La mitica musicassetta compie cinquant'anni!

Quando penso alla musicassetta mi viene in mente la sensazione tattile dell’interno della bobina, quando ci infilavo l’indice per riavvolgere il nastro inspiegabilmente annodatosi durante una registrazione.

Ma la storia della musicassetta va ben oltre i miei ricordi, indietro nel tempo fino al 1962, anno in cui comparve nel mercato e lo cambiò per sempre. Per la prima volta, infatti, chiunque poteva registrare le proprie compilation e portarle sempre con se.
E quando negli anni ’80 comparvero i primi lettori di musicassette portatili, il successo fu riconfermato, coronando l’oggetto a vera e propria icona del periodo.

Oggi, in seguito all’evoluzione dei supporti audio, la musicassetta è diventata un oggetto quasi in via di estinzione, ma per i cultori o i semplici nostalgici è un raro pezzo vintage da collezione.

Tra i mille modi per celebrare i 50 anni di questo piccolo grande oggetto di culto, Moleskine ne ha trovato uno perfettamente nelle sue corde: una nuova edizione limitata, la cui cover riproduce gli storici lettori di musicassette, corredata da un arsenale di adesivi per personalizzare al meglio il proprio taccuino.
Inoltre, il video che ci propone per presentare la serie è davvero imperdibile!

Ma non solo Moleskine celebra il compleanno della musicassetta: l’artista francese Benoit Jammes dedica alla festeggiata una simpaticissima serie fatta a mano, reinterpretando l’oggetto nei modi più fantasiosi. Duro lavoro e tanta nostalgia per un risultato degno del grande evento!

Partecipa al mini-contest fotografico per la #battle12!

Per la #battle12 potevamo mai non sottoporvi ad una faticosa pressione digitale?

I Ninja lanciano un piccolo e divertente contest: cosa si vince? Un quarto d’ora di celebrità 2.0 con un intervista che sarà pubblicata qui, su Ninja Marketing, nel cui nome saremo tutti presenti al Castel dell’Ovo, a Napoli!

Cosa vogliamo da voi?

Basta scattare foto magnifiche – cosa che fareste comunque – che trasmettano a chi non è presente all’evento il clima che si respira. Città, location, mare, persone, tutto!

Tutto ciò che osa raccontare quella che sarà domani la Battaglia delle Idee va condiviso su Instagram , Twitter e Facebook taggando a più non posso @ninjamarketing e l’hashtag ufficiale #battle12

E il premio?

Le foto più belle saranno inserite nel primo post utile a raccontare quello che è stato l’evento, ma non solo…

… Il vincitore sarà intervistato sui temi, le impressioni, i risultati e gli stimoli conquistati nei 2 giorni di full immersion collettiva. E fondamentalmente, su quello che vuole 🙂

Sedetevi perchè non è finita qui; il vincitore meriterà in regalo una copia del libro “Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore)”

Buona gara, caricate le batterie!  😮

SEO trends: 9 parole d'ordine e qualche consiglio per essere i più visibili sul web


L’ottimizzazione di pagine e siti web, meglio conosciuta come SEOSearch Enginee Optimization – è la chiave per la visibilità online. Gli utenti che utilizzano quotidianamente i motori di ricerca per trovare quello che serve sono spesso all’oscuro di quello che avviene nell’istante seguente la digitazione delle chiavi di ricerca che inseriscono. E per far apparire i propri contenuti tra i primi posti della SERP marketer e seo specialist cercano di scoprire quali sono le nuove tendenze dei processi di ranking e quali sono le più efficaci tecniche per riuscirci.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=hF515-0Tduk’]

Tutti vogliono sapere cosa fare per aumentare la visibilità ed il traffico verso il proprio sito. Scopriamo insieme quali sono i trend SEO di quest’anno.

Le SEO keyword 2012/2013 sembrano essere mobile + personal: l’ottimizzazione dei contenuti sembra dover inseguire gli utenti nella vita di tutti i giorni, sui numerosi dispositivi che posseggono (pc, tablet, smartphone) e nel differente tipo di contenuti ‘consumati’. Si registra in tal senso anche un passaggio dal browsing alle app!

Trend #1: ranking umanizzato

Cresce l’importanza dell’esperienza dell’utente e delle sue opinioni (condivisioni, commenti) nei processi di ranking. Esso diventa “umanizzato” perché viene fortemente influenzato dal tasso di opinioni, conversazioni ed esperienze che gli utenti hanno con un sito, un post o un brand.

Già da tempo Google e altri motori di ricerca cercano di inserire negli algoritmi nuove metriche per misurare l’attinenza della SERP con le chiavi di ricerca inserite: introducendo i feedback forniti dagli utenti i risultati delle ricerche dovrebbero risultare più utili e diretti.

Trend #2: conversion rate optimization (CRO)

Altra parola chiave del 2012 in casa SEO sembra essere CRO, ovvero ottimizzazione del tasso di conversione. Se la SEO si preoccupa di indirizzare verso di voi un certo traffico di utenti, il CRO si concentra su come far “funzionare” questo traffico. Ciò significa convertire i vostri visitatori in clienti paganti, ovvero in traffico altamente qualificato. Il CRO supporta quindi le prestazioni del sito per aumentare le vendite e i CTR.

Trend #3: mobile search

Si registra una crescita esponenziale delle ricerche effettuate su dispositivi mobile e una conseguente proliferazione delle research app. Le persone preferiscono ricercare attraverso gli smartphone perché è più facile e più veloce!

