Quali strumenti per un eBook di successo? [NINJA QUAG]

La scorsa settimana abbiamo lanciato il Ninja Quag of the Week un appuntamento per i nostri esperti e affezionati lettori intorno ad argomenti altamente in target con i contenuti di Ninjamarketing. La natura di Quag, a nostro avviso, permette e stimola un nuovo modo di far ricerca sul web rendendola partecipativa e unendo i vari utenti intorno a temi o argomenti condivisi.

La prima Ninja Quag ci ha aiutato ad allargare gli scenari aggiungendo argomenti e docenti nella rosa dei candidati al prossimo master online della Ninja Academy in Digital Marketing e Social Media Communication. La risposta che è stata votata come più UTILE è quella di simon429 che verrà omaggiato con un piccolo gadget di Quag.
Questa settimana invece vogliamo coinvolgervi su un argomento di stretta attualità: la crisi dell’editoria tradizionale e il mancato boom dell’editoria digitale

 

 
Registratevi a Quag e dite la vostra, la risposta dell’utente più utile oltre a far aumentare la vostra reputazione vi permetterà di ricevere un piccolo gadget.

A New York la casa di bambole più grande del mondo

Tutte le bambine vorrebbero una casa di bambole come quella che c’è al Grand Central Terminal di New York.

Costruita in appena 54 ore da Target, in collaborazione con l’agenzia Deutsch, si estende su 1,600 mq.

L’istallazione è curata nei minimi dettagli: dagli esterni alle camere perfettamente arredate, c’è persino il patio.

È un ambiziosa trovata di marketing che mira ad intrigare i consumatori, ai quali è permesso visitare la casa, facendo vivere loro un’esperienza unica che porta i prodotti dal catalogo alla vita reale anzi, ad una vita da sogno!

Shawn Gensch, senior VO marketing di Target porta avanti l’idea secondo la quale “dare vita a situazioni live è il giusto modo per catturare i cuori dei consumatori e sorprenderli”.

Target, uno dei maggiori negozi di vendita al dettaglio degli Stati Uniti – per intenderci un competitor di Walmart, ha messo in mostra in questa casa-vetrina i prodotti da poco disponibili nei vari negozi.

Per un totale di quasi 4,000 prodotti di ogni genere, Target ricrea una vera e propria abitazione ideale, cogliendo al volo l’opportunità di stupire e al contempo mostrare in contemporanea l’intera varietà dei propri prodotti.

Il modello è praticamente quello già utilizzato da tempo da Ikea: creare un contesto nel quale inserire i prodotti, permettendo ai consumatori di toccare con mano ciò che andrebbero ad acquistare.

Kelly Frazer, senior VP-executive producer di Deutsch, sostiene che la casa di bambole è stata creata per essere esplorata da tutti coloro che ogni giorno si trovano al Gran Central Terminal.

L’idea dell’agenzia Deutsch è quella di mettere in pratica un marketing della scoperta: il consumatore si trova davanti ad un’esperienza nuova, tutta da vivere, e non si limita a sfogliare un catalogo o guardare una vetrina, ma si trova a vivere i prodotti, scoprendoli in ogni minimo dettaglio.

Come trovare lavoro con la crisi: datori di lavoro vs impiegati

Come trovare lavoro con la crisi datori di lavoro vs impiegati

Più che un’affermazione, è una domanda. O meglio la domanda che migliaia di giovani e non, si pongono in questo periodo! Eppure una risposta c’è. A darla gli stessi datori di lavoro, i cacciatori di teste e recruiter vari, che hanno rivelato quali siano le qualità che ricercano in un impiegato, delineando così il profilo del lavoratore perfetto.
Questa è la risposta a tutti i vostri dubbi, quindi non perdete neanche una riga di quanto seguirà!

Il lavoratore ideale secondo i datori di lavoro

Quattro sono le principali qualità ricercate in un candidato.

Saper comunicare in maniera chiara

Nell’epoca dei social tutti si improvvisano comunicatori o si credono tali. In realtà con i 140 caratteri la comunicazione è diventata più spicciola e poco curata e sta conducendo via via alla perdita del contatto umano. I datori di lavoro invece apprezzano la capacità di interagire “face to face” di saper presentare un progetto, non in 140 caratteri. Quindi social si, ma non solo!

Personal Branding

In parole spicciole, sapersi vendere. Oggi ogni persona in realtà è un brand e in quanto tale deve saper mettere in risalto le proprie qualità per emergere nella giungla dei cercatori di lavoro. E se riesce nell’impresa, ha le carte in regola per promuovere l’azienda per la quale lavorerà. Fondamentale è costruirsi il proprio brand online, così come nella realtà.

