10 idee per migliorare la SEO dei vostri video YouTube

Oggigiorno YouTube è paragonabile ad una vera e propria enciclopedia multimediale, oltre ad essere il secondo motore di ricerca più utilizzato. Possiamo trovare contenuti di ogni genere: presentazioni, video musicali, “istruzioni per l’uso”, trailer… Tutto questo porta ad un enorme traffico di visualizzazioni.

Data la crescente domanda di contenuti da parte degli utenti, semplificare e chiarire contenuti complessi diventa una necessità. Nel momento in cui si decide di condividere contenuti video, il processo di ottimizzazione e posizionamento sui motori di ricerca (SEO) diventa allora fondamentale per essere visualizzati!

Per questo ecco 10 utili consigli che vi aiuteranno a rendere visibili i vostri contenuti ai motori di ricerca, rendendone più semplice l’indicizzazione.

#1 Utilizzare un nome file che rispecchi il contenuto video

Il nome del file video deve essere rinominato in funzione di ciò che si vuol mostrare. Oltre a  togliere quell’orripilante codice di formato es. “MOV123.MP4”, suggeriamo di utilizzare delle keyword inerenti al contenuto. Un piccolo accorgimento dai grandi vantaggi, in quanto  il motore di ricerca di YouTube in base alle preferenze di ricerca indicizza i video che contengono topic keywords di ricerca.

#2 Inserire le parole-chiave all’inizio del titolo del video

Le parole chiave devono comparire nel titolo, nella descrizione e ovviamente nei tag. Per essere immediatamente visibili verranno posizionate all’inizio del titolo. Secondariamente si possono aggiungere il nome del brand, l’indirizzo web e altre info.

Ovviamente il titolo dovrà stimolare l’interesse dell’utente per essere cliccato, è bene dedicare la giusta attenzione alla stesura. Un titolo efficace equivale ad un’ alta percentuale di clic (CTR), che a sua volta servirà ad indicizzare meglio il vostro video nell’algoritmo di ricerca di YouTube.

#3 Includere le parole-chiave nello script dei video con voce fuoricampo

Nel caso in cui presentiate un video informativo con voce fuori campo, è consigliato aggiungere le keyword nello script (come se fosse una slide) che accompagnerà la voce fuori campo.

Le keyword verranno visualizzate anche nei sottotitoli, visibili cliccando sul pulsante CC (closed-captions) in basso a destra. Ragion per cui è vietatissimo dimenticarsi di inserire lo script, se non vogliamo perdere l’attenzione sui punti chiave del discorso! 🙂

#4 Caricare una trascrizione del file per la sottotitolazione del video

Facendo questa operazione si avrà il pieno controllo di ciò che apparirà come sottotitolo vincolando YouTube alle nostre volontà. Inoltre YouTube ha ridefinito le proprie tecnologie speech-to-text (da parlato a scritto),  in maniera tale che con il semplice upload della trascrizione del file audio verrà automaticamente impostato il timing di apparizione.

Attenzione però: Google differenzia i caption file contenenti sia il file di testo che le informazioni sul timing di apparizione, dai transcript file che contengono solamente il testo di ciò che viene detto nel video.

#5 Aprire un Canale Youtube ufficiale

E’ utile creare dei canali per ogni tipologia di nicchia che si vuole soddisfare. Ovviamente se siete agli inizi il tasso di indicizzazione  non sarà lo stesso dei canali che sono  presenti su YouTube e già affermati. Tempo al tempo!

#6 Caricare regolarmente video

Vale lo stesso discorso del blogging: se un blog non viene aggiornato per molto tempo perde la sua indicizzazione su Google. Perciò è bene tenere sempre aggiornato il proprio canale se si vuole avere il SEO power e risultare competitivi.

