Nasce WOW! webmagazine: solo per veri amanti dell’architettura [INTERVISTA]

L’inizio di questo 2013 non è solo l’alba dei buoni propositi, ma anche delle buone idee. Lo sa bene Renata Sias, che si è data molto da fare per portare alla luce il suo progetto, frutto del bisogno di innovazione sia personale che lavorativo. Nasce infatti WOW! Ways Of Working web magazine che affronta la relazione tra nuovi stili di vita e ambiente lavorativo, analizzando le nuove tendenze architettoniche e le migliori strategie manageriali finalizzate ad ottenere workplace eccellenti.

WOW non è il solito magazine online, anzi! Con una redazione itinerante composta da professionisti del settore, grande interazione social e molte interessanti idee per il futuro, il magazine si propone come pioniere del web 3.0. Ma lasciamo la parola alla direttrice, Renata Sias:

#1.Un magazine nuovo, una redazione piena di professionisti e un titolo che invoca nuove tendenze. Come nasce l’idea di WOW?

Dopo 30 anni di esperienza nell’editoria specializzata su carta ho cominciato davvero ad annoiarmi e a sentire la necessità di creare qualcosa di più fresco e immediato. Trovo però poco originali le newsletter e i portali, poco attraenti i flip magazine che mi sembrano una brutta imitazione della versione cartacea; nel blog non mi piace l’assoluta mancanza di contestualizzazione dei post e di gerarchia nell’importanza dei contenuti.

Image Credit: Plantronics

Quindi ho pensato a un magazine mensile, orientato all’interattività, focalizzato su alcuni temi definiti, con un piano editoriale preciso e un’impostazione grafica che guida la lettura delle informazioni; all’interno del magazine la sezione WOW! News è dedicata all’attualità e prevede un aggiornamento quotidiano delle notizie. Importante: è bilingue (italiano-inglese) perché ha aspirazioni globali.

#2.Il suo non è solo un magazine che affronta le trasformazioni delle modalità lavorative, ma anche, grazie alla vostra nuova concezione di redazione, un esempio concreto della volontà di cambiamento. La situazione italiana ha bisogno di evolversi?

WOW! affronta i nuovi “ways of…”, le trasformazioni degli stili di vita e di lavoro e soprattutto le nuove relazioni che nascono da queste mutazioni. Ho pensato che, per coerenza, anche la struttura redazionale di WOW! dovesse comunicare questa filosofia e uscire dall’autoreferenzialità; così è nata l’idea delle Jelly Session nomadiche, ovvero riunioni di redazione che mensilmente si tengono in luoghi diversi facendo incontrare un numero ristretto e selezionato di professionisti di alto livello, insieme a qualche studente e a qualche “presenza” via Skype, per condividere le diverse opinioni ed esperienze sul tema portante (l’articolo di apertura) di ciascun numero.

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Questa idea è stata molto apprezzata e credo sia innovativa. La mia impressione è che gli esempi più interessanti di web-media dedicati ad architettura e design siano stranieri (mi piace molto “Dezeen”), nei blog inglesi ho trovato articoli e ricerche di grande spessore; in Italia c’è troppa superficialità, ma non manca qualche esempio interessante (per esempio “Carnet de Notes”) il limite è che sono solo in lingua italiana. Nel settore fashion adoro il magazine “RedMilk”. Nell’insieme penso che in Italia dobbiamo ancora imparare a fare informazione on-line di qualità.

#3.WOW si butta a capofitto nel mondo 3.0: social networks, condivisione e socialità ne fanno da padroni. Quali sono le vostre formule innovative?

L’obiettivo è quello di interagire con i social media (Linkedin, Pinterest, Facebook ecc.), anche se confesso di essere neofita in questo campo. Mi diverto come una bambina quando dall’Australia o dal Sud America persone che non conosco mi scrivono la loro opinione su WOW! Ho 60 anni (significa il Jurassico della comunicazione), so che sembra impossibile, ma quando ho iniziato a lavorare in redazione il buon signor Abbiati correggeva le bozze spostando le letterine di piombo nelle guide di legno! Ho vissuto in prima persona tutte le trasformazioni tecnologiche legate all’editoria, quindi perché non vivere anche l’esperienza web?!

