TEDx Transmedia Roma: la parola agli inspirational speakers [INTERVISTA]

Il prossimo 28 settembre si svolgerà al MAXXI Museo di Roma il TEDx Transmedia, terzo appuntamento internazionale dedicato ai future media.

Tema di quest’anno “WEKids: Dreamers, Geeks, Mindshifters” , “un invito a svegliare il bambino nascosto in ciascuno dei partecipanti, ed un incoraggiamento ad affrontare i rischi legati alle nuove forme di comunicazione transmediale” (cit. Nicoletta Iacobacci, curatrice del TEDx Transmedia).

Ninja Marketing propone in esclusiva per l’Italia alcuni stralci delle interviste realizzate da Hannah Wood a due degli speaker dell’evento di Roma: Peter Espersen, Head of community online and Engagement per LEGO, e Josh Shore, co-fondatore di GNN.tv (Guerrilla News Network) e dell’iniziativa transmediale Illuminated.

Per partecipare alla conferenza occorre registrarsi qui.

Peter Espersen -Head of Community online and Engagement per LEGO - ha intuito ed esperienza quando si tratta di capire il potenziale per celebrare comunità di marca nello spazio digitale.

Giocavi con i LEGO da piccolo?Qual’è la cosa migliore che sei riuscito a costruire?

Ci puoi scommettere che li avevo. Ho fatto molte cose ma il castello con catapulta di fortuna, creato con la forcina di mia sorella, è stato emozionante. Ma devo ammettere che non sono bravo come i fan di LEGO.

Il video in stile Pixar per celebrare gli 80 anni della LEGO è diventato virale. Qual è secondo te il segreto di un successo virale?

Credo sia l’onestà e il fatto che si tratti di una storia meravigliosa di passione  e duro lavoro che ha portato al giocattolo del 20esimo secolo.

Ma di solito i fan di LEGO creano contenuti molto più virali. La top 10 dei video LEGO su YouTube conta circa 100 milioni di visualizzazioni – e nessuno di questi video è prodotto dall’azienda.

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Come si fa a coinvolgere ragazzini, adolescenti e adulti con contenuti online?

Su LEGO.COM coinvolgiamo solo ragazzini. Ecco perché prendiamo molto sul serio il tema della sicurezza dell’ ambiente online.

Coinvolgiamo poi utenti dai 13 anni in su sulle piattaforme You Tube, Facebook e attraverso iniziative come il nostro servizio di social bookmarking ReBrick, e l’iniziativa di crowdsourcing LEGO CUUSOO. Ci sono poi strumenti come il LEGO Digital Designer che permette agli utenti di costruire virtualmente attraverso i mattoncini LEGO.

Quali sono i miti del social media e del management delle community online?

Detesto il termine “Community Management”. Circa il 50% dei fan LEGO ha un livello d’istruzione superiore ad una laurea triennale e tutti creano cose incredibili con i mattoncini utilizzandoli creativamente. Non si tratta di gestire queste persone. Preferisco invece parlare di co-creazione, di solito ci consideriamo fan dei fan di LEGO.

Io credo che molti non comprendano che occorre tempo per creare una comunità – sicuramente il denaro può accelerare il processo, ma se si desiderano comunità come quelle LEGO o Harley Davidson, occorre tempo, un sincero interesse e tanto duro lavoro.

Inoltre c’è questa tendenza dei brand di entrare nello spazio social comportandosi come il ragazzo con cui andavi a scuola, che si presentava alle tue feste senza essere invitato, beveva la tua birra, e parlava solo di se stesso.

Qual è il segreto per una comunicazione efficace online e sui social media?

Occorre avere il piano giusto, con le persone giuste.

E’ importante sapere cosa si vuole, non soltanto raggiungere milioni di likes su Facebook o aprire un account Twitter “perché il tuo concorrente ne ha uno”. Ciò che conta è cosa fai con le tue relazioni sui social media. È perché non utilizzarli per avvicinarti ai consumatori ed imparare di più su di loro, sfruttare le loro conoscenze o amplificare il loro entusiasmo?

Raggiungere il pubblico sul web richiede empatia e comprensione con chi stai comunicando. Alcune aziende lasciano agli stagisti la gestione dei profili Twitter. Ma chi permetterebbe ad uno stagista di andare in diretta sulla CNN?Il pubblico e la posta in gioco sono altrettanto elevate nello spazio digitale.

Il tema del TEDx Transmedia di quest’anno, WEKids, è di risvegliare il bambino che è in noi ed avere il coraggio di creare media che abbiano un impatto sociale. Vedi del potenziale rispetto a quest’approccio?

Ci sono diversi termini che descrivono il comportamento “da bambini”: il complesso di Peter Pan, Kidults, ecc. A me piacerebbe ribaltare questa visione. Vicino a dove sono cresciuto c’era un graffito che diceva: “Gli adulti sono bambini impazziti”.Ecco, probabilmente è proprio questa la mia visione.

Il tema dell’evento è “Dreamers, Geeks, Mindshifters“. In quale ti identifichi di più e perché?

Appartengo sicuramente alla categoria dei Mindshifter e a quella dei Geek.

Cosa volevi essere da ragazzino?Quali erano i tuoi sogni e cosa ti ispirava?

Volevo fare qualcosa che mi piacesse. Non ho mai sognato di essere un dipendente della LEGO o un soldato come spesso accade per i ragazzini, anche se ho effettivamente fatto entrambe le cose nella mia vita (Peter era un soldato 15 anni fa, attualmente è un veterano della guerra dei Balcani). L’unica cosa che mi spaventava durante la crescita, era il pensiero di dover lavorare 8-10 ore al giorno su qualcosa di cui non mi interessava nulla.

