Guinness gioca con il tempo nel suo ultimo spot [VIDEO]

Continua la fortunata campagna “Made of More” targata Guinness, dopo lo spot “Cloud” di qualche mese fa (di cui ci ha parlato la Ninja Nunzia Falco Simeone aka Ayumi Kensei) in cui una nuvola coraggiosa si metteva alla prova affrontando un lungo viaggio. Dal tempo metereologico passiamo al tempo cronologico, e protagonista é stavolta un orologio ‘diverso da tutti gli altri’, che anziché accontentarsi di tichettare secondo dopo secondo, manda avanti il tempo, lo riporta indietro o lo cristallizza.

Lo spot diretto da Peter Thwaites e ideato dall’agenzia AMV BBDO è ambientato in un antico villaggio irlandese i cui abitanti possono godere dei poteri della loro ‘torre civica’ e vivere davvero a pieno la vita, godendo di ogni istante.

Se da una parte l’obiettivo principale della comunicazione del brand irlandese è sottolineare la non conformità del suo prodotto e dei suoi consumatori, dall’altra questo spot rende questo aspetto ancora più marcato: nel finale la voce narrante, che parla sempre in prima persona dal punto di vista dell’orologio, conclude con un collettivo “Do we strive to be ordinary or do we strive to be made of more?(ci battiamo per essere ordinari, o lottiamo per essere fatti di qualcosa di più?). E’ il brand stesso che parla ai suoi fan, mettendo in campo l’insieme di valori che hanno posizionato negli anni Guiness rispetto ai competitors.

Credits:

Credits

Creative Agency: AMV BBDO
Creative Director: Dave Buchanan – Guinness ECD
Copywriter: TV: Alex Grieve
Art Director: TV: Adrian Rossi
Agency Planner: Senior planner: Tom White
Agency Account Man: MP: Michael Pring
BAD: Crispin Butler
AD: Amber Glenister
AM: Paddy Heaney
TV Producer: Olly Chapman
(Assistant: Holly Pienaar)
Media Agency: Carat
Media Planner: Ian Mcgrath (Ireland)
Matthew Jacobs (GB)
Production Company: Gorgeous
Director: Peter Thwaites
Production Co. Producer: Ciska Faulkner
Post-production Company: The Mill
Audio Post-production: Factory

SEM e SEO per il tuo e-commerce? Quattro chiacchiere con Daniele Salamina e Luca De Berardinis [INTERVISTA]

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Dal 28 gennaio al 22 marzo arriva il Master Online in Strategie di Marketing & E-commerce: un percorso formativo di 40 ore completamente online per progettare e gestire un e-commerce di successo.

9 Moduli di Alta Formazione, 12 ore di Question Time, 4 ore di Seminari di Approfondimento studiati per formare il professionista in modo completo su tutti gli aspetti di progettazione e gestione di un e-commerce acquisendo così le competenze necessarie per raggiungere i vostri obiettivi di business.

Insieme a Daniele Salamina e Luca De Berardinis, docenti del Master, andiamo alla scoperta di SEM e SEO, per imparare a promuovere la propria offerta e farsi trovare sui motori di ricerca.

Daniele Salamina, Luca De Berardinis

Ciao Daniele, ciao Luca! Cosa devono aspettarsi i partecipanti dal modulo in Web Marketing?

Daniele Salamina [SEM]: Devono aspettarsi strategie e tecniche efficaci che, prima di tutto, ti aiutino a comprendere il più veloce ed efficace strumento di direct response marketing (AdWords?) e poi ti spieghino come usarlo al meglio, come ottimizzare le tue campagne così da ottenere il migliore risultato possibile (o almeno avvicinarsi 😉 ) cercando di spendere sempre meno.

Luca De Berardinis [SEO]: Daremo gli strumenti per avere la massima visibilità sui motori di ricerca e le chiavi per progettare un SEO plan. Spiegheremo come accendere i riflettori della visibilità sulla propria realtà aziendale.

Presenterete qualche case history? Se sì, potreste darci qualche anticipazione a riguardo?

Daniele Salamina [SEM]: Sono ancora in fase di valutazione e selezione tra le diverse campagne realizzate nel corso di questi anni. In Endivia sperimentiamo nuove tecniche di search marketing per rendere le campagne sempre più profittevoli. Questo mi darà modo sicuramente di selezionare una caso di studio da commentare insieme agli studenti del corso.

Luca De Berardinis [SEO]: Una su tutte: www.cercocamion.com

Daniele, il miglior investimento per un’efficace strategia di Search Engine Marketing?

Il migliore investimento nel Search Engine Marketing è capire prima di tutto che è un investimento e, in quanto tale, deve essere valutato. Prima di iniziare a guadagnare devi sempre spendere qualcosa, quindi la strategia efficace è quella di non sprecare soldi buttandoti alla cieca (alla e speriamo che io me la cavo) e poi essere sempre il più possibile specifici possibile in tutti gli aspetti della tua strategia, dagli obiettivi, al set up delle campagne, al target di riferimento.

Luca, il miglior consiglio per farsi trovare sui motori di ricerca?

Conoscere il gergo del proprio settore di riferimento, studiare le parole chiave più cercate e progettare un SEO plan o strategia. Inoltre occorre un costante monitoring dei risultati intermedi per applicare strategie di compensazione in corso d’opera.

Quale pensate sia il futuro dell’e-commerce? Come si sta evolvendo in Italia?

Daniele Salamina [SEM]: Il futuro dell’e-commerce è l’e-commerce stesso perché Internet non è il futuro del commercio e della vendita, ma è già il presente. Sempre più aziende si stanno rivolgendo ad Internet per investire e aprirsi a nuovi mercati, ma Internet è un mondo democratico (chiunque può esserci) ma anche spietato. Più il mondo dell’e-commerce diventa affollato, maggiore sarà la scrematura naturale che sarà fatta in automatico dall’utente. Il tempo medio di un utente per capire se su una pagina web ha trovato quello che gli interessa va dagli 8 ai 10 secondi (se la pagina non si carica anche meno 😉 ), chi si accontenta del proprio sito e non ottimizza costantemente la navigazione, l’usabilità ed il processo di vendita sta già perdendo.

Luca De Berardinis [SEO]: Il futuro (e il presente) dell’e-commerce in Italia sarà roseo poiché non c’è molta concorrenza, i numeri del commercio online crescono costantemente. Avete visto quante persone hanno fatto acquisti online durante lo scorso Natale? L’evoluzione in Italia è lenta, ma sono sempre più le realtà che si stanno rivolgendo all’e-commerce come soluzione alla crisi economica.

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Leggi le altre interviste ai docenti del Master!

Gianluca Diegoli – Il futuro dell’E-commerce? L’Everywhere Commerce
Mirko Pallera – Emozioni e Archetipi: come progettare un contenuto creativo vincente
Alessandra Farabegoli – Come progettare contenuti in grado di fare la differenza?
Marco Cilia – Web Analytics: come e cosa monitorare del proprio e-commerce
Alberto Mucignat – Come rendere il tuo sito piacevole per gli utenti?
Giorgio Brojanigo – Qual è il miglior consiglio per un CRM vincente?

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Knowledge for change. Be Ninja!

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Interior design: il soffitto 3D del cocktail bar If Dogs Run Free

Photo by Stefan Zenzmaier

Un cocktail bar viennese proprietà di un’attrice, un restauratore, un designer e due architetti: non stiamo parlando di uno strano collettivo con ripensamenti professionali, ma di un luogo poco convenzionale che diventa spazio dedicato all’arte.

Il cocktail bar si chiama “If Dogs Run Free, come una celebre canzone di Bob Dylan; e proprio accanto all’insegna compare un sottotitolo: “So why can’t we?”. Un nome e uno spazio che invitano a lavorare di fantasia, un luogo in cui le persone possano circondarsi di nuove idee, parlando di design e creatività.

Photo by Stefan Zenzmaier

Per apprezzare il vero fiore all’occhiello del locale basta alzare gli occhi. Il soffitto è tridimensionale e rappresenta un paesaggio di montagne a testa in giù, ottenuto con la modellazione 3D di una singola forma geometrica. Il patchwork dei tasselli crea due particolari gradienti di colore che si intrecciano tono su tono.
Un design upside down dallo stile un po’ guerrilla, ispirato però nelle forme dai paesaggi montani raffigurati nella pittura tradizionale cinese. Il progetto e la realizzazione sono degli architetti Gregorio S. Lubroth e Chieh-shu Tzou (studio Tzou Lubroth Architekten), due dei proprietari del locale.
I due architetti hanno voluto ribaltare la prospettiva convenzionale, in cui i soffitti sono generalmente spazi inesplorati e inutilizzati. Il tema sviluppato è “Uomo e Natura”, che ha l’obiettivo di creare un punto di vista nuovo sul concetto di natura stessa, traducendola con una semplificazione geometrica delle forme.
Il paesaggio tridimensionale è protagonista dello spazio e sembra moltiplicarsi negli specchi alle pareti dietro il bancone del bar.

Photo by Stefan Zenzmaier

Il design degli spazi circostanti invece è volutamente semplice ed essenziale, con arredi in acciaio e legno, pareti e pavimento modulati nei toni del grigio.

Infine, oltre alla sua funzione principale di cocktail bar, i proprietari hanno pensato al locale anche come a una galleria d’arte non convenzionale: il soffitto diventa uno spazio dedicato ad artisti e designers, che possono utilizzarlo per installazioni specifiche, incentrate intorno al tema “Uomo e Natura”.

Photo by Jochen Fil

Indie rock: le costanti visive nelle copertine degli album

Dalla fine degli anni ’80 a oggi, la musica indie rock si è sempre più diffusa e, se alle origini era considerata musica alternativa contrapposta ai generi più mainstream, adesso è conosciuta anche dal grande pubblico e può rivendicare la valenza di vero e proprio genere musicale.

Anche se solitamente ci affidiamo alle nostre orecchie per ricondurre la musica che ascoltiamo all’interno di un genere, il designer Josh Smith ha scoperto delle costanti visive delle cover indie rock che ben si prestano a supplire all’udito.

E’ cominciato tutto casualmente, un po’ per gioco e un po’, forse, per deformazione professionale. Utilizzando i servizi streaming per ascoltare la musica, ed essendo quest’ultima catalogata per gruppi e ordinata per album, il designer di Hyperakt si è accorto di alcune tendenze visive che accomunano quasi tutti gli album indie rock. Nulla di insolito, certo: è noto come certi tipi di musica adottino stili ben definiti per attirare un target altrettanto delineato. Ma perché non raccogliere tutte le copertine indie rock che mostrassero queste connessioni?

E così il nostro John Smith ci offre una selezione di cover che, dall’astrazione ai rimandi vintage, lascia emergere i comuni denominatori dell’estetica indie rock: colori vibranti e brillanti, immagini astratte o sognanti, sfere, cerchi, triangoli e una finitura non lucida.
Qui vi proponiamo parte di questa raccolta, certi che per quanto si possa amare o non amare questo genere musicale, sia invece difficile restare impassibili di fronte all’arte che vi si nasconde!

Crowd Questioning allo IULM con Paolo Iabichino e Mirko Pallera [EVENTO]

In occasione dell’avvio della quinta edizione del Master in Social Media Marketing & Web Communication, l’Università IULM vi invita oggi pomeriggio ad una sessione di Crowd Questioning davvero, davvero speciale!

Paolo Iabichino, Executive Creative Director  @OgilvyOne – OgilvyAction e autore di Invertising, e Mirko Pallera, CEO Ninja Marketing e autore di “Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore)” si “scontrano” in un’intervista doppia!

2 minuti di tempo ciascuno per rispondere a ciascuna domanda prevenuta e selezionata, prima e durante, l’evento all’hashtag #4occhisul2013 ed esporre la propria vision.

E 4occhisul2013 sarà anche il titolo di questo incontro che ne anticipa proprio il tema centrale: i trend evolutivi della comunicazione e advertising digitale.

L’iniziativa, che si terrà dalle 15.30 alle 19.00 presso l’Edificio IULM 1, Aula Seminari in Via Carlo Bo 1, Milano –  è articolata in più appuntamenti.

Si inizierà con la presentazione dei progetti dei finalisti ai premi di studio offerti dal Master e da BNL Gruppo BNP Paribas, per continuare con la presentazione in anteprima di un’ app mobile – “Master SMM IULM”, ideata e sviluppata dal Master, che si basa sulla tecnologia speech to text Nuance.

Per finire con la premiazione e la consegna dei diplomi della quarta edizione del Master e il grande finale con i due esperti della comunicazione!

Un evento completamente gratuito – previa registrazione qui – quindi non avete scuse per mancare!

Facebook Graph Search: nuove opportunità di business per le imprese

Qualche giorno fa è stato svelato il tanto atteso terzo segreto di Facebook: Graph Search (ndr. gli altri due – stando alle dichiarazioni del CEO di Big F – sarebbero NewsFeed e la tanto amata Timeline). Noi di Ninja Marketing vi abbiamo tenuti informati (come sempre ;-)) con una breaking news sull’evento, ed è proprio da questa notizia che partiamo per qualche riflessione sulla ricerca social di Facebook.

Ovviamente, ogni giudizio tecnico sulle reali funzionalità del nuovo strumento targato Facebook va rinviato a quando funzionerà al pieno delle sue capacità sia geografiche sia di elaborazione.

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Graph Search è sicuramente un prodotto innovativo, quello che potrebbe rappresentare una svolta per il passaggio da una link search alla social graph, con una altissima personalizzazione delle query da porre al motore di ricerca e una risposta dei dati ritagliata su misura.

Lascia forse qualche dubbio l’accuratezza dei risultati che vengono calcolati sempre sulla base di informazioni personali degli utenti, quindi non sempre oggettivi.

Graph Search: una vera rivoluzione targata Facebook?

Con l’introduzione del motore di ricerca sociale, Facebook dà la possibiltà agli utenti, che fino ad ora hanno condiviso parte (se non tutta!) della propria esistenza sui social, di sapere cosa hanno veramente in comune tra di loro.

La ricerca fornirà risposte secondo le affinità e i gusti degli utenti, risultando anche maggiormente pertinenti grazie ai dati tramite i quali elabora le query inserite nel motore. Graph Search ci aiuterà a scegliere dove andare e cosa fare semplicemente in base a chi frequentiamo, ai luoghi dove siamo stati e alle cose che già piacciono a noi e ai nostri amici.

“Dove sta la rivoluzione?” vi starete domandando. La novità sta proprio nella normalità: gli utenti sono talmente abituati a condividere la propria vita sul social network che il passo successivo è proprio quello di chiedere alla comunità con cui già si dialoga tramite post e like.

Sarà, infatti, molto più semplice e gratificante essere consigliati dalla propria rete sociale che digitare su un motore di ricerca generico (per quanto accurato, come Google) la propria richiesta. Fare leva sui rapporti sociali che legano gli utenti e gli interessi personali per fornire una risposta accurata e tagliata su misura dell’utente, ecco la soluzione di Facebook.

E per gli esperti del settore cosa significa l’introduzione delle novità di casa Zuckerberg? A tal proposito ci risponde Fabio Lalli – Presidente degli Indigeni Digitali e startupper:

La nuova ricerca di Facebook permetterà l’arrivo di quantità di spam incredibile! Credo sia un passaggio che per molti tecnici e professionisti fosse più che prevedibile: parliamo di una modalità di ricerca che in termini di marketing permetterà ad aziende e brand di approfondire molto ricerche, studi e analisi.

Questo rilascio di Facebook è in linea con il percorso verso la social discovery, quella vera e che può funzionare veramente, che hanno intrapreso da un po’ di tempo fin dall’acquisizione di Glancee e dal rilascio delle funzionalità di Places.

Un nuovo potenziale di guadagno

Il nuovo strumento di Facebook ha delle potenzialità di guadagno davvero alte, tanto da spaventare addirittura il gigante Google. Graph Search, infatti, rischia di diventare – con le sue apparenti innovazioni – il nuovo leader nel mercato della search engineer. Ma tutto ovviamente a tempo debito. Per il momento, infatti, gli analisti hanno pronosticato che il numero di utenti del social network sarà il principale fattore di traino per il nuovo motore di ricerca sociale.

Gli utenti lo utilizzeranno per cercare i ristoranti più frequentati (e non solo i migliori consigliati), per seguire gli ultimi trend in fatto di fashion e – perchè no – di business. Questo si traduce in nuovi landscape per le imprese e nuovi possibili contatti con gli utenti che effettuano una ricerca. A patto che le aziende investano sulla piattaforma, ovviamente. Per Facebook si tratterebbe di un aumento stimato di quasi un miliardo di dollari di fatturato l’anno, se si calcola un click a pagamento per utente!

Il ritorno economico e l’efficacia dello strumento per le aziende si potrà notare soltanto dopo la fine della fase di testing della versione beta americana. Soprattutto perché non è il solo competitor del settore.

Secondo Fabio Lalli:

Questa funzionalità è l’effetto dell’efficacie struttura di dati che hanno messo in piedi e che continuano ad alimentare a suon di acquisizioni, nuove funzionalità e applicazioni collegate alle OpenGraph.

Google vs Facebook Graph Search: link search vs social search

Il gigante Google dovrebbe essere intimorito della ricerca sociale messa in piedi da Facebook?

Secondo Wired Italia, la risposta sarebbe sì dal momento che, stando a quanto dichiarato da Zuckerberg, Graph Search

troverà risposte, e non link a risposte

contando anche sui dati che Facebook ha a disposizione (oltre 1 miliardo di utenti, 18 miliardi di post geolocalizzati, 240 miliardi di foto caricate, oltre un triliardo di connessioni).

Graph Search, infatti, terrà conto solamente dei dati degli utenti (i loro ‘mi piace’ a certi argomenti, le foto in cui sono taggati, i post che hanno pubblicato e i luoghi dove sono stati) e li utilizzerà come parametri di ricerca, restituendo risultati personalizzati. Ogni ricerca sarà unica.

Quali sono, allora, i probabili problemi che Google dovrà affrontare?

1. Interesse degli inserzionisti per la ricerca altamente personalizzata di Graph Search: i principali fruitori di questo strumento di ricerca saranno sicuramente loro, i retail. Graph Search e i suoi risultati risultano molto appetibili per gli inserzionisti per la potenziale iper–segmentazione e targettizzazione che prospetta.

2. Poco utilizzo che gli utenti fanno del +1: c’è davvero poca differenza tra la normale SERP e i risultati personalizzati di Google, con un’incidenza dell’opinione degli utenti quasi nulla.

Vedremo la reazione del gigante del web, che sta già tentando la strada della ricerca social con il suo Knowledge Graph.

A tal proposito, Emanuele Calì – Web Developer, Web Designer e SEO Specialist – ci suggerisce che:

Da tempo sostengo che Zuckerberg, per dotare Facebook del modello di business che serve per l’auto- sostentamento della piattaforma, ha posto le sue mire sul search. Come dargli torto?

Mentre tutti faticano nell’individuare un business model che “funzioni” (da Twitter a Instagram passando proprio per Facebook), Google, ha costruito un impero mostruosamente redditizio con il search e l’accoppiata d’oro AdWords/AdSense. Magari, inizialmente, Graph Search non presenterà advertising ma, presto, le ricerche degli utenti saranno corredate da pubblicità che, si spera, non siano troppo invasive.

Graph Search rappresenta un’opportunità di crescita per il mondo social. Avrà anche i suoi lati negativi, che potranno essere elencati ed analizzati solo a test terminati, ma non è di certo la killer app che si è descritta. Bisogna imparare ad usarla e a capire come trarre più benefici possibili.

Secondo voi Graph Search è davvero un’innovazione per i motori di ricerca o è soltanto un fuocherello di paglia? Che contributo darà al mondo social?

6 motivi per cui i giornali funzionano ancora [VIDEO]

Un esperimento semplice e divertente ha dimostrato il potere dei giornali cartacei e la loro ragione d’esistere.

Questo test nasce dalla creatività dell’agenzia pubblicitaria belga Duval Guillaume Modem, con la collaborazione del Newspaperework: una piattaforma on line dove le case editrici e i giornalisti pubblicano i loro articoli.

I protagonisti del virale sono tre grandi inserzionisti del giornale, i quali sono stati invitati a effettuare un giro gratuito per la città, con un autista privato, per 1 giorno. Hanno avuto, così, la possibilità di leggere il loro giornale in tutta tranquillità.
Ovviamente ignorano l’esistenza della telecamera nascosta nel cruscotto.

L’esito positivo dell’esperimento è stato raggiunto nel momento in cui i giornalisti continuavano a leggere, nonostante le molteplici distrazioni escogitate dall’agenzia lungo tutto il tragitto, spogliarello dell’autista incluso.

Un modo divertente per dimostrare come i giornali sono ancora molto efficaci anche ai giorni nostri, in cui tutto è tecnologico. Infatti riescono ancora a catturare e mantenere l’attenzione di coloro che leggono un articolo interessante. Inoltre dimostra che la rivendicazione della pubblicità stampa ha ancora senso.

WWF ci invita ad adottare una nonna e i suoi maglioni [VIDEO]

Di call center ne esistono decine, centinaia di tipi differenti. E solitamente interagirci non ci fa impazzire di gioia. Questa volta però l’idea vi piacerà di certo: WWF ha creato una linea telefonica per le nonne di tutto il mondo e i loro maglioni, il regalo di Natale più gettonato quanto spesso ‘accantonato’ per via della sua stravaganza.

Vediamo allora decine e decine di nonnine al lavoro che cercano di convincere i loro interlocutori ad indossare quel maglione che hanno nascosto in fondo all’armadio.

L’idea è un pretesto per promuovere il “National Sweater Day 2013” del 7 febbraio, evento canadese pensato per sensibilizzare sul tema del riscaldamento globale. Invitandoci ad abbassare i riscaldamenti ed indossare un bel capo caldo per risparmiare, l’agenzia John St. invita a connettersi al sito ufficiale per ricevere una telefonata, un sms o una email per ricordarsi di abbassare i termostati.

Gli utenti potranno anche scegliersi la propria messaggera: “dolce”, “affettuosa”, “scontrosa” e “quella che ti fa sentire in colpa”. Quella che assomiglia di più alla propria, insomma 🙂

Cosa ne pensate? Vi piace la scelta di optare per uno stile ironico e meno sensazionalistico nel trattare tematiche importanti come queste?

Credits:

Advertising Agency: John st, Canada
Creative Directors: Stephen Jurisic, Angus Tucker
Copywriter: Kurt Mills
Art Director: Kyle Lamb
Agency Producer: Mavis Huntley

Politica e social media: un workshop per parlarne [EVENTO]

Ci siamo soffermati tante volte sulle possibilità che le nuove tecniche di comunicazione, e in particolare i social media, offrono anche alla politica: l’ultimo caso che vi abbiamo presentato, in ordine di tempo, è quello della campagna organizzata dal gruppo che supporta il senatore Mario Monti in questa campagna elettorale (trovate tutto nel post Gamification e politica: l’Agenda Monti diventa social).

Un tema scottante, ancora da esplorare, che lascia ampi spazi agli studiosi di diverse discipline a capire e comprendere nuove metodologie non solo per parlare ai cittadini, ma anche per la formazione di nuovi paradigmi metodologici di studio e ricerca, in grado di applicare le nuove forme d’analisi anche ad attività antiche come appunto la gestione della cosa pubblica.

Per questo è stato organizzato lunedì 28 gennaio presso l’Aula Seminari (lato Mascagni) dell’Università di Milano, dalle 14 alle 17, il workshop “Studiare la politica con i metodi digitali” per discutere con scienziati ed esperti di quest’argomento così attuale.

Il programma è molto ricco: interverranno infatti, partendo da approcci differenti, diverse personalità in grado di offrire un punto di vista critico e innovativo. Eccoli qui:

“Twitter e Sentimento Antipolitico- un approccio Big Data”
(Alessando Rozza, Università Parthenope)

“Le primarie su Twitter”
(Alessandro Caliandro, Università degli Studi di Milano, Centro Studi Etnografia Digitale)

“Brands etici e i loro pubblici “
(Stefania Barina, Università degli Studi di Milano, Centro Studi Etnografia Digitale)

“To what extent is sentiment analysis of Twitter able to forecast electoral results? Evidence from France, United States, and Italy”
(Andrea Ceron, Università degli Studi di Milano, Voices from the Blogs)

Dopo i vari interventi, seguirà un dibattito dal titolo “Quanti voti sposterà twitter? L’impatto dei social media sulla politica italiana”, cui parteciperà uno dei fondatori di NinjaMarketing.it, Alex Giordano, oltre a Paolo Segatti (Università di Milano), Giampietro Mazzoleni (Università di Milano), Dino Amenduni (Agenzia Proforma), e Andrea Danielli (Lo Spazio della Politica). Il panel sarà moderato da Adam Arvidsson dell’Università di Milano.

Durante il workshop verrà analizzato il ruolo dei social network nella politica italiana utilizzando anche i dati relativi all”indagine realizzata dal Centro Studi Etnografia Digitale sulle recenti Primarie del Centro Sinistra: Politica e Social Media – Ecco cosa abbiamo imparato dalle primarie del PD su Twitter.

Se siete in zona, non perdetevi l’occasione di partecipare!

Le prospettive per il settore automotive nel 2013

La crisi economica internazionale ha colpito duramente l’industria automobilistica in tutto il mondo e ha costretto i produttori a mettere in atto cambiamenti veloci e radicali per propiziare la ripresa del settore.
Molti produttori hanno portato a termine con successo queste traformazioni e hanno reso le proprie piattaforme più efficienti, rilanciando le vendite (soprattutto negli USA) e abbassando i costi.

Attualmente il settore automotive sta attraversando una fase di rapida espansione tecnologica che interessa molte discipline, come la chimica per quanto riguarda le batterie, l’ingegneria dei materiali per lo sviluppo di materiali ultraleggeri e l’elettronica di consumo per dotare le automobili di tutti i dispositivi di intrattenimento che richiedono oggi i clienti.
Diventa dunque estremamente difficile e dispendioso per le aziende riuscire a seguire con la stessa concentrazione tutti questi fronti.

In uno scenario di questo tipo diventa meno rilevante il peso dei singoli produttori e risulterebbe essere vincente invece un approccio in cui ciscun produttore funga da “system integrator” di tecnologie realizzate da terzi.
Booz&co. ha individuato tre argomentazioni intorno alle quali ruoteranno le scelte decisionali dei produttori di automobili nel 2013.

1) Innovazione

In tema di innovazione la parola d’ordine è partnership. I produttori dovranno lavorare a stretto contatto con gli sviluppatori delle singole tecnologie e strudiarne l’integrazione sui veicoli.
Si parla di batterie per veicoli elettrici e i relativi sistemi di gestione del calore che le stesse producono; di integrazione con smartphone e tablet; di sistemi avanzati per evitare incidenti e di assistenza al parcheggio; dell’impiego di materiali ultraleggeri per ridurre i consumi.

2) Il cambio di ruolo dei produttori

I principali produttori di automobili sono stati fino ad ora coloro che hanno creato la vera innovazione nel settore grazie agli ingenti investimenti in R&D.
Purtroppo ora, come anticipato, stare al passo con la miriade di nuove tecnologie diventa quasi impossibile, per cui quasi sicuramente i produttori si concentreranno sullo sviluppo di nuovi motori ibridi ed elettrici, mentre lo sviluppo delle altre tecnologie sarà concesso in outsourcing ai fornitori che hanno un know how molto verticale in campi specifici.

3) Strategie per il futuro

Dal punto di vista dei produttori si prevede che le aziende che avranno maggiore successo da qui a cinque anni saranno quelle maggiormente in grado di gestire al meglio il portafoglio delle tecnologie, decidendo quali sono quelle critiche che devono rimanere proprietarie e che devono essere gestite all’interno e quali invece è possibile esternalizzare.

Dal punto di vista dei fornitori la vera scommessa risiede nell’abilità di scovare e puntare sulle tecnologie che in futuro avranno maggiore possibilità di trovare largo impiego nei veicoli, abilità che sottintende un tasso di rischio molto elevato.

Conclusioni

Il quadro che emerge da questa analisi di Booz&co. lascia intendere che i player del settore automotive dovranno affrontare delle sfide molto impegnative nel 2013, sfide che richiederanno di rivedere le organizzazioni, di raffinare i processi di project e program management e di sviluppare una rete efficiente di partnership con fornitori e altri detentori di know how cruciale per lo sviluppo di prodotti di successo nei prossimi anni.