Buyral, il segreto dei video virali di John St. [VIDEO]

Vi ricordate di “Catvertising“, il video in cui John St. ironizzava sul successo dei gattini nei video online e sulla possibilità di utilizzarli a scopi commerciali? Recentemente l’agenzia di Toronto ha creato un altro esperimento molto simile che ci svela come ottenere milioni di like e views su Youtube.

Buyral” ci racconta un’azienda (evidentemete fittizia) in cui decine e decine di lavoratori, di tutte le età e sparsi in tutto il mondo, trascorrono ore davanti al video a cliccare video dei clienti e renderli così dei virali.

Nella dettagliata descrizione del lavoro svolto in Buyral, troviamo anche anche interviste improbabili in cui gli anziani dipendenti raccontano con soddisfazione e orgoglio i loro record di click!

John St. ha messo in piedi anche un sito dedicato, con tanto di listino prezzi: se la natura fittizia di Buyral è evidente, dall’altra sappiamo che esistono davvero aziende che promettono l’incremento di visualizzazioni sul proprio video o canale. Come è stato con “Catvertising”, l’agenzia ha trovato un modo davvero intrigante per promuovere la qualità dei propri servizi creativi mettendo in evidenza la scarsa originalità o validità di tendenze e operatori presenti in rete.

“Esistiamo per rendere i brand dei nostri clienti ‘inignorabili’. In un modo pieno di meci, i brand inignorabili vincono. Essi si comportano in modo differente. Non fanno ciò che è previsto dalle categorizzazioni. Sfruttano i social media, il design, la tecnologia. E comprendono che è quando il consumatore ha il controllo, che i brand sono davvero interessanti da ascoltare. Siamo davvero fortunati a poter lavorare con clienti che la pensano come noi.

Ninja Candy: scopri chi si aggiudica l’ingresso omaggio al corso in Social Media Marketing (base + avanzato)!

Ninja Candy

Si sa, il lunedì è il giorno delle diete, dei pasti light e dei rimorsi di coscienza per le schifezze ingurgitate durante il weekend. Ma in fondo pensiamo che, ogni tanto, uno strappo alla regola si possa anche fare, soprattutto quando si parla di dolcetti virtuali firmati Ninja Academy.

Ebbene sì, perché siamo qui per decretare il vincitore del Ninja Candy che avrà la possibilità di partecipare in modalità gratuita alle due giornate di corso di venerdì 16 e sabato 17 novembre in Social Media Marketing (base + avanzato).

Il corso, che si terrà presso il covo milanese della Ninja Academy, questa volta sarà capitanato da Tommaso Sorchiotti [esperto di web e media sociali] e Simone Tornabene [head of digital presso Cemit DS]. Insieme scopriremo come sfruttare il potenziale dei Social Network per il proprio business, imparando a gestire adeguatamente le diverse attività strategiche senza rischiare di compromettere la Brand Reputation aziendale.

Come sempre, vi avevamo chiesto di sorprenderci rispondendo alla domanda Qual è il tuo Social Network preferito?, postando sulla bacheca Ninja Academy un contenuto ad alto tasso creativo.

Siete stati tantissimi e vi siete sfidati a colpi di shuriken per farlo diventare il più virale possibile: i 3 che sono saliti sul podio sono stati quelli che hanno ricevuto il maggior numero di like!

Ecco chi si è conteso il corso a colpi di creatività!

• Cora Sollo = 569 like

• Rosy Russo = 344 like

Marilisa Dones = 331 like

Colei che, secondo l’inappellabile opinione della Ninja Juria di Kwalità, ha meglio espresso la propria creatività facendo riferimento al Corso in Aula e ai Social Network della Rete è stata..

ROSY RUSSO! 

Ninja Candy - Rosy Russo

Complimenti Rosy, ti aspettiamo al corso!

L’appuntamento è dunque per venerdì 16 e sabato 17 novembre a Milano per scoprire tutti i segreti del Social Media Marketing. 

E mi raccomando, non dimenticatevi di dare una sbirciatina all’agenda Ninja Academy per i prossimi corsi in programma  😉

Knowledge for change.
BE NINJA! 

10 motivi per cui dovreste essere immediatamente cancellati dai contatti Facebook [PARTE 2]

Farmville

Qualche giorno fa, nella prima parte di questo lungo articolo-riflessione, spiegavo i primi cinque motivi per cui dovreste essere cancellati dai contatti Facebook. Quantomeno dai miei.

