Il machinima, tutto quel che c'é da sapere [GUEST POST]

Il nuovo guest post di Ivonne Citarella ci spiega tutto sul machinima.

Di Ivonne Citarella – Second Lifer e Sociologa collaboratrice con il CNR

Quale arte sorprendente c’è sempre stata dietro una cinepresa? Pensiamo solo alle magie di maestri/registi italiani e stranieri che grazie alla loro inventiva hanno creato capolavori eterni, vere pietre miliari nella storia del cinema come i film espressionisti e neorealisti o della  nouvelle vague o del new hollywood, i cui acuti e preziosi frame delle società di cui si raccontava sono ancora impressi nella memoria di tutti noi e lo saranno a beneficio delle generazioni future.

Cinema è anche sinonimo di continui progressi tecnologici che hanno determinato  svolte epocali quali il passaggio dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore, dall’analogico al digitale; per non parlare della progressiva complessità dei passaggi tecnici e di professionalità necessari alla confezionatura di un film, il tutto basato sulla volontà dell’uomo di “osare”, di “sperimentare” e di compiere “magie”. Vi chiedo allora: avete mai sentito parlare di Machinima?

Il machinima (abbreviazione di  machinecinema) è quella tecnica che consente la realizzazione di film con i giochi interattivi con un motore grafico 3D, quale ad esempio Second Life.

Quale è l’innovazione? In primo luogo che chiunque può realizzare un film di animazione, ma soprattutto, ed è questa la parte più innovativa, che quel chiunque può da solo essere regista, scenografo, fotografo, costumista, curatore del suono, creatore dei  personaggi e di ogni idea si abbia voglia di inserire in quel film, dando spazio massimo alla creatività.

I risultati? Stupefacenti! Giudicate voi stessi guardando uno dei tanti video di Tutsy Navarathna, grande regista di machinima.

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Ma chi è Tutsy Navarathna? Tutsy, vincitore sia nel 2010 che nel 2011 dei contest sui machinima organizzato dall’Università della Western Australia, è un regista francese nella Real Life che si diletta a  realizzare degli splendidi machinima utilizzando Second Life.

Il regista dal momento in cui è entrato in Second Life è rimasto folgorato soprattutto dai tipi di rapporti che si attivano tra gli individui poiché, egli afferma -in linea anche con i risultati della mia indagine -, che tutte le barriere della realtà quali l’aspetto fisico, l’età, le condizioni sociali vengono superate. Questo aspetto lo ha ritenuto così interessante da spingerlo a rappresentarlo nei suoi machinima come un tentativo di discussione e riflessione su  questi nuovi generi di rapporti.

Al regista ho chiesto di spiegarmi se le sue opere in Second Life abbiano migliorato le sue competenze in Real e se si sia creata una sorta di connessione tra il suo lavoro in Real e la virtualità. Nel suo lavoro in Real, egli spiega, non ha ancora utilizzato delle immagini tratte da Second Life ma questa è una idea alla quale sta pensando molto seriamente e ritiene di non sentire delle vere differenze tra i film che lui realizza in Second Life e gli altri, in quanto la vita virtuale arricchisce la sua vita reale e viceversa, permettendogli di migliorare sempre di più le sue competenze.

Secondo il regista uno dei punti di forza di Second Life, ma che allo stesso tempo ritiene essere la sua debolezza, consiste nel non proporre niente ai suoi residenti. Si arriva nudi in SL, egli dice,  un po’ come nella vita. Tutto è possibile ma dipende da ognuno di noi rendere possibile il tutto e avviare un vero e proprio processo creativo come quello che in definitiva accade a molti residenti di SL custode di molteplici talenti. Le infinità di luoghi fantastici creati da uno o più individui, i concetti di interattività, design, moda, spettacoli, esposizioni, installazioni rappresentano una vera profusione del mondo artistico e non a caso grandi università come l’University of Western Australia ( UWA)  o l’Università del Texas a San Antonio (UTSA) dedicano molte energie per la promozione degli artisti in SL.

Il machinima, secondo il regista, rappresenta una nuova arte, una sorta di nuovo underground, ancora un po’ esclusivo perché ne usufruiscono solo le persone che accedono in Second Life che, ricordiamo, è gratuitamente disponibile per tutti. Afferma Tutsy:

“Oggi serve che gli artisti trovino la specificità di questa tecnologia e d’altronde non si fa la pittura ad olio con degli acquarelli. Il grande Melies resta ancora oggi pieno di fascino e poesia  ma nulla vieta, anzi ce lo auspichiamo,  che dei nuovi Melies arriveranno”.

E non dimenticate che Second Life rappresenta una piattaforma per l’animazione che adoperata con quelle di video sharing come Youtube o Vimeo diventa un content provider a basso costo, alla portata di tutti e per un utilizzo mainstream, cioè non solo diretto agli utenti di Second Life ma a tutti indistintamente attraverso, ad esempio, un social network come Facebook.

Non si sottovalutino quindi gli usi per promozioni commerciali! Non a caso Irene Grandi girò il suo video clip in Second Life. #Sapevatelo! 😉

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O, ancora, il primo musical realizzato da Roberta Cirillo, vera esperta del Machinima!

Second life è per chi divertendosi voglia qualificarsi in nuove competenze che richiedono solo passione e creatività. Quindi non indugiate oltre e lanciatevi nella sperimentazione che Second Life vi offre!

 

Ivonne Citarella

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