori.

Stupisce dover leggere nelle nota esplicativa del sito ufficiale de Il maggio dei libri questa frase: “Quest’anno sono tre i claim scelti per rappresentare e accompagnare l’iniziativa: Parti con noi, Fuggi con noi e Abbuffatevi, tutti scaricabili nell’area downloud“.

La coda lunga di Gangnam Style e i suoi figli bastardi

Recentemente sono venuto a conoscenza dell’esistenza di un’associazione segreta potentissima, più dura del sindacato dei ferrotranvieri, più influente degli Illuminati e più intrigante della Spectre di 007 : I Comprimari.

Presieduta da un gran consiglio di cui fanno parte Mauro Repetto, il tizio che saltella nei primi album degli 883, Taboo Nawasha, il famoso indiano dei Black Eyed Peas (che poi è messicano), Chewbacca, Luca Laurenti, Rei dell’uccello d’acqua di Nanto e Tales, la volpe a due code che fa da spalla a Sonic nell’omonimo videogioco.

Il Gran Maestro di questo oscuro organo di potere è ovviamente l’Architetto Mangoni, Showman e Musa ispiratrice degli “Elio e le Storie tese”  (perché pensate che lo chiamino architetto?).

La verità è che dietro ad ogni cantante, showman, supereroe e attore si cela sempre un membro di questa organizzazione, il cui scopo è favorire la longevità della figura del protagonista.

Recentemente a questa associazione si è aggiunto un nuovo membro, la cui forza dirompente è tale da aver conquistato, come di rado accade, un pubblico tutto suo: sto parlando di “Elevator Guy”.

Se non lo conoscete allora vivete su Marte, sto parlando del tipo che nel video Gangnam Style di Psy si esibisce per una manciata di secondi in un movimento pelvico, indossando un paio di pantaloncini corti e un cappello da cowboy.

Negli ultimi mesi si è scatenato un fenomeno di re-use in suo onore che ha pochi precedenti, a lui sono dedicate pagine Facebook (diverse), articoli su blog di mezzo mondo e ovviamente video di ogni genere, dai remix più impensabili, a comprensibili fenomeni di emulazione.

Ve ne riporto qui alcuni dei più significativi, il primo è un loop-remix della sua performance ripetuta per 10 ore, che ha totalizzato oltre 370.000 viste su YouTube, se lo guardate tutto con attenzione (e sopravvivete) potrete accedere a nuovi e inaspettati livelli di conoscenza, degli altri video non vi rivelo niente per non rovinarvi la visione.

Versione “mantra di 10 ore”

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Versione Matrix

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 Versione Star Wars

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Versione Shining

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In conclusione vi dico che PSY fa una musica che non mi piace, mi affascina però la capacità di confezionamento e gestione di questo prodotto, in grado di creare una tale quantità di derivati: video giochi, applicazioni, parodie, tributi, flashmob e speculazioni varie; al punto che un tizio con un cappello da cowboy arriva a diventare un fenomeno web, semplicemente agitando il pube per qualche secondo nel suo video.

Voi che dite, ha senso tutto ciò, oppure sto delirando come al solito?

Jack ‘n Roll

Cerchi lavoro? Ci pensano i tuoi amici su Facebook!

Gli amici possono sia segnalarci delle occasioni di lavoro sia sostenerci quando siamo tristi, quando le cose vanno male. Col tasso di disoccupazione italiano, gli amici che ci possono dare una mano contano ora più che mai.

Lo stesso può accadere sui social? In una ricerca condotta su 3000 utenti Facebook, è stato somministrato un questionario per conoscere i recenti eventi della loro vita, il loro livello di stress e quanto supporto hanno ricevuto da amici e familiari; dell’intero campione circa 170 persone avevano di recente perso il lavoro. A tre mesi di distanza le stesse persone sono state ricontattate e si è indagato su cosa fosse successo in questo lasso di tempo…

Cercare lavoro: servono gli amici stretti o i conoscenti?

L’aiuto ci verrà più facilmente dal nostro migliore amico o piuttosto da un compagno di università che lavora in una città lontana?

Secondo alcuni sociologi, sono i “legami deboli” (i conoscenti) a offrire le maggiori possibilità: frequentano persone che noi non conosciamo, lavorano in luoghi e situazioni diverse dalle nostre, ci possono offrire un mondo nuovo e inesplorato; secondo questa teoria, i “legami forti” (parenti, amici stretti, partner) non possono esserci utili perché conoscono relazioni, luoghi, informazioni troppo simili a quelle che abbiamo già.

I sociologi, per questa volta, vengono smentiti.

