10 cose che ogni freelance dovrebbe provare almeno una volta

Quest’articolo è una libera traduzione di “10 Things Every Freelancer Should Try at Least Once” pubblicato in ottobre sul sito Freelance Folder da Laura Spencer, una scrittrice freelancer texana che vanta un’esperienza lavorativa di oltre vent’anni nel settore dell’editoria.

Ci sono delle cose che vorreste fare da sempre, ma non ne avete mai avuto il coraggio? Siete dei liberi professionisti che, però, non riescono ad affrontare nuove sfide perché non ne hanno la possibilità? Di certo, la crisi economica che sta investendo il nostro Paese e gran parte dei Paesi Europei non è d’aiuto, ma non bisogna perdersi d’animo.

Partiamo dal presupposto che un freelancer deve essere super organizzato. Molto più che un impiegato, deve capire quali sono le priorità più importanti per il suo lavoro e deve organizzarle in base alle proprie capacità analitiche e prospettiche. Un libero professionista, proprio perché molto spesso deve contare soltanto sulle proprie forze, deve essere pronto a vivere diversi tipi di esperienze e di aprirsi a tutte le strategie, di diversa natura, che possono aiutare a garantire al proprio brand identità, immagine e risultati economici.

Laura Spencer dà dei suggerimenti strettamente legati al mondo dell’editoria, ma che possono essere adatti anche ad altri settori.

Scrivere un e-book

Non pensate di dover scrivere un romanzo o un vero e proprio libro. La formula degli e-book è molto più veloce e interattiva. Dopo la redazione del vostro e-book, esplicativo della vostra attività di business o di un argomento che particolarmente può interessare gli utenti, potrete pubblicarlo sul vostro blog o sito web personale. In questo modo stabilirete in modo chiaro le vostre competenze per gli utenti e potrete garantirvi un flusso di reddito in entrata maggiore. Il download dell’e-book, infatti, anche se a prezzi irrisori, potrà essere un modo per monetizzare il vostro know-how.

Coinvolgere altri professionisti per la redazione di guest post

Se avete un blog personale o un sito può essere importante invitare delle personalità importanti del vostro settore a pubblicare un post. Questo può essere un metodo per attirare traffico verso il proprio sito ed acquistare credibilità professionale. Post di qualità, infatti, aiutano sia per l’indicizzazione di Google, sia per rafforzare la propria professionalità freelancer nei confronti degli utenti.

Fornire una presentazione di se stessi

Non abbiate paura di parlare in pubblico del vostro lavoro. Condividere esperienze, situazioni, conoscenze può essere un modo molto utile per far sentire gli utenti vicini alla vostra realtà e coinvolgerli.

Ottenere delle interviste

L’obiettivo principale di un freelancer deve essere quello di farsi conoscere. Oltre a tutto il lavoro online fatto dietro ad una scrivania, c’è bisogno di passare all’offline pensando di concedere delle interviste ad altri blog, riviste di settore, siti, giornali cartacei. E’ importante presentare se stessi, ciò che si fa e come lo si fa.

Partecipare a fiere di settore

Congressi, seminari, workshop, fiere di settore, sono tutti eventi che un freelancer deve trovare divertenti e formativi. Infatti, queste possono essere delle ottime opportunità per incontrare colleghi e potenziali clienti. La creazione di una rete professionale rientra nei compiti organizzativi di un freelancer. Senza una lista di persone a cui fare riferimento e una lista di clienti da soddisfare un libero professionista non può lavorare.

Sviluppare un prodotto

Molti freelancer hanno un sogno nascosto. Che si tratti di un romanzo, di un’applicazione digitale o di una sperimentazione chimica, è importante che un professionista stimoli costantemente la propria creatività. Sono le nuove idee che riescono ad alimentare la vita di un freelancer sempre pronto ad accettare nuove sfide e sempre pronto a rivoluzionare se stesso continuamente.

