Alla New York Fashion Week 2013 la moda è per tutti i gusti!

La New York Fashion Week 2013 è appena trascorsa, tutte le collezioni hanno calcato il palco più cool della Grande Mela e i pronostici sulle tendenze della prossima stagione autunno/inverno hanno lasciato il posto agli splendidi lavori di alta moda.

Volendo proporvi un assaggio prelibato che potesse accontentare i gusti di molti di voi, abbiamo selezionato tre stilisti dallo stile unico che in questa occasione non hanno deluso le aspettative di nessuno: Red Valentino, Juicy Couture e J Brand.

Red Valentino

Gonne voluminose e minigonne, mantelline e deliziosi abitini, Red Valentino è l’ingrediente perfetto per i palati più romantici.
Con stampe e ricami a metà tra la fiaba di Hansel e Gretel e le Matrioske russe, la collezione ci presenta un look “da favola” completato dagli eccentrici accessori: cerchietti con fiocco, calze fino al ginocchio corredate da merletti, rose rosse su scarpe nere. In questa Fashion Week Red Valentino ha voluto farci sognare!

Juicy Couture

Pensando alla donna casual della city, Juicy Couture disegna una collezione piena di vestitini leggeri e pantaloni eccentrici, ricca di righe e stampe floreali dai colori a volte forti e a volte delicati, mixando il look rock allo stile bon ton per soddisfare tutte le preferenze.

J Brand

Contrapponendosi alle bamboline dalle gote rosa di Red Valentino, J Brand propone pallide modelle vestite di una gamma cromatica che dal nero al grigio al bianco lascia che la fantasia si sbizzarrisca più sui tessuti e sul design che sul colore. Il risultato è un look aggressivo ma comunque molto femminile, che ci ricorda come la bellezza possa declinarsi in molteplici sfumature.

Social Media Week Milano: 4 eventi da non perdere!

Al via oggi la Social Media Week che si terrà a Milano fino al 22 febbraio. Il tema internazionale di questa edizione è Open & Connected: Principles for a Collaborative World.

Sin dalla prima edizione, nel Febbraio 2009 la Social Media Week è sempre stata una piattaforma internazionale per discutere e approfondire l’impatto dei Social Media nei grandi eventi, come ad esempio le elezioni presidenziali del 2008, il terremoto di Haiti, la primavera araba, e più recentemente con l’uragano Sandy.
Ognuno di questi eventi ci ha dimostrato che la società moderna è unita, interconnessa e capace di collaborare e organizzarsi in modi impensabili prima d’ora.

Da qui le basi per il nostro nuovo tema globale, Open & Connected: Principles for a Collaborative World, che ci consentirà di capire come possiamo migliorare ulteriormente la nostra comprensione del ruolo dei Social Media comeforza potente e propositiva nelle nostre vite.

Gli eventi in programma, come sempre, tratteranno ampiamente diversi temi: Advertising & Marketing, Business & Entrepreneurship, Education & Learning, Health & Wellness, Lifestyle & Culture, Media & Publishing, Networking & Parties, Politics & Government, Science & Technology e Society & Environment.

Noi Ninja vi suggeriamo quatto eventi da non perdere che si terranno tra oggi e domani:

Nokia presenta: fotografia e mobile, oggi tutti possono essere fotografi

L’evento si terrà oggi a Palazzo Reale (Sala Conferenze) – Piazza del Duomo, 14 – dalle 16,30 alle 18 e analizzerà il ruolo del fotografo ai giorni nostri e com’è cambiato il rapporto delle persone con la fotografia in seguito all’avvento degli smartphone e dei social di foto sharing.

La strategia digitale per la Marriage Equality

Il secondo evento che vi consigliamo per la giornata odierna si terrà anch’esso nella location di Palazzo Reale (Sala Conferenze) – Piazza del Duomo, 14 – dalle 19,00 alle 20,30.

Ryan Davis, Co-Fondatore e Digital Director di “The Four 2012“, racconterà la storia della collaborazione che ha portato alle vittorie delle elezioni americane 2012 sul tema della Marriage Equality: parità dei diritti di matrimonio per le coppie, anche dello stesso sesso.

La città che dà spazio al tempo: conciliazione e work-life balance

Tra gli eventi che si terranno domani vi segnaliamo questo che si terrà presso la Galleria Vittorio Emanuele II (Urban Center) – Galleria Vittorio Emanuele II 11/12 – dalle 13 alle 14 e tratterà le problematiche legate all’inadeguatezza delle strutture organizzative lavorative e di come i cittadini trovano metodi personali e innovativi per conciliare lavoro, famiglia e vita quotidiana.

