Diesel invita ad astenersi dai social network

E se qualcuno ci sfidasse a tornare indietro di una ventina d’anni, quando tutti eravamo ancora “offline” ? Sareste disposti a cedere alla tentazione?

Proprio nell’era in cui si parla di Facebook-dipendenza, Diesel crede proprio che sia possibile staccare la spina e lancia una provocazione a cui sarà difficile resistere.

Sulla scia della campagna promozionale “Disconnect” lanciata già un paio di anni fa in occasione della collaborazione con Fiat 500, nella quale si invitava ad abbandonare i nostri computer e goderci la “vita nel parco“, Diesel oggi ci riprova con la campagna internazionale YUK Pre-Internet Experience” .

Correva l’anno 1993 quando la casa di moda lanciò sul mercato il modello di scarpe YUK. Oggi, riproponendo al mercato lo stesso modello, Diesel chiede ai suoi fan/clienti di dimostrare che sia ancora possibile conoscersi, fare cose interessanti e divertirsi senza internet.

La YUK Pre-Internet Experience invita a disconnettersi da ogni tipo di social network per tre giorni, senza postare nulla. Disconnettersi è facile, basta registrarsi al sito e cliccando sul bottone “Go offline“, Diesel pubblicherà sulla vostra bacheca di Facebook il seguente stato:

” [Nome] sta godendo di una  Pre-Internet Experience ed è andato offline per un paio di giorni. Ma non disperate, lui / lei  starà visitando luoghi, farà cose interessanti, incontrerà gente e si divertirà” .

Diesel, ci tiene a precisare con il supporto anche di video disponibili in rete, che con le YUK Anniversary Edition, potrete godere di una privacy assoluta in quanto, le scarpe non prevedono alcun dispositivo di geolocalizzazione!

Il progetto terminerà il 12 Gennaio 2013 perciò se vi siete persi l’iniziativa, avete ancora un po’ di tempo per tornare all’era “pre-Internet” e provare ad aggiudicarvi il premio in palio: le fantastiche scarpe YUK Anniversary Edition.  Quindi, è proprio il caso di dirlo: [don’t]stay tuned!

Credits:

Agency: SMFB Oslo
Client: Diesel
Creative: Pal Hoyer-Andreassen
Creative: Magnus Hogberg Hansen
Designer: Niklas Hellborg
Web Producer: Kristoffer Lorang Dahl
Strategist: Kristian Kristiansen
Production Company: Acne Production
Director: Anders Jedenfors
Producer: Petur Mogensen
Line Production: Picture Farm
Line Producer: Arianne Culley
Line Producer: Cris Bren
Digital Production Company: Nodes Norway

Il potere del Mobile [INFOGRAFICA]

E’ il boom del settore Mobile: aumentano i possessori di tablet e smartphone e non c’è dubbio che il modo di fare shopping sta cambiando. Ma in che misura i mobile device stanno modificando i comportamenti dei consumatori?

L’infografica qui sotto è stata realizzata dalla società YesMail che ha intervistato un campione di 500 consumatori per mostrare come i possessori di device di fascia alta siano più esperti e coscienti negli acquisti.

Il l 21 % di tutto il traffico si siti e-commerce è dedicato al commercio via Mobile: gli utenti Mobile frequentano molto le piattaforme e-commerce ma acquistano comunque ancora maggiormente via desktop.

I potenziali clienti che accedono agli e-commerce via mobile, sono anche quelli che interagiscono maggiormente con i profili social delle aziende: il 60% di loro infatti seguono il brand su facebook e il 14% su Twitter.

Quali scenari dell’e-commerce sono ancora da esplorare secondo voi grazie alla mobile experience? Vi lasciamo con l’infografica per scoprire altri dati davvero interessanti:

 

 

Youppit: l'aggregatore di offerte online [INTERVISTA]

Youppit: l'aggregatore di offerte online

Premesso che Youppit è una delle idee che hanno partecipano alla #Battle12 e che a partire da questo articolo ci apprestiamo a conoscerle tutte, oggi torniamo a parlare di couponing.

Il mercato dei coupon online, infatti, è sta vivendo il suo momento d’oro e di certo non accenna a fermarsi! Estremizzando possiamo dire che non ci poniamo più il problema del “cerco se c’è un offerta online” ma ormai la domanda che ci facciamo è “quale scelgo tra le tante esistenti?
Proprio per rispondere a quest’ultima domanda è nato l’aggregatore di offerte Youppit. Ne abbiamo parlato con il fondatore Franco Graziosi.

