Festival of Media Global Awards 2013: le shortlist

Si avvicina la data di inizio del Festival of Media Global, uno dei più importanti appuntamenti annuali dedicati al mondo del marketing e della comunicazione. Pochi giorni fa sono state annunciate le shortlist degli awards, protagonisti della serata del 30 aprile prossimo.

Con più di 1000 iscrizioni, la quinta edizione dei Festival of Media Global Awards si candida ad essere il più importante premio nel settore dei media.

Purtroppo non ci sono candidature italiane in corsa. Tantissime provengono da UK, USA e Australia, ma anche dai mercato orientali di India, Hong Kong, Thailandia. Ma andiamo subito a vederci alcune delle campagne in gara nelle sedici categorie.

Categoria “Best Communication Strategy”: DraftFCB Media “Mini Driving Dogs” (New Zealand)

Categoria “Best Contribution to a Campaign by a Media Owner”: Group M “MTV & Axe VJ Jose Kidnapped” (India)

Categoria “Best Digitally Integrated Campaign”: UM Australia “My QuitBuddy” (Australia)

Categoria “Best Engagement Strategy”: Razor “Nike She Runs” (Australia)

Categoria “Best Entertainment Platform”: MediaCom UK “Abbey Road Studios VW Beetle Sessions” (United Kingdom)

Categoria “Best Event/Experiential Campaign”: Havas Media Group “The World’s First Social Media Powered Lightshow” (United Kingdom)

Categoria “Best Launch Campaign”: MediaCom “IKEA’s Magic Mitten” (Norway)

Categoria “Best Social Media Campaign”: OMD “The Big Mac Farm Challenge” (Australia)

Categoria “Best Targeted Campaign”: Starcom MediaVest Group “Pedigree Underdogs – Every dog deserves a loving home” (Australia)

Categoria “Best Use of Content”: Mediacom “The Beetle Shark Cage” (USA)

Categoria “Best Use of Emerging Technology”: OMD “Live Twitter Feed in a Magazine for The CW” (USA)

Categoria “Best Use of Mobile”: Digitas France “Wonderbra Decoder” (France)

Categoria “The Creative Use of Media Award”: BPN “First Ever Portable Water Billboard” (USA)

Categoria “The Effectiveness Award”: Starcom MediaVest Group “Virgin Mobile – Fair Go Bro” (Australia)

Categoria “The Public Service Award”: Havas Media Group “Blood for Sale” (Brazil)

Categoria “The BRAVES – Best Branded Entertainment”: AOL “The Ballerina Stunt” (United Kingdom)

A questo link potete visionare l’interno elenco delle shortlist. Non dimenticate che potete seguire l’evento tramite la pagina ufficiale Facebook e su Twitter, attraverso l’hashtag #fomg13.

Il marchio Superga continua a conquistare gli americani

La notizia è di qualche giorno fa: il gruppo BasicNet, tramite la controllata Basic Properties America, Inc., ha rinnovato l’accordo di licenza per il marchio Superga con la Steve Madden, società quotata alla Borsa di New York. Il nuovo contratto, oltre a prorogare la proficua collaborazione per altri dieci anni rinnovabili, ha fissato gli obiettivi commerciali per circa 250 milioni di dollari. Prospettive altisonanti per il marchio torinese, il cui scopo è quello di rafforzare la sua presenza su questi due mercati di fondamentale incidenza strategica. Ad abundantiam, la cooperazione tra i due gruppi è stata anche estesa in termini di approvvigionamenti.

Meno di dieci anni fa, questi numeri più che lusinghieri erano inimmaginabili per lo storico brand nato nel 1911 grazie all’intuizione di Riccardo Martiny e portato al successo dall’evergreen scarpa in tela con suola in gomma, che nel 1956 riuscì a toccare un picco di 13 milioni di paia vendute di quello che a listino è il modello 2750, ma che tutti conoscono come “le Superga”. Per rispolverare i gloriosi fasti del passato ci è voluto un altro torinese. Marco Boglione, fondatore di BasicNet, nel 2007 ne è divenuto proprietario alla modica cifra di 23 milioni di euro e ne ha iniziato una progressiva rivitalizzazione.