#7 Rispondere ai commenti dei video

Per stimolare l’engagement degli utenti rispondere ai commenti è un’azione da veri community manager. Ricordatevi che i primi commentatori dei video costituiscono la core audience, perciò rispondere tempestivamente ai loro commenti sarà di sicuro un’azione dai riscontri positivi.

#8 Creare e utilizzare playlist

YouTube dà la possiblità di raggruppare video sparsi per il web in liste di preferenze. Se il vostro video viene aggiunto a una o più playlist ciò può aumentare il vostro ‘potere SEO’. Le playlist sono un segnale social di come i video possano essere popolari e valutabili dagli utenti di YouTube. Per questo nel calcolo dell’algoritmo di ricerca influiscono anche popolarità  e sharing.

#9 Incoraggiare la social experience

Per stimolare i commenti, i like e le risposte ai video evitate di essere troppo espliciti. Nel caso vi passasse per la mente di offrire premi in cambio di sharing e commenti, YouTube avrebbe tutte le autorità per bloccare il vostro canale. Perciò non mettetevi contro il supremo! 😛

#10 Sharing del canale su siti esterni e social network

Basta riportare il semplice URL del video nei vostri commenti su siti esterni. Da YouTube grazie al tasto condivi verrà visualizzato il codice d’incorporamento, oltre ai diversi social button che permettono di condividere direttamente il video nelle diversi social network.

Enunciate queste dieci regoline, non ci resta che  chiedervi quale sia la vostra esperienza. Let’s share your experience! 😉

 

 

 

Playboy rivisita mezzo secolo di "acconciature" [VIDEO]

Per 58 anni ha influenzato e plasmato, in toni provocatori e irriverenti, il modo di vivere della popolazione maschile.

Oggi Playboy torna sugli schermi con un video divertente creato da Y&R South Africa, che ironizza sull’influenza che la rivista, dal 1953 ai giorni nostri, ha avuto nel lanciare mode e tendenze: Da qui è nata l’idea giocosa di riproporre le varie “acconciature” femminili tramite l’evoluzione delle capigliature maschili nel corso degli anni.

Il video segue una campagna partita qualche mese fa, che Playboy South Africa ha diffuso per presentare il suo nuovo taglio editoriale: Playboy darà più spazio al giornalismo intelligente meno alle figure femminili.

Lo spot, diretto da Jason Fialkov ,  riesce a far sorridere un po’ tutti, anche il gentil sesso che nella maggior parte dei casi non predilige tra le sue letture questo genere di rivista.

Google Chromebook in vendita nei negozi BestBuy

La nuova serie 5 dei Google Chromebooks sarà in vendita nei punti vendita BestBuy (negli Stati Uniti) e Dixon’s (nel Regno
Unito).

È stato annunciato a Google I/O, la conferenza annuale degli sviluppatori Google.

Google Chromebook in vendita nei negozi BestBuy

Le serie precedenti erano vendute esclusivamente online su Amazon. Con questa mossa, invece, il colosso di Mountain View mira a contrastare il colosso di Cupertino, Apple, che conta su una vasta schiera di retailer monomarca nel mondo.

Google Chromebook in vendita nei negozi BestBuy

Pare che i processori di questa nuova serie siano tre volte più veloci di quelli in dotazione nelle serie precedenti.

Saranno cento i negozi BestBuy in cui sarà possibile acquistare i nuovi Chromebook, mentre è ancora sconosciuto il numero dei distributori Dixon’s.

E voi, vorreste acquistare il nuovo Chromebook anche in Italia?

Virgin Active affida la comunicazione agli studenti universitari

Virgin Active, brand in portafoglio del gruppo Virgin di Richard Branson, ha attivato una strategia di espansione in Italia attraverso l’apertura di nuovi centri fitness.

Per l’apertura a Napoli, prevista per il prossimo Ottobre, Virgin e la sua agenzia di comunicazione Edelman hanno lanciato in Aprile un project work rivolto agli studenti della facoltà di Economia dell’Università Federico II di Napoli.