Ciao Franco, cos’è e come funziona Youppit?

Youppit Offerte nasce con l’obiettivo di risolvere un problema e soddisfare un bisogno. Risparmiare tempo per individuare le migliori offerte di interesse; risparmiare denaro acquistando beni e servizi a prezzi vantaggiosi. Uno strumento che permette di consultare tutte le offerte di una città filtrate per l’interesse personale di ciascun utente. (Voce del verbo Youppare!)

In pratica Youppit cerca, e l’utente risparmia mettendo ordine nell’oceano di offerte che ogni giorno impazzano sul web. Aiutiamo gli utenti a individuare più rapidamente le offerte, normalizzando e standardizzando la visualizzazione dei dati di ciascun offerta (gli utenti si abituano a leggere i dettagli di ciascun offerta in modo rapido).

Youppit: l'aggregatore di offerte online

In concreto raccogliamo tutte le offerte dai siti sconti, siti vendite private e outlet on-line come Groupon, Groupalia, Youbuy, Private Outlet… (In Italia ne contiamo oltre 30) le rielaboriamo e le presentiamo in modo fruibile e ordinato secondo le preferenze merceologiche e geografiche di ciascun utente nel modo più rapido e semplice possibile attraverso tutti i canali e strumenti (Web, E-Mail, Smartphone, Tablet, Call center).

Come è nata l’idea?

Con l’avvento in Italia di attori come Groupon, all’inizio poche offerte e poche città, ma la voglia di prendere al volo l’affare del giorno era tanta. Da subito la consultazione quotidiana e ogni tanto qualche acquisto. Ben presto in Italia sono poi arrivati nuovi siti coupon come Groupalia e Letsbonus, Prezzofelice… e da subito si è manifestata l’esigenza di uno strumento che permettesse di consultare tutte le offerte in modo facile e veloce solo secondo gli interessi personali. In questo modo è nato Youppit, che esprime gioia e successo nel proprio nome, proprio come un bambino felice che grida “Iuppiiiiiiiiiiiii” quando riesce a raggiungere un qualcosa che soddisfi un desiderio.

Youppit: l'aggregatore di offerte online

Quali sono i punti di forza di Youppit, cosa offrite di nuovo rispetto ai vostri competitors?

Puntiamo molto sulla “fruibilità dei contenuti”. Per noi facilitare l’accesso e l’acquisto alle offerte di interesse è la strada da seguire e vogliamo farlo meglio degli altri. Grazie ad una profilazione delle offerte basata su centinaia di categorie molto circoscritte (esempio: abbiamo una categoria per ogni tipologia di offerta per la ristorazione come: ristorante sushi, pizza, carne, pesce, trattoria o vegetariano).

Lo sviluppo della parte “mobile” apre scenari senza confini, grazie alla consultazione multipiattaforma. Puntiamo sulla vendita geolocalizzata ed in prossimità (Istant deal). Lavoriamo per la vendita delle offerte via “Geodeal Alert” (Offerte push in funzione della localizzazione dell’utente). Sono questi i primi strumenti su cui puntiamo per guadagnare fette di mercato rispetto agli agguerriti concorrenti.

Youppit attualmente si rivolge solo all’Italia, e la crescita arriverà grazie alla nuova piattaforma e all’esperienza accumulata dopo più di un anno e mezzo. Nuova piattaforma più potente, più sofisticata, più veloce e pronta per la scalabilità per altri paesi senza concorrenza, ma più remunerativi dell’Italia…. …se solo riuscissimo ad essere più veloci…

Youppit: l'aggregatore di offerte online

Youppit facilita gli acquisti anche per un profilo di utenza che ha scarsa capacità o timore nell’utilizzo del web per gli acquisti online. Attraverso il Call Center Youppit oggi è possibile fare acquisti online anche per la signora che legge l’e-mail, naviga su internet, vuole acquistare, ma si ferma quando deve eseguire un acquisto con carta di credito on-line.

Quali saranno i vostri sviluppi futuri?

Youppit in mobilità e tutte le offerte sono intorno a te. L’applicazione Youppit Offerte, uscita a novembre e disponibile per iPhone, è solo l’inizio di una serie di servizi che stiamo lanciando. Il nostro cuore del progetto è un motore che permette una la geolocalizzazione e categorizzazione semantica delle offerte. A breve arriverà la versione per iPad e Android.