Come trovare lavoro con la crisi datori di lavoro vs impiegati

Flessibiltà

Il tempo corre, l’economia un po’ meno, e la concorrenza anche. Le compagnie hanno bisogno di dipendenti che imparino in fretta e che si mettano a disposizione: flessibili nei compiti da svolgere, negli orari e anche nei luoghi.

Miglioramento della produttività

I datori di lavoro si aspettano che i propri dipendenti aumentino la propria produttiva del 20%, si sentano dunque responsabili nel compiere ogni giorno la propria parte per raggiungere questo obiettivo. Concretamente bisogna essere proattivi, creativi, curiosi, sempre alla ricerca di soluzioni: insomma della macchine da guerra!

Ma veramente le persone che cercano un lavoro non possiedono queste qualità? Come sono i disoccupati di oggi? Che caratteristiche hanno?
A rispondere a questa domanda è Hivejobs, una società di recruiting online che ha svolto un’indagine su un campione di circa 1100 candidati dai 20 ai 55 anni in cerca o del primo impiego o di essere ricollocati. Questo è quello che emerge.

Il lavoratore reale, secondo i lavoratori

Come trovare lavoro con la crisi datori di lavoro vs impiegati

Usa il web per comunicare e cercare lavoro. Il 50% usa moltissimo i canali digitali per promuovere la propria candidatura. Pratica diffusa anche tra gli over 55. Il canale preferito è Linkedin, seguito da piattaforme di ricerca lavoro quali Monster, Infojobs e Jobrapido. Facebook e Twitter sono ancora indietro. Quindi il futuro lavoratore usa i social per comunicare e per fare personal branding. Qualità in parte soddisfatta (bisogna ovviamente vedere le capacità comunicative reali, “face to face”)

È flessibile

Flessibili a cosa?
– Ad andare all’estero se in Italia le strade non si dovessero aprire (il 77%)
Elasticità in termini di orari (77%)
A cambiare sede di lavoro (71%)
– A svolgere mansioni diverse anche non in linea con il proprio profilo (67%)
Retribuzione flessibile. L’80%si dichiara favorevole ad accettare una retribuzione che comprenda una quota fissa e una variabile legata al raggiungimento degli obiettivi
Aprire la Partita Iva e lavorare in proprio (53%, soprattutto tra gli over 55).

Come trovare lavoro con la crisi datori di lavoro vs impiegati

Mettendo a confronto le due visioni: datori di lavoro verso lavoratori, la differenza non sembra poi così abissale!

Allora, come trovare lavoro se le caratteristiche ricercate sono in realtà le medesime di quelle possedute? Forse non sono i lavoratori il problema…

Lo Staff di Inbooki

Inbooki, l’evoluzione mobile delle storie a bivi [INTERVISTA]

Lo Staff di Inbooki

Lo Staff di Inbooki

Con l’evoluzione mobile, gli utenti abbandonano i supporti cartacei per quelli digitali: prima successe alle lettere, poi alle fotografie ed infine ai libri. Proprio come i produttori di pellicola fecero a loro tempo, adesso gli editori devono sapersi adeguare ad un nuovo modello, gli autori dovrebbero cambiare il loro approccio alla pubblicazione.

La digitalizzazione del libro presenta scenari non privi di opportunità: oggi abbiamo il piacere di intervistare Giacomo Barigazzi, Sales & Marketing Manager di Inbooki, la piattaforma che mette a disposizione dell’utente qualcosa di simile ad un e-book ma che si adatta all’ambiente circostante e coinvolge attivamente l’utente durante la lettura (appunto in-book). Il lettore non dovrà solo scegliere il bivio preferito durante la storia: spesso gli in-book pongono all’utente dei veri e propri indovinelli, soluzione che ricorda molto i primi rpg testuali.

Di Inbooki vi avevamo già parlato descrivendovi gli inizi di questa startup italiana: li abbiamo ritrovati ad Expopixel, la fiera sul Digital Entertainment tenutasi ad aprile a Bologna dove siamo intervenuti anche noi con un workshop. Ci hanno parlato delle novità apportate ale loro app per Android  e Apple e così abbiamo deciso di intervistarli qui in Mobile!

 Buongiorno Giacomo, parlaci un po’ di Inbooki: qual è stata la scintilla che ha fatto partire il progetto?

