Personal Jobbing, come mettersi al centro del sistema: tra counseling e storytelling

Quella che vedete è la copertina di un libro gratuito, online, utile a chi vuole costruire una propria storia professionale di successo.
Offre piccoli spunti di personal branding, counseling e storytelling e nasce con l’idea della condivisione gratuita del sapere, pensata e realizzata da Alessandro Rimassa, che ha attivato un corso di formazione, all’interno della scuola Management Lab allo IED, proprio su questi contenuti (e che ha creato l’hashtag #facilecambiare per esprimere la sua filosofia di vita “basta volere e saper agire”), con l’obiettivo ultimo di insegnare ai giovani come sia possibile costruirsi un futuro, così da rimetterli al centro del sistema.

“Ricordate il film Il Discorso del Re? Se il principe Albert, duca di York, non avesse risolto il suo problema di balbuzie e imparato a parlare in pubblico non sarebbe mai diventato Re Giorgio VI. Lo stesso, al giorno d’oggi, vale per tutti voi.

Il mercato è saturo, non importa quanto bravi, competenti e preparati siate, né quanto talento possediate. O meglio, la professionalità è fondamentale ma, dando per scontate le vostre capacità, c’è un altro fattore determinante per la vostra carriera: il modo in cui vi presentate. Se non sarete in grado di parlare in pubblico, vendere voi stessi come un brand e costruire una storia che valorizzi le vostre qualità migliori, non vi affermerete mai come i professionisti che siete. Non diventerete Re, insomma”

si legge sin dall’introduzione di Personal Jobbing.

Ho così voluto capire l’anima di un libro del genere che sostanzialmente, vista la situazione economica, esistenziale e generazionale in cui ci troviamo, suggerisce la costruzione di un’immagine digitale perfetta per riuscire a crearci un ruolo e un lavoro socialmente desiderabili… e uscire così dalla crisi? Alle mie domande, Alessandro ha risposto così.

A che cosa corrisponde l’espressione “personal jobbing”?

Jobbing è il titolo che abbiamo dato a un libro sulle nuove professioni, scritto nel 2009 con Antonio Incorvaia e pubblicato da Sperling & Kupfer. Ho voluto riproporre quella “corsa costante alla ricerca di nuovi lavori” e aggiungere il concetto di personalizzazione, cioè il costruire una carriera sulle caratteristiche e sulle esigenze della singola persona.

Ma l’obiettivo di avere una immagine digitale desiderabile qual è?

Credo che digitale e reale viaggino sullo stesso binario, uno sovrapposto all’altro. Oggi è importante posizionarsi online per costruire la propria carriera, noi non consigliamo di agire solo in rete, ma anche.

Quali sono i “5 Essere” e i “5 Fare” del marketing personale? Come si attivano?

Sincerità, chiarezza, unicità, costanza e appartenenza a una rete sociale: questi sono i 5 essere del personal branding. I 5 fare: farlo per un target, pubblicamente, online, gratis e per voi stessi.

Nel libro entriamo nel dettaglio di queste dieci regole, quello che conta è credere in ciò che si fa e agire non per un ritorno diretto e immediato ma per la costruzione di una propria identità professionale che si svilupperà nel tempo. Se vuoi fare qualcosa oggi per ottenere qualcosa oggi, il marketing personale non è certo la strada da seguire, perché è una pratica “onesta”, che premia cioè il contenuto. E in questo caso il contenuto siamo noi stessi.

Se fossi costretto a scegliere uno e solo uno tra i 5Essere e i 5Fare del marketing personale, quale sarebbe (e perché)?

Scelgo la sincerità e il me stesso. Perché se vuoi creare davvero un brand importante e duraturo non puoi mentire, né agli altri né a te stesso. E quindi se non ci credi tu, e non riesci a essere trasparente, non costruirai mai una storia di successo.

Se ti avessi fatto la stessa domanda di poco fa senza chiederti di darmi la motivazione, avresti fatto la stessa scelta?

Ovviamente sì. Ho fatto della trasparenza il valore alla base del mio personal brand non perché volessi costruire qualcosa di specifico ma perché è il valore alla base della mia educazione. Più trasparenza, in tutto, significherebbe più onestà e più merito, cioè la società che non soltanto sogno, ma alla costruzione della quale cerco di lavorare ogni giorno.