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Una delle formule innovative è l’editoriale interattivo: lancio sul gruppo Linkedin WOW! Ways Of Working dei dibattiti che vengono poi pubblicati come editoriale su WOW! il mese successivo insieme a tutti i commenti. Il desiderio dei lettori di partecipare e di dare contributi è molto forte, ho ricevuto talmente tante proposte che sono in difficoltà su come gestirle…

#4.Da un web magazine nato con queste premesse bisogna aspettarsi interessanti evoluzioni. Cosa avete in serbo per i vostri lettori- coautori nel futuro?

Il desiderio di evolvere e di esplorare tutte le possibilità che il web offre è grande, ma voglio procedere gradualmente. È indispensabile capire le dinamiche dei social-media e puntare sugli aspetti che possono generare qualcosa di nuovo nella creazione del magazine. Nel secondo semestre vorrei organizzare un bar camp, ma il prossimo step sarà una jelly session “straordinaria” dedicata a un tema molto coinvolgente, accompagnata da una mostra fotografica e aperta al pubblico.Ispirandomi ai flash mob, vorrei comunicare all’ultimo momento il luogo dove si terrà. Sono anch’io molto curiosa di vedere che cosa succede.

Cosa ne pensate? Se abbiamo stuzzicato la vostra curiosità o meglio, la vostra voglia di far parte di WOW! non perdetevi il primo numero che è gia online! 🙂

Stefano Schiavo: ecco The Fab Sessions, per formare gli innovatori di oggi e domani [INTERVISTA]

Pensate per un momento alla vostra concezione del modo tradizionale di fare didattica: vecchi banchi, lezioni frontali, tanta teoria e docenti lontani spesso anni luce dalle vostre necessità. Bene, ora immaginate il contrario di tutto questo e… benvenuti alle Fab Sessions!

The Fab Sessions è un progetto formativo davvero interessante e innovativo, avviato con il preciso scopo di formare gli utenti con modalità completamente nuove, utili e interattive. Per approfondirne la conoscenza abbiamo avuto il piacere di contattare e intervistare uno dei suoi ideatori nonché founder e CEO dell’agenzia di social business Sharazad, Stefano Schiavo: è nata un’intervista da non perdere!

Ciao Stefano, benvenuto su Ninja Marketing. Raccontaci, in cosa consiste il progetto “The Fab Sessions”?

Consiste nella progettazione e sperimentazione di format didattici dedicati all’innovazione. Riteniamo che lo sviluppo delle nostre economie sia legato al recupero di una dimensione manifatturiera che sappia dialogare con il mondo del digitale, del design, del management snello e agile, attraverso processi di internazionalizzazione che comunichino il vero valore che ci contraddistingue.

L’Italia ha nella sua dimensione produttiva, nelle fabbriche e tra gli artigiani, un patrimonio di competenze e idee che il mondo guarda con profondo interesse. Richard Sennett ha dato un punto di riferimento alto che è stato sviluppato da Stefano Micelli nel fondamentale ‘Futuro Artigiano‘, lucidissima spiegazione delle linee di sviluppo di questo modello.

Eppure sono gli Stati Uniti che paradossalmente hanno cominciato a recuperare in modo nuovo il valore del saper fare, incrociandolo con tecnologie innovative in grado di far fare alla progettazione, alla produzione, al consumo un salto simile a quello fatto attraverso il digitale nel mondo dei dati e delle informazioni negli ultimi decenni. Pensiamo al movimento dei Makers, a come ha colto la rivoluzione di Arduino, l’hardware open source, invenzione di un italiano come sempre più profeta all’estero che nel suo Paese. Serve un nuovo tipo di didattica destinata al mondo del business e che sappia fornire le competenze per questo tipo di futuro.