Per questo evento è previsto anche un servizio cobaby: uno spazio giochi gratuito e custodito da educatrici per bambini dai 6 mesi ai 12 anni.

Smart governance: dialogo, partecipazione e Citizen Relationship Management

Il secondo evento che vi proponiamo per la giornata di domani si terrà presso Palazzo Reale (Sala Conferenze) – Piazza del Duomo, 14 – dalle 19,00 alle 20,30 nel quale si analizzerà come cambia il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione con l’introduzione dei nuovi media. In particolar modo sarà preso in esame l’esempio della città di Chicago, che sarà poi confrontato con le realtà internazionali e con l’esempio italiano della città di Bologna.

Pronti a partecipare? 😉

Harlem Shake, l'esplosione del nuovo fenomeno virale

Dalle nostre parti il virus sembra non essere ancora arrivato, ma in particolare nel mondo anglosassone è vera epidemia. Il nuovo “Gangnam Style” imperversa nelle case, negli uffici e nelle aziende di mezzo mondo, e si chiama “Harlem Shake“.

Gli appassionati di danza conosceranno questo termine come nome di un famoso passo coreografico nato negli anni ’80, ma nella memoria collettiva da oggi in poi Harlem Shake sarà quell’insieme di video in cui personaggi a volte inimmaginabili si dimenano a ritmo della hit dubstep di Baauer, giovane dj newyorkese.

Com’è cominciata

Lo YouTuber “Filthy Frank” pubblica un video in cui vestito da “Pink Guy”, personaggio già apparso sul suo vlog e accompagnato da altri tra cui un Power Ranger, si scatena sulla base di Harlem Shake.

SunnyCoastSkate ha poi replicato il video aggiungendo degli elementi che sono poi stati utilizzati in tutti quelli successivi.

Da questo momento, decine di migliaia di “Harlem shake” sono comparsi in Rete.

http://youtube-trends.blogspot.it

Oltre la parodia

Parodizzare un video del genere è impresa ardua, in sostanza perché non vi è nulla da mettere in ridicolo, su cui ironizzare o da involgarire, così come non vi sono particolari elementi da estrarre e imitare.

La cavalcata di “Gangnam Style” è valsa da sola decine di imitazioni, il video di “Call me maybe” è stato replicato in svariate versioni, tutte differenti, per merito della sua orecchiabilità e del testo leggero.

In questo caso, è stato replicato tutto il contenuto senza sostanziali modifiche. I video ripetono uno schema preciso: medesima durata, medesimi stacchi, presenza di un jump cut sul cambio di scena, oggetti di scena come il casco.

La parodia è messa in scena ed enfatizzazione del ridicolo, dell’improbabile all’interno di un testo, in senso lato, preesistente. Dimensione già ampiamente messa in risalto dal video originale e il suo carattere ‘non sense’.

La decontestualizzazione

Dal dormitorio agli uffici e ai salotti di casa il passo è stato breve. È bastato che venisse pubblicato un remake realizzato dagli impiegati di ‘Maker Studios’ (società americana che, non a caso, produce molti tra i più importanti contenuti audiovisivi su YouTube) per portare il fenomeno ad un livello diverso, meno goliardico e più universale, condivisibile, adattabile.

La squadra di nuoto della UGA ne ha realizzato uno sott’acqua, e soldati norvegesi hanno rotto le fila per prendere parte alla tendenza.

L’entrata in gioco dei brand

Un fenomeno mondiale come questo, che attira l’attenzione di milioni di utenti, è una manna dal cielo per un brand che può, praticamente a costo zero, massimizzare la sua presenza in rete entrando a far parte del gioco.

Come ha fatto Pepsi, realizzando questo video in cui a ‘shakerarsi’ sono le lattine. L’epilogo alla ‘Coke-Mentos’ viene tralasciato, lasciandolo solo immaginare allo spettatore.

Sdoganati brand e uffici, non potevano non arrivare gli impiegati degli uffici più famosi del globo. Ecco i video realizzati dai dipendenti di Facebook e Google. Comunicazione istituzionale creativa. Più o meno.

La democratizzazione dell’auto-esposizione

Analizzando il fenomeno, due speaker radiofoniche inglesi hanno sottolineato la dimensione ‘democratica’ di questo fenomeno, contrapposta alla logica del talent televisivo: lo possono fare tutti, non sono richieste particolari abilità. “Finalmente anch’io ho qualcosa da dire/fare su YouTube!”