Quanto conta l’etica personale nello sviluppo dei ruoli sociali e professionali che ci diamo?

Io credo sia portante, specie in una fase di enorme cambiamento come quella che stiamo vivendo. Ciò che Mirko Pallera scrive in Create! corrisponde, dal punto di vista del marketing, a quello che Jeremy Rifkin teorizza a livello globale in La Terza Rivoluzione Industriale. Quindi non c’è ruolo professionale senza etica, per chi vuole contribuire a costruire una nuova società partecipata, orizzontale, inclusiva.

Quale idea hai dei 520 membri del gruppo fired by facebook che sono stati licenziati a causa dei loro comportamenti sui social network?

Credo che ciò che facciamo, online e offline, debba sempre tenere conto che qualcuno ci osserva e che i nostri comportamenti possono avere delle conseguenze. Positive o negative.

Personal branding vs reputazione aziendale: qual è l’ordine gerarchico da considerare?

Se si sviluppa un buon personal branding, si contribuisce alla reputazione della propria azienda, viceversa si fa il contrario. Quindi personal branding in prima fila, perché l’azienda è vincente quando è davvero somma di persone, competenze, diversità. La forza delle imprese, specie di quelle italiane, sta nel capitale umano, ricordiamocelo sempre che il nostro Paese vince laddove punta sulla qualità delle persone.

Tra i capitoli del libro troviamo anche citazioni che ci spiegano come “Ognuno ha
la possibilità di diventare un brand degno di essere ricordato
” e che la bravura consisterà nel fare in modo che “il tuo brand sia quello che la gente dice di te quando non sei nella stanza“.

I contenuti di Personal Jobbing sono materialmente molto utili (lo saranno molto anche a me), ma mettersi al centro del sistema non significa anche compiere quella forma di parricidio nei confronti del passato per potersi inventare una dimensione culturale completamente nuova? Nell’epoca degli influencer è facile immaginare una risposta a questa mia domanda.

Diteci cosa ne pensate, ma non prima di averlo scaricato e letto! 🙂
Personal Jobbing è online e gratis, cliccate qui per avere la vostra copia.

Lipton tiene al fresco le tue idee con la vending machine termo-sensibile

L’idea creativa di “avere sempre idee e mente fresca” è nata all’agenzia Stretch, specializzata in marketing esperienziale. Il suo credo è quello di fondere il messaggio con la pratica, facendo vivere in prima persona e fisicamente il contenuto del messaggio.

Dal 13 febbraio è partita la campagna della Lipton: alcuni totem interattivi regalano la famosa bibita a chi dimostra di essere accaldato, misurando il proprio calore corporeo grazie ad un sensore che analizza il palmo della mano. Nel caso in cui la persona non sia sufficientemente “calda” da ricevere il tè freddo, il computer suggerisce alcuni esercizi per aumentare la temperatura corporea.

Ecco il risultato:

Le persone in fila ad attendere il loro turno si scaldano ballando e improvvisando esercizi ginnici. L’esperienza vissuta è divertente, fa socializzare, ridere e alla fine rilassare grazie al tè freddo.

C’è anche la possibilità di condividere l’esperienza istantaneamente: grazie agli iPad, possono rivedersi o vedere le altre persone coinvolte sulla pagina Facebook dedicata.

Codemotion: tecnologia ed emozione si uniscono a Roma! [EVENTO]

Codemotion: tecnologia ed emozione si uniscono a Roma!

Anche la programmazione è un’arte! E per riunire linguaggi, tecnologie ed emozioni quale migliore occasione di un evento internazionale come Codemotion? A Roma, 4 giorni di iniziative (20 e 21 marzo due giorni di workshop, più due giorni di conferenze il 22 e 23) vi aspettano per la maratona informatica più attesa.

Tecnologia ed emozione si uniscono a Roma: ecco il Codemotion 2013

Più di 100 talk tecnici, un hackathon, 10 workshop, laboratori per bambini e tanto altro! Sono attesi più di 3000 partecipanti fra sviluppatori software, maker, studenti e appassionati della programmazione. Ci saranno ospiti da Facebook, Google, SoudCloud ma anche tanti relatori riconosciuti come veri e propri guru esperti in tecnologie specifiche.