Diventare “affiliate” per qualcosa in cui si crede

Partecipare ad un programma di affiliazione è importantissimo per tutti coloro i quali sono inseriti nel mondo dell’online marketing. Questo programma garantisce la giusta pubblicità ad un brand che tramite un accordo pubblicizza diversi prodotti. In pratica, l’affiliante – spesso titolare di un sito e-commerce o di un’offerta di servizi – affida all’affiliato il compito di rivendere dei prodotti ricavando una commissione per i risultati effettivamente conseguiti. Questo può assicurare ad un freelancer una nuova entrata monetaria per la propria attività e può aiutarlo a generare maggiore traffico sul suo sito

Contattare il cliente che si è sempre sognato

Ogni libero professionista sogna di poter lavorare con qualcuno in particolare: un’azienda, un brand, un altro professionista. Il primo passo da compiere è quello di cercare di avere un contatto iniziale, magari scrivendo un e-mail di presentazione della propria attività. Questo è un’altra faccia del networking e della capacità di creare la propria rete professionale di cui parlavamo prima.

Creare qualcosa semplicemente per il gusto di farlo

Ritorna l’idea di poter dare libero sfogo alla propria vena creativa.

Fare un podcast

Avete mai pensato di gestire una sorta di radio online? Creare dei piccoli podcast, documenti audio e video, che possano attirare gli utenti non possono fare altro che attirare traffico sul vostro sito web e permettere alle persone di interessarsi a ciò che sapete fare meglio, il vostro lavoro.

 

Seguire tutti questi consigli non è certo cosa facile. Come dicevamo all’inizio, è necessaria un’organizzazione precisa del proprio lavoro. A dispetto di quanto si possa pensare, un libero professionista è legato da una serie di impegni che deve rispettare e da specifiche azioni da implementare per poter avviare e rendere produttiva la propria attività.

E voi? Siete dei liberi professionisti? Quali sono le cose che dovreste provare a fare oltre a quelle suggerite?

Le 5 tipologie di follower che ogni azienda dovrebbe avere sul social web [INFOGRAFICA]

Per brand e aziende, soprattutto quelle che si affacciano per la prima volta al web cercando di stabilire la propria presenza e identità su Facebook, Twitter e gli altri social network, raggiungere ed avere più follower possibili è uno degli obiettivi principali (anche se poi occorre trattenerli con una valida social media strategy 🙂 ). Una metrica da cui non si riesce a prescindere – basti pensare all’attualissimo fenomeno della compravendita dei follower su Twitter: più social media follower si hanno, più si è popolari, riconosciuti, credibili, degni di attenzione e più si riescono ad attrarre nuovi follower e nuovi fan, creando un circolo virtuoso.

Sul web, in realtà, la strategia che persegue la quantità rispetto alla qualità, l’ “esserci tanto per esserci” non è mai stata molto premiante. Aver un gran numero di fan e follower non ha senso e valore se non si riesce a creare engagement e interazione: questo si traduce infatti in minore brand awareness, meno passaparola, meno traffico verso il proprio sito e di conseguenza meno probabilità di vendita.

E’ questo il risultato a cui voi e la vostra azienda volete mirare? Siamo sicuri che la risposta sarà certamente negativa! 😉 Nonostante le tipologie di social media follower siano svariate e alquanto numerose (vi ricordate? Vi abbiamo giusto mostrato qualche giorno fa i 36 tipi di fan su Facebook secondo Soap Creative ;-)), per Vocus sono in realtà 5 le tipologie di social media follower che ogni azienda e/o brand dovrebbe avere  e cercare per trarre vantaggio e massimizzare i propri risultati:

  • l’Early Adopter, sempre aggiornato e alla ricerca di trend e novità, fa di tutto per essere il primo a commentare e dire la sua
  • il Social Sharer che comunica quasi esclusivamente a suon di condivisioni su Facebook, tweet e retweet, link e “pinnate”
  • il Born Follower che diventa un vostro fan solamente perché lo hanno fatto altri nella sua cerchia di amici e conoscenti … in altre parole il “pecorone” di turno 😉
  • il Popular Powerhouse ossia il vero influencer, quello che con un solo post può attrarre moltissimi commenti, retweet, condivisioni e menzioni
  • il Basement-dwelling Hater che fa di tutto per contraddire, lamentarsi e minare alla vostra pazienza

Perché proprio queste 5 tipologie e, soprattutto, come è possibile riconoscerle? Per scoprirlo date un occhio all’infografica qui sotto, riportata da Media Bistro.