Inoltre, stiamo studiando un sistema che ci permetterà di realizzare la prima “E-mail perfetta” come ci piace chiamarla, grazie ad una categorizzazione ibrida tra la semantica e la gestione umana. Questo è l’obiettivo che vogliamo raggiungere entro i prossimi mesi, grazie anche ad una nuova rivoluzionaria versione della piattaforma online.

Ci piace dire che abbiamo un fantastico centro commerciale dove le cose si vendono da sole e cerchiamo un partner finanziario che ci permetta di spiccare il definitivo lancio, ma soprattutto che ci permetta di relazionarci con importanti network stranieri per replicare il modello Youppit in altri Paesi.

A questo punto vi siete incuriositi e volete provare il servizio?
Scaricate l’applicazione gratuita Youppit Offerte e diteci cosa ne pensate!

"Shame and glasses", uno short movie in crowdfunding tutto italiano! [INTERVISTA]

Shame and glasses” è un cortometraggio scritto e diretto da un giovane videomaker italiano, Alessandro Riconda. Incuriositi dalla qualità del progetto, abbiamo contattato il regista e gli abbiamo fatto qualche domanda. L’intervista si è trasformata in un’interessante occasione di guardare dall’interno il mondo del cinema indipendente, italiano e non, e dei suoi giovani talenti.

Ciao Alessandro. Parlaci di “Shame and Glasses”

È il mio primo corto da filmmaker, nel senso che prima ho girato tante cose ma tutte amatoriali. Ho fatto del mio meglio per distinguermi dalla massa di corti italiani che mal sopporto, perchè
tremendamente noiosi. Spesso si cerca di trattare temi complessi e impegnati per essere apprezzati ai festival e così facendo si finisce a girare grandi drammi che anzichè far riflettere non fanno altro che ripeterti che la gente soffre. Io sono convinto che il cinema debba innanzitutto emozionare lo spettatore e solo in un secondo momento farlo riflettere. Per questo ho deciso di raccontare una storia semplice, basata sui gesti e sull’espressività degli attori e costruita in modo da coinvolgere lo spettatore dal primo all’ultimo secondo. È la storia di un bambino di 8 anni che non riesce a fare una verifica perchè non vede bene da vicino, dunque non può leggere le domande. Gli occhiali li ha nello zaino, ma non può metterseli perchè si vergogna. In particolare teme di apparire ridicolo agli occhi della bambina seduta vicino a lui, di cui è innamorato.

Il vantaggio di trattare questo genere di storia è anche che mi dà la possibilità di dimostrare le mie capacità da regista: il soggetto è molto semplice, il successo del film dovrebbe basarsi su come io racconto la storia per immagini. Il problema è che i cortometraggi non li finanzia nessuno perchè non vendono. Ho provato ad autofinanziarlo, ma ho dovuto fare dei tagli e un temporale non ci ha nemmeno permesso di portare a casa tutte le immagini necessarie… Quindi ora stiamo cercando sponsor e abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding per concludere il lavoro.
Parlo al plurale perchè il film lo sto facendo con l’Artwelve, un’associazione culturale senza fini di lucro che aiuta i giovani come me ad avvicinarsi al mondo dell’audiovisivo in modo professionale. Sono una vera forza, senza di loro non sarebbe stato possibile per me avere un vero set con così tante persone a “lavorare” (di fatto sono praticamente dei volontari) sul mio corto.

Perché hai scelto di affidarti a Ulule?

Le piattaforme più in voga come Kickstarter e Indiegogo non sono adatte al mio progetto per svariati motivi. Innanzitutto le commissioni, anche sulle singole donazioni, sono troppo alte per piccole produzioni. Inoltre sono piattaforme in lingua inglese e il crowdfunding funziona per “cerchie di amici”, attraverso meccanismi di condivisione a catena, quindi il mio target è essenzialmente composto da italiani. Ulule da questo punto di vista è perfetto perchè permette di sviluppare la campagna in più lingue e un sistema di geolocalizzazione ti propone la lingua di lettura più adatta alla tua zona.
Inoltre raccogliere soldi in dollari e poi convertire non è conveniente, perchè ci sono le commissioni di cambio e perchè donare 5€ o 5$ da un punto di vista psicologico è la stessa cosa, ma 5$ per me sono ben meno di 5€.
Infine, qui in Italia molti non sono avvezzi al pagamento elettronico e Ulule mi permette di ricevere donazioni in qualsiasi forma. Di fatto più di metà delle donazioni le sto ricevendo a mano o tramite bonifico.