Ci siamo accorti che l’editoria digitale non sfrutta a pieno le potenzialità offerte dagli smartphone e tablet e quindi abbiamo sviluppato una piattaforma per offrire alle persone una nuova esperienza di lettura. Se ci pensi, gli attuali e-book non sono altro che la semplice trasposizione su schermo di un contenuto altrimenti cartaceo; abbiamo quindi voluto creare una nuova forma di e-book evoluto che si adatta alla realtà del lettore, noi li chiamiamo in-book.

 Inbooki proietta l’utente in avventure che cambiano sulla base di variabili interne ed esterne: l’età ed il sesso del lettore, ma anche l’orario ed il tempo meteorologico al momento della lettura,  abbattendo la dimensione estemporanea del libro cartaceo. Qual è il supporto migliore per leggere un in-book?

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Un’in-book è un libro immersivo, interattivo, social e coinvolgente che si può leggere su iPhone, iPad e su tutta la gamma di dispositivi Android. Non è possibile leggere gli in-book sugli e-reader poiché questi non supportano le caratteristiche immersive e interattive che caratterizzano gli in-book: ad esempio l’utilizzo delle informazioni meteorologiche e la geolocalizzazione (GPS).

 Spesso si sceglie di leggere un libro di narrativa per lasciarsi cullare da storie inaspettate o per confrontarsi con “l’altro da sé”: le scelte dello scrittore, gli avvenimenti narrati e le emozioni dei personaggi. Che effetto ha una personalizzazione così ampia durante la lettura?

Un in-book immerge il lettore al centro della storia, facendolo diventare il vero protagonista. Il lettore viene coinvolto nella storia in maniera totalmente differente da come avviene ora con gli e-book tradizionali:  in un in-book il lettore sceglie quale strada far fare a cappuccetto rosso oppure, nel caso di un romanzo giallo, decide quale indiziato dovrà seguire l’ispettore; il lettore può leggere un racconto ambientato al mare e sentire come sottofondo il rumore delle onde che si infrangono oppure poter guardare un video caricato dallo stesso autore.

È sempre l’autore a prevedere i differenti possibili sviluppi della trama tra i quali il lettore potrà scegliere. In questo modo l’autore può sapere quali tra i personaggi della storia preferiscono i suoi lettori e/o quali sviluppi della trama sono più coinvolgenti per i lettori.

 Una storia a bivi è generalmente più ricercata di una storia lineare e coinvolge attivamente il lettore, ma lo scrittore deve lavorare molto di più per produrre e far calzare logicamente tutte le alternative. Quanti scrittori sono coinvolti in Inbooki, e quali sono gli strumenti che hanno a loro disposizione per creare un intreccio così complesso?

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Finora gli autori attivi sono circa 500. La scrittura di un in-book certamente è complessa, ma quale libro si scrive in dieci minuti? Per scrivere un in-book l’autore deve mostrare voglia o necessità di sperimentare in ambito letterario. Il processo di scrittura nasce dall’idea di creare un filone narrativo principale a cui aggiungere approfondimenti e variazioni che potrebbero alla fine rivelarsi anche essi filoni principali della storia.

L’in-book dà la possibilità all’autore di approfondire personaggi o parti della storia che altrimenti potevano essere tralasciati; può attirare l’attenzione del lettore tramite elementi interattivi, come audio, video e trasformare la storia in gioco attraverso gli enigmi.

Gli autori Inbooki dispongono di un editor semplificato per scrivere gli in-book e un app dedicata per poter visualizzare loro stessi il racconto durante la fase di creazione, invitare co-autori e amici-tester. Lo staff di Inbooki supporta completamente gli autori in ogni fase della stesura dell’in-book, disponibile in tempo reale per qualsiasi dubbio o consiglio.

L’in-book verrà poi pubblicato su Inbooki Store, a pagamento o gratuitamente (come preferisce l’autore) e scaricabile dai suoi lettori-fan e sicuramente da nuovi lettore grazie alla visibilità concessa da Inbooki.

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La piattaforma Inbooki presenta delle caratteristiche molto interessanti che possono accendere al creatività di lettori ed autori. Uscito da poco dalla fase di beta, Inbooki viene spesso aggiornato con nuove funzionalità, come la possibilità di inserire effetti sonori, indovinelli e filmati ad un punto determinato della storia. Se sei un autore innovativo ti invitiamo a scaricare la piattaforma e a seguire Inbooki sul brand blog,  Facebook e Twitter!