Anche l’universo del fandom ha ricevuto una bella scossa dall’Harlem Shake mania. Non poteva mancare la versione “Star Wars”!

È perfino nato un sito, HarlemShakeRoulette, che sfruttando il meccanismo del gioco da casinò vi ripropone tutti i video esistenti!

Giunti alla fine e reduci da Sanremo, è d’obbligo dichiarare il vincitore. Io rimango in campo musicale e avanzo la mia proposta: Matt & Kim, duo indie rock statunitense che ha coinvolto l’intera folla newyorkese accorsa al loro concerto!

Premio della critica ai Peanuts 🙂

Il web marketplace bidber cambia i ruoli del mercato


Continuano gli approfondimenti sulle idee di business finaliste della Battaglia delle Idee. Questa settimana è la volta di Bidber, progetto realizzato da Davide Annibale, Danilo Esposito e Sajmir Rusi.

Tre amici, da sempre alla ricerca di un’idea che potesse cambiare la carte in tavola del mercato web. Un’idea che è poi nata attraverso lo studio di grandi economisti, come ci racconta Davide.

 

Come è nata la vostra idea?

Io e i miei tre soci abbiamo studiando insieme John Maynard Keynes, appassionandoci alle evoluzioni del mercato.

Ci siamo chiesti perché il consumatore, che è il fulcro del mercato, non ha poteri decisionali nel processo di acquisto? Perché bisogna scervellarsi a cercare l’offerta migliore? bidber (rigorosamente in minuscolo) risponde proprio a queste domande.

Abbiamo creato un reverse web marketplace che connette il consumatore a persone e aziende di tutto il mondo permettendogli di crearsi un’offerta personalizzata.
Il consumatore descrive il bisogno, imposta il budget e il tempo che è disposto ad attendere e chiunque può rispondere facendo la propria offerta.

La motivazione principale è semplice, abbiamo un’unico obiettivo, invertire i ruoli del mercato, e dare completo potere a noi consumatori, perché l’intenzione è proprio questa: creare un mercato rivoluzionario, dove il cliente non ha la possibilità di scegliere l’offerta migliore, ma la crea, plasmandola secondo i criteri che ritiene giusti.

In questo modo sarà sempre un’offerta ideale per ognuno. Abbiamo avuto questa idea proprio perché notavamo questa forte mancanza. Dalla nascita del tempo il mercato è sempre rimasto uguale, anche con l’avvento delle tecnologie, ci sono sempre stati forti mutamenti sotto ogni punto di vista, ma mai legato al mercato, specialmente in quest’epoca, quella del web.

Come funzione bidber?

Basta andare sul sito e creare una una gara (possibilities) dove richiedete un’offerta di beni o servizi che soddisfi un vostro desiderio, dall’affitto di una bici al vestito per halloween fino all’organizzazione di una intera vacanza. Inserite il prezzo ed altri parametri che descrivano la richiesta (scadenze, condizioni particolari, etc) e la pubblicate. I bidber (offerenti) consultano la vostra inserzione e – partendo dal prezzo base che avete indicato – vi fanno la propria offerta.

Quali sono le difficoltà e le prospettive per una strartup nel vostro settore?

Le difficoltà in Italia purtroppo sono veramente tante, sicuramente rispetto a 5 anni fa qualcosa si è mosso e si sta muovendo, la cosa che non approviamo è come si sta muovendo il tutto… sempre molto all’italiana, vedi i concorsi per start-up sempre più simili ai talent televisivi.

Noi abbiamo bisogno di persone che credano in un progetto serio, abbiamo bisogno di qualcuno che abbia il coraggio di mettersi in gioco insieme a noi.

Siamo molto legati al nostro paese, ma il mondo è anni luce avanti rispetto a noi e quindi non nascondiamo che abbiamo avuto già interessamenti da parte di holding straniere (per lo più americane ed inglesi) che hanno sondato il terreno, e se non riusciremo a farcela nel nostro paese ci proveremo fuori.

Mick Hobday, 36.000 euro e 63 paesi visitati alla ricerca dei cornflake perfetti

Nonostante passi le mie giornate a parlare di cibo, non finisco mai di stupirmi davanti a notizie tanto bizzarre quanto geniali.

Mi imbatto nell’articolo che parla di Mick Hobday, un giovane che ha speso oltre 36,000 dollari in viaggi che hanno un unico obiettivo: trovare i cornflakes migliore del mondo.