Credi sarebbe stato possibile realizzare il tuo progetto senza avere il supporto della Rete?

Beh, non l’ho ancora finito, incrociamo le dita! Non sarebbe stato possibile senza Internet. Non esiste solo il crowdfunding: la rete è uno strumento insostituibile per mantenere i contatti con le persone che incontri nei festival in giro per il mondo e che possono darti una mano, non solo economicamente, magari dandoti consigli sulla produzione o sulla sceneggiatura. Nella scrittura di questo corto e negli elementi che lo compongono c’è anche la forte influenza di cortometraggi di altri filmmaker che amo profondamente. Non li conosce quasi nessuno ma hanno un grande talento. Dopo aver visto i loro corti ai festival sono riuscito a rintracciarli in rete e li ho intervistati per “carpire i loro segreti”. Potermi confrontare con loro è ciò che mi ha insegnato più di ogni altra cosa ad essere sincero. Inoltre la rete è l’unico modo che ho per mostrare ciò che faccio alle persone e i bandi dei festival li si riesce a trovare solo tramite Internet.
Tempo fa avevo scritto un post sul mio blog intitolato “Ringraziamo la Rete” perchè in realtà senza Internet non avrei mai potuto nemmeno cominciare a occuparmi di cinema, ma questa è un’altra
storia.

Che importanza credi rivestirà il web nel cinema dei prossimi anni?

È difficile fare previsioni: ci sono limiti strutturali della rete che non permettono allo streaming di poter diventare una modalità di fruizione sostenibile a livello di traffico… E non si sono ancora sviluppate soluzioni credibili di TV on demand tramite Internet, a parte qualche eccezione. Se qualche broadcaster lanciasse un’offerta semplice ed economica la cosa potrebbe avere un grande
successo. E credo che questa potrebbe essere una grande opportunità per il cinema indipendente, che potrebbe finalmente trovare un canale di distribuzione capillare. Inoltre liberarsi del supporto fisico significa abbattere i costi di distribuzione, cosa che sta facendo molto bene al mondo dei videogiochi. Mymovies sta sperimentando una soluzione interessante in questo campo: con un abbonamento mensile a basso costo offre la diretta streaming di film indipendenti con la possibilità di commentarli con gli altri utenti presenti nella sala virtuale.

Per quanto riguarda i film più commerciali credo che l’animazione per i più piccoli potrebbe vendere molto attraverso soluzioni over the top, mentre per i blockbuster non metterei la mano sul
fuoco: i giovani preferiscono ancora andare a vederli in sala con gli amici. Il cinema in questo caso è un fenomeno sociale prima di essere intrattenimento. Detto questo credo che il web influenzerà molto il cinema indipendentemente da dove saranno fruiti i film.
Di fatto come filmmaker trovo molto più interessante sviluppare narrazioni tramsmediali piuttosto che limitarmi alla sala cinematografica. I mezzi ormai ci sono, anche per chi ha budget ridotti, sta a noi inventarci qualcosa che funzioni.

Su Ulule potete trovare la scheda completa del progetto di Alessandro, e a questo link la pagina Facebook ufficiale. Se volete contribuire, siete ancora in tempo! 🙂

5 errori di Web design da evitare in un E-commerce

Strutturare un sito web di un e-commerce è quasi più complesso dell’ideazione di uno store fisico: non ci sono commessi ad aiutare nella scelta, né percorsi obbligati o espositori accattivanti. Tutto si gioca in poche schermate che devono riuscire a spingere il consumatore all’acquisto di quanti più prodotti possibili. Vediamo quali gli errori più comuni che vengono commessi nella progettazione di una piattaforma di vendita online, e come rimediare:

Immagini e scritte troppo piccole


Il mobile shopping è in aumento. Il tuo sito è fruibile dagli schermi ridotti di tablet e smartphone? Se le scritte risultano poco leggibili, e le immagini troppo piccole, è il caso di correggere la rotta, per non rischiare di perdere potenziali acquirenti. Una soluzione può essere il Responsive web design che permette dicambiare la disposizione ed il numero degli elementi a seconda delle dimensioni dello schermo.