Per provare invece l’emozione di una lettura immersiva, ecco i link alle app gratuite di Inbooki dove trovi il catalogo dei libri pubblicati e da dove potrai leggerli:

 iTunes

Google Play

 

Smart TV: scopriamo come LG si muove in un mercato molto competitivo

Smart TV: scopriamo come LG si muove in un mercato molto competitivo

Smart TV: scopriamo come LG si muove in un mercato molto competitivo

La settimana scorsa abbiamo introdotto il tema delle Tv intelligenti (Smart Tv), parlando delle caratteristiche principali e delle potenzialità che potranno essere sfruttate nel prossimo futuro.

Oggi diamo uno sguardo a come si sta muovendo sul mercato LG, uno dei principali produttori che detiene quote di mercato importanti in un settore in rapida evoluzione.

LG e le Smart Tv: due esempi

Tra le aziende che stanno puntando “alla grande” sulle smart TV c’è sicuramente LG, la cui filosofia è chiara: dare all’utente tutto quello di cui ha bisogno per divertirsi di fronte alla TV, dallo streaming video fino ai social network, senza dimenticare le app e i giochi. Tutto pensato per attirare l’utente nella maniera massima possibile.

Tra le migliori smart TV prodotte da LG possiamo vedere la Full Led Cinema 3D Smart TV, un televisore da 55 pollici con design da cinema, con “magic remote” e occhialini 3D per guardare la Tv in 3 dimensioni in maniera perfetta. Da segnalare la comoda dashboard della TV, molto semplice da navigare e con delle opzioni di personalizzazione pressoché infinite.

LG e le Smart Tv: scopriamo come immagina il futuro

Con questa Tv sarà inoltre possibile condividere con i propri amici, grazie a Smart Share, musica, video e foto archiviati sul PC, su un laptop o anche su uno smartphone. Il Magic Remote Control ti permette di controllare in maniera semplice le varie funzioni della televisione. Full Led Cinema 3D Smart TV ha un costo che oscilla tra 2.500 e 3.000 euro.

Un’altra tipologia di ottime TV realizzate da LG è quella Mainstream, come la 47VL10, con schermo Full HD da 47 pollici, per una massima brillantezza. Si tratta di una TV con una visualizzazione decisamente ottimale, anche grazie all’ISM, progettato per alleviare la ritenzione di immagine a livello minimo.

Caratteristiche e punti di forza delle Smart Tv prodotte da LG

Scopriamo alcune qualità che distinguono i televisori LG. Nelle Smart Tv possiamo trovare:

MAGIC REMOTE LG: controllo universale, punta, scorri, muovi e parla – il telecomando tv più comodo e innovativo.

Smart TV: scopriamo come LG si muove in un mercato molto competitivo

SMART HOME: insieme al Telecomando Magico, tutte le Smart TV LG 2013 nascono con una Smart Home totalmente rinnovata nel design, offrendo una maggiore semplicità d’uso e più spazio di personalizzazione.

POP-UP CAMERA: videocamera integrata a scomparsa che consente l’utilizzo delle funzionalità avanzate della Smart TV quali Skype e controllo gestuale.

CINEMA 3D: LG CINEMA 3D è la nuova generazione di TV 3D per vivere un’esperienza cinematografica in 3D estremamente realistica, garantendo un comfort senza precedenti grazie alla tecnologia anti sfarfallio e ad occhiali polarizzati leggeri e privi di batterie.

VOICE MATE: comunica con il tuo TV e goditi l’intrattenimento interattivo con la funzione Voice Mate delle Smart TV LG. Il TV riconosce le tue parole e risponde proprio come vorresti per permetterti un controllo immediato e il massimo divertimento.

GAME WORLD: Game World di LG Smart TV offre un’enorme quantità di divertimento con tanti giochi da scaricare. Vi attendono infinite possibilità di gioco grazie al Telecomando Magico brevettato LG, che è molto simile a un controller della console.

3D WORLD: la carta 3D WORLD di LG dà accesso ad un mondo di contenuti 3D sempre in espansione, inclusi film, eventi sportivi, video musicali, programmi educativi e molto altro.

SMART SHARE: cerca e condividi i file dei tuoi dispositivi digitali direttamente sul TV senza l’utilizzo di fili o guarda la TV su un altro dispositivo smart con la funzione Smart Share dei TV LG.

TAG ON: condividere contenuti tra dispositivi mobili e TV non è mai stato così semplice con la funzione Tag On che permette la condivisione istantanea dei contenuti semplicemente “sincronizzando” lo smartphone con uno sticker NFC fornito con il TV.

MIRACAST™: la WiFi Miracast™ certificata Alliance permette di godere di una connessione senza fili semplice e veloce tra il TV, gli Smartphone e i Tablet, permettendo il trasferimento e la condivisione dei contenuti digitali direttamente sullo schermo del TV.

