The big brand theory: il packaging delle bibite veste minimal

Il valore di un brand dipende da quanto può essere escluso da esso senza compromettere la sua riconoscibilità e, anzi, accrescendo il suo valore estetico. Questo è il presupposto che ha spinto il designer Ewan Yap a progettare la serie “The Big Brand Theory: packaging design”.

Non è il primo designer a cimentarsi nella semplificazione del packaging verso una direzione minimal: tempo fa, per esempio, avevamo parlato del caso dello studio Antrepo e delle sue prove tecniche di packaging essenziale.
Sulla stessa falsariga, Ewan Yap gioca a reinventare il packaging di quelle bibite ormai celebri e dal marchio riconoscibile sin dai colori o da un minimo elemento grafico. Partendo proprio da questa riconoscibilità, il designer spoglia la confezione da tutto ciò che è superfluo e amplifica i dettagli che sono ormai radicati nel nostro senso comune.

Stuzzicando la nostra memoria e capacità di associazione, valorizzando il packaging denudandolo da tutto il surplus grafico, Ewan Yap progetta confezioni che non hanno nulla da invidiare alle originali, dimostrandoci ancora una volta come, sempre più spesso, less is more*.

*meno è meglio

Sei un marketer? Ecco le innovazioni del CES da tenere d'occhio!

Sei un marketer? Ecco le innovazioni del CES da tenere d'occhio!

Sei un marketer? Ecco le innovazioni del CES da tenere d'occhio!Il CES di Las Vegas appena concluso è stato utile per interpretare i trend del mondo della tecnologia, ma non solo. Ci sono diverse innovazioni che non solo cambieranno la vita ai consumatori, ma anche ai marketers: eccone alcune.

1. Carte di credito di nuova generazione

Le nuove carte di credito saranno multi-funzione e permetteranno ai marketers di offrire ai consumatori nuovi servizi. Grazie alla carta di credito “ePlate”, ora si possono accumulare dei punti scegliendo in maniera dinamica a quale concorso a premi partecipare, oppure se utilizzare i punti accumulati per ottenere sconti sui pagamenti. Ogni pagamento può quindi essere utilizzato per accumulare punti ed arrivare a diversi premi, con il vantaggio che, finalmente, non ci dovremo più riempire il portafoglio di carte fedeltà e raccolte punti.

Sei un marketer? Ecco le innovazioni da tenere d'occhio

Il tutto sarà gestibile tramite dei pulsanti presenti sulla carta di credito e un’applicazione per smartphone. Per coloro che si occupano di marketing queste nuove possibilità sono sia una opportunità sia una minaccia, perché le classiche tessere fedeltà permettevano un maggior controllo sulle informazioni ottenute dai consumatori e spesso costituivano un potente mezzo per fidelizzarli.

2. Camerini con realtà aumentata

Incoraggiare i consumatori ad interagire con il proprio brand, offrendo novità sul fronte della “customer experience” sta diventando una priorità per tutte le aziende, ma soprattutto per quelle che operano nel settore fashion. Il momento delle prime interazioni è infatti la scintilla per instaurare una relazione di lungo termine tra consumatore e brand.

Facecake” va proprio in questa direzione, permettendo alle persone di poter visualizzare la propria immagine in uno “specchio virtuale” (grazie ad una telecamera) e provare un capo d’abbigliamento, abbinandolo (virtualmente) ad una borsetta, ad un make-up specifico, ad un determinato taglio o colore di capelli o ad una serie di accessori. Si può persino provare un vestito decidendo di “snellirsi” e vedere come risulterà la propria immagine dopo una dieta.

L’esperienza è divertente per il consumatore ed utile per i marketers, perché può facilitare operazioni di cross-selling o potenziare le iniziative di tryvertising.

3. Brochure digitali

Spreengs, un’azienda Neyorkese, ha sviluppato una serie di schede video con schermi ultra sottili, inseribili in brochure o biglietti di auguri. Questi prodotti consentiranno alle aziende di proiettare dei messaggi con alta qualità video/audio e potranno essere inserite in preziose brochure, dedicate a clienti particolarmente importanti o prodotte per eventi particolari come fiere, mostre, ecc.