Tale azione è avvenuta con l’intento di rinfrescare le vecchie fonti di brand equity e di crearne nuove. In primis, ciò è avvenuto grazie ad un miglioramento della brand image. Ricordare al consumatore le virtù del brand che forse erano state date per scontate. L’effetto nostalgia e il patrimonio della marca hanno fatto il resto. Superga ha un altissimo valore intangibile e Boglione l’aveva capito. Si trattava di riportare alla luce questa potenzialità.

Allo stesso modo, BasicNet ha gestito con particolare maestria i brand elements. In particolare la scelta dello slogan “People’s shoes of Italy” è risultata decisiva. Superga ha messo al centro della propria strategia nazionale ed internazionale l’italianità del prodotto, così come ha fatto Tassoni e tanti altri storici marchi della nostra penisola. Non a caso, tra le celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità d’Italia è stata inserita la mostra “I 100 anni del marchio Superga”, in cui il modello 2750 è stato affiancato a icone della storia nazionale come la Cinquecento e la Vespa. Non è tutto. Una distribuzione capillare concepita in una rete di negozi monomarca in Italia e all’estero hanno diffuso i valori del mondo Superga.

La volontà chiara è stata quella di partire innanzitutto con la riconquista di quelle generazioni che erano nate con le Superga ai piedi. La rivoluzione doveva essere alimentata anche dai racconti entusiastici di padri e madri che avrebbero esaltato quella scarpa che, alla sola vista, li teletrasportava ad una giovinezza troppo presto svanita. Tuttavia, la sfida principale riguardava la conquista di quei consumatori che la giovinezza la stanno vivendo attualmente. “Perché i giovani dovrebbero smettere di comprare le Superga? Sono validissime ancora oggi: un prodotto green e biodegradabile, realizzato con materiali naturali, cioè cotone e gomma”, questo il pensiero di Boglioni in una passata intervista.

Al di là della componente green, in verità non così fortemente percepita dai consumatori, è il recupero della dimensione “vintage” che ha consacrato Superga tra i giovani di oggi come un brand mitico e di altri tempi. Le nuove generazioni sono state accalappiate anche grazie alla forte customizzazione del prodotto. Dal 2004 il modello 2750 è stato declinato in un centinaio di varianti pur mantenendo la forma originale. L’idea era quella di immaginare la scarpa di tela come una tavolozza su cui giocare con colori e materiali. Su queste basi è nata la decisione di aprire la porta a giovani stilisti e a big della moda affinché firmassero la loro visione del modello.

Per sfondare nel mercato USA e in Canada lo sforzo più importante è stato fatto tramite il co-branding con le bionde e famose gemelle Olsen, designer/attrici californiane che hanno preso in mano le redini creative del marchio. Ed evidentemente i risultati hanno premiato queste scelte. La situazione è florida al punto tale che l’accordo di licenza è stato rinnovato e il rapporto con le Olsen verrà intensificato, così come l’apertura di negozi monomarca.

75 anni di Nescafé

 “Nei primi anni ’30, gli industriali si ritrovano a fronteggiare una eccedenza di produzione di caffè e sono costretti a bruciarne milioni di tonnellate. Il governo Brasiliano decide allora di trovare una soluzione e si rivolge alla Nestlé. Nel 1867, infatti, il chimico svizzero Henri Nestlé aveva creato l’omonima marca di alimenti a base di latte per bambini, per questo, messa di fronte al problema dell’eccedenza di caffè, la Nestlé, che aveva già elaborato un procedimento per la conservazione del latte, immagina di sottoporre il caffè allo stesso processo, trasformandolo in un prodotto solubile. Dopo sette anni di ricerche, esperimenti e tentativi, Max Morgenthaler trova la soluzione: nasce così Nescafé, il primo caffè solubile al mondo.”

Questa è la storia che abbiamo appreso in merito alla bevanda solubile che ha conquistato le nostre tavole, navigando sul sito della Nescafé.

Divenuta perfino razione quotidiana per i soldati americani, Nescafé ha saputo sfruttare al meglio, in questi 75 anni di attività, tutti i più potenti mezzi di comunicazione; e proprio grazie alla pubblicità è divenuta una delle basi della colazione di milioni di persone.

Per festeggiare questo anniversario, vogliamo ripercorrere con voi le tappe più importanti dell’azienda, attraverso i migliori annunci pubblicitari dal 1930 ad oggi.