Quando un utente è lontano da casa (o è solo troppo pigro e non vuole accendere il pc) ha le stesse probabilità di utilizzare Yahoo! per iOS o Google Maps per trovare ciò di cui ha bisogno. Il vostro sito deve dunque essere ottimizzato per la ricerca mobile e per la visualizzazione da smarthphone. Queste azioni risultano fondamentali ora più che mai, dato il sempre maggior utilizzo di tablet e dispositivi dotati di tutto di più!

Rendere il sito ben ottimizzato il vostro sito per il mobile con un sotto-dominio dedicato:

  • riduce i tempi di caricamento
  • migliora l’esperienza dell’utente

Trend #4: ricerca personalizzata

La ricerca si personalizza anche attraverso i propri contatti (Facebook, Google +, Twitter) che indicano all’algoritmo di ranking cosa cerchiamo in maniera più dettagliata. La maggior parte dei motori di ricerca oggi riesce a fornire questo tipo di risposta.

Trend #6: local research

Le grandi aziende già da tempo utilizzano la SEO per la loro visibilità in rete. Ora come ora sono le piccole e medie imprese che devono riuscire a sfruttare questa opportunità per indirizzare il traffico di utenti. Come? Prestando una maggiore attenzione alla ricerca locale! Siti come Yelp, Google Place, Tripadvisor fanno sì che gli utenti scrivano recensioni di acquisti, viaggi e servizi. Questo perché le persone passano molto tempo a controllare “quello che altri dicono” a proposito di un prodotto o un servizio che interessa loro ed attribuiscono molta importanza alle opinioni di altri utenti. Risulta allora importante essere presenti con i vostri contenuti su questi siti per avere maggiore visibilità.

Se utilizzate Google Place consigliamo di chiedere di farsi dare un’opinione periodica sull’impresa/attività periodicamente. Google+ e le opinioni degli utenti stanno diventando fondamentali per la local research!

Trend #6: rich snippet

I risultati della ricerca prima erano composti solamente da 3 parti principali: titolo, sintesi del contenuto e URL. Oggi notiamo invece che accanto ad essi sono apparse ulteriori informazioni chiamate rich snippet. Introdotte da Google, queste sono composte dalle recensioni degli utenti, insieme a foto e (presto!) video. La SERP, inoltre, si integra con Google Ads con l”introduzione tra i rich snippet degli ads che compariranno assieme ai risultati.

Trend #7: voice research

Con l’introduzione di Siri, il magico assistente di Apple, e Google Voice trovare qualcosa che vi interessa non è mai stato così facile ed immediato! Gli utenti preferiscono la ricerca vocale (ma anche inviare sms semplicemente dettandoli al proprio smartphone) perchè ottengono una risposta diretta e veloce a quello che cercano.

Trend #8: social media

Gli utenti utilizzano ogni giorno i social media: perché non sfruttare allora le loro preferenze sociali per rendere più efficaci le ricerche? Quasi sempre, infatti, il risultato di una ricerca contiene molti risultati provenienti dai social media. Lato SEO e Facebook, invece, date un’occhiata a come ottimizzare la vostra brand page 😉


Ormai SEO e social media marketing sono imprescindibili l’uno dall’altro: le azioni sociali (interazioni, conversazioni) si fanno sempre più strada nei processi di ranking. Questo accade sopratutto perchè l’azione social è il metodo più comune per la condivisione di contenuti e per la scoperta per gli utenti di nuovi. Il linkgraph sta diventando sempre più marginale rispetto allo sharegraph, perché i contenuti condivisi attraverso i social media risultano essere più diretti, interessanti e di alta qualità.

Trend #9: più qualità, meno quantità!

I contenuti di qualità aumentano ovviamente il traffico e il ranking! Post lunghi con molte parole chiave aiutano l’algoritmo a indirizzare meglio il contenuto verso gli utenti che lo ricercano. Maggiore visibilità infatti viene data ai siti “di alta qualità”: ma come vengono valutati? Semplice: utilizzando metriche quali usabilità, leggibilità e utilità complessiva. Altro parametro premiante è la freschezza dei contenuti ,cioè la loro attualità che Google Panda sicuramente terrà in conto.

Aggiungiamo infine qualche utile consiglio per chi vuole aumentare la propria visibilità. Pronti?

Consiglio #1: Youtube video marketing

Uno delle tecniche SEO più usate del momento è l‘incorporamento di video nelle brand page. Utilizzare parole chiave nella descrizione e nei tag del video, una volta che questo è stato caricato su Youtube, risulta essere la scelta vincente! Questo perché il video, una volta inserito nel vostro blog o sito, reindirizza il traffico in maniera molto più mirata. Per tutto il resto c’è l’articolo “10 idee per migliorare la SEO dei vostri video YouTube” 🙂

Consiglio #2: contenuti omaggio

Invece di limitarvi a scrivere articoli sul vostro blog o profilo Facebook, offrite all’utente la possibilità di ritrovare i contenuti più significativi in un ebook o pdf, scaricabili completamente gratis! In aggiunta, evidenziare i link di partner e contributor aumenta ulteriormente la visibilità del contenuto stesso. Una volta dato vita all’operazione, questa risulterà un’immensa fonte di backlink a vostra disposizione… del tutto gratuita!

Consiglio #3: integrazione tra PPC, social media e SEO

L’integrazione tra pay per click, le piattaforme social e l’ottimizzazione dei contenuti fa si che la visibilità risulti più elevata e duratura per chi utilizza in modo coordinato i tre elementi. Le aziende si stanno concentrando infatti molto di più sulle campagne di integrazione tra più strumenti (Google AdWords, Google Adsense, Facebook Offers) che unicamente alla SEO. Facebook e Twitter cercando di non essere da meno, integrano le loro piattaforme sociali con servizi pubblicitari.