Il project prevede la redazione di un piano di comunicazione non (o comunque poco) convenzionale, per il quale numerosi studenti si sono impegnati nell’ideazione e nella realizzazione di azioni di marketing volte a creare engagement, awareness e passaparola attorno all’apertura del primo villaggio Virgin del sud Italia.

Diversi gruppi di studenti hanno dato libero sfogo alla loro creatività organizzando iniziative di guerrilla, flash mob e piccoli eventi in varie zone di Napoli, legando il brand ai valori e agli aspetti principali della città partenopea. Immancabile inoltre il social media marketing, con l’apertura di oltre venti Facebook Page non ufficiali con una media di 400 fan ciascuna.

Proprio come nelle gare professionali tra agenzie, i ragazzi proporranno i loro piani di comunicazione ad una commissione tecnica composta da: Virgin Active, Edelman e l‘Università Federico II.  La commissione identificherà entro Luglio una short list dei migliori lavori,  il cui numero sarà scelto in base alla quantità e qualità dei progetti presentati.

I ragazzi in shortlist se vorranno, potranno continuare a lavorare sui progetti fino a metà Settembre migliorando e potenziando la loro concept idea o semplicemente concentrandosi sul passaparola.

Ad Ottobre poi ci sarà un evento di premiazione ufficiale dove si decreterà il gruppo vincitore ed un paio di menzioni speciali presso la sede di Monte Sant’Angelo dell’Università di Napoli Federico II alla presenza di professori, giornalisti e blogger.

Obiettivo principale dell’iniziativa: mettere in contatto gli studenti universitari con il mondo del lavoro, collaborando direttamente con l’azienda. I vincitori ovviamente potranno anche beneficiare della visibilità che gli sarà data su media tradizionali e non con un lavoro di ufficio stampa curato dalla stessa Edelman attorno all’evento e all’apertura del villaggio fitness.

In bocca al lupo a tutti i ragazzi in gara! Non ci resta che aspettare di conoscere i progetti che vinceranno!

Dal Tech Garage arriva la finale N.I.D.I.TecNOfrontiere per la Basilicata [EVENTO]

Con l’appuntamento del 3 luglio a Tito, in provincia di Potenza, torniamo a parlare di idee lucane con programmi di incubazione e business plan competition che le riguardano.

No, no! I termini inglesi no! Abbiamo l’italiano pieno di parole e sinonimi dalle mille sfaccettature e noi dobbiamo ricorrere all’inglese?”. Così ha iniziato il suo discorso Antonella Di Noia ieri, quando su invito di Michele Petrone, abbiamo potuto confrontarci sul perché di un evento dedicato alla formazione e alla creazione d’impresa in Basilicata.

Vediamo allora con quale proposta: ce lo ha spiegato direttamente lei.

Come nasce l’idea del NIDI per la Basilicata?

“Orgogliosa della mia buona conoscenza di questa lingua straniera – continua Antonella – cercavo di usare inglesismi in quel che scrivevo, convinta di poter comunicare meglio, ma mi trovavo spesso di fronte a delle facce perplesse che si esprimevano nei termini che vi ho appena detto.

Poi ho imparato a farne a meno (dura la disintossicazione però!) o comunque a non abusarne, finché un bel giorno si è presentata davanti ai miei occhi questa espressione: business plan competition, che definiva in tre parole una grande iniziativa, quella che Basilicata Innovazione stava per mettere in cantiere con la Camera di Commercio di Potenza e la collaborazione di dPixel.

L’unico modo per tradurre l’inglesismo era affiancargli un naming (e concedetemelo!) adatto: N.I.D.I. | TecNOfrontiere, Nuove Idee D’impresa Innovative che vanno al di là delle frontiere territoriali, per le loro potenzialità di entrare su mercati di ampio respiro, e di quelle create dalle difficoltà di entrare in contatto con chi può valorizzarle.