 

Barattoli Nescafè – Svizzera 1930

Nescafè Svizzera 1940-1950

Nescafè Giappone 1960 – Svizzera 1970

Nescafè India 1980 – Francia 1990

Nescafè Greenblend 200

Nescafè cialde 2010

Qui potrete vedere lo slideshow completo delle campagne pubblicitarie Nescafè. Per l’occasione, in sintonia con il sentimento di “amarcord”, sul sito Nescafè, è possibile rivedere i primi spot realizzati per il caffè che vanta un utilizzo di  5.500 tazze al secondo!

New York 2014: tecnologia, innovazione e design

New York 2014: tecnologia, innovazione e design
Molti si ricorderanno le patinate telefonate di Carrie in Sex and the City da una cabina telefonica di Downtown Manhattan. Magari usciva da un esclusivo party e cercava Samantha. Forse da un vernissage con Charlotte… ma quello che sta accadendo a New York non fa parte dell’esclusività che il telefilm ci ha fatto sognare.

New York reinventa se stessa, sempre. E questa volta lo fa per tutti. Per i newyorkers. Per far conoscere meglio se stessa e per aiutare ogni cittadino e non.

Il mezzo? L’iconica cabina telefonica. Come? Coinvolgendo i migliori talenti della città con un contest in perfetto stile americano.

Chiare e fondamentali le keys chieste dalla città:

  • Sostenibilità: Circa 11.000 cabine generano alla città quasi 18mio $ (dei quali quasi il 90% dall’advertising).
  • Connettività: tutte le cabine hanno la possibilità di essere connesse con la rete wifi e necessariamente dovranno avere questa tecnologia.
  • Design: estetica accattivante e integrazione con l’ambiente non potranno essere un optional.
  • Comunità: supportare il quartiere nel miglior modo possibile.
  • Accessibilità: assenza di barriere architettoniche per permettere anche a disabili di trarre beneficio dai nuovi servizi.
  • Sicurezza: spesso le cabine vengono utilizzate per chiamare gratuitamente il 911 e l’aspetto safety sarà fondamentale per la vittoria.

I risultati non hanno deluso le aspettative. Nata a dicembre 2012, la competizione si è chiusa a marzo con 5 finalisti presentando le idee vincenti che vedranno la luce in un progetto integrato da ottobre 2014 (mese in cui scadrà il contratto con la società fornitrice del servizio dal 1999). Vediamo i progetti vincenti in ogni categoria.

Visual design

New York 2014: tecnologia, innovazione e design

Vinta dalla Frog Design, il progetto Beacon prevede delle colonnine con display al led controllabili con gestures e voce. La nuova cabina potrà chiamare un taxi e le emergenze, illuminare la strada, offrire un pannello interamente dedicato all’advertising e auto-alimentarsi grazie a un pannello solare.

Connettività

New York 2014: tecnologia, innovazione e design

Vince NYfi, un progetto con UI simile allo smartphone che offre app dedicate all’informazione e al turismo. Inoltre distribuirà al lato della struttura biglietti per la metro e per il parcheggio, integrando quindi vecchio e nuovo in un unico device.

Creatività

New York 2014: tecnologia, innovazione e design

Miglior progetto a FXFOWLE’s NYC Loop, grazie al suo design “aperto” e perfettamente integrato nello spazio circostante. Sul lato esterno andranno in loop i messaggi di adv mentre l’interno sarà isolato dal traffico grazie a speciali altoparlanti e offrirà oltre a informazioni utili sul quartiere circostante anche la possibilità di caricare il proprio device.

Funzionalità

New York 2014: tecnologia, innovazione e design

Smart Sidewalk non solo ha proposto una cabina con informazioni locali, web browsing, speciali app e pannello solare, ma anche lettura in braille, filtro dell’acqua e led sul marciapiede per una completezza di informazioni a 360 gradi.

Insomma, per chi ha in programma una visita alla grande mela aspetti Natale 2014 per beneficiare di un servizio nuovo, semplice e funzionale che permetterà di vivere la città da cittadini anche da chi non la conosce affatto.

E tu che professionista per il web sei?

e tu che professionista per il web sei

Immagine creata da www.professionidelweb.it in collaborazione con @SeStyle (Enrico Bisetto)

Lavoratori 2.0 sono finiti i tempi in cui spiegare il proprio lavoro era un’impresa e si riduceva a “smanetto sul web, comunico in rete, disegno layout per siti ecc”. Non trovare mai la casella corrispondente alla propria professione nelle candidature online, resterà un ricordo lontano!