Per restare competitivi quindi è necessario partire dall’ottimizzazione per poi integrare successivamente con altri servizi e prodotti offerti oggi dal mercato e misurare, grazie alle metriche esistenti, il traffico e la visibilità che si riesce ad ottenere.

Alcune interessanti novità in ambito SEO

  • Google annuncia nuove funzionalità, tra cui +1 Reporting negli strumenti Google per i web master e l’integrazione di Google Trends e Google Insight.
  • Bing collabora insieme a Klout Partner per contribuire alla scoperta e riconoscimento degli influencer attraverso entrambe le piattaforme.
  • Yahoo introduce Boss GEO, ovvero nuove aggiunte alle API di Yahoo Search, progettate per aiutare a promuovere l’innovazione nel settore della ricerca.

4 consigli efficaci di content marketing per vendere meglio i vostri prodotti

In questo periodo di crisi (economica, dei valori, di nervi… un rimedio? Il TEDx Reggio Emili 2012!), molte persone hanno deciso di re-inventarsi aprendo una propria attività e cominciando a curare maggiormente il proprio personal brand. Alcuni hanno pensato che la strategia migliore fosse quella di aprire un e-commerce, altri hanno integrato la propria attività offline con le diverse piattaforme social. Ma come guadagnare visibilità attraverso i contenuti condivisi e migliorare la propria sales strategy evitando errori che potrebbero costare caro?

Facile: con l’aiuto del post 7 Content Strategy Tips to Construct Awesome Product Pages & Boost Sales, da cui riprendiamo e riformuliamo 4 tips davvero efficaci 😉

#1 Optate per l’unicità e l’utilità del contenuto

Fare affidamento su di un blog esterno al proprio sito di e-commerce può rilevarsi deleterio per il completamento del ciclo di acquisto. Questo avviene soprattutto nel momento in cui i contenuti non sono strutturalmente e idealmente collegati tra piattaforma di blogging e product page. L’attenzione dell’utente, nella peggiore delle situazioni, viene persa, traghettata altrove, lontano dalla call to action che porterebbe a termine il processo di acquisto.

In altri casi il blog viene completamente bypassato e qui sarebbe il caso di porsi qualche domanda… per esempio sull’effettiva utilità dello stesso blog.  🙄

Perciò  creare contenuti unici ponendo l’attenzione necessaria sia nella ricerca che nella content curation può creare quel valore aggiunto che stimola l’interesse favorendo una percezione più alta della brand reputation ed evitando allo stesso tempo un banale copia-incolla dei contenuti.

Per stimolare l’engagement attraverso un evento unico, perché per esempio non coinvolgere gli utenti in un contest? Un esempio just in time ci viene fornito da Monoty un brand di abbigliamento streetwear che è entrato nello spirito social (oltre ad utilizzare la pagina Facebook e il profilo Twitter) con un Instacontest davvero attinente al business dell’azienda.

Si può partecipare fino alla mezzanotte del 15 Ottobre, ma attenzione: i concorrenti in lizza per il premio finale sono agguerritissimi e si fronteggiano a suon di hashtag e creatività per accaparrarsi più like possibili! Eccovi uno screenshot di alcune proposte. Che vinca il migliore 😎

Per quanto riguarda l’utilità, la domanda chiave è la seguente: “Cosa si aspettano di trovare gli utenti all’interno del sito?”.

Un esempio ‘classico’ di utilità lo possiamo trovare nell’ e-commerce di Decathlon, che motiva l’acquisto on-line come risparmio di tempo da dedicare piuttosto alla pratica sportiva. Ecco cosa appare al momento dell’acquisto on-line di un prodotto.

Oltre alla descrizione del prodotto, che va al di là della mera elencazione delle caratteristiche tecniche, vediamo un’integrazione con i pulsanti social che garantiscono lo sharing su altri canali garantendo una visibilità maggiore.  Ma sotto al bottone di acquisto vi sono anche altri elementi che aiutano il cliente a sentirsi più ‘sicuro’:

  • la possibilità di prenotare in negozio il capo (garantendo un rapporto umano offline per chi non si fidasse completamente dell’interfaccia tecnologica);
  • il pagamento sicuro;
  • la garanzia;
  • la possibilità di reso gratuito (in questo modo se ci fossero problemi con le taglie, l’acquirente può considerare l’acquisto di due capi e restituire quello che non va bene).

Su Amazon la classica tipologia di cross selling “Ti potrebbe piacere anche…”, è stata integrata con la ricerca per tag. Funzione per la quale si chiede addirittura il parere dell’utente sulla possibile tipologia di tag da adottare.

 

#2 Incoraggiate le recensioni da parte dei consumatori

Quest’azione ha una doppia valenza in termini di rassicurazione dell’utente durante il processo di acquisto:

  • avere la certezza di non essere gli unici interessati all’acquisto del prodotto;
  • [utile anche in prospettiva SEO] la possibilità di avere contenuti freschi, in cui viene utilizzato il registro linguistico tipico di chi li cerca.

Oltre a poter esprimere l’utilità della recensione di altri utenti è bene garantire un confronto di opinioni. Torna a farci da esempio Amazon, dove la recensione favorevole più utile viene rapportata alla recensione critica più utile.

#3 Aggiungete alla pagina di prodotto una sezione relativa alle ‘FAQ’

Non sempre gli utenti trovano quello che stavano cercando nella descrizione del prodotto: utilizzare perciò le domande più frequenti può fornire una soluzione alternativa al loro bisogno di informazioni.

#4 Ma… dove reperire i contenuti?