Informazioni di contatto “nascoste”


Costruire un rapporto di fiducia è fondamentale per un e-commerce, in fondo stai chiedendo ai visitatori di fidarsi di te al punto da lasciarti i dati della carta di credito, e altre informazioni personali. Per gli utenti è importante avere la sensazione che dietro un negozio virtuale ci siano persone reali, pronte a soccorrerle in caso di problemi, proprio come farebbe un commesso in un negozio tradizionale. Nascondere le informazioni di contatto, o renderle difficili da trovare non aiuta certo a costruire una relazione di fiducia.

Checkout troppo lungo o complesso


Elimina qualunque ostacolo che possa portare il consumatore a non concludere un acquisto: il processo di checkout deve essere il più possibile facile e veloce. Non vorrai mica rischiare che il potenziale acquirente ci ripensi?

Non mostrare i prodotti suggeriti

Usa una piattaforma che ti permette di includere, nelle descrizioni dei prodotti, altri prodotti abbinabili. Meglio ancora se puoi selezionarli manualmente, ad esempio creando un outfit ad hoc per il prodotto in questione: un ottimo sistema per aumentare il numero delle vendite.

Focalizzarsi molto sul design, poco sui prodotti


Non perdere mai di vista lo scopo principale di un e-commerce: vendere prodotti. Se il tuo sito pone troppa enfasi sulla grafica, rischia di passare in secondo piano l’obiettivo della vendita. Accertati che il tuo sito sia focalizzato sul prodotto che vuoi vendere, tutti gli altri elementi hanno la funzione di esaltarlo, non quella di distogliere l’attenzione.

Kobe Bryant scende in campo per i senzatetto di Los Angeles [VIRAL VIDEO]

Si chiama Los Angeles Mission ed è l’organizzazione no-profit che si occupa delle persone senza fissa dimora della città. Un problema sociale che ogni anno colpisce milioni di persone in tutto il mondo.

Da qualche giorno al loro fianco c’è una nuova stella: Kobe Bryant. Il fuoriclasse NBA, in collaborazione con il nuovo canale TakePart TV, è sceso per le strade di Skid Row, centro di LA con la densità più alta di senzatetto in USA.

Il risultato è una serie web in cinque parti in cui il campione dei Lakers nel suo percorso in strada ha voluto sentire e toccare con mano la gravità di questo problema. Insieme alla troupe televisiva ha ascoltato le voci dei senzatetto per cercare di capire le radici profonde di un disagio così tristemente diffuso. Voci che gli hanno comunicato il desiderio di voler uscire da quella situazione!

Un passo importante quello di Bryant che, grazie all’instancabile lavoro di LA Mission, potrà continuare a sostenere e aiutare con azioni concrete gente meno fortunata ma con grandi speranze.

“Dobbiamo lasciare qualcosa di più grande di ciò che lasciamo sul campo da basket. Dobbiamo influenzare il cambiamento, e dobbiamo farlo in modo serio” Kobe Bryant

È possibile anche iscriversi per far parte del Team solidale di Kobe.

Corsi in House: la formazione in azienda a prezzo scontato!

corsi_in_house

Ninja Academy, innovativa nei contenuti e attenta alle esigenze delle aziende e dei privati, è da sempre in 1° linea per la formazione professionale.

Nella sua ampia offerta formativa, oltre ai Corsi in Aula e Online, include i cosiddetti CORSI IN HOUSE: workshop di aggiornamento e approfondimento realizzati direttamente all’interno delle aziende.

Ispirandosi alle tecniche del Non-Conventional & Viral Marketing, con un’attenzione particolare dedicata ai Social Media, i Corsi in House riescono a differenziarsi dai soliti corsi di marketing manageriale, rispondendo direttamente all’inarrestabile flusso di novità e cambiamenti con cui devono confrontarsi tutti i giorni i direttori d’azienda e il personale.

Quali sono i vantaggi e in cosa si distinguono i Corsi in House?

1. Customizzabili in base alle esigenze dell’azienda

2. Possibilità di consulenza formativa specifica su brief o progetto

2. Comodi: saranno i nostri relatori a recarsi presso la vostra azienda

3. Flessibili: potete scegliere una o più giornate di corso

4. Permettono di formare l’intero personale di un’azienda ad un prezzo vantaggioso.

Approfitta della PROMO NATALIZIA: Ninja Academy offre il 10% di SCONTO a tutte le aziende che decidono di puntare sulla formazione! Solo acquistando il Corso in House entro e non oltre il 31 dicembre potrete usufruire di questa offerta speciale.