Quali sono le aspettative di una business competition lucana?

Quando Paolo Cattapan, il direttore di Basilicata Innovazione, mi ha parlato di N.I.D.I. | TecNOfrontiere ho capito che stavamo per mettere in cantiere la prima iniziativa che potesse stimolare e magari far ritornare a casa tutti i lucani con un’idea d’impresa brillante.

Non una business plan compeitition qualunque o un semplice evento: si trattava di creare un vero e proprio percorso, strutturato in più tappe e che consentisse non solo di premiare degli aspiranti startupper ma di riaccendere sul Territorio la voglia di fare e di mettersi in gioco. Come? Valorizzando le proprie competenze, scambiando due chiacchiere con quel vicino di casa che magari sapevi essere un gran cervellone e che aveva la competenza giusta per portare avanti la tua idea e con cui non avevi mai parlato; entrando in contatto con professionisti del settore, per capire fino in fondo cosa significa fare impresa e magari…quali sono i trucchetti del mestiere!

Siamo partiti operativamente tra marzo e aprile con due TechMeeting, dedicati alla presentazione e valutazione delle idee: la prima importante comparsa in pubblico di tanti giovani lucani, con la grinta e quel pizzico di incoscienza necessari a presentare con passione il proprio progetto d’impresa. Quasi cento i partecipanti e oltre cinquanta i progetti, di cui venti ammessi alle due sessioni formative, le TechWeek.

E siamo arrivati così alla finale del 3 luglio, TechGarage Basilicata 2012, con i dieci migliori team, tra cui ci saranno gli “Startupper Champion”! Quello che vedo in N.I.D.I. | TecNOfrontiere, che vedono i soggetti promotori e che vorremmo vedessero tutti i partecipanti non è solo la sua anima di “competizione”: c’è una logica, concreta e razionale, e la forte volontà di trasformare l’iniziativa in un vero e proprio progetto della regione e non di natura transitoria. Un progetto che coinvolga tutti i soggetti attivi nel settore d’impresa – dalle istituzioni alle associazioni di categoria agli incubatori ai venture capitalist e chiunque si senta chiamato in causa… si faccia avanti! – che creino assieme un network stabile di competenze e strumenti a disposizione di coloro che in Basilicata hanno tutte le potenzialità per fare impresa”.

La ClearPlex spara a MacBook e iPhones [VIDEO]

Tommy Jordan, un genitore americano, ha deciso di punire sua figlia con un video in cui spara al suo pc. Risultato? Pc distrutto e figlia in lacrime. Come fare allora a sfogare la voglia di distruzione e salvare il pc? Semplice, ci pensa ClearPlex con le pellicole protettive a prova di Nonnina-Shotgun.

La ClearPlex è un’azienda americana leader nella produzione di schermi protettivi per vetri di ogni genere, dal parabrezza delle navi da crociera allo schermo del tuo smartphone. Secondo l’azienda “ClearPlex’s invisible protection films are the best in the world” a dimostrare ciò ci pensa una nonnina tutt’altro che indifesa e il suo fidato fucile Benelli.

Con questa campagna pubblicitaria la ClearPlex si rinnova e cambia il target: non più automobilisti e marinai ma Geek e Mac-Lover che vogliono proteggere il loro giocattolino elettronico da qualsiasi pericolo e “vendetta” possibile.

Il movimento artistico dell’arte virtuale in Second Life [GUEST POST]

Opera di Nessuno Myoo: SLurl: http://maps.secondlife.com/secondlife/INDIRE/83/221/23

Di Ivonne Citarella – Sociologa e Second Lifer

Dopo aver introdotto il tema dell’arte virtuale su Second Life, iniziamo questo articolo con una domanda: quali sono i motivi per i quali l’arte di Second Life è rimasta un’esperienza di nicchia? Le ragioni sembrerebbero essere duplici e di diversa natura: tecniche e commerciali, che si condizionano vicendevolmente.