A venire in nostro aiuto (anche io ahimè sono una professionista per il web) è l’IWA Italy la sezione italiana di IWA/HWG, un’associazione incaricata di individuare e definire i profili professionali del web.
Dopo un’analisi accurata i ricercatori hanno individuato ben 21 profili professionali per il web.

Prendete carta e penna, cercate il vostro profilo e scopiazzatelo sul vostro CV, profilo Linkedin, Twitter, Facebook, Google plus e tutti i canali che conoscete; in fondo non siete esperti della rete? Chi meglio di voi/ noi!

Ecco alcuni dei profili individuati, con qualche aiutino per orientarvi.
e tu che professionista per il web sei
Passate le vostre giornate sui social a mediare conversazioi, riposndere ai commenti e pregare per qualche like o follower in più? Allora siete dei

Community Manager

Definizone. Figura professionale del settore Marketing & Comunicazione digitale che si occupa di gestire
comunità virtuali.

Compiti Principali
Il Community Manager crea e potenzia le relazioni tra i membri di una comunità virtuale e tra questa e l’organizzazione committente con una comunicazione efficace.
Monitora tutti i canali di comunicazione usati dall’organizzazione (pagine social, blog, siti referals) e ne valuta i contenuti.
Lavora come free lance o per conto di una società della quale può occuparsi anche di comunicazione interna.

Competenze
Progettazione e sviluppo (marketing non convenzionale, HTML e CSS, strumenti di pubblicazione per il web e principale socila network, trale tante)
Supporto dell’utente
Gestione delle Relazioni (organizzazione di eventi on line, chat webcast)

Qualifiche e certificazioni
Master/Corsi di formazione specifici sulle caratteristiche della comunicazione nel Web e/o la gestione di comunità online
Diploma di Laurea in: Scienze e tecnologie della Comunicazione, Comunicazione pubblica e d’impresa, Giornalismo

e tu che professionista per il web sei
Coordini i lavori e impazzisci ogni giorno a far quadrare conti, rispettare tempi e motivare le persone? Perfetto sei un

Web Project Manager

Definizione
Figura professionale che si occupa della gestione giornaliera delle attività legate ad un progetto in ambito Web. Deve garantire la realizzazione del progetto nel rispetto dei costi, tempi e nella piena soddisfazione del cliente

Compiti principali
Il Web Project Manager ha il compito di
Pianificare e monitorare il progetto
Gestire la comunicazione e le informazioni sia interne che esterne
Coordinare il team, assegnando le diverse mansioni
Gestire forniture e sub appalti
Assicurare la realizzazione del progetto così come concordato con il cliente

Competenze
Pianificazione di Prodotto o di Progetto
Gestione del Progetto e del Portfolio
Gestione del Rischio
Gestione della Relazione
Gestione del Cambiamento del Business

Qualifiche e certificazioni
Conoscenze, competenze e metodologie di Project Management Tradizionale
Conoscenze, competenze e metodologie di Project Management Agile
Metodologie o Framework per il Delivery Agile

e tu che professionista per il web sei
Hai l’ingrato compito di scalare la SERP di Google? Allora sei un

Search Engine Expert

Definizione
Il Search Engine Expert è la figura professionale che si occupa del posizionamento all’interno dei motori dei ricerca al fine di garantire il miglior ritorno sull’investimento (ROI)

Compiti Principali
Il SEearch Engine Expert ha il ruolo di
Formare il personale alla produzione di contenuti ottimizzati per la rete
Progettare e gestire la promozione online su piattaforme di microblogging, social network
Controllare il posizionamento e realizza report periodici

Competenze
Progettazione di Applicazioni
Testing
Gestione della Qualità

Qualifiche
Google Analytics Individual Qualification

e tu che professionista per il web sei
Passi la giornata a scrivere senza sosta? Il tuo profilo professionale è

Web Content Specialist

Definizione
Il Web Content Specialist è la figura professionale destinata alla gestione dei contenuti di un sito web

Compiti Principali
Il Web Content Specialist nello specifico si occupa di
Creare contenuti testuali e multimediali
Controllare e monitorare il rispetto degli standard
Ottimizzare l’usabilità
Assicurare la conformità con i requisiti legali e di privacy e con i vincoli ambientali