Puoi anticiparci qualcosa sul tuo speech al TEDx Transmedia?

Parlerò di come le commodity tecnologiche e i cambiamenti nella comunicazione danno origine a nuovi gruppi “potenziati” che possono avere un impatto sulle aziende. Inoltre metterò in evidenza le nuove sfide che le aziende devono affrontare nella comprensione, nella percezione e nell’azione rispetto a questi cambiamenti.

L’intervista di Hannah Wood è stata tradotta ed adattata da Massimo Sommella aka Daiki.

Josh Shore - Chief Strategic Officer presso la ATO ATO Integrated Media e co-fondatore di Guerrilla News Network - sarà a Roma il 28 settembre.

Il tema del TEDx Transmedia di quest’anno, WEKids, è di risvegliare il bambino che è in noi ed avere il coraggio di creare media che abbiano un impatto sociale. Vedi del potenziale rispetto a quest’approccio?

Come in tutte le culture, le crisi e i fenomeni del pianeta diventano più visibili, e con il nostro essere connessi e il potere di creare i media stessi, siamo molto simili a bambini, svegliati dal nostro nuovo potenziale fatto per divertire, informare e attivare altro in modi nuovi e interessanti. Se qualcuno è appassionato di una cosa, non c’è nulla che gli impedisca di rendere i contenuti che esprime dal suo punto di vista, stimola un dialogo, alimenta un movimento, e galvanizza una comunità. Quindi vi è una grande opportunità per il coraggioso a sfidare la saggezza prevalente, cambiare le prospettive, catalizzare l’azione e la coscienza.

Il tema dell’evento è “Dreamers, Geeks, Mindshifters“. In quale ti identifichi di più e perché?

Anche se sono un sognatore e un po ‘di un Geek, penso di essere stato correttamente classificato come un Mindshifter. Molto di ciò su cui ho lavorato, riguarda l’aprire gli occhi a situazioni e prospettive di cui possiamo non accorgerci … e mutevoli prospettive. C’è così tanto da capire su noi stessi e sul nostro pianeta, e non lo si ottiene attraverso la cultura popolare ed una dieta mediale mainstream. Ed è questa la cosa più eccitante della rivoluzione dell’informazione e dei social network  che stiamo vivendo. Ora abbiamo il potere di cercare informazioni per noi stessi, formulare le nostre opinioni, riunirci attraverso i confini e le sfere sociali, e riprendere il potere delle nostre vite.

Puoi anticiparci qualcosa sul tuo speech al TEDx Transmedia?

Spero di portare con me l’urgenza di questo momento ad usare l’approccio transmediale per fare dei media di significato, stimolare le conversazioni più profonde e più significative e le comunità che hanno il potere di influenzare il cambiamento e affrontare le tematiche ed i misteri del nostro mondo. Abbiamo bisogno di mettere in discussione l’intenzione di quello che stiamo producendo in questo momento critico del nostro sviluppo e vedere la responsabilità che incombe su coloro che si occupano della diffusione dei media – soprattutto su più piattaforme.

Hai parlato della necessità di costruire ‘comunità di trasformazione sociale.’ Perché, cosa sono e come può la gente costruirne una?

Vorrei caratterizzare una comunità sociale trasformativa come una comunità che cerca di contribuire alla società trasformando in qualche modo lei e i suoi utenti nel miglior modo possibile, aiutandoli a raggiungere un livello superiore di comprensione, piano di coscienza, potenziale personale, qualunque sia il caso.

I cittadini globali si stanno ora riorganizzando in comunità digitali unificate da passioni condivise e impegni. Attraverso queste comunità, la voce e le azioni di milioni di persone possono diventare un focus per influenzare il cambiamento come mai successo prima. Con le informazioni, l’intrattenimento, i giochi, le applicazioni e il social networking che lavorano in armonia per ispirare e guidare la nostra evoluzione sociale, abbiamo gli strumenti per creare un futuro positivo.

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Come ti piacerebbe vedere le notizie online reinventate per il futuro, se credi abbiano bisogno di esserle?

Un vero network guerrilla (Shore è co-fondatore di GNN.tv Guerrilla News Network) è in attesa di nascere per poter consentire al pubblico di sostenere giornalisti o storie, sia attraverso la diffusione, segmenti modificati, documentari interattivi o altri ibridi di reportage e di informazione che non abbiamo ancora concepito … Un network di giornalisti digitali e documentaristi crowd-finanziati, che coprono diversi punti caldi, questioni ed eventi che si svolgono con reale interattività. Tutta la tecnologia è pronta – ha solo bisogno di essere legata insieme nell’applicazione giusta, lanciata dai partner giusti che la promuovono alle comunità appropriate, e mi aspetto presto di vedere una completa trasformazione delle notizie online.

Qual è la parte più importante dell’approccio transmediale per te? Secondo la tua esperienza, cosa rende grande un progetto transmediale?

Il transmediale offre enorme libertà ed opportunità infinite di esplorare ed espandere fili narrativi, approfondire il mondo della storia e temi, e di sviluppare altre esperienze in corso. Andare a riproporre contenuti su piattaforme diverse in modo che appaiano in più posti possibile, non sfrutta appieno l’opportunità. La proprietà di una buona azione transmediale avrà un concetto profondo o una serie di concetti, e un universo narrativo che scorre in profondità e grande abbastanza per essere un vero e proprio universo da esplorare – non solo una storia … Ma una grande proprietà transmediale sfrutta efficacemente il potenziale di ogni piattaforma per approfondire la brand experience in modi nuovi e significativi.

Cosa vede nel futuro della narrazione transmediale? Quali sono alcune delle opportunità per i produttori di media?