Il nostro intento è creare delle sessioni didattiche fatte di giochi e simulazioni. L’idea è che, come nella formazione di competenze manifatturiere, si impara facendo, invertendo l’ordine tra spiegare e fare. Pensiamo che un nuovo modo di fare impresa, un approccio diverso al management, che colga la lezione della cultura ‘social’ fatta di partecipazione, trasparenza, velocità, collaborazione, sia possibile solo partendo da esperienze reali e dai comportamenti che ne nascono.

I docenti lavorano sulle situazioni che di volta in volta nascono nei gruppi di lavoro. Gli spazi in cui si svolgono le Session sono produttivi, sono aboliti banchi e slide e tutto ciò che separa il docente dagli allievi. Vogliamo sviluppare un’esperienza condivisa e non una lezione passiva. Gli studenti attraversano una fase di stupore quando si accorgono che le loro certezze consolidate si sgretolano, poi affrontano una fase di ricostruzione su nuove prospettive.

A questo proposito, in cosa pensi che Fab Sessions si distingue dai progetti formativi legati al digital che stanno nascendo e si stanno diffondendo sempre di più, soprattutto nelle università?

Le Fab Sessions sono complementari e integrano la formazione in ambito di digital marketing. Non siamo in Silicon Valley ed è difficile pensare che il fondamentale sviluppo della cultura digitale, in cui siamo decisamente ancora indietro rispetto alle aree del mondo con cui dobbiamo competere, sia sufficiente a rilanciare un modello industriale in crisi.

Dobbiamo far leva sulle nostre peculiarità più caratterizzanti. Cito un post di Sharazad in cui Nicola evidenziava gli esiti di una ricerca sulla formazione:

Il 40% degli adolescenti svedesi si attende un lavoro che preveda attività manuale. Qualcuno ha loro spiegato infatti che il flusso d’entrata per tali professioni nel loro paese è del 42%.
Solo il 5% dei coetanei italiani indica come manuale la sua occupazione futura quando il flusso in entrata è ben del 48%. I giovani in Italia sono totalmente disinformati e fanno scelte per il loro futuro scollegate dalla realtà.

C’è un evidente gap che deve essere affrontato, ma questo non significa che dobbiamo spingere i ragazzi a rinunciare a una formazione negli ambiti del design, della creatività, del digitale. Dobbiamo invece spiegare che queste competenze possono essere di grande interesse se viste come parte dello sviluppo di realtà manifatturiere che vogliano intraprendere un nuovo percorso di sviluppo in linea con le linee evidenti nelle altre economie occidentali.

Abbiamo costruito le Fab Sessions come luogo di sperimentazione di questo tipo di cultura e il nostro intento è integrare queste lezioni con quelle sviluppate da altri soggetti appartenenti a mondi complementari.

Chi sono i docenti delle sessions, e dove vengono svolte?

Le sessions sono la parte di Ricerca e Sviluppo dell’iniziativa. Sono gli appuntamenti mensili in cui invitiamo dieci persone per noi interessanti a trovarsi insieme e a sperimentare i nostri nuovi giochi. I docenti di queste sessioni sono persone capaci di coniugare questo tipo di cultura con una profonda conoscenza di business reali.

Un esempio è Andrea De Muri che ha recentemente trasformato un percorso orientato a comunicare il Lean Startup in una giornata con le caratteristiche dette in precedenza. Il laboratorio è stato testato in alcune Fab Session e ora viene richiesto da diversi enti e scuole per essere integrato nei loro percorsi didattici,

Quindi, mentre i laboratori si svolgono presso partner come recentemente Digital Accademia, ma sono aperti a ogni collaborazione coerente con lo spirito dell’iniziativa, le Fab Sessions sperimentali invece si svolgono a Verona, all’interno di The Fab, uno spazio di lavoro che vuole essere la dimostrazione reale di quanto stiamo spiegando. E’ lì che si trova una tipografia letterpress, Lino’s Type, che sta proprio trovando forme originali di esplorazione della stampa integrando stampanti 3D, Heidelberg degli anni ’60, giovani designer in grado di proporre grafiche e idee innovative e artigiani del distretto che aiutano a mantenere viva la tradizione manifatturiera scaligera in questo settore. Entrare a The Fab è un’esperienza molto interessante. Ci si trova nel pieno di una realtà produttiva tra vernici, carta, macchine, cliché e caratteri mobili, ma nello stesso ambiente si muovono designer e creativi tra macbook, kit per la coltura idroponica, radiohead nell’aria e biciclette appese al soffitto…

Qual è l’obiettivo e i primi risultati?