Social media follower molto diversi fra di loro, a cui vale però la pena dedicare del tempo coinvolgendoli, interagendo e comunicando affinché possano diventare i vostri migliori evangelist 😉

Amazon: ecco le pagine aziendali, verso una nuova branded experience 2.0

Ebbene sì: anche Amazon, dopo la recente introduzione da parte di Pinterest dei business account, lancia un nuovo servizio per le aziende che vogliono far crescere il proprio brand anche grazie alla piattaforma. Citando Tech Economy, questi spazi offriranno

“un servizio molto simile alle brand page di Facebook ma con la marcia in più dell’integrazione completa nei servizi della popolare piattaforma di e-commerce.

Le pagine dovrebbero servire come strumento di marketing e relazione con i consumatori, “una destinazione personalizzata”  all’interno del sito di e-commerce (www.amazon.com/brandname).”

Una nuova leva per il business tra comunicazione, branding e selling dunque, facile da creare e social friendly: per saperne di più, date un’occhiata alla guida ai servizi Amazon!

Facebook: il futuro dell'advertising è Mobile [INFOGRAFICA]

“È ora di iniziare a prendere sul serio Facebook per mobile”: esordisce così l’infografica che oggi vi proponiamo.

Perché Facebook da mobile dovrebbe interessare il mondo del marketing più di quanto non lo faccia già Facebook da desktop?

Il 75% della popolazione mondiale possiede un cellulare,  5 250 000 000 di persone. Ben 544 milioni di questi accedono su Facebook dal proprio mobile device e solo in America la media di permanenza sul noto social network è di circa 8 ore!

È per questo che diventa importante sfruttare al meglio le attività di adv su piattaforma mobile, ottimizzare campagne e studiare nuovi metodi di comunicazione, sfruttando ad esempio i news feed.

Questa infografica vi darà modo di comprendere meglio il processo devolutivo, e come plasmare le vostre strategie di business per la piattaforma mobile di Facebook.

Prevenire è meglio che curare! Non fatevi cogliere impreparati..

facebook_mobile_prendiamolo_seriamente
Fonte Qwaya

Cosa aspettarsi in una casa Hipster?

In questi ultimi mesi sentire parlare di Hipster è molto comune tanto che chiedersi chi siano esattamente è scontato, quasi imbarazzante.
Così, mentre sempre più persone cercano in Google oppure in Wikipedia la risposta che non posso chiedere al vicino di scrivania, nella rete si diffonde un interrogativo che forse ancora in pochi si sono posti.

Cosa è possibile trovare nell’appartamento di un Hipster?

Refinery29 – sito di moda, lifestyle e cultura – ha provato a rispondere a questa non certo esistenziale domanda con un articolo dal titolo 32 signs You’re Living In A Hipster Apartment che esplora, accompagnato da divertenti immagini, l’universo di riferimento e tutti i clichè legati al mondo hipster.

Ecco alcune immagini ed il link dove trovate la check list completa dei 32 oggetti.


Viaggi di gruppo: risparmi e conosci altra gente con Waway.it

Quanti amano i viaggi di gruppo? E quanti di voi sono riusciti a compattare il gruppo per tutta la durata del viaggio? Quante volte ci siam dovuti separare dai nostri inseparabili amici per la mancanza di camere o perché semplicemente sul taxi non ci stavamo dentro tutti quanti? A queste domande risponde Waway.it, una piattaforma web di travel management che nasce come risposta ad una esigenza ben precisa: organizzare e condividere viaggi di gruppo in occasione di eventi aggregativi (concerti, pellegrinaggi, mostre d’arte o competizioni sportive).