Le prime si rivalgono sul fatto che la maggior parte delle opere realizzate in Second Life sono inattuabili in Real, perché per il loro allestimento si incontrerebbero delle difficoltà di natura economica, a meno di non entrare inworld e avere quindi la fortuna di apprezzarle. Ma a quel punto l’opera è automaticamente confinata.

La seconda ragione, quella commerciale, risiede nel fatto che le opere virtuali, se non per poche eccezioni, non hanno interessato il mercato dell’arte, che poggia su opere che portano in sé delle caratteristiche ben precise – tra queste l’unicità e l’esclusività – che rendono preziosa l’opera d’arte stessa.

Ma possono queste ragioni frenare l’ascesa di un’arte che dovrebbe essere considerata come una tecnica contemporanea, che appartiene a tutti e non già solo ai residenti di Second Life? La risposta a mio avviso è: no! Anzi al contrario credo che i tempi siano maturi affinchè gli artisti di Second Life osino di più e che si facciano promotori di un vero e proprio movimento artistico di arte virtuale.

Inoltre, a proposito delle difficoltà tecniche per la realizzazione in Real delle opere artistiche virtuali, ritengo che non si possano non prendere in considerazione i passi che si stanno compiendo nell’ambito delle tecniche virtuali con utilizzo in Real, in termini di realtà aumentata o di fruizione dei mondi virtuali senza bisogno di consolle e di televisori. Grazie a questi, ben presto si potranno realizzare allestimenti e mostre presso i maggiori musei europei anche a costi accessibili.

In attesa di quel momento – a mio avviso non molto lontano – vanno sicuramente aumentate le occasioni in Real per conoscere questa nuova tecnica di arte: non solo con mostre collegate con Second Life ma anche con corsi accademici ad hoc.

E’ per questo che colgo qui l’occasione per ringraziare il Prof. Giampiero Moioli e la Prof.ssa Stefania Albertini dell’Accademia di Belle Arti di Brera, che daranno luogo Sabato 30 giugno alle ore 10,30 presso il Salone Napoleonico in via Brera 28 a Milano, all’evento “Immersive Wor(l)ds“, durante cui artisti come Nessuno Myoo, Giovanna Cerise, Noke Yuitza, Lorenzo De Liguoro creeranno delle opere d’arte ispirandosi ad opere letterarie. Un evento, quindi, per tutti gli appassionati di arte e di letteratura che si incontreranno nella sede fisica dell’Accademia. Per l’evento si ringraziano inoltre Simba Schumann (Simona Lamonaca) di Arte Libera per il coordinamento degli artisti e Imparafacile Runo, Helenita Arriaga, Maryhola MacMillan, Morghana Savira, Gea Demina, Alexandra Shepherd dello staff di Libriamo tutti. Vi aspettiamo!

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Ivonne Citarella

Sito mobile: 10 buoni motivi per creare il proprio [INFOGRAFICA]

Sito mobile oppure mobile app?

Pochi giorni fa abbiamo consultato un’infografica per distinguere le diverse opzioni da valutare prima di scegliere in che modo declinare il proprio sito per la consultazione mobile.

Ragionando in termini di usabilità, elaborare entrambe le versioni significa fornire una user experience più vasta e adeguata alle centinaia di possibili combinazioni tra tipo di utenti, device e connessioni.

Budget permettendo, ovviamente.

In termini di costi, creare un sito mobile per la navigazione dagli smartphone può essere un primo passo meno dispensioso e universale, considerando che le pagine web continuano a registrare più visite e accessi unici soprattutto per quanto riguarda intrattenimento, ricerche e consigli per lo shopping.

Perchè un sito mobile?

Diamo un’occhiata a questa infografica realizzata dall’agenzia newyorkese AD:60 e focalizziamo i motivi principali.