Oltre a costruire comunità potenziate, sembra che il crowdsourcing ponga le opportunità più interessanti per lo story telling, toccando l’immaginario collettivo interessato … quindi le nozioni di un autore sono arricchite dal rombo di idee provenienti da parte dei fan. I direttori potrebbero diventare curatori della migliore scrittura, la migliore animazione, dei mezzi migliori della storia, le migliori idee … che credo generino un qualche senso. Si potrebbe sostenere che se milioni di persone stanno per consumare qualcosa, non dovrebbero essere coinvolte nella sua creazione? Può la mente collettiva dare vita ad idee migliori rispetto ad un individuo singolo? Forse. Probabilmente …. Vedremo!

L’intervista di Hannah Wood è stata tradotta e adattata da Ilaria Galeotti aka Fujiko.

L'arte teatrale in Second Life: che si alzi il sipario! [GUEST POST]

Di Ivonne Citarella – Sociologa collaboratrice con il CNR e Second Lifer

Dopo esserci lasciati prima dell’estate parlando del movimento artistico dell’arte virtuale in Second Life, rieccoci a riflettere ancora sul tema, questa volta dalla prospettiva teatrale.

Molti si chiederanno: cosa vuol dire “fare teatro” in Second Life? Vedo già le facce perplesse!

Immaginate una platea con un pubblico, un palco, degli avatar/attori che in men che non si dica cambiano abiti di scena e così anche le scenografie. Una magia dentro l’altra nella quale si è piacevolmente coinvolti, anzi, immersi. Metti l’universo femminile raccontato splendidamente da Cristina Comencini nella sua pièce teatrale “Due partite. Metti la straordinaria capacità di recitazione di quattro donne Viola Tatham (regista), Marzia Brandi, Micina Blister e Lora Lowenstark – e il gioco (ma gioco non è, ve lo assicuro) è quasi fatto.

Sì, perché la preparazione della commedia “Due Partite”, andata in scena il 20 settembre a Solaris e di cui trovate il photobook a questo link,  ha richiesto l’impegno e la collaborazione da parte di molti amici avatar, ognuno dei quali ha apportato il proprio contributo nell’ambito delle specifiche competenze sviluppate all’interno di Second Life. E’ perciò doveroso ricordare tutte le professionalità intervenute nella messa in opera della commedia:

  • Personaggi ed interpreti: Lora Lowenstark (Sofia), Micina Blister (Claudia), Marzia Brandi (Gabriella), Viola Tatham (Beatrice)
  • Scenografia e regia: Viola Tatham
  • Singer: Viviana Houston
  • Dancers: Trisha Abbot, Willhelm Ewing,  Fiona Saiman,  Alejandra Balhaus, Morghana Savira Coreografia: Fiona Saiman
  • Ass. studio: Morghana Savira
  • Ass.tecnica audio: Claudio MacFanatic
  • Grafica e fotografia: Fiona Saiman
  • Building e scripting: Claudio MacFanatic, Milose Rieko, Silvestro Dagostino. Dap Oh
  • Riprese video: Sergej Zarf

Ci racconta la regista Viola Tatham:

“L’idea è nata durante la manifestazione “Se non ora, quando?” del Febbraio 2011 e vuole essere anche un sentito ringraziamento alla scrittrice e regista Cristina Comencini, per il suo grande impegno artistico e sociale, per la sua voce che si alza attivamente in nome del mondo femminile; un omaggio a tutte le donne, un messaggio di speranza racchiuso nel testo finale, di R.M. Rilke, la speranza di non dover più udire da una donna l’amara frase: “non se ne esce!”

La presentazione di questa commedia è una delle attività del salotto letterario L’Arme d’Amour, fondato nel 2007 con l’intento di far avvicinare alla poesia non solo gli appassionati ma anche chiunque avesse voglia di sperimentare un personale percorso di creatività  poetica. La sua sezione italiana “WildGoose”, sempre diretta da Viola Tatham, comprende scrittori e poeti dilettanti e prevede incontri di lettura poesie, serate itineranti nelle altre land di Second Life, reading e rappresentazioni.

La regista Viola Tatham, sempre parlando della commedia, dice:

“E’ stato un bel lavoro di squadra, ci siamo confrontati e conosciuti meglio, mettendoci alla prova, impegnandoci, divertendoci, affrontando insieme le difficoltà che incontravamo e trovando insieme una soluzione ed è questo lo scopo principale del mio impegno in SL: stimolare la collaborazione e la condivisione delle proprie conoscenze per un progetto comune, da sperimentare con coraggio ed umiltà.”

E noi non possiamo che condividere e apprezzare non solo l’impegno sociale ma anche lo spirito di condivisione e di sperimentazione, augurando la venuta di tanti altri numerosi progetti come questi.

Viola Tatham, regista in Second Life della pièce teatrale Due partite

Una riflessione: McLuhan affermava “The medium is the message”, citazione che ben si addice a quello che Second Life/medium/strumento rappresenta. Mai strumento fu più versatile, dal momento che permette lo sviluppo di capacità creative che vanno dalla pittura, alla scultura, dalla fotografia ai machinima ma anche, come abbiamo visto in questo articolo, dalla poesia al teatro.

Se i primi mondi virtuali sono incorsi in qualche errore, secondo la teoria della “remediation si può tranquillamente  affermare che Second Life ha rimediato ad essi, offrendosi a tutti come strumento altamente potenziativo delle competenze professionali e lasciando un’impronta decisiva nel mondo dei new media.

 

Ivonne Citarella

Piccola storia della Crescita italiana verso il 2013

Dopo la pausa estiva, con l’evento Restart Italia di cui ci siamo già occupati la settimana scorsa, siamo praticamente arrivati alla fine di tre manovre economiche importanti per la Crescita del nostro Paese.