Riassumiamo brevemente: uso del nick, commenti insignificanti, foto di gatti, reciproca non-conoscenza (nemmeno surrogata da un blando desiderio di effettuarla), offesa del mio pensiero. Che, a ben pensarci, potrebbe essere un corollario del punto precedente: mi offendete perché non mi conoscete.

Ma in fin dei conti ognuno di questi punti è ascrivibile a queste tre categorie: non mi interessi, ho tempo da perdere, ho poca stima di me – e credo sia importante comunicarvele tutte. Di tutto questo, il punto grave è l’ultimo: credere che a qualcuno tutto questo realmente importi – che, anzi, sia giusto riversarmelo addosso. E allora viene tolta l’amicizia Facebook – ossia tolto un legame che in realtà non sussiste.

Da quando ho scritto il precedente post qualcosa è cambiato. I miei amici son diventati 769. Qualcuno ha commentato “Ahahahahah!”. Toby – il mio cane -, in compenso, ha ancora una pagina fan.

Eccoci quindi agli altri cinque punti. Quello che più m’importa è l’ultimo.

6) Mi taggate in continuazione. E a sproposito

(Posto che odio il verbo taggare). Se mettete online una foto in cui compaio sbronzo e mettete il mio nome, ok. Ci sta. Poco elegante ma ci sta.

Se mettete la foto del vostro matrimonio e io ero là, dietro la cofana di capelli della damigella, ma mi si riconosce – in fondo – dalla spalla imbottita, ci sta.

Se addirittura – e qui cominciamo a essere in una fuzzy zone – avete l’ardire di mettere una foto delle elementari in cui compaio assonnato e con l’apparecchio, giusto per farmi dileggiare da tutta la piramide Facebook, da Zucky in giù, ci sta ancora. Sono ancora io, quello (anche se non vorrei).

Ma se mettete un albero di Natale, o la foto del vostro adorato gattino che spunta dall’oblò della lavatrice (vd. punto #3 della prima parte), o un volantino verde a scritte gialle, o una vignetta da voi disegnata, e ci mettete il mio nome, dovrò detaggarmi (brrr…) e farlo al volo, o subire notifiche a ripetizione. O segnalarvi. O alla terza volta che lo fate, cancellarvi dalle mie amicizie. Reali e virtuali.

7) Mi invitate a eventi cui non potrò mai partecipare

Lo vedete dove abito? Bene. C’è scritto. C’è la cartina per raggiungermi, perfino. Lo sanno tutti. Provincia di Mantova, Lombardia. Bassa della bassa. Non è disdicevole a questo punto non invitarmi a un rinfresco della sezione locale del vostro partito per domani sera alle 18.00 con fine alle 18.30, se abitiamo peraltro a 470 km in linea d’aria. Si chiama cortesia.

8 ) Mi mandate i poke, richieste di applicazioni, Farmville

Non so cosa siano i poke. Non voglio nessuna applicazione per scoprire cosa ha fatto la Folliero. Non gioco a FarmVille. Non mi voglio iscrivere al gruppo “Questa carota avrà più fan di Briatore”. Non mi invitate.

Ripetetevi, come fosse un mantra: “Se fossimo nella stessa città prenderei cinquecento lire, le metterei nella gettoniera di un videogioco, lo andrei a chiamare al citofono e lo porterei a forza in sala giochi?”. No? E allora non abusate della comodità. Perché la comodità vostra può ben diventare una scocciatura altrui.

9) Non rispettate il vostro lavoro. Né il mio

Se mi vedete libero alla chat non significa che voglia chattare, o che ne abbia il tempo. Forse non ho voglia di disabilitarla ogni volta, o di andare a cercare un tutorial (nota: ho dovuto farlo) per capire come disabilitare perennemente la chat. Se proprio è urgente si dice “Disturbo?” e si attende una risposta. Che può essere come no. Così come se tengo acceso il cellulare di notte magari (magari, eh?) è per le emergenze. Non per sentire le vostre lamentele sulla tipa che vi ha lasciato. Anzi, giusto per capirci: ha fatto bene.

10) Semplificate il vostro pensiero per farlo stare in 160 caratteri

Twitter non ha fatto la rivoluzione. La rivoluzione l’hanno fatta gli egiziani, che hanno affidato ciò che stavano facendo a Twitter per creare un canale di informazione diretto e privilegiato.