Nei due giorni di conferenza ci saranno 14 parallele tematiche dove si parlerà di: Web, Big Data, maker, sviluppo Gaming, Mobile, Enterprise, Javascript, Cloud, Linguaggi, Metodi, Opensource, Innovazione. Ci sarà anche spazio per interventi meno tecnici rivolti alle esperienze di vita degli sviluppatori.

L’evento di apertura sarà “Meet the innovative CEOs“, con Carlo Purassanta CEO Microsoft, Davide Gomba CEO Officine Arduino e Arianna Bassoli CEO Frestyl che risponderanno alle domande di Riccardo Luna su temi legati all’innovazione.
Ci sarà oggi pomeriggio, dalle 18 ed è possibile registrarsi qui.

Interessanti anche i Meetup delle Community, per condividere esperienze e passioni.

Questa l’agenda generale, ma potete scoprire il programma più dettagliato per il 22 marzo e per il 23 marzo:

Codemotion: tecnologia ed emozione si uniscono a Roma!

Il Codemotion Roma si terrà a Roma il 22 e 23 marzo e verrà ospitato dalla Facoltà di Ingegneria di Roma Tre.

La partecipazione a Codemotion è gratuita ma occorre registrarsi. Per ogni informazione http://rome.codemotionworld.com/ email: info@codemotion.it.

Non dimenticate i vostri curricula! 🙂

Mobile Marketing: 3 consigli per conquistare i tuoi clienti [INFOGRAFICA]

Ricordate che a suo tempo vi avevamo già parlato di quello che pensa il consumatore rispetto alle tecniche di mobile marketing? Erano due anni fa circa e già vi segnalavamo l’importanza di un approccio ragionato rispetto a quello che vuole il consumatore e su cosa preferisce.

All’epoca si parlava di come i consumatori fossero comunque positivamente ricettivi verso il marketing attraverso la tecnologia mobile. Oggi i consumatori hanno device più smart, più potenti e accedono ad internet da mobile ancora più di allora, acquistando direttamente da tablet e smartphone.

Vi proponiamo questa volta l’infografica studiata e creata da Warehouse Merchant su come la vostra azienda può abbracciare la rivoluzione mobile e acquisire clienti connessi. Vi anticipiamo qui i 3 suggerimenti da considerare relativi ai nuovi consumatori con cui le aziende devono oggi approcciarsi:

1. Ponete attenzione al mantenimento dei clienti e all’acquisizione

Le aziende di oggi hanno bisogno di strategie che non solo attirino gli utenti che si connettono dai loro device mobili, ma che creino anche di creare le condizioni per mantenerli.

Questo è decisamente il risultato più redditizio per il proprio business soprattutto in considerazione del fatto che guadagnare un nuovo cliente è sei volte più costoso che mantenerne uno, un dato che dovrebbe mettere in evidenza l’importanza dei progetti di fidelizzazione.

2. Fate in modo che per i clienti sia facile comprare

Dove per comprare intendiamo ovviamente l’acquisto online: sembrerà assurdo parlare ancora di difficoltà da questo punto di vista, ma vi basterà dirvi che il 55 % delle aziende americane ancora non accetta i pagamenti online con carta di credito. Il mobile marketing invece guarda da tempo all’e-commerce e non solo: lo shopping oggi si fa anche con smartphone, visto il 95% di questi nel 2012 è stato realizzato affinchè potesse supportare la tecnologia NFC!

3. Abbracciate il Mobile Marketing

Dal 2012 al 2016 è previsto il boom del Mobile Marketing ed è ovvio visto il numero crescente di acquisto di smartphone e tablet: in parole povere il Mobile Marketing diventerà un canale preferenziale per l’advertising quanto per l’acquisto.

Vi lasciamo con l’infografica e vi chiediamo: perché aspettare ancora per lanciarsi in questi nuovi orizzonti? 😉

Il Sensore Biometrico di MC10: la seconda pelle che penserà alla nostra salute!

 Il Sensore Biometrico di MC10: la seconda pelle che penserà alla nostra salute!

Si indossa come un tatuaggio ma è molto più utile: è il sensore biometrico  second skin ideato da MC10 per tenere sotto controllo i parametri vitali di chi lo indossa.
La missione di MC10 è infatti quella di estendere le capacità umane grazie a componenti micro elettronici, praticamente invisibili.