Competenze
Erogazione del servizio (editing di contenuti multimediali)
Gestione della relazione (marketing e pubbliche relazioni)
Gestione della Qualità ICT

Qualifiche
Specializzazioni, master o corsi in Web Content Management, Web writing

e tu che professionista per il web sei
Cercare strategie nuove, fare e disfare è all’ordine del giorno! Potrai scrivere nel tuo CV che sei un

Digital Strategic Planner

Definizione
Il Digital Strategic Planner è la figura professionale che analizza le necessità relative alla presenza in rete e supporta il management nelle definizione della strategia da adottare

Compiti principali
In qualità di Digital Strategic Manager dovrai
Indicare le strategie da seguire sulla Rete e sul Web
Pianificare le attività da realizzare sulla Rete e sul Web
Realizzare analisi di benchmarking
Realizzare report periodici sullo stato di attuazione delle attività e sui risultati ottenuti
Realizzare attività formativa all’interno dell’organizzazione

Competenze
Sviluppo del Business Plan
Osservatorio Tecnologico
Progettazione e sviluppo:

Qualifiche
Master/corsi sul marketing e la comunicazione online e offline

e tu che professionista per il web sei
L’importante che se ne parli, non importa se bene o male! Se questa citazione è da cancellare dal tuo vocabolario, soprattutto nel parlarne male, allora sei decisamente un

Reputation Manager

Definizione
Il Reputation Manager è la figura professionale responsabile dell’immagine dell’organizzazione sulla rete e sul web intervenendo in tutte quelle circostanze che possono risultare deleterie per il brand stesso.

Compiti Principali
Presidiare le conversazioni rilevanti in Rete per la reputazione online da fonti media
Individuare ed ingaggiare gli influencers per azioni mirate
Valutare il sentiment online e tutte le altre metriche utili
Gestire i contenuti dannosi per l’individuo/brand
Organizzare e coordinare il lavoro del team e dei membri che lo compongono

Competenze
Gestione dei Livelli di Servizio
Produzione della documentazione
Gestione de problema
Istruzione e Formazione
Gestione della Relazione

Qualifiche
Esperienza nelle relazioni esterne
Corsi di formazione in Digital PR

Non ti riconosci in nessuno di questi profili? Non preoccuparti, non vuol dire che non sei un professionista per il web riconosciuto, ma soltanto che ci sono altri profili da scoprire

The Lovie Awards: ancora poche ore per approfittare dell’Early Entry

I Lovie Awards, giunti alla terza edizione, sono il premio organizzato dall’International Academy of Digital Arts and Sciences (IADAS), già responsabile della promozione dei Webby Awards.

Il meglio del web europeo è invitato ad iscriversi alle categorie: Websites, Online Advertising, Internet Video, Mobile & Apps e Social. Attenzione però, l’Early entry scade domani!

I lavori saranno giudicati dai migliori del settore, tra cui la musicista Imogen Heap, Ian Hogarth di Songkick, Robin Chase, CEO di Buzzcar, e David Rowan, Editor di WIRED!

Cosa stai aspettando? Mettiti alla prova e presenta il tuo lavoro!

Gli eventi internazionali di social media marketing da non perdere

Gli eventi dedicati agli amanti e ai professionisti dei social network sono tanti e quindi abbiamo deciso di elencarvene alcuni tra i più seguiti a livello internazionale che si terranno da qui alla fine dell’estate.

Prendete carta e penna quindi e, se volete, segnateli in agenda o sul vostro smartphone 😉

The Bees Awards

Il primo evento che vi segnaliamo, e di cui vi abbiamo già parlato, è The Bees Awards. Giunto alla quarta edizione, raccoglie e premia i migliori progetti sui social network in tutto il mondo suddivisi per categorie: si parte con la categoria “miglior uso di piattaforme social media” alla nuova “miglior uso di banner sui social media”, passando per “miglior coinvolgimento dei consumatori” fino al “miglior CRM social”.

Il termine ultimo per presentare i propri lavori è stato prolungato al 19 aprile e il 31 maggio verranno annunciati i vincitori, vedremo chi si aggiudicherà i premi nelle diverse categorie.