Il nostro obiettivo è ambizioso e vuole affrontare frontalmente le prospettive economiche del nostro territorio. Siamo fortemente convinti che se non vogliamo rinunciare a un ruolo di primo piano e se non vogliamo arrenderci a visioni di inevitabile declino, dobbiamo trovare una strada originale per la nostra economia.

I primi risultati sono stati lo sviluppo effettivo di contenuti originali e di sessioni didattiche entusiasmanti ed efficaci. Sono iniziate collaborazioni esterne e abbiamo già svolto varie session e laboratori aperti che hanno riscontrato un grande successo.

Parallelamente si sta creando un interesse diffuso per queste proposte e una comunità di imprenditori, manager, professionisti, studenti e persone curiose si sta aggregando attorno a questo esperimento.

… e quali invece gli sviluppi futuri?

Siamo ora alla ricerca di nuovi partner per le iniziative didattiche che possano riconoscere in questo approccio un valore da integrare nei propri approcci alla formazione. Ci stiamo guardando attorno sia pensando a realtà di formazione sia ad aziende che abbiamo un interesse in progetti anche non solo didattici su questi temi.

Continuiamo altresì a sviluppare nuovi laboratori che sperimentiamo nelle Fab Sessions. Presto uno sul mondo del lavoro con il sottotitolo provocatorio “contro gli analisti simbolici” e subito dopo vogliamo interrogarci su come “decostruire la macchina gestionale dell’impresa” e su come sviluppare “un’estetica delle relazioni e dell’incompiuto”, questo tema particolarmente interessante per chi si occupa di marketing.

Grazie Stefano, salutiamoci dicendo quali sono le prossime sessioni formative in programma e come fare ad iscriversi.

Le Fab Sessions per ora sono su invito e basta scriverci iscrivendosi nel sito www.thefabsessions.com. Abbiamo però già interamente completato i partecipanti per le prossime tre. Pensiamo di incrementare la frequenza. Sullo stesso sito indicheremo le altre occasioni di formazione che saranno sviluppate con partner o nello stesso contesto di The Fab.

Come rendere il tuo sito piacevole per gli utenti? Quattro chiacchiere con Alberto Mucignat [INTERVISTA]

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Dal 28 gennaio al 22 marzo arriva il Master Online in Strategie di Marketing & E-commerce: un percorso formativo di 40 ore completamente online per progettare e gestire un e-commerce di successo.

9 Moduli di Alta Formazione, 12 ore di Question Time, 4 ore di Seminari di Approfondimento studiati per formare il professionista in modo completo su tutti gli aspetti di progettazione e gestione di un e-commerce acquisendo così le competenze necessarie per raggiungere i vostri obiettivi di business.

Insieme ad Alberto Mucignat, esperto di user experience e docente del Master, andiamo alla scoperta di DesignUsability, per imparare a rendere il proprio sito usabile e piacevole per gli utenti.

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Ciao Alberto! Cosa devono aspettarsi i partecipanti dal modulo in Design & Usability?

Cercherò di spiegare brevemente cosa intendiamo per Usabilità e User Experience Design applicati all’E-commerce e al Digital Marketing in generale. Mi piacerebbe poi spiegare quali sono i punti su cui concentrare l’attenzione per poter migliorare il proprio e-commerce.

Quali case history verranno trattate? Potresti darci qualche anticipazione a riguardo?