Né la rivoluzione l’hanno fatta i gruppi social “Occupy Wall Street” (piace a 408.051 persone, al momento) o “Indignados” (piace a 42.135 persone). Ma forse, forse, chi in piazza c’era e ci ha messo fatica, sonno, freddo, paura, lacrime – non chi ha messo il Mi piace a quello e alle All Saints.

Prendere il proprio pensiero e farlo stare nei 160 caratteri standard di Facebook (vincolo ora aggirato, ma la media degli status lì ormai sta) o nei 140 di Twitter non significa né agire né necessariamente pensare, ma – spesso – sgonfiare il proprio pensiero, togliergli profondità possibili, fargli perdere pressione. Scrivere Governo ladro significa sgonfiare la propria indignazione e togliersi la possibilità di andare in piazza. In fin dei conti se Baudelaire avesse avuto Facebook avrebbe scritto Merde, anziché Les fleurs du mal.

IKEA si impegna a produrre tanta energia quanta ne consuma entro il 2020

Se ad una base di arredamento aggiungiamo un buon rapporto qualità-prezzo, una giusta dose di creatività, colore ed innovazione e una manciata di capacità di razionalizzazione degli spazi, non può venir fuori che un solo nome: IKEA. Queste ultime sono tutte caratteristiche che vengono esternate sapientemente dalla stessa, con campagne di comunicazione coinvolgenti, ironiche e talvolta emozionanti.

Da quelle più o meno convenzionali , le iniziative sono state molteplici e citarle tutte comporterebbe una lista probabilmente troppo lunga. Ciò che invece è fondamentale sottolineare è che alla base di quanto detto finora c’è un comune denominatore: l’attenzione per l’ecosostenibilità, un aspetto sul quale sempre più imprese stanno ponendo l’accento, ed IKEA è una di queste.

L’intento è quello di sviluppare una produzione ed un’economia che soddisfi le esigenze del mercato attuale senza inficiare la possibilità di appagare quelle di domani, in una prospettiva che guardi sempre più alla sostenibilità ambientale nel lungo periodo. Dalla gestione delle scorte al packaging, passando per l’utilizzo di energie pulite,  la questione che riguarda il rispetto per la natura è un problema sempre più sentito.

Proprio per questo IKEA ha ben pensato di incrementare le attività legate alla sua preesistente politica. Vendendo prodotti che fanno consumare meno energia, che aiutano a fare la raccolta differenziata, utilizzando il legno con parsimonia, incoraggiando un uso responsabile delle energie e dell’acqua, IKEA poteva già definirsi un’impresa eco-friendly, ma non contenta ha annunciato l’ultima ambiziosa strategia volta a tutelare alcune risorse naturali: la “People&Planet Positive.

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L’obiettivo è quello di produrre entro il 2020 autonomamente l’energia che essa stessa consuma, grazie ad un investimento di 1,95 miliardi di dollari che verranno impiegati nella costruzione di impianti di energia solare ed eolica. Questo progetto comincia già a concretizzarsi negli Stati Uniti, dove il mega dettagliante ha aumentato sensibilmente il numero di impianti solari.

In un mercato dove, nonostante la consapevolezza dei problemi relativi all’ecosostenibilità, risulta complicato attuare nel concreto iniziative a tutela dell’ambiente e del futuro di quest’ultimo, IKEA mira a creare i presupposti per una qualità della vita migliore in un’ottica sostenibile al fine di sviluppare – citando le parole di Mikael Ohlsson, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo IKEA – “un business che possa avere un impatto sempre più positivo sul mondo”.

Il marketing per le banche e le assicurazioni

Banche e assicurazioni necessitano oggi di competenze di marketing che negli anni passati non facevano parte del tradizionale bagaglio di strumenti manageriali del settore. Tali competenze, tuttavia, non possono essere mutuate tout court dalle aziende industriali e commerciali, ma devono essere adattate alle particolari specificità del contesto competitivo e dei modelli di business del mondo finanziario. Il libro, frutto del lavoro congiunto di esperti di marketing e di sistemi finanziari, fotografa lo stato dell’arte delle competenze di marketing nelle banche e nelle assicurazioni, individua le aree di miglioramento e indaga le priorità percepite dal management. Attraverso la presentazione delle migliori prassi e col sostegno di un’ampia indagine e molte interviste, affronta i seguenti aspetti: le competenze messe in campo, oggi e in prospettiva, il budget da assegnare e le soluzioni organizzative, le modalità più efficaci con cui condurre le ricerche di mercato, il ruolo del web marketing nel settore, le metriche più affidabili per misurare i ritorni. Prefazione di Roberto Ruozi.