Anche le aziende di travel services possono trovare spazio sul portale con la possibilità d’intercettare i gruppi che si organizzano su Waway e strutturare per loro delle offerte mirate dei loro servizi. Scendiamo nei particolari e analizziamo Waway.it.

Un team specializzato e preparato a comunicare la propria idea

Giovanni Setaro (Chief Executive Officer). Avvia nel 2007 la sua prima attività in ambito ICT/WE e nei primi anni collabora con diverse agenzie specializzate nel settore della comunicazione. Sviluppa una forte passione per il mondo della comunicazione e fonda nel 2010 un network di professionisti denominato Cubox.

Paolo Lanzalone (Chief Creative Officer). Inizia la sua carriera lavorativa come responsabile marketing di una nota compagnia petrolifera per poi diventare responsabile della progettazione grafica di importanti riviste del settore previdenziale, scientifico e sociale. Designer prima e art director poi presso agenzie di comunicazione, fonda in seguito la Calidesign ed è co-fondatore del network Cubox.

Barbara Pesce (Chief Operating Officer).Dopo la laurea in Lingue Straniere, frequenta un Master in Comunicazione Pubblica e Istituzionale che le apre le porte di questo settore nel quale prosegue la sua carriera professionale.

Giovanni Tafuri (Chief Technology Officer). Autodidatta, si appassiona presto alla filosofia open-source, operando su sistemi Unix/Linux. Alla facoltà di Informatica dell’Università degli Studi della Basilicata approfondisce le sue doti di developer.

Ottime referenze ragazzi, ma adesso raccontateci com’è nata Waway.it

Da una esigenza pratica: l’organizzazione di una trasferta con un gruppo di amici residenti in varie città italiane e non. Si trattava di un addio al celibato e non è stato veloce nè tantomeno economico organizzarci a distanza..così abbiamo cominciato ad immaginare che il web avrebbe potuto in qualche modo semplificare le cose ed è nato Waway.it.
L’idea poi è diventata più concreta soprattutto grazie all’esperienza maturata durante il N.I.D.I. TecNO Frontiere, business plan competition organizzata da Basilicata Innovazione e Camera di Commercio di Potenza in collaborazione con dPixel che nella sua tappa finale, il TechGarage, ha visto Waway.it affermarsi tra i progetti vincitori.

Complimenti per questo traguardo. Presumo che il progetto continui ad evolversi…

Esatto, stiamo lavorando allo sviluppo della piattaforma e dalla prima idea ad oggi sono già cambiate un po’ di cose. Man mano che andiamo avanti con la progettazione aggiungiamo nuovi tasselli e, credimi, non vediamo l’ora di ottenere i primi feedback da parte degli utenti. Il giudizio della comunità su Waway.it è uno dei valori più influenti per il team.

Potrebbe essere facile confondere Waway con altri motori di ricerca per viaggi. In cosa distinguete il vostro prodotto?

Waway.it si inserisce in un segmento ben preciso che è quello del turismo legato agli eventi aggregativi e a distinguerci è proprio la volontà di semplificare i processi di organizzazione dei viaggi legati a occasioni specifiche. Si tratta in sostanza di una soluzione innovativa ad una esigenza che invece esiste da sempre. L’altro elemento di novità consiste nella possibilità, per le aziende, d’intercettare gruppi di viaggio sicuramente interessati alle loro offerte, con il risultato di ottimizzare il loro investimento in web marketing.

Ci sarà spazio per i partner esteri o la piattaforma sarà rivolta solo al mercato italiano?

I gruppi all’interno di Waway.it attireranno molte agenzie ed operatori turistici stimolandone la concorrenza fra loro. Quindi, se nella prima fase di vita di Waway.it sarà dedicata al mercato nazionale, lavoriamo perché in poco tempo la piattaforma risulti matura anche per i mercati esteri.

In Waway.it gli operatori turistici potranno divulgare le loro offerte promozionali, stagionali o nate per una determinata occasione?