Se siete Direttori d’azienda o responsabili delle Risorse Umane, questa è l’occasione migliore per formare e aggiornare l’intero personale contemporaneamente. Se siete invece Dipendenti, quale occasione migliore per proporre il Corso in House ai responsabili della vostra azienda e aggiornare le vostre competenze?

Per scaricare la brochure, vi rimandiamo alla landing page dedicata.

Per qualsiasi dubbio o per ricevere maggiori informazioni sulla promozione contattate:

Silvia Carbone 
| silvia [@] ninjamarketing.it | 346 42 78 490

Knowledge for change.
BE NINJA!


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Samsung e il mobile marketing per gli elettrodomestici

Leader nel digitale, Samsung è la società che primeggia nel ambito mondiale della tecnologia.

Sin dalla sua nascita, come piccola società di esportazione coreana, Samsung è diventata una delle principali società di elettronica, specializzandosi nell’offerta di supporti e apparecchi digitali, semiconduttori, dispositivi di memoria e integrazione di sistemi.

D’altronde, alla sfera del mobile si stanno dedicando particolari attenzioni da tempo.

Il Mobile Marketing e la comunicazione integrata

La risposta più esatta è: il modo di comunicare.

Il mondo del marketing continua e continuerà a girare intorno al consumatore, ma la varietà di canali comunicativi a disposizione oggigiorno è talmente ampia che le ricerche compiute dall’utente sono numerose ed è, sempre più spesso, complicato riuscire a interloquire con il proprio consumatore in modo corretto.

Infatti, la comunicazione indiretta dei media cartacei si trova a mescolarsi con quella diretta dei social media. Web istituzionali, blog, social network, podcast sono entrati a far parte della nostra quotidianità.

Tutti questi strumenti aiutano la costruzione del concetto di mobile marketing, che coinvolge inevitabilmente l’ambito emozionale e, quindi, anche la comunicazione attraverso i diversi media.

Gaming app e le pulizie di casa!

Ne parliamo poiché il colosso mondiale della tecnologia, attraverso il lancio del Navibot Samsung, ha fatto ampio uso di logiche e tecniche tipiche della gamification per creare engagement. In effetti, si tratta di un discreto robot che tiene la casa pulita in maniera autonoma durante i periodi di lunga assenza.

@samsung.com

L’apparecchio, lanciato sul mercato qualche tempo fa nella sua edizione precedente, è innovativo poiché è in grado di pulire tutte le stanze evitando gli ostacoli, rilevando la presenza dello sporco grazie al sensore polvere e tenendo traccia delle zone già pulite e di quelle dove deve ancora passare.

La novità più interessante del nuovo modello, però, è l’aspetto social che Samsung ha voluto dare al mondo degli elettrodomestici. Grazie a due software: Navibot App e Polverizza la Vecchia, disponibili per Android, è possibile impratichirsi a utilizzare il robot e al contempo divertirsi grazie alla simulazione di vere e proprie battaglie virtuali all’ultimo granello di polvere.

@samsung.com

Già disponibile sul Google Play e Samsung Apps, Navibot App mostra come gestire al meglio il proprio aspirapolvere robot proponendo all’utente una serie di sfide e missioni da compiere.

@samsung.com

Polverizza la vecchia, invece, è un’app che vede protagonisti il Navibot S Samsung e una vecchietta dispettosa pronta a sfidare tutti coloro che le volessero togliere il primato di “regina delle pulizie”.

Il divertente casual game consiste in destreggiamenti casalinghi per evitare le trappole dell’avversaria ai fini di raccogliere la maggior quantità di polvere possibile per vincere. I risultati saranno, in seguito, condivisibili direttamente sui principali social network.

Samsung Italia, da sempre all’avanguardia nelle modalità scelte per comunicare con i consumatori, ha deciso di puntare sempre più sul mondo digital e sulle applicazioni mobile per coinvolgere i propri utenti attraverso innovative applicazioni”, ha affermato Andrea Romeo, Marketing Manager della Divisione Home Appliances di Samsung Electronics Italia. E come poterlo bisimare d’altra parte?

La Samsung, d’altronde, ha stupito tutti con questa campagna di comunicazione che, inconsuetamente, si trasforma in un gioco sfruttando il forte engagment che la user experience legata ad una game app può suscitare.