Secondo i risultati della ricerca le persone che comunicavano di più con i legami forti avevano circa il doppio delle possibilità di trovare un nuovo lavoro nei tre mesi successivi rispetto alla media del campione analizzato.

Le persone che parlavano maggiormente con i legami deboli erano quelle che avevano meno possibilità.

La chiave: responsabilizzare gli amici stretti

Per spiegare il risultato, i ricercatori hanno dato una duplice spiegazione; da un lato le persone molto vicine a noi sono più motivate ad attivarsi, perché ci vogliono bene e si impegnano per non farci stare male: si informano, chiedono ai loro amici possibilità lavorative, parlano bene di noi rischiando la faccia o addirittura ci offrono un lavoro nella loro azienda.

Dall’altro lato, probabilmente, con i conoscenti non parliamo di un argomento così delicato come la nostra situazione lavorativa ma rimaniamo su argomenti più superficiali.

Sei carico di stress?

Anche qui gli amici stretti sono quelli che danno più supporto emotivo: ascoltano, ti lasciano sfogare, comprendono. Anzi lo fanno talmente bene che il supporto percepito cresce di mese in mese. Più parlate con i vostri legami forti  più sembra che lo stress cali.

Nessuna di queste cose accade invece quando comunicate con i conoscenti.

L’unico neo si riscontra per la categoria di persone che hanno perso il lavoro recentemente: queste persone parlando con i propri legami forti hanno un aumento di stress. Perché?

“Ho perso il lavoro e mi fai la ramanzina…” 

Secondo gli autori, chi perde il lavoro e ne parla con i legami forti può sperimentare un aumento di stress perché le persone a noi vicine possono prendere talmente a cuore la situazione da trasmettere ansia o un’eccessiva pressione e  fornire consigli sbrigativi e inutili. 

Praticare i legami forti (sì, anche su Facebook!)

Social sempre più importanti nel mondo occupazionale (ricordiamo la recente importanza attribuitagli da Adecco).

Sebbene la ricerca venga dagli U.S.A. (mercato del lavoro più flessibile e dinamico rispetto all’Italia), quali sono le conseguenze pratiche da mettere in atto sul nostro profilo Facebook?

  1. Se state alla ricerca di occupazione attivate le persone che vi vogliono bene!
  2. Se siete stressati, parlate con i vostri amici invece di tenervi le cose per voi!
  3. Se avete recentemente perso il lavoro e ne parlate con le persone molto vicine a voi, aspettatevi un aumento di possibilità di trovare lavoro ma anche un possibile aumento di stress!
Google: fare gli auguri alla mamma è ancora più semplice

Google: fare gli auguri alla mamma è ancora più semplice

Google: fare gli auguri alla mamma è ancora più semplice

Ovunque tu sia Google si fa in quattro per te e in un giorno così speciale ti aiuta a fare gli auguri alla tua mamma!

Potrai caricare un video su Youtube, condividere un commento su Google+, cercare il fiorista più vicino su Google Maps oppure aprire un Hangout e fare una videochiamata con lei: l’importante è non dimenticare di festeggiare la festa della mamma, anche se a distanza!

Fare impresa con la Social Innovation: finanziamenti e progetti

“In un momento di difficoltà economica, parte dei servizi che gli enti pubblici o il mercato riuscivano a garantire, non sono più garantiti. Per questo motivo gli enti pubblici locali devono adottare un nuovo paradigma, che sia in grado di trovare risposte sostenibili a bisogni sociali ed ambientali attraverso un momento di riflessione e ingegnerizzazione dei processi. Questo nuovo paradigma, basato sull’innovazione sociale, favorisce la sostenibilità dei servizi stessi, attraverso delle progettualità nuove.” Con queste parole Enzo Lavolta, assessore all’Innovazione, allo Sviluppo e alla Sostenibilità ambientale del Comune di Torino, introduce l’incontro “I bandi MIUR per giovani innovatori” tenutosi allo SMAU di Torino il 9 Maggio scorso.

L’incontro presso SMAU è infatti dedicato a presentare le misure attivate a favore dell’imprenditorialità giovanile legata all’innovazione sociale, sia a livello locale che nazionale. Nell’ultimo anno in Italia sono infatti state avviate molteplici iniziative legate alla Social Innovation.


Il supporto del MIUR in favore dell’Innovazione Sociale: politiche e finanziamenti

Attivo a livello nazionale nell’ambito dell’Innovazione Sociale è il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che nel Marzo 2012 ha lanciato il progetto La via Italiana alla Social Innovation Agenda, un documento aperto a cui chiunque può contribuire per la definizione delle future politiche a supporto dell’innovazione sociale.