Certo, il gruppo di viaggio potrà finalmente confrontare non solo le offerte che riceverà, ma anche quelle di precedenti viagg,i senza doversi perdere fra ricevute e ticket di volo per fare un semplice confronto.
Le offerte che le aziende fanno sono mirate a gruppi che raggiungeranno la loro città in un’occasione specifica ed un grande evento, per le aziende di travel services, costituisce senza dubbio un’occasione speciale.

E per chi spesso viaggia da solo? Potrà ricercare compagni di viaggio su Waway.it con interessi comuni

L’aspetto social di Waway.it risiede soprattutto in questo: la possibilità di aggregarsi ad un gruppo costituito da persone che abbiano i miei stessi interessi, dal momento che parteciperemo allo stesso evento e sicuramente condivideremo anche buona parte del viaggio.

Insomma, questo nuova realtà è da provare!
Grazie e… buon viaggio!

Snoox, il social network dove i consigli vengono direttamente dagli amici

Uno degli ultimi social network nati è Snoox, un nuovo servizio di raccomandazioni social.

Se siete fra coloro che prima di acquistare qualcosa fanno ricerche sul web e analizzano i commenti presenti sui vari siti di comparazione prodotti, forum etc. ma a cui poi, una volta letti tutti, rimane sempre il dubbio se questi siano affidabili o meno, Snoox fa per voi. La piattaforma offre infatti la possibilità di farsi consigliare dalle persone di cui ci fidiamo, i nostri amici.

La grafica e il funzionamento sono simili a Pinterest. Si creano delle collezioni a tema di cose che vi piacciono/avete comprato/desiderate comprare: dall’abbigliamento ai film, dalle vacanze al cibo, dalla musica ai libri.

Una volta effettuato il login (anche tramite Facebook) vi verrà chiesto di aggiungere i vostri consigli. Potrete suddividerli per categorie creando diverse collezioni oppure metterle in un unico spazio. I vostri consigli possono essere accompagnati, oltre che dalla foto e dal vostro personale suggerimento, anche dal sito su cui acquistare quel prodotto/servizio, che verrà visualizzato con il simbolo $ sull’immagine. Una volta inserito il consiglio, esso potrà essere condiviso sugli altri social.

Se vi piace qualcosa consigliato dai vostri amici potete inoltre “riconsigliarlo” cliccando sull’icona Snoox it! presente sull’immagine e aggiungerlo quindi alle vostre collezioni di consigli. E’ possibile, inoltre, assegnare dei badge alle raccomandazioni in modo da attribuire un ordine di preferenza ai consigli, inserendo anche la motivazione della vostra preferenza.

Ovviamente si possono ricercare i suggerimenti degli amici di Facebook presenti anche su Snoox e invitarli ad iscriversi se ancora non lo hanno fatto, oppure si può comunque effettuare una ricerca per argomento e vedere i suggerimenti dell’intera community.

Non da ultimo, la possibilità di inserire anche il link al sito su cui acquistare direttamente il prodotto consigliato potrebbe rappresentare una nuova modalità di promozione per i marketer attraverso, ad esempio, delle “sponsored recommendation”.

Ora, la domanda è una ma importante: ci fidiamo davvero così tanto dei consigli dei nostri amici? Oppure preferiamo continuare ad affidarci ai feedback di perfetti sconosciuti? Provate Snoox e fateci sapere cosa ne pensate 😉

Lo spot 'unofficial' di Durex che non vuole essere sexy [VIDEO]

Riuscire a comunicare in modo semplice ed immediato, senza tecnismi nè fronzoli, è molto importante quando si tratta di educare all’utilizzo del preservativo. Durex ci ha dimostrato di saperlo fare in modo leggero e sobrio, in più di un’occasione (solo in ordine di tempo, citiamo la campagna di successo ‘in volo’ di Durex Poland).

Riuscire però a parlaree di profilattici ed essere efficaci senza fare riferimenti sessuali è tutt’altra storia! C’è riuscita Charlotte Rabate, film maker francese trapiantata a New York, che ha realizzato questo spot fittizio per il noto brand.