MHL (MOBILE HD LINK): connetti e guarda i contenuti HD del telefono sul grande schermo TV con il cavo MHL e controllali con il Telecomando Magico.

LG CLOUD: con il servizio LG Cloud si possono riprodurre i contenuti su Smart TV quando vuoi e dove vuoi.

TIME MACHINE II: non dovrai più preoccuparti di perdere i tuoi programmi preferiti. Con LG Time Machine, è possibile registrare i programmi TV, in modo tale da poter mandare indietro, mettere in pausa o guardare nuovamente i tuoi spettacoli preferiti.

Scopriamo come LG si muove nel mercato Smart Tv

Conclusioni

Interessante vedere come LG, sul suo blog dedicato, parli molto di Smart Tv e dia semplici consigli su come sfruttare al meglio le caratteristiche di questi televisori innovativi. Probabilmente difendere il secondo posto nel mercato Smart Tv (15% di market share) è possibile anche grazie al supporto verso i clienti (attuali e potenziali).

L’ecosistema è fondamentale e LG punta molto su questo fattore: ognuno di noi ha molti device (smartphone, tablet), perché non farli parlare tra di loro? In effetti, grazie alla funzione “Smart Share”, i contenuti presenti su PC, tablet o smartphone potranno essere riprodotti sul televisore senza l’utilizzo di cavi.

LG si conferma una delle aziende più all’avanguardia in assoluto, in questo caso grazie a delle Tv che possono soddisfare in pieno le necessità dell’utente.

Il futuro dell’advertising è il riconoscimento facciale

Riconoscimento facciale

Se Rana el Kaliouby ha visto giusto, possiamo dire addio allo zapping tra i canali. Affectiva, la compagnia che ha fondato con la sua professoressa del MIT Rosalind Picard, ha sviluppato una tecnologia in grado di leggere le espressioni facciali e decifrare le emozioni. Un semplice televisore munito di webcam potrà capire quale programma proporci semplicemente sulla base delle nostre passate reazioni.

Riconoscimento facciale e advertising

Attualmente il software di riconoscimento facciale di Affectiva, Affdex, ha il suo più importante impiego in campo pubblicitario. Grandi brand come Unilever e Coca-Cola già lo usano per testare le campagna pubblicitarie al posto dei focus group e delle interviste.

Rispetto all’approccio tradizionale il salto di qualità è notevole e consiste principalmente nell’aumento della scientificità dei dati raccolti.

In un’intervista o in un focus group l’osservazione del dato non è mai perfettamente oggettiva. Nel caso dell’intervista, il soggetto che fa le domande interviene direttamente sull’oggetto d’indagine. Nel caso del focus group è inevitabile che la situazione e le dinamiche di gruppo esercitino un certo condizionamento sulle reazioni dei partecipanti. Senza dimenticare che, in entrambi i casi, ci si affida sempre alla capacità delle persone di oggettivare la propria reazione e articolare un racconto su di essa.

Come funziona

L’algoritmo di Affdex analizza i movimenti facciali degli spettatori impegnati nella visione di una pubblicità e ne decifra il significato attingendo ad un database di più di 283 milioni di frame. Fatto questo elabora una timeline su cui distribuisce le singole reazioni individuando i picchi di attenzione, le risposte positive e un ampio spettro di emozioni: sorpresa, dispiacere, etc. Infine, ricomponendo i momenti parziali, il sistema effettua una valutazione complessiva della reazione dello spettatore, indicando se è positiva o negativa.

Fin dal suo lancio nel 2011, Affdex è stato usato per misurare scientificamente il sentiment attorno a grandi eventi come i dibattiti delle presidenziali americane 2012 e il Super Bowl del 2013.

La specificità culturale della mimica facciale

L’aspetto più sorprendente di questa nuova tecnologia è la capacità di tenere conto, nella valutazione della mimica facciale, della specificità culturale dei vari pubblici del mondo. Motivo per cui si è già diffusa globalmente, arrivando a coprire 35 paesi.

“La sua abilità di rilevare le differenze culturali nelle reazioni degli spettatori si è dimostrata particolarmente preziosa per i marketer” – ha dichiarato el Kaliouby, chief technology officer di Affectiva“ Per esempio, quando un’azienda testa una pubblicità in Brasile, può riscontrare una ricezione entusiastica in una regione del paese e invece una risposta tiepida in altre. Avendo a disposizione queste informazioni in poco tempo, i brand possono risparmiare milioni di dollari”.