Cinque continenti, 4.000 tazze di cereali e tanta passione per il viaggio. Io pensavo che per mangiare tutti questi cereali, servissero almeno 50 anni e invece l’appassionato della più classica colazione ha soli 33 anni e ha cominciato la staffetta a 10.

Per stare al passo li mangia anche tre volte al giorni insieme a latte e zucchero.

Poche regole: i cornflake devono essere di produzione locale. Meglio se biologici, integrali e croccanti. Nonostante tutto il viaggio ancora continua perché Mick non ha ancora trovato la scodella di cereali perfetta.

Facendo una recensione di diversi cereali, racconta che in Asia e Africa si trovano le versioni più economiche. Il gusto un po’ cartonato e l’antipatica tendenza di trasformarsi in una zuppetta subito dopo averli ammollati nel latte.

Descrive poi quanto possa influenzare la qualità del latte nella valutazione del cereale e di quanto sia triste dover consumare spesso il pasto con il solito cucchiaio (spesso non pulitissimo) e il suo Tupperware. L’ha presa proprio seriamente devo dire!

L’idea di questo percorso nasce nel 2002 durante la colazione in Messico. Da lì un intenso percorso attraverso tazze di cornflake in Mali, Brasile, Thailandia, Svizzera. E poi Parigi, New York e l’Egitto. Prossima tappa l’India alla fine dell’anno.

Totale dei kilometri: 13 mila. Mi chiedo se valga in questo caso il concetto di cibo a Km zero!

Nemmeno a dirlo, Mick oltre che amare questo alimento, ha una forte passione per il viaggio e ha pensato di unire le due cose in maniera originale, grazie anche alla facilità nel trovare questo prodotto così noto ovunque.

Ad un certo punto dell’articolo inizio a pensare come faccia Mick ad avere una salute di ferro. I cornflake non sono un pasto ideale. Ecco che arriva la risposta. Scopro che il giovane soffre di diabete e che, quando a casa, consuma solo fibra e frutta.

Tuttavia non ha ancora abbandonato l’impresa ed è alla ricerca della sua tazza e cereali perfetta. Qualcuno lo aiuti!

Coca-Cola Light: lattine glamour firmate Marc Jacobs

Il connubio tra Coca-Cola light e l’universo fashion quest’anno coinvolge Marc Jacobs.

Dopo l’edizione limitata dello scorso anno, firmata Jean Paul Gaultier, tocca al direttore artistico di Louis Vuitton dare una sua personale interpretazione alle celebri lattine, che verranno presto commercializzate in occasione del  30esimo anniversario della Coca-cola in Europa. 

All’annuncio della sua nomina di direttore artistico per  Coca-Cola Light, lo stilista ha commentato “I think glamour and sex sells just about everything”, ed ha tirato fuori dal suo cilindro una serie di illustrazioni che rappresentano un vero e proprio tributo alla moda femminile degli anni ‘80, ‘90 e 2000.

Cosa ne pensate di questo nuovo packaging? Personalmente mi sarei aspettata da Jacobs qualcosa di più “forte” e fuori dagli schemi, voi che dite?

Riciclare e diventare imprenditore a 10 anni, vi presentiamo Vanis Buckholz

Riciclare e diventare imprenditore a 10 anni, vi presentiamo Vanis Buckholz

Questo post è una libera traduzione dell’articolo  “10-Year-Old’s Recycling Business Hailed by City Leaders” di Stephen Messenger pubblicato su Treehugger.com

Capire l’importanza di riciclare i rifiuti a soli 10 anni

In un’età in cui la maggior parte bambini ha appena iniziato a conoscere il mondo che hanno davanti, Vanis Buckholz, 10 anni, ha già pensato ad un nuovo modo per riciclare i rifiuti e contribuire a rendere il mondo migliore, lasciando gli “adulti” piacevolmente colpiti e meravigliati.

Dopo aver appreso l’importanza delle riciclare rifiuti durante la “Giornata della Terra” nella sua scuola elementare pochi anni fa, Vanis ha cominciato a notare quante cose riutilizzabili vengono buttate via ogni giorno dalla gente. Questa è stata la scintilla che ha fatto scattare nella mente del nostro giovanissimo imprenditore la sua idea di business. Così, alla veneranda età giovane di 7 anni, è diventato uno dei più giovani eco-imprenditori americani, lanciando la sua attività di riciclaggio, “My ReCycler” a favore della sua città natale, Corona del Mar, in California.