L’unica cosa che vediamo sono due ragazzini che si divertono a gettare gavettoni in testa ai passanti dalla finestra del loro appartamento, e che decidono di sfruttare la scorta di Durex del fratello maggiore quando i palloncini sono finiti. Peccato che il divertimento si spenga subito, perchè i preservativi sono così resistenti che non si rompono nemmeno pieni d’acqua e dopo essere precipitati da diversi metri d’altezza.

Quello che dovevamno capire, insomma, l’abbiamo capito 🙂
Che ne pensate?

Le 6 parole d'oro per costruire relazioni online basate sulla fiducia

Sempre più relazioni professionali vengono create stringendosi la mano on line. Anche le aziende devono creare sempre più spesso una relazione con gli stakeholder basata su fiducia e credibilità. E per farlo utilizzano i social network, in cui ogni giorno milioni di persone interagiscono tra loro.

Ma non è sempre facile riuscire a creare delle relazioni di valore e di lungo periodo, soprattutto sul social web. Con l’aiuto di Social Media Today, HubSpot e Tech Crunch abbiamo allora estrapolato 6 parole chiave di grande importanza da tenere in mente per fare diventare i portatori di interessi del vostro business dei veri advocate.

Autorevolezza

Dare  un biglietto da visita a un possibile cliente è molto diverso dal presentarsi sui social network. Sulle diverse piattaforme, basta un clic per conoscere  in tempo reale chi voi siate, dove lavorate, quali siano le vostre referenze (a patto che siate online 😉 ).

Per questo, al fine di costruire una figura professionale autorevole online, bisogna innanzitutto conoscere quali strumenti possano fare al caso vostro. Non basta un breve paragrafo – tipicamente sul sito web aziendale – in cui si dice di essere i migliori per guadagnarsi la fiducia degli utenti.

Social proof

Possiamo aver speso una gran parte del budget per customizzare la brand page Facebook, il bellissimo background Twitter e il sito web appena uscito dallo studio di web design. Bene, a livello di “social-packaging” ci siamo, non ci resta che dimostrare chi o cosa siamo al nostro pubblico se vogliamo ispirare fiducia.

E’ necessario dunque migliorare le logiche di social proof o informational social influence, l’influenza positiva che si subisce quando si scopre che altre persone stanno facendo una determinata cosa. Questo è reso possibile dando rassicurazioni all’utente. Nell’e-commerce è un fattore di grande rilievo, in quanto può determinare o meno l’acquisto finale di un prodotto.

Esistono diverse categorie utenti che possono essere di grande aiuto nel social proof:

  • l’esperto: una persona o blogger di rilievo nel settore di appartenza;
  • la celebrità testimonial: specialmente se non pagata ma genuina;
  • il singolo utente: a cui viene chiesto gentilmente di provare il prodotto/servizio e di recensirlo;
  • un largo gruppo di persone che hanno lo stesso interesse in comune;
  • il gruppo di amici e/o conoscenti: persone di cui l’utente si fida a priori.

Quali possono essere i contenuti strategici per trasmettere fiducia e aumentare il social proof?

  • menzioni
  • social plugin
  • social media sharing/follow botton
  • casi studio e testimonial
  • contenuti generati dagli utenti (UGC)
  • recensioni degli utenti e valutazioni
  • social advertising
  • menzioni su blog e altri media

Coerenza

Tra le parole e i fatti ci deve essere coerenza. Non è possibile usare grandi parole per dipingersi guru, per poi magari non riuscire a soddisfare i bisogni degli utenti e per questo rischiare di non avere la loro fiducia. Per intenderci: meglio evitare di proporsi come graphic designer quando il proprio sito sembra un database del paleolitico! 

Perciò ricordatevi che online e offline dovete essere le stesse personalità mantenendo una linea di comportamento coerente in entrambe le situazioni. Mentire non serve a nulla se non ad influire negativamente sulla vostra brand awareness.