Naturalmente, questi contenuti vanno prodotti, aggregati, fatti convogliare verso l’obiettivo delle vendite. Se il vostro database informativo è lacunoso, una ricerca sui social network può rivelarsi un primo passo verso la scoperta di nuove fonti. Ovviamente questa richiede tempo: quanto più sarà approfondita tanto più alta sarà la probabilità di migliorare la vostra brand reputation attraverso contenuti di qualità.

To sum up e per approfondire meglio quest’ultimo accenno alla content curation, di seguito vi proponiamo un’infografica davvero interessante.

Allora, pronti ad affiancare ai vostri prodotti contenuti di valore per ingaggiare gli utenti?

Expedia e lo spot a favore dei matrimoni gay [VIDEO VIRALE]

Fra le tante citazioni che vi sarà capitato di leggere sul tema del viaggio, certamente ne avrete trovata qualcuna che faceva riferimento alla portata emotiva di questa esperienza. “Il viaggio più importante è quello interiore“. Expedia ha ‘preso in prestito’ questo pensiero e lo ha trasformato nella sua campagna “Find Yours“, dove il brand racconta sé stesso attraverso storie di persone comuni che hanno intrapreso percorsi cruciali nella loro esistenza.

Parte dell’advertising è questo video attraverso il quale Expedia ha espresso il suo supporto al referendum che potrebbe legalizzare le unioni gay negli States. Protagonista è Artie Goldstein, un discreto signore oramai in pensione che racconta in prima persona il suo non semplice cammino verso la scesa a patti con l’omosessualità della figlia. Il viaggio (quello materiale) è quello verso il matrimonio di Jill con la campagna Nikki, evento non privo di preoccupazione per un padre di convinzioni conservatrici.

Le immagini della cerimonia e dei festeggiamenti fanno da sfondo alle parole di Goldstein che infine afferma convinto di avere serenamente accettato la sessualità della figlia, perché è normale e giusto che sia così. Expedia ha dichiarato di aver scelto questa storia proprio perché particolarmente adatta a rappresentare la profondità dell’esperienza del cammino interiore che una persona a volte può compiere.

“Sappiamo che ogni viaggio è unico, personale e a volte può cambiarci. Con più opzioni di viaggio di chiunque altro, noi esistiamo per aiutare ogni persona a trovare esattamente ciò che sta cercando.”

Per alcuni troppo sdolcinato, per altri opportunista, per altri ancora perfetto. Spot di questo genere agitano sempre un pò le acque. Voi che ne pensate?

Water is life e i veri problemi del mondo [VIRAL VIDEO]

Ci sono quelle giornate nere in cui nulla va come deve andare, non ne combiniamo una giusta, abbiamo il destino contro e capitano tutte a noi. Dimentichiamo in giro i nostri oggetti, non veniamo serviti a dovere nei locali che frequentiamo e magari non siamo pienamente soddisfatti dei servizi di cui usufruiamo.

Lamentarsi è diventata ormai una viziata consuetudine dovuta al quotidiano fluire degli eventi ai quali ormai difficilmente riusciamo a dare il giusto valore. In quei momenti dimentichiamo puntualmente di quell’accadimento principale che ci rende per definizione più fortunati di altri: siamo nati nella parte dell’emisfero in cui possediamo il bene primario che ci permette di stare al mondo: l’acqua.

Water is life prova a ricordarci quali sono i principali problemi del globo con un video emozionante dal nome “world first problems” in cui alcuni ragazzi delle popolazioni del terzo mondo fanno il verso ai problemi che giornalmente affrontiamo ricordandoci di quanto egoisticamente non ci rendiamo conto del dono che abbiamo.

L’associazione no profit Water is life è stata fondata da Ken Surrite nel 2007 a Nairobi ed ha come mission quella di assicurare acqua pulita e potabile in comunità, scuole e villaggi che ne hanno bisogno nei paesi in via di sviluppo.

Il video è un promo di denuncia che linka al sito ufficiale al fine di aiutare l’associazione tramite una donazione per contribuire ai progetti di depurazione e fruizione dell’acqua. Un esempio è lo “Straw”, una cannuccia portatile capace di filtrare l’acqua e renderla bevibile prevenendo malattie quali dissenteria e colera.

Iniziative virtuose che necessitano di fondi per prendere vita e che hanno bisogno del contributo pecuniario delle comunità più fortunate oltre che del coraggio dei volontari e degli associati che si dedicano alla causa per permettere di vivere a coloro che giornalmente affrontano i veri problemi del mondo.

The Apprentice sui social network: una strategia 2.0 vincente

La settimana scorsa vi abbiamo presentato nel post “The Apprentice, Briatore e l’anacronismo imprenditoriale italiano” il nuovo talent show di Cielo TV, realizzato sul modello di un format americano di larghissimo successo con Donald Trump.

Parte di questo successo è dovuto, oltre che alle qualità del programma che abbiamo descritto in precedenza e che colmano le eventuali debolezze “strutturali” e di concetto, a una presenza di qualità sul web che non si limita a una statica proposizione dei contenuti raccontati durante le varie puntate, quanto a una vera e propria comunicazione dialogica con i telespettatori.

Non è da sottovalutare, infatti, come The Apprentice sia a tutti gli effetti un talent game, un format basato essenzialmente sulla sfida fra concorrenti in cui il pubblico, facilmente, può immedesimarsi: un fattore che alimenta la fidelizzazione al programma e polarizza l’interesse non solo verso l’insieme ma anche verso i protagonisti.

Pane per i denti dei Social Media Manager e in generale dei Digital Strategist che hanno pensato la presenza on line del format, i quali possono ideare nuovi modi per raccontare il programma sfruttando la voglia del pubblico di sentirsi parte di esso.