L’agenda per la Crescita italiana, infatti, viene messa in pratica attraverso alcuni passi indispensabili annunciati in primavera dal Governo: spending review, decreto sviluppo e riforma delle professioni, le prime tre tappe cioè di un percorso che vuole costituire il quadro di riforme per il rilancio economico dell’Italia.
In quest’ottica, per farlo l’Italia ha bisogno di risanare il suo debito pubblico senza minare l’erogazione dei servizi ai cittadini, con azioni che devono svolgersi “nel rispetto delle compatibilità finanziarie e dei vincoli europei”.

Ma se l’agenda ha già incassato gli elogi della cancelliera tedesca Angela Merkel, che l’ha definita “ambiziosa ed impressionante”, si dubita sulla riuscita della spending review e del Piano Crescitalia senza un confronto con le tutte le parti economiche e sociali implicate.

Non è facile comprendere a fondo queste dinamiche, allora abbiamo provato a riassumere brevemente per i lettori ninja cosa è accaduto negli ultimi mesi: ecco le tre tappe fondamentali del lavoro fin qui condotto.

Debito pubblico

La crisi ha acuito il rapporto debito/Pil italiano (ma ci sono casi studio interessanti in cui si dimostra come il ciclo economico in questo modo non si interrompa necessariamente!).

Così, per arginare il debito pubblico, e quindi arrivare al taglio di un punto percentuale per il 2013, il Governo punta ad un recupero di liquidità dalla dismissione e valorizzazione del patrimonio pubblico ancora in possesso dello Stato italiano, prevedendo la messa in atto di una società di gestione del risparmio interamente sotto il controllo del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Crescita

Sono stati appuntamenti decisivi quelli del 24 agosto e del 5 settembre dove i quali i ministri hanno espresso le loro considerazioni in materia di crescita e sviluppo dell’imprenditoria italiana, con particolare attenzione ai giovani under 35.

Oltre ai ministri, il governo ha richiesto ad una task force d’esperti di stilare le linee guida per incentivare la Crescita del Paese.

Interventi ambiziosi e dovuti, non solo per incentivare l’economia puntando sugli under 35 e quindi ridurre l’esercito di giovani senza lavoro ma, soprattutto, per ridurre il divario tra l’Italia e gli altri Paesi europei, come Germania e Regno Unito, in merito ad innovazione e sviluppo .

Tagli

Previsti per la terza parte della spending review, in cocomitanza alla dismissione del patrimonio pubblico italiano, così da poter raggiungere l’obiettivo della riduzione del debito pubblico previsto per il 2013 ed il recupero di ben 60 milioni fra beni e servizi. Nello specifico i tagli riguarderanno i dipendenti pubblici: 20% del personale dirigente e 10% per i dipendenti.

A far da contorno a questo ricco piatto vi sono temi abbastanza corposi come gli Esodati, il terremoto in Emilia ed la riorganizzazione del sistema delle autonomie locali in base ai nuovi criteri studiati dal Governo Monti.

http://www.soldionline.it/infografiche/infografica-le-stime-del-governo-sulla-crescita-del-pil

Di certo la cancelliera tedesca descrive bene l’azione del Governo italiano quando la definisce ambiziosa ed impressionante, in contrapposizione ad una crisi economica altrettanto impressionante ed ambiziosa, tanto da spazzare via 225mila aziende nei primi sei mesi dell’anno, riducendo dal 2008 del 13,5% la quota di giovani under 30 titolari d’impresa.

Alla luce di questi sforzi, dal nostro punto di vista è sicuramente importante che il Governo attui le sue proposte in tema di crescita, al di là degli interessi lobbisti, rendendo il mercato aperto alle nuove leve imprenditoriali, con una grande attenzione all’innovazione.

Diteci la vostra, ora!

Cool Hunter Italy Trade show: moda&comunicazione vanno in scena a Milano!

Curiosi di conoscere le giovani promesse della moda di domani? Ansiosi di saperne di più sui nuovi trend della moda e della comunicazione? Proprio in questi giorni a Milano è in scena l’evento gratuito Cool Hunter Italy Trade Show, a Palazzo delle Stelline, dal 22 al 24 settembre. Molto più di una semplice esposizione fieristica, un vero e proprio salotto creativo nel cuore della Settimana delle Moda di Milano. I protagonisti dell’evento saranno i giovani designer under 35 che potranno presentare i propri brand Made in Italy di abbigliamento, accessori, gioielli per donna, uomo e bambino sia agli operatori del settore moda sia al pubblico, con possibilità di vendita diretta delle creazioni.

Ma Cool Hunter Italy Trade Show è anche un laboratorio di idee e di creatività, grazie al prezioso apporto di protagonisti del settore ed esperti della comunicazione che vi permetteranno di aggiornarvi sui nuovi trend dell’universo fashion. Ecco una selezione last minute degli ultimi eventi e workshop a cui potrete assistere domani e lunedì:

Domenica 23 Settembre: ore 11.00-13.00 Workshop “Be Glamour Be SOStylish” a cura di SOStylish; ore 17.30-19.30 Concerto di musica classica eseguito dall’associazione musicale Notturno

Lunedì 24 Settembre ore 10.00-13.00: Workshop “Netnografia+Moda? Cool Hunting & Trend Research nell’era dei digital data” a cura di  Ninja Academy in collaborazione con Viralbeat: Alex Giordano & Adam Ardvisson ci parleranno delle applicazioni della Netnografia al settore della moda, per intercettare e comprendere nuovi trend e nuovi gusti dei consumatori. Per registrarsi al workshop:http://netnografia.eventbrite.it: la partecipazione è gratuita ma i posti disponibili stanno per esaurirsi, per cui affrettatevi!