In Italia le case history sono molto difficili da reperire e anch’io, per molti lavori, sono limitato dal segreto professionale. Farò comunque vedere diversi siti e tipologie di prodotti, cercando di spiegare perché alcuni siti hanno adottato determinate soluzioni. In Italia abbiamo anche delle esperienze di livello internazionale (Yoox e Venere, per citarne un paio) che hanno sperimentato e stanno ancora sperimentando molto.

Il miglior consiglio per ottimizzare l’usabilità del proprio sito?

Lo dico da anni: l’investimento migliore che possiate fare è osservare le persone mentre utilizzano il vostro sito.

Qual è il futuro dell’e-commerce? Come si sta evolvendo in Italia?

In Italia i dati sono confortanti: il mercato è in crescita del 18%, circa 10 miliardi di euro nel 2012. Per il 2013 mi attendo un boom degli acquisti da mobile. Un altro trend è quello per cui alcuni settori si stanno aprendo con decisione ai mercati esteri (oltre all’Europa e Stati Uniti, penso anche all’Oriente). Questo chiaramente apre altri scenari, ma anche problematiche di livello internazionale (lingua, design pattern, differenze culturali, etc).

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Leggi le altre interviste ai docenti del Master!

Gianluca DiegoliIl futuro dell’E-commerce? L’Everywhere Commerce
Mirko PalleraEmozioni e Archetipi: come progettare un contenuto creativo vincente
Alessandra FarabegoliCome progettare contenuti in grado di fare la differenza?
Marco CiliaWeb Analytics: come e cosa monitorare del proprio e-commerce

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Adotta un captcha col progetto Asirra di Microsoft

Adotta un captcha col progetto Asirra di Microsoft

Adotta un captcha col progetto Asirra di Microsoft
I captcha sono all’ordine del giorno per chi naviga e lavora su Internet. Questa volta la fantasia nello sfruttare l’odioso – ma necessario (?) – metodo di “riconoscimento umano” incontra l’etica e l’impegno sociale.

Asirra (Animal Species Image Recognition for Restricting Access)

Il progetto ASIRRA di Microsoft usa le foto del sito petfinder.com, specializzato nell’adozione di piccoli animali domestici. L’utente dimostra la sua umanità riconoscendo, tra cani e gatti, la specie indicata di volta in volta.

Adotta un captcha col progetto Asirra di Microsoft

Passando sopra le icone mostrate dalla maschera si visualizza, ingrandita, l’immagine del cucciolo e appare appena sotto il link “adottami“, che ovviamente rimanda all’annuncio presente sul sito di adozioni. Dal sito è possibile proseguire con l’adozione o comunque condividere tramite social network o mail l’annuncio, diffondendo il messaggio.

Adotta un captcha col progetto Asirra di Microsoft

Se Google utilizza i captcha con i numeri civici non identificati da Street View, coniugando la necessità del captcha ad un fine utile fondamentalmente a se stesso e ai propri servizi, in questo caso l’utile ha un fine davvero nobile e (sbilanciandosi un po’) anche sociale.

Sintonizzandosi su questa lunghezza d’onda immaginate quante possibili varianti e quanti servizi si potrebbero legare alla fastidiosa pratica del captcha. Dall’uso per fini etici, come in questo caso, a quello più commerciale-pubblicitario (un’inserzione immobiliare ad esempio).

Tennis, destino e respiri profondi nei migliori annunci stampa della settimana

Siamo appena alla fine della terza settimana e questo 2013 è un anno che promette bene. Vogliamo proporvi i migliori annunci stampa pubblicati nella settimana dalle più autorevoli agenzie del mondo. Da McDonald’s a Halss, abbiamo selezionato le campagne più divertenti e coinvolgenti. Sarà interessante scoprire quale sarà decretata come la vostra preferita.