A contatto con The Apprentice

Per sfruttare questo meccanismo, su Facebook oltre a una brand page ufficiale sono stati sviluppati spazi personali per ognuno dei concorrenti, gestiti direttamente dall’interessato. Una pagina che risponde alle esigenze di quegli spettatori che vogliono interagire direttamente con i propri beniamini, abbattendo le barriere della dinamica di comunicazione televisiva.

La tecnica di “personalizzazione” dei canali su Facebook era già stata adottata qualche anno fa dal Manchester United, che nella stagione 2009/2010 aveva dotato i propri tesserati di pagine personalizzate e collegate con la brand page madre: a seconda del successo che ogni personaggio raccoglie, chiaramente aumentano le interazioni, facendo accrescere contestualmente la brand reputation.

Osservando il numero dei fan, si capisce bene come il successo di ognuno sia direttamente proporzionale alla permanenza nel programma, rafforzando quindi il legame con lo stesso: un’operazione ben studiata, senza dubbio.

Nel dettaglio, portiamo l’esempio della pagina di Matteo Gatti, uno dei concorrenti più apprezzati che ben si sta distinguendo per la simpatia e le competenze: la sua brand page mescola le sue peculiarità alla necessità di sentirsi supportato, offrendo una restituzione anche nella social sfera di ciò che si vede in televisione. Passateci il termine, ma una sorta di continuità transmediale assolutamente in linea con le più moderne tecniche di comunicazione.

The Apprentice ha un suo sito che è anche l’hub dei contenuti per promuovere la trasmissione: fra le tante iniziative, segnaliamo anche un concorso cui potete partecipare utilizzando il vostro account Facebook (oppure registrandovi). Oltre a questo particolare, troviamo però anche interessanti le varie attività basate sui principi della gamification che vengono proposte sulla brand page. Un esempio?


La racconta delle #briatorequotes prese da Twitter e proposte dagli utenti, raccolte in una gallery creata per favorire le dinamiche virali insite in Facebook, o “Il gioco della frase”: indovinare la giusta sequenza di parole della citazione del “Boss” per vincere un “Sei Fuori” personalizzato. Anche noi abbiamo partecipato e il risultato è questo:

Cronache su Twitter (con un occhio alla content curation)

Twitter, attraverso l’account ufficiale di Cielo, ha anche un suo ruolo, molto importante. Come abbiamo osservato, la possibilità di raccogliere e sfruttare i contenuti creati dagli utenti durante le puntate offre molte possibilità se ci si pone con un’ottica di valorizzarli anche attraverso le dinamiche di content curation: per questo, una moderazione puntuale e un live twitting di livello sono indispensabili per far sì che si possano valorizzare questo piccolo patrimonio.


È interessante notare come vi sia legame fra Twitter e Facebook, e di come i contenuti prodotti sul primo possano confluire sul secondo: una modalità già ampiamente testata in altri casi e che traduce in un mescolamento dei pubblici e degli UGC, che qualifica ancor di più entrambe le presenze.

Questa breve analisi vuole quindi constatare come per prodotti che possono funzionare in autonomia, forti magari di un carico di polemiche che li accompagnino e di una buona amalgama nella realizzazione materiale del format, il web possa diventare un punto ancor più strategico. Chiaramente, l’impegno non è restituire banalmente i contenuti mantenendoli nella forma originaria, ma tradurli nel linguaggio web e sfruttare la dimensione orizzontale di piattaforme social come Facebook e Twitter.

Nel caso di The Apprentice, crediamo che il risultato sia molto positivo, considerando anche come il programma stesso potesse ottenere – vista anche la presenza di un imprenditore chiacchierato come Flavio Briatore al posto di comando – effetti diametralmente opposti.

EDI Touch: il tablet a sostegno della dislessia [INTERVISTA]

Ricordate Edi, il piccolo aiutante di Archimede Pitagorico dei fumetti e cartoni animati della Disney? Da quel buffo robottino con la lampadina al posto della testa prende spunto per il proprio nome EDI TOuch, il tablet ideato da Marco Iannacone come sostegno per l’apprendimento scolastico dei bambini con problemi di dislessia.

Marco lavora nel mondo dell’ICT da quasi 20 anni., occupandosi in Italia e all’estero di revisione ed ottimizzazione di flussi e processi, Networking e Sicurezza, sviluppo infrastrutture web, sviluppo applicativo ed infrastrutturale per il mondo mobile. Come leggerete dall’intervista, le competenze di Marco gli son servite per progettare EDI Touch, nato inizialmente per dare uno strumento valido a suo figlio, con problemi appunto di dislessia.

Come ci ha spiegato Marco “la dislessia e più in generale i disturbi specifici dell’apprendimento si manifestano come una difficoltà ad effettuare una serie di attività quali la lettura, l’esecuzione di calcoli ed altre attività di base. Non si tratta di un problema di scarsa intelligenza, di pigrizia né di una malattia ma di una differente modalità di funzionamento del cervello. E’ un fenomeno che colpisce circa 8% dei bambini italiani”.

Vi consigliamo di approfondire l’argomento sul sito dell’Associazione italiana per la dislessia.

Nell’intervista abbiamo approfondito soprattutto il processo che ha portato Marco a progettare e realizzare EDI Touch da zero fino alla costruzione di un team in crowdsourcing. Vi rimandiamo invece per la scheda tecnica del tablet al link a fine articolo.

L’idea di lavorare a questo tablet ti è venuta per un fatto che ti tocca personalmente. Puoi parlarcene?