E per finire, lunedì a partire dalle 19.00 non perdetevi l’aperitivo con Dj-set organizzato da Taxi Blues Milano in collaborazione con C.I. Communication.

Ecco il programma completo della manifestazione: buona full immersion nella moda!

 

Indagini 2.0: come un MacBook rubato, Google Maps e Craigslist combattono il crimine

Ormai viviamo praticamente in simbiosi con i nostri device; li usiamo per qualsiasi cosa, ci rendono la vita migliore e in caso di bisogno si rivelano veramente utili. Ma se qualcuno ce li rubasse? Tirate un sospiro di sollievo perché per fortuna c’è la soluzione anche a questo. Oggi voglio raccontarvi la storia di un furto che si è concluso inaspettatamente bene e che può dare tranquillità a chi è sempre in ansia di perdere lo smartphone o, peggio, il computer.

La storia inizia con due ragazzi che decidono di noleggiare un’auto per andare a vedere una mostra a Detroit. Arrivati a destinazione, scendono dalla macchina e si precipitano all’evento, senza ricordarsi di aver lasciato un MacBook Pro, un iPad e altro equipaggiamento dentro alla stessa. Al ritorno i due trovano solo la macchina, scassinata e vuota.

I due ragazzi però non si perdono d’animo e decidono di recarsi immediatamente alla polizia, per fornire tutte le informazioni utili al ritrovamento. Gli ufficiali chiedono subito se sui dispositivi ci sia qualche tipo di servizio per tracciare la posizione degli stessi. Il proprietario dell’iPad cerca subito di usare l’app Trova il mio iPad, ma invano.

La speranza si accende grazie al proprietario del Mac che si era iscritto già da tempo ad un servizio di backup online, Backblaze. Questo servizio infatti, non serve solo per salvare foto e files del suo Mac, ma ha anche un applicativo, di nome “Trova il mio computer”, che può essere usato per trovare il ladro!

Dopo un primo tentativo, in cui Backblaze segnala la posizione del Mac prima che venisse rubato, il servizio inizia a mostrare immagini e file uploadate inconsapevolmente dal ladro stesso! Sfortunatamente però, senza un indirizzo preciso della casa del malvivente la polizia non può fare niente di concreto, così i due ragazzi se ne tornano a casa riservandosi di chiamare il distretto in caso di nuove informazioni.

Un paio di giorni dopo, accade l’inaspettato. Il proprietario del Mac scopre,grazie al servizio di backup, che il ladro sta creando un annuncio per vendere la propria macchina, il tutto corredato da bellissime foto che riprendono anche la casa del malvivente! Da qui la strada per i due ragazzi è tutta in discesa: bastano una visita a Craigslist, per torvare l’annuncio con l’indirizzo del ladro e una a Google SteetView e il lavoro è fatto.

La polizia fa irruzione nell’edificio e si trova davanti ad una scena inaspettata. Oltre al MacBook gli ufficiali trovano anche un vero e proprio centro per lo spaccio di stupefacenti, insomma due piccioni con una fava! Unica nota dolente, l’iPad e il resto dei beni dei due ragazzi che risultano ancora dispersi.

Il Giappone e il debito pubblico che non spaventa

Ricordate la bolla immobiliare del 2008? Mai sentito parlare di Kyle Bass? Questo signore dopo aver fondato un hedge fund, ha scommesso il tutto per tutto al ribasso contro il mercato immobiliare durante la crisi dei mutui subprime del 2008, portando a casa una bella fortuna. Da allora il suo unico obiettivo è stato cercare il “next career trade”.

Da circa due anni ormai, il suo unico target è il Giappone, una nazione con un rapporto Debito/PIL maggiore del 200% (la Grecia a confronto sembra wonderland). L’hedge f[o]under è strenuamente convinto che sia solo una questione di tempo prima che la nazione imploda in una gigantica crisi del debito sovrano, mandando cosi alle stelle i rendimenti sui bond e precipitando lo yen.

Sostanzialmente Mr. Bass non ha torto, è solo in anticipo. Dopo tutto il Giappone ha un debito del 229% del PIL!

Anche da Harvard non la pensano come Bass

Ad aprile di quest’anno, la Harvard Business School ha pubblicato un case study sulla questione finanziaria del paese del sol levante rilevando che Il Giappone non andrà in default per il momento, ma lo farà presto.

Cosa avrà dedotto Kyle Bass da questo studio?
1) Il suo fondo potrebbe anche non sopportare tutte le perdite e gli anni accumulati in attesa del Default Giapponese.
2) L’intero studio, oltre che l’intero trade speculativo sul default giapponese, potrebbero essere completamente sbagliati.

E se fosse un errore?

Analizziamo il secondo punto.
La speranza di Bass è che la crisi Europea faccia da trampolino per una imminente crisi in Giappone. Nulla di piu sbagliato!

Tanto per cominciare, il rapporto debito/PIL è semplicemente un modo inutile per dare da mangiare ai media in giro per il mondo, e soprattutto non riporta assolutamente nulla su “interest rate risk” e “credit risk”, nomi che non suonano nuovi dopo il 2008.
In sostanza, cercare di “scommettere” contro una nazione basandosi solo sul rapporto appena citato non è altro che un’idea catastrofica e autolesionista (fortuna non inclusa).