Sito mobile: 10 buoni motivi per creare il proprio

Traffico dai dispositivi mobili

L’8% di tutto il traffico digitale proviene da smartphone e tablet, i cosidetti mobile devices.

Presto gran parte dei telefoni cellulari sarà sostituita dagli smartphone, dispositivi studiati per fruire di contenuti digitali.
In America ci si aspetta il sorpasso già entro le fine del 2012 (fonte: Nielsen Mobile Insights, febbraio 2012)

Questo genererà un aumento ulteriore di traffico e l’ampliarsi delle abitudini mobile delle persone.

Mobile shopping

Ne abbiamo parlato in termini di strategie e user experience, il commercio elettronico si sta diffondendo in maniera esponenziale.

Entro il 2012, il 35% degli utenti che acquista online lo farà via mobile; cominciamo ad avvicinarci alla metà degli acquisti totali (43% a fine 2015).

Nel 2010 il fatturato americano delle vendite online è stato di 3 miliardi di $, per il 2012 si prevede la doppia cifra con 10 miliardi, entro il 2016 addirittura tre volte tanto.

C’è un fenomeno particolare che soprattutto in Italia dovremmo considerare: il “couch commerce” ovvero l’acquisto via mobile da casa.
Addirittura il 59% delle attività di mobile shopping proviene sì da dispositivi mobili ma in situazioni comode e statiche.

Utenti “mobile-only”

C’è un campione da non trascurare, quello degli utenti che accedono al web solo tramite connessioni mobili; un bacino che senza un sito mobile rimarrebbe tagliato fuori.
Per tutti questi navigare su un sito non ottimizzato può risultare non facile, mentre accedere ad un sito mobile è l’unica opzione (ad esclusione delle app) per disporre dei contenuti senza ostacoli.

E si parla di numeri da non sottovalutare: il 23% negli USA, il 30% in Cina, addirittura oltre il 50% in Sud-America (57%) e India (59%)… grandi numeri anche in senso assoluto.

Con un trend da evidenziare: le percentuali sono più alte nei paesi in via di sviluppo.

Un altro aspetto demografico da considerare è la distribuzione anagrafica degli utenti mobile: solo oltre i 55 anni la percentuale comincia a calare, mentre tra i 18 e i 44 quasi tutti si collegano al web tramite connessioni mobili, con un picco del 70% tra i giovani (25-34).

E chi fa più acquisti? Il 14% dei compratori via iPhone sono uomini, il 9% donne.

Redditi

Si, parliamo proprio di entrate e stipendi.

I possessori di smartphone (e tablet) hanno generalmente una maggiore disponibilità economica rispetto a medie più tradizionali.
Negli USA il 60% di questi guadagna 100.000 $ all’anno, contro una media più generale di almeno la metà.

Quale che sia la natura della propria organizzazione e del modo in cui comunica sul web, la capacità economica degli utenti mobile non va certo trascurata.

Esserci, conta

Un tema classico ma mai scontato.

Essere presenti dove vanno a finire sguardi, ricerche e richieste è essenziale, il come poi sarà motivo di differenziazione e probabilmente anche vantaggio competitivo; essere in grado di far accedere un potenziale cliente ad un sito mobile, mentre questi naviga dal suo cellulare, non è altro che offrire quello che ci si aspetta.

L’infografica ci mostra come gli utenti facciano ricerche online prima di acquistare, sia per i negozi fisici che per i web shop : la percentuale di chi fa ricerche dallo smartphone (37%) non è tanto lontana dal totale di chi fa ricerche pre-acquisto(46%).

Anche per un negozio alla vecchia maniera, quindi, è importante essere raggiungibile tramite smartphone, magari per rispondere ad una ricerca e trasmettere quel senso di sicurezza in più che catalizza l’impulso d’acquisto.

User experience

In un momento storico in cui all’importanza dei contenuti si aggiunge quella dei contesti in cui vengono fruiti, è  il concetto cardine di ogni strategia digitale.