Sempre il MIUR nel Luglio 2012 ha lanciato il bando Smart Cities and Communities and Social Innovation destinato a finanziare giovani under30 con idee progettuali che propongono interventi e sviluppano modelli per risolvere problemi di scala urbana e metropolitana in ambiti quali: Sicurezza del Territorio, Invecchiamento della Società, Tecnologie Welfare ed Inclusione, Domotica, Giustizia, Scuola, Waste Management, Tecnologie del Mare, Salute, Trasporti e Mobilità Terrestre, Logistica Last-Mile, Smart Grids, Architettura Sostenibile e Materiali, Cultural Heritage, Gestione Risorse Idriche, Cloud Computing Technologies per Smart Government.

Il bando metteva a disposizione 655,5 milioni di euro (485,5 nella forma del credito agevolato e 170 nella forma del contributo alla spesa) per sostenere progetti di ricerca industriale presentati da imprese, centri di ricerca, consorzi e società consortili, organismi di ricerca, parchi scientifici e tecnologici.

Una specifica linea del bando MIUR è stata pensata per coinvolgere i più giovani nella ricerca di soluzioni innovative a bisogni sociali: ben 25 milioni di euro (su 170) sono stati destinati al sostegno di idee imprenditoriali proposte da under30.

I progetti di innovazione sociale ammessi sono stati in totale 39, per un valore complessivo di oltre 24,9 milioni di euro. Il territorio che si distingue per numero di progetti presentati e vinti è il Piemonte. 11 dei progetti finanziati sono stati proposti infatti da torinesi.

Non si tratta di un risultato casuale, ma, al contrario, è il frutto di un’attività di comunicazione e animazione attivata dalla Città di Torino all’interno del programma Torino Smart City. Tra le altre attività il Comune ha organizzato un percorso di accompagnamento per promuovere il bando e favorire la partecipazione che ha coinvolto 350 giovani torinesi.

I progetti vincitori del bando MIUR

All’incontro presso SMAU sono stati presentati 3 progetti vincitori del bando Smart Cities and Communities and Social Innovation:

Parloma, un sistema di Comunicazione per persone Sordocieche, proposto da Marco Indaco, Calogero Maria Oddo, Cristina Battaglino e Marco Pecoraro nell’ambito “Tecnologie welfare e inclusione”. Le persone sordocieche comunicano con la lingua dei segni tattili che, attualmente, può essere percepita esclusivamente in presenza. Parloma è un sistema che consente di comunicare la lingua dei segni tattili in remoto, utilizzando un sistema di acquisizione a basso costo (quale ad esempio la Kinect della Xbox) che permette di trasmettere il messaggio via web a un ricevente in remoto con una mano robotica che ripordurrà il messaggio inviato.

First Life, un finestra (virtuale) sul tuo quartiere proposta da Daniele Rispoli, Alan Perotti e Alice Ruggeri nell’ambito “Tecnologie welfare e inclusione”. E’ un sistema basato sulla realtà aumentata in cui i cittadini possono condividere informazioni relative al proprio quartiere, che poi saranno elaborate da giornalisti.

Itif, un’innovazione sociale per valutare e prevenire la frailty, proposto da Anna Mulasso, Mattia Roppolo ed Elena Gianaria nell’ambito “Invecchiamento della società”. Si tratta di uno strumento che consente di rilevare la comparsa dei primi sintomi di frailty, ovvero della perdita di capacità funzionali (fisiche e psicologiche) nella popolazione anziana.

Torino Social Innovation

I riultati ottenuti dalla Città di Torino in relazione al bando MIUR sono stati lo stimolo per avviare un progetto denominato Torino Social Innovation, un punto di riferimento per informare ed essere informati su iniziative, fondi, nonché esperienze in corso o di successo che possano afferire al tema della social innovation. Ad esempio è possibile trovare informazioni su tutti gli strumenti finanziari innovativi nel panorama italiano.



In secondo luogo Torino Social Innovation prevede un percorso di supporto per i giovani interessati ad avviare un’impresa legata ai bisogni sociali emergenti, denominato FaciliTo Giovani e Innovazione Sociale. Il servizio, che sarà avviato a partire da settembre 2013, offre supporto informativo, tecnico e finanziario per trasformare idee innovative in campi diversi (dall’educazione al lavoro, dalla mobilità alla qualità della vita, dalla salute all’inclusione sociale) in servizi, prodotti e soluzioni capaci di creare valore economico e sociale per il territorio e la comunità.

Il servizio si rivolge a giovani di 18-35 anni, che saranno supportati nello sviluppo del prodotto e dell’impresa, sia attraverso servizi di incubazione sia attraverso apporti per gli investimenti, a fondo perduto e come prestito agevolato (con più di 650.000 euro in sostegni alle imprese e 200.000 euro in servizi di accompagnamento). Uno sportello dedicato sarà attivo da settembre 2013 per presentare la propria idea imprenditoriale.