Quando ho scoperto che mio figlio era dislessico, circa un anno fa, non sapevo quasi nulla di questo problema.

Ho iniziato quindi a leggere prima le informazioni in Rete, poi testi divulgativi e per finire libri più complessi ed ho avuto al fortuna di incontrare specialisti estremamente qualificati. Ho quindi appreso che la dislessia viene affronata attraverso terapie specialistiche (dette riabilitative) ed attraverso l’impiego di strumenti compensativi (software).

Il tablet era nato come un progetto personale ad uso di mio figlio, ma l’entusiasmo degli specialisti è stato tale che mi ha spinto a trasformarlo in una cosa più grande autofinanziando una startup, identificando sviluppatori tramite crowdsourcing e produttori OEM tramite gara in modo da poter fornire un prodotto integrato (hardware e software) ad un prezzo accessibile per tutte le famiglie che ne avessero avuto bisogno.

Ho scelto il tablet in quanto ritenevo potesse essere più intuitivo rispetto all’uso di un PC che a mio avviso richiede un overhead eccessivo rispetto alla necessità di studio nella scuola primaria.

Hai fatto tutto da solo?

All’inizio ho sviluppato io un prototipo. Poi ho deciso di affidare lo sviluppo a dei professionisti selezionati attraverso un processo di croudsourcing. Usando alcuni portali di impiego online ho postato una descrizione di alto livello di quello che volevo creare ed attraverso una serie di interviste ho identificato il team che mi sembrava più qualificato per il lavoro.

Alcuni sviluppatori invece li ho scelti direttamente sulla base di applicazioni che avevano gia’ sviluppato e pubblicato su Google Play. Poi si e’ trattato di trovare il produttore OEM per l’hardware e lì la sfida è stata identificare il prodotto con le giuste caratteristiche / la qualità attesa (cosa che si può verificare solo acquistando uno o più modelli) e negoziare un prezzo ragionevole senza vincolarsi a quntitativi minimi eccessivamente elevati.

Una volta definito il team tecnico è stato necessario capire cosa serviva realizzare ed inventarsi la modalità di funzionamento: tutto ciò doveva essere documentato e passato agli sviluppatori per essere trasformato in programma

Per le competenze specifiche in campo della dislessia ho lavorato invece con alcuni di specialisti (logopedisti, neuropsichiatri, psicologi ed insegnanti di scuola primaria) che hanno saputo spiegarmi con grande passione la direzione giusta da dare allo sviluppo.

E come hai organizzato il lavoro?

Con tanta pazienza e rimboccandomi le mani! 😉

Dal punto di vista tecnico avevo parcellizzato gli sviluppi per minimizzare il rischio e non diffonder troppo l’idea nel suo insieme, mentre dal punto di vista delle competenze sulla dislessia e sull’insegnamento avevo persone molto in gamba che però non avevano molta familiarità con il mondo del’informatica.

Si trattava quindi di un team eterogeneo, geograficamente distribuito e che non aveva un’idea completa di cosa volevamo realizzare. Ho quindi coordinato attraverso incontri, interviste, mail e videoconferenze le varie attività dei singoli componenti per poi condividerli quando ero riuscito a farmi un’idea su ciò che era necessario sviluppare.

Quali sono le maggiori difficoltà  che hai incontrato nel portare avanti questo progetto?

Devo dire che la qualità del software prodotta dagli sviluppatori indiani, all’inizio mi ha creato non pochi problemi. Fortunatamente sono poi riuscito a concordare un sistema di attività di test e di incentivi economici che mantiene alta la loro motivazione.

Ma la vera sorpresa è stata al rientro dalle ferie di agosto:

1. il nostro produttore hardware – causa crisi economica – aveva deciso di riorganizzarsi rinunciando ad alcune linee di prodotto tra cui quelle che utilizzavo io;

2. il produttore delle librerie text to speech da me utilizzate – acquisito da una multinazionale americana – ha deciso di ritirare le librerie Android per poi ripresentarle migliorate probabilmente all’inizio del 2013 (ma senza poter definire ancora una data certa).

Confesso che le due notizie sono state una vera doccia fredda: dopo tanto lavoro (e molte speranze nostre ma anche i genitori che ci avevano contattato) sembrava che tutto dovesse slittare a data da definirsi. Invece rimboccandosi nuovamente le maniche siamo riusciti a trovare una soluzione ad entrambi i problemi e siamo ormai pronti per poter lanciare,

Che cosa invece ti è piaciuto di più?

Mi diverte molto lavorare ad un progetto che può rendere più facile la vita a tanti bambini.

Rispetto alla medicina che si occupa già della dislessia, come colloca EDITouch?

Il mio obiettivo non è quello di sostituire l’ottimo lavoro fatto da logopedisti, neuropsichiatri e specialisti del settore ma di fornire uno strumento semplice che consenta ai bambini un accesso semplificato alle informazioni di cui hanno bisogno. EDI Touch è quindi uno strumento compensativo da affiancare ai trattamenti abiltativi.

Se altre aziende si mettessero a lavoro su un tablet simile, cosa ne penseresti?

Ben venga: sarebbe ora che anche i grandi facessero attenzione alle esigenze dei dislessici! La concorrenza stimola a fare meglio e la presenza dei concorrenti fa si che ci siano migliori prodotti per i clienti finali.

Abbiamo tante idee ed abbiamo raccolto feedback su come migliorare e fare evolvere il nostro prodotto nei prossimi anni, ma siamo sempre pronti a rimetterci in gioco per studiare soluzioni più efficaci e nuovi approcci.