In attesa dell’evento potete leggere la nostra esclusiva intervista ai giurati 😉

Social Fresh East Conference

Il Social Fresh East 2013 si terrà a Tampa Bay (Florida) dal 18 al 19 aprile, molto interessante per la possibilità di poter partecipare a community di professionisti affermati, on the beach oltretutto 😎

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The Social Media Strategy Summit

Altro evento di particolare interesse è il Social Media Strategy Summit organizzato in 4 diverse tappe, ovvero Chicago, New York, Dallas e Boston, partendo da Chicago il 22-23 aprile e terminando con Boston dal 17 al 19 settembre. L’evento è rivolto a chiunque sia interessato ad apprendere come sfruttare il potenziale dei social media per promuovere il proprio brand.

Nei vari incontri si discuteranno diversi temi molto delicati per chi lavora sui social media, in particolare sono state organizzate 6 aree di lavoro: Corporate Case Studies, Community Engagement and Customer Service, Measurements, inclusi analytics, ROI e tools, Sales Approach, Legal Risks & Strategies, and Marketing Strategies & Tactics.

Digital Summit

Ad Atlanta (Georgia) il 14 e 15 maggio si terrà il Digital Summit. L’obiettivo del Digital Summit è quello di educare e promuovere la lungimiranza e leadership di pensiero su argomenti legati all’internet business e al social media marketing in un forum per professionisti digitali.

Oltre 100 relatori provenienti aziende leader del proprio settore forniranno consigli ed esperienze sulle strategie di marketing digitale analizzando argomenti cruciali quali i social media, il coinvolgimento del cliente, la strategia dei contenuti, il mobile marketing, l’e-commerce, gli analytics e tanto altro.

Glimpse: the social discovery conference

Glimpse: the social discovery conference è in programma il 12 giugno a San Francisco ed è incentrata sul futuro dei social media e di come questi influiscono sul nostro modo di vivere, di decidere e di acquistare.

The Corporate Social Media Summit

Spostiamoci a New York dove dal 12 al 13 giugno andrà in scena il Corporate Social Media Summit, un evento dedicato alle aziende con consigli sul come costruire, rendere operativa e avviare una efficace strategia di social media marketing.

Ci saranno anche case study specifici con speaker di aziende del calibro di Hertz, Mastercard, Mc Donald’s, Dell, Procter & Gamble e tanti altri. Sicuramente un appuntamento da non perdere, o quantomeno da tener d’occhio.

Threats and Legal Issues in Social Media

Terminiamo il nostro elenco di eventi con il Threats and Legal issues in Social Media, in programma a Sydney il 13 e 14 giugno, è un evento di particolare interesse soprattutto per la promozione di tematiche legate alla sicurezza e all’uso dei social media.

Per molte organizzazioni, infatti, i social media sono ancora un territorio sconosciuto e con il loro utilizzo, sia personale sia commerciale, sono sorti molte problematiche giuridiche legate al loro uso – come la diffamazione e la privacy – che scoraggiano molte aziende dall’utilizzarli.

A quale vi piacerebbe assistere?

TechCrunch, a settembre 2013 per la seconda volta in Italia [SCOOP]

L’anno scorso Ninja Marketing ha annunciato in anteprima il grande evento e quest’anno non potevamo essere da meno rivelando le date di uno degli appuntamenti più attesi nel mondo delle startup: TechCrunch Italy

Voci semi-ufficiali ci informano che il 26 ed il 27 settembre 2013 si terrà infatti la seconda edizione dell’iniziativa nata dalla collaborazione di Populis e TechCrunch, che proprio in questa occasione è arrivato per la prima volta in Italia realizzando quello che si è rivelato il più importante evento a livello Europeo per dimensioni e risonanza targato TechCrunch.

Per chi non ha avuto la fortuna di partecipare , vi mostriamo attraverso qualche numero perchè dovete assolutamente inserire questo appuntamento nella vostra agenda.

I numeri dell’edizione 2012


– 1000 partecipanti all’evento;
– 47 le startup selezionate da Mind the Bridge tra centinaia di richieste;
– 100 i developers che si sono sfidati per 12 ore a colpi di codice nell’hackathlon;
– 53 gli speaker d’eccezione chiamati a salire sul palco;
– 3 le startup premiate per un totale di 45k tra assistenza legale, finanziamenti e biglietti per il TechCrunch Disrupt a San Francisco.