Questi componenti, ridisegnati in modo flessibile e conforme al corpo umano, possono essere indossati nella quotidianità e non creano problemi neanche durante sport in acqua o sotto la doccia.
Inizialmente pensato per gli atleti, il sensore biometrico di MC10 può essere stampato direttamente sulla pelle di un paziente e basta uno strato di comune cerotto liquido a proteggerlo (di quelli reperibili in qualsiasi farmacia o supermarket).

 Il Sensore Biometrico di MC10: la seconda pelle che penserà alla nostra salute!

Il sensore biometrico è in grado di misurare la temperatura, il battito, il livello di idratazione e altri parametri vitali, dura due settimane e poi si distacca in modo naturale dalla pelle, senza creare effetti collaterali.

Guardate in questo video  alcune applicazioni della seconda pelle smart di MC10:

MC10 sta ancora sviluppando le funzionalità wireless del prodotto, che potrà essere usato sia negli ospedali sia per uso commerciale.

 Il Sensore Biometrico di MC10: la seconda pelle che penserà alla nostra salute!

I potenziali impieghi di quest’affascinante tecnologia vanno dall’ambito sport & wellness (indicatori di impatti, check del livello di idratazione, check cardiaco e del livello di attività)  a quello più propriamente medico, dalla diagnosi da casa al monitoring remoto, senza contare l’uso in difesa per quanto riguarda l’equipaggiamento dei corpi speciali.

E voi siete pronti ad indossare una seconda pelle  e passare da da umani a super umani 🙂 ?

12 sfortunati (ma divertenti) placement pubblicitari

Quando si dice al posto sbagliato nel momento sbagliato! Di seguito 12 affissioni pubblicitarie provenienti da tutto il mondo, un po’sfortunate ma di sicuro divertenti.

1 La colla non dura per sempre

2 In Australia i papà lavorano fino a tardi

3 Ambiguo

4 MiaoMessia

5 Tutti contro Lincoln

6 Che chioma

7 Meglio di no…

8 A tutti un funerale!

9 Meglio il 4×4

10 L’ascesa delle scimmie e delle banche in Russia

11 I tempi cambiano

12 Smettila di piangere!

Adidas e Google insieme per le nuove Talking Shoes [VIDEO]

Se si tratti di un localizzatore di posizione per percorsi di allenamento, di uno strumento di analisi delle performance o di un vero e proprio personal trainer non è ancora del tutto chiaro, ma il prototipo di “Talking Shoe” messo in piedi da Adidas e Google ha davvero una componente di innovazione che mancava nel segmento del social training.

Il video mostra un nuovo paio di Adidas che interagisce e parla con il soggetto che le indossa in base ai movimenti che esegue: le scarpe in connessione con uno smartphone, ovviamente Android, e con i vari account social, Google + in prima fila, raccontano cosa succede mentre le indossi, e monitora quanto sei attivo.

Il prototipo delle scarpe è dotato di un accelerometro che misura velocità e movimenti, un sensore di pressione allocato sulla suola e un giroscopio per i cambi di direzione ed equilibrio. Un microprocessore prende le informazioni dai vari sensori e calcola i livelli di attività per poi mandare i dati allo smartphone collegato via Bluetooth che comunica tramite speakers. Una app inoltre potrebbe analizzare le informazioni e tramite GPS organizzare un percorso di allenamento da seguire (in caso di jogging per esempio).

La collaborazione tra le due big companies è stata supportata dall’agenzia newyorkese YesYesNo che con Google si occupa di immaginare il futuro dell’advertising mediante una serie di esperimenti. A Montain View c’è un reparto chiamato Art Copy and Code che si occupa di portare l’advertising ad un livello più vicino agli oggetti di tutti i giorni delineandolo in diverse forme creative.

La risposta ad Apple e Nike, al noto co-marketing Nike+ (dapprima un’interazione tra scarpe e iPod e poi una app GPS based) è arrivata, con una serie di implementazioni che vorrebbero essere più di uno strumento di allenamento: l’introduzione della componente social, di una voce che interagisce e commenta in base ai movimenti, dello sharing in real time geolocalizzato permettono un posizionamento del prodotto distante da un semplice accessorio e molto più vicino ad un’esperienza unica nel suo genere.

Hot Pop Factory: la stampa 3D si fa gioiello [INTERVISTA]

L’avvento della Stampa 3D ha dato al design una spinta che non avremmo mai potuto immaginare fino a qualche anno fa. Discorso analogo vale per il mondo della moda e, nella fattispecie, per quello della gioielleria, come ci dimostra lo studio Hot Pop Factory.