E’ molto semplice: se un sito è fatto di contenuti adatti a schermi larghi, sui pochi pollici di un iPhone o di un Galaxy genererà una buona dose di stress tra scorrimenti di qua e di là, zoom, iconcine incliccabili.
Realizzare un’interfaccia ad hoc, con testi leggibili, gallery visibili e call-to-action praticabili farà completamente dimenticare difficoltà e stress (con tutte le conseguenze positive del caso 🙂 ).

Qual’è il vostro sito mobile preferito?

Dirty Tricks dalla A alla Z: soluzioni pratiche ai momenti di disperazione creativa

Per anni ho raccolto appunti per mettere insieme un metodo che fornisse soluzioni visive ai problemi che quotidianamente un art director deve affrontare.

Trovare ogni giorno un’idea di visual capace di rappresentare degnamente un concept, ideare un’immagine in grado di sposarsi e completare coerentemente un’headline. Avevo già radunato una bella serie di soluzioni, ma non sapevo come ordinarle per i miei studenti del corso di Art Direction. La cosa più logica sarebbe stata quella di metterle in ordine alfabetico, di creare un piccolo alfabeto, un manuale da consultare in caso di disperazione creativa.

Come sempre accade con le idee, qualcun altro ci aveva già pensato e ne aveva fatto un libro (per la cronaca “The A Z of visual ideas” di John Ingledew). Ho comprato il libro, l’ho studiato – constatando con piacere che la mia lista era più utile e ben fatta della sua – e ho preparato ciò che amo definire “sporchi trucchi”, una lista di soluzioni per qualsiasi problema di visual, pensata principalmente per la creatività destinata alla pubblicità.

Dirty Tricks dalla A alla Z

A= Arte

Prendete un quadro, meglio se famoso. Prendete una tecnica, meglio se conosciuta. Ambientate l’azione o la scena all’interno del quadro, rappresentate l’azione con la stessa tecnica usata dall’artista. Contestualizzate il prodotto, il suo utilizzo o il suo consumo, dentro l’opera d’arte o visualizzatelo con la stessa tecnica.

B= Bianco

Il colore bianco è la rappresentazione del vuoto. Ogni oggetto riprodotto su un fondo bianco assume immediatamente un’importanza enorme. Lo spazio bianco intorno al prodotto ne sottolinea il valore. Il bianco veicola significati di semplicità, pulizia, trasparenza. Oggi è trendissimo, ma già trent’anni fa Armando Testa spiegava l’importanza del fondo bianco per valorizzare qualsiasi segno e faceva l’esempio della bandiera giapponese definendola “perfetta”.

C= Colore

Concentrarsi sul colore. Rendere tutto monocromatico: una stanza tutta rossa con tutti gli oggetti rossi, una città tutta verde con automobili, case e abitanti tutti verdi; un’aula con bambini seduti ai banchi tutti blu e dove ogni oggetto è blu. Lavorare sul colore, portare l’immagine in bianco e nero e tenere colorato solo ciò che ci interessa. Variare i colori naturali delle cose in colorazioni artificiali estreme o invertire i colori delle cose.

D=Dati

Partite dai dati. Se avete un prezzo usatelo creativamente, se avete una data o una percentuale, anche. Create un’infografica con i numeri che avete a disposizione. Potrebbe essere una percentuale straordinariamente bassa di grassi o di calorie, usatela. Potrebbe essere uno sconto particolarmente vantaggioso, concentratevi sui numeri e usateli per comunicare.

E=Espressioni

Espressioni nell’accezione più vasta. Espressioni del viso: il primo piano di un bambino disgustato o imbufalito, lo sguardo languido della vicina di casa brutta e sciatta, l’entusiasmo di un tifoso di calcio nell’attimo del gol. Il volto umano è un teatro di emozioni, usatelo. Ma espressioni anche in senso verbale: provate a visualizzare espressioni verbali di uso comune (mettiti nei miei panni, è senza spina dorsale, l’ha preso all’amo, etc.). Sono infiniti i problemi che possono essere risolti visivamente rappresentando letteralmente espressioni comuni.