Ora, vista la totale inutilità del rapporto “debt to GDP”, il signor Bass è convinto che, considerato l’enorme ammontare di risparmi domestici che in Giappone vengono investiti in Japanese Government Bonds, e che ora che il “disavanzo” per il Paese sta raggiungendo livelli assurdi e i risparmi si stanno esaurendo, la nazione dovrà cercare credito dall’esterno. Questi creditori/investitori però non vorranno assolutamente prestare danaro ad un patetico tasso dello 0.83% sui bond a 10 anni, così che, non appena questi investitori/creditori/speculatori internazionali chiederanno ai mercati di far salire i tassi sui titoli Giapponesi, la crisi sarà bella che servita poiché vi sarà così tanto debito che un aumentare dei tassi manderà allo sfascio le finanze pubbliche della nazione.

Il Giappone e il debito pubblico più alto al mondo che non spaventa

Anche in questo caso c’è un errore incredibile: non c’è alcuna correlazione tra la sostenibilità dei tassi d’interesse e i prestiti esteri e domestici.
Giusto per fare un esempio, negli USA l’ammontare di debito in possesso di investitori stranieri è aumentato esponenzialmente negli ultimi dieci anni, senza però scaturire alcuna pressione al rialzo sui tassi.

Lo Yen viaggiatore

Cerchiamo di capire in che ottica vedere il rapporto prestito-tassi.
Il possesso da parte di investitori stranieri di debito pubblico, non significa che la nazione va in giro per il mondo con il cappello in mano a chiedere l’elemosina cercando investitori disposti a comprare bond. E’ semplicemente una funzione commerciale.
Quando una nazione si trova in disavanzo, significa che sta spendendo per acquistare beni dal resto del mondo più di quello che il resto del mondo sta spendendo per acquistare beni da quella data nazione.

Qui giace la ragion per cui se il Giappone sta acquistando tanto dal resto del mondo, ci sarà tantissimo yen in giro per il mondo: soprattutto in posti quali Cina, Medio Oriente, Stati Uniti e Europa.

Ma che succede a questi yen viaggiatori? Alcuni vengono spesi per acquistare altri beni, ma sostanzialmente alla fine, finiscono tutti in qualche conto corrente bancario da qualche parte e in qualche modo finiranno per essere impiegati per l’acquisto di bond giapponesi in modo tale che il portatore di tale danaro ottenga dei guadagni dagli interessi.
Teoricamente se qualcuno avesse degli Yen potrebbe preferire l’acquisto di bund tedeschi o di titoli del tesoro USA, ma ci sarà sicuramente un altro soggetto che deciderà di acquistare dei JGB (Japanese Government Bonds), cosi la valuta trova la sua strada verso casa e il ciclo è completo,

Il Giappone e il debito pubblico più alto al mondo che non spaventa

Questa è l’idea chiave che sfugge al signor Bass e il motivo per cui la sua speculazione ribassista sul Giappone non pagherà. Per una nazione che prende in prestito la propria valuta, la spesa pubblica finanzia il prestito stesso!
Se il Giappone spendesse 100 miliardi di yen, quella cifra li fuori nel mondo probabilmente finirebbe in una istituzione finanziaria, dove in fine verrebbero acquistati JGB per un valore di 100 miliardi.

Facciamo un paragone con l’Europa

Il problema è che in Europa il ciclo è interrotto. Quando il governo spagnolo spende, il danaro speso non necessariamente finisce in qualche banca in cui verranno acquistati bond statali di pari valore. Al contrario, gran parte di tale cifra finisce in qualche conto corrente in Germania, dove viene utilizzata per acquistare debito tedesco. O finisce in Francia o da qualche altra parte.
Per farla breve, la spesa pubblica Spagnola non aiuta a finanziare il debito pubblicao Spagnolo.

La vera verità

Dopo avervi annoiato con una quantità industriale di robaccia finanziaria è arrivato il momento di dirvi perché scoppiano le crisi sul debito sovrano: esse non sono il risultato di qualcosa di numerico o contabile, ma bensì di qualche disfunzione socio/politica. Il Giappone ha un bassissimo tasso di disoccupazione, una economia altamente funzionante e una cultura politica encomiabile.

Pensate alla situazione politica, economica e del lavoro in Grecia. Ora il quadro è dipinto.

Arriva l'iPhone 5. E se lo trovassi per terra? [VIDEO]

L’iPhone 5 sta per arrivare anche in Italia. I più accaniti fan della mela si stanno già organizzando per assicurarsi il nuovo gioiello di Cupertino, e anche stavolta si prevedono lunghe file notturne davanti ai negozi. Ma se foste così fortunati da trovare il tanto bramato device, diciamo, a terra? Come reagireste, cerchereste il proprietario o lo raccogliereste fuggendo dagli occhi dei passanti?

A conoscere la risposta ci hanno provato i ragazzi di iPhone5.nl, che per promuovere il lancio del telefono ne hanno incollato uno a terra, in una delle piazze olandesi più affollate, Leidseplein.

In molti hanno ovviamente tentato di arraffare l’iPhone, invano, allontanandosi chi tra la risate, chi un pó imbarazzato dopo aver capito di essere vittima di una candid.

Chissà se per rifarsi andranno a comperarne davvero uno… 😉
Voi che ne pensate dell’idea dei prankster di iPhone5.nl?

10 cose che non sapevi su come funziona la tua mente

#1- L’abilità di ritardare la gratificazione inizia dalla giovinezza

Volete comprare ardentemente qualcosa, ma presto ci saranno i saldi e l’oggetto da voi desiderato avrà un costo minore: aspettare o no? Siete davanti ad una scatola di buonissimi cioccolatini, ne mangiate solo uno o vi date alla pazza gioia? Che siate impazienti o meno, c’è una buona probabilità che questa condizione risalga già alla vostra infanzia.