Fondata da due giovani designer di Toronto, Hot Pop Factory è l’esempio perfetto di come le nuove tecnologie possano portare a una rivoluzione del modo di concepire il processo produttivo, verso quella che loro stessi definiscono una “nuova era della personalizzazione di massa”. A tal proposito noi di Ninja Marketing abbiamo deciso di intervistarli, per saziare qualche nostra curiosità sull’argomento!

1) Ciao Hot Pop Factoy, vuoi presentarti ai nostri ninja-lettori?

Hot Pop Factory è uno studio di design con sede a Toronto avviato da me, Matt Compeau, e la mia socia Bi-Ying Miao. Ci siamo specializzati in tecnologie di fabbricazione digitali, in particolare nella stampa 3D, che usiamo per la realizzazione dei nostri gioielli.

2) Quando avete iniziato a utilizzare la stampa 3D? Ci puoi spiegare brevemente come funziona?

Siamo entrati nel mondo della stampa 3D all’Università, quando stavamo studiando architettura. Volevamo realizzare dei prototipi in stampa 3D dei nostri progetti.
Esistono diversi tipi di tecnologie di stampa 3D, ma il processo che noi utilizziamo funziona come una pistola di colla controllata dal computer: un lungo filamento di plastica viene fuso e lavorato all’interno di un erogatore riscaldato. Il materiale fuso viene poi depositato strato per strato fino a costruire pian piano la forma finale in 3D.

3) Perchè avete scelto proprio i gioielli e non qualcos’altro?

La Stampa 3D è sicuramente una tecnologia interessante, ma abbiamo riscontrato che la maggior parte delle persone, nonostante ne abbiano sentito parlare, non l’hanno mai sperimentata nella loro vita quotidiana. Noi volevamo trovare un modo per portare la stampa 3D nella vita di quelle persone che non potrebbero sperimentarla altrimenti. Questo è il momento in cui la gioielleria è entrata in gioco: l’abbiamo scelta perché questi ornamenti sono oggetti molto intimi e personali che permettono alle persone di entrare in contatto con una tecnologia che non potrebbero conoscere in altro modo.

4) Com’è nata Stratigraphia, la vostra prima collezione?

Lo scopo della nostra prima collezione è stato quello di esplorare le possibilità di consumo delle stampanti 3D. Stratigraphia fa riferimento alla sovrapposizione dei livelli che compongono ogni oggetto stampato in 3D, che noi abbiamo paragonato ai processi di erosione ed accrescimento presenti in natura e utilizzato come ispirazione per creare un’estetica che fosse unica per il processo di manifattura additiva.

5) State già lavorando a un’altra serie? Qualche anticipazione?

Abbiamo alcuni nuovi progetti in cantiere, in questo momento. Stiamo esplorando alcuni nuovi materiali disponibili esclusivamente per la stampa 3D e stiamo anche studiando una nuova geometria algoritmicamente più definita che ci permetta di rendere ogni pezzo da noi prodotto unico nel suo genere e non replicabile.

6) Quali sono, secondo voi, le maggiori potenzialità della stampa 3D?

La cosa che ci affascina maggiormente della stampa 3D è il fatto che potrà un giorno permettere alle persone di personalizzare tutto ciò che possiedono. Crediamo che sia una rivoluzione che ci permetterà di evolvere dalla produzione di massa a una nuova era della personalizzazione di massa. Le nostre collezioni sono le prime esplorazioni di questa idea.

FIAT 500L torna con The Fatherhood [VIRAL VIDEO]

Nell’ultimo capitolo virale The Motherhood feat.Fiat 500L FIAT UK ci aveva presentato un quadro tanto realistico quanto ironico sulla difficile arte di essere mamme e allo stesso tempo moderne, dinamiche e femminili, concentrato in un rap dedicato a tutte loro.

In questo nuovo e altrettanto brillante video la parola passa ai papà che, oramai al pari delle mamme, si occupano della cura dei propri figli.
L’idea creativa parte da un sondaggio nazionale inglese attestante che i giovani genitori ogni anno percorrono in media duemila chilometri in auto tentando disperatamente (e quasi sempre invano!) di addormentare i propri pargoli.