Autore: F. Ancarani, P. Musile Tanzi
Brossura: 176 pagine
Editore: EGEA (5 settembre 2012)
Collana: Cultura di impresa
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8823833450
ISBN-13: 978-8823833456

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Cosa significa essere un freelance?

Ciao Beatrice, grazie mille per averci dedicato il tuo tempo! Parlaci un po’ di te.

Amo la lettura e la scrittura, adoro la storia e la biologia e sono laureata in antropologia, con una specializzazione nella nascita della comunicazione umana.

Sono una copywriter freelance, scrivo per riviste cartacee, siti web e blog e mi sono specializzata nella scrittura per internet. Scrivere è passione e lavoro e collaboro con aziende e privati per trasmettere questa passione e trasformarla in occasione. Nel tempo libero seguo e curo i miei progetti personali: Webhouse in prima fila, il blog che vive e racconta il mondo delle professioni del web e Nybe.it subito dopo, il mio sito personale.

Cosa significa essere un freelance?

Come è nata l’idea di creare un tuo blog?

L’idea del blog è nata qualche mese dopo l’inizio della mia avventura scribacchina. Prima mi sono specializzata nella scrittura per il web, poi ho deciso di creare il mio blog e l’ho fatto per due motivi: ritengo che il blog sia un ottimo strumento di esercizio (si può scrivere, scrivere e ancora scrivere) e penso che nel web sia fondamentale condividere ciò che si conosce, quindi è normale che io condivida ciò che imparo con i miei lettori.

Ammetto che il blog può essere anche una strategia di self-marketing: poteva forse essere altrimenti? In fondo è anche lì che metto in pratica il mio lavoro.

Come mai hai deciso di diventare una freelance?

Con la crisi economica e lavorativa ho capito che era arrivato il momento di prendere una decisione: continuare solo a esercitarmi e studiare o iniziare anche a muovere i primi passi da sola, nel mondo del copywriting.

Ho scelto. Ho provato a fare della mia passione un vero e proprio lavoro. Non mi ha mai spaventato l’essere freelance, anzi, ho sempre visto la cosa come una sfida. Direi, tirando somme temporanee, che ho fatto bene a tentare.

Cosa significa essere un freelance?

Quindi per te cosa significa scrivere come freelance?

Significa lasciare una parte di me nel mondo, anche quello di internet. Il mio modo di essere e il mio modo di scrivere rimarranno per decenni alla portata di tutti. Questo è ciò che mi spinge ad andare avanti e ad amare la scrittura.

Scrivere è esternare ciò che ho dentro e portarlo su un foglio, con l’idea che magari, in futuro, anche i miei figli potranno leggere ciò che la loro madre aveva nell’anima. E non solo. Se attraverso la scrittura posso aiutare aziende e privati a ottimizzare il loro lavoro, perché non farlo?
Cosa significa essere un freelance?

Secondo te sul web si deve puntare sulla qualità o sulla quantità degli articoli?

Alla qualità. Un contenuto di qualità è un punto fermo per i lettori. Aziende e privati possono puntare tutto su di essa, è l’unica cosa che attira e fidelizza chi attraversa la fitta rete di internet. Qualità, però, significa attuare regole ben precise.

Quali sono queste regole?

Nella scrittura online ci sono regole che possiamo chiamare “di base”. Le più importanti, in ordine sparso, sono:

#1 La lunghezza
Essere troppo brevi o troppo lunghi non va bene per internet, a meno che non si tratti di contenuti di approfondimento.

#2 Assenza di errori nel testo
Può capitare un refuso, ma che sia uno e che sia di lievissima entità.

#3 La capacità di curare la resa grafica dell’articolo
Oltre alla scrittura è fondamentale curare la formattazione del testo.

#5 La capacità di creare contenuti SEO friendly per i motori di ricerca
Dopo aver scritto per chi ti legge, aggiungi qualche chicca per i motori di ricerca. Il SEO copywriting è fondamentale per le aziende che vogliono ottenere visibilità grazie al tuo lavoro.

#6 La capacità di attrarre l’utente e tenerlo incollato sul tuo articolo
Devi essere indispensabile per gli utenti, devi renderli dipendenti da ciò che scrivi: dai loro qualcosa di utile e torneranno a leggerti.