Walter Mischel iniziò i suoi studi sulla gratificazione negli anni ’60. Lo scienziato era interessato al processo con cui ritardiamo la gratificazione. I risultati delle sue ricerche dimostrarono che chi riusciva a ritardare la gratificazione senza problemi già da bambino avrebbe avuto un percorso scolastico e lavorativo proficuo, mentre chi non ci riusciva avrebbe avuto problemi da adulto.

Ma c’è speranza per le persone che non possono aspettare? Ma certo! Apparentemente è possibile insegnare alle persone come auto-distrarsi per aspettare il tempo necessario.

#2- Le persone non possono fare più cose in una volta

Sappiamo tutti che oggi il mercato del lavoro richiede sempre più persone specializzate e multitasking, ma varie ricerche dimostrano in realtà che non possiamo fare più di una cosa alla volta. Gli scienziati affermano con sicurezza che non possiamo fare più di una operazione cognitiva alla volta; quindi o parliamo o scriviamo, o ascoltiamo o leggiamo e così via.

L’unica eccezione riguarda il movimento fisico abitudinario, come ad esempio parlare mentre si cammina, che può essere svolto insieme ad un’azione cognitiva. Ecco sfatato un mito!

#3- La prospettiva canonica ci accomuna

Risalgono agli anni ’80 le prime ricerche sulla percezione degli oggetti. Se chiedete ad una persona di disegnare una tazza di caffè, sicuramente ve la disegnerà così:

Questo è proprio quello che hanno sperimentato i ricercatori, hanno fatto il giro del mondo e hanno chiesto a persone di varie nazionalità e cultura di disegnare proprio una tazza di caffè. I risultati che hanno ottenuto sono particolari: tutte le persone hanno disegnato la tazza come se la vedessero da destra o sinistra ponendosi leggermente sopra ad essa. Questa viene chiamata prospettiva canonica.

Questa prospettiva risulta essere la migliore nonché quella maggiormente riconoscibile, in quanto, è quella da cui vediamo gli oggetti nella realtà. Questo tratto che ci accomuna è un elemento utilissimo per chi fa il web designer perché permette di capire meglio quali siano i bisogni percettivi degli utenti.

#4- Se non ridi mentre usi i social network non sei social

Se siete presenti sui social media siete automaticamente sociali? Mandare mail, fare check in, twittare e aggiornare Facebook vi aiuta a socializzare, giusto? Sbagliato! In tutti questi processi non state veramente interagendo psicologicamente con gli altri. I veri legami sociali richiedono per definizione un interazione fisica mediata dal faccia a faccia. Preferite lavorare da soli davanti al vostro pc? Beh. allora non siete socievoli come credevate e questo può intaccare la qualità del vostro lavoro.

Le persone sono animali sociali. Per lavorare devono quindi relazionarsi con gli altri. Quando interagiamo con qualcuno siamo soggetti a miriadi di complicare reazioni ormonali e chimiche che determinano il nostro comportamento. Un meccanismo di interazione sociale che sfocia da queste reazioni e la risata.

Robert Provine, ricercatore dell’Università del Maryland, ha studiato a fondo la connessione tra processi sociali e risata e ha ottenuto moltissimi risultati, molti dei quali vi sorprenderanno:

  • solo il 20% delle risate scaturisce da una battuta
  • la risata è un veicolo per la comunicazione sociale: raramente ridiamo da soli
  • le donne ridono due volte di più degli uomini
  • la risata è universale e inconscia

Quanto è ironico tutto ciò? I social networks sono nati per ampliare le relazioni sociali e invece sono semplicemente un veicolo sterile di informazioni!

#5- Sei più influenzato dai brand quando sei triste o hai paura

Una serie di studi della Università olandese Nijmegen dimostrano che le persone impaurite o tristi tendono a scegliere prodotti a loro familiari mentre le persone felici rischiano nella scelta di prodotti nuovi o differenti.

Tutto ciò deriva dal fatto che quando siamo tristi il nostro “vecchio” cervello e la parte emozionale di esso sono in allerta. Dobbiamo proteggerci da ulteriori sbalzi emozionali, quindi, scegliamo ciò che ci è più familiare. In questo caso un Lovemark sarà sicuramente preferito a una novità!

#6- I brand parlano al tuo “vecchio” cervello

Il “vecchio” cervello analizza costantemente l’ambiente ed è maggiormente interessato al cibo, alla sopravvivenza e al sesso. Le preoccupazioni di questa parte del nostro cervello sono collegate anche all’idea di perdita, che per chi lavora in comunicazione è la parte più interessante!

I brand parlano a questa parte del cervello e attivano l’idea di sicurezza in quanto garantiscono che l’oggetto che stiamo guardando non è sconosciuto ma è ben definito nella nostra cultura. Ovviamente se in passato abbiamo avuto brutte esperienze con una marca il nostro “vecchio” cervello di suggerirà di guardare altrove.

#7- “Sei facilmente influenzabile, ma io no”

Tutti ormai sappiamo quanto siano importanti le opinioni dei consumatori nel web. Quando dobbiamo fare un’acquisto ci catapultiamo subito sulle revisioni e sui commenti che gli utenti fanno di questo o quel prodotto.

Nonostante ciò, le persone continuano a dire di non essere così facilmente influenzabili. Questo concetto può essere riassunto con “l’effetto della terza persona”. Ma perché crediamo di essere meno influenzabili degli altri? La risposta è semplice, il processo di influenza avviene a livello totalmente inconscio, quindi noi non siamo in grado di poterlo controllare!

#8- Ti aspetti che l’interazione online segua le regole sociali

Quando le persone interagiscono seguono delle regole che variano in base alla loro cultura. Ovviamente ognuno di noi ha delle aspettative sull’interazione che, se vengono violate, non fanno sentire a proprio agio creando vero e proprio imbarazzo.