Business Devils: l'area dedicata alle startup a TechnologyBIZ 2012

Business Devils: l'area dedicata alle startup a TechnologyBIZ 2012

Startup e nuove idee a TechnologyBIZ 2012: con Business Devils, un’area dedicata al mondo della nuova imprenditoria, ospitata da TBIZ, in scena il 7 e l’8 novembre 2012 alla Mostra d’Oltremare.

Business Devils: l'area dedicata alle startup a TechnologyBIZ 2012

TechnologyBIZ promuove la Cultura dell’Innovazione: nasce così l’iniziativa Business Devils, aperta a tutte le startup campane, al fine di stimolare lo Start Up di impresa e i processi di innovazione e trasferimento tecnologico.

Perché partecipare?

  • Elevator pitch e workshop a TBIZ 2012

Business Devils: l'area dedicata alle startup a TechnologyBIZ 2012I progetti selezionati saranno esposti nell’area Business Devils. Le start up avranno a disposizione una propria postazione, una superficie di 250 metri quadri del padiglione 6 della Mostra d’Oltremare. A supporto dell’area non mancheranno una reception, uno spazio per speech e un’area di distribuzione delle brochure.

In Business Devils saranno organizzati tavoli, elevator pitch e workshop specifici. Come il seminario di Alex Giordano di Ninja Marketing o ancora il laboratorio sulla creatività d’impresa del Prof. Francesco Sacerdoti dal titolo “Tecniche Inventive.”

  • Il progetto continua

Tutti i progetti pervenuti saranno pubblicati su un portale web dedicato all’iniziativa e TBIZ ne promuoverà la comunicazione, al fine di favorire l’incontro con il mercato dei potenziali utilizzatori o acquirenti.

E’ prevista una notevole attività di lancio del sito e la sua diffusione a livello internazionale. Oltre ai progetti il sito ospiterà materiali informativi utili allo start-up di impresa ed in generale sarà di supporto comunicativo al sistema regionale dell’innovazione.

Business Devils nasce dalla collaborazione tra TechnologyBIZ e diverse realtà impegnate nel settore:
– Campania Innovazione s.p.a.
– Italian Angels for Growth
– 56Cube
– Ninja Marketing
– ManPower Group
– Osservatorio SNIF
– Napoli Business

  • Come partecipare a Business Devils

L’iniziativa, aperta gratuitamente con invito pubblico a partecipare, è rivolta a soggetti che alla data di presentazione della domanda siano in possesso dei seguenti requisiti autocertificati:

– progettino di esercitare attività di impresa o la esercitino da meno di due anni;

– presentino prodotti / servizi / processi ad elevata innovatività, dotati di concretezza e sostenibilità sul piano tecnico, normativo, economico-finanziario, ambientale, sociale e con ricadute a livello occupazionale e in termini di sviluppo del territorio campano;

– non presentino più di un progetto sia individualmente che in gruppo con altri;

– si impegnino ad avere, o abbiano, sede operativa nella Regione Campania;

– presentino un progetto che ricada nei settori prioritari nella programmazione regionale: nuovi materiali, tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), biotecnologie; aerospazio, automotive, logistica e trasporti, agroalimentare energia, salute, sicurezza, ambiente, turismo, tutela dei beni culturali.

Business Devils: l'area dedicata alle startup a TechnologyBIZ 2012

Le proposte pervenute saranno classificate in quattro gruppi:

a. idee di impresa / prodotto / servizio;

b. start-up di impresa (business plan pronto, team già aggregato);

c. reti di startup (più startup in aggregazione di rete d’imprese);

d. spin off universitarie.

Non perdete la 4°edizione di TBIZ! Mercoledì 7 e giovedì 8 Novembre 2012 presso la Mostra D’Oltremare di Napoli.

Milano, 16-17 novembre: Corso in Aula in “Social Media Marketing” (base + avanzato)

Corso in Aula in Social Media MarketingVoci insistenti di corridoio sembrano volerlo confermare. Udite udite, cari lettori Ninja: i Corsi in Aula firmati Ninja Academy sono tornati! Sappiamo bene che, dopo la tecnologia di corsi e master online, sentivate la mancanza di un po’ di sana interazione face-to-face, degli appunti presi con carta e penna, dell’alzata di mano per fugare i vostri dubbi. Per non parlare del confronto diretto con docenti e partecipanti (e dei nostri fantastici coffee break)  😉

Si ricomincia alla grande con una due giorni in Social Media Marketing (base + avanzato) nel nostro covo Ninja milanese, in compagnia di due relatori d’eccezione nonché grandi professionisti ed esperti del settore: Tommaso Sorchiotti [esperto di web e media sociali] e Simone Tornabene [head of digital presso Cemit DS].

Le date confermate sono venerdì 16 e sabato 17 novembre, dalle 9.30 alle 18.30.

Il training intensivo è suddiviso in due giornate full immersion di alta formazione professionale. I due corsi, Base e Avanzato, sono acquistabili anche separatamente, ma è consigliato l’acquisto congiunto per una maggiore visione d’insieme ed una preparazione più completa sull’argomento. La prima giornata rappresenta infatti un percorso propedeutico rispetto ai concetti esposti nella seconda giornata.

Il modulo base in Social Media Marketing propone un percorso esaustivo per meglio comprendere le reali opportunità della comunicazione sul web 2.0 e per sviluppare il proprio business attraverso i Social Media, anche grazie all’analisi di case history italiane e internazionali.