In attesa di comunicazioni ufficiali da parte degli organizzatori su location e speaker dell’edizione 2013, vi lasciamo con un’intervista di Luca Ascani, fondatore di Populis, che ci spiega perché abbiamo bisogno di iniziative di questo tipo in Italia.

Singapore Gardens: la macchina da soldi degli spazi e della natura

singaporegarden

Giardini verticali, foreste nebulari in serra, macchia mediterranea e maestosi baobab africani. Vorreste vederli tutti insieme in un bizzarro viaggio nel mondo vegetale? Allora il vostro posto è a Singapore, la garden city d’asia, la città stato che ha fatto della modifica e manomissione del territorio una prerogativa ed un business.

Singapore è la lo stato con la più alta densità abitativa del mondo: oltre 7300 abitanti per chilometro quadrato. Chi la visita resta però raramente con l’impressione di una città caotica o sovraffollata. Gli spazi restano ampi, le strade larghe, ed ogni condominio destina ampi spazi al verde comune, salvo poi svilupparsi in verticale per decine e decine di piani.

La ricerca di spazio è spasmodica e significa denaro. I prezzi degli immobili sono alle stelle, il PIL pro capite è maggiore di oltre il 40% della media europea, e nuovo spazio significa assicurare vivibilità facendo al contempo grossi affari immobiliari. Per questo Singapore ha allargato la propria isola, contendendo spazio al mare, ed espandendosi  di oltre il 30% della propria dimensione negli ultimi 40 anni.

La zona più caratteristica della città, Marina Bay con il suo novero di grattaceli avveniristici, è interamente costruita da terra inventata dall’uomo. Una faraonica e costosa opera di riempimento dei mari. Ma Singapore non è solo grattacieli. La terra ed il business non vengono solo da mattoni e vetri incastonati con forme avvenieristiche.

La città mira a passare da “Garden City”, concetto così importante da essere sulle banconote dei singapore dollars, a “City in the Garden”, invertendo il paradigma di spazio verde, all’intero del quale si trova la città (e non viceversa).

Nel 2005 il primo ministro Lee Hsien Loong annuncia la creazione di “Gardens in the Bay”, un avveniristico ed iconico  parco di 105 ettari meraviglie ed i colori della natura. Inaugurato pochi mesi fa, ovviamente da un nuovo lotto di terra strappato al mare, è un vero e proprio parco tematico dedicato al mondo vegetale. Dimenticatevi i parchi zoo o i parchi botanici.

Gardens in the bay è la terra dei “mega-alberi” ricoperti da giardini verticali, di futuristici padiglioni di vetro dove l’uomo ha plasmato la natura a suo piacimento e e per il proprio compiacimento. E’ diviso in tre diverse aree tematiche incluse in un unico biglietto dal prezzo di ingresso non modico (dai circa 15 euro per i locali ai circa 20 per i turisti), rendendone di fatto una vera e propria macchina da soldi, con circa 1 milioni di visitatori nei primi due mesi di attività. Anche la posizione è strategica, proprio alle spalle del famoso mega albergo “Marina Bsay Sands” con la sua piscina di 120 metri sulla terrazza a forma di sommergibile, proprio accanto ad un grossò casinò.

Non bisogna però dimenticare che la fortissima urbanizzazione di Singapore ha di fatto cancellato la maggior parte della foresta pluviale che ricopriva originalmente l’isola. Ed anche che le riserve rimanenti, nel centro della città, siano generalmente poco frequentate. I locali appaiono generalmente poco interessati ad approfondire la flora comunque rigogliosa, la natura in libertà, ma piuttosto a scattarsi una foto ricordo con il cartello riportante il “punto più alto di Singapore”, ben 163 metri nella collina di Bukit Timah. Da far sganasciare anche il più dilettante degli alpini. Tutti però ben contenti, qualche chilometro “a valle”,  di pagare ed andare ad ammirare, fotografare e farsi fotografare con la natura in cattività. Che non sia un modo per Singapore di pagare il proprio debito con la madreterra? O forse semplicemente, miracoli del marketing

8 mosse per cancellarsi da Internet

8 mosse per cancellarsi da Internet [HOW TO]

8 mosse per cancellarsi da Internet

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Dopo l’ennesima foto imbarazzante o commento fuori luogo, avete deciso di cancellare le vostre tracce da Internet? Il giornalista Charles Arthur ha realizzato per The Guardian il tutorial che state cercando: “How to delete your digital life”, ovvero “Come cancellare la tua vita digitale”. Il riferimento è ovvio: si parla di come cancellarsi da Internet, o meglio dei modi in cui eliminare le informazioni che in maniera più o meno consapevole abbiamo immesso nella rete.