Le interazioni online1 seguono le stesse regole, quando l’utente va su un sito o usa un’app ha già un’idea di cosa aspettarsi. Questi processi sono lo specchio di ciò che accadrebbe se avessimo davanti a noi una persona, quindi se il sito o l’app funziona male o disattende le aspettative ci troviamo a disagio. Chi di voi non si è mai infastidito nel dover inserire tutti i dati personali per accedere a un’app o ad un forum? O peggio, se il forum non salva le nostre informazione ad ogni sessione non è come se ci dovessimo ripresentare all’infinito alla stessa persona?

Ma questo non è l’unico problema che affligge il mondo online, infatti in base alla cultura di appartenenza ci sono anche delle aspettative diverse, le quali rendono molto più difficile il lavoro dei web designer, come dei marketing manager, che devono trovare soluzioni diverse per i diversi mercati. Quindi? siamo davanti alla ridefinizione del termine social media? Probabilmente no, ma sicuramente la definizione deve essere rivista.

#9- Quando sei indeciso copi dagli altri

Quando ci troviamo davanti alla necessita di acquistare qualcosa, o di cercare un consiglio, andiamo subito sul web. Revisioni, punteggi, commenti, forum sono solo una parte dell’enorme quantità di informazioni sui prodotti che possiamo trovare. Recenti studi dimostrano che ci fidiamo di più dei commenti delle persone, anche sconosciute, che delle revisioni degli esperti. Le recensioni maggiormente apprezzate dagli internauti hanno delle caratteristiche ben precise:

  • Includono informazioni sulla persona che le scrive
  • Raccontano una storia sul prodotto usato
  • Sono scritte da “persone come noi” e non da esperti

Per questo motivo, negli ultimi anni, il parere dei consumatori è diventato una vera miniera d’oro per chi si occupa di marketing.

#10- Dai più valore a un prodotto se è fisicamente davanti a te

Quando andate a comprare qualcosa, in base a cosa gli date un valore? Recenti studi e vari esperimenti hanno dimostrato che se l’oggetto che volete comprare è di fronte a voi fisicamente, acquista un maggior valore.

La spiegazione a ciò potrebbe trovarsi nel condizionamento di Pavlov ( vi ricordate il suo famoso esperimento col cane?). Che consiste nel fatto che, essendo il prodotto direttamente disponibile davanti a noi, scatti un meccanismo di stimolo (ho il prodotto davanti) e di risposta da parte nostra (comprarlo).

Eyebombing, la street art strizza l'occhio alla città

Eyebombing, alla lettera vuol dire “mettere occhi spalancati” (e non in senso figurato) su oggetti inanimati in spazi pubblici.

Ecco una nuova trovata, certamente folle e forse anche apparentemente senza senso per molti, che arriva da una coppia di giovani designer danesi.

Tutto nasce dai due precursori di questa bizzarra forma di Street Art, Kim Nielsen e Peter Dam, decisi a rivitalizzare la propria città attraverso dinamiche non convenzionali.

L’obiettivo è semplice. Portare un sorriso nell’ambiente urbano – tetro, grigio e triste per eccellenza – sperando di far sorridere anche le molte persone che lo abitano quotidianamente.

Niente atti vandalici o spettacolari per attirare l’attenzione dei media, ma solo piccoli gesti per rendere più umano ed allo stesso tempo dare un volto al mondo ed agli oggetti di tutti i giorni.

Le frontiere della Street Art sono destinate ad allargarsi ancora una volta, lasciando a bocca – e non solo occhi – splalancati i più.

La festa della blogosfera si avvicina: il Blogfest 2012 è alle porte! [EVENTO]

Come ogni buona abitudine, anche quest’anno, per la terza volta consecutiva, diamo il benvenuto al BlogFest!

BlogFest: Come e quando?

L’evento che ogni anno mette insieme tutto ciò che in Italia gravita attorno alle community della rete, dai blog, da Facebook, da Twitter, dalle chat e dai forum aprirà i battenti il 28 Settembre a Riva del Garda per concludersi il 30 Settembre.

Conferenze, dibattiti, installazioni, presentazioni, concerti, premiazioni, giochi. Un susseguirsi di micro e macro eventi con nomi noti del giornalismo e della blogosfera!

Ma entriamo un po’ più nel dettaglio.

Cosa vi aspetta?

Come dicevamo tanti gli appuntamenti con il BlogFest, e parlarne di tutti sarebbe difficile, quindi proviamo a darvi qualche assaggio (se volete avere una visione p ù amplia del programma, qui il link alle giornate con tutti i dettagli):

– ci saranno vari BarCamp, ognuno rigorosamente autogestito e con un wiki di riferimento: FoodCamp, ScienceCamp, 12Camp, WriteCamp, … ad ognuno il suo!

dibattiti e pannel sulla sicurezza informatica, il mondo del Web, sul mobile, sulla crisi e sull’utilizzo del web per l’educazione e la didattica;

aperitivi, pane e cioccolata sulla spiaggia, tornei a suon di sfide tecnologiche, dj-set e tanto, tanto divertimento:

– per i bimbi (e soprattutto per i genitori!) ci sarà un’area di kindergarten attrezzata e sorvegliata;

– e ovviamente non poteva mancare una premiazione, con i Macchianera Blog Awards!
Il premio che che designerà i migliori blog e siti internet dell’anno!

P.S.: Fino al 26 settembre c’è ancora tempo per votare i vostri preferiti, che aspettate?!

Ricapitolando:

BlogFest 2012 – Riva del Garda – 28-30 settembre: Una tre giorni di divertimento, aggiornamenti, professionisti e un sacco di novità!