Ford Explorer: debutta il sistema Curve Control

Nel mercato automobilistico USA ha debuttato la Ford Explorer, il nuovo SUV dotato di un dispositivo di sicurezza chiamato Curve Control. Non rallentare prima di una curva può essere causa di incidenti per questo il sistema provvederà ad avere un’azione contemporanea sui quattro freni riuscendo a ridurre la velocità del veicolo. La campagna pubblicitaria di Saatchi & Saatchi ci da un’idea di quanto sarà “comoda” questa tecnologia per i futuri automobilisti.

Advertising Agency: BBR Saatchi & Saatchi, Israel
Creative Director: Eran Nir
Copywriter: Oren Meir
Art Director: Kamil Mekhti
Photographer: Yoram Ashahim

Gioca a tennis con Schweppes

Una partita di tennis. Una carota, un cetriolo, da un lato. Due vasetti di marmellata e burro d’arachidi, dall’altro. Il payoff recita: Siete una bella coppia, proprio come Whiskey e Ginger Ale. Fatti un cocktail. L’agenzia ACW Grey di Tel Aviv ha dato vita a dei simpatici annunci stampa ricordando il legame tra la bibita analcolica Schweppes e lo sport. Il marchio di Coca Cola Company è stato già in passato sponsor ufficiale del torneo di Tennis Master di Madrid. L’analogia tra la voglia di giocare e la voglia di fare festa è molto sottile.

Advertising agency: ACW Grey Tel-Aviv, Israel
Creative director: Ziv Meiri
Art: Itzik Cohen
Copy: Aviram Levi
Illustration: Yotam Cohen

Halls: Respira profondamente

Il payoff  recita: “Respira Profondamente. Sii cool. Per quei momenti in cui hai bisogno di fare un respiro profondo”. Una serie di annunci stampa molto simpatici dell’agenzia JWT di Londra ci ricordano quali sono i momenti migliori per prendere una caramella Halls e tranquillizzarsi. L’effetto positivo e rilassante che può dare la Halls vi garantirà la possibilità di attendere la vostra sposa all’altare, di fare colpo su una ragazza che vi piace e con cui non riuscite a parlare, vi potrà aiutare se state per salire su un palco e siete preoccupati.

Advertising Agency: JWT, London, United Kingdom
Creative Director: Russell Ramsey
Art Director: Nick Thompson
Copywriter: David Woods
Photographer: Chris Frazer Smith

Hot Wheels: un messaggio molto importante

I modellini di autovetture HotWheels diventano il mezzo attraverso cui l’agenzia pubblicitaria Ogilvy & Mather di Mumbai invia un messaggio molto importante ai giovani. Una serie di portachiavi con gli storici modellini ricorderanno ai giovani di non guidare dopo aver bevuto in un pub. Il payoff recita: “Anche un piccolo drink è sufficiente”. Su ogni piccolo oggetto sono segnalati i numeri di emergenza.

Piccoli oggetti, un grande messaggio.

Advertising Agency: Ogilvy, Mumbai, India
National Creative Directors: Abhijit Avasthi, Rajiv Rao
Senior Creative Director: Amitabh Agnihotri, Sameer Sojwal
Designer: Sameer Sojwal

Moonwalk, quattro passi davanti alla luna [VIDEO]

Uno scenario a dir poco suggestivo che fa da sfondo alla performance del free climber americano Dean Potter. Nel suggestivo video Potter cammina su una highline sospeso nel vuoto a Cathedral Peak, nel Parco Nazionale di Yosemite, senza nessun sostegno.

L’originalità è la tecnica utilizzata dal fotografo Mikey Schaefer: la scena è ripresa da oltre due chilometri di distanza con una Canon 800 millimetri.

Una camminata da brivido, da togliere il fiato, mentre il sole tramonta e la luna sorge. Lo spettacolo è impressionante, sembra davvero di camminare sulla luna!

Il video è parte di un progetto più grande per National Geographic Channel intitolato The Man Who Can Fly.

Axe manda in orbita i suoi fan!

Una nuova campagna che a definirla spaziale sembra poco, è quella che ha realizzato la BBH di Londra per i marchi di profumi e deodoranti Axe e Lynx (il suo equivalente UK) in occasione del lancio, in contemporanea in 75 paesi, della nuova fragranza “Apollo”.