Ecco i download delle due app:

@googleplay.com

@googleplay.com

 

Smammas, il progetto social di WeBank più rock del momento!

Secondo l’indagine “Vivere Insieme, vivere meglio”, elaborata da Censis e Coldiretti e presentata lo scorso 19 settembre, 1 trentenne su 3 vive ancora con i genitori. Colpa della crisi economica che sta colpendo in maniera drammatica il mercato del lavoro giovanile, ma non solo.

Rispondere alle esigenze finanziarie dei giovani in questo periodo delicato diventa prerogativa primaria per le banche. Andrea Cardamone, direttore generale di WeBank, sottolinea l’importanza dell’evoluzione finanziaria nella generazione dei giovani, ponendo l’accento sulla responsabilità delle banche  in termine di cultura finanziaria.

WeBank, la prima banca Italiana 2.0, ha incrementato ancora la propria presenza sul social web venendo incontro a questi temi, attraverso il blog Smammas. A portare avanti il progetto ci pensano quattro donne, o meglio quattro mamme stravaganti diventate delle vere rockstar: le Smammas, appunto!

Chi sono le Smammas?

Come dicevamo, le Smammas sono una band tutta al femminile composta da quattro mammeAna Flora, Gisella, Carla e Benedetta – legate dal comune amore per la musica, ma soprattutto dalla voglia di combattere per l’indipendenza dei propri figli. Si sono messe in gioco e con la giusta autoironia sono diventate protagoniste di un video virale che raccoglie giocosamente tutti gli stereotipi del rapporto mamma e figli. Ve lo presentiamo qui di seguito, ricordando che potete trovare tutti i retroscena del making of sul loro canale Youtube Le Smammas.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=ePQO9xFfCfQ&feature=plcp’]

Lo Smammanifesto

Come ogni movimento che si rispetti, anche le Smammas hanno il loro manifesto rivolto al tempo stesso sia a figli che genitori.

Gli ‘smammati’ blogger ad hoc

All’interno della sezione “Smammati”, un team di blogger sviluppa diversi ‘argomenti caldi’ a proposito di servizi digitali e tecnologia, questioni legali, fai da te e soluzioni economiche per l’arredo casa. Chi sono gli smammati? Eccoli qui:

Gli smammati sono davvero social, li trovate anche su altre piattaforme come Facebook, Twitter e Google Plus!

Lo strumento “Quando smammi”

Questo strumento tra l’ironico e il pratico permette di valutare quando l’utente sarà in grado di smammare di casa, rispondendo a quattro domande essenziali:

  • Che tipo di casa stai cercando?
  • Quali sono le tue entrate?
  • Quali sono le tue uscite?
  • Quanti soldi hai messo via?

I servizi finanziari offerti da WeBank ai giovani e l’app dedicata

Naturalmente, dietro a questo nuovo strumento digital c’è la promozione dei servizi finanziari dedicati della stessa WeBank, comunicati comunque in modo discreto e indiretto. Diverse tipologie di servizi dedicati ai giovani, dal Prestito Universitario “meritocratico” al Prestito master per gli studenti più meritevoli. Per chi decidesse di avere una casa tutta sua e fosse quindi  pronto a “smmammare” definitivamente, Webank offre anche Servizio Preventivi Mutui.

Smammas.it offre inoltre a tutti i possessori di un conto WeBank la possibilità di scaricare l’App colletta digitale per tenere sotto controllo le proprie finanze, o per raccogliere insieme ai propri amici il denaro necessario per perseguire un obiettivo comune.

Ma non finisce qui: la Colletta Digitale può essere creata tramite il coinvolgimento attraverso Facebook. Una volta creato l’obiettivo e definita la somma di cui si ha bisogno, è possibile chiamare a raccolta gli amici sul social network (non vi ricorda un po’ Causes?). Ovviamente se il deposito cresce il raggiungimento dell’obiettivo si avvicina… per questo è bene ricordarsi di ringraziare i partecipanti via email! 😉

Per concludere, quello di WeBank è un bellissimo esempio di come una banca possa utilizzare la comunicazione digitale per promuovere strumenti finanziari dedicati e cercare di raggiungere il benessere collettivo. Gli interessati al servizio riusciranno a smammarsela primi di diventare vecchi o davvero l’Italia non è un paese per giovani

Nuove trivellazioni in Italia: quanto costa la ricchezza?