Come nasce la tecnologia

Come spesso accade per tecnologie così rivoluzionarie, in origine Affectiva era stata sviluppata per uno scopo differente. El Kaliouby e la sua professoressa Picard stavano sviluppando un dispositivo in grado di rispondere alle emozioni degli utenti, allo scopo di migliorare la comunicazione dei bambini autistici.

Intuirono da subito le potenzialità che la tecnologia avrebbe avuto in campo pubblicitario e decisero di costituire una società. In poco tempo raccolsero 21 millioni di dollari di investimento e diventarono partner delle più grandi società di marketing research del paese come la Millward Brown e InsightExpress.

Una storia di successo in cui già si fanno ipotesi sui nuovi campi di utilizzo della tecnologia. Berman, CEO di Affectiva, fa supposizioni interessanti: “la tecnologia potrebbe essere usata per migliorare la web experience dei siti web o diventare la versione scientifica del like di Facebook”.

Di sicuro sarà uno dei componenti che farà diventare la tv sempre più intelligente. E magari riuscirà a mettere finalmente d’accordo marito e moglie su cosa vedere la sera in tv.

Tabbid: delega la tua routine quotidiana per avere più tempo libero

Qualche giorno fa ha debuttato sul web un innovativo servizio che sfrutta le potenzialità offerte dai social network, per aiutarci ad esternalizzare, quei piccoli lavori che non amiamo o che non possiamo fare, a dei collaboratori fidati. Si tratta di Tabbid una piattaforma web-based, accessibile anche da mobile ma ancora senza un app dedicata, dove si incontrano persone che hanno opposte necessità. Da una parte ci sono quelli che vorrebbero impiegare il loro tempo libero in attività più piacevoli della spesa al supermercato o del taglio del pratino, dall’altra quelli che vorrebbero gudagnare qualche extra con dei semplici lavoretti.

Dare valore ad un volontario

La formula è sicuramente vincente dato che in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, trovare persone disponibili ad investire il loro tempo nello svolgimento di piccole mansioni lavorative è sicuramente possibile. Dall’altra parte invece potrebbe esserci qualche remora nell’affidare un compito che riguarda la nostra sfera personale ad uno sconosciuto per lo più nemmeno professionista. Al problema della fiducia, Tabbid cerca di dare una risposta tramite l’utilizzo di un sistema di feedback capace di dare valore alle prestazioni offerte dai vari volontari (Tabbiders).

La natura virale alle base dell’idea di Tabbid sarà in grado di far crescere i numeri degli interessati in poco tempo? Attualmente le occasioni da cogliere sono ancora poche visto che il sito è stato appena lanciato. Quello che ci interessa evidenziare in questa sede è che attraverso l’uso del web e delle reti sociali ancora una volta si è riusciti a scovare un angolo di mercato del tutto inesplorato. Una volta magari avremmo chiesto l’aiuto di un parente o di un amico per affrontare un trasloco impegnativo, oggi il web ci permette invece di incontrare persone competenti per ogni esigenza, confrontare i costi, pagare online senza correre alcun rischio e decidere a quale altra attività dedicare il tempo risparmiato!

Anche per i Tabbiders i vantaggi sono notevoli. Fino ad ora i tuttofare più evoluti avranno approfittato delle bacheche annunci online per affiggere offerte di tutti i tipi. Ora con una piattaforma dedicata completamente a loro possono sfruttare i vantaggi del networking per avere una serie di servizi che vanno dalla geo-localizzazione alla creazione di una reputazione online determinata dalla community.

Come si usa Tabbid?

La procedura è molto semplice. Dopo la registrazione (semplificata tramite Facebook) si può provvedere alla pubblicazione di un bisogno e attendere le offerte provenienti dai Tabbiders. Possiamo valutare i candidati in base alla loro richiesta economica o alla loro reputazione. Il pagamento avviene solo a prestazione completata in maniera elettronica. Il giudizio che lasceremo sull’operato del Tabbiders scelto influenzerà i prossimi offerenti creando così valore per tutti i membri della community.

L’idea di Tabbid nasce un po’ dalle esigenze personali dei due Fondatori Alessandro e Laura, l’uno impegnato con il suo lavoro e la sua famiglia ed in cerca di un servizio che potesse produrre ricchezza per i membri, l’altra immersa tra le sue faccende familiari ed una vita lavorativa al passo con la frenesia milanese. Una community che produce ricchezza e soprattutto lavoro, basata sulla reciproca fiducia, serietà e professionalità di chi si presta nell’eseguire i lavori richiesti questa è l’idea principe che ci ha portati alla creazione di Tabbid.