F=Familiare

Reinterpretate visivamente un’immagine familiare, un’immagine che tutti conoscono. Marilyn con il vestito bianco alzato dal getto d’aria della metropolitana, il ciuffo di Elvis, il primo passo sulla Luna, la panchina di Forrest Gump, le facce del monte Rushmore, il gesto di Clark Kent che apre la camicia. Ci sono immagini ormai iconiche che appartengono alla cultura di massa che proprio per queste ragioni possono e devono essere riutilizzate per esprimere nuovi concetti. Ho menzionato immagini che personalmente non userei mai, ma il concetto è quello.

G= Grande

Se non può essere bello, almeno che sia grande. Giocare sulle proporzioni. Ingrandire a dismisura un elemento per valorizzarne un altro. Un uomo schiacciato da un dito gigantesco, una figura che cammina all’interno di un padiglione auricolare, un insetto gigante che minaccia una città.

Scarica la versione completa dei Dirty Tricks: otterrai un vademecum indispensabile per fare fronte all’ansia della pagina vuota quando le idee non arrivano.

 

DigitalMed Workshop a Salerno: 5 borse di studio per voi!

Dal 13 al 29 luglio a Salerno, presso il Complesso Monumentale di Santa Sofia, si svolgerà la terza edizione del DigitalMed WorkshopUrban Field” un workshop internazionale di architettura con focus su mapping, parametric design e digital fabrication, che avrà come oggetto del lavoro finale il sistema di spazi pubblici identificato nel tessuto urbano della città di Salerno.

Dedicato ad architetti, designer, ingegneri e creativi in generale, il workshop ha lo scopo di fornire ai partecipanti le conoscenze teoriche e tecniche per un approccio alla progettazione parametrica, alla digital fabrication e alla raccolta e gestione dei dati.

Il workshop, giunto alla terza edizione, dura 11 giorni, suddivisi in 3 fasi che si articolano durante i weekend del mese di luglio e che trattano i seguenti temi:

– Mapping, ovvero la raccolta, manipolazione, visualizzazione e gestione dati, per una durata di 3 giorni
Design parametrico e introduzione all’uso dei software Rhino e Grasshopper, per 4 giorni
Laboratorio progettuale e fabbricazione digitale, con l’uso della cnc. knk cutter, per gli ultimi 4 giorni di corso
Nella parte finale della seconda fase si darà avvio al laboratorio progettuale, che sfrutterà le tecniche di fabbricazione digitale per la produzione di prototipi. Ai partecipanti che decideranno di seguire singoli moduli verrà chiesto di stilare un elaborato finale ad hoc.

 

L’associazione S.A.N., Salerno Architecture Network, offre 5 borse di studio parziali per la partecipazione al DigitalMed,  che si terrà a Salerno durante tre weekend di luglio: 13-14-15 (mapping); 19-20-21-22 (parametric design); 26-27-28-29 (digital fabrication).
Le borse di studio sono offerte agli studenti e ai professionisti connessi al gruppo Ninja Marketing e consistono nella riduzione della tassa d’iscrizione da 700,00 euro + iva a 440,00 euro + iva.
È possibile scegliere di seguire anche singoli moduli. In tal caso, per i partecipanti di Ninja marketing è previsto uno special price pari a 150,00 euro + iva.

Il workshop si svolgerà presso il Complesso di Santa Sofia (3° piano), in via Trotula de’ Ruggiero a Salerno.  L’organizzazione consiglia di prenotare l’alloggio (a carico dei partecipanti) in tempo utile.

Le candidature per le borse di studio vanno inviate a: amleto@picernocerasolab.com inserendo come oggetto della mail “Borse di studio Ninja Marketing”