Ho citato solo alcune regole fondamentali, le altre sono molto più tecniche.
Cosa significa essere un freelance?

Quali sono gli aspetti della vita da freelancer che ti spingono a continuare in questa direzione?

Il primo aspetto è sicuramente l’indipendenza: poter decidere i propri orari e organizzare la giornata secondo i propri impegni è un lusso che pochi si possono permettere. In questi anni ho imparato ad apprezzare il lavoro da casa, perché ho la libertà di decidere come e quando fare una pausa, prendere un caffè o anche solo portare fuori il cane.

Il lavoro da freelance può dare meno certezze dal punto di vista economico, ma solo se non sai lavorare bene. Se sai quello che fai, allora diventa tutto più semplice! C’è la bellezza di vivere una sfida continua e questo mi aiuta a crescere.

Torna ItaliaCamp con "Stati Generali del Centro-Nord" e WeDo! [EVENTO]

Il 1° dicembre a Verona arriva un evento ItaliaCamp, “Stati Generali del Centro – Nord: un BarCamp dedicato alle regioni del centro-nord per condividere idee innovative nate dal territorio e pensate per il territorio.

Il BarCamp su base geografica (suddiviso in 13 sessioni quante regioni), ha lo scopo di esporre idee e progettualità di fronte a stakeholder e decision maker territoriali potenzialmente interessati alla loro realizzazione. Idee raccolte grazie a WeDo.

WeDo: cos’è e perchè?

Chi non ha mai avuto un sogno nel cassetto? Quel progetto che hai in mente da tempo, ma che non sai come realizzare, ma soprattutto con quali fondi? ItaliaCamp ha creato WeDo, un vero cyberspazio di placement di idee innovative. L’obiettivo è quello di facilitare la domanda e l’offerta, un vero laboratorio di idee!

WeDo: come partecipare?

Se hai un’idea, ma non sai come realizzarla, ItaliaCamp può esserti d’aiuto. Caricala sul portale WeDo, descrivi tutto quello che serve e hai bisogno per farla funzionare. All’interno una grande rete di imprese, istituzioni e università (e non solo), selezionerà le idee e se interessanti ne sosterrà la realizzazione.

Lanciare la tua idea è facile basta cliccare qui, selezionare la regione per cui vuoi partecipare, inserire i tuoi dati anagrafici e descrivere il progetto (per supporto al caricamento delle idee, chiama il numero: 06 85225030), ma entro il 16 novembre!

Così facendo avrai l’opportunità di partecipare agli “Stati Generali del Centro – Nord” come protagonista e potrai provare a fare qualcosa di reale per il tuo territorio.

WeDo: chi vince?

Anche quest’anno un autorevole Comitato Scientifico selezionerà, fra tutte le idee caricate, le 10 migliori della regione che potranno essere illustrate il 1° dicembre agli” Stati Generali del Centro-Nord” alla presenza di prestigiosi stakeholder, da imprenditori a rappresentanti delle Istituzioni nazionali e locali, da business angel a venture capital, in occasione del BarCamp che si terrà presso l’Università degli Studi di Verona a partire dalle 11.00.

Cosa stai aspettando? Questa è la tua occasione per cambiare il paese!

Se vuoi solo assistere invece basta registrarti gratuitamente qui!

App of the Week: 6sicuro, l’app per risparmiare sul carburante!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

La benzina costa sempre di più! Ed è sempre più complicato regolarsi tra un distributore di carburante e l’altro, per trovare quello più conveniente…ma da oggi c’è l’app di 6sicuro!

Attivo da oltre 12 anni, il portale di comparazione tra Assicurazioni annuncia il debutto di un’applicazione Mobile gratuita che rende trasparenti i prezzi alla pompa e permette, tra le altre cose, di localizzare il distributore più economico nelle vicinanze. 

L’App di 6sicuro ti permette una rapida comparazione dei prezzi esposti dai distributori. Ma c’è di più: anche gli utenti possono segnalare e, quindi, mantenere sempre aggiornata la lista dei distributori più convenienti dislocati sul territorio.

Per conoscere quali sono i distributori più economici intorno a te, ti basterà specificare il tipo di alimentazione della vettura (benzina, gasolio, GPL, Metano e carburanti speciali) e consultare un elenco di distributori che possono essere ordinati in modo molto intuitivo per prezzo oppure per distanza (in chilometri) dalla tua posizione attuale. I prezzi vengono aggiornati ogni 5 minuti, per garantire sempre all’utente un servizio veloce e preciso, oltre che per avvisarlo delle ultime offerte disponibili.