Tabbid rappresenta una risposta ad un vuoto di mercato virtuale. Crea valore e offre l’opportunità ai Tabbiders di guadagnare facendo ciò che amano, (giardinaggio, consegna della spesa, servizi agli anziani, lavori al pc) e a coloro che necessitano di questi servizi di avere maggior tempo disponibile dando un budget massimo per i compiti da svolgere.

Remixare i Daft Punk usando un pianoforte e fare un milione di views [JACKNROLL]

Questa è la rivincita della musica strumentale, è come vedere un monumento che spicca il volo e fa la cacca su uno stormo di piccioni: ecco a voi Eoin Sinclair, il musicista che ha pazientemente tradotto “Harder Better Faster Stronger” dei Daft Punk in una fedele versione per piano, realizzando un video da oltre 1 milione e 300 mila visite.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=rMySPyu0yaQ’]

Al di là del risultato apprezzabile e del milione abbondante di visite su YouTube, la cosa che trovo interessante è l’inversione dell’usuale processo di remix, per la quale questa volta è un musicista strumentale che ricava le note da una composizione elettronica, e realizza un arrangiamento Jazz per piano.

Tutto questo è stato generato grazie anche ad un software opensource chiamato Noteflight, grazie al quale è possibile comporre e condividere musica su Desktop o Mobile.

Qui trovate lo spartito del pezzo dei Daft Punk nel caso voleste cimentarvi anche voi.

Alla prossima

Jack ‘n Roll

PIAF 2013: annunciate le shortlist

Manca una settimana al PIAF 2013, il Festival Internazionale dell’Advertising di Praga, ed è giunto il momento di scoprire chi sono i nominati nelle quattordici categorie.

Quest’anno 100 agenzie di 24 paesi hanno presentato 360 lavori. Dal Brasile alla Francia, dagli Emirati Arabi alla Corea, creativi di tutto il mondo saranno giudicati dalla giuria  guidata da Chris Garbutt, direttore creativo di Ogilvy France.

Scopriamo quali sono i lavori finalisti più interessanti e, soprattutto, italiani!

The Candidate – Heineken – Cat. Creating The Media

Advertising Agency: Publicis, Milan, Italy
Creative Directors: Cristiana Boccassini, Bruno Bertelli, Dario Gargiulo
Copywriters: Michele Picci, Bruno Bertelli
Art Director: Marco Viganò, Cristiana Boccassini
Digital Associate Creative Director and Art director: Domenico Manno
Digital Copywriter: Daniele Papa
Graphic design: Santi Urso
Account Supervisor: Giada Salerno

The Real Master of Intuition – Heineken – Categoria Media Engagement


Advertising Agency: Publicis, Milan, Italy
Creative Directors: Bruno Bertelli, Cristiana Boccassini
Copywriter: Paolo Bartalucci
Art Director: Alessandro Candito
Account Manager: Giada Salerno
Production Company: Think Cattleya
Producer: Mariella Maiorano
Director: CRIC, Milan, Italy
Editing: Stuart Greenwald
Post Production: The Band
Other credit: Brand Manager: Daniela Gorni
Group Brand Manager: Roberto Giugliano


Cinzia your skin friend – IDI Farmaceutici – Categoria Media Engagement


Advertising Agency: Leo Burnett, Milan, Italy
Creative Director: Cristiano Tonnarelli
Art Director: Serena Micieli
Copywriter: Giuseppe Pavone, Andrea Torcoli
Group Creative Director: Paolo De Matteis, Riccardo Robiglio
Digital Creative Director: Paolo Boccardi
Digital Strategist: Andrea Torcoli

 

The ultimate dealership window – BMW – Categoria Creative sales & sales support

Advertising Agency: Bcube
Creative Directors: Sergio Spaccavento, Aureliano Fontana
Copywriter: Enrico Pasquino
Art Director: Giovanni Greco

Scopri qui chi sono gli altri finalisti!

Come sarebbero i classici dell'advertising nell'era dei social media?

Da quando hanno spopolato e preso il sopravvento i social network diversi specialisti, in ambito di marketing e advertising, si sono chiesti quanto possa avere efficacia la comunicazione pubblicitaria se prodotta tramite questi nuovi mezzi.

L’ultima sfida che ha coinvolto i colossi Twitter e Facebook è stata riassunta da Martin Sorrell, a capo di WPP Group, il quale ha affermato che non è ancora certo del valore che un inserzionista o un brand possa ottenere con messaggi commerciali su mezzi social: “Il punto è che Facebook è un media sociale, non pubblicitario”, ha dichiarato.

Facebook e Twitter riusciranno a dimostrare che il social advertising è il nuovo modo per comunicare un messaggio ai consumatori?