La campagna denominata per l’appunto Axe/Lynx Space Academy’s global competition vede come testimonial d’eccezione il primo uomo sbarcato sulla luna: Buzz Aldrin, pilota dell’Apollo 11. L’inziativa consisterà nel reclutamento di 22 fan dei due marchi ai quali sarà assicurato un viaggio nello spazio. Il viaggio è stato pianificato insieme alla SXC sulla navetta spaziale privata opportunamente realizzata e denominata  The Lynx (dal nome dell’omonimo prodotto).

Il biglietto per la Lynx, il cui lancio è previsto per il 2014, costa 95mila dollari!

La procedura è semplice. Basta creare il proprio profilo su  AXEApollo.com o LynxApollo.com raccontando al mondo perché si dovrebbe essere scelti. A vincere saranno coloro che riceveranno più voti.

Per il reclutamento la Axe ha costituito la Axe Apollo Space Academy (A.A.S.A) diretta ovviamente dall’astronauta, che incita gli uomini coraggiosi a cogliere al volo l’occasione della propria vita: Leave a man. Come back a hero! 

In occasione del nuovo “lancio” di Apollo, è stato anche ideato un esilarante spot che verrà pianificato durante il Super Bowl.

Genetics Portraits: quanto assomigliamo ai nostri parenti?

Genetics Portraits, questo è il nome del progetto fotografico di Ulric Colette, grafico e fotografo canadese, che raccoglie molti scatti fatti a familiari combinati poi tra loro dividendo ogni foto a metà e unendola alla metà di un’altra.

L’idea pare sia nata durante un altro progetto, il classico “una foto al giorno” con modello il proprio figlio, e proprio durante uno di questi lavori in Photoshop ha creato il primo ritratto genetico (il primo proposto nella nostra lista) in cui possiamo vedere Ulric stesso e suo figlio, e proprio a partire da esso ne ha creati svariati combinando vari tipi di parentela, padre-figlio, padre-figlia, sorelle, madre-figlio, cugini e così via.

 

 

Certo non si può dire che sia uno studio scientifico, però è comunque un ottimo lavoro che ci permette di notare quanta uguaglianza o diversità estetica ci sia all’interno di un rapporto di parentela più o meno stretto e come possiamo vedere nelle varie foto alcuni casi le combinazioni conducono ad un volto che sembra quasi quello di una persona, mentre altri casi mostrano risultati alquanto bizzarri, mostrando differenze di età, capigliatura, forma degli occhi e della bocca – tutti elementi che descrivono l’individualità di una persona – ed è affascinante scoprire come alcuni tratti che ritenevamo unici sia normale riscoprirli nei nostri cari.

 

 

 

 

 

 

 

Comunque la parte migliore di Genetics Portraits è che da lo spunto per provarci noi stessi! Pensate a quante volte vi hanno detto “sei uguale a…”, “assomiglio proprio a…”, quindi cosa aspettate? prendete la macchina fotografica e postate i vostri ritratti genetici!

Tecnologie e disabilità: nuove invenzioni per una migliore qualità della vita

Tecnologie e disabilità: nuove invenzioni per una migliore qualità della vita

Tecnologie e disabilità: nuove invenzioni per una migliore qualità della vita

Pensiamo sempre alla tecnologia come a qualcosa rivolto alle masse, o che rende la vita più facile o piacevole. Spesso ci dimentichiamo però che può essere utile anche a persone affette da disabilità. Due esempi significativi sono “Beethoven Phone” e “Elevated Bathtub“.

Beethoven Phone

Il primo è un dispositivo portatile che permette a coloro che hanno difficoltà uditive di comunicare con le persone che non conoscono la lingua dei segni. Ciò è possibile grazie ad un sistema che riconosce sia i segni sia la voce, tramutandoli in testo su un piccolo schermo LCD. In questo modo, la persona affetta da disabilità può esprimersi con il linguaggio dei segni, tradotto in modo da essere compresi anche dalle persone che non lo conoscono.