L’utilizzo di queste schede è semplice, perchè per caricare un video messaggio è solamente necessario connettere il dispositivo ad un computer tramite un cavo USB. Questi strumenti espandono le funzioni delle brochure, permettendo, anche in questo caso, nuovi esperimenti sul fronte della “customer experience”.

4. Auto sempre connesse

In passato i produttori di automobili fornivano un hardware dedicato per utilizzare il navigatore o altri servizi. Con la tecnologia “BYOD” (Bring Your Own Device), Ford ha fatto in modo che i sistemi dell’auto si connettano e sincronizzino facilmente agli smartphone, indifferentemente dal sistema operativo utilizzato. Così facendo inoltre, i computer di bordo sono meno soggetti ad una veloce obsolescenza.

Il sistema è veramente innovativo, perchè grazie ai comandi vocali è possibile utilizzare il proprio dispositivo mobile tramite il sistema dell’auto per ascoltare le proprie playlists, farsi leggere gli sms, i tweet, telefonare ecc. È intuibile quanto questo tipo di servizi possa interessare i marketers: grazie alla possibilità di sincronizzare gli smartphones con i computer di bordo, l’auto sta diventando anch’essa un nuovo dispositivo portatile.

5. Registratori intelligenti

Tra le aziende che presentavano innovazioni dedicate alla TV spiccava DISH, un’impresa specializzata nella produzione di dispositivi audio/video per la TV. Tra i prodotti proposti vi sono una linea di DVR in grado di registrare fino a 6 canali contemporaneamente, consentendo di eliminare le pubblicità e fruire dei contenuti registrati sui propri smartphones o talbets.

Grazie a questa tecnologia, i consumatori potranno veramente iniziare a vedere un programma in cucina, proseguire in salotto e terminare la visione nel proprio letto, magari grazie al proprio tablet. Alcune versioni dei prodotti permettono inoltre di accedere a servizi di visualizzazione di film in streaming, con centinaia di migliaia di film disponibili. Come si può intuire, i registratori “intelligenti” e i servizi in streaming stanno cambiando le carte in tavola ai marketers, perchè gli spazi pubblicitari assumeranno un peso sempre minore a discapito di tecniche quali il product placement.

Come si è potuto vedere anche da questo CES, marketing e tecnologia sono sempre più uniti da un filo conduttore. La tecnologia sembra evolversi alla velocità della luce e per i marketers è ormai una sfida sempre più dura rimanere costantemente aggiornati sulle ultime invenzioni ed intuire prima dei propri colleghi come queste possano essere sfruttate nel migliore dei modi.

Le regole della nuova economia Cinese

Nel terzo trimestre del 2012 la crescita del PIL Cinese ha fatto segnare un 7,4%, dato che se confermato su base annuale rappresenterà il livello di crescita più basso degli ultimi 13 anni.

Le industrie in maggior calo sono quelle pesanti e quella immobiliare, quest’ultima colpita dalla politica anti inflazionistica del governo che penalizza il valore delle case.
Al contrario i servizi sanitari sono in forte crescita e ad ogni modo sia la produzione industriale che i consumi al dettaglio viaggiano a gonfie vele.

Nonostante questi numeri una cosa è certa, l’economia cinese sta cambiando e sta spostando il focus dalle produzioni low-cost dedicate all’export verso la produzione interna di maggiore qualità, soprattutto perché il consumatore medio si è evoluto ed è diventato più esigente.

Anche se la crescita nei prossimi anni non sarà più a doppia cifra, la Cina continuerà un percorso di crescita costante seppure meno ripido.
Alcune multinazionali abituate agli anni del boom manifestano segni di nervosismo, in realtà la Cina rimane ancora una terra dalle grandi opportunità anche per loro.

Cambiamenti di breve periodo

E’ attesa nel breve periodo la crescita delle regioni interne della Cina, che fino ad ora sono state ignorate dalle multinazionali dato che la ricchezza si concentrava nelle grandi città delle zone costiere. Beni di consumo e automotive sono i settori verso i quali le zone rurali della Cina esprimeranno una maggiore domanda.