Per rimanere aggiornati sui temi dell’Innovazione Sociale e sull’apertura del bando per il supporto ai giovani imprenditori potete seguire Torino Social Innovation su Facebook.

Concert Vault, il più grande archivio di musica live al mondo

1996, a Milano il sindaco è Formentini, il leghista votato al buon decoro al punto da aver reso illegale sedersi sui gradini del Duomo; in compenso la sera nei parchi del centro i nordafricani fanno grigliate all’aperto e puoi comprare (anche) gli spiedini come a Marrakech.

All’entrata del centro sociale Garibaldi ci sono quattro ragazzi in età da liceo, uno ha i capelli azzurro puffo appena fatti (sono una figata!) ed ha appena discusso lungamente con i suoi genitori: incomprensibilmente sua madre non ha compreso del tutto le ragioni di questa sofisticata scelta estetica, nonostante questo è riuscito lo stesso ad uscire perché stasera c’è un concerto che non si può perdere.

I quattro “sbalà” discutono animatamente con un ragazzone con i rasta responsabile della cassa: entrare costa 5 mila Lire a testa e noi in 4 siamo disposti a darne 10, il resto serve per la birra e non se ne discute.
Ma il tempo stringe, il concerto sta per iniziare e il rastone questo lo sa bene, patteggiamo per 12 mila Lire ed entriamo di corsa mentre le prime note di “Occhi Puntati” rimbombano nel cortile affollato e polveroso.

Questa sera il cantante, Cippa, è più storto del solito, al punto che non ricorda bene neanche le parole del suo primo album “United Rumors of Punkreas”, mitico album che noi tutti abbiamo in cassetta copiato da una copia di una copia; ma il posto è così piccolo che più che essere ad un concerto dei Pankreas siamo ad un concerto con i Pankreas, e mentre tra amici ci prendiamo allegramente a gomitate in bocca nel pogo, io cerco di non rovesciarmi la birra sul parka e mi copro il sopracciglio per evitare botte su piercing.

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Dopo tutto questo dire, vi avrei messo volentieri una versione Live ma non ne ho trovate. Anzi se ne avete voi fatemi sapere.

I Punkreas non sono i Jethro Tull e neanche i Canned Heat, ma in quegli anni io aspettavo i loro concerti come un bambino aspetta il Natale, per vivere una serata di urla e di sudore, per tornare a casa in ritardo e senza voce, con le orecchie che fischiano e la sensazione di aver fatto qualcosa di eccezionale; una volta a Milano c’era Ozzy Osbourne e io non sono andato perché suonavano i Punkreas, che se ci ripenso adesso mi tirerei una martellata su un piede.

Il concerto è il momento di comunione con la Band, l’unico vero momento in cui il pubblico fa parte dello show, che si parli del live in uno stadio o di 30 adolescenti in un centro sociale, è un’esperienza unica e nuova ogni volta.

Dal vivo cambia tutto, alcuni gruppi si trasformano, diventando davvero irriconoscibili, prendiamo d’esempio i Police: credete di conoscerli perché avete sentito “Every Breath You Take” registrata in studio?
Provate a sentire Born in the 50’s Live in Boston 1979, un pezzo qualunque va bene, vi posto qui sotto tutto il Live ma io vi consiglio “Can’t Stand Losing You” che trovate al 7′ minuto.

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Alcuni Live me li sono persi per questioni anagrafiche, altri perché da adolescente l’idea che il tempo non fosse infinito e immutabile non mi sfiorava neanche, non ho mai sentito i Nirvana o i Morphine dal vivo e questo non me lo perdonerò mai, anche per questo adesso prediligo le registrazione live.

Ed è per questo che sono un entusiasta abbonato di Concert Vault, servizio on-line di Wolfgang’s Value, il più grande archivio di musica live esistente, contenente migliaia di tracce live registrate dagli anni ’50 ad oggi, tutta la storia del Rock e del Blues live, accuratamente rimasterizzata in versione audio e video a vostra disposizione per streaming e download.

Potete accedere al servizio dal sito, oppure da mobile scaricando l’app, se siete in cerca di video la versione smartphone è un’po’ punitiva e consiglio di più quella tablet che è davvero ben fatta; il bello è che gli artisti sono remunerati ogni volta che visualizzate o scaricate un brano, in modo analogo a come avviene su Spotify.

Inoltre nella sezione “Store” potete trovare poster originali dei live, stampe fotografiche da collezione e perfino i biglietti e i pass per i backstage d’epoca, nel caso non sapeste cosa regalare alla festa della mamma.

Alla prossima.

Jack ‘n Roll