Cancellare la propria web presence

Il video e l’articolo forniscono una serie di tattiche di emergenza per cancellarsi da Internet, da attuare nel momento in cui ci si rende conto di volere rimuovere la propria presenza dal web. Le motivazioni che spingono gli utenti a intraprendere questa strada sono tra le più diverse: dalla volontà di tutelare la propria privacy, al tentativo di eliminare esperienze, commenti e informazioni riservate e/o imbarazzanti dalle pagine del Web.

Ecco cosa suggerisce Charles Arthur:

Come eliminare le vostre tracce in 8 passaggi

1) Se avete Facebook, impostate la Privacy su “Privato” o “Da non condividere”.

2) Cercate le foto in cui siete taggati, passate il mouse sull’immagine fino a vedere comparire una stella e una matita in alto a destra. Da qui, potete scegliere di rimuovere il tag, cliccando su “Voglio eliminare il mio tag”. Se desiderate eliminare totalmente la vostra presenza da Facebook, resterete delusi. Un account di Facebook non è mai davvero cancellato: infatti si può solo disattivare. Una volta cliccato su “Disattiva l’account”, tutte le informazioni diventano automaticamente proprietà di Facebook. Quindi, siate certi di eliminare tutto il possibile, prima di premere quel bottone.

3) Diverso è il discorso per gli account Blogger, la piattaforma per blog di Google: cancellando il profilo, tutti i post e i commenti al blog saranno eliminati.

4) Anche i blog di Tumblr e WordPress consentono la cancellazione dei contenuti e degli account. Verificate la vostra web presence su Pipl.com e scoprite i vostri account fantasma (scommetto che c’eravate su Myspace, qualche anno fa).

8 mosse per cancellarsi da Internet

5) Cercate il vostro nome e cognome (meglio se tra virgolette “Nome Cognome”) sui motori di ricerca e terrorizzatevi nello scoprire in quante pagine siete presenti con foto, commenti, post di forum e tag. Cercate di risalire agli amministratori delle suddette pagine e richiedete di eliminare i vostri riferimenti dai loro siti, spiegando – gentilmente e con dovizia di particolari – le motivazioni che vi spingono a tale richiesta.

6) Cercate il vostro nome e cognome anche su Google Images e provate a richiedere la cancellazione a chi di dovere. Ricordate di essere gentili o indisporrete i vostri interlocutori, ottenendo l’effetto contrario.

7) Dopo avere cancellato tutto quello che avete trovato, continuate a cercare il vostro nome su diversi motori di ricerca e proseguite la vostra opera di cancellazione con le procedure sopra evidenziate.

8 ) Probabilmente non riuscirete a eliminare tutto: ricordate che qualsiasi contenuto pubblicato tramite Facebook, Blogger o WordPress potrebbe serpeggiare per il Web per sempre, memorizzato su The Internet Archive. Rimuovere contenuti da questo sito, il cui obiettivo è di archiviare tutte le informazioni che esso recupera sul Web, è impresa ardua che richiede un approccio sempre diverso per le richieste di cancellazione.

8 mosse per cancellarsi da Internet

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Il buon senso prima di tutto

Cosa aggiungere? Che è sbagliato considerare Internet come una realtà virtuale: essa è piuttosto un’estensione digitale del nostro analogico quotidiano. Tutte le operazioni che intraprendiamo via web, dagli acquisti all’invio di email, sono archiviate da qualche parte in uno dei 600 milioni di server sparsi in giro per il mondo.

Per non doversi pentire di post sgraditi, basta seguire le regole del buon senso e stare attenti a non pubblicare niente di cui ci potremmo vergognare, a distanza di anni. E se proprio non rimane altra scelta, possiamo infine rivolgerci ad agenzie specializzate non solo nella rimozione delle informazioni da Internet, ma anche nella gestione dei contenuti di persone e aziende, come ad esempio Reputation.com.