Il tempo è sovrano.. intanto quando si è curiosi sul futuro si studia il passato. Questa è stata l’idea di Eoin Conlon, pubblicitario di Dublino, che ha trasportato gli annunci stampa più interessanti della storia nelle varie applicazioni, dimostrando che alcuni resistono nel tempo altri non incidono ma vengono addirittura sminuiti da questi nuovi mezzi.

Vediamo le pubblicità analizzate da Conlon:

 

“Think small” di Volkswagen Beetle

“Think Small” è la famosa campagna ideata dalla DDB nel 1950 per il Maggiolino Volkswagen; il gioco visivo della piccola immagine del Maggiolino sottolinea le dimensioni minime dell’automobile.

Questo evergreen ha cambiato la natura stessa della pubblicità dando vita allo sviluppo di contenuti visivi fantasiosi e non più legati alla pura descrizione del prodotto e risulta efficace e creativo anche nel 2013. La sua trasportazione grafica a livello di social ne conferma la forza che resta invariata: se pur contornato da codici qr, link ai social e altre info relative al web l’annuncio stampa, con questo concept così forte, garantisce efficacia e risultato.

“They laughed when I sat down at the piano — but when I started to play!”

Quando John Caples (#21- Top 100 persone del secolo) ha iniziato a lavorare nel 1925, il suo capo l’ha costretto a leggere due grandi pile di annunci: la prima conteneva centinaia di annunci vincenti, la seconda, molto più alta, erano tutti perdenti…

Solo studiando i successi e gli insuccessi, si possono distinguere i messaggi buoni da quelli cattivi... È così che, dopo due mesi di letture, nasce questo annuncio stampa.
Il titolo aggancia emotivamente, magico e vincente e l’empatia del lettore è subito conquistata con il pianista in erba, in fondo c’è una parte in ognuno di noi che confida di vedere il perdente vincere.
Ma quando l’annuncio viene trasformato in aggiornamento di stato perde la sua magia, anche l’empatia da parte del lettore si trasforma in indifferenza se non superiorità.

“The Man in the Hathaway Shirt”

L’annuncio stampa è stato creato da Ogilvy & Mather nel 1951. George Wrangell, un aristocratico russo, appare con la camicia Hathaway e un occhio bendato; il creatore del messaggio pubblicitario David Ogilvy è stato ispirato da una foto di Lewis Douglas, diplomatico americano che aveva perso un occhio in un incidente di pesca.

L’annuncio stampa è stato molto incisivo, tanto da essere posizionato da Advertising Age al 22° posto sulla lista delle più grandi campagne pubblicitarie del 20° secolo. Il tutto rasenta l’ironia quando il soggetto lancia un tweet in cui chiede all’ attrice Anne Hathaway di chiarire ogni equivoco legato alla loro omonimia.

“Does she… or doesn’t she?”

Chiede l’annuncio stampa di Clairol nel 1956, uno degli slogan più stuzzicanti della pubblicità, la questione si riferisce al colore di capelli artificiali. Dopo questo annuncio cambiò totalmente l’approccio sociale verso la tintura del capello, diventò talmente popolare che alcuni stati richiedevano alle donne di segnalare sulle patenti il proprio colore naturale. Nel 2013 questa campagna potrebbe evolversi in un’applicazione con relativo sondaggio, e chissà se avrebbe lo stesso impatto sociale!

“At 60 miles an hour the loudest noise in this new Rolls-Royce comes from the electric clock”

In media la gente legge l’headline 5 volte più spesso che non la bodycopy. Una volta scritto il titolo, se non si è fatta un po’ di vendita, si è sprecato l’80 per cento del denaro del cliente.

In questo annuncio stampa l’head è composto da un’informazione affermata da un tecnico del motore Rolls-Royce, che risulta la miglior descrizione simbolica dell’automobile. Conlon ha sfruttato la bacheca di Facebook per caricare la foto dell’automobile e altri scatti dei dettagli, che risultano nuovi e interessanti.

“1984”

1984 è lo spot pubblicitario della Apple, con il quale è stato presentato il personal computer Macintosh. È oggi considerato come una pietra miliare della pubblicità. Diretto da Ridley Scott è stato trasmesso un’unica volta in televisione durante il Super Bowl; il soggetto è una donna che distrugge lo schermo dove vi è proiettato il Grande Fratello.

Se riportato come intro a video musicali sul canale youtube correrebbe un grande rischio: lo skip-intro!


Che ne pensate della versione social di questi classici dell’advertising? Quale versione preferite?