Una volta comprese le potenzialità del Social Media Marketing, il modulo avanzato approfondirà l’utilizzo dei Social Media rispetto ad alcuni obiettivi di marketing specifici. Come aumentare le vendite, come raccogliere lead, come migliorare l’awareness del brand o la sua reputation? Il corso entrerà nel merito di questioni tattiche e strategiche trasferendo conoscenze e competenze replicabili in vari contesti di business, affrontando nel dettaglio canali conosciuti e strumenti specifici per il monitoraggio.

QUI tutte le informazioni necessarie e il relativo form di iscrizione.

SOCIAL MEDIA MARKETING
[16-17 novembre 2012]


Dove:
 Milano, presso Ninja Academy, Via G. Zanella 54/56

Destinatari: 

Il corso è rivolto principalmente ai professionisti del marketing e della comunicazione, ad agenzie ed aziende che ogni giorno necessitano di strategie ed azioni efficaci per raggiungere i propri obiettivi di business, ma anche ai professionisti che operano nel mercato di massa B2C in medie o grandi aziende, che già operano nel social media marketing e che vogliono sistematizzare o perfezionare le proprie competenze.

In particolare a:

Social Media Strategist | Brand & Product Manager | Marketing Manager | Consulenti di Marketing | Strategic Planner | Creativi | Account | PR Manager | Event Manager | Media Planner

Venerdì 16 novembre 2012
SOCIAL MEDIA MARKETING BASE 

L’obiettivo del modulo base è quello di sviluppare le conoscenze e le competenze necessarie a gestire le opportunità offerte dai social mediain modo strategico, attraverso il corretto utilizzo dei vari canali all’interno di un piano di comunicazione integrato e la declinazione di uno stile comunicativo appropriato all’ambiente digitale.

PROGRAMMA: 

✔ Introduzione al Web 2.0 e ai concetti chiave dei Social Media
✔ Brand identity, old media & new media
✔ Le campagne “sociali”, il Buzz e il potere del passaparola
✔ Gli strumenti online per il monitoraggio e la gestione dei Social Media
✔ Digital PR: come gestire le relazioni con blogger e influencer
✔ Strategia e pianificazione delle azioni
✔ Promuovere l’azienda e sé stessi con i social network
✔ L’ascolto online: gestire i commenti e il monitoraggio della reputazione
✔ Tumblr, Instagram, Pinterest, Klout per il marketing
✔ Gli strumenti per i content management e la progettazione di un piano editoriale
✔ La geolocalizzazione come punto di contatto tra online ed offline
✔ Affrontare le conversazioni “negative”
✔ Aspetti legali sui contenuti dei social network
✔ Imparare dagli errori (degli altri)

Sabato 17 novembre 2012
SOCIAL MEDIA MARKETING AVANZATO 

L’obiettivo del modulo avanzato è quello di esplorare tattiche e strategie pratiche finalizzate all’acquisizione di nuovi lead o di nuovi fan, attraverso l’analisi degli strumenti più avanzati di monitoraggio e pianificazione di campagne di social media marketing e la comprensione degli aspetti di pianificazione dei contenuti (content strategy).

PROGRAMMA: 

✔ Il valore del link nell’Information Age?
✔ Social Media Content Strategy: content is the king
✔ Facebook, Twitter, YouTube per il Marketing
✔ Crisis Management: gestire la crisi improvvisa?
✔ Come fare Lead Generation?
✔ Strumenti per l’analisi dei social media
✔ Decision Making: come gli utenti decidono online
✔ Promozioni online: cosa è vietato e cosa no
✔ Mobile, gamification e cross media marketing
✔ La Netnografia come strumento di business intelligence

Ninja Master:

TOMMASO SORCHIOTTI – Social Media Activist 

Tommaso Sorchiotti

Si occupa di consulenza di marketing digitale e di progettazione di presenze, attività e strategie sui Social Media. Si è affermato come professionista nei settori della formazione e della comunicazione sui nuovi media, esplorando le ultime novità Internet per tradurle in soluzioni operative per Casinò di Venezia, Fondazione Milano, Mondadori, Condenast, Veneto Banca, Banca delle Marche, Samsung, Puma. Nel 2009 per Tecniche Nuove ha realizzato un libro dedicato ai blog dal titolo “Come si fa un blog 2.0”. Nel 2010 ha pubblicato con Hoepli il libro “Personal Branding” analizzando le nuove strategie di successo attraverso il Social Web. E’ tra i fondatori dell’Osservatorio Foursquare Italia.

•••

SIMONE TORNABENE – Head of Digital presso Cemit DS

Simone Tornabene

Meglio conosciuto come Mushin, nasce a Catania nel 1984 ed è un grande appassionato di Oriente, in particolare di zen e arti marziali. Lascia la Sicilia per amore di una donna e rimane a Milano per amore di un lavoro che è anche la sua passione: aiutare le aziende a dialogare con le personeHa co-fondato tre start-up (Viralbeat, Endivia e Yoc.to). Nel 2012 approda in Cemit DS (Gruppo Mondadori) come Head of Digital, continuando ad insegnare e a dividersi tra diverse università (IED, IULM, Università di Catania). E’ convinto che nella vita l’unica cosa che faccia la differenza siano le persone.

Early booking e sconti speciali:

Entro venerdì 9 novembre potrete acquistare il corso con la promozione scontata: 450 € + IVA per una giornata (anziché 500 € + IVA) e 800 € + IVA per entrambe (anziché 900 € + IVA)!

Il consiglio? Non dimenticate gli sconti di gruppo: vige la regola “più siete, meno spendete”!

Per il programma dettagliato e il form di iscrizione CLICCATE QUI.

Il team Ninja Academy rimane a vostra disposizione per ogni eventuale chiarimento.
Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 400 42 554.

Vi aspettiamo.

Knowledge for change. Be Ninja!