Così ecco papà ritrovarsi a girare in auto nel cuore della notte con due bambini urlanti. Ed ecco che l’immaginazione lo riporta in un video musicale anni ’80 e a come era la sua vita prima di perdere il sonno!

Anche questa volta FIAT ha le idee ben chiare sul target di riferimento: giovane, alla ricerca di praticità ma anche esigente e attento allo stile. E stando ai commenti pare che i papà siano molto soddisfatti 😀

Asmallworld, scandalo e annuncio shock: via gli utenti cafoni!

Non bisogna mai dir male della buona società; solo chi non ne fa parte ne parla male“, ammoniva Oscar Wilde. Tenetela presente questa frase, mentre leggete del caso di alto tradimento appena avvenuto nel grande mondo di Asmallworld. Una storia – su cui gli inquirenti mantengono lo stretto riserbo – che minaccia di scuotere alle fondamenta il mondo dei social network. E una storia sulla quale Ninja Marketing è in grado di diffondere notizie esclusive, ma andiamo con ordine.

Asmallworld (per chi non lo conoscesse o per chi nel frattempo era impegnato a scrivere i cartelloni “Siamo il 99%”) è il social network dell’esclusività: per entrare hai bisogno di un invito personale, raro quanto una Kelly. Regole stringenti, raccomandazioni chieste sottovoce, sguardi di superiorità da parte di chi vi è iscritto da più tempo di te, gare a suon di miglia frequent flyer nel Geolocator. Le regole del servizio citano persino il divieto di compravendita di account, un mercato nero foraggiato senza alcun dubbio da Klout.

Asmallworld vuole essere il discrimine digitale tra buona e cattiva società, il myspace dei milionari insomma. Fondato nel 2004 da Erik Wachtmeister, giustappunto ricco, biondo-svedese e figlio di.

Un posizionamento di nicchia che finisce inevitabilmente per contrastare con i modelli di business sostenibili a lungo termine. Facebook & Co. ci abituano a ragionare in termini di reach, fan, follower, più persone parlano di te meglio è. Per crescere bisogna fare proselitismo, ma l’1% del mondo resta pur sempre tale. Ad un certo punto, per coerenza, bisogna sbarrare l’ingresso col cordone di velluto rosso. Ed il momento è arrivato in questi mesi, quando Asmallworld è arrivato a quota circa 850,000 membri:

Ma a destare scalpore è l’annuncio di ieri: non solo i golden ticket sono stati tutti già trovati, ma per Asmallworld si rende necessario fare pulizia interna. Bandire gli scemi del villaggio digitale, quelli non in linea con la vision del sito, scritta ad Aspen in un giorno soleggiato di marzo.

Per non tradire quello “spirito unico di apertura di Asmallworld”, occorre chiudersi. E adesso è caccia agli epurati: scarti della società social, parvenus 2.0 che si siedono un tavolo prenotato da altri. Ma chi sono e soprattutto di quali colpe si sono macchiati a tal punto da meritare l’esilio?

Ninja Marketing ha raccolto intelligence da fonti che preferiscono restare anonime. Vi possiamo rivelare in via esclusiva che ad essere cacciati saranno quei membri:

– che ancora pagano per il wifi negli hotel
– che non hanno un clutter specialist
– che si vantano di avere i Google Glass versione 1.0
– che non rimuovono le chiavette USB in modo sicuro
– quelli che sono su Best of All Worlds
– chi ha una foto profilo con la bottiglia gigante di champagne
quelli coi trolley rumorosi Update: quelli coi trolley
– chi ha spifferato ai 4 venti quel posticino per il brunch a Cabo San Lucas
– quelli con le Hogan
Tiger Woods, Lindsay Lohan e Gianni Minà

Possono invece restare:

– quelli che la sera non fanno check-in nei locali ma sono i locali a fare check-in in loro
– i vip member di Uber
– quelli che hanno un iPhone (5) per trovare l’iPhone (5)
– quelli iscritti a lacrosse da almeno 25 anni
– quelli che non hanno mai ordinato un cosmopolitan
– quelli che si fanno tagliare i capelli solo da Norman Foster
– quelli che sanno creare il giusto equilibrio tra finestrino ed aria condizionata sulla Lambo
– quelli che sanno veramente come Pippa Middleton organizza le feste

Siete stati eliminati? Suvvia, consolatevi, uscite all’aria aperta: si sa che l’unico vero arbitro di vita è solo il campo da golf.