Riciclare e diventare imprenditore a 10 anni, vi presentiamo Vanis Buckholz

Perchè si chiama “My ReCycle”?

“L’idea per il mio nome del mio business proviene dalla parola ‘bicicletta‘, a bordo della quale giro in città per raccogliere la spazzatura sulla spiaggia, sulla strada e nei parchi”, dichiara Vanis e continua “Mia madre e mio padre mi hanno insegnato a non inquinare mai, raccogliere spazzatura è qualcosa che abbiamo sempre fatto, ma ora si tratta di un vero e proprio business”.

Riciclare e diventare imprenditore a 10 anni, vi presentiamo Vanis Buckholz

I successivi sviluppi del business di Vanis

Dopo tre anni dalla nascita, il business di My Recycler è stato allargato con l’aiuto della sua famiglia, degli amici, e della gente proveniente da tutto il Paese. Ora il core business consiste nel proporre ai clienti un rimorchio da fissare alla moto per raccogliere materiali riciclabili durante il tragitto percorso.

Vanis recentemente ha parlato prima della riunione del consiglio comunale, dove è stato lodato dal sindaco di Newport Beach, Keith Curry con queste parole: “Newport Beach è la patria di alcuni grandi imprenditori, ma penso che Vanis Buckholz sia davvero un imprenditore eccezionale».

Riciclare e diventare imprenditore a 10 anni, vi presentiamo Vanis Buckholz

Vanis Buckholz e il sindaco di Newport Beach, K. Curry

Un “piccolo” ragazzo dal “grande” cuore

Ma, come se tutto ciò non bastasse per un bambino così ambizioso, Vanis ha poi deciso di donare una parte dei suoi profitti al “Project Hope Alliance“, un’organizzazione che fornisce una casa ai bambini senza tetto e ai bisognosi.

E’ facile non fare nulla, ma è così bello fare qualcosa! Io dico sempre ai miei nuovi clienti che “ogni piccola cosa ha importanza. Anche una bottiglia può servire a qulcosa. Amo il mio lavoro. Sono un ragazzo molto fortunato, ma ci sono un sacco di altre persone che non hanno avuto la mia stessa fortuna.

“Il Project Hope Alliance è contemporaneamente stupito ed estremamente riconoscente per il contributo e il sostegno dato da Vanis per la nostra organizzazione”, dice Jennifer Friend Direttore Esecutivo. “Con il suo sostegno stiamo cercando di educare i bambini alla responsabilità verso l’ambiente. Grazie Vanis, per essere stato un esempio luminoso di speranza per tutti noi”

Riciclare e diventare imprenditore a 10 anni, vi presentiamo Vanis Buckholz

"Ogni piccola cosa ha importanza. Anche una bottiglia può servire a qualcosa"

Scared is scared, il film che nasce dalla saggezza di un bambino [VIDEO]

Bianca Giaever è una giovane videomaker americana con il pallino della chiaccherata con gli sconosciuti. Come racconta sul suo profilo Vimeo, ama registrare queste conversazioni occasionali e spontanee, e realizzarne frammenti radiofonici sui temi più disparati.

Uno degli ultimi incontri si è trasformato in “Scared is Scared“, questo immaginifico e poetico viaggio narrativo ispirato dal racconto di un bambino di 6 anni. Partendo dai due protagonisti, un orso e un topo, nasce una piccolo saggio sulle paure della vita e il modo per affrontarle.

La filosofia del piccolo Asa Baker-Rouse si riassume in questo concetto: “The Scared is scared of things you like“.

Angry Birds: in arrivo cartoni animati e film!

In casa Rovio le novità non finiscono mai! Dalla nascita del primo Angry Birds ad oggi, la compagnia finlandese ha sfornato tantissime idee piene di creatività e soprattutto di potenziale: dai giochi, al merchandise per arrivare fino alla neonata idea di creare una serie di cartoni animati e anche un film. Con ben 260 milioni di users attivi nelle varie proposte di gioco c’è ben da sperare per questa nuova serie animata, che dovrebbe uscire in primavera 2013.

Il CEO di Rovio, Mikael Hed, ha affermato durante un’intervista che la serie avrà come protagonisti i nostri amati uccellini e maialini nella veste classica e che, per il futuro, sono previste serie a tema, sempre riprese dai giochi. Attorno alla distribuzione della futura serie aleggia però un alone di mistero.