Digital PR

Mettersi in contatto con persone da cui imparare può essere molto utile per migliorare la propria presenza online. Oltre a questo nuovi contatti possono diventare occasioni di confronto sul proprio core business oltre a essere la base per nuove partnership lavorative.

Dedicare tempo alla ricerca avrà come risultato la creazione di un valore aggiunto derivante dalla vostra presenza attiva online. In questo modo avrete un bagaglio di informazioni e contatti per creare un circolo di relazioni e connessioni di vostro interesse.

Utilità

Evitare una comunicazione troppo autoreferenziale, che miri esclusivamente ai vostri obiettivi di fatturato. Cercate piuttosto di essere un esempio da cui trarre ispirazione. Ispirazione, esattamente, un qualcosa che possa educare i vostri utenti, creando dialogo e partecipazione tramite contenuti accattivanti e coinvolgenti. A questo proposito, ecco 4 consigli di content marketing molto utili per vendere meglio il vostro prodotto.

Dialogo

Tutti possono imparare ad usare i social network,  ma è la capacità di creare il dialogo – costruendo vere relazioni – che vi distingue dalla massa. Perciò ponete domande, commentate post di utenti in altri blog! Cercate le discussioni di vostro interesse in cui il vostro contributo possa essere utile ad instaurare un rapporto di stima e fiducia reciproca.

Il vostro blog dovrà essere il più invitante possibile. Garantire la condivisibilità dei propri contenuti sulle diverse piattaforme social oltre ad essere utile per l’analisi del traffico referral aiuterà ad avvicinare più persone al vostro business.

Ricordate di utilizzare un linguaggio adatto agli utenti ideali, evitando perciò di cedere a un tono troppo autoritario che vi metterebbe i bastoni tra le ruote nel percorso di conoscenza degli user.

Se per caso non riusciste a raggiungere il livello di engagement che vi eravate prefissati, non abbiate timore nel chiedere suggerimenti ai vostri utenti.

Verso un wikizionario della fiducia!

Difficilmente possiamo quantificare la fiducia in termini economici, ma di sicuro possiamo sostenere che essa ricopre un ruolo di grande valore per la creazione di relazioni stabili… soprattutto online e sui social network!

Per questo curiosamente vi chiediamo: quali altre parole aggiungereste alla lista che abbiamo stilato? 🙂

DSLR Gear No Idea, Sony scherza sugli inesperti della fotografia [VIDEO]

Tutte le diverse angolazioni di un fiore, i piatti di un ristorante, primi piani un pò ingessati: esistono situazioni ed oggetti che di celebrativo e artistico hanno ben poco, ma che negli ultimi tempi hanno conquistato una dignità tutta loro grazie all’ascesa dei numerosi social visuali e fotografici come Instagram & co. Un fenomeno che ha accresciuto, in rete e fuori,la contrapposizione tra fotografia professionale e amatoriale. Tra sense e non sense. “DSLR Gear No Idea” di Sony nasce proprio da qui.

La multinazionale giapponese di elettronica, che non si posiziona tra i grandi brand di attrezzatura fotografica (in cima alla piramide troviamo Canon e Nikon), ha saputo mettere a frutto il mare di conversazioni e contenuti online sul tema per creare questo video dall’anima viral.

Punzecchiando l’ego di quel folto gruppo di persone che, alle prime armi con al fotografia, si abbandonano all’ossessiva mania di immortalare ogni cosa, e strizzando l’occhio a chi ironizza sui questi personaggi, Sony presenta la sua nuova Nex Camera, compatta ad alte prestazioni che promette altissima qualità delle immagini e prestazioni simili ai corpi macchina pro.

Sony ha prima mandato in strada Gary Heery, fotografo professionista, a smascherare tutti i limiti dei fotografi “clueless”, senza esperienza, e ne creato poi una divertente serie di video in cui ogni tipologia di amatore è stata caricaturizzata: troviamo così la “Macro Freak“, la “Flasher“, le “Status Updater“.

Hafas Worldwide ha identificato un insight molto smart che ha catturato l’attenzione della rete. Vi ricordate di “Double exposure, Canon vs. Nikon”?