Tecnologie e disabilità: nuove invenzioni per una migliore qualità della vita

Allo stesso modo, chi non conosce la lingua dei segni può parlare attraverso il microfono di “Beethoven Phone“, che provvederà a tradurre le parole in scritte. Il dispositivo di fatto rompe una barriera insormontabile fino a poco tempo fa: coloro che conoscono la lingua sono pochi, perché si tratta di qualcosa comunque difficile da imparare.

Ma c’è di più: finalmente anche le persone affette da problemi all’udito potranno godere di un film al cinema o alla televisione, oppure presenziare normalmente ad una lezione in classe, perché il dispositivo può essere utilizzato anche come sistema di sottotitolazione automatico.

Elevated Bathtub

Tecnologie e disabilità: nuove invenzioni per una migliore qualità della vita
“Elevated Bathtub”, invece, è un’invenzione che permetterà alle persone con disabilità motorie di poter usufruire della vasca da bagno con facilità. Il concept è un’idea rivoluzionaria, già premiata dal Red Dot Award del 2012, il famoso contest internazionale per il design.

Il prodotto è stato infatti progettato per non rappresentare un ostacolo ed essere funzionale al tempo stesso. Di fatto, “Elevated Bathtub” ribalta il concetto di vasca da bagno, perché le persone possono entrarvi camminando normalmente: saranno i bordi a scendere dalla struttura, incastrandosi sulla base.
In questo modo si riducono o si eliminano totalmente i rischi di cadute, consentendo alle persone disabili una maggiore autonomia e privacy.

Tecnologie e disabilità: nuove invenzioni per una migliore qualità della vita
Queste, come altre invenzioni rivolte alle persone affette da disabilità, non risolvono solamente un problema funzionale, ma hanno il compito di donare alle persone una migliore qualità della vita anche dal punto di vista psicologico, fattore fondamentale per permettere una convivenza più serena con i propri handicap.

Il prossimo appuntamento con CNANeXT è a Reggio Emilia con "Comunic/Azione" [EVENTO]

Le agende 2013 profumano ancora di nuovo ma è tempo di aprirle e segnare:

24 gennaio – ore 15:30
“Comunic/Azione – Comunicare oggi fra narrazioni e nuove tecnologie”
Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia

I giovani imprenditori di CNANeXT tornano, in collaborazione con il CNA Emilia Romagna, per fare il punto sulla rivoluzione digitale in atto con un nuovo e imperdibile appuntamento.

Cos’è CNANeXT?

Si tratta di una serie di eventi organizzati lungo tutta la Penisola dai giovani imprenditori della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) per parlare di innovazione e futuro.

Appuntamenti che, alla luce dei cambiamenti tecnologici e culturali che stiamo vivendo, si pongono l’obiettivo di facilitare l’incontro tra idee e persone e di contribuire al futuro dell’Italia.

Perché iscriversi subito?

Per non perdere l’occasione di partecipare a un appuntamento che promette di passare in rassegna i temi più attuali della rivoluzione in atto attraverso professionisti che seguono da vicino questo profondo cambiamento.

Tra i relatori di “Comunic/Azione – Comunicare oggi fra narrazioni e nuove tecnologie” anche il nostro Alex Giordano che interverrà parlando di “Netnografia e comunicazione non convenzionale”.

Si discuterà anche di Social Media Marketing, delle evoluzione della comunicazione e del branding, di mobile, di editoria, dell’impatto delle nuove tecnologie e di storytelling.

Come partecipare?

L’appuntamento è per le ore 15.30 di giovedì 24 gennaio presso l’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

L’iscrizione a “Comunic/Azione – Comunicare oggi fra narrazioni e nuove tecnologie” è gratuita ma obbligatoria, basta compilare il form online cliccando qui.

Per chi non potrà esserci sarà possibile seguire l’evento via Twitter.
Tenete d’occhio il sito di CNA Emilia Romagna, presto verranno comunicati gli hashtag ufficiali!