Sapevate che l’Italia è uno dei paesi europei con i più grandi giacimenti di idrocarburi? E sapete dove sono stati scoperti, dov’è già in corso l’estrazione, e dove le trivelle inizieranno presto il loro lavoro?

Trivelle in azione

Se non conoscete la risposta, chiedete ad un qualunque abitante di Gela, in provincia di Caltanissetta. L’aria è acre nei pressi del grande petrolchimico che pompa idrocarburi ricchi di zolfo dalle viscere della terra. Sembra di tornare agli inizi del secolo, quando le zolfare siciliane detenevano il 90% del mercato mondiale, dove i carusi lavoravano in miniera, a volte senza vedere per giorni la luce del sole.

Oggi i nuovi carusi di Gela sono i dipendenti del petrolchimico, che nel bene e nel male condiziona e pervade il tessuto urbano da quando, negli anni ’50, vennero scoperti i ricchi giacimenti, l’oro nero siciliano.

Ricchezza e lavoro, a che costo?

Il petrolchimico dà lavoro, ha raddoppiato la popolazione cittadina, ha cambiato l’occupazione di migliaia di gelesi, che da pescatori, ristoratori e braccianti si sono trasformati in tute blu. Saranno forse riusciti a sfuggire alla disoccupazione, evitando di emigrare in qualche città industriale del nord, ma a che prezzo? Ma sopratutto: chi ha preso la decisione di annientare interi settori economici a favore dell’industria petrolchimica?

Il territorio di Gela è stato dichiarato a forte rischio ambientale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e l’aria della città è irrespirabile quando il vento soffia verso occidente. Cosa resterà a Gela ed ai gelesi tra qualche decennio, quando la corsa all’oro nero sarà forse terminata?


Uliveti di…greggio

Una domanda simile pervade certamente anche le strade di Cortelo Perticara, un piccolo comune in provincia di Potenza, incastonato tra il Parco Nazionale del Pollino ed il Parco Nazionale del Cilento, in una delle zone paesaggisticamente più belle d’Italia. Sotto le colline ed i filari di olivi secolari è nascosto il più grande giacimento di idrocarburi dell’Europa continentale: Tempa Rossa.

Scoperto nel 1989 e benedetto da molti come il nuovo volano per un’area ad economia depressa, potrebbe effettivamente creare migliaia di nuovi posti di lavoro secondo l’autorevole quotidiano inglese The Guardian. A regime, la produzione giornaliera è prevista in 50.000 barili, sotto la gestione della concessionaria, la francese Total.

Si tratta di un investimento strategico per l’Italia, bisognosa di risparmiare sulla propria esosa bolletta energetica, e che punta a raddoppiare la produzione di idrocarburi nazionali (oltre a scommettere su rinnovabili ed efficientamenti della rete distributiva).

La produzione a Tempa Rossa dovrebbe iniziare nel maggio 2015, e pare sia l’unico progetto Italiano ad essere citato dalla Banca D’Affari Goldman Sachs tra i 120 più importanti a livello mondiale per la produzione di energia. Sono già in corso i primi collaudi nei pozzi già perforati, con le prime zaffate d’aria acre, che il vento ha portato oltre la collina, nel cuore del borgo di Cortelo Perticara.

Spartizione della torta

Ci si chiede chi veramente godrà i benefici economici delle estrazioni. Se gli abitanti dei comuni direttamente interessati vedranno probabilmente qualche forma di ricompensa, oltre ai posti di lavoro, altri in Basilicata temono di subirne in qualche modo l’inquinamento senza poter banchettare al tavolo delle royalties.

Tra orecchie da mercante di chi spera di trovare un lavoro, e sguardi preoccupati del fronte ambientalista, il progetto procede spron battuto.
A Corleto Perticara forse qualcuno un po’ più lungimirante avrà telefonato ad un vecchio parente giù in Sicila, magari proprio a Gela, per farsi raccontare cos’ha significato pompare oro nero dalle viscere della terra a quelle latitudini. Aiuterà certamente la gente del paese a valutare per bene i costi ed i benefici, a capire se vogliono anche loro diventare i nuovi carusi di Basilicata.

E cosa vorranno che sarà la loro terra tra quarant’anni, alla fine dell’onda nera, quando avranno restituito la terra che hanno in prestito dai loro figli.