Sarà possibile consultare anche una mappa interattiva, dove verranno visualizzati gli stessi distributori, per trovarli e raggiungerli più facilmente. Un’altra caratteristica molto simpatica è quella che permette di creare una lista personalizzata di distributori economici, i tuoi Preferiti, con un semplice clic sulla mappa.

Infine, grazie alla sezione6sicuro”, potrai accedere direttamente alla pagina Facebookdel servizio, dove potrai confrontarti con gli altri utenti oppure con il team di 6sicuro.it, trovare aggiornamenti, novità e approfondimenti sul mondo dell’automobile, della casa e del risparmio.

Ma le funzionalità dell’App di 6sicuro non finiscono qui: nella sezione “Altro” è possibile ottenere informazioni, aiuto e configurare l’applicazione impostando, ad esempio, un promemoria che ti avviserà della scadenza della tua assicurazione RC Auto.

L’app di 6sicuro è disponibile a titolo gratuito per iOS (iPhone, iPad) e su Google Play per dispositivi Android.

 

 

 

 

 

Mondi in miniatura prendono vita con l'effetto Tilt-Shift

London

Ci hanno sempre insegnato che tecnica e poesia sono due universi ben distinti e indipendenti l’uno dall’altro.
Dal variegato e sempre in evoluzione mondo della fotografia, ecco la smentita. Mondi in miniatura pieni di suggestione e poesia prendono vita attraverso una tecnica fotografica complessa chiamata Tilt-Shift.

Paris

Grazie a Photoshop oppure con l’uso di costose lenti, l’immagine viene manipolata, cambiando così il piano dell’ottica rispetto al sensore.
L’effetto è sorprendente: una location a grandezza naturale viene facilmente trasformata in un modellino in miniatura.

Ecco una selezione di Designyourway che raccoglie le immagini più belle realizzate con l’effetto Tilt – Shift.

Kansas City

Boston

Tokyo

NBA

Monaco

New York

Paris

Paris

Da Firenze RENA lancia la sfida per trovare i “nuovi pionieri” [EVENTO]

Il 16, 17 e 18 novembre a Firenze si terrà la settima Assemblea Generale RENA, un evento che si preannuncia un appuntamento speciale.

Come consuetudine sarà un momento di confronto e di bilanci sull’associazione e sul Paese, ma quest’anno l’Assemblea si pone un obiettivo ambizioso e rivoluzionario: trovare i “nuovi pionieri” attraverso le segnalazioni della Rete per raccontare il cambiamento in atto attraverso i protagonisti che lo stanno generando.

In poche parole: Chi sono gli attori della “rivoluzione del metodo” che RENA supporta e che vede come un cambiamento vicino e possibile? Da qui nasce “A caccia di pionieri”, l’appuntamento in programma per le ore 17 di venerdì 16 novembre a Palazzo Vecchio.

A caccia di pionieri

Una vera e propria sfida quella che RENA lancia attraverso la Rete: scovare i Pionieri dell’Italia di oggi negli ambiti più diversi con l’aiuto di tutti i cittadini e invitarli a raccontare la loro esperienza – si, perché il cambiamento per diffondersi va raccontato dai diretti  protagonisti.

RENA è alla ricerca di organizzazioni (non di singoli), non importa sotto quale forma giuridica agiscano né in quale settore. Saranno determinanti il metodo d’azione che promuovono e l’impatto positivo generato nei singoli ambiti di appartenenza.

Il verdetto sarà reso noto nell’aprile 2013 quando le 10 migliori storie saranno raccontate al Paese durante un evento che sarà anche un prezioso momento di incontro per i talenti selezionati.

Durante il lungo weekend di RENA a Firenze ci sarà spazio anche per incontrare i più giovani. Nell’ambito di (In)formiamoci – il progetto di mentoring promosso dall’Associazione – nella mattinata di sabato 17 è previsto un incontro con alcuni studenti delle scuole superiori di Firenze e provincia. Un appuntamento che nasce dalla consapevolezza che il processo di cambiamento o coinvolgerà anche le generazioni più giovani o non avrà luogo.

Informiamoci

Ecco come e dove seguire RENA:

Iscrivendosi all’evento, oppure attraverso la pagina Facebook di RENA e su Twitter attraverso #pionieri. Disponibile anche via streaming.

“Pionieri” siete avvisati, RENA è sulle vostre tracce!