Lo stesso CEO ha più volte fatto capire che non usufruirà della televisione, ma sceglierà un altro tipo di piattaforma. I più esperti affermano che, molto probabilmente, la Rovio userà il suo canale YouTube o cercherà di crearne un altro creando un’app specifica. Certo gli indizi non mancano, come testimonia l’acquisizione nel 2011 del team Kombo Animation, perciò siamo speranzosi che l’azienda rimarrà sempre fedele alla sua capacità di pensare fuori dagli schemi e ci regalerà nuovi contenuti entusiasmanti.

L’ultima succosa novità riguarda la volontà, da parte della Rovio, di creare un film sull’eterna lotta tra uccelli arrabbiati e maialini verdi. Due produttori sono già stati coinvolti, ovvero John Cohen (“Cattivissimo me”) e David Maisel (“Iron Man”), e l’uscita del film è prevista per il 2016. Cosa ne dite, vi lascerete conquistare da questi nuovi prodotti o pensate che il mercato marcato di Angry Birds sia già sovrasfruttato?

Twitter Trend: cosa c'è dietro gli hashtag più popolari

Ogni giorno più di 500 milioni di cinguettii vengono pubblicati sulla piattaforma di microblogging più famosa del mondo. Ma quali di questi diventano twitter trend e, sopraytutto, come? Andiamo a scoprire cosa c’è alle spalle della lista degli argomenti più popolari che appare sui vostri profili.

Twitter determina i trend attraverso un algoritmo presente sul proprio sito (che, ovviamente, non viene svelato al pubblico!) che interrogando tutti i tweet per hashtag ripetuti (la loro tendenza è data dalla combinazione tra tempo in cui sono stati twittati e il volume di tweet contenenti l’hashtag) fornisce le tendenze più rilevanti

Nel 2010 l’algoritmo viene modificato per dare maggiore rilevanza alle breaking news e agli argomenti più rilevanti  rispetto a quelli più popolari. Secondo il blog di Twitter:

Il nuovo algoritmo identifica topic che sono popolari fin da subito – piuttosto che argomenti che sono stati popolari per un momento o su base giornaliera – per aiutare le persone a scoprire la più emergente tra le notizie provenienti da tutto il mondo.

Dove vanno a finire i dati elaborati che diventeranno trend? Nella lista trend, che ha lo scopo di mostrare i temi più hot del momento e le ultime notizie dal mondo e dall’area geografica selezionata attraverso il profilo utente.

Spesso la piattaforma è stata accusata di tralasciare, o addirittura censurare, alcuni argomenti meritevoli della trend-list, ma gli sviluppatori si sono giustificati affermando che è l’algoritmo che sceglie automaticamente i trend basandosi sui dati raccolti. E’ una bella scusa o la realtà dei fatti?

Le problematiche principali dell’algoritmo (in continua evoluzione) sono legate al peso e alla validità che si possono dare ad un hashtag o ad un argomento e alla ricerca effettuata tramite la piattaforma. Anche se questo presto dovrà cambiare, se si considera che Twitter è uno dei social più reattivi ed ha fatto dell’istantaneità e della viralità le sue armi vincenti.

I trend di Twitter sono uno strumento di marketing fondamentale: è possibile ottenere quasi in tempo reale reazioni ed opinioni su qualsiasi argomento. Se si incorporano tali dati nelle proprie strategie social si ha una possibilità concreta di creare engagement ed interagire con i followers con il lancio di un hashtag per un limitato periodo di tempo (noi Ninja abbiamo lanciato, ad esempio, per la Battaglia delle Idee 2012 l’hashtag #Battle2012) o cavalcando l’onda di un fortunato trend virale come è capitato al Festival di SanRemo 2013 (#festivaldisanremo). Insomma, le opportunità ci sono: basta saperle cogliere!

Gli sviluppatori di Twitter tentano sempre nuove strade per migliorare il sito e gli algoritmi che lo guidano per dare agli utenti notizie sempre più aggiornate (cercando di arrivare prima degli altri, istantaneamente) e topic trend più pertinenti per l’intera comunità.

A questo proposito vogliamo segnalarvi che Twitter (che ha capito come far soldi con i suoi trend) fa alzare la quotazione dei promoted trend 150 a 200 mila dollari al giorno per le aziende che vogliono apparire nelle pagine degli utenti e nelle applicazioni mobili. Dopo il lancio nel 2010 di Promoted Tweets ads, il costo del servizio è aumentato vertiginosamente.

I trend di Twitter possono essere una grande miniera di possibilità, non vi resta che collegarvi e twittare!