Cambiamenti di lungo periodo

Come dicevamo i Cinesi ora sono pronti a spendere di più per beni di qualità migliore e in questo campo le multinazionali dovranno affrontare l’agguerrita concorrenza di player interni che si stanno attrezzando con le tecnologie e il know-how necessari a condurre con loro una sfida alla pari. In sostanza alle multinazionali non basterà più godere del fascino di un brand straniero ben riconosciuto.

4 Regole per cogliere le opportunità della nuova economia Cinese

1) Anticipazione

In virtù della forte crescita attesa dalle regioni interne della Cina, alcuni brand stanno giocando d’anticipo e stanno mettendo in atto strategie volte a massimizzare la sensibilità al prezzo di questo nuovo segmento di consumatori.
General Motors per esempio ha dato vita a un sotto-marchio chiamato Baojun studiato in pariticolare per le regioni emergenti.

2) Riposizionamento

A causa del notevole cambiamento nella domanda interna molti operatori, specialmente quelli logistici stanno cominciando a fare una serie di acquisizioni o di nuove aperture nell’ovest del paese per non farsi trovare impreparati quando le rotte commerciali di quelle aree si faranno più frequenti.

3) Osservazione

Alcuni brand di elite o che detengono un controllano monopolistico sulle risorse, come ad esempio DeBeers, stanno adottando un approccio più cauto, potendosi permettere di osservare in quale direzione di sposta la domanda ed agire di conseguenza senza perdere quote di mercato.

4) Indietreggiamento

Le aziende che hanno un posizionamento debole nel mercato Cinese dovranno ripensare velocemente la loro strategia e focalizzarsi solo su ciò che gli riesce meglio e che li distingue dai competitor.
Non tutti sono stati in grado di stabilire una forte posizione e tra questi rientrano anche Google e Best Buy.

Per concludere le aziende straniere dovranno probabilmente iniziare a spostare sempre più pezzi della loro catena del valore in Cina, inclusa la Ricerca e Sviluppo, in quanto non sarà più possibile contare solo sulla manodopera a basso costo, ma servirà comprendere più profondamente le nuove esigenze dei consumatori Cinesi.

Allo stesso modo dovranno sempre tenere d’occhio i competitor locali che stanno cambiando atteggiamento passando da copycat dei prodotti occidentali a veri innovatori.

SkyFonts: il rivoluzionario servizio di noleggio font

Venghino siori e siore, è arrivato SkyFonts, l’affitta font!

Si, non avete capito male, oggi parliamo di un servizio cloud di noleggio font chiamato SkyFonts che prende spunto da uno dei dilemmi della cultura digitale e del commercio, ovvero acquisto proprietario o noleggio? Spendereste soldi per un album su Itunes o meglio un mese di Spotify? La Creative Cloud di Adobe è l’invenzione migliore da quando l’uomo ha inventato il cavallo (cit.)? Il team di SkyFonts ha deciso di far rientrare nella categoria dei beni noleggiabili anche i font, infatti è il primo servizio in assoluto che permette l’utilizzo temporaneo di font, ma andiamo a vedere come funziona.

Innanzitutto questo servizio cloud mette a disposizione OpenType fonts di fonderie quali la Lynotype, Monotype, ITC e molte altre e per prima cosa dovremo scaricare il programma di SkyFonts sul nostro pc o mac che sia, che gestisce l’attivazione e disattivazione dei font noleggiati o provati gratuitamente per un tempo massimo di 5 minuti, è possibile installare SkyFonts su un massimo di 5 macchine automaticamente sincronizzate tramite il portale della società.

I font affittati non sono gestibili da altri programmi di gestione font ma soprattutto NON è possibile usarli com web fonts.

Passando al lato monetario della questione, SkyFonts utilizza un sistema a crediti, un singolo credito garantisce il noleggio di un font per un giorno, 3 crediti per un mese. I crediti sono acquistabili in pacchetti da 15 o più al costo di 3$ per credito, ovviamente ci sono offerte dedicate all’acquisto di grandi quantità di crediti.

Lo spot di Explorer dedicato ai bambini degli anni '90 [VIDEO]

Microsoft ci tiene davvero a far capire che il suo bistrattato Internet Explorer si è evoluto. Finora alle tante voci che in coro contestavano l’inaffidabilità del browser la casa produttrice ha risposto con video ironici come “Do you know this guy?” o “The Browser You Loved To Hate“. L’ultimo filmato invece utilizza toni ed immagini diametralmente opposti.

Child of the 90s” è un piccolo memorandum celebrativo dei giocattoli e oggetti feticci di quel decennio e vuole strizzare l’occhio alla componente nostalgica dei 20-30enni di oggi. Gli stessi che condividono sui social tantissimi link dedicati al ricordo collettivo di questi prodotti che hanno fatto parte dell’infanzia della loro generazione, e sono anche stati testimoni dei cambiamenti del browser attraverso il rilascio delle sue tante versioni.

E in questo video Microsoft annuncia allora orgogliosa: “You grew up. So did we. Reconnect with the new Internet Explorer” (Siete cresciuti, e così anche noi. Riprendete contatto con IE).

Una comunicazione fortemente istituzionale che vuole rivolgersi direttamente agli utenti e stringere un contatto diretto con loro, in linea con le numerose iniziative avviate da Microsoft negli ultimi tempi, come il progetto “U Generation”, lanciato nel 2011 da Microsoft con l’obiettivo di studiare e comprendere il rapporto tra i giovani e la tecnologia.

Tutte le impostazioni sulla privacy da modificare prima del rilascio della Graph Search di Facebook

Come da tradizione ormai consolidata, ogni novità introdotta da Mark Zuckerberg per la sua creatura è accompagnata dai soliti, risaputi fattori: scetticismo, ironia e preoccupazione per la privacy.

E’ questo terzo fattore, in particolare, che è sulla bocca di tutti negli ultimi giorni. Non solo perché la Graph Search di Facebook mette a nudo (di nuovo!) ciò che gli utenti nella loro storia su Facebook hanno condiviso, scritto o apprezzato, ma anche perché i disastri che questo innovativo strumento di ricerca potrebbe combinare sono sotto gli occhi di tutti.

A mostrarli in maniera chiara e diretta, ad esempio, ci ha pensato Tom Scott, un nativo digitale che per mestiere tiene conferenze sul web e sui social network. L’idea è tanto geniale quanto semplice: appena ottenuta l’attivazione alla versione beta della Graph Search, Tom ha iniziato a pubblicare su un Tumblr creato appositamente per l’occasione (Actual Facebook Graph Search) i risultati più divertenti e paradossali. Si va dalle “persone sposate a cui piacciono le prostitute” alle “aziende che hanno assunto persone a cui piace il razzismo”.

L’intento di Tom, oltre quello di strapparci un sorriso, è soprattutto quello di porre l’attenzione su un aspetto cruciale della nostra esperienza su Facebook, e più in generale sui social network: ciò che condividiamo, che sia un nostro pensiero piuttosto che un pensiero altrui, è di pubblico dominio. In pratica, ci appartiene ma non più in maniera esclusiva. L’unico modo per “difendere” l’intimità di alcuni contenuti (per quanto si possano mantenere intimi dei contenuti condivisi su una piattaforma enorme e vasta come il web) è essere attenti alle impostazioni sulla privacy che Facebook ci fornisce.

Gli strumenti per difendere i nostri contenuti ci sono. Il problema però è che la piattaforma si evolve, e con essa anche la visibilità di ciò che pubblichiamo.


Ad esempio, se noi abbiamo settato una visibilità limitata ai soli nostri amici per le foto caricate su Facebook due anni fa, avremmo dovuto controllare che tale impostazione fosse tale ad ogni cambiamento. Non è insolito, infatti, imbattersi in profili totalmente privati ma in cui le immagini di copertina (spesso foto tanto personali quanto quelle del profilo) sono di pubblico dominio, semplicemente perché non si è prestato attenzione ad aggiornare le opzioni dopo l’introduzione della cover.

Lo stesso avviene oggi con la Graph Search, ed è per questo che Gizmodo ci indica 3 impostazioni sulla privacy di Facebook che dovremmo modificare prima del rilascio della Graph Search per evitare che qualcuno vi trovi cercando “uomini single a Milano a cui piace Will&Grace”  😀

Eliminiamo il nostro nome dalle ricerche

Per gli estremisti è possibile eliminare il problema della privacy a monte: per evitare qualsiasi tipo di problema è possibile far sì che nessuno ci trovi all’interno del nuovo motore di ricerca elaborato dei geek di Zuckerberg.

1. Facciamo clic sull’icona del lucchetto in alto a destra. 

2. Facciamo clic su “Vedi altre informazioni”.

3. Alla voce “Chi può cercarmi?” alla sezione “Chi può cercarti utilizzando l’indirizzo e-mail o il numero di telefono che hai fornito” indichiamo “Amici” e deflegghiamo l’autorizzazione a “Vuoi che gli altri motori di ricerca rimandino al tuo diario?”.

In questo modo non solo non saremo associati ai nostri “like” e alle nostre condivisioni, ma sarà totalmente impossibile per gli altri trovarci inserendo il nostro nome associato ai nuovi parametri della Graph Search.

Verifichiamo il nostro “Registro Attività”

Attraverso il “Registro Attività” avremo la possibilità di filtrare e verificare i contenuti di altri nei quali veniamo “taggati”. Una foto, un check-in, un semplice tag in un link. Saremo noi a decidere se il contenuto sarà o meno visibile sul nostro diario.

1. Facciamo clic sulla solita icona del lucchetto in alto a destra. 

2. Facciamo clic su “Chi può vedere le mie cose?”

3. Facciamo clic su “Usa Registro Attività”

Da qui potremo eliminare un contenuto (un messaggio sarà inviato a chi ci ha taggato), nasconderlo o limitarne la visibilità. Insomma, un pannello di controllo di tutta la nostra presenza su Facebook.

Limitare l’accesso ai contenuti passati

1. Facciamo clic sull’icona del lucchetto in alto a destra.

2. Facciamo clic su “Vedi altre informazioni”.

3. Alla voce “Chi può vedere le mie cose?” clicchiamo su “Limita i post passati”. Qui possiamo con un semplice click limitare la visibilità ai soli nostri amici di tutto ciò che abbiamo pubblicato in passato. In questo modo il nostro nome non potrà essere associato ai nuovi parametri di ricerca della Graph Search.

Una comoda soluzione: FaceWash

Infine un piccolo trucco per la vostra serenità personale. Grazie a FaceWash, una comoda applicazione per Facebook, potrete fare un controllo immediato del vostro passato on line. FaceWash in pochi minuti scorrerà tra le vostro foto, link e contenuti condivisi individuando grazie a complessi algoritmi i contenuti potenzialmente compromettenti, eliminandoli con un solo click. L’applicazione richiede l’accesso al nostro profilo e va autorizzata a pubblicare a nostro nome (possiamo selezionare l’impostazione di visualizzazione dei post “solo io”).

Una volta terminato il processo, potrete scorrere i contenuti potenzialmente compromettenti suddivisi per categoria, decidendo quali eliminare. Inoltre, si può essere ancora più specifici e chiedere a FaceWash di incentrare la ricerca su specifiche parole chiavi.

Insomma, i mezzi per potersi proteggere ci sono. L’importante è saperli utilizzare, senza farsi prendere dal panico o dalla classica frenesia del momento. Sicuramente, con l’avvento della Graph Search, è il momento giusto per le pulizie di primavera 😉

App of the Week: Expereal, analizza e dai un voto alla tua vita!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Expereal è un’app davvero singolare, con la quale potremo visualizzare schematicamente la nostra vita, le fasi emotive di essa e poterne trarre giudizi, pensiori e addirittura votarle.

Pensata e realizzata da Jonathan Cohen nel 2011, l’app èha lo scopo di offrire un punto di vista nuovo sulla propria vita e trane così beneficio. Non a caso, grazie a schemini colorati e numeri, l’app permette di fare un’analisi del tuo mood quotidiano, confrontandolo con le settimane o i mesi passati e ne permette il confronto (assolutamente anonimo) con quello dei tuoi amici o degli altri utenti.

Potrai votare la tua vita in una scala da 1 a 10 e condividere, in modo assolutamente opzionale, i tuoi punteggi personali su Facebook, grazie alla sua funzionalità di login con il social network. In base a dove ti trovi, potrai anche inserire la località, descriverla ed aggiungere persone e foto.

Se ti dimentichi di inserire la tua votazione quotidiana, Expereal ti da la possibilità di segnalartelo con le notifiche push. La visualizzazione dei voti avviene tramite schemi e numeri di diversi colori, con l’opzione di confrontare i risultati con i giorni o le settimane passate, per verificare gli alti e bassi del tuo mood nel tempo.

Di seguito, un video che riprende Jonathan Cohen, fondatore dell’app, in cui spiega come è nata e cosa l’ha ispirato.

Expereal è un’app gratuita, disponibile su App Store per iPhone.

 

Ecco Pano, 100 pollici di touchscreen al vostro servizio!

Ecco Pano, 100 pollici di touchscreen al vostro servizio!

Ecco Pano, 100 pollici di touchscreen al vostro servizio!

Lo so, lo aspettavate con impazienza. Del resto uno schermo touchscreen da 100 pollici proprio non poteva mancare al vostro ufficio. Per vostra fortuna, a venirvi incontro, è l’azienda Ideum che ha da poco annunciato Pano. Chi? Si, avete capito bene, Pano, il vostro nuovo compagno di lavoro!

Un computer all-in-one con numeri da capogiro. In ordine, oltre al già citato pannello touchscreen LCD, abbiamo:

– la possibilità di riconoscimento simultaneo di oltre 40 tocchi;
– una risoluzione 3840×1080;
– processore Intel Quad Core i7;
– 2 dischi da 500 GB ciascuno;
– 8 Gb di Ram e scheda grafica nVidia;
– connettività: Hdmi, Wifi, Rfid, Ethernet e Bluetooth;
– Windows 7 pre-installato, con la possibilità di aggiornarlo al nuovo e sicuramente più touch friendly Windows 8.

Anche l’estetica vuole la sua parte: sarà possibile ordinarlo in ben 12 colori diversi, e del resto, visto il prezzo che si sarà costretti a sborsare è il minimo che ci si aspetti.
Ecco Pano, 250 pollici di touchscreen al vostro servizio.
Molto interessante è la possibilità di richiedere lo sviluppo di applicazione specifiche per Pano direttamente ad Ideum. L’azienda produttrice mette in risalto il lavoro già effettuato per conto di vari e importanti musei del Nord America. Del resto uno schermo del genere necessita e viene valorizzato con l’utilizzo di programmi particolari pensati e creati ad-hoc.

Non è un prodotto destinato alla commercializzazione di massa, questo è evidente, ma molte potrebbero essere le alternative di utilizzo di Pano; si pensi agli ambiti artistici o di progettazione dove la possibilità di lavorare ad un progetto a più mani è sicuramente un’ottima opportunità.
Ecco Pano, 250 pollici di touchscreen al vostro servizio.
Pannelli touchscreen grandi se ne erano visti, ma questo li supera davvero tutti: voi per cosa utilizzereste Pano?

Da McDonald’s l'app che ti dice da dove provengono gli ingredienti

Ancora insicuri circa la provenienza degli ingredienti dei menu di McDonald’s?
La risposta ai vostri dubbi la fornisce McDonald’s Australia, che ha progettato l’applicazione per IOS “TrackMyMacca’s” che permette i consumatori di scoprire da dove provengono gli ingredienti del menu, per offrire loro un nuovo livello di trasparenza su ciò che stanno per mangiare.

L’applicazione inizia chiedendo ai consumatori di scattare una foto dell’alimento che hanno acquistato. Utilizzando la tecnologia GPS per individuare in quale Mc Donald’s si trova il cliente e metodi di monitoraggio per individuare l’origine degli alimenti, TrackMyMacca’s è in grado di rivelare esattamente dove l’ingrediente è stato coltivato, pescato o allevato.

Tutte le informazioni sono presentate in realtà aumentata con un’animazione interattiva in 3D, attraverso cui gli utenti possono scegliere un ingrediente e scoprirne i dettagli di approvvigionamento in base alla posizione, al prodotto e alla data.

Alcuni hanno messo in discussione lo scopo dell’applicazione, notando che le persone che si interessano alla provenienza del cibo non mangiano da McDonald’s a priori. Ma Mark Lollback, direttore marketing di McDonald’s Australia ha dichiarato che “l’app è un altro modo per coinvolgere i nostri clienti e renderli partecipi.”

L’applicazione funziona solo per le confezioni di Filet-O-Fish, McChicken, Big Mac, Chicken McNuggets e French Fries.

 

Credits:

Advertising Agency: DDB / Tribal DDB, Sydney, Australia
Executive Creative Directors: Dylan Harrison, Darwin Tomlinson
Creative Directors: Nick Pringle, Steve Wakelam
Executive Producer: Jeroen Jedeloo
Digital Project Manager: Amanda Birrell
Account Director: Daniel Lipman
Planner: Ryan Richards
Designer: Carl Frauschiel
Managing Partner: Richard Morewood
Senior Business Director: Daniel Lipman
Business Manager: Harry Towle
Head of Media Relations: Tina Alldis, Mango Sydney
Technical Director: Ferdinand Haratua
User Experience: Barth Wahlen
Production Company: ACNE Production, Los Angeles, USA
Executive Producer: Fran McGivern
Senior Digital Producer: Jacinte Faria
Interactive Director: Martin Pagh Ludvigsen
Developers: Matt Schoen, Jono Forbes
AR Developer: Stan Wiechers
Creative Director: Kalle Hellzen
Senior Art Director: Stevie Laux
3D Design / Animation: Franco Barroeta
Associate Producer: Tina Avanessian

Deproducers: musica e astronomia in un viaggio intergalattico e biglietti gratis per i Ninja più veloci! [EVENTO]

Musica e scienza si sposano nel più innovativo e coinvolgente set live con il progetto Deproducers!

Quattro musicisti, quattro produttori con percorsi diversi ed importanti quali Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Riccardo Sinigallia e Max Casacci, si uniscono nel collettivo “deproducers” con lo scopo di musicare dal vivo conferenze scientifiche, raccontate in maniera rigorosa ma accessibile, e dare vita al primo capitolo di un progetto di ricerca: il tour “Planetario”!

Un live vero e proprio che mostrerà al pubblico stelle, pianeti, stazioni spaziali con i materiali forniti dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA – European Space Agency), guidati dalla voce dell’astrofisico e direttore del Planetario di Milano: Fabio Peri.

L’astrofisico Peri illustrerà le meraviglie del cosmo e il mistero della sua nascita, le costellazioni e la loro mitologia, il rapporto tra l’Uomo e l’Infinito, il tutto veicolato da un’incredibile capacità di coinvolgere il pubblico con un linguaggio semplice e accessibile.

I quattro musicisti insieme al batterista Dodo Nkishi, creeranno un’atmosfera che farà sentire l’ascoltatore in un vero e proprio viaggio intergalattico!

Un appuntamento imperdibile e davvero speciale, che si è tenuto ieri a Cremona e che si terrà il prossimo 1 Febbraio a Milano – Teatro Dal Verme, e il 4 Febbraio a Torino – Teatro Colosseo.

Ma c’è di più!

In esclusiva per i lettori di Ninja Marketing:

6 biglietti per la tappa di Torino, e 4 per quella di Milano ai Ninja che ritwittano per primi questo post scrivendo la tappa della propria città.
Per esempio: per Milano 1febbraiomilanoteatrodalverme e per Torino 4febbraiotorinoteatrocolosseo.

E chi arriva tardi avrà comunque uno sconto sul prezzo intero del biglietto!

Ma non dimenticate di taggare @ideproducers!

Per maggiori informazioni visitate la pagina Facebook o contattate elisa.sitta@internationalmusic.it per prenotare